LA GEORGIA E L’ISRAEL CONNECTION

FONTE: MIRUMIR (BLOG)

Impossibile tener fuori gli israeliani da una storia di guerra?

Già il primo giorno di guerra è uscita su Debkafile, sito israeliano che viene considerato vicino alle alte sfere militari israeliane, e per questo fonte sia di notizie di prima mano sia di propaganda fuorviante, l’informazione che gli israeliani avrebbero un ruolo nel conflitto tra Georgia e Ossezia del Sud. Ricordiamo che anche Gerusalemme ha la necessità di difendere i propri interessi petroliferi nell’oleodotto Baku-Ceyhan, costruito in maniera da non passare in territorio russo (tra l’altro, sempre secondo Debka, Israele avrebbe offerto a Mosca di collaborare in un progetto per portare il gas ai porti israeliani di Ashkelon e di Eilat dalla Turchia, ma i russi avrebbero rifiutato). Questa la notizia di Debka:

L’anno scorso il presidente georgiano ha assoldato da aziende di sicurezza private israeliane varie centinaia di consulenti militari, circa un migliaio, per addestrare le forze armate georgiane in tattiche di combattimento (commando, aria, mare, mezzi armati e artiglieria). Hanno inoltre offerto al regime centrale istruzioni sull’intelligence militare e la sicurezza.

A seguito,”Georgia: ha perso Israele (di nuovo)”, “Governo georgiano, ministri israeliani “ , (Maurizio Blondet, Effedieffe);
Tbilisi ha acquistato anche armi, intelligence e sistemi elettronici per la pianificazione dei combattimenti da Israele. Questi consulenti sono di sicuro profondamente coinvolti nella preparazione dell’esercito georgiano alla conquista della capitale osseta di questo venerdì.

Ieri (10 agosto) il quotidiano israeliano Yediot Aharonot ha pubblicato questo articolo, dove esemplifica la questione (di seguito alcuni estratti):

Il combattimento che è iniziato nel fine settimana tra Russia e Georgia ha portato alla luce il profondo coinvolgimento di Israele nella regione. Questo coinvolgimento include la vendita di armi avanzate alla Georgia e l’addestramento di forze di fanteria dell’esercito georgiano. Il ministro della difesa [israeliano] ha tenuto un incontro speciale questa domenica per discutere delle varie vendite di armi israeliane in Georgia, ma finora non è stato annunciato nessun cambiamento di politica. “La questione è tenuta sotto stretto controllo”, hanno detto fonti del Ministero della Difesa. “Non operiamo in nessun modo che possa contrastare gli interessi israeliani. Abbiamo declinato molte richieste che implicavano vendite di armi alla Georgia; e quelle che sono state approvate sono state analizzate scrupolosamente. Finora non abbiamo posto limitazioni alla vendita di misure protettive.”

E fa un rapido riassunto della storia dei rapporti d’affari bellici tra i due paesi:

Israele ha cominciato a vendere armi alla Georgia circa sette anni fa, in seguito all’iniziativa di alcuni cittadini georgiani che sono immigrati in Israele e si sono messi in affari. “Hanno contattato rappresentanti dell’industria della difesa e venditori d’armi e gli hanno detto che la Georgia aveva un budget relativamente alto e poteva essere interessata ad acquistare armi israeliane”, dice una fonte coinvolta nelle esportazioni di armi. La cooperazione militare tra i paesi si è sviluppata prepotentemente. Il fatto che il ministro della Difesa georgiano, Davit Kezerashvili, sia un ex cittadino israeliano che parla benissimo l’ebraico ha contribuito a questa cooperazione. “La sua porta era sempre aperta per gli israeliani che venivano a offrire al paese sistemi d’arma costruiti in Israele”, dice la fonte. “Rispetto ad altri paesi dell’Europa dell’Est, i contratti con questo paese sono stati conclusi molto rapidamente, principalmente per via del coinvolgimento personale del ministro della difesa”. Tra gli israeliani che hanno tratto vantaggi da questa oppurtunità e hanno cominciato a fare affari in Georgia ci sono l’ex ministro Roni Milo e suo fratello Shlomo, l’ex direttore generlae delle industrie militare, il Brigadiere-Generale (in congedo) Gal Hirsch e il Generale-Maggiore (in congedo) Yisrael Ziv. Roni Milo ha condotto affari in Georgia per Elbit Systems e le Indutrie Militari, e col suo aiuto le industrie militari israeliane hanno venduto alla Georgia droni, torrette automatiche per veicoli blindati, sistemi antiaerei, sistemi di comunicazione, munizioni e missili.
[…] Gli israeliani che operano in Georgia hanno cercato di convincere le Industrie Aerospaziali Israeliane a vendere vari sistemi alle forze aeree georgiane, ma le offerte sono state declinate. La ragione del rifiuto è la relazione “speciale” creatasi tra le Indutrie Aerospaziali e la Russia nel miglioramento dei jet da combattimento prodotti nell’ex Unione Sovietica e la paura che vendere armi alla Georgia avrebbe contrariato i russi e li avrebbe potuti spingere a cancellare l’affare.

L’articolo si chiude con i complimenti del ministro georgiano per la Reintegrazione, Temur Yakobashvili, all’esercito: “Gli israeliani devono essere fieri dell’addestramento israeliano e dell’educazione data ai soldati georgiani”. Inoltre, secondo Ha’aretz, il ministro avrebbe dichiarato che “Non ci sono stati attacchi all’aeroporto di Tbilisi. Era una fabbrica che produce aerei da combattimento”.
Affari, in sostanza, ma sembrerebbe che la Georgia sia decisamente un partner privilegiato nella regione, a quanto ne sappiamo finora. Però, secondo una notizia del 5 agosto tratta dal sito di Yediot Aharonot, che cita la Associated Press:
Israele ha deciso di bloccare la vendita di equipaggiamento militare alla Georgia a causa delle obiezioni della Russia, che è alle corde col suo piccolo vicino caucasico, hanno dichiarato ufficiali del ministero della Difesa questo martedì. Gli ufficiali hanno detto che il congelamento aveva lo scopo parziale di dare delle chance ad Israele nei suoi tentativi di persuadere la Russia a non vendere armi all’Iran.

Versione originale:

Fonte:/www.debka.com/
Link: http://www.debka.com/article.php?aid=1358
8.08.08

Versione italiana:

Fonte: http://mirumir.altervista.org/
11.08.08

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Tao
Tao
11 Agosto 2008 , 12:29 12:29

GEORGIA: HA PERSO ISRAELE (DI NUOVO) DI MAURIZIO BLONDET Effedieffe Un «mercenario americano» sarebbe stato catturato nell’Ossezia del Sud mentre combatteva per i georgiani in qualità di «istruttore». Lo riporta la radio locale Osetinskoe Radio, che precisa: l’uomo faceva parte di un gruppo di stranieri armati catturati vicino al villaggio di Zar, che si trova lungo quella che gli osseti russofoni considerano «la via della vita», perchè vi passano i rifornimenti dalla Russia. Il personaggio catturato sarebbe pure negro, e sarebbe stato portato a Vladikavkaz «per accertamenti sui motivi della sua permanenza in Ossezia». La notizia non è controllata. Ma viene fra molte informazioni che confermano la presenza di combattenti stranieri. Secondo Eduard Kokoity, «presidente» della Sud-Ossezia citato dall’agenzia russa RIA, «dopo i combattimenti abbiamo trovato numerosi cadaveri di cittadini balttici ed ucraini; in seguito sono stato informato che corpi di diversi negri sono stati trovati sulla scena della battaglia presso la scuola n. 12» (1). In attesa di conferme, ce n’è già più d’una da parte giudeo-occidentale. Il giorno 8 agosto, quando i kartuli sono partiti all’attacco convinti di una rapida vittoria sugli osseti, il ministro georgiano Temur Yakobashvili, che è ebreo come indica il suo nome («figlio di… Leggi tutto »

LonanHista
LonanHista
11 Agosto 2008 , 13:05 13:05

il tassello che mancava per l’attacco all’iran:
come “distrarre” la russia, ovvero incendiare il caucaso e tenere lontana la russia dall’iran(e guarda caso c’entrano gli israeliani).

Mattanza
Mattanza
11 Agosto 2008 , 20:29 20:29

E perche una guerricciola come quella in Ossezia dovrebbe tener occpuata la Russia?
La tua non mi sembra una analisi che tenga conto delle proporzioni dei conflitti e degli attori in atto.

Tao
Tao
12 Agosto 2008 , 5:22 5:22

GOVERNO GEORGIANO, MINISTRI ISRAELIANI DI MAURIZIO BLONDET Effedieffe Si è già citato il ministro georgiano Temur Yakobashvili, che l’8 agosto ha parlato alla Radio dell’Armata Israeliana per dichiarare, esultante di doppio amor patrio, che «Israele deve essere fiero» per l’addestramento che gli istruttori di Sion hanno fornito ai georgiani.Yakobashvili è ebreo, parla correntemente ebraico ed è ministro della «reintegrazione territoriale», ossia il responsabile degli atti compiuti contro le due provincie russofone dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud. Una posizione chiave, evidentemente. Non basta. Anche il ministro della Difesa georgiano David Kezerashvili è ebreo. Anzi, non solo: è «un israeliano che parla ebraico correntemente ed ha fortemente contribuito alla cooperazione fra i due Paesi». Lo afferma una fonte insospettabile, l’agenzia sionista Ynet.news, in un articolo che ha tutta l’aria di essere un tentativo di limitare i danni d’immagine provocati dal coinvolgimento israeliano nel conflitto georgiano (1). Secondo l’agenzia, il governo israeliano ha perfino cercato di moderare le richieste di armamenti ricevute da Saakashvili. E’ tutta colpa di David Kezerashvili: «La sua porta era sempre aperta agli israeliani (privati, si capisce) che venivano ad offrire al suo Paese sistemi d’arma fabbricati in Israele, trattative che erano molto rapide, a causa dell’interesse personale del… Leggi tutto »

LonanHista
LonanHista
12 Agosto 2008 , 16:46 16:46

scusa ma dovrei rimandarti ad altri blog e commenti..

basta solo dire comunque che la russia dal baltico fino al medio oriente ha seri problemi, e la georgia è il male minore.
vedasi ucraina che ritratta l’accordo valido fino al 2017 che consente alla flotta russa di usare un porto ucraino nel mare nero..vedasi le velleità filo atlantiche dei paesi baltici, vedasi lo scudo militare in polonia e rep.ceca..vedasi azerbaijian.. cioè la russia sta subendo un accerchiamento politico verso ovest, e quindi dovrebbe occuparsi di questo piuttosto che dell’iran…dove è rimasta la sola potenza a spalleggiarlo DATO CHE LA CINA SI è DEFILATA…