La Giornata della Memoria Negata: la conquista del Sud

Giovannone ricorda l'altro Giorno della Memoria: una nostra tragedia nazionale

La Giornata della Memoria Negata: la conquista del Sud

Di Loreto Giovannone, per ComeDonChisciotte.org

Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo (Primo Levi)

Non ha alcuna reale motivazione etica e civile la damnatio memoriae per le vittime meridionali dell'Unità italiana. Lo Stato italiano dopo 163 anni mantiene la costruzione ideologica della propaganda unitarista. Infatti, le istituzioni omettono la guerra al meridione, le azioni manu militari contro le popolazioni civili del Regno due Sicilie per l'annessione al Piemonte, un Regno sovrano riconosciuto da tutti gli Stati europei.

Oggi siamo al punto che lo Stato, con le sue istituzioni accademiche e scolastiche, nega le verità storiche documentate nelle carte conservate nei propri archivi. Nelle parole “Raccomandiamo sempre ai ragazzi di vincere l'indifferenza, perché l'ho trovata nella mia vita più pericolosa della violenza “, di Liliana Segre si coglie il monito del pericolo. La stessa insidia si ritrova nell'indifferenza alla “memoria” della sanguinosa annessione del Regno Due Sicilie che causò molte migliaia di morti in scontri armati e fucilazioni di insorgenti civili che difesero la propria terra, partigiani combattenti contro un esercito sceso dal nord. A queste tristemente note vicende si unì la deportazione dei civili, con tutte le sue gravi conseguenze. In Italia vige la regola della faziosità nella cultura del ricordo, della memoria storica e civile, dei due pesi e due misure che vede le forze negazioniste del nord assecondate all'apatia mnemonica del sud. Esiste una divisione in due Italie in cui coesistono un nord immerso nel darwinismo sociale e discriminante, un sud indifferente anche a sé stesso.

L’invasione senza dichiarazione di guerra, i metodi cruenti, le fucilazioni, le rappresaglie, le deportazioni, sono universalmente considerati crimini di guerra contro l’umanità punibili con la pena estrema, è importante che si commemori l’orrore avvenuto. L’Italia non ha giorno della memoria delle stragi, eccidi, deportazione del Risorgimento durati dieci lunghi anni. I due poteri più importanti la Chiesa e lo Stato, le istituzioni più rappresentative, sul piano morale e civile, hanno nascosto, coperto, negato, mistificato la repressione militare nel Regno due Sicilie, ancora oggi, si ignora il numero dei civili passati per le armi senza processo. Le esecuzioni sommarie degli insorgenti, la distruzione di interi paesi bruciati, sono omesse e rimosse dalla storiografia accademica, dai libri scolastici, dalla divulgazione storica, dai mass media.

La Giornata della Memoria Negata: la conquista del Sud

Deportazione di civili. Totalmente rimossa la repressione politica della Sezione 1, Divisione 1, Ufficio del domicilio coatto creata nel ministero dell’Interno. In soli 10 anni di furia unificatrice è ragionevole contare almeno 160.000 civili deportati in 25 lager. Gli storici non spiegano alla società civile l’enorme contraddizione della loro versione dei fatti eppure i documenti sono conservati negli Archivi di Stato. Nessuno si interroga sul baratro istituzionale causato dall’agire politico dei governi liberali nel deportare al domicilio coatto politico uomini, donne, anziani, bambini in totale violazione degli elementari diritti stabiliti dallo Statuto Albertino. Tutti dovranno fare i conti con questa parte della storia.

La Giornata della Memoria Negata: la conquista del Sud

Le due Italie. L’annessione militare a mano armata ha lasciato profonde ferite tutt’ora aperte e danni sociali ancora ben visibili. Il nord fa difficoltà ad ammettere che una posizione economica egemone, sul piano nazionale, è costata lacrime e sangue al sud vittima della rappresaglia militare, ad oggi una ferita che non rimargina. Chi nega, nonostante la ingente quantità di documenti e prove disseminate negli Archivi di tutt’Italia, anche quelli “bonificati”, chi nega continua, nel discrimine, ad ampliare il divario tra le due Italie già ampiamente segnato dalle teorie lombrosiane poi divulgate dal suo allievo Alfredo Niceforo e da tutte le istituzioni che ruotano intorno alle Università e all’Istruzione. I meridionali deportati dai loro paesi d’origine, usati come schiavi nelle colonie penali agricole, nelle miniere di Toscana, Sardegna e nord Italia sono i predecessori degli emigranti. La deportazione ai lavori forzati è la rappresentazione del Risorgimento che non ha unito le popolazioni del sud ma le ha colonizzate. Sud relegato a colonia interna, ingabbiato dai compiacenti politici asserviti allo Stato nord centrico, alle mafie, sottomesso e senza possibilità di una reale autonomia, senza la necessaria liberazione.

La Giornata della Memoria Negata: la conquista del Sud

Conclusione. Da 163 anni nelle due Italie le istituzioni nonostante abbiano formulato, dal 1975, diverse leggi contro il negazionismo, ultima la legge n. 115 del 2016, per contrastare il concreto pericolo di diffusione “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra”. violano sistematicamente queste leggi. Si fa un uso strumentale e fazioso della mitologia del Risorgimento, si danno false lezioni di morale fino a scagliarsi contro i ricercatori indipendenti con accuse pretestuose: “L'uso distorto della storia può essere utile solo ad alimentare vecchi stereotipi e sempre nuovi sentimenti ma non consapevolezza”.

Un grave depistaggio è in atto nelle istituzioni: la negazione della memoria storica del sud e l'esistenza degli eccidi, della deportazione di meridionali nei lager nonostante la copiosa messe di documenti firmati dai vari ministeri dell'Interno a partire dall'ideatore Segretario dell'Interno Silvio Spaventa, documenti pubblicati da quasi 10 anni. Per le circa 250.000 vittime civili e circa 160.000 deportati meridionali, non c'è il dovere morale della verità e del ricordo, c'è le due Italie.

Di Loreto Giovannone per ComeDonChisciotte.org

27.01.2023

Loreto Giovannone. Studioso di storia alla ricerca dell’identità culturale e geografica delle origini. Studioso dei documenti amministrativi e ufficiali dell’Unità d’Italia conservati negli Archivi di Stato. Scopritore della prima deportazione di Stato di civili del Sud Italia nei lager del centro nord. La prima deportazione in Europa attuata dallo Stato italiano dal 1863, circa settanta anni prima del nazismo. Scrittore, articolista di argomenti storici con la predilezione della multidisciplinarietà di scuola francese. Convinto assertore che la Storia è la politica del passato.

Commenti (70)

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    1. Primadellesabbie 28 gennaio 2023

      Mi sembra che nessuno ricordi il ruolo svolto dal Vaticano nel sobillare attivamente, per ovvie ragioni, le iniziative anti piemontesi.

    2. ilpassatore 28 gennaio 2023

      infatti

    1. omega 27 gennaio 2023

      Da meridionale, dico che il tema è estremamente complesso e non ammette dilettantismi o nostalgie. Ancora oggi la questione nazionale non si è risolta; le differenze e le fratture tra Nord e Sud permangono ancora, come anche le rivalità, i rancori , le rivalse e gli stereotipi. Si può, ad esempio, negare che i nordisti abbiano un elevato e ingiustificato complesso di superiorità verso i meridionali, mentre nel contempo questi ultimi siano alquanto refrattari ad attuare un processo di reale e genuino avanzamento civile, sociale e culturale prima che economico, invece di crogiolarsi nella propria arretratezza? Diciamo la verità: Fatta l'Italia, bisogna ancora fare gli italiani. Del resto siamo uno Stato giovane, non avendo nemmeno 200 anni di vita e, come diceva un tale allenatore di calcio, manca l'amalgama.

    2. maghi 28 gennaio 2023

      l'amalgama ora ce lo danno colle ONG e l'immigrazione selvaggia. Ma qui nessuno capisce che siete vittime del divide et impera imperiale?
      Meno male che stamane viene ad aiutarmi Salvatore, un muratore di origini siciliane. Una brava persona, perchè quello che conta negli esseri umani non è il colore della pelle, ma quello del cuore. Se è nero quello, meglio star lontani.

    3. ilpassatore 28 gennaio 2023

      Se vogliamo parlare di ingiustificato senso di superiorità mi sembra che il discorso possa essere tranquillamente traslato anche ai meridionali. Non è forse vero che quasi il 100% dei meridionali si sente più furbo, scaltro, più accorto, più di mondo, più esperto, più capace, etc etc etc rispetto ai sonolenti polentoni del nord?
      Forse è per quello che sono sempre andati d'accordo con gli americani.....
      Comunque a parte questo, è vero, bisogna ancora fare gli italiani.
      Ma ormai non è tardi, di più.
      Se già le divisioni tra nord e sud sono ancora vive, dopo questo disastro le divisioni sono casa per casa.
      Per me non esiste nessuno stato italiano. Per quello che mi riguarda lo stato italiano è un nemico dal quale difendermi.
      Quelli che si sono supinamente piegati a questi immondi ricatti, ad esclusione di anziani, minori e casi molto particolari, sono collaborazoinisti, che non meritano la mia solidarietà.
      Se già 200 anni non sono bastati ad "amalgamare" del tutto la popolazione figuriamoci quale senso di appartanenenza o di solidarietà potrà mai esserci ora.

    4. ilpassatore 28 gennaio 2023

      "quello che conta negli esseri umani non è il colore della pelle, ma quello del cuore. Se è nero quello, meglio star lontani."
      Questo sicuramente

    5. omega 28 gennaio 2023

      Trattasi di altri problemi, che senz'altro vanno ad aggravare il primo. Una curiosità: Di che colore è la pelle di Salvatore?

    6. omega 28 gennaio 2023

      Lei si è risposto da solo nel commento all'intervento di maghi. D'altronde, Lombroso non era meridionale.
      Che poi la situazione si sia aggravata, sono d'accordo.

    7. CptHook 28 gennaio 2023

      Per me non esiste nessuno stato italiano. Per quello che mi riguarda lo stato italiano è un nemico dal quale difendermi.

      E su questo, purtroppo, siamo pienamente d'accordo...,

    8. ilpassatore 28 gennaio 2023

      Dice? Il fatto che Lombroso non fosse meridionale cosa dovrebbe significare?

    9. maghi 28 gennaio 2023

      bello scuro, tanto che d'estate lo scambiano per africano. E si fa una bella coppia: io biondo, occhi azzurri e tutti e due sul metro e 85, ma lui è più empatico e sensibile di me.

    1. ilpassatore 27 gennaio 2023

      A parte citare la Segre, quella che voleva imporre il vaccino con la forza, ma sto tizio dice tante di quelle eresie che fanno veramente raccapriccio. Non citiamo Frà Diavolo? Non citiamo Salvatore Giuliano ancora oggi da tanti osannato? Non citiamo migliaia di altri esempi che testimoniano che i meridionali sono tutt'altro che vittime in questa totale disfatta nazionale. Citiamo solo quello che fa comodo, cercando di spacciare le ondate migratorie per deportazione. Ma davvero?
      Ma pensate che nessuno abbia memoria? Non mi perderò in esempi,cercateli da soli.
      La verità è che al sud, oltre alle tendenze spiccatamente monarchiche, c'è sempre stata anche la tendeza di portare l'acqua con le orecchie alla Chiesa e agli anglossassoni...ed ora entrambi stanno crollando. Capisco l'agitazione nel realizzare che l'aria sta cambiando, ma suvvia...non vorrà mica lanciare s.i.l.m. (south italian lives matter)?
      E poi cosa vorrebbe questo "studioso"? Pensa che lo Stato debba qualcosa al meridione per le ingiustizie subite? Mi pare che in parte abbia già provveduto....non c'è infatti istituzione statale che non conti almeno il 90% di impiegati del sud. E per le ingiustizie subite dagli abitanti del nord? Per la cassa del mezzogiorno è previsto un rimborso? A me va bene
      Adios

    2. omega 27 gennaio 2023

      Diciamo banalmente che la verità sta nel mezzo.

    3. ilpassatore 28 gennaio 2023

      Già molto meglio

    1. BrunoWald 27 gennaio 2023

      "Lo Stato italiano dopo 163 anni mantiene la costruzione ideologica della propaganda unitarista."

      Proprio come mantiene, dopo 78 anni, la costruzione ideologica della propaganda resistenziale. Solo che quest'ultima dà molto meno fastidio ad alcuni, a quanto sembra, perché le menzogne fanno schifo solo quando non convengono: in caso contrario sono benvenute.

      Si noti, fra l'altro, che tanto le mistificazioni sul risorgimento (che comprendono la guerra 15/18) quanto quelle sulla 2GM/resistenza, sono sempre state funzionali a interessi stranieri e, in subordine, a quelli dei loro prestanome locali - dai savoiardi al ceto politico antifascista - che solo grazie al padrone straniero poterono prendere il potere e prosperare grazie ad esso.

      Chiosa finale: la verità storica si difende con argomenti, non con la galera. Trovo piuttosto deplorevole che uno storico come il sig. Giovannone non percepisca e non denunci l'intrinseca infamia delle cosiddette leggi contro il "negazionismo", prendendole invece a modello (par di capire...) da applicare anche alla storiografia sul Meridione.

    2. omega 27 gennaio 2023

      Cita anche la Segre, e questo ne segnala il livello.

    1. uomospeciale 27 gennaio 2023

      Non mi ricordo, evidentemente non era una cosa importante.

    1. Dante Bertello 27 gennaio 2023

      Sono stato accusato di citare solo e sempre il saggio dell’ avv. Tanio Romano “La Grande Bugia Borbonica”.

      Allora ne citerò altri due, il primo è:

      Pontelandolfo 1861- tutta un’altra storia” del giornalista campano di Pompei, Giancristiano
      Desiderio, edizioni Rubettino.

      Il secondo è “Perché il Sud è rimasto indietro” dell’ economista abruzzese di Lanciano, Emanuele Felice, edizioni Il Mulino.

    1. Cangrande1965 27 gennaio 2023

      Mia nonna, mi raccontava che i suoi nonni dicevano che coi "todeschi" (austriaci) si stava di gran lunga meglio.

      Economicamente, si mangiava e anche per la giustizia:

      il popolo era difeso dai "siòri" locali (come fece anche la Repubblica Veneta, che teneva anch'essa a bada i signorotti locali).

      Con l'arrivo degli invasori piemontesi, in Veneto, gran parte dei possidenti locali, si allearono con loro per sfruttare e angariare la popolazione.

      Stile Gattopardo.

      Tutt'ora i "vecchi" come me, che si rendono conto delle opere pubbliche, del sistema di governo e della giustizia, rimpiangono, anche per "sentito dire" dagli avi, gli austriaci.

      Poi, è ovvio, si parla di governi non perfetti.

      E di 200 anni fa... Non possiamo e dobbiamo giudicare tali regimi, con il metro di oggi.

      Come per i borboni.
      Mille pecche, certo, ma ci stavano "provando".
      Erano ancora uomini con la testa nel '700.

      Sempre mille volte meglio di quei felloni, parassiti, assassini, massoni, senza onore dei Savoia.

      Che, tra l'altro, li ho sempre paragonati al paguro bernardo, quell'animale che va a vivere nelle conchiglie di altri molluschi.

      Hanno sempre usurpato i palazzi reali di altre dinastie/regni, da loro cacciate. Quirinale, palazzo reale a Napoli, reggia di Caserta, palazzo reale di Venezia (ora museo Correr), palazzo reale di Milano, reggia di Monza e altri che ora non rammento.
      Come i paguri bernardo...

      Sciacalli e scrocconi.

      Piccola nobiltà senza scrupoli, con evidenti complessi d'inferiorità verso le altre vere case reali, individuata dagli inglesi per i loro interessi, proprio perché meschini, avidi, invidiosi, infingardi, senza onore e senza scrupoli.

      P.S.: Grazie all'autore per i suoi articoli.

    2. Cangrande1965 27 gennaio 2023

      Di seguito la prima parte della poesia in dialetto veronese del grandissimo poeta Berto Barbarani, "I va in Mèrica" ("Vanno in America"), scritta a fine '800 sull'emigrazione dei veronesi, dopo la tassa sul macinato.

      Racconta di contadini disperati, affamati, riuniti all'osteria, che decidono di emigrare.

      Non credo che abbia bisogno di traduzione.

      Notare la "bestemmia" finale:

      I VA IN MERICA.

      Fulminadi da un fraco de tempesta,
      l’erba dei prà par ’na metà passìa,
      brusà le vigne da la malatia
      che no lassa i vilani mai de pèsta;

      ipotecado tuto quel che resta,
      col formento che val ’na carestia,
      ogni paese el g’à la so agonìa
      e le fameie un pelagroso a testa!

      Crepà la vaca che dasea el formaio,
      morta la dona a partorir ’na fiola,
      protestà le cambiale dal notaio,

      una festa, seradi a l’ostaria,
      co un gran pugno batù sora la tòla:

      «Porca Italia» i bastiema: «andèmo via!»

    3. CptHook 28 gennaio 2023

      Carina...

    1. LuxIgnis 27 gennaio 2023

      Voglio far riflettere su un fatto. Assumendo che siano corrette le stime dei morti e dei deportati che in totale fanno sulle 400000 unità. Ma ho letto stime ben peggiori. Calcolando una popolazione stimata nel meridione di 6-8milioni di persone. Sono 1 persona su 20. È un'ecatombe. Altro che brigantaggio! È chiaro indizio che fu una sollevazione popolare. O erano tutti briganti?

    1. Dante Bertello 27 gennaio 2023

      Il giornalista Saverio Paletta, calabrese di Cosenza, ha scritto numerosi articoli riguardanti l'Unità d'Italia, quello al link sotto è uno di questi.

      https://www.indygesto.com/dossier/5181-ma-quale-lager-vi-racconto-cosera-fenestrelle-parla-juri-bossuto

    1. Pistolotti 27 gennaio 2023

      Ot

      Che bella calligrafia che avevano allora... (parlo di quella che si vede nella seconda foto)

    2. LuxIgnis 27 gennaio 2023

      Si studiava allora la calligrafia. Non avevano ancora i "font"!

    3. ric 27 gennaio 2023

      rea materia di insegnamento .. io alle elementari ,,nel 1954 l' ho ancora avuta come materia.

    1. Hospiton 27 gennaio 2023

      Una nazione fondata sulla menzogna, e che nella menzogna continua a crogiolarsi. Purtroppo la nostra attitudine al tifo da stadio continua a inquinare ogni tentativo di discussione, da un lato chi si ostina a vivere di retorica risorgimentale, dall'altro chi dipinge il sud borbonico come un paradiso perduto, da un estremo all'altro. La realtà meridionale vedeva una plebe contadina che viveva di stenti, angariata dall'opprimente apparato ecclesiatico, geloso custode del suo ruolo "educativo", e da baroni e latifondisti, dispotici padroni della totalità delle terre. Erano I "Gattopardi", che rimasero ben saldi al loro posto anche dopo l'Unità, circondandosi di campieri armati e di fatto istituzionalizzando le varie mafie, che coabitano con la politica romana da 160 anni eliminando ogni concreta opposizione, da Notarbartolo a Falcone. Ecco l'errore da curvaioli dei cosiddetti neo-borbonici, inventarsi un Regno fiorente e progredito che nei fatti non esisteva (e non solo al sud, tale Eden non era presente in alcun angolo dell'Italia o dell'Europa ottocentesca, basti ricordare i milioni di contadini che nel corso del secolo emigrarono in USA e Sudamerica per sfuggire alla miseria), quando l'attenzione andrebbe posta unicamente sull'invasione savoiarda, un fatto a prova di impostori, incontestabile, cui seguirono fucilazioni, repressioni, plebisciti farseschi ecc...no, il sud pre-unitario non era la meraviglia che certi magnificano, e il continuare a ripetere questa versione citando la Napoli-Portici e la flotta mercantile (ma trascurando i fatti del 1799 o il Sanfedismo) non farà che togliere credibilità al movimento che si batte perché le verità storiche sul Risorgimento emergano con forza (vedasi su YouTube la magra figura rimediata da un sedicente neo-borbonico nel dibattito con Barbero su Fenestrelle).
      https://youtu.be/XO2RvptA6_I

    2. Fantine 27 gennaio 2023

      Condivido molto del tuo commento, Hospiton, ma su Finestrelle la figura la fa Barbero. E lo dico con rammarico.

    3. Fedeledellacroce 27 gennaio 2023

      A ben vedere la nascita di qualsiasi nazione si basa sul furto e la violenza. La menzogna é solo una conseguenza.
      Cospito, pur non avendo meriti, non ha tutti i torti.
      Mi piacerebbe essere prolisso come alcuni degli ammirevoli commentatori su questo lido.
      Ma non ci riesco.
      Soffro di deficit dell'attenzione.
      :-D

    4. ric 27 gennaio 2023

      nakba... l' unico giorno demme memoria che riconosco.

      https://lospiegone.com/2018/08/11/ricorda-la-nakba-e-la-fondazione-di-israele-1948/

      e poi---

      https://orientxxi.info/magazine/articles-en-italien/israele-e-la-nakba-dal-riconoscimento-alla-negazione,4794

    5. LuxIgnis 27 gennaio 2023

      Ma sia ben chiaro che i Borboni erano re e come tutti i re illiberali che repressero col sangue ogni istanza liberale. Ma come hai detto questo era un po' dappertutto. I Borboni poi nella loro storia hanno avuto alti e bassi in questo. Alcuni re erano molto amati altri meno. E che comunque il sud Italia era all'avanguardia su molti punti di vista rispetto agli altri paesi europei: arte, innovazione, cultura, ecc.
      Dopo fu la devastazione totale.
      Condivido che non bisogna esaltare i Borboni ma in confronto a quelli che son venuti dopo sono dei santi. Si fa per dire.

    6. LuxIgnis 27 gennaio 2023

      Hai ragione. Sulla pellagra però è dovuto al fatto che al sud non mangiavano prevalentemente mais come nelle regioni molto povere del nord. Il mais è carente di una vitamina la cui mancanza causa pellagra. È buffo ricordare che le popolazioni amerindie lo sapevano questo e trattavano il mais in maniera di fargli acquisire la vitamina mancante (se non ricordo male era con l'aggiunta di calce nell'acqua di cottura). Bastava copiarli!

    7. uparishutrachoal 27 gennaio 2023

      A ben vedere la nascita di qualsiasi nazione si basa sul furto e la violenza. La menzogna é solo una conseguenza.

      Incipit doveroso per chi vuole capire le cose come stanno..

    8. Hospiton 27 gennaio 2023

      Sai Fantine, Barbero si basa sulla documentazione consultata, e lo dice chiaramente, non è dogmatico né nega i metodi repressivi usati dalle truppe savoiarde nel sud. Dall'altra parte noto invece un'approssimazione che fa male alla causa, e che va ben oltre la questione di Fenestrelle. Non ho letto il saggio di Barbero né intendo discutere del singolo episodio, la critica è rivolta al metodo divulgativo utilizzato. È lo stesso difetto che ho ravvisato in numerosi controinformatori in tutti questi anni, e che ci espone a un fuoco di fila micidiale da parte del mainstream. Hanno già un grande vantaggio, non bisogna concederne ulteriore.

    9. Hospiton 27 gennaio 2023

      Non metto in dubbio le testimonianze dei tuoi avi Vincenzo, del resto tali racconti sono soggettivi: ricordo anziani che narravano meraviglie dell'epoca fascista, altri che facevano la fame nelle campagne e nelle zone di bonifica, episodi di cui ho già parlato. In quanto all'emigrazione c'è da ricordare che il boom migratorio coinvolse non solo il sud ma tutta l'Italia post-unitaria, così come gran parte dei Paesi europei, dalla Germania all'Irlanda, dalla Scandinavia alla Polonia. Ciò fu dovuto soprattutto ai progressi che dalla metà del XIX secolo si ebbero in campo marittimo, all'utilizzo di navi sempre più sicure in grado di effettuare le traversate oceaniche. Se le navi passeggeri disponibili nel tardo 800 fossero esistite già all'inizio del secolo, è probabile che il fenomeno migratorio avrebbe interessato l'Italia da ben prima del 1880. Da considerare poi che la richiesta di manodopera e l'espansionismo del governo USA conobbero un boom in curiosa corrispondenza (...) con il periodo post-unitario italiano: nel 1865 si concludeva infatti la Guerra civile americana e Washington poté definitivamente dedicarsi al consolidamento del proprio sistema economico, industriale, al completamento della rete ferroviaria che collegava le due coste, alla colonizzazione del West. Inutile dire che ciò attirò milioni di immigrati... situazione analoga si verificava in Argentina, Brasile, insomma il fenomeno migratorio è da inserire in un ampio contesto, senza nulla togliere ai crimini compiuti dai Savoia e alle difficoltà dell'Italia del tempo.

    10. Fantine 27 gennaio 2023

      Vero, caro Hospiton. Ma Barbero non è uno sprovveduto e da lui ci si aspetta anche uno "sforzo" maggiore.
      Parlo volutamente di sforzo, in luogo di impegno.
      Io gli consiglierei l'archivio storico di Cosenza. A proposito dei luoghi dove operarono le colonne mobili di quel Fumel, che il nostro Giovannone conosce.
      Intanto, inoltro una lettera che Garibaldi scrisse ad Adelaide Cairoli, in cui manifesta il rammarico e la vergogna verso l'agire del Governo Piemontese*, recte "Italiano".

      *Sabaudo.

    11. Fantine 27 gennaio 2023

      Lettera a Donna Adelaide Cairoli.

      Alla cara ed illustre donna Adelaide Cairoli

      Caprera, 7 luglio 1868

      Madonna amatissima,
      se v’è una voce che possa pesare sulle mie risoluzioni essa è veramente la vostra. E se gli oltraggi commessi dal più immorale dei Governi avessero colpito soltanto il mio pover individuo, io m’inchinerei oggi umiliato ai vostri piedi, impareggiabile madre, e vi direi pentito: Riabilitatemi nell’antica stima. Ma! … vedere il sacrificio di tanti generosi, tra cui preziosissima parte del vostro sangue, risultare a pro d’alcuni traditori e rimanervi indifferente è troppa debolezza, non solo, ma vergogna! E mi vergogno certamente d’aver contatto per tanto tempo nel novero d’un’assemblea d’uomini destinata in apparenza a far il bene del paese, ma in realtà condannata a sancire l’ingiustizia, il privilegio e la prostituzione!
      Ciocchè dico a voi, avrei potuto motivando la mia dimissione, pubblicarlo. Ma come dire all’Italia ch’io mi vergogno d’appartenere ad un Parlamento ove siedono uomini come Benedetto Cairoli!
      Quindi mi sono semplicemente dimesso d’un mandato divenuto ogni giorno più umiliante.
      E credete voi che perciò io non sia più con essi?
      Tale dubbio, tale diffidenza, per parte della donna che più onoro sulla terra, mi furono davvero dolorosi! E benché affranto materialmente, io sento nell’anima di voler seguire i campioni della libertà italiana anche ove possa giungere una portantina qui!
      O Signora, io sento battere con la stessa veemenza il mio cuore, come nel giorno in cui sul monte del Pianto dei Romani i vostri eroici figli facerommi baluardo del loro corpo prezioso contro il piombo barbarico. E quando giunga l’ora in cui gl’Italiani voglian lavare la loro macchia, se vivo, io spero di trovarmi un posto.
      Lunga è la storia delle nefandezze perpetrate dai servi d’una mascherata tirannide – e longanima troppo – la stupida pazienza di chi li tollerava. E voi donna di alti sensi e d’intelligenza squisita, volgete per un momento il vostro pensiero alle popolazioni liberate dai vostri martiri e dai loro eroici compagni. Chiedete ai vostri cari superstiti delle benedizioni con cui quegli infelici salutavano ed accoglievano i loro liberatori!
      Ebbene esse maledicono oggi a coloro che li sottrassero dal giogo d’un despotismo che almeno non li condannava all’inedia, per rigettarli sotto un dispotismo più schifoso assai, più degradante, e che li spinge a morir di fame.
      Io ho la coscienza di non aver fatto male, nonostante non rifarei oggi la via dell’Italia Meridionale, temendo d’esservi preso a sassate da popoli che mi tengono complice della disprezzabile genia che disgraziatamente regge l’Italia e che seminò l’odio e lo squallore ove noi avevamo gettato le fondamenta d’un avvenire italiano, sognato dai buoni di tutte le generazioni e miracolosamente iniziato.
      E se vogliamo conversare un’avanzante (?) fiducia tra la gioventù chiamata a nuove pugne e che può aver bisogno della nostra esperienza, io consiglio ai miei amici di scuotere la polve( polvere) del carbone moderato con cui ci siamo anneriti e non ostinarsi al consorzio dei rettili striscianti sempre, quando abbisognano, ma pronti sempre a nuovi tradimenti.
      E chi sa non si ravvedano gli epuloni governativi lasciati soli ravvolgersi nella loro cloaca?
      Comunque, sempre pronto a gettare il mio rotto individuo nell’arena dell’Unità Nazionale, anche che dovessi ancora insudiciarmi, io non cambio oggi la mia determinazione, dolente di non poter servire popolazioni care al mio cuore, perché buone, infelici, maltrattate ed oppresse quanto qualunque altra nella penisola – e dolentissimo di contrariare l’opinione di voi che tanto amo ed onoro.
      Un caro saluto ai figli dal Vostro per la vita.
      Giuseppe Garibaldi

    12. Hospiton 27 gennaio 2023

      Senz'altro, tempo fa lessi una biografia di Carlo III, primo esponente dei Borbone di Napoli (ramo dei Borbone di Spagna), che regnò intorno alla metà del 700 e fu un sovrano apprezzato. Da ricordare poi che i Borbone si ritrovarono a governare un Italia meridionale coinvolta nel lento declino dell'impero iberico (il cosiddetto Malgoverno spagnolo non è solo una favola propagandistica diffusa dalla storiografia anglosassone, modello Black Legend), con tutte le conseguenze del caso.

    13. Fedeledellacroce 27 gennaio 2023

      Gli stessi borboni alleati dei gesuiti?
      Alleati nel genocidio e rapina delle americhe.
      Poi é chiaro che con tutto quell'oro vivessero nello sfarzo.
      E la ricchezza del sud Italia borbonico era in gran parte dovuta a questa rapina.
      Non l'ho studiato sui libri.
      E' una semplice intuizione, una corazonada.

    14. Hospiton 27 gennaio 2023

      Il "difetto" di Barbero forse sta nell'eccessivo eclettismo degli ultimi anni, con saggi su Dante, Caporetto e interventi e conferenze su una miriade di argomenti. Come detto non posso giudicare il suo libro su Fenestrelle, ho letto però i suoi lavori su Waterloo, Federico di Prussia, sull'Impero ottomano, molto documentati. A ogni modo ripeto, il problema che volevo evidenziare non riguarda Barbero ma chi vuol fare controinformazione in modo pressappochista, ed è il caso di numerosi neo-borbonici che fanno più danni che altro (come alcuni visti in azione su YouTube)

    15. Hospiton 27 gennaio 2023

      "A ben vedere la nascita di qualsiasi nazione si basa sul furto e la violenza" pare proprio così, mi vengono in mente alcune eccezioni ma forse le reputo tali solo perché non le ho studiate a fondo (Svizzera?), altrimenti chissà...

    16. Fantine 27 gennaio 2023

      Condivido, caro Hospiton. Tanto più che raccontare le cose per quello che furono - e paradossalmente lo si riesce a fare più fuori dall'Italia (ma questa è una peculiarità italiana che ci accomuna dalle Alpi alla Sicilia) - dovrebbe prescindere da casacche che non hanno davvero ragion d'essere.
      Ma comprendo anche chi non si capacita del livello di approssimazione o di malafede che c'è dall'altra parte ;)
      Ma del resto, c'è chi vive di certezze e guai a togliergliele, crolla giù il loro gigante dai piedi d'argilla.
      Pandemenza docet ;)

    17. Hospiton 27 gennaio 2023

      Questo può essere, probabilmente erano presenti differenze non da poco anche all'interno dello stesso Regno borbonico.

    18. Fantine 27 gennaio 2023

      L'incipit e la chiusura sono notevoli, Fedele.
      L'incipit per la verità.
      La chiusura per l'ironia.
      Ti diverti!

    19. Hospiton 27 gennaio 2023

      Esattamente, l'annoso problema delle casacche, il vecchio vizio del tifo da curva, forse in Italia più radicato che altrove.

    20. Fantine 27 gennaio 2023

      Stemperiamo, Hospiton ;)
      Un pezzo di Caiazzo di una decina d'anni fa!

    21. LuxIgnis 27 gennaio 2023

      I Borboni hanno molte ramificazioni e origine in Francia.
      E' dal 1700 che sono in Spagna. Forse la rapina che dici tu è avvenuta prima.
      Ma sempre re erano

    22. LuxIgnis 27 gennaio 2023

      Barbero è un grande sotto certi versi ma forse soffre anche lui il vizio degli storici ufficiali di nascondere i fatti accaduti nell'unità d'Italia. Testimonianza come quella di Garibaldi che gentilmente ha proposto Fantine non è l'unica. Ne ho lette diverse. Ma gli storici tendono a ometterle forse per non infangare la gloriosa storia dell'unità d'Italia che ci viene raccontata da quasi 2 secoli.

    23. Fedeledellacroce 27 gennaio 2023

      Come dicevo, parlo da ignorante....

    24. Hospiton 27 gennaio 2023

      Diciamo che mi incuriosirebbe leggere una storia del Risorgimento scritta da lui, è un medievista ma esperto di arte militare e potrebbe partire dall'aspetto bellico per un analisi a ampio spettro, andando oltre il lavoro che fece Piero Pieri decenni orsono. Per il momento l'unico nome noto al grande pubblico che ha sparato ad alzo zero contro la vulgata ufficiale è stato Giordano Bruno Guerri (storico sui generis, di taglio estremamente divulgativo) con "Il sangue del sud", effettivamente la maggior parte degli specialisti continuano ad andarci coi piedi di piombo. Comunque verità "pesanti" ogni tanto filtrano, il problema è che rimangono confinate per l'appunto in ambito specialistico, per fare un esempio è difficile che Paolo Mieli inviti Fasanella a "Passato e presente" per parlare di Cavour e del presunto avvelenamento, meglio puntare sui più rassicuranti Pecout o Banti.

    25. Hospiton 27 gennaio 2023

      Simpatico il buon Caiazzo, non lo conoscevo.

    26. maghi 28 gennaio 2023

      ora si sta coi Barboni, che ne vedo tanti a giro-

    27. maghi 28 gennaio 2023

      ma che dici. E' come dire che la marina inglese era meno evoluta, perchè i marinai si ammalavano di scorbuto o come dire che i vaccinati sono meno evoluti. perchè hanno gli effetti avversi e i no vax , no.

    28. maghi 28 gennaio 2023

      vince, nun te rispondo più. Sei troppo pervaso della logica del divide et impera imposta dall'impero dopo la sconfitta nella WWII.

    29. CptHook 28 gennaio 2023

      Condivido in massima parte ma ti raccomando comunque soprattutto Pino Aprile, oltre all'ottimo Gigi Di Fiore.

    30. CptHook 28 gennaio 2023

      Pesantissima...

    31. CptHook 28 gennaio 2023

      Grazie, almeno mi sono fatto qualche risata, anche se la conclusione è bella tosta...

    32. CptHook 28 gennaio 2023

      il sud Italia era all’avanguardia su molti punti di vista rispetto agli altri paesi europei: arte, innovazione, cultura, ecc.

      Guarda caso, infatti, uno dei cinque fratelli Rothschild della seconda generazione, Carl Mayer, fu inviato a Napoli, e non a Torino.
      Degli altri, Amschel Meyer rimase a Francoforte, Solomon andò a Vienna, Nathan a Londra e James a Parigi...,

    33. CptHook 28 gennaio 2023

      Diciamo che la rapina comincia con Cortés e PIssarro, quindi nel XVI secolo e prosegue nei due successivi...

    34. LuxIgnis 28 gennaio 2023

      Non lo sapevo.

    35. CptHook 28 gennaio 2023

      Egon Conte Corti, "La famiglia dei Rothschild", 1938, se vuoi te lo presto.

    36. Hospiton 28 gennaio 2023

      Grazie del consiglio CptHook, di Di Fiore ho "Controstoria dell'unità d'Italia" (mi sembra che il titolo sia questo, dovrei cercarlo tra gli scaffali) mentre di Aprile non ho letto nulla, cercherò di rimediare.

    37. CptHook 28 gennaio 2023

      Comincia con Terroni, Controstoria ce l'ho pure io...

    38. LuxIgnis 28 gennaio 2023

      Ti ringrazio ma ho troppa carne sul fuoco, non ce la farei a leggerlo adesso. Ma lo tengo in considerazione.

    39. Hero of Sky 28 gennaio 2023

      si trova in libreria?

    40. CptHook 28 gennaio 2023

      Bè, quello originale è esaurito da un pezzo, ma puoi trovarlo presso gli amici di EffeDiEffe:
      https://www.ibs.it/famiglia-dei-rothschild-libro-egon-conte-corti/e/9788885742338

      Spero che abbiano mantenuto anche le foto originali.
      Però, per lo stesso importo, puoi avere l'edizione originale:
      https://www.maremagnum.com/libri-antichi/la-famiglia-dei-rothschild/138770051

      Io non esiterei...

    41. Fantine 28 gennaio 2023

      E già, Capitano.

    42. Fedeledellacroce 29 gennaio 2023

      I vaccinati sono meno evoluti per solo fatto di essersi piegati e vaccinati.

    43. maghi 29 gennaio 2023

      appunto

    1. PietroGE 27 gennaio 2023

      Giusto affermare che una revisione storica di quello che è successo nell'unità d'Italia sia necessaria. Lo è per molti eventi storici anche recenti, in particolare per la WWII. Dopo tutto l'anima della storiografia è il revisionismo. Per alcuni però bisogna stare attenti perché, come viene citato nell'articolo, si rischia la galera e allora uno si chiede che senso abbiano tutti i discorsi e la retorica celebrativa del giorno della memoria se non lo si inquadra nel contesto di libertà di parola sancita dalla costituzione (che alcuni dicono sia la più bella del mondo) e strombazzata ad ogni discorso istituzionale, salvo poi metterla sotto il tappeto per condannare il 'negazionismo', termine che è in contraddizione con la suddetta libertà di parola. Faccio solo notare che nello stato pontificio non si veniva processati e neanche accusati se si negava l'esistenza di Dio. E li, per la stessa ammissione del 'regnante' non c'era lo stato democratico.

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