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LA GUERRA DELLE FALKLAND E LA GUERRA IN IRAK

Una lezione per l’America

DI WILLIAM PFAFF

La storia ufficiale della guerra nelle Falklands è stata appena pubblicata a Londra, provocando il risveglio della controversia sul suo significato.

Lo scrittore argentino Jorge Luis Borges l’ha definita: “una lite fra due calvi che si contendono un pettine.” In Inghilterra, e in molte altre parti del mondo, molti l’hanno condannata come il gesto inutile di un imperialismo ormai fuori moda.

Pochi, adesso come allora, l’hanno interpretata come una difesa della legge internazionale, e, sotto questo aspetto, una impresa giusta, un’opera di pace e di ordine.

La giunta militare argentina che governava il paese sin dal 1975 aveva provocato deliberatamente un’azione di disordine mondiale al fine di far dimenticare il disordine omicida creato nel paese. L’invasione delle Falklands, nel 1982, aveva come fondamento le rivendicazioni storiche sulle isole, rivendicazioni che sussistono tutt’oggi. (Quelle inglesi risalgono al 1765. La colonia è stata governata come parte della corona dal 1832.) L’aggressione fu condannata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU con 10 voti a 1.

L’invasione argentina può essere paragonata all’invasione del Kuwait da parte di Hussein nel 1990. Nel caso del Kuwait gli Stati Uniti formarono una coalizione internazionale per liberare il Kuwait, sostenuta dal consiglio di Sicurezza. Anche questa operazione fu un’azione per ristabilire l’ordine.

Comunque la parte più importante della storia delle Falklands è avvenuto dopo la disfatta militare argentina e il suo ritiro dalle Falkland nel 1982.

Durante il regime militare in Argentina ci sono stati da 13.000 a 15.000 persone “scomparse”, ritenute oppositori interni del regime. Il loro destino era quello di essere torturati e poi, anche vivi, gettati in mare da qualche aereo.

I generali argentini hanno partecipato, con il generale Augusto Pinochet e con il corrotto regime militare in Brasile, all’operazione “Condor”, un progetto di cooperazione per arrestare e eliminare i dissidenti politici della regione.

La pesante sconfitta militare dei generali argentini alle Falkland, causata dalla spedizione militare inglese brillantemente condotta, ha fatto precipitare la loro caduta dal potere. Nel 1983 l’Argentina ha tenuto delle elezioni presidenziali e i civili sono ritornati al potere.

Venti anni di corruzione e di cattiva gestione economica del paese avevano già minato il potere dei generali del Brasile. A metà degli anni 80 i militari avevano ceduto il potere ai civili in Cile. Sia i fautori della guerra nelle Falkland, sia i suoi oppositori, avevano sottostimato l’estensione del suo effetto politico liberatorio in Sud America. Orami i governi militari non erano più accettabili.

E’ curioso notare come il presidente Bush non abbia mai nominato il precedente della guerra delle Falkland come esempio di quello che dice di voler fare in Irak. Egli afferma di voler cambiare il clima politico in Medio Oriente però quasi tutti hanno ormai capito che il motivo principale del suo intervento è rappresentato dal desiderio di controllo dell’Irak e delle sue risorse, e di metter in carica un governo favorevole agli interessi americani. Questo fatto, automaticamente, toglie ogni credibilità alle sue affermazioni.

Il secondo ostacolo è costituito dal fatto che la guerra in Irak è degenerata in un caos senza precedenti. In Irak è in atto una serie di ribellioni sia nazionaliste che tra fazioni, con l’unica conseguenza di miseria e disperazione, e decine di migliaia di vittime civili innocenti. Perchè il paese possa riprendere ci vorrà almeno l’opera di un’altra generazione.

Il terzo ostacolo che impedisce all’intervento di aver un qualche effetto positivo è costituito dal fatto che (per ragioni incomprensibili) l’amministrazione Bush ha imposto al suo esercito un modello di condotta che assomiglia molto più a quello dell’esercito argentino durante la dittatura dei militari che non a quello dell’esercito inglese durante la guerra delle Falkland.

La pratica americana delle torture fa venire alla mente i metodi delle dittature sudamericane. Lo stesso vale per la sua logica totalitaria. Sono pochi quelli che capiscono il motivo per il quale oggi gli americani praticano la tortura, talvolta a morte, e l’abuso sistematico dei prigionieri e dei “fermati”.

Questi sono metodi per i quali le potenze alleate della seconda guerra mondiale hanno mandato sul patibolo nel 1945 gli ufficiali delle SS, della Gestapo e i comandanti giapponesi dei campi di prigionia. Il seguaci di Bush, e i comandanti americani, non conoscono nemmeno questo pezzo di storia recente?

Esiste una logica totalitaria, rivelata dall’ex deputato e consigliere della Casa Bianca Timothy Flanigan (nominato da Bush procuratore capo degli Stati Uniti).

Alle domande di due senatori repubblicani, John Warner e John McCarty, che volevano sapere quali erano le linee guida nel trattamento dei prigionieri, ha risposto che non ci sono linee guida.

Il significato indiretto della risposta di Flanigan è che si può fare tutto perché nulla è vietato. Questa sembra essere una scelta deliberata da parte dell’amm.ne Bush.

Ecco perché gli Stati Uniti non sono più una forza di ordine e giustizia in Medio Oriente. Essi sono diventati il suo opposto, una forza di disordine e di ingiustizia. L’opinione pubblica americana se ne rende conto?

Fonte:www.commondreams.org
Link: http://www.commondreams.org/views05/1002-23.htm
2.10.05

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da VICHI

Pubblicato da Davide