LA GUERRA PROSSIMA VENTURA

DI CARLO BERTANI

“Ogni satira è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo.”
Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno, Minima Moralia, (1951)

Ho appena terminato di leggere l’ultimo articolo di Giulietto Chiesa, “Fine corsa” – interessante, un’analisi spietata – e mi sto chiedendo se non ci sia ancora troppa pietas, troppo ottimismo. Se anche la ragione sia impotente nel volgere inquieto di un disastro.
Intendiamoci: gli argomenti esposti da Chiesa sono da meditare con attenzione; solo, mi chiedo, se avremo ancora il tempo per farlo.

Dalle parole di Chiesa emergono due fratture, evidenti: la prima, quella fra economia reale ed economia virtuale, monetaristica, borsistica…o come desideriamo chiamarla e la seconda, ovvero l’oramai completa incoerenza fra il percorso dell’uomo e quello della natura.
Quest’ultima divergenza è facilmente avvertibile: gli aspetti più evidenti li possiamo trovare nell’esasperazione disordinata e criminale del consumo di risorse. Dappertutto, dai metalli all’energia, dalle derrate alimentari al patrimonio vegetale e marittimo, stiamo schiantando le oramai smunte potenzialità naturali. Sono anni che in tanti mettiamo in guardia contro questi rischi ma, si sa, il destino riservato alle Cassandre non è mai stato benigno, salvo ricordare – ancora una volta – che Cassandra aveva ragione.

Se approfondiamo un poco il problema, ossia se ne sondiamo gli aspetti metodologici, epistemologici – e finalmente osassimo pronunciare la parola “olistica”, rivolta ad una scienza che dovrebbe ammettere i suoi limiti e si guarda bene dal farlo – dovremmo accettare la nostra completa ignoranza nel non aver compreso la fondamentale essenzialità della natura, il suo volgere da miliardi di anni in complessi cicli, mentre la Storia umana si protende verso un cammino lineare. Qui, veramente, c’è da riflettere che siamo probabilmente già fottuti.
L’altra frattura – quel rimbalzare schizoide dei listini azionari, sembra d’essere sulle montagne russe – è forse meno importante, però entrerà in simbiosi con la grande bestemmia sopra citata, e ne vedremo presto i frutti avvelenati.

Da un lato l’ignoranza mai ammessa, la protervia di voler incedere, nunc et semper, su una via segnata da un destino amaro: come si può ragionevolmente credere che, senza concedere alla natura il tempo della rigenerazione – del completamento dei suoi cicli – si possa sopravvivere? Siamo, oramai, un indesiderato virus.
Dall’altra un truffaldino mestar nel torbido per truccare le carte: creare ricchezza fittizia e spacciarla per vera. Ho già affrontato l’argomento in un altro articolo, “Il crepuscolo degli Dei”, e sarebbe inutile ripetersi.
I due aspetti interdipendenti – il primo di largo respiro, il secondo solo miseria umana di menti offuscate – stanno per creare una miscela esplosiva, come lo stesso Chiesa sospetta.

Proprio oggi, Greenpeace pubblica il suo Energy Outlook e sostiene che nel 2015 le cose dovrebbero cambiare: le fonti rinnovabili inizierebbero a diventare “di peso” nel panorama planetario e ci consentirebbero di scapolare le secche della penuria energetica e del mutamento climatico.
Sagge parole, ma quel 2015 – se interpolato con il panorama economico – mi sembra terribilmente distante, come se ad un ebreo scacciato dall’Andalusia, per opera di Isabella, fossero andati a proporre, come speranza, l’indipendenza delle Fiandre.
Qui, microcosmo e macrocosmo s’intrecciano e, nell’immediato, è il microcosmo ad imporsi: inutile raccontarci frottole. Miserrimo minimo, la tentazione italiana di non ottemperare più agli accordi presi in sede europea sul clima, a causa della crisi economia. Della serie: ho il mal di testa, del cancro che mi sta corrodendo m’occuperò domani.
Questa, però, è e sarà la realtà, perché non si può lavorare per anni al solo scopo di creare ricchezza fittizia, e dunque cercare di salvare dal baratro la malata economia statunitense, per poi ritirarsi in buon ordine e dire “c’eravamo sbagliati, scusate”.
No, signori miei, Greenpeace non troverà tempo, noi non avremo tempo, nessuno avrà più tempo prima dell’eclissi.

Questa fantomatica ricchezza creata dal nulla, chiederà pegno e già l’ha ottenuto: servizievoli, le oligarchie mondiali hanno chinato il capo ed hanno sottoscritto demoniaci patti per sostenere le volontà dei tanti Faustus, di coloro che hanno scambiato l’anima di Gaia per ottenere infinite e labili cornucopie.
Così, oggi già sappiamo che l’unica via che ci sarà concessa sarà quella dell’acquiescenza ai paradigmi dell’economico, del tecnicismo economico, e non ci sarà simposio né dialettica.
La via indicata è segnata ad ogni passo da una diversa pietra miliare: oggi ci proteggeranno i future, domani si disserterà sugli spread, dopodomani ci salveranno i tassi. All’ultima scena, però, saranno i lupi a dire la loro.
I lupi sono animali discreti e terribili, soprattutto quando s’uniscono in branchi.
Oggi, ancora vagano, annusando l’aria che odora d’Inverno per capire quando giungerà l’ora d’addolcirla col sangue: no, nessuno ne avrà sentore. Tutto, sarà addolcito da una “pace terrificante”, come il poeta/profeta De André annunciò: il Quarto Reich non farà sconti.

Ci potremo divertire con le previsioni, questo ci sarà concesso, ma nessuno riuscirà a predire quando il branco scenderà dalla collina: ci siamo svegliati dall’inganno di Piazza Fontana un anno dopo, da quello dell’11 Settembre anni dopo. Non avremo il tempo, non ci lasceranno il tempo per capire: potremo, al massimo, elucubrare.
Già qualcuno azzarda previsioni sui futuri blocchi: USA – Cina – Giappone, saldate dall’abisso del debito, contro il resto del Mondo? Russia ed Europa avvinghiate per la simbiosi energetica? Può essere, ma mancano altri attori: l’India rimarrà a guardare? E l’America Latina? L’inganno mondiale esigerà una catarsi planetaria.

Le armi atomiche ci salveranno! Nessuno oserà premere il bottone!
Non ci sarà bisogno d’armi atomiche, batteriologiche e chimiche perché l’obiettivo è altra cosa: è validare, con la grande distruzione bellica, le false cornucopie spacciate dai banchieri. La sola rigenerazione possibile per far ripartire la “locomotiva” economica, questa bestia immonda che si nutre di sangue per generare capitali.

Una distruzione di breve termine – come quella conseguente alla guerra nucleare/chimica/batteriologica – non darebbe il tempo, il “fiato”, per far ripartire le presse dei cannoni. Nell’economia globalizzata, inoltre, poco senso avrebbe la conquista territoriale: l’Iraq insegna.
D’altro canto, l’arma assoluta fu creata già durante la Prima Guerra Mondiale, ma nessuno osò un bombardamento a gas su Londra o su Berlino. Provarono lo Sturmfeuer su una Dresda già piagata, e le atomiche sul Giappone sconfitto, non prima.
Prima, tutta la ricchezza artificialmente generata dai prestigiatori di Wall Street dovrà sostanziarsi, perché non accetteranno che i listini azionari “veleggino” sui valori di dieci anni fa. Abbiamo lavorato per niente?

Perciò, mi piacerebbe sognare riedizioni keynesiane – ma, l’indebitamento, era di questa grandezza? Cosa rimane di Keynes senza il deficit spending? – mentre, la gelida realtà che una guerra sia il mezzo più semplice per risolvere il problema, m’appare come la tragica sequenzialità degli eventi.
Gli USA si salveranno? Neanche per idea. Il capitalismo globalizzato sì, passerà di mano come avvenne dopo la Seconda Guerra Mondiale – da Londra a Washington – ed ora, dal “Nuovo Mediterraneo”, l’Oceano Pacifico, trasmigrerà a Pechino. L’importante è salvare la borsa, non la vita.
Spero, ardentemente, che qualcuno trovi argomenti così pregnanti da farmi cambiare idea. Non è una domanda retorica: lo spero per davvero.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2008/10/la-guerra-prossima-ventura.html
27.10.08

12 Commenti
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geopardy
geopardy
28 Ottobre 2008 9:32

La borsa sarà sempre di chi ce l’ha, sia che vada a Pechino che in qualsiasi altra parte. Dapprima chi ha la borsa cerca di impedire a chi ancora non l’ha di averla, qui li primo rischio di grosso conflitto, una volta capito che la borsa non la puoi avere solo tu, aldilà di qualsiasi esito della guerra (la seconda mondiale ci insegna), la condividi con i nuovi ricchi e siedi con loro negli stessi clubs. Una guerra lascia più ricchi i veri ricchi, qualsiasi sia la sponda in cui siano collocati, siccome, però, una guerra globale vera, oggi rischierebbe di uscire dal controllo ed avere effetti assai nefandi per tutti, cercheranno e già lo stanno facendo, di instaurare muri di protezione all’interno delle nostre società, trattando i “propri” popoli di appartenenza, come masse di potenziali terroristi, con tutte le conseguenze di controllo e repressione al seguito. Per opprimere ferocemente le realtà fastidiose o di troppo (termine sempre più in voga), dovranno andarci con la mano pesante, quindi la pietas se ne deve andare a far fottere (tutto torna non trovi?). Quello che è successo dopo l’uragano Katrina a New Orleans, luogo in cui, alle mamme che andavano nei super… Leggi tutto »

V267
V267
28 Ottobre 2008 9:50

Dal link http://www.giorgiobongiovanni.it/ita/ultimi_scritti1/index.htm HO SCRITTO IL 4 OTTOBRE 2008: IL MIO AMICO SETUN SHENAR, ESSERE DI LUCE DELLA QUARTA DIMENSIONE, MIA GUIDA SPIRITUALE, HA RICEVUTO L’INCARICO DALLE POTENZE CELESTI DI PRENDERSI CURA DELLA MIA PERSONA E DELLA MIA MISSIONE. È UNO SCIENZIATO COSMICO SPECIALIZZATO IN BIOLOGIA, ANTROPOLOGIA, FILOSOFIA COSMICA, FISICA, MEDICINA, ASTRONOMIA, È A CONOSCENZA DI TUTTO LO SCIBILE UMANO E HA IL COMPITO DI ISTRUIRMI SU QUANTO UTILE ALLA MIA MISSIONE. IN PRECEDENTI MESSAGGI, DEI QUALI SONO STATO AMBASCIATORE, SETUN SHENAR AVEVA PROFETIZZATO IL CROLLO DI TUTTE LE BORSE DEL MONDO ALLE QUALI SAREBBE SEGUITA UNA GUERRA MONDIALE. LA PROFEZIA DEL CROLLO DELLE BORSE È IN FASE DI PIENA REALIZZAZIONE. ORA È IN FASE DI PREPARAZIONE LA SECONDA PROFEZIA CHE ANNUNCIA UNA GRANDE GUERRA MONDIALE IN CUI SARÀ COINVOLTO ANCHE IL NOSTRO PAESE: L’ITALIA. SARÀ UNA GUERRA CHE INIZIERÀ CON L’INGANNO DI UNA GUERRA CONVENZIONALE, COMBATTUTA CON CARRI ARMATI E AEREI DA GUERRA ECC. MA CHE AVRÀ INVECE IL FINE DI DIVENIRE DI NATURA NUCLEARE E A CARATTERE MONDIALE. IN UN SUSSEGUIRSI DI AVVENIMENTI SI ARRIVERÀ ALL’USO DELLE ARMI ATOMICHE DA PARTE DI CHI STA PERDENDO LA GUERRA E SI TROVA IN UNA SITUAZIONE DI FORTE PRESSIONE. MOLTI GIOVANI… Leggi tutto »

Fabriizio
Fabriizio
28 Ottobre 2008 16:08

non posso risponderti ,
perchè non ho nenache iniaziato a leggerti,

come ti viene in mente di scrivere fitto-fitto tutto in MAIUSCOLO ?
Sei scemo ? Pardon, volevo dire ….
sei digiuno delle piu’ elementari regole della percezione visiva ?

Lestaat
Lestaat
28 Ottobre 2008 18:12

Clap! Clap! Clap! Clap!
Se potessi farei anche la ola!
Bellissimo Bertani.

Truman
Truman(@truman)
Staff CDC
29 Ottobre 2008 4:57

Potrebbe essere guerra civile.

sultano96
sultano96
29 Ottobre 2008 11:52

Prima di tutto questo o di quello che prefigura Bertani c’è sempre l’antropocrazia! Poi se desiderate procedere c’è sempre tempo.

sultano96
sultano96
29 Ottobre 2008 12:10

SETUN SHENAR invece d’ispirare questi concetti a Giorgio Bongiovanni lo dovrebbe obbligare a restituire i soldi ai creditori. Mi dispiace per lui -Giorgio Bongiovanni- ma non riuscirà ad indossare le vesti del martire, seppur gli piacerebbe moltissimo! Sono anni che scorribanda per il pianeta ad enunciare simili st….ate, si vergogni!
Ma mi faccia il piacere!

idea3online
idea3online
29 Ottobre 2008 17:51

Ora vi racconto una favola per fare capire: Cappuccetto “rosso” camminava nel bosco lì incontrò il lupo e se la mangiò…la Russia era nel bosco la incontrò il lupo e se la mangiò Il lupo vide un altro cappuccetto “rosso”, disse al secondo cappuccetto “rosso”…..vieni che ti accompagno a casa della nonna, ma la Cina rispose…va bene però non ti offendere se mentre mi accompagni ti punto la “lupara” nella testa caro lupo. Il lupo rispose va bene….e camminava e camminava ma la casa della nonna non esiste…forse cappuccetto “rosso” premerà il grilletto. Il lupo soffre perché ha la lupara puntata sulla testa. Morale: La Russia si è fidata del lupo. La Cina si è fidata del lupo ma a condizione che punta verso il lupo la “lupara”. Il secondo cappuccetto “rosso” non è stato mangiato dal lupo, ma nel bosco ha fatto sia la parte del bambino e sia la parte del cacciatore, e se dalla pancia del lupo il primo cappuccetto rosso è stato salvato dal cacciatore? Una cosa è certa il lupo non ha digerito bene il primo cappuccetto “rosso” fagocitato, e come se ha un dolore alla pancia, e come se riceva calci..che dolore ha il… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
29 Ottobre 2008 19:33

Caro Sultano 96, ci sono tante cose ed anche l’antroprocrazia. Ci sono sempre state tante cose interessanti, ma il potere le ha sempre batture nel tempo, purtroppo. Prima che ognuna di esse sia diventata realtà ponderata, hanno innescato, linciaggi, caccia alle streghe, ogni tipo di disinformazione e calunnia ed infine, una volta che tutto ciò non ha funzionato, la guerra. Purtroppo, non siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico ed in ogni momento, se lo ritenessero opportuno (tutto qui), potrebbero dare inizio a qualsiasi tipo di conflitto, loro possono, mentre noi non possiamo. Loro hanno in mano la più potente macchina a distruzione di cervelli e condizionamento di opinioni di massa, la televisione. Quasi nessuno è in grado di resistere al fascino emotivo, che un certo suo utilizzo può provocare. Ho letto Bellia e dice cose estremamente interessanti su Steiner e l’antroprocrazia, ma il lupo (riferendomi all’esempio riportato in uno dei commenti di questo articolo) è sempre in agguato e non saranno argomenti citati da chi dice di parlare (magari è pure vero, ma poco credibile) con Setun Shenar ad essere portati in gloria di questi tempi. Troppi i protagonismi e troppe le panacee presentate, per cogliere… Leggi tutto »

sultano96
sultano96
30 Ottobre 2008 2:42

Se Davide fosse stato permeato dalla sua filosofia non si sarebbe mai mosso contro Golia, mi sembra puerile constatare che il potere attua ed applica ogni mezzo per rimanere tale. Probabilmente lei non conosce la diffusione planetaria dell’antroposofia di R. Steiner, presente fattivamente in ogni angolo del pianeta con strutture concrete e tangibili e quindi sperimentabili da ognuno. Steiner non ha eretto chiese ma scuole, opifici, teatri ed ogni altro edificio idoneo allo sviluppo spirituale dell’individuo e alla sua maturazione con totale compimento dell’IO. L’antropocrazia di Bellia è un progetto realizzativo del pensiero social-economico di Rodolfo, è scontato che per attuarla il Bellia necessita della collaborazione di terzi, che senso ha l’antropocrazia applicata ad un singolo individuo? Geopardy io non so dove lei risieda, altrimenti potrei suggerirle la visita di istituzioni antroposofiche dove viene applicato l’insegnamento di Steiner, in ogni campo dello scibile umano e lì potrebbe toccare con mano la realtà alternativa a questa fogna a cielo aperto in cui il potere ci costringe a vivere! Tralasci di citare coloro che sostengono di comunicare con Setun Shenar, è preferibile applicare la compassione cristiana o buddhica a questi individui. Io stesso sono un imprenditore agricolo che applica il metodo biodinamico… Leggi tutto »

geopardy
geopardy
30 Ottobre 2008 6:16

Mi fa piacere, che ci siano applicazioni in corso, infatti, mi sembra implicito nell’articolo, che saranno apprezzate se valide. Mi dica di realtà antroposofiche presenti nelle Marche e nell’Umbria, precisamente le province di Perugia, Ancona e Pesaro, cercherò di approndire, dato che, ormai, da anni e anni, mi faccio una piccola produzione orticola per consumo familiare. Quello che non apprezzo è il paragonare l’antichissima avidità dell’uomo, che nelle forme dei potenti diviene da sempre oppressiva per tutti gli altri, ad un darwinismo sociale. Ad esempio, i faraoni, i papi, gli imperatori e tutte le dinastie e caste di potenti, che hanno disegnato, o perlomeno tantato di disegnare il mondo a immagine e somiglianza dei loro voracissimi tornaconti, erano ispirati alla “filosofia” ottocentesca darwiniana? Credo sia evidente di no, quindi non confondiamo lotte d’influenza tra religione e scienza (la stessa risalente solo al XVI secolo), anzi, più precisamente tra poteri religiosi e certe caste, che si definiscono scientifiche, non credo, che la scienza di per se stessa abbia la presunzione di sostituirsi alla religione, proprio perchè il metodo scientifico galileiano ha come assunto e limite al tempo stesso, quello della sperimentazione e non un atto di fede alla base. Semmai la… Leggi tutto »

sultano96
sultano96
30 Ottobre 2008 11:57

Le ho postato un messaggio privato con gli indirizzi più prossimi alle sue richieste. In attesa cordialità ed auguri per il suo orto.