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LA GUERRA IN LIBIA

WASHINGTON CERCA IL SOPRAVVENTO CON L’ALBA DELL’ “ODISSEA” AFRICANA

DI THIERRY MEYSSAN
voltairenet.org

Gli attacchi francesi alla Libia non sono un’operazione francese, ma un elemento dell’operazione Odyssey Dawn posta sotto l’autorità dell’US AfriCom. Esse non sono intese ad aiutare i civili libici, ma usano il pretesto della situazione per spianare la strada allo sbarco delle forze statunitensi nel continente, nota Thierry Meyssan.

Al vertice di Londra del 2 novembre 2010, la Francia aveva deciso di costruire una difesa comune con i britannici, che dipendono dagli Stati Uniti.
Sono Francia, Regno Unito e Stati Uniti che hanno proposto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di adottare come risoluzione 1793, il testo che istituisce una no-fly zone sulla Libia. Questa iniziativa deve essere intesa in due modi:

In primo luogo, Barack Obama non voleva assumere la responsabilità, nei confronti della sua opinione pubblica interna, di una terza guerra nel mondo musulmano, dopo quelle in cui è sprofondato il suo paese, in Afghanistan e in Iraq. Washington ha dunque preferito delegare questa operazione ai suoi alleati.

In secondo luogo, Nicolas Sarkozy, che rappresenta gli interessi degli Stati Uniti favorevoli alla “relazione speciale” tra Londra e Washington, si è sforzato prioritariamente di cercato sin dall’inizio del suo mandato, di mettere insieme le difese francesi e britanniche. Ha raggiunto questo obiettivo con gli accordi sulla difesa del 2 novembre 2010, e trova nella crisi libica un’opportunità per l’azione congiunta.

Al vertice di Londra del 2 novembre 2010, la Francia aveva deciso di costruire una difesa comune con i britannici, che dipendono dagli Stati Uniti.

Con il ritorno al comando integrato della NATO, votato il 17 Marzo 2009, e attuato con il vertice di Strasburgo-Kehl, il 3-4 aprile 2009, Nicolas Sarkozy ha abbandonato il principio della difesa indipendente francese. Con il trattato di Lisbona, dove afferma esserne uno dei principali architetti, aveva già costretto l’UE ad abbandonare ogni difesa indipendente e ad affidarsi in modo permanente alla NATO. La sua politica ha segnato il trionfo, mezzo secolo dopo, del principio della CED, già combattuto da gollisti e comunisti. Con il pretesto di fare economie di scala in tempi di crisi, David Cameron e Nicolas Sarkozy hanno liquidato le ultime realizzazioni del fronte nazionalista gaullo-comunista e firmato due trattati.

Il primo prevede una maggiore cooperazione, condivisione e scambio di materiali ed equipaggiamenti, comprese le portaerei. Soprattutto, essa stabilisce una Combined Joint Expeditionary Force, ma non permanente, composta da 3000 a 3500 uomini, che potrebbe essere schierata, con preavviso, per le operazioni bilaterali militari della NATO, dell’Unione europea o delle Nazioni Unite. Il secondo inizio di progetti industriali di ricerca e sviluppo. Soprattutto, esso prevede la condivisione delle tecnologie per i test nucleari in laboratorio. Il che implica che il deterrente nucleare francese non è più indipendente, mentre il deterrente britannico è sotto il controllo degli Stati Uniti-.

Per concretizzare la forza di spedizione franco-britannica, i ministri competenti dei due Paesi, Liam Fox e Alain Juppé (Ministro della Difesa dal 14 novembre 2010 al 27 febbraio 2011) hanno pianificato una vasta esercitazione aerea comune, che doveva svolgersi il 21-25 marzo 2011 col nome di Southern Mistral.

Lo strano logo dell’esercitazione franco-britannica Southern Mistral.
Il reziario non protegge l’uccello della libertà, ma lo fa prigioniero nella sua rete.

Esso doveva includere “missioni aeree tipo COMAO (Composite Air Operations) e un raid specifico (Southern Storm) per attuare un attacco convenzionale a lunga distanza. Oltre 500 persone saranno mobilitate per questa esercitazione bilaterale”, dice il sito web dedicato, pubblicato dal Comando della difesa aerea e delle operazioni di volo, “Southern Mistral”.

“Sei Tornado GR4, un aviotanker Vickers VC-10 e un Boeing E3D saranno mobilitati a fianco dei Mirage 2000D, 2000N e 2000C dell’aviazione francese, coinvolgendo una trentina di velivoli tra cui elicotteri, aerei-cisterna Boeing e aerei-radar AWACS (…) Allo stesso tempo, il Commando Paracadutisti Air 20 (CPA20) accoglierà a Digione uno dei suoi omologhi britannici, il Reggimento della RAF, e si allenerà nella missione di proteggere le basi aeree del teatro operativo, come viene praticato oggi in Afghanistan. Inoltre, i membri del Reggimento della RAF saranno addestrati alle misure di sicurezza del trasporto aereo, a partire dagli elicotteri. Tali procedure speciali sono applicate quotidianamente dagli elicotteri della “sicurezza aerea” dall’aviazione, al fine di intervenire contro aerei che volano a bassa velocità“, diceva il comunicato.

Questa esercitazione è stata guidata dai generali de Longvilliers e Desclaux (Francia), e dall’Air Marshall Garwood e dall’Air Commodore Maas (Regno Unito).

Coincidenza o premeditazione? In ogni caso, questa operazione è reale e non un’esercitazione che è stata lanciata il 19 marzo 2011, conformemente alla risoluzione 1793 del Consiglio di Sicurezza. Soltanto la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno partecipato il primo giorno. In attesa della partecipazione di altri Stati membri della NATO e della formazione di un comando di coalizione, tutte le operazioni, tra cui quelle francesi, sono coordinate da AfriCom, con sede a Stuttgart (Germania) dal generale statunitense Carter Ham. Le forze navali, comprese le navi italiane e canadesi, che raggiungono la zona, e il comando tattico, sono posti sotto l’autorità dell’Ammiraglio USA Samuel J. Locklear, a bordo della USS Mount Whitney. Tutto ciò conformemente alla precedente pianificazione della NATO [1]. Si è lontani dal bla-bla ufficiale sull’iniziativa francese, ma nella logica sopra descritta dell’asservimento delle forze.

La parte francese dell’operazione è stata chiamata Harmattan, una parola che significa che “Mistral del Sud“, che sferza l’Africa occidentale. La parte britannica è chiamata Operazione Ellamy. Ma la componente degli Stati Uniti è chiamata Odyssey Dawn, in modo che ognuno capisca che segna l’inizio di una odissea degli Stati Uniti in Africa [2]. E’ importante notare che, a differenza dei discorsi giustificatori e falsi dei leader atlantisti, la risoluzione 1793 è formulata in termini talmente vaghi che può autorizzare lo sbarco di truppe coloniali in Libia. Infatti, il divieto di “dispiegamento di una forza di occupazione straniera, sotto qualsiasi forma e su qualsiasi parte del territorio libico” non si applica alla creazione della no-fly zone, ma soltanto alle operazioni di protezione civile (§ 4). Questo punto è stato sollevato dagli ambasciatori di Russia e Cina nel Consiglio di Sicurezza, e non ha avuto risposta, di conseguenza si sono astenuti durante la votazione [3].

Alla conferenza stampa del Pentagono, il 19 marzo, il vice-ammiraglio Gortney ha spiegato che gli attacchi missilistici statunitensi, sono stati progettati per modellare il teatro in cui gli alleati dovrebbero combattere.

Per questo primo giorno dell’Harmattan, le forze francesi hanno schierato i dispositivi che dovevano essere utilizzati nell’esercitazione Maestrale del sud, così come due fregate anti-aerei e di difesa aerea (Jean Bart e Forbin) posizionate al largo della Libia. Avrebbero distrutto quattro blindati. Da parte loro, le forze anglo-sassoni hanno utilizzato un sottomarino inglese della classe Trafalgar e undici navi statunitensi, tra cui due cacciatorpediniere (Stout e Barry) e tre sottomarini (Providence, Florida e Scranton) – per lanciare 110 missili Tomahawk.

Questa operazione militare continuerà, se le forze libiche resisteranno. In ogni caso, la logica adottata dovrebbe condurre alla situazione che ha prevalso in Iraq tra Desert Storm e Iraqi Freedom: una partizione de facto del paese tra lealisti e ribelli.

NOTE

[1] “Conferenza stampa di Anders Fogh Rasmussen sulla Libia“, Réseau Voltaire, 10 marzo 2011.
[2] Sulla manipolazione della crisi libica e le intenzioni degli Stati Uniti in Africa, leggi: “Proche-Orient: la contre-révolution d’Obama”, Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 16 marzo 2011.
[3] «Résolution 1973» (con il testo del dibattito), Réseau Voltaire, 17 marzo 2011.

Versione originale:

Thierry Meyssan
Fonte: www.voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article168973.html
19.03.2011

Versione italiana:

Fonte: http://aurorasito.wordpress.com
Link: http://aurorasito.wordpress.com/2011/03/20/washington-cerca-il-sopravvento-con-lalba-dellodissea-africana/
19.03.2011

Traduzione a cura di ALESSANDRO LATTANZIO – Aurora03.da.ru

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    che strano, pero’. Come cambia il mondo. Una volta l’Onu mandava i caschi blu per separare i contendenti. Ora, forse per la crisi o per qualche altro motivo, autorizza la guerra subito…..se la cantano e se la suonano da soli. Le 5 nazioni maggiori esportatrici di armi compongono il consiglio di sicurezza…il resto lo conosciamo.

  • Zret

    E già…

  • AlbaKan

    In quest’intervista il figlio di Gheddafi dice che la Libia ha finanziato la campagna elettorale di Sarkofagò
    http://www.youtube.com/watch?v=9bQVyQOW2hQ&feature=player_embedded#at=76 [www.youtube.com]

  • AlbaKan

    …prove tecniche di Esercito Mondiale…. 😉 😉 😉

  • Tonguessy

    Curioso questo avvicinamento antistorico di UK e Francia. Se le sono sempre date di santa ragione, ma oggi va diversamente.
    Chissà perchè?
    Curiosa anche questa “distanza” di Russia e Cina dalla risoluzione ONU, quando un semplice veto avrebbe bloccato tutto (ed è il motivo per cui non ci sono-o quasi- risoluzione contro Israele, grazie al veto USA).
    Chissà perchè?
    Infine curiosa (ma direi molto più semplicemente scandalosa) la costernazione dei conduttori di Caterpillar (RAI2, h18:00) che prima seguono la propaganda mainstream (con tanto di appellativo necrofilo al Rais, chiamato Pollo Morto) con interviste agli insorti (solo e rigorosamente) e poi con il capo cosparso di cenere per i bombardamenti NATO-ONU a seguito dell’imminente vittoria dei fedeli di Gheddafi.
    Chissà perchè?

  • AlbaKan
    • Oggi il mondo intero deve ridurre il suo consumo a causa del riscaldamento globale…

      ma per fortuna le guerre dell’ONU sono riciclabili e l’Imperialismo è stato integrato allo sviluppo sostenibile!

  • Tonguessy

    Le guerre ONU sarebbero riciclabili se le risorse usate in una guerra venissero usate in un’altra guerra. Purtroppo non è così e più che ricicleria bellica parlerei di enfasi parossitica di tipo imperialista. Servisse almeno a qualcosa sto cazzo di definizione…..:(

  • AlbaKan

    Secondo me è proprio “l’idea” di guerra ad essere riciclata….sempre con gli stessi pretesti, sempre con la stessa prassi, è sempre un dejà vu…

    Alla fine è sempre la solita “minestra” (calda, fredda, tiepida…)…o te la mangi, o…. 😉

  • alvise

    Che siano gli ipocriti speculatori che chiamano guerra questa in libia, ok, ma che si legga sui giornali o che la si dica in tv, non lo accetto.Una guerra lo è, quando c’è una dichiarazione di guerra ad un paese, se non lo si fa si chiama AGGRESSIONE.Non è che, perchè ormai da anni si assista alle molte aggressioni, queste aggressioni debbano essere chiamate GUERRA.Sono lecite solo per chi vuol farle diventare lecite, dato che ormai sono diventate un uso comune, e la gente ci ha fatto l’abitudine.Ed anche se l’ha deciso l’onu, chi se ne frega?Da chi e quali personaggi è composto l’onu?Anzi, per paradosso, l’onu dovrebbe autorizzare gli stessi paesi che attaccano la libia ad auto attaccarsi, dato che loro stessi sono degli aggressori.Ma sopratutto gheddafi a chi ha dichiarato guerra tra i paesi che lo stanno aggredendo?Gheddafi non rientra certo nelle mie simpatie, ma mi chiedo come si permettono i paesi, ad aggredire un paese sovrano.

    Si dice che gheddafi sia un criminale, forse che i crimini dell’umanita perpretati dalla politica cinese non lo sono?Perchè la francia, l’italia, gli UK, gli USA, non vanno a rompre i coglioni ai cinesi?Un paese la cina, che non puoi nemmeno dire come la pensi?Si può dire che le popolazioni cinesi siano trattate alla stregua delle popolazioni libiche?La Grecia è nel mediterraneo.Perchè i media non dicono che la Grecia è piena di petrolio, ma non può estrarre tutto che vuole perchè è controllata dalla turchia che a sua volta è foraggiata dagli USA?Lo dico ai giornalisti venduti, almeno per onestà intellettuale, chiamate questa ipocrisia col suo nome: AGGRESSIONE!!, così come lo fu per l’Iraq

  • bstrnt

    Gheddafi probabilmente sarà un criminale, mai quanto il “democratico occidente!
    L’America (USA) è un paese intimamente criminale, lo hanno nel DNA, in quel DNA di fondamentalisti puritani adoratori del Dio Denaro.
    L’Europa con la sua Perfida Albione e ora con i vari nani scemi si comporta da sodale di questo paese pericoloso e falso.
    Gli USA da quasi un secolo gabbano il mondo intero con la loro carta straccia verde e con quel nulla tengono sotto la loro suola quelli che elegantemente definiscono alleati.
    Quest’anno s’é festeggiato il 150° anno dell’unità d’Italia e il 65° anno del suo asservimento agli USA dei quali è diventata a tutti gli effetti colonia; se qualcuno alza il capo fa la fine dei vari Mattei, Craxi e probabilmente anche Berlinguer.
    La politica estera della Perfida Albione è passata di mano oltre oceano ed è una chiara politica di AGGRESSIONE caratteristica di tutti gli imperi marittimi.

  • ROE

    Perché Russia e Cina sanno che USA ed Europa stanno implodendo e queste azioni accelerano il processo.

  • astabada

    I veti hanno pesi diversi: il veto Russo non impedi` l’aggressione della Iugoslavia nel 1999.

  • imsiddi

    Credo che se avessero messo il VETO sarebbero passati (Russia e Cina) come sostenitori della carneficina da parte di Gheddafi.

    Invece astenendosi, hanno fatto avanzare USA+UK+FR e ora cercano di prendere il ladro con le mani nel sacco.

    a dire il vero, ci sono moltissime varianti, ma sicuramente la Russia e la Cina sanno esattamente cosa fare.

  • alvise

    D’accordo con te, ed aggiungo, che per noi europei il trattato di lisbona è diventato il colpo di grazia.Per noi italiani poi, è ancora peggio, dato che nel consiglio europeo contiamo come una carta bianca, senza nessun valore. Per lomeno, il due di picche qualcosa conta.

  • Tonguessy

    Sono d’accordo sul fatto che Cina e Russia sappiano il fatto loro. Mi chiedo se sia producente per la Cina (visto che la Russia ha risorse proprie in abbondanza) non metter il veto in una situazione in cui avrebbe avuto sicuramente degli ammiccamenti libici. E poi perchè un’astensione avrebbe più peso di un veto?