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LA KfW, LA BANCA NAZIONALE SEGRETA (MA MICA TANTO) DELLA GERMANIA

DI SALVATORE TAMBURRO
salvatoretamburro.blogspot.it

La Germania e, di recente, anche la Francia di Hollande sono dei “furbetti internazionali“, poiché si sono dotati di una banca pubblica che finanzia apparati industriali fondamentali per la crescita delle PMI dei loro Paesi, e allo stesso tempo truccano i bilanci statali per far apparire il debito pubblico meno elevato di quello degli altri Stati.

Partiamo prima con una premessa fondamentale. Come tutti sanno nell’Unione europea c’è la Banca Centrale Europea che ha l’obiettivo di gestire la politica monetaria (controllando la base monetaria o fissando i tassi di interesse a breve) e di controllare il tasso di inflazione. La banca centrale di ciascun paese europeo, detta anche BCN, Banca Centrale Nazionale, forma, insieme alla Banca centrale europea (BCE), il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC).Quanto all’indipendenza della BCE e e delle BCN dai governi nazionali essa è chiarita già citando alcuni articoli che si rivelano fondamentali nella politica monetaria della zona euro:

  • l’art.105 del trattato di Maastricht, infatti, prevede che “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità.”;
  • l’art.107 aggiunge che “nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti loro attribuiti… né la BCE, né una BCN, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri, né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari, nonché i Governi degli Stati membri, si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.” ;
  • all’art.108 A.1, si legge che “ la decisione (della BCE, n.d.r.) è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati” (ossia noi cittadini europei). 

Sembra essere un vero e proprio potere assoluto, in materia di politica monetaria, nelle mani della BCE che è un ente privato sovranazionale, espressione del totalitarismo della grande finanza.

Va ricordato che lo Stato per finanziare quindi la sua spesa pubblica (ossia garantire beni e servizi ai cittadini) NON è libero di stampare moneta, bensì è costretto a chiedere denaro in prestito alle banche: emette Titoli di Stato gravati di interesse che finiranno in pasto ai mercati finanziari ed in cambio riceve liquidità dalle banche. Questo meccanismo genera debito pubblico poiché, nonostante ci siano Stati che riescano ad ottenere degli avanzi di bilancio (entrate > uscite), accade che tale avanzo sia eroso dagli interessi che lo Stato sia costretto a pagare alle banche: parliamo di 80-100 miliardi di euro all’anno. Ovviamente se lo Stato provvedesse a realizzare un’emissione monetaria statale, senza passare per il circolo vizioso delle banche, vien da sé che non si genererebbe alcun debito, ma in virtù del diktat imposto da organizzazioni sovranazionali private (BCE-FMI-FED) tutto ciò non sarebbe praticabile.
Da questa premessa vorrei spostare la questione sulla crisi dei debiti pubblici che riguardano i Paesi membri Ue: perchè se l’euro riguarda tutti gli Stati membri ed il processo di emissione monetaria è lo stesso per tutti, allora abbiamo paesi come la Germania che fanno da locomotiva europea mentre gli altri, tra cui l’Italia, seguono arrancando? C’è qualcosa che non torna.
Ad una prima analisi si direbbe che tutto sia connesso agli interessi sul debito: siccome per i mercati finanziari l’Italia non è un paese affidabile visto la sua economia in recessione, ecco che lo Stato è costretto a concedere ai mercati degli interessi elevati su Bot e Btp pur di renderli “appetibili” alle voraci bocche degli speculatori finanziari. La leggenda che gli italiani abbiano vissuto al di sopra delle loro possibilità è appunto una leggenda ed è falsa, anche perché la spesa statale dagli anni ’80 si è rivelata inferiore a ciò che lo Stato ha incassato con le tasse e, quindi, risulterebbe che il debito sia aumentato solo per effetto della speculazione internazionale. In gran parte è così, ma non è questa l’unica vera ragione.
L’altra valida ragione è che mentre noi dichiariamo tutto in bilancio, un paese come la Germania, che pretende di darci lezioni di “economia virtuosa”, trucca, invece, i conti sul debito pubblico e gode di una banca “nazionale” interna (che opera parallelamente alla Bundesbank) che finanzia la sua economia e si chiama Kreditanstalt fuer Wiederaufbau (KfW), oggi ribattezzata KfW Bankengruppe.
La KfW è nata nell’immediato dopoguerra, definendosi una “banca della ricostruzione”, col compito di amministrare i fondi del piano Marshall. Essa è posseduta all’80% della Repubblica federale e al 20% dai Lander (ossia i 16 stati federati della Germania, sempre soggetti pubblici) e svolge molti compiti di finanziamento del settore pubblico e finanziando le piccole-medie imprese, sostenendo dei costi che restano al di fuori del perimetro del bilancio federale e che quindi non figurano nel debito pubblico tedesco. E’ una banca solida e non è un caso che il magazine “Global Finance” nella classifica annuale dei 50 istituti più sicuri del mondo abbia messo al primo posto proprio la KfW.
Dal punto di vista legislativo la KfW è disciplinata dalla “Legge sulla KfW” ed è soggetta alla supervisione congiunta del Ministero Federale Tedesco delle Finanze e del Ministero Federale Tedesco dell’Economia e della Tecnologia.
(Bilancio KfW Bankengruppe – anno 2011)
Attraverso la KfW, il Governo tedesco trasferisce tutta una serie di operazioni che altrimenti figurerebbero nei conti dello Stato per cifre enormi e farebbero schizzare il debito tedesco verso l’alto. Il patrimonio della KfW partì da una cifra di 1,4 miliardi di dollari del piano Marshall fino ad arrivare agli attuali 500 miliardi di euro al 2011 (per l’esattezza sono stati dichiarati in bilancio 494,8 miliardi – dati di bilancio 2011), gode inoltre di una tripla A dalle agenzie di rating (e ciò le permette una raccolta a prezzi bassissimi) e detiene alcune delle più importanti partecipazioni pubbliche, in particolare il 30% di Deutsche Post e il 17% di Deutsche Telekom.
Se quindi volessimo sommare tutti i prestiti fatti dalla KfW al settore pubblico tedesco nel 2011, ossia 436,7 miliardi di euro, cifra non conteggiata nel debito pubblico della Germania (pari a 2.076 miliardi nel 2011), allora secondo le regole del Trattato di Maastricht il vero debito tedesco dovrebbe essere di 2.512 miliardi di euro, quindi ben superiore del debito italiano che resta sotto la soglia dei 2.000 miliardi.
Di recente, il giochetto della banca nazionale “segreta” (che poi tanto segreta non è, ma lo diventa perchè nessuno ne parla qui da noi) che finanzia il settore pubblico è stato applicato di recente anche da Hollande, in Francia, creando la Banca Pubblica d’Investimento (BPI), nata dalla fusione di tre enti: la filiale “aziende” della Caisse des Dépôts; Oséo, una banca per le start up creata dal governo Fillon; l’Fsi, il Fondo strategico d’investimento. 
La Bpi raggrupperà tutte le funzioni di questi tre organismi: finanzierà, inciterà alla creazione di nuovi progetti, proteggerà, interverrà direttamente nel capitale di certe aziende per aumentare i fondi propri. L’istituto finanziario è dotato di ingenti capitali pubblici e potrà aprirsi in futuro a operazioni sui mercati. I fondi a disposizione della BPI saranno di 20 miliardi di euro, mentre la capacità di intervento sarà di 40 miliardi di euro.
Quando ci decideremo a creare in Italia una “banca pubblica” sulla copia della Kfw tedesca e della BPI francese, affinché l’Italia non continui ad essere vittima dei mercati speculativi dei titoli di Stato e del diktat imposto dall’Ue sui vincoli del pareggio di bilancio? La nostra Cassa depositi e prestiti che potrebbe fungere per questo compito, ma mi sembra sia ancora strutturalmente lontana dall’esserlo, visto che dal 2003 è diventata una S.p.A., sempre più autonoma, svincolandola almeno in parte dai legami connessi alla forma di Ente pubblico, in cui il 30% del capitale sociale è in mano a fondazioni bancarie, quali su tutte “Fondazione Monte dei Paschi di Siena” e “Compagnia di San Paolo“. Dai dati ISTAT mi risulta che siamo in piena recessione economica, abbiamo i più elevati livelli europei di disoccupazione e tassazione, consumi bloccati e crescita economica nulla. Ancora non basta per darci una mossa come hanno già fatto tedeschi e francesi, o dobbiamo venderci anche il Colosseo e il Maschio Angioino per continuare a finanziare la spesa pubblica?

Salvatore Tamburro
Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it
Link: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2012/11/la-kfw-la-banca-nazionale-segreta-ma.html
10.11.2012

Pubblicato da Davide

  • nigel

    “…Quando ci decideremo a creare in Italia una “banca pubblica” sulla copia della Kfw tedesca e della BPI francese, affinché l’Italia non continui ad essere vittima dei mercati speculativi dei titoli di Stato e del diktat imposto dall’Ue sui vincoli del pareggio di bilancio?…” Mah… a pensar male si fa peccato, ma s’indovina

  • Delusidalbamboo

    Quanta tristezza!

    Popoli che pensano di cavarsela opprimendone altri.

    Ed invece innescano una guerra tra poveri che ha come unico effetto quello di allungare l’agonia ed allargare (nel tempo) i guadagni dell’aristocrazia finaziaria.

    Guido Mastrobuono – http://www.delusidalbamboo.org [www.delusidalbamboo.org]

  • nigel

    Si può restare in quest’Europa?

  • Ercole

    poveri di tutti i paesi uniamoci e dichiariamo guerra a chi ci schiavizza in fabbrica ,estorcendo profitti, e fuori dalle fabbriche ,contro lo stato borghese ,e la finanza che ci sta portando alla miseria quotidianamente con balzelli di tutti i tipi,per i loro sporchi privilegi ,,,cosa aspettiamo,,,il nemico e in casa nostra,non abbiamo patrie da difendere,stiamo vivendo ancora la preistoria , perche la storia deve ancora cominciare.

  • daveross

    Scusate, ma a me pare ci sia una confusione di base.
    La KfW è una banca e fa profitti. E’ di proprietà pubblica sì, ma da buona banca di investimento emette prestiti a tassi di interesse (agevolati per il suo AAA rating).
    Lo stato non si indebita affatto con le attività della KfW. Piuttosto si ‘incredita’, nel senso che le PMI e le famiglie e gli individui sono i debitori. Quindi il debito generato è privato e non pubblico.
    Quindi il discorso che la Germania trucchi i conti con la KfW non ha molto senso.
    Ha invece senso chiedersi perché l’Italia non adotti una riforma della Cassa dei Depositi seria e non la solita finta privatizzazione che premia i soliti feudi privati.

  • braveheart

    Eh, io ho provato a postare una cosa per vedere se qualcuno capiva, ma non ho avuto molti riscontri.
    La ripropongo nella speranza che qualcuno si illumini.

    LA VERSIONE CONSOLIDATA DEL TRATTATO SULL’UNIONE EUROPEA E DEL
    TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA per quanto riguarda la gestione dell’acquisto dei titoli di stato recita così :

    ” Articolo 123
    (ex articolo 101 del TCE)
    1. Sono vietati∗ la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “banche centrali nazionali”), a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.”

    È fin qui niente di nuovo. Tutte cose trite e ritrite in rete.

    Ma fate attenzione a cosa c’è scritto subito dopo, al paragrafo 2 :

    ” 2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.”

    Questo e’ il paragrafo che rende legale il comportamento dei cricchia.
    Il problema sta nel fatto che i nostri governi non sfruttino la stessa opportunità.
    Omissione di doveri d’ufficio?

  • siletti86

    L’unico a proporlo pubblicamente fin’ora in Italia è stato Giulio Tremonti!!!

  • albsorio

    La cassa deposito e prestiti esiste ma è usata con finalita di rapina come ha spiegato mincuo in un suo articolo. Sono contento di veder ospitati gli articoli di Tamburro su CDC, una voce importante, ho letto la sua tesi di laurea, a parte spiegazioni su bilderberg, trilateral etc il resto è corretto, recentemente ho parlato con una decina di laureati in economia e commercio, su moneta e signoraggio non sapevano nulla, questo è sorprendente.

  • Allarmerosso

    “lo stato non si indebita affatto con le attività della KfW ” Non mi pare che ci sia scritto ciò , non so , può darsi mi sia sfuggito.

    “Quindi il debito generato è privato e non pubblico.”

    Dice che lo stato fa passare per questa banca attività proprie che figurano quindi nei loro conti ma non in quelli dello stato.

    “Quindi il discorso che la Germania trucchi i conti con la KfW non ha molto senso”

    Quindi si che ha senso. Non so se abbiamo letto due articoli diversi ma mi sembra che tu abbia scritto l’opposto di quanto ci sia scritto.

  • AlbertoConti

    Per imitare la Germania in questo caso, bisognerebbe che il capitale proprio della banca pubblica X uguagliasse (più o meno, attorno ai 500 miliardi) i prestiti che la banca statale X fa allo Stato che la possiede. Che genialata! E dove lo trova lo Stato italiano un capitale proprio di 500 miliardi per fondare la banca X? I soldi di CDP vengono principalmente dal risparmio postale, che è risparmio privato, non di proprietà dello Stato. Quel che si paventa è piuttosto il contrario, che CDP incorpori tutta la ricchezza pubblica disponibile, e poi venga ceduta ai privati (esteri a questo punto) quando lorsigori faranno valere le garanzie ERF legate all’applicazione del fiscal compact. Ci hanno spennato con la concorrenza sleale, lo vogliamo capire sì o no? Siamo alla canna del gas, e l’unica genialata che ci può salvare è ribaltare il tavolo da gioco dei bari: ristrutturazione del debito pubblico, sovranità monetaria, riconciliazione (basta divorzio!) tra tesoro e bc, sano e sacrosanto protezionismo verso i bari, fuori i capitali esteri, riconversione industriale guidata dall’interesse comune. L’inflazione? Si governa, sicuramente meglio di come si può (anzi non si può) governare questo suicidio senza speranza, in salsa greca.

  • dellacosta

    non credo sia vietato dall’europa avere una grande banca pubblica, basterebbe comunque prendere esempio dal NORD DAKOTA ..potremmo farlo anche noi in italia,ma non credo che questo sia il volere di chi in questo momento ci governa, anzi da chi ci ha imposto questo governo..ci fu un bellisimo articolo postato qui da qualcuno che parlava di questa banca e della lungimiranza di quel popolo americano ..articolo originale di ellen brown credo.

  • nigel

    Ma dove sono i borghesi, caro vieterocomunista? Io vedo una società medievale con servi della gleba (99%) e feudatari (1%)

  • Ercole

    caro nigel ti sei perso un passaggio storico ,noi siamo gli schiavi moderni… gli schiavi salariati ,e precari quando ci va bene, siamo la nuova classe esplosiva e la crisi gioca a nostro favore, la pazienza e una virtu rivoluzionaria..

  • braveheart

    Basterebbe nazionalizzare una banca esistente.
    Essa avrebbe accesso alla liquidità BCE in rapporto ai propri asset, asset notevoli se essi rappresentano gli asset dello stato italiano , a questo punto suo azionista di maggioranza.
    Cosa che gli permetterebbe di acquistare i titoli italiani sul primario, chiedendo l’uno % di interessi in cambio. Questa operazione trascinerebbe al ribasso lo spread, e di conseguenza gli interessi che annualmente lo stato paga per ricevere moneta.
    Interessi che comunque, essendo la banca statale, andrebbero allo stato stesso.
    Ma manca la volontà politica di farlo.

  • haward

    Premesso che stimo anch’io Tamburro (ce ne fossero) per il suo lucido ed appassionato impegno volto a smascherare il grande inganno della creazione del denaro, noto, ancora una volta, il solito equivoco di fondo.
    Nell’articolo si parla della Germania, della Francia e dell’Italia come se fossero Paesi gestiti da governi realmente indipendenti e per nulla interconnessi ai massimi livelli, in grado di portare avanti politiche economiche autonome che creino una autentica competizione interna al mercato europeo e mondiale. Se qui in Italia non esiste un istituto bancario come quelli citati da Tamburro è perchè l’agenda del club sovra nazionale che ha creato l’UE e l’Euro non lo prevede. Vogliamo ricordare quali erano le condizioni della Germania nell’immediato dopoguerra? Oppure dove e da chi vengano “custodite” le 3400 tonnellate d’oro della Bundesbank? Continuare a ragionare in termini di nazioni europee contrapposte le une alle altre, lo ripeto, è sbagliato e fuorviante. Le decisioni che riguardano tutto ciò che accade in Europa, purtroppo, dipendono da ordini del giorno che si servono delle singole nazioni, che gestiscono e dirigono le singole economie a loro totale piacimento. Per cui se per lor signori la Germania deve avere la Kfw l’avrà e l’Italia no. I nostri “nemici” non sono la Francia o la Germania o la Slovenia o la Bulgaria! E gli Italiani non sono così stupidi da non volere mettere in atto un valido sistema come la Kfw! Il “governo centrale” non vuole. Non cadiamo in questa ennesima e neanche troppo raffinata ennesima trappola costruita apposta per confondere e sviare.

  • braveheart

    eh, ma allora dovranno spiegare a tutti, il perchè alla germania sia permesso, e all’italia no.
    Certo che ci vorrebbe un governo libero e non schiavo, se non addiruttura collaboratore, dei potentati finanziari.

  • haward

    La Germania, in un certo senso, è l’Europa”. Il progetto dell’UE, per gli scopi mondialisti in base a cui è nato, non poteva non prevedere una Germania forte. La Germania è posizionata al centro geografico del continente ed è sempre stato il motore produttivo e tecnologico. Poi, ricordati del ruolo che i tedeschi hanno giocoforza svolto nel post comunismo, non solo con la riunificazione di Repubblica Federale e DDR, ma anche come centro di gravità per tutti gli altri Stati del blocco ex sovietico. Insomma, l’Europa doveva unificarsi in un’ unica entità politica ed economica, e la Germania ha avuto la funzione di traino. Poi, il fatto che questa supremazia condizioni negativamente e penalizzi gli altri, a partire dall’Italia, non interessa all’elite finanziaria apolide che controlla il giocattolo. Anzi, probabilmente, un Europa effettivamente forte, equilibrata e compatta, affosserebbe rapidamente l’economia americana e, questo, evidentemente non è contemplato nel progetto.