Home / ComeDonChisciotte / LA LEZIONE DI K

LA LEZIONE DI K

DI GIANLUCA FREDA
blogghete.blog.dada.net

Perso per qualche settimana tra le sabbie della Liguria e l’intermittente sole ferragostano, separato – più per desiderio di disintossicazione che per cause di forza maggiore – da internet e dalla sua informazione multiforme e poliedrica, ho dovuto cogliere scampoli dei recenti avvenimenti di politica nazionale nei brandelli di TG captati in qualche bar balneare all’ora del caffè e nelle rare letture di “Repubbliche” del giorno prima abbandonate sul litorale da bagnanti ignoti. Sono stato più volte sul punto di tradire il mio antico giuramento di non acquistare mai più un quotidiano nazionale, spinto dalla curiosità di verificare l’esattezza dei miei pronostici sull’andamento della crisi politica. Ho resistito non per virtù, ma per la scarsa disponibilità finanziaria, acuita dai crudeli regolamenti degli albergatori che mi hanno precluso la possibilità di riciclare i fogliacci scalfarici e debortoliani nell’uso a cui sono consueto adibirli dopo una sommaria ispezione.

A seguito, “KOSSI’ FAN TUTTI” (Gianluca Freda, blogghete.blog.dada.net);In tutte le latrine balneari di Genova e provincia è infatti presente lo stesso, implacabile cartello, che recita: “E’ vietato gettare nel water tovaglioli, assorbenti e fogli di giornale”. Un vero e proprio schiaffo all’austerity e alla circolazione della libera stampa.

In ogni caso, tra un caffè e una sguazzata fra le mucillagini, mi è sembrato di cogliere l’eco di alcuni importanti avvenimenti verificatisi negli ultimi giorni. Primo: mi è giunta voce che l’autore di Fotti il potere sarebbe deceduto la scorsa settimana in circostanze non sufficientemente chiarite dalle fonti che ho fin qui consultato. Sono certo che si tratta di un complotto e che il noto scrittore è in realtà vivo, vegeto e nascosto in un segretissimo bunker sotterraneo, come lo sono del resto Elvis, Marilyn e Adolf. Nella remota eventualità che la sua morte non fosse una messinscena, la cosa mi dispiacerebbe parecchio. Era un bravo scrittore, uno dei miei preferiti. Ha fatto anche altre cose nella sua lunga vita, ma non così buone come il suo ultimo libro. Se non l’avete ancora letto, fatelo. E’ un formidabile trattato di realpolitik e se si è capaci di leggere tra le righe contiene alcune importanti dritte sul funzionamento di quel meccanismo osceno che siamo soliti definire “democrazia”. Ad esempio, se qualcuno ancora si chiede in quali ambienti internazionali sia stato progettato il colpo di stato che nel ’93 mise in ginocchio la nostra nazione (lo conosciamo familiarmente col nome di “Mani Pulite”), voilà, la risposta arriva dritta dritta da persona profondamente informata dei fatti: “Mani Pulite non nasce con l’arresto di Mario Chiesa. Ho parlato con diversi imprenditori coinvolti, e tutti mi hanno detto che gli sono stati contestati fatti appresi dai magistrati anni prima grazie alle intercettazioni. C’è qualcosa che non torna: perché quelle inchieste da anni dimenticate sono state di colpo lanciate tra i piedi del ceto politico? [Perché] l’azione della magistratura fu incoraggiata dall’FBI americano e dai poteri forti italiani”. Dite che sono cose già note? Per chi frequenta l’informazione su internet, forse. Ma provate a chiedere all’uomo qualunque e vi sentirete decantare la stagione del giustizialismo come meritoria campagna di moralizzazione repubblicana; oppure, all’inverso, la sentirete demonizzare come malefico colpo di coda del comunismo moribondo. Infettato dall’informazione di regime, il pubblico maggioritario si dibatte fra due antitetiche versioni della questione, entrambe fasulle e parimenti imbecilli. Ci voleva un testimone di primo livello dell’Italia postbellica per dare visibilità generale ad un’idea che su internet già si mastica da tempo: e cioè che il repulisti giudiziario di quasi vent’anni fa avesse mandanti e progettisti internazionali le cui finalità erano un po’ meno nobili e molto meno comuniste di quanto ancor oggi pensi la pubblica coglioneria.

Secondo: sulle Repubbliche del giorno prima ho notato un gran parlare di Costituzione di qua e di là, di sopra e di sotto. Maurizio Bianconi dice che se Napolitano si oppone al voto anticipato e favorisce la nascita di un governo tecnico, tradisce la Costituzione. Napolitano s’incazza: “Ah sì, io tradisco la Costituzione? E allora che chiedano l’impeachment!”. Al TG1, Piero Ostellino, accarezzando come di consueto la sempliciotteria analitica dell’uomo della strada, ribadisce che è proprio vero, il Presidente della Repubblica sta violando la Costituzione, perché se gli elettori hanno dato un mandato di governo a Berlusconi, il ribaltone in probabile dirittura d’arrivo sarebbe un tradimento della sovrana volontà popolare.

Devo dire che raramente mi è capitato di ascoltare un simile nugolo di scemenze stereofoniche in un arco di tempo così limitato. Sembra di presenziare a un bisticcio tra bambini dell’asilo non particolarmente dotati: signora maestra, Giorgio ha insultato la Costituzione! Non è vero, signora maestra, è stato Silvio che le ha fatto gli sberleffi per primo!

Da un lato l’interpretazione della Costituzione offerta da Bianconi, Alfano e altri “autorevoli” esponenti del PdL è palesemente ridicola. Non essendo, la nostra, una repubblica presidenziale, gli elettori non eleggono direttamente il Presidente del Consiglio, bensì le Camere. Sulla scheda elettorale si vota , non per una persona, e il fatto che sulla scheda ci sia scritto “Tizio o Caio presidente” indica una mera preferenza del partito per quella personalità a capo dell’esecutivo. Ma la nomina effettiva del Presidente del Consiglio spetta pur sempre al Capo dello Stato, che la decide tenendo conto di vari fattori, a partire dalla necessità che il governo ottenga la fiducia alle Camere. Chi si oppone al ribaltone invocandone  l’incostituzionalità sta dicendo dunque una solenne fesseria, al solo scopo di fornire ai suoi poco illuminati elettori una versione populistica e banalizzata dei meccanismi politici di cui i lobotomici seguaci possano riempirsi la bocca durante le partite a tressette. La verità è che la Costituzione non solo permette tranquillamente i “cambi di fantino” in corsa, ma li contempla di proposito come una “estrema ratio” per tenere il più possibile a freno le interferenze della massa con l’empireo della politica e dei suoi affari, nei quali la volontà del popolo non solo non è (né potrebbe essere) sovrana, ma rappresenta un incombente pericolo da scongiurare ed eventualmente stroncare attraverso l’uso della forza.

Per questo motivo, sul versante opposto, i Napolitano e i Bersani si fanno in quattro per nascondere ai loro altrettanto lobotomici adoratori una verità piuttosto sgradevole: e cioè che la Costituzione italiana non è affatto studiata per garantire la sovranità al popolo, bensì per assicurare spazio di manovra agli intrallazzi affaristici delle cosche industriali dominanti e dei loro tirafili internazionali. Quando un governo non è più idoneo a garantire la fluidità di questi maneggi, è perfettamente possibile e costituzionalmente legittimo – benché non semplicissimo – sostituirlo con un altro di segno opposto senza il fastidio di passare per le urne; invocando, naturalmente, la necessità di garantire continuità (?) all’azione di governo, stabilità politica al paese e tante altre belle filastrocche di questo tipo.

Come sempre accade, quando i commedianti politici iniziano a vomitare Costituzione ad ogni sillaba, è il momento di non prestare alcuna attenzione alle loro parole e cercare di osservare la rappresentazione nel suo complesso, per cercare di capire qual è la posta in gioco e quale strategia è stata scelta per dissimularla. Lo insegna lo stesso sommo autore di “Fotti il potere”, cui s’è poc’anzi accennato: “ La verità è che la menzogna, ben più della verità è all’origine della vita, perché se gli uomini si sono evoluti è stato solo grazie alla loro capacità di mentire agli altri e a se stessi”. Il periodico riaffiorare della Costituzione e delle sue piacevolezze sulla stampa di regime è parte integrante dell’edificazione di quella “politica per crocerossine” ad usum populi che serve ai prestigiatori dell’intrigo per mettere fuori strada chi potrebbe ribellarsi ai loro maneggi, contrabbandando una versione puerile dei meccanismi operativi del potere, utile ad impedire che il grande pubblico ne comprenda il funzionamento. Nel caso specifico, questo accapigliarsi sul senso ultimo del dettato costituzionale mira a nascondere una realtà che risulta fin troppo evidente a chi riesca ad andare appena al di là delle chiacchiere per educande. La realtà è che lo scontro istituzionale in corso nel nostro paese non ha nulla a che vedere con la Costituzione e la sua esegesi, ma è parte integrante di una ridefinizione dei rapporti di forza geopolitici, resasi necessaria a seguito del progressivo declino degli USA come superpotenza unica dominante e dell’emergere di potenze locali che mirano a riempire, col tempo, il vuoto di potere lasciato dal grande moloch rantolante. In questo gioco, la tattica con cui gli Stati Uniti tentano di rallentare il declino e consolidare i propri punti di forza per le future e decisive sfide prevede – fra le molte altre cose – la definitiva eliminazione di Berlusconi dallo scenario politico italiano e la sua sostituzione con soggetti politici in grado di gestire con più salda dedizione alle strategie d’oltreatlantico la rete di rapporti politico-industriali internazionali che servirà da avamposto (o meglio: come uno degli avamposti) per il controllo politico dello scenario europeo. Berlusconi si è rivelato persona troppo libera e imprevedibile nei suoi maneggi e in un momento come questo nessuna deviazione dai piani frettolosamente definiti può essere più tollerata. Se l’uomo che venne da Arcore non è ancora stato spazzato via dallo scenario politico, ciò non è dovuto alla sua astuzia e capacità politica (che sono platealmente inesistenti) e neppure alla tanto sbandierata e sovrastimata forza persuasiva del suo apparato mediatico, che ha perso buona parte del suo smalto dopo la diffusione di internet e che è comunque controbilanciato da un apparato propagandistico di controllo di pari forza gestito dalla parte avversa. Il motivo per cui Berlusconi rimane (credo per poco) ancora in sella è, più semplicemente, l’assoluta inesistenza di una parte politica “fedele” cui i dominanti e i loro maggiordomi confindustriali possano affidare con fiducia le proprie sorti in questa difficile congiuntura. Non perché vi sia difetto di servilismo in Fini, in Bersani, in Draghi o in Prodi, ché anzi tali soggetti non attenderebbero altro che l’ordine padronale per prendere posto a capo di un nuovo governatorato e servire gli interessi dei colonizzatori fino alla morte. La loro sopravvivenza politica, in fondo, dipende unicamente da questo. Ma il fatto è che il loro servilismo è così smaccato e percepibile, la loro incapacità di pensare in proprio è talmente palese, che nessuna maggioranza elettorale garantirebbe mai ad essi il proprio appoggio. I loro maneggi e la loro dipendenza dai diktat americani sono così plateali che perfino i più feroci avversatori di Berlusconi iniziano ad esserne nauseati e a chiedersi se valga davvero la pena cambiare una banda di pagliacci con una dittatura dei colonnelli per conto terzi. Insomma, per quanto Berlusconi possa essere ormai impopolare, i suoi avversari sono la quintessenza stessa dell’impopolarità: servi dei nostri aguzzini americani, così avidi e assetati di comando da non riuscire più neppure a nascondere di fronte al paese le trame, le collusioni e i coltelli con cui preparano il regicidio. Se la loro fedeltà al padrone è scontata, la loro fame di potere, rimasta insoddisfatta per decenni, è così abnorme da renderli imprudenti, da rendere leggibile sui loro volti ciò che realmente progettano dietro lo scemenzario costituzionale e le frasi di circostanza. Ciò li rende poco spendibili, del tutto inidonei a garantire ai dominanti quella stabilità di potere di cui hanno bisogno in questa fase, un cavallo sul quale solo un giocatore davvero disperato potrebbe pensare di dirigere le proprie scommesse.

Esempio plateale di tale inettitudine recitativa è la recente piazzata di Napolitano, il quale, di fronte ad un Bianconi qualsiasi che straparlava a vanvera della mitologica sovranità popolare garantita dalla Costituzione, temendo di vedersi sottrarre dagli avversari il pretesto principe con cui ogni soperchieria viene ornata di mirabili finalità dinanzi agli occhi inebetiti dell’elettorato belante, ha perso ogni controllo ed è intervenuto irritualmente, con l’equivalente diplomatico di una scazzottata nella piazza del mercato, per strappare la foglia di fico costituzionale dalle mani adunche della parte avversa. “Venite qua e cacciatemi fuori, se avete coraggio!”. Non si fa così anche nelle liti condominiali? La realtà è che Napolitano ha i nervi a fior di pelle e ciò fa sì che l’intero intreccio dei suoi progetti per favorire l’avvento di un governo tecnico fedele ai dominanti risulti visibile a chiunque come attraverso una teca di cristallo. La sua parte politica ha già perso ogni credibilità. Le manovre dei dominanti statunitensi, presso i quali ha impiegato una vita per accreditarsi, risultano sempre più trasparenti anche all’elettore più disaccorto. Toglietegli anche la Costituzione e le sue fiabesche garanzie di sovranità e non gli resterà più nulla per giustificare dinanzi al popolo il capovolgimento di maggioranza che sta progettando. Da qui il nervosismo, le scenate, la rivelatoria caduta delle maschere. Di qui la titubanza dei padroni e dei loro gendarmi bancari e confindustriali, che vorrebbero liberarsi di un Berlusconi ormai stracotto ed ambiguo, ma proprio non se la sentono di sostituirlo con uno di questi guitti da strapazzo.

Questi essenziali retroscena della lotta per il controllo delle nostre vite non avrete (quasi) mai la soddisfazione di vederli trattati sulla stampa nazionale, ancor meno in prima pagina, in un editoriale di Scalfari o di Giannini. Per questo “Fotti il potere” è un fondamentale testo di educazione civica, uno dei più completi e vigorosi che siano mai stati scritti. Il suo titolo non è per nulla ironico: per fottere il potere (ma io direi più educatamente: per poterlo controllare) bisogna conoscerne il funzionamento reale, le finalità effettive, la logica concreta, i veri meccanismi. Il che è proprio ciò che l’”informazione” dei De Bortoli, degli Ostellino, dei Minzolini e compagnia cantante tenta di impedire, essendo lautamente retribuita per svolgere questo compito. Per questo straparlano di Costituzione e di sovranità, ripetendo a pappagallo la cosmologia fanciullesca edificata dai loro referenti istituzionali, senza minimamente accennare alle autentiche materie del contendere, alle implicazioni globali dei dissidi locali, alla posta in gioco cui si conformano dietro le quinte le puntate e le strategie dei contendenti in lizza, alla vera natura degli stessi contendenti. Si sposta il piano del discorso sulla morale, sui diritti, sui principi, rintronando le teste di teoria, di filosofia e di retorica per oscurare il livello pragmatico su cui il conflitto si attua e produce i suoi effetti tangibili sul corpo vivo della società. Si fomenta l’idealismo, paradiso lisergico in cui la nebbia della chiacchiera si sostituisce all’analisi scientifica delle cause e dei moventi reali dell’agire politico. Non è un caso che il libro, nella fascetta che avvolge la copertina, rechi la fondamentale prescrizione: “Tenere lontano dalla portata degli idealisti”. Un’attenta lettura di “Fotti il potere” nelle scuole e nei corsi di formazione per docenti sarebbe più utile allo sviluppo della coscienza civica della memorizzazione dell’intero testo costituzionale; sempre che funzione della coscienza civica sia quella di controbilanciare, conoscendolo, il potere e non quella di lasciarlo il più possibile libero di impazzare senza freni mentre i cittadini, distratti dalle favole, sognano inverosimili sovranità popolari e scorrazzano nelle praterie dei diritti umani inciampando, di tanto in tanto, in uno dei cocci delle loro vite.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-08-21
21.08.2010

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    su Mani pulite:
    l’azione della magistratura fu incoraggiata dall’FBI americano e dai poteri forti italiani

    Me li vedo proprio la Bocassini e Colombo che prendono ordini da Kissinger. Ci sono sicuramente delle foto che Freda custodisce gelosamente e che postera’ a tempo debito. Mi ci scommetto uno stipendio. E chi o cosa sarebbero poi sti ‘poteri forti italiani’? Il Vaticano? La Confindustria? La Mafia?
    Braccio di ferro de noantri? Mah…

    Berlusconi si è rivelato persona troppo libera e imprevedibile

    Contrariamente a quello che pensa Freda io sono sicuro del contrario: il legittimamente impedito ha da anni pianificato tutte le mosse per restare ‘troppo libero’ (e su questo potrei anche essere d’accordo) grazie alla sfilza di leggi ad personam, ad aziendam, ad minchiam. Tutto tranne che imprevedibile. E’ entrato in politica per non entrare in galera, e questa opzione resta l’unica per lui praticabile. Dove starebbe la decantata imprevedibilita’? Se fosse poi persona libera ed imprevedibile potrebbe desecretare un bel po’ di scartoffie di stato, e farci finalmente conoscere cosa successe ad Ustica. O alla stazione di Bologna. Potrebbe anche dichiarare che i comunisti in Italia sono spariti, quindi e’ assolutamente demente prendersela con loro. Potrebbe smetterla di farci fare la figura dei pirla ogni qual volta se ne va come nostro rappresentante in giro per il mondo. Ma, al contrario di Freda, sono sicuro che tutto questo non accadra’ ne’ domani ne’ mai.
    Aggiungiamo pure che Freda e’ dispiaciuto molto della morte del picconatore (uno dei piu’ feroci intrallazzatori con i soliti servizi deviati e fascistume che l’Italia abbia partorito, questi si’ manovrati dai pupari della CIA) ed il quadro e’ sufficientemente completo.
    Mi chiedo solo cosa aspetti a togliere definitivamente la falce e martello che campeggia sul suo sito o, meglio ancora, ad affiancargli una svastica

  • maristaurru

    “l’azione della magistratura fu incoraggiata dall’FBI americano e dai poteri forti italiani”

    Una frase del genere Non afferma, nè suggerisce quello che Tonquessy sembra con ingenuità adombrare, e che cioè un qualche magistrato sia stato fuorviato e “comandato” da chicchessia. Stiamo parlando di magistrati non di venditori di lupini, ci sono mille modi per incoraggiare , dirigere, costringere e non tutti facilmente ravvisabili, nemmeno dalle stesse vittime, si sta parlando di fbi e di poteri forti e Tonquessy sa benissimo che i poteri forti in questo paese, comandano davvero e immagino ormai anche lui si sia fatta una idea di quali siano i poteri forti.
    Come suppongo sappia benissimo che qui in questo ragionamento, ove fosse esatto, destra e sinistra non c’entrano un tubo. Forse sarebbe ora che sti poveri Italiani li lasciassimo liberi di capire, sapere , decidere.. o no?

  • vic

    YouTube search: JFK speech secret society

    Cosi’ si puo’ riascoltare il famoso discorso sul pericolo dei metodi occulti, tenuto da John F. Kennedy a New York nel 1961.
    E’ un attacco lucido e deciso ai metodi di organismi come la CIA (che JFK aveva intenzione di abolire del tutto) o come l’FBI (di cui aveva intenzione di sostituire l’onnipotente ed immortale direttore supremo Hoover).

    Cosa unisce Kossiga a Kennedy, sebbene su sponde contrapposte?
    La preoccupazione per quello che oggi viene definito “government by secrecy”. Cioe’ una modalita’ di governo, per cui l’opinione pubblica non sa praticamente nulla di rilevante. Non sa nulla del contenuto di informazioni di cui dispone il governo, delle attivita’ di disinformazione, per non dire di peggio, e di manipolazione dell’opininone non solo pubblica, ma anche interna, dei propri funzionari, per non parlare dei funzionari altrui.

    La modalita’ del “government by secrecy” ha condotto ad un tipo di mentalita’ costantemente sulle barricate. Per cui esistono nemici sempre ed ovunque, palesi, ma soprattutto sommersi. Se non ci sono, si inventano. Indi vanno combattuti nei modi piu’ subdoli, solitamente occulti, ma ogni tanto tamente evidenti che si sente il botto, o il rombo di tuono.

    E’ questo il vero guaio della societa’ occidentale. L’essersi consegnata ad una mentalita’ che potrebbe funzionare in guerra, ma che conduce solo a disastri in tempo di pace. Si e’ giunti a questo sotto la guida, diciamo cosi’, degli USA, nazione leader nel dopoguerra del mondo occidentale. Adottando la modalita’ del “government by secrecy” si sono avute conseguenze estremamente deleterie. La prima e’ stata l’adozione di una mentalita’ di fatto nazista. Tant’e’ che i servizi d’intelligence USA del dopoguerra erano per buona parte i servizi d’intelligence dei nazisti, tout court. Ma non solo. Anche moltissimi scienziati in punti strategici erano ex gerarchi tedeschi, lavati e risciacquati per renderli presentabili. Dall’altra parte della cortina di ferro, la mentalita’ del “government by secrecy” era ancora piu’ radicata. Sono queste le radici che ci hanno portato dove siamo. Sono radici che affondano profondamente nella seconda guerra mondiale, sfociata poi nella guerra fredda, prima del diluvio della globalizzazione.

    Negli USA ci sono stati due presidenti che hanno intuito il pericolo dell’avanzata di chi comanda “dietro le quinte”, oggi si chiamano poteri forti. Sono stati il presidente e generale Eisenhower (famoso il suo discorso di congedo contro il complesso militar-industriale) ed il presidente JFK.

    Fatto sta che troppe nazioni nel mondo sono state controllate da forze ombrose ma decisive. Le gigantesca debolezza (la sua vera pazzia) di un Cossiga e’ stata appunto quella di difendere fino allo stremo la modalita’ del “government by secrecy”, che ovviamente sta agli antipodi della democrazia, come viene intesa nell’accezione comune.

    Oggi siamo in mano a chi fa e disfa con l’informazione e con la non-conoscenza. Entrambe essenzialmente in mani estremamente occulte. Che stanno portando l’umanita’ tutta sull’orlo del baratro o della notte buia. Come venirne fuori? Con chi venirne fuori?

    Facendo un po’ di pulizia. Tornando con i piedi per terra. Buttando via la mentalita’ da guerra perenne. Chiarendo una buona volta il gioco perverso dell’informazione coperta del sistema finanziario e monetario. Ci vorrebbe uno tsunami di trasparenza. Proprio il contrario di quello che sta accadendo. Berlusconi e Cossiga sono di una-due generazioni troppo vecchi. Ci vuole aria nuova, ma pulita, alla luce del sole. Una forza politica solare! Possibilmente multisolare.

    E’ dura trovarla se si sta all’ombra oscura degli USA. Pure loro dovranno venirne fuori, se non vorranno trovarsi una societa’ profondamente orwelliana. Ma estirpare quella mentalita’ oscena della segretezza comportera’ il sacrificio di molti privilegi, di chi sulle cose occulte ci campava. O inversamente impediva agli altri di campare.

  • Tonguessy

    “ci sono mille modi per incoraggiare , dirigere, costringere”.
    E’ domenica e sono buono. Dimmi un paio di questi modi per incoraggiare, ridigere o costringere il pool di mani pulite. A questo punto io sono convinto che invece il Mossad abbia incoraggiato, diretto e costretto il pool a recedere dai propri intenti, ma abbia perso. Questa, e null’altro e’ la vera ragione della disfatta dell’ultima guerra in Libano: non e’ mai cambiato il quadro di riferimento geopolitico e questo “vuoto di potere lasciato dal grande moloch rantolante” a cui si riferisce Freda proprio non si capisce, visto com’e’ andata in Libano.
    Ad argomentare cosi’ sono capaci tutti. Il giornalismo d’inchiesta invece si basa su dati e testimonianze verificabili. Nulla del genere emerge ne’ dall’articolo ne’ dal tuo commento. Solo sciocche illazioni fondate su astrazioni che supponete tutti condividano. Beh, sappiate che non e’ cosi’ e che qualcuno vorrebbe capire quello che state dicendo e specialmente perche’ lo state dicendo.

    Su una frase sono d’accordo: “Forse sarebbe ora che sti poveri Italiani li lasciassimo liberi di sapere”. Se continuate a nascondere i presunti fatti su cui basate i vostri pindarici ragionamenti non arrivera’ mai quell’ora. Tutto cio’ che si basa su fattori non verificati ne’ verificabili si chiama ideologia e si fonda sulla fede ossessiva degli assunti iniziali.

  • Tonguessy

    Ecco un commento che porta dati verificabili legati ad argomentazioni concrete. L’esatto contrario di quello che hanno fatto Freda e Maristaurru. Qui almeno si legge che negli USA di quegli anni i poteri forti erano il complesso militar-industriale. Non i poteri forti in quanto tali, astrazione avulsa da connotati specifici, ma un coacervo di interessi che ha nome e cognome. E salta fuori anche il motivo per cui sono contento che il buco del culo dell’inferno si sia aperto per accogliere Kossiga, e si sia poi richiuso per evitare che saltasse fuori. Altro che ottimo scrittore di realpolitik!

  • walterkurtz

    “Aggiungiamo pure che Freda e’ dispiaciuto molto della morte del picconatore (uno dei piu’ feroci intrallazzatori con i soliti servizi deviati e fascistume che l’Italia abbia partorito, questi si’ manovrati dai pupari della CIA) ed il quadro e’ sufficientemente completo”

    Infatti…Un articolo che inizia consigliando la lettura dell’ ultima “fatica letteraria” di Cossiga mi fa già venire l’orticaria…ma come si fa ancora a credere alla favola di un Cossiga personaggio al di fuori degli schemi e veicolatore di grandi Verità. in realtà trattasi di un bugiardo patologico, che specialmente nell’ultima parte della sua vita ha voluto giocare il ruolo del provocatore ad oltranza anche per rendere più credibili le sue balle aberranti. Cossiga, tra le altre cose, è l’uomo che attribuisce ai Palestinesi (???) la strage di Bologna, è l’uomo che nel corso dell’operazione genocida “Piombo fuso” fece il tifo per le truppe israeliane…

  • Jasmine

    Beh, buon Tonguessy, sui “mille modi per incoraggiare, dirigere, costringere” e, magari, indirizzare le indagini, non è difficile rispondere. Basta ricordarsi della visita in Procura, quella di Milano, evidentemente, dell’allora presidente della Regione Lombardia, nonché fratello del presidente del Consiglio dell’epoca, piuttosto incavolato per avere appreso della costituzione del Caf. In quell’occasione ci fu anche chi parlò di un pacchetto di documenti, peraltro ben selezionati, dimenticato dall’illustre visitatore sul tavolo del Procuratore.

  • brunotto588

    ……. Ed ecco, indirettamente, anche la giusta risposta a Bertani: l’ analisi lucida e senza fronzoli, esposta con un linguaggio ed una finalità atti a voler veramente “capire e far capire le cose” di articolisti come Freda, o di commentatori come Vic ( tra l’ altro spassosissimo nelle sue “interviste” ), valgono da sole la pena di continuare a frequentare CDC, a dispetto dei vari trolls, o di commentatori tanto inetti e superficiali quanto assolutamente privi di un qualsiasi peso nell’ economia generale del sito.

  • brunotto588

    E dai, non è che tutte le volte occorra partire da capo …. sarebbe come dire che per spiegare le equazioni di secondo grado bisogna rinfrescare le tabelline …. ovvio che si diano per scontate in quanto già spiegate e dimostrate …. inoltre: anche l’ analisi più “scientifica” si avvale di ipotesi …. si fa un’ ipotesi, possibilmente plausibile, e poi si va a dimostrarla …. sennò si rimane al palo.

  • brunotto588

    PS: la maggior parte degli “inprenditori” che conosco io non ha la quinta elementare, e sbaglia i congiuntivi …. difficile pensare che da soli possano guidare un governo ombra, n’ est-ce pas ???? …. Ovvio che le dinamiche sono un po’ più complesse …. L’ estrema esemplificazione è sempre deleteria alla comprensione, da una parte come dall’ altra.

  • brunotto588

    Una parentesi filosofica a proposito della “multisolarità” … e dei concetti di “politica” e “democrazia”: partendo da due IPOTESI: 1) la politica non può essere trasparente finchè legata all’ economia: esse vanno assolutamente scisse 2) se “democrazia” è sinonimo di “pluralità”, non potrà esistere democrazia in un solo governo: bisogna ipotizzare la presenza contemporanea di più governi ….. TESI: l’ esistenza di più governi ( almeno tre ), anche “sovranazionali” se si vuole, ma assolutamente “senza portafoglio”…. l’ economia andrà amministrata e controllata “in locale” su piccoli territori; compito dei governi la gestione delle funzioni superiori …. libera scelta per il cittadino del passaggio da un governo all’ altro mediante destinazione annuale della tassazione.

  • Jasmine

    Finalmente uno che ragiona. Eppure c’è ancora chi insiste nel voler farci credere che, tanto per fare un esempio, al vertice di Cosa Nostra e in grado di muovere capitali per miliardi di euro sui mercati internazionali, ci siano emeriti analfabeti come Totò Riina e Bernardo Provenzano.

  • tersite

    ..e poi quarto e quinto potere : aggressione a craxi hotel raphael, processi in tv allo stesso craxi, a forlani… I media su preciso ordine completarono l’opera di….rinnovamento?!

  • Jasmine

    Già. Basta andare un po’ indietro con la memoria che il quadro che ne esce fuori è più che chiaro. Specie se si ricorda che fu Andreotti, da sottosegretario alla Presidenza e braccio destro di De Gasperi, a ricostituire i “servizi”, ma fu Kossiga ad organizzarli ed addestrarli.

  • shankara

    Non riesco proprio capire perché i poteri forti, visto che “B. si è rivelato persona troppo libera e imprevedibile” aaaaaaaahhhhh, invece di articolare oscuri e sconnessi complotti dagli esiti ancora invisibili ai comuni mortali, non abbiano spinto i loro assets del Pds-Ulivo-Asinello ecc (ahhhhhhhhhhhhhhhh) ad emanare nei 7 anni (dico 7 anni!) di governo uno straccio di legge sul conflitto d’interessi, che anzi non è mai stata neppure presa in considerazione, come confessa impunemente l’agente Cia Violante in questo celebre intervento alla Camera http://www.youtube.com/watch?v=uDU9bAfVFzE.
    Uno normale guardando in faccia i “leader” del Pd pensa ad una tragicomica combriccola di burocratini indecenti, inadatti alla carica di amministratore condominiale. Insomma la peggior opposizione del mondo; non a caso è stata da più definita l’assicurazione a vita del berlusconismo.
    Invece leggendo certi soloni, LaGrassa in primis, si scopre il Pd sarebbe nientemeno che una creatura diabolica e invincibile ideata da un’intesa dei poteri più forti dell’universo: Cia, Mossad. Bilderberg, logge massoniche planetarie, tutte le più importanti banche del mondo, ecc.
    E dopo 17 anni di vita (visto che il “progetto” sarebbe partito nel 1992) chi è arrivato a giocarsi lo scorso ottobre la segreteria di questa cupola? I terribili Bersani e Franceschini! Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh
    Ma andatevi a nascondere valà

  • Tonguessy

    Non si puo’ parlare di poteri forti senza nominare l’omonimo libro di Ferruccio Pinotti. Il libro in questione e’ centrato su “la morte di Calvi e lo scandalo dell’Ambrosiano. La nuova ricostruzione delle misteriose trame della finanza italiana” (cosi’ recita il sottotitolo).
    Una sintesi del libro si puo’ leggere a pag 33, dove l’autore scrive, parlando di alcuni documenti desecretati dal Freedom of Information Act nel 2004:
    ” Quei documenti provano tra l’altro il grande supporto di cui godeva negli ambienti del Dipartimento USA la figura del futuro premier Bettino Craxi, ritenuto essenziale in funzione di efficace argine alla minaccia comunista”.

    Quindi (e dico questo a CHIUNQUE parli di poteri forti a sproposito, magari millantandone l’ostracismo nei confronti dell’attuale premier) la questione e’ da vedersi ESCLUSIVAMENTE IN CHIAVE ANTICOMUNISTA. Ovvio che dietro a tutto questo teatrino ci sono, come gia’ detto, i pupari della CIA. E altrettanto ovvio che a fare da prestanome per la delicata questione di sovranita’ limitata ci sia stato anche il Cossiga recentemente inghiottito dall’infernal sfintere e, secondo l’articolista, scrittore del “fondamentale testo di educazione civica”. Mai piu’ senza!

    Cos’e’ il priming e cosa c’entra? Presto detto.
    “Priming” (mass media research), often cited next to “Framing” and Agenda-setting theory, is a cognitive process, in which media information (Primes) increases temporarily the accessibility of knowledge units in the memory of an individual, which makes it more likely that these knowledge units are used in the reception, interpretation and judgement for the following external information.
    Lo si trovo solo su http://en.wikipedia.org/wiki/Priming (la nostrana wiki ci parla solo del priming come agente per la birra, curiosa anche questa cosa, no?) e sta a significare una costante opera da parte dei media per condizionare il processo cognitivo/decisionale delle persone tramite associazioni arbitrarie. Se si legge qualche centinaio di volte “Berlusconi fa gli interessi nazionali”, “Berlusconi e’ persona libera”, “Berlusconi=Mattei” e ossimori analoghi vari come se ne leggono ormai su tutti i blog (in primis in quelli dei paladini dell’anticonformismo e della controinformazione), i frequentatori di quei blog sono naturalmente portati a pensare che queste caxxate siano un fatto assodato. Lezione imparata da Goebbels (ministro della propaganda nazista) che diceva: ripetete una bugia un milione di volte e diventa una verita’.
    Adesso viene il bello: riuscite a mettere assieme poteri forti e priming? Cosa salta fuori? Nazimaoismo? Davvero?

  • Santos-Dumont

    Berlusconi si è rivelato persona troppo libera e imprevedibile nei suoi maneggi.
    Direi che cambia il senso della frase.

  • Simulacres

    A prescindere da tutto il resto – le solite eccellenti filippiche, le solite, teorie e analisi trite e ritrite della decrepitezza e che non portano mai a nulla, per cui non vale la pena di commentare – come un sottinteso perfido quanto inevitabile mi viene di domandare: “E’ possibile che K (da non confondere con lo stridente K di Kafka) prima di cedere all’inferno abbia preso carta e penna e scrisse a Freda: “Ti consegno il mio caro “piccone” e il mio caro “macinello”…”?

    Le citazioni e le “piccole mascalzonate” tanto ammirate da Freda me lo fanno pensare.

    Per come la vedo io… F.(J.) Kozziga “his own way” fu un’ammirabile scudiero da “Zembre” innamorato del suo “Badrone”. Fu sin dalla tenera età che c’aveva la vocazione. Vocazione che lo portò, infatti, a divenire un'”ammirabile MACINATORE DI VELENI, – come un alchimista abracadabranstista – un’ammirabile allevatore di serpenti per prodigi e spettacoli di comicità psicopatica degno di un pubblico dedito al sonnambulismo per passione e al rimbambolamento per disperazione. Ecco ciò che, fra il serio e il faceto, penso di ‘sta sottospecie di uomo-mostro! Un'”ammirabile” giocoliere innamorato dei suoi “rettili-Badroni” e che gode delle gelide carezze dei loro anelli come del terrore della folla.

    Sono state dette alcune verità su questo illustre prete-macinatore-allevatore-giocoliere… e altre ve ne sarebbero ancora da dire. Ma è meglio che non se ne parli più.

  • Santos-Dumont

    Non capisco proprio come Freda, sul cui sito campeggiano la falce e martello, possa dichiararsi dispiaciuto per la dipartita del Kossiga. Colpo di sole?

  • Tonguessy

    Credo proprio che il senso non cambi, visto che e’ acclarato come abbia trasformato lo Stato Italiano in Azienda, ovvero la Res Publica in Res Privata. Sempre di ..zzi suoi si tratta. Solo ed esclusivamente. Se cosi’ stessero le cose ridiventa persona pedante e prevedibile, che fa tutto esattamente in funzione di tali ..zzacci suoi.

  • Fabriizio

    leggere i post diventa ogni giorno piu’ faticoso.

  • andyconti

    Gianluca Freda (passato alla storia per la sua finta morte) e’ libero di scrivere su questo blog tanto quanto noi lettori (finche’ questo sito rimarra’ com’e’, cioe’ libero). Quindi, posso permettermi di rispondergli su un paio di cosette.
    1. PM come Gherardo Colombo in effetti avevano gia’ indagato sulla corruzione molto prima del 1993 ma le inchieste non venivano pubblicizzate perche’ personaggini come Craxi imponevano ai giornalisti di non parlarne, pena la rimozione (cosi’ funziona in Italia). Resta il fatto che gli italiani, purtroppo, hanno bisogno della tv che gli dica che esiste la corruzione per arrabbiarsi e cacciare Craxi, salvo poi votare subito dopo per il suo sodale piu’ stretto.
    2. Mi faccia capire, Dottor Freda, Lei ha nostalgia di Berlusconi ancora prima che esca di scena? A me non interessa se lo vogliono rimuovere i poteri forti, mi piacerebbe che un giorno fosse il popolo a decidere e non Berlusconi o i poteri forti (comunque, sono poteri forti anche quelli della P2 che hanno collocato il cavaliere al vertice).

  • andyconti

    nessun colpo di sole, cosi’ sono gli intellettuali di sinistra in Italia (vedi tutti i Potere Operaio passati armi e bagagli con Berlusca).

  • andyconti

    purtroppo e’ perche’ invece di voler comunicare preferiscono sdottoreggiare per sentirsi importanti.

  • andyconti

    grande

  • andyconti

    grande

  • andyconti

    ottimo

  • andyconti

    proposta rivoluzionaria ma accettabilissima…..pero’ l’umanita’ beota non sara’ in grado di accoglierla

  • alvise

    @ Tonguessy
    Per quanto mi riguarda non dico che la tua analisi su quello che scrive Freda, sia del tutto errata.Quando dici “tira fuori i nomi ed i dati”, hai banalmente ragione.Però una analisi, se vogliamo farla, sugli intrecci USA Italia, poteri forti, FBI (o CIA) magistratura italiana, segreterie di partito che se ne fottono degli elettori, inciuci vari, e chi più ne ha più ne metta, con quali elementi la faresti questa analisi per tentare di risalire anche ad una modesta parte di verità?Dirò una cosa banale, ma non penso poi tanto assurda: centinaia di indizi formano una colpevolezza.

    Parafrasando questo concetto, anni fa, Lorenzo Bozano fu condannato proprio basandosi su questa analisi.Se tu hai ragione, Freda ha ragione, pallinopinco anche, tutti hanno ragione, si finisce a tarallucci e vino.L’analisi per tentare di sapere un minimo di verità, ovviamente non può basarsi sui media cartacei o tv, non so se su questo sei d’accordo, ed allora come si potrebbe fare, cosa bisognerebbe usare, quale microscopio, quale strumento ci vorrebbe per amplificare l’infinito invisibile, politico-finanziario?

    Secondo me l’unico strumento è mettere insieme il puzzle del proprio libero arbitrio, i cui pezzi sono la lettura dei media, sia cartacei che della tv.Ma non smentisco con questo, quello che ho sottolineato, infatti scremando tutti i messaggi mediatici che arrivano, si cerca di trattenere quello che ci pare più concreto. Al di fuori di questo rimane solo una alternativa, farci da soli le nostre ricerche, ma chi è in grado od ha titoli per farlo?Chi può avere accesso a documenti compromettenti?Le “gole profonde” non è che le trovi dietro l’angolo.

    Ti rammento che, se una persona ti spiattella quello che sono ritenuti documentazioni vere, viene subito colpito con ogni arma in possesso dei detti “poteri forti”, mi riferisco a Julian Assange.Eppure, manco con queste prove una persona viene ritenuta attendibile (ma solo una parte, e da che parte…).Ora, alla luce di quanto dico, mi dai una ricetta per provare a trarre qualcosa, dalle nebbie della verità?Se non ce l’hai, allora qualunque analisi va bene, fino a contro-prova contraria.Il problema è che a Genova abbiamo un detto “gia che te rigia, chi ghe la in tu cu u le sempre u dria”, e tutto finisce sempre agli italianissimi tarallucci e vino, come dicevo.

  • Tonguessy

    mi dai una ricetta per provare a trarre qualcosa, dalle nebbie della verità?

    Non ho mai parlato di Verità. L’unica cosa che veramente mi interessa è che ci siano quanto meno sofferenze in questo postaccio dell’universo. Elogiare Kossiga va nella direzione opposta a questo mio interesse. Fare priming sul legittimamente impedito pure.
    Tu stai cercando il “metro ufficiale” con cui misurare i vari casi e decidere se rientrano o meno nel computo delle “verità”. Mi spiace, ma non sono in grado di dartelo io, quel metro. Quello che posso fare è instillare dei dubbi, che sono destabilizzanti al contrario di una qualsiasi verità. Che tu ci creda o no a quello che penso, sono solo affari tuoi. Io sono sicuro di quello che scrivo, e scommetto ne è altrettanto sicuro anche Freda. Quindi hai la notevole libertà di decidere tu stesso chi stia menando il can per l’aia. Credo che questa sia l’unica verità degna di nota. Le giornate nebbiose, al contrario di quelle terse, possono essere interessanti perchè ti obbligano ad osservare scrupolosamente tutto ciò che ti sta attorno. Lo scrupolo con cui tenti di orizzontarti nella nebbia è l’esatto contrario della situazione limpida da tarallucci e vino (va tutto bene, puoi tranquillamente metterti d’accordo con i tuoi avversari perchè sei convinto di avere la situazione sotto controllo, vedi tutto benissimo).

  • alvise

    Dici che non hai mai parlato di verità.Ma allora che stiamo a fare su questo forum, a profonderci in goliardate?Per me fai pure.Certo, dirai che ognuno è libero di fare quello che vuole o andare dove vuole, magari anche a fanculo, per carità, ci sta tutto bene.Lo dico io, così ti evito di dirmelo tu.Ti interessa che ci siano quanto meno sofferenze in questo postaccio?

    Ma è proprio per quello, secondo me, che dovremmo tutti, tentare di scoprire: della politica, degli intrallazzi, dei faccendieri, dei politici corrotti, ecc, la realtà di come stanno le cose.Il “postaccio” non nasce come i funghi, nasce dall’immobilismo della gente.Perchè nasce dall’immobilismo della gente?Perchè al contrario, il pragmatismo, secondo me, provoca movimento nell’opinione pubblica, e sappiamo come alla politica conti l’opinione pubblica ( ma forse sto dicendo una cazzata pazzesca).

    Dico questo, non perchè sia tastiera-dipendente, ma perchè nella mia città sono impegnato a far uscire (ma preferisco “divulgare”) una verità, o quella che ritengo “verità”, sconosciuta ai più, per cui si può capire come mi interessi il tentativo di divulgarla la verità, quantomeno farla conoscere, dare l’input per far capire in che cosa consiste, poi ognuno sarà libero di analizzarla, ma se non conosci manco il problema, che cosa cerchi?Impresa difficile con i lobotomizzati del calcio, lo so, cioè la maggior parte degli italiani.
    [Asinus asino pulcherrimus]

  • Tao

    KOSSI’ FAN TUTTI

    DI GIANLUCA FREDA
    blogghete.blog.dada.net

    “Accade che qualche volta e’ pazzi fanno maggiori cose che e’ savi”
    (Francesco Guicciardini, “Ricordi politici e civili”, 136)

    Come al solito, il mio articolo dell’altro giorno su Cossiga è stato interpretato come un panegirico postumo di Cossiga. Alcuni lettori si sono meravigliati che un sito che esibisce nel suo logo la falce e il martello si dispiaccia tanto per la dipartita di un feroce avversatore del comunismo come il Francesko buonanima. Pare che la “k” sia obbligatoria nell’ortografia tanto del nome quanto del cognome. Pare anche che ai comunisti o post-tali non sia consentito scrivere articoli di analisi, ma solo proferire invettive, damnationes memoriae e strepiti da pescivendolo.

    Mi chiedo: dove ho mai detto che sono dispiaciuto per la dipartita del Kossiga?

    Io ho scritto che sono dispiaciuto per la dipartita dell’autore di “Fotti il potere”, che è cosa molto diversa. Nel mio articolo ho evitato accuratamente di citare o evocare il Cossiga politico. Ho evitato perfino di citarlo per nome, utilizzando tutte le perifrasi possibili. Questo perché anche la semplice nominazione dell’illustre defunto avrebbe evocato il suo percorso istituzionale, del quale volevo assolutamente evitare di parlare. Se lo avessi fatto, avrei dovuto ricordare che Cossiga è stato il politico italiano più smaccatamente e dichiaratamente filoatlantico che la storia italiana ricordi; avrei dovuto parlare della sua riorganizzazione dei servizi segreti in funzione anticomunista e dunque filoamericana; avrei dovuto citare Gladio, di cui Cossiga fu uno dei principali ideatori e con cui contribuì ad implementare l’ingerenza occulta degli Stati Uniti nei nostri affari interni; avrei dovuto ricordare con disprezzo la sua posizione filoisraeliana durante l’operazione “Piombo Fuso”; avrei dovuto rievocare il suo cruciale contributo al ribaltone che portò al governo Massimo D’Alema, con la sua linea di totale asservimento alla guerra di aggressione americana alla Serbia; eccetera eccetera. Avrei dunque dovuto scrivere (a maggior ragione, vista la mia assoluta idiosincrasia per la servitù dell’Italia verso gli USA che ha caratterizzato l’ultimo sessantennio) un ennesimo articolo d’invettiva postuma, sulla falsariga di quelli che già circolano a dozzine in rete, in cui avrei preso a calci e pestoni il cadavere ancora caldo del defunto, ricordandone le malefatte, maledicendolo per tutta l’eternità ed augurandogli un soggiorno nel sottoscala più angusto e fiammeggiante dell’inferno.

    Ho preferito resistere alla tentazione e concentrarmi invece sul Cossiga scrittore. Perché?

    Primo: perché non amo riscrivere cose già scritte, e meglio, da dozzine di altre persone.

    Secondo: perché mi piace sputare sui cadaveri solo quando ciò risponda all’esigenza di portare avanti una linea di concreta battaglia politica. Farlo per puro piacere personale mi sembra un’inutile e vile dichiarazione d’impotenza, che preferisco lasciare agli impotenti desiderosi di dichiararsi tali. In questi casi tendo ad applicare la prassi di guerra descritta da Nietzsche in “Ecce homo”:

    “Primo: attacco solo cose che sono vittoriose, – in alcune circostanze aspetto fino a che siano vittoriose. Secondo: attacco solo cose contro le quali non troverei nessun alleato, contro le quali sono solo, contro le quali mi comprometto io solo… […]. Terzo: non attacco mai persone, – mi servo della persona solo come di una potente lente d’ingrandimento, con la quale si può rendere visibile uno stato di disagio generale, ma strisciante, difficilmente afferrabile. […] Quarto: attacco solo cose dalle quali sia esclusa qualsiasi divergenza personale, dove manchi ogni retroscena di brutte esperienze. Al contrario, attaccare è, per me, una dimostrazione di benevolenza e, in determinate circostanze, di gratitudine.”

    Terzo: Cossiga è stato sì il più filoamericano dei politici della prima Repubblica, ma anche il meno ipocrita. Non ha mai fatto mistero della sua soggezione alle imposizioni statunitensi, ma anzi l’ha sempre dichiarata a chiare lettere. Ha sempre rivendicato con orgoglio il proprio filoatlantismo, anche nei casi in cui gli andava decisamente stretto, dando per scontato che se si sceglie la strada della politica, bisogna poi adeguarsi ai suoi metodi, rispettarne le regole e i rapporti di forza internazionali. E anche questo lo ha detto a chiare lettere. E’ stato un nemico schietto e riconoscibile. Non un traditore come un D’Alema qualsiasi, che si riempie la bocca per anni di comunismo e diritti umani per poi fare da stuoino mentre gli americani vanno a macellare i civili serbi. Per questa sincerità, assai rara in politica, merita, se non proprio il mio rispetto, perlomeno una temporanea sospensione del progettato scempio del cadavere.

    Quarto: Cossiga ha sempre parlato del potere per ciò che era, mostrandocelo con un certo coraggio – e praticandolo con una buona dose di strafottenza – nel suo aspetto reale, in tutta la sua sanguinosa regalità. Non si è mai nascosto dietro le sottane della “democrazia”, della “sovranità popolare”, della “libertà”, dei “diritti umani” e di mille altre simili fanfaluche con cui si impedisce alle masse di comprendere la meccanica del dominio. Anzi, si è generosamente prodigato per spiegare egli stesso alle masse, da profondo conoscitore, i fondamenti e le regole di tale meccanica. Da questo punto di vista, i suoi ultimi libri rappresentano un autentico tesoro di conoscenze e rivelazioni. Se la gente li leggesse, anziché invocarne il rogo perché li ha scritti Cossiga, forse imparerebbe come comportarsi per evitare che nascano nuovi Cossiga.

    Gianluca Freda
    Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
    Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-08-23
    23.08.2010

  • martiusmarcus

    Replica precisa, lucida, pulita: come un colpo di bisturi. Grazie Freda, continua così.

  • Tonguessy

    Stai polarizzando il discorso. Un conto e’ la verita’ tanto cara a preti e metafisici in genere, altra cosa e’ la sensibilita’. E non ho mai avuto l’intenzione di prendere in giro nessuno con presunte goliardate. Al massimo ho fatto presente altre e scomode verita’, ovvero punti di vista cosi’ differenti da risultare scomodi ai piu’. Ed e’esattamente quello che ho appena fatto, dicendo che non esiste nessuna verita’, ma molte verita’. Anche a me piace “dare l’input per far capire in che cosa consiste, poi ognuno sarà libero di analizzarla”. Ovvero di decidere quale sara’ la SUA verita’. Il pensiero unico invece fa l’opposto, offre un’unica indiscutibile verita’, e questo porta inevitabilmente a molte sofferenze. Quindi si tratta solo di scegliere quale verita’ fa porta meno dolore e sofferenza nel tempo. La scelta e’ solo una questione di sensibilita’.

  • Tonguessy

    Mi chiedo: dove ho mai detto che sono dispiaciuto per la dipartita del Kossiga? Io ho scritto che sono dispiaciuto per la dipartita dell’autore di “Fotti il potere”, che è cosa molto diversa.

    Patetico sofisma. Il fatto e’ che l’autore del libro in questione ed il filosionista e filoatlantista sono la stessa identica persona. Che fosse schizofrenico non ne sono al corrente, quindi……
    E’ vero che dal letame alle volte nasce un fiore. E’ pero’ altrettanto vero che il profumo del fiore viene totalmente coperto dall’olezzo fetido degli escrementi. Nessuno ha poi invocato alcun rogo. Personalmente lascio quelle pratiche ai vari Torquemada e Goebbels. Si tratta solo di capire che un singolo scritto (avesse anche scritto cose sensate) non puo’ rendere il personaggio accettabile, visto che quelle tecniche di manipolazione le ha imparate e praticate sul campo (ovvero sulla nostra pelle).
    Ripeto: patetico sofisma

  • totalrec

    “Si tratta solo di capire che un singolo scritto (avesse anche scritto cose sensate) non può rendere il personaggio accettabile”.
    E in quale parte degli articoli hai sentito definire il personaggio “accettabile”? Tu te la canti e tu te la suoni, tutta da solo. L’articolo dice che il personaggio, accettabile oppure no, ha scritto diversi libri che tutti dovrebbero leggere, a partire da te. Così magari la pianteresti di guardare alla politica come a una battaglia metafisica tra buoni e cattivi, impareresti un po’ di pragmatismo di governo e cresceresti un pochino. Da notare che il pragmatismo non serve solo ad approvare, ma soprattutto ad apprendere metodi concreti di lotta per contrastare e modificare. La metafisica e il moralismo, invece, quando si parla di politica, non servono assolutamente a un tubo, sono su tutt’altro piano dello scibile. O meglio, servono ai dominanti per rimbecillire le masse e restare dominanti.
    Inoltre, ciò che tu chiami “sofisma” è, per chi ha più confidenza con le meningi che con le viscere, una banale questione di prospettiva. Si può parlare di Cossiga deprecando le sue malefatte, oppure facendo tesoro di ciò che ci ha insegnato nei suoi scritti analizzando le cause e le strategie di quelle stesse malefatte. Una cosa non esclude l’altra, si possono fare entrambe allo stesso tempo. Si tratta solo di decidere quale obiettivo vogliamo perseguire. Vogliamo dimostrare al mondo quanto siamo buoni, onesti e morali a paragone del defunto K? Bene, limitiamoci a sbraitare sulla sua malvagità e avremo ottenuto il nostro scopo, dopodiché potremo posare nuovamente le chiappe sulla poltrona e dedicarci ad altro. Vogliamo invece cercare di cambiare le cose? Allora è meglio capire prima come le cose realmente funzionino. E tanto meglio se a insegnarcelo è un esperto del settore, accettabile o no che sia.

  • dana74

    non capisco perché si ritenga improbabile che la magistratura non agisca “a comando” di qualcuno.

    “Mani Pulite non nasce con l’arresto di Mario Chiesa. Ho parlato con diversi imprenditori coinvolti, e tutti mi hanno detto che gli sono stati contestati fatti appresi dai magistrati anni prima grazie alle intercettazioni. C’è qualcosa che non torna: perché quelle inchieste da anni dimenticate sono state di colpo lanciate tra i piedi del ceto politico? [Perché] l’azione della magistratura fu incoraggiata dall’FBI americano e dai poteri forti italiani”.

    questo è quanto riporta Freda estrapolandolo dal libro di Kossiga, massone dell’obbedienza britannica, quindi servo della corona.
    Tutti i magistrati appartenenti a quella stessa obbedienza cosa si pensa che abbiano fatto?

    No non ubbidisco all’ordine di sua maesta perché non è giusto per il popolo italiano?

    La magistratura è ben cooptata dalla massoneria ed i confratelli ubbidiscono alla loggia, non ai tribunali o legge nazionale che considerano profana, e se contrasta con quanto la volontà del Gran Maestro o Gran Loggia i confratelli sono “obbligati” ad ubbidire a questa e non alla legge profana che vale per noi plebei, pena il tradimento e vendetta.

  • Tonguessy

    E in quale parte degli articoli hai sentito definire il personaggio “accettabile”? Tu te la canti e tu te la suoni, tutta da solo.

    Imparare a mettere in moto il cervello proma di digitare sciocchezze al computer e’ cosa utile e saggia. Troppo difficile?
    Poco sopra Freda annuncia:
    “Nella remota eventualità che la sua morte non fosse una messinscena, la cosa mi dispiacerebbe parecchio. Era un bravo scrittore, uno dei miei preferiti.”
    In italiano corrente significa: mi dispiace che sia morto e ho amato i suoi scritti. Sulla seconda parte preferisco non commentare ulteriormente. Sulla prima: perche’ uno sano di mente si dispiace per la morte di un manipolatore al servizio della CIA (GLADIO!) se non e’ sulla sua stessa lunghezza d’onda? Se ti rendi conto di che razza di schifezza umana fosse stato, non puoi che essere lieto di registrare l’auspicata dipartita. E la grande maggioranza dei commenti sono proprio di questo tono. Aggiungici falce e martello e ti ritrovi li’, in pieno nazimaoismo, con tanto di lodi per i piu’ criminali portabandiere della sovranita’ limitata e delle politiche fasciste d’oltreoceano.
    E non ho bisogno dei libri di kossiga per capire come sono sempre andate le cose in Italia. Basta conoscere un po’ la nostra storia dal dopoguerra. Kossiga, Marcinkus, Craxi, Gelli, massoni ed imprenditori, servizi segreti deviati, finti opposti estremismi….prendete pure lezioni dal picconatore, a me non servono.

    Dice Gelli (oh, non so se hai mai sentito parlare di P2, piano di rinascita democratica, Gladio etc…)
    “Lei conosce Cossiga? Proprio una bravissima persona. E poi un uomo così colto, uno capace di conversare in tedesco. Un uomo puro, un animo limpido. Dopo la morte di mia moglie mi mandò un biglietto: “Ti sono vicino nel tuo primo Natale senza di lei”, capisce che pensiero? Vorrebbe farmi una cortesia? Se lo incontra, vuole porgergli i miei ricordi, e i miei saluti?”.
    Servono commenti? E’ cosi’ che funzionano le cose, semmai non te l’avessero mai detto (e tranquillo che kossiga mica ve lo dice…)

  • totalrec

    Mio caro, se non capisci neppure l’abisso che passa tra un giudizio morale su una persona e un giudizio di utilità sulle informazioni che ha fornito, immagino sia perfettamente inutile spiegartelo. Cossiga però lo capiva e si preoccupava unicamente di valutare ciò che gli era utile, non ciò che era giusto, buono e morale. Per questo lui era Cossiga e noi siamo dei poveri pirla che vaneggiano di coerenza e moralità sul web. Quando ti sarai stancato di essere un pirla, dai un’occhiata ai suoi libri e poi fammi un fischio, chissà che si riesca a combinare qualcosa anziché riempirsi sempre la bocca di chiacchiere.

  • andyconti

    PM come Gherardo Colombo in effetti avevano gia’ indagato sulla corruzione molto prima del 1993 ma le inchieste non venivano pubblicizzate perche’ personaggini come Craxi imponevano ai giornalisti di non parlarne, pena la rimozione (cosi’ funziona in Italia). Resta il fatto che gli italiani, purtroppo, hanno bisogno della tv che gli dica che esiste la corruzione per arrabbiarsi e cacciare Craxi, salvo poi votare subito dopo per il suo sodale piu’ stretto. Se poi esiste la magistratura massonica, fa favori a destra e a sinistra, nessuno ne e’ immune.

  • alvise

    Beh, avrei ancora qualche critica da farti, ma non voglio diventi una farsa.E poi, più che polarizzare non voglio monopolizzare.Però non resisto alla tentazione (O.Wilde) di sottolineare questo.Se è vero che la verità ha tante facce, è anche vero che tutte le facce sono come i tasselli di un puzzle, atti a formare una unica immagine della verità.Te lo dico, perchè appunto interessandomi di una certa cosa, agli inizi pensavo che la verità di quello che vado dicendo pubblicamente, consistesse in una unica, banalissima, drammatica, verità.

    Col tempo mi sono ricreduto, ed ho dovuto cercare piano piano con pazienza e fatica, a fare ricerche di questi tasselli, cioè le tante facce.Ed ora credo e sono convinto che quella che ho acquisito, per me è la verità unica.Secondo me è dispersivo usare luoghi comuni come “la verità ha tante facce”, altrimenti si perde l’essenza di quello che vorremmo sapere ed alla fine non sapremmo che pesci prendere, e finirebbe tutto a tarallucci, come spesso accade.