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LA GRECIA DEMON(ET)IZZATA RILEGGA ARISTOTELE, ISOCRATE E ME

DI MARCO SABA
leconomistamascherato.blogspot.com

Cerchiamo di fare il punto sull’attuale situazione economico-finanziaria. All’ordine del giorno c’è la crisi greca e le quattro ipotesi di svolgimento elaborate da economisti ortodossi, secondo quanto apprendiamo dal recente articolo di Ruggero Paladini [1]:

a) se la sbrighi la Grecia, e se non ci riesce e va in default non è un problema; cosa sono 300 miliardi di euro?

b) la Grecia deve rivolgersi al FMI che serve proprio in casi del genere, ed ha una grande esperienza;

c) bisogna permettere una fuoriuscita – magari temporanea – dall’euro che permetta una svalutazione (competitiva) e quindi un nuovo ingresso;

d) deve intervenire l’Europa, o meglio i paesi dell’euro, per sostenere politicamente e finanziariamente la Grecia; molti aggiungono che si pone poi un problema di politica economica e un salto di qualità dell’Unione Europea.

Qui ci interessa il commento offerto da Paladini alla ipotesi (c): “La terza ipotesi è quella più creativa, ma ha due problemi: il primo è che sembra che i trattati esistenti non la permettano; il secondo è che un eventuale successo dell’operazione sarebbe fatale per l’euro. Supponiamo infatti che la Grecia svalutando rilanci le esportazioni, l’economia e risani il bilancio; perché gli altri paesi porcelli non dovrebbero voler fare lo stesso?” Alla prima obiezione occorre chiarire che proprio il Trattato di Lisbona, come lamenta la Banca Centrale Europea, prevede esplicitamente una clausola di fuoriuscita dalla UE, una “exit clause”, che sostanzialmente richiede un preavviso di due anni per l’uscita da parte del paese fuoriuscente. Si tratta dell’articolo 50 del Trattato [2] . Nell’articolo poi si dice che lo stato fuoriuscente potrà anche rientrare nell’Unione in futuro seguendo le indicazioni dell’art. 49.

Quello che lamenta la Banca Centrale Europea è che l’uscita andrebbe concertata col Consiglio d’Europa durante quei due anni di preavviso, ma nel caso non lo fosse non sono previste specifiche sanzioni. Inoltre, la BCE ci informa che, nel caso un paese uscisse anche dall’Unione Monetaria, la sovranità monetaria verrebbe restituita alla banca centrale del paese fuoriuscente, oltre alle riserve valutarie ed al capitale che quest’ultima aveva ceduto alla BCE [3].

Il secondo punto che l’autore dell’articolo solleva è abbastanza ridicolo, mi ricorda un maestro elementare che mi diceva: “Che succederebbe se tutti facessero come te?” Ed io: “Sarei proprio scemo a non fare come loro, no?” E’ ridicolo dire che questa possibilità non viene presa in considerazione perché – pur beneficiando potenzialmente la Grecia – verrebbe anche imitata da altri. E allora?

In sostanza, tuttavia, esiste almeno un’altra possibilità meno “eclatante”, un quinto scenario che è opportuno illustrare: si tratta della possibilità di emettere una moneta nazionale a circolazione interna, senza uscire dall’Euro o dalla UE. Questa operazione, descritta da tempo da J.Wiseman [4], consiste nell’emettere degli strumenti finanziari (zero-coupon perpetual puttable security) senza chiamarli propriamente “banconote” o “moneta”, ma con gli stessi effetti all’atto pratico. Non è una cosa particolarmente nuova. In passato, prima della seconda guerra mondiale, l’Italia fece ampio ricorso a questi “biglietti di stato a corso legale” per l’emissione delle proprie banconote. L’iniziativa prima assoluta – a livello europeo – avvenne nel 1240 quando il Comune di Milano, a corto di moneta dì argento, emise cartamoneta a corso libero, diventando ben presto la capitale della Lombardia [5]. In questo modo, facendo pesare sulla popolazione il solo costo del signoraggio (che potrebbe permettere di eliminare tutte le altre tasse), non aggravato da interessi come avviene invece con l’emissione dei titoli di debito pubblico, concertata lingua-in-bocca coi banchieri privati, allora sì che si potrebbe risollevare l’economia di qualsiasi paese dell’area Euro. In particolare, proprio i cosiddetti paesi PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia Grecia e Spagna), adottando di concerto e tutti assieme la soluzione proposta per la Grecia, potrebbero dare inizio ad un “mercato del mediterraneo” [6] collegandosi anche col nord Africa.

La Grecia è la patria di Aristotele, che più di 2300 anni fa nelle sue opere definiva la moneta strumento di giustizia distributiva, nel senso che per il suo tramite si riescono a quantificare prestazioni e servizi altrimenti non quantificabili (Etica) e uno strumento atto a facilitare gli scambi, soprattutto a distanza (Politica). La Grecia è anche la patria di Isocrate, che 2400 anni fa – nel suo Trapezitico – ci ricorda quanto fosse difficile portare i banchieri in Tribunale… Viene da chiedersi a che livello di corruzione è scesa oggi l’élite della Grecia per non essere più nemmeno in grado di capire ed affermare il suo sacro diritto alla sovranità monetaria.

La morale è sempre la stessa: ai popoli non vengono prospettate effettivamente TUTTE le alternative concrete praticamente realizzabili, ma solo quelle “interessate” tra le quali essi vengono costretti a scegliere… E se i giornalisti e gli economisti non sono tutti collusi in questa gigante opera di disinformazione, ma sono semplicemente inadatti e impreparati a svolgere decentemente il proprio mestiere, che si facciano umilmente da parte, recuperando dignità per tutti.

Marco Saba
Fonte:http://leconomistamascherato.blogspot.com
Link: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/03/la-grecia-demonetizzata-rilegga.html
4.03.2010

Note:

1] Ruggero Paladini, “I greci, i porcelli e il tamburo di latta”, Eguaglianza & Libertà, 23/02/2010
http://www.eguaglianzaeliberta.it/articolo.asp?id=1221

2] Ecco il testo dell’articolo del Trattato di Lisbona, stranamente ignorato dagli “attivisti”:
CONSOLIDATED VERSION OF THE TREATY ON EUROPEAN UNION
Article 50
1. Any Member State may decide to withdraw from theUnion in accordance with its own constitutional requirements.
2. A Member State which decides to withdraw shall notify the European Council of its intention. In the light of the guidelines provided by the European Council, the Union-shall negotiate and conclude an agreement with that State, setting out the arrangements for its withdrawal, taking account of the framework for its future relationship with theUnion. That agreement shall be negotiated in accordance with Article 218(3) of the Treaty on the Functioning of the European-Union. It shall be concluded by the Council, acting by a qualified majority, after obtaining the consent of the European Parliament.
3. The Treaties shall cease to apply to the State in question from the date of entry into force of the withdrawal agreement or, failing that, two years after the notification referred to in paragraph 2, unless the European Council, in agreement with the Member State concerned, unanimously decides to extend this period.
4. For the purposes of paragraphs 2 and 3, the member of the European Council or of the Council representing the withdrawing Member State shall not participate in the discussions of the European Council or Council or in decisions concerning it.
A qualified majority shall be defined in accordance with Article 238(3)(b) of the Treaty on the Functioning of the European-Union.
5. If a State which has withdrawn from the Union-asks to rejoin, its request shall be subject to the procedure referred to in Article 49.

3] “…withdrawal from EMU would entail: (i) creating a new currency or re-establishing the old currency of the withdrawing Member State; (ii) refunding the departing national central bank’s (NCB) contribution to the European Central Bank’s (ECB) capital, and reimbursing its foreign reserve assets transferred to the Eurosystem; and (iii) transferring full monetary sovereignty back to the seceding NCB…” – da: “Withdrawal and expulsion from the EU and EMU: some reflections”, ECB, 2009:
http://www.ecb.int/pub/pdf/scplps/ecblwp10.pdf

4] Vedi:
Come emettere una moneta nazionale italiana senza violare il Trattato di Maastricht
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/come-emettere-una-moneta-nazionale.html
e anche:
Il progetto CENTROBANCA: le Neolire (ITN)
http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/come-emettere-una-moneta-nazionale_26.html

5] Ne parlo in un capitolo del mio Moneta Nostra:
http://studimonetari.org/monetanostra.pdf

6] Già nel marzo 2006, Galloni affermava: “Occorrerebbe proporre una ridiscussione dei parametri di stabilità, cercando di spuntare condizioni di maggiore sostenibilità per la nostra economia. Io proporrei inoltre lo sviluppo di un “Mercato Mediterraneo”, un’area di scambio che abbracci i paesi del Sud Europa e dell’Africa settentrionale, un patto questo che potrebbe sostenere e garantire l’Italia. All’uscita dall’euro potremmo anche ignorare le agenzie di rating, se esistesse un progetto di sviluppo valido. “
http://www.tradizione.biz/politica/signoraggio/intervista-a-nino-galloni.html

Pubblicato da Davide

  • vic

    Oggi abbiamo deciso di utilizzare dei mezzi di trasporto del piffero. Ringraziamo doverosamente i fratelli Mongolfier per la consulenza tecnica, per il noleggio del mezzo e per il pilotaggio. Fatto sta che stiamo volando sopra un mare. La nostra arzilla guida e’ Solone, lui insiste che sia il mare Atlantico

    V: Ce la facciamo ad avvicinarci a quella strana isola?
    Mongolfier1: Non possiamo fare altro, il vento ci porta proprio li’.
    Solone (si frega le mani, poi accarezza la barba): Mmmm mm mmm mmm
    V: Esimio Solone, non si capisce niente!
    Solone (insiste): Mmmm mm mmm mmmmmmmm!
    V: Per favore urli!
    Solone (essendo saggio non urla, ma estrae un pettine con cui si pettina la barba): Si vede la bocca adesso?
    V: Si’, si vede un pertugio nella barba e si sente pure la voce.
    Solone: Bene. Come ti stavo dicendo, figliolo, quell’isola e’ Atlantide. Ammirane l’architettura concentrica, non e’ magnifica?
    Mongolfier 1+2: C’est magnifique!
    V: Oh!
    Solone: Non noti nulla di strano?
    V: Lo stavo dicendo, quel masso gigantesco sopra cos’e’?
    Solone: E’ il debito di Atlantide.
    Mongolfier 2: Epatant!
    V: Acciderboli, con una montagna cosi’ sulla testa rimarranno schiacciati tutti.
    Solone: Gli architetti di Atlantide hanno costruito mura molto robuste, usano la tecnica ediliza del perimetro interno lavorato. Noi greci lo chiamiamo PIL.
    Mongolfier 1: Mon dieu!
    V: Ehy e’ caduto dal cielo un masso sopra il massone.
    Solone (non si scompone): E’ l’interesse del debito, tutto normale.
    V (in apprensione): Ehy ehy, il massone con sopra il masso superano il PIL, quelli non vedranno piu’ il sole!
    Solone: Lo vedono, lo vedono riflesso nell’acqua.
    V: Uao, com’e’ trasparente si vede perfino il fondo!
    Solone: E’ il Fondo Monetario Internazionale. Serve ad accogliere le isole che affondano sotto i massoni.
    V: Non vorra’ dirmi che …
    Solone (mi da’ una pacca d’incoraggiamento): Consolati figliolo, prima o poi tutte le isole affondano. Le fermera’ il Fondo. E’ li’ per quello.
    V: Bella consolazione. Ehy ehy guardate!
    Atlantide (coi massoni sopra): glup glup glup.
    Solone (imperterrito): Affonda, che ci vuoi fa’! Pensa se non ci fosse il Fondo, che disastro immane.
    Mongolfier 1 & 2: (si guardano esterefatti)
    V: Anche mio zio pittore me lo dice sempre: l’importante e’ un buon fondo.
    Solone (ai Mongolfier): J’ai faim, on rentre!
    Mongolfier 1 al 2: Feu, a’ fond!
    Atlantide: (glup finale).
    presunto mar Atlantico: (si richiude, pacifico).

    In fondo in fondo, c’e’ sempre un fondo!

  • glab

    vic, scrivi sempre magnificamente bene ma questa volta ti sei suerato di alcune lunghezze, per ora ti perdoniamo l’intemperanza ma per il futuro contieniti, … (hihiii)
    grazie.

  • fengtofu

    GENIO! continua così!

  • amensa

    la cosa che dimentichi di dire è che rapporto avrebbero le due monete, e soprattutto chi gestirebbe tale rapporto.
    supponiamo che partano alla pari, ed in seguito (la loro ragion d’essere dovrebbe proprio esser quella di poterne emettere tanti quanti allo stato serve) la loro quantità ne diminuirebbe il valore.
    chili aveva accettati si troverebbe con un valore inferiore in tasca, pertanto comincerebbe a non accettarli più.
    questo film è già stato visto negli USA (studiare storia, please).

  • manolete

    Forse non te ne rendi conto tu stesso, ma hai scritto un pezzo da antologia,

    complimenti (e mantieni sempre questa visione ironica della realtà: aiuta a sopravvivere meglio),

    suerte,
    manolete

  • eleo

    La morale è sempre la stessa: ai popoli non vengono prospettate effettivamente TUTTE le alternative concrete praticamente realizzabili, ma solo quelle “interessate” tra le quali essi vengono costretti a scegliere…
    diciamo che ai popoli non viene prospettato nulla ma il popolo detto anche bue viene indirizzato con paure allarmi e silenzi e si ritrova lasciar fare senza accorgersi di ciò che avviene.
    La Grecia docet, oggi hanno già preso una decisione e la stanno già attuando: è il 4) punto della lista. Francia e Germania dicono che non vogliono aiutare uno stato in defoult, anche loro hanno un popolo da ingannare, mentre di fatto stanno già comprando i titoli di stato greci, ecco l’escamotage davanti non dico nulla anzi nego e dietro opero per i miei interessi!
    “A ruba i bond greci a 5 anni: domanda cinque volte l’offerta” ma chi li ha comprati? Nessuno lo dice.

  • eleo

    (AGI) – Roma, 5 mar. – Quelle adottate dalla Grecia nei giorni scorsi “sono misure che hanno convinto i mercati, come si vede dal successo dell’emissione, e hanno convinto anche la Bce e la Commissione. Sono misure molto serie”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, a margine della giornata di studio in onore di Guido M.Rey. .

    “I cittadini francesi e tedeschi rigraziano” ophs forse non lo sanno che lo pagheranno loro il debito dei greci. Forse sarebbe opportuno controllare se dobbiamo ringraziare anche noi!

  • osva

    Il caro vecchio SIMEC……..

  • Simulacres

    superlativo! iperbolico!

    d’accordo con gli altri; li soverchia tutti!

    ossequi “sub-realisti”.

  • lucamartinelli

    no, bisogna supporre che non partano alla pari. Una deve essere fortemente svalutata, altrimenti a cosa servirebbe?? in quanto al film Usa, pur essendo non piu’ giovane, non ricordo di averlo veduto. mi potrebbe dire quando è stato?

  • lucamartinelli

    cari amici, quello che sta succedendo in Grecia è della massima importanza. Adesso sappiamo quello che ci tocchera’!!! Fra pochi mesi sara’ il nostro turno.

  • glab

    penso che la quadratura dei conti non è mai stato un problema,
    chi li maneggia (i conti) li può far quadrare sì o no a seconda della pressione che vuole esercitare, e qui si deve considerare che a costui/oro gli necessita di avere tutte situazioni di conti “traballanti” se no perde/ono tale leva di potere.

    ritengo pertanto che i “problemi” caduti sulla Grecia siano di altra natura, per esempio:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=22795

    infatti anche questa:
    http://www.ansa.it/balcani/grecia/20100128121935019081.html

    può essere ben letta come misura di pressione, metodiche che i soliti noti sappiamo essere adusi a praticare.

    pertanto il problema non è risolvibile “quadrando” i conti poichè non è un problema di “conti” ma di sovranità.

  • amensa

    Nel maggio del 1775 stava approntando i preparativi per la guerra contro la Gran Bretagna, il Congresso fu messo di fronte al dilemma di come finanziare e rifornire l’esercito che l’avrebbe combattuta.
    Invece di tassare i cittadini, si decise di ricorrere alla stampa di una moneta di carta, il Continental dollar, e di immetterla sul mercato, con la promessa di accettarlo in pagamento per eventuali tasse future.
    Si chiedeva infatti ai singoli stati di ricorrere alla tassazione per “ritirare dal mercato” quei certificati e dar modo così al Congresso di stamparne altri senza che questi si deprezzassero eccessivamente.
    Gli Stati, infatti, si guardarono bene dall’imporre nuove tasse e così i certificati rimasero in circolazione, deprezzandosi nei confronti dei “dollari di metallo” ogni giorno di più.
    Alla fine della guerra quel pezzo di carta emesso dallo Stato non valeva più nulla tanto che fu coniato il modo di dire “not worth a Continental” (non vale un Continental) per indicare un oggetto di scarsissimo valore.
    In tantissimi furono rovinati ma non tutti i contemporanei giudicarono l’operazione come un disastro. Per Benjamin Franklin, anzi, il Continental fu una “macchina meravigliosa” che pagò e tenne rifornito l’esercito, si pagò da solo attraverso il suo deprezzamento e funzionò come una tassa equa.
    Diciamo che fu una tassa pagata da chi li aveva incassati .

    esempio #2
    Il campione indiscusso (con John Kennedy) dei sostenitori della moneta di Stato rimane però Abramo Lincoln con i suoi background-color: #FFFF80;”>Greenbacks.
    Anche qui, nulla di nuovo sotto il sole: una guerra (stavolta civile) da combattere e la necessità di integrare le maggiori entrate garantite dalle nuove tasse e tariffe imposte, con ulteriore liquidità senza ricorrere a prestiti che avrebbero avuto condizioni molto svantaggiose.
    Invece di “andare per strada a chiedere prestiti,” tuonavano voci dai banchi del Congresso, “preferiamo affermare la dignità ed il potere del Governo di emettere le proprie banconote.”
    E così fu, dal febbraio 1862.
    150 milioni di banconote di valore legale per il pagamento di tutti i debiti privati, delle tasse e per l’acquisto di terra e… di titoli di stato.
    Le conseguenze furono quelle che ogni economista si aspetterebbe, portando alla scomparsa dalla circolazione delle monete metalliche, al deprezzamento dei background-color: #FFFF80;”>Greenbacks e quindi, nel luglio dello stesso anno, ad una nuova emissione governativa: altri 150 milioni.
    Alla fine della guerra erano stati stampati più di 400 milioni di background-color: #FFFF80;”>Greenbacks ed il cambio con il dollaro (metallico) era sceso dalla parità al 39%.

  • lucamartinelli

    hai ragione. non ero andato cosi’ indietro nel tempo col mio commento.