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LA GRAN BRETAGNA E LA CRISI DI CIVILTA’

DI NAFEEZ MOSSADEQ AHMED
the-platform.org.uk

Il sistema internazionale affronterà nuove e crescenti sfide nei prossimi decenni, che riguarderanno non solo questioni come il terrorismo ed i conflitti, ma, in modo più pertinente, la convergenza intersecante delle crisi globali ecologica, energetica ed economica. Accadrà quindi che questi fenomeni si intensificheranno in diretto rapporto con le regioni a maggioranza musulmana del Medio Oriente, dell’Asia centrale e meridionale e dell’Africa settentrionale.

I trend esistenti e le loro probabili traiettorie paiono cupi senza un’azione urgente, preventiva e mitigatrice. Il cambiamento climatico è già in corso e quest’anno ha provocato periodi di siccità in alcune delle più importanti regioni produttrici di beni alimentari. Si prevede che questo trend accelererà nei prossimi decenni.

Le aree maggiormente colpite dal riscaldamento globale saranno quelle tropicali e subtropicali, e coinvolgeranno circa la metà della popolazione mondiale, includendo l’Africa, la parte meridionale degli Stati Uniti e una parte considerevole di India, Cina e America Latina. In queste aree l’aumento della temperatura porterà inizialmente coltivazioni come quella del mais, del grano e del riso a crescere più rapidamente, ma nel lungo termine provocheranno una diminuzione della fertilità delle piante e della produzione di cereali. Gli scienziati prevedono che i raccolti mondiali subiranno una riduzione tra il 20 ed il 40 per cento. Il cambiamento climatico porterà anche ad una carenza di acqua che potrà potenzialmente riguardare fino a 3,2 miliardi di persone.

La Gran Bretagna sarà duramente colpita. Come è stato osservato da Lord Cameron of Dillington, un proprietario terriero ex presidente della Countryside Agency, essa dovrà affrontare un vero e proprio pericolo di sollevazioni popolari, se le risorse alimentari saranno minacciate anche solo per tre giorni.

Tale pericolo sarà esacerbato dall’impatto dell’esaurimento dell’energia degli idrocarburi e dalla crisi finanziaria globale. Secondo l’Energy Watch Group – una rete internazionale di parlamentari e scienziati con sede a Berlino – nel 2006 la produzione mondiale di petrolio aveva già raggiunto il picco massimo e diminuirà del 50% entro il 2030. L’Energy Watch Group ritiene anche che è improbabile che il carbone ed il gas naturale colmino in tempo il vuoto di risorse. Ciò avrà un drastico impatto sulla capacità delle nostre società di funzionare e comporterà potenzialmente gravi limiti alla produzione agricola ed industriale, alle reti elettriche nazionali ed ai trasporti, a meno che non vengano attivate a spron battuto valide risorse energetiche alternative.

Il picco massimo raggiunto dal petrolio è stato anche una causa (ma non l’unica) della crisi finanziaria. L’aumento vertiginoso dei mutui insoluti, che ha innescato il crollo, ha avuto luogo in un contesto di crescenti pressioni inflazionistiche sui prezzi dei generi alimentari, sui costi di trasporto e di produzione e della vita, pressioni originate dall’aumento del prezzo del petrolio, legato all’essenziale problema energetico. Fatih Birol, direttore economista alla International Energy Agency, ha avvisato che i costanti limiti nella fornitura di petrolio potrebbero “strangolare” qualsiasi potenziale ripresa economica nel lungo termine. E una mancanza di liquidità potrebbe pregiudicare il tipo di assistenza organizzativa prestata al settore delle infrastrutture, necessaria perché la Gran Bretagna diventi “elastica” rispetto a queste crisi.

In questo contesto sia i pianificatori della difesa degli Stati Uniti che quelli del Regno Unito sono sempre più preoccupati per l’impatto di queste crisi sulla sicurezza occidentale, in particolare per quanto concerne la loro relazione con le regioni a maggioranza musulmana. Recenti documenti ufficiali sulla difesa strategica indicano la centralità in tutto il mondo di violenti conflitti tra comunità per motivi di cibo, acqua e risorse energetiche. In particolare essi sottolineano come le proiezioni dell’esponenziale crescita demografica generino una “bolla di giovinezza” nelle regioni a maggioranza musulmana del Medio Oriente, dell’Asia Centrale e dell’Africa Settentrionale, dove si trovano le più significative riserve di idrocarburi e di materie prime del pianeta. Nel contesto delle crisi globali sistemiche ciò creerà una enorme pressione interna su queste società, portando a enormi slittamenti nei modelli migratori, intensificando il potenziale di insurrezioni e conflitti e aumentando la propensione alla competizione tra Occidente, Russia e Cina (tra gli altri) in queste regioni.

Gli esperti di intelligence sono anche preoccupati per la politica demografica domestica; prevedono un significativo aumento dei musulmani negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e nell’Europa Occidentale. Tim Savage, direttore di divisione presso l’Office of European Analysis dello State Department, sostiene che nei prossimi decenni ci si aspetta un raddoppiamento della popolazione musulmana in Europa, mentre si prevede una diminuzione del 3,5% almeno della popolazione non musulmana. Se andasse peggio, Savage sospetta che entro la metà del secolo i musulmani potrebbero superare in numero i non musulmani non solo in Francia, ma in tutta l’Europa Occidentale. Visto il pericolo dell’intensificarsi dei conflitti violenti nelle regioni a maggioranza musulmana per il controllo delle scarse risorse energetiche, i pianificatori della difesa ritengono che la crescita demografica comporterà un aumento della minaccia del terrorismo islamico di matrice interna[1].

Queste tendenze ed i piani che esse stanno provocando sono proprio cupe. Ma illustrano due punti chiave: 1) il desolante fallimento in corso degli approcci politici convenzionali per trasformare le fondamentali cause strutturali delle crisi sistemiche globali; 2) la necessità e l’opportunità dei musulmani britannici, insieme alle loro controparti statunitensi ed europee, di gestire nei prossimi decenni questo fallimento con un nuovo pensiero, una visione, una strategia e una politica innovative, che permetteranno di affrontare le crisi globali e le sfide geopolitiche che coinvolgono tutti noi.

Perciò è essenziale che i musulmani britannici ricorrano alle percezioni economiche, ecologiche e socio-politiche della loro tradizione spirituale e intellettuale per formulare un discorso coerente e indigeno del pensiero e dei valori progressisti islamici con il quale servirsi criticamente delle istituzioni governative britanniche per ottenere attività più giuste, armoniose e sostenibili, ma anche per conferire alle comunità islamiche un senso di appartenenza e di azione costruttiva che delegittimi l’estremismo e al contempo ispiri nuove strategie capaci di generare un cambiamento sociale positivo per i popoli di tutte le fedi e non fedi.

Nafaeez Mosaddeq Ahmed è autore di bestseller e analista politico. Il suo prossimo libro si intitola The Crisis of Civilization: How Climate, Oil, Food, Finance, Terror, and Warfare will Change the World (Pluto , 2010). E’ direttore esecutivo dell’Institute for Policy Research & Development ( http://www.iprd.org.uk ) ed è autore di quattro libri sul terrorismo e la politica estera, incluso il più recente The London Bombings: An Independent Inquiry (Duckworth, 2006). Ha un PhD in International Relations conseguito alla University of Sussex, dove ha insegnato storia contemporanea e teoria politica.

Fonte: www.the-platform.org.uk
Link: http://www.the-platform.org.uk/2010/03/28/britain-and-the-crisis-of-civilisation/
1.04.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SOPHIE BLOOM

[1] Terrorismo esercitato da soggetti nati e cresciuti in Occidente (N.d.T.).

Pubblicato da Davide

  • grilmi

    Accidenti che bel minestrone!C’è tutto, crisi mondiale e riscaldmento globale, come se fossero uno la conseguenza dell altro; ormai si è capito che il risc globale è una cazzata epica inventata per introdurre la carbon tax sbugiardato da climategate e dalle osservazioni molto piu affidabili sul fatto che il mondo sta invece entrando in una fase di piccola glaciazione; estremismo islamico associato a eccesso demografico(traduco, bisogna eliminare un po di musulmani o ci surclasseranno). Nella conclusione poi non si capisce cosa vuole fare, insomma si è capito da quale scuola arriva questo tizio.

  • Hassan

    Le assurdità dell’Eurabia

    http://saigon2k.altervista.org/?p=1066

  • Tonguessy

    Tipicamente british questo articolo. Nonostante tutte le misure dicano il contrario, nonostante il Climategate sia il più grande scandalo scientifico dell’ultimo secolo (almeno), nonostante le varie ammissioni dell’IPCC, nonostante tutto questo tizio si ostina a sostenere la causa dell’Hadley Center (policy advisor, l’ente che tramite i suoi “scienziati” da indicazioni politiche per gli investimenti in UK).
    Ecco cosa ne pensa Renato Angelo Ricci, Professore emerito
    all’Università di Padova, Presidente dell’Associazione Galileo 2001
    “non mi pare che in tema di mutazioni climatiche e, ancor di più,
    sull’effettivo impatto delle attività antropiche, vi sia consenso
    unanime delle comunità scientifiche. Indipendentemente dalle cause in
    questione, l’evoluzione di un sistema complesso come il clima
    terrestre
    è non solo difficile da analizzare ma può comportare eventi e
    modalità
    sulle quali l’uomo, qualsiasi decisione esso prenda, potrebbe fare ben
    poco”.
    http://www.loccidentale.it/articolo/cambiamenti+climatici.0075000
    Una volta ancora ecco le registrazioni più lunghe mai effettuate dall’uomo: si tratta di dati dal 1659 fino ad oggi dalla Central England Temperature. Ebbene sì, Inghilterra!
    Qualcuno della redazione di CDC (quella stessa che continua a postare questi articoli ridicoli) mi mostri per cortesia dove sarebbe il riscaldamento.

    Per finire, visto che a qualcuno piace così tanto parlare di cambiamenti climatici: avete idea di quanta roba immesso nell’atmosfera l’eruzione del vulcano islandese?
    ”Se le polveri emesse dal vulcano islandese avranno quantita’ e soprattutto energia (termica) tale da ‘bucare’ la tropopausa e finire nella stratosfera, potrebbero restare anche anni e determinare cambiamenti climatici piu’ significativi”, dice Vincenzo Ferrara, esperto di clima dell’Enea che continua così: “la nube vulcanica forma uno strato di polveri che puo’ arrivare – secondo gli esperti dell’Enea – anche a rivestire tutta l’atmosfera terrestre. Questo strato funziona da schermo e da specchio per la radiazione solare provocando un importante riscaldamento della stratosfera (sopra la nube) e un raffreddamento dei bassi strati dell’atmosfera (sotto la nube). Le conseguenze di un’eruzione particolarmente ricca di composti attivi dal punto di vista dell’interazione con la radiazione solare (solfati), vengono osservate solitamente durante i due anni successivi all’evento. Il riscaldamento della stratosfera puo’ superare (come nel caso dell’eruzione del Pinatubo nel Giugno 1991) gli 0.5 gradi centigradi a scala planetaria con conseguente impatto su tutta la circolazione atmosferica.”

  • astabada

    L’anomalia riguarda frazioni di grado, per cui bisogna fare molta attenzione quando si utilizzano dati cosi’ inomogenei come quelli da te riportati (dubito che nel 1689 utilizzassero lo stesso sistema attuale per misurare le temperature). Peraltro il grafico da te riportato non sembra affatto escludere un aumento di 0.5 C, a ben vedere.

    Il riscaldamento globale non puo’ essere testato localmente, ci possono ben essere aree del globo dove fara’ piu’ freddo, a causa di cambiamenti nelle correnti oceaniche/atmosferiche.

    Dubito che un mercati come quello delle emissioni ci CO2, cioe’ in fieri, abbia piu’ “potere” di un mercato vivo, attivo e dominante come quello dei combustibili fossili.
    Quelli che sono capaci di scatenare una guerra avranno bene i mezzi per scatenare una campagna di disinformazione.

    Infatti. [www.greenpeace.org]

    Le eruzioni vulcaniche possono determinare si’ un raffreddamento del globo, ma non sembrano in grado di cambiare l’ anomalia [3.bp.blogspot.com]

    Cheers,

    astabada

  • bstrnt

    beh, chi vive sperando, magari nel fatto che ci sia un’inversione di tendenza nel riscaldamento del pianeta …
    I fatti sono un po’diversi, siamo gia in 7 miliardi e la popolazione continua ad aumentare, non qui in italia dove la media è di 1,1 figli per copia, in diminuzione.
    Questo significa, essendo la superficie terrestre di 510 milioni di kmq circa dei quali circa 360 milioni inabitabili perché occupati dal mare, deserti, montagne … ne consegue che ogni kmq di superficie terrestre abitabile, dovrebbe sostenere circa una cinquantina di persone, senza contare che questo sostentamento implica una biodiversità spinta, quindi anche animali, piante e colture differenziate.
    Abbiamo inoltre perduto la sana cultura degli indiani d’America di protezione dell’ambiente in cui viviamo; non siamo più capaci alimentarci con agricoltura e pastorizia se non con macchine, pesticidi, allevamenti intensivi ….
    Siamo peggio dei coloni (emuli dei lanzichenecchi) americani che sono riusciti a sterminare il popolo delle 500 nazioni.
    Cosa possiamo aspettaci quando un solo anello di questa macrocatena che viene definita economia globale cederà, e cederà sicuramente, perché non è governata da geni, ma da persone normali se non ben al di sotto della media.
    Non sono gli economisti ad affermare la crescita infinita in un sistema finito?
    Credo che tra Anassagora, Tacito, Becon, Lavoisier e buona parte dei nostri starnazzanti economisti il confronto nemmeno possa essere proposto.
    Prepariamoci dunque al collasso della “civiltà” (se così può essere definita) … anche se qualche pandemia indotta potrà in futuro arrestare per qualche tempo la crescita demografica.

  • Tonguessy

    Se non ti va bene l’Inghilterra ti va meglio la Nuova Zelanda? Siamo agli antipodi, e abbiamo due casi coincidenti. Non riesco a estrapolare i grafici, ma te li puoi leggere con comodo in questo pdf.
    http://icecap.us/images/uploads/global_warming_nz_pdf.pdf

    Anche in questo caso abbiamo dei ricercatori indipendenti che sbugiardano le tesi degli “scienziati” embedded (Hadley Center, IPCC o NIWA che siano).
    Non ti basta ancora? Guarda com’è variata la temperatura della troposfera negli ultimi decenni (e nota anche la mancata correlazione col CO2)

  • Tonguessy

    Quoto. La falsa scienza consiste nel considerare sensibili pochissimi dati tra i molti disponibili al fine di fare proiezioni altrimenti impensabili. The clash of civilizations consiste solo in questo e l’articolo qui sopra ne è un valido testimonial. Si tratta di propaganda.

  • Ricky

    L’autore dá per certe previsioni che sono ancora tutte da dimostrare (il riscaldamento globale, il picco del petrolio..).
    Comunque se l’intenzione é auspicare un nuovo umanesimo dell’islam e in particolare quello presente in UK, mi si spieghi come i musulmani britannici possano sviluppare “una visione, una strategia e una politica innovative, che permetteranno di affrontare le crisi globali e le sfide geopolitiche che coinvolgono tutti noi” quando le politiche migratorie europee sono improntate:
    1) alla ghettizzazione culturale come nel caso britannico
    2) all’assimilazione forzata, come ad es. in Francia,
    con tutta la frustrazione che ne segue in entrambi i casi.
    Facile auspicare, quando l’analisi é cosí superficiale.

  • Ricky

    OK allora scateniamo una guerra termonucleare globale per diminuire la popolazione mondiale di un bel 50%. L’unico problema é che non so se io e te sopravviveremo per raccontare come si stará dopo.

  • astabada

    Con calma me li leggero’, pero’ devo dire che il plot da te mostrato avvalora la tesi dell’AGW perche’ c’e’ una correlazione tra CO2 e temperatura che si vede a occhio!

    E’ ovvio poi che facendo un fit su periodi arbitrariamente piccoli si puo’ ottenere qualunque risultato! Un fit lineare tra il 1983 e il 1985 mostrera’ una variazione dell’anomalia di -0.6, mentre tra il 1997 e il 1998 mostrera’ un’anomalia di +0.9

    Fare un fit sugli ultimi 10 anni significa assumere che il clima risponda all’incremento di CO2 su tale scala dei tempi.

    Il fatto che anche agli antipodi non si osservi riscaldamento ricade nella lista di esempi locali.

    Cheers,

    a.

  • nettuno

    Il nosto NAFEEZ MOSSADEQ AHMED e il classico allarmista di professione e nello stesso tempo venditore di fumo. Mandatelo a cagare . Di fumo ce ne già abbastanza: quello del vulcano islandese Eyjafjallajökull . Di economia con capisce una mazza…

  • Tonguessy

    Di ambiente invece…..