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LA FUTILITA' DEI VIAGGI SPAZIALI

DI GIUSEPPE GORLANI
arianneeditrice.it

Leggo sempre con attenzione gli articoli di Massimo Fini, di cui apprezzo l’intelligenza e l’indipendenza di pensiero. In genere condivido quanto scrive, ma nell’articolo “L’ultimo uomo sulla terra” c’è una sfumatura sulla quale dissento: «Sì, è vero, l’abbiamo guardato tutti, in quella magica notte del 20 luglio 1969, l’approdo del primo uomo sulla Luna»; ebbene, non è vero che “tutti” si trovassero davanti alla televisione ad ammirare il patetico evento dell’allunaggio americano. Non so quanti giovani disertarono volutamente lo storico appuntamento, ma quel che posso dire con certezza è che personalmente non lo guardai. Nonostante a quei tempi avessi 23 anni, mi era già chiaro come lo strumento televisivo non potesse che veicolare falsi miti e menzogne. La modernità si era ormai pienamente manifestata, anche se non aveva ancora raggiunto gli esiti disastrosi attuali, e chi aveva orecchie per intendere ne poteva percepire il ghigno distruttivo, nichilista ed agnostico, invano occultato dalle numerose maschere del buonismo evolutivo e democratico.

A quei tempi stavo giusto terminando un volumetto di prose poetiche intitolato “Anatema”, che rimase inedito per diversi lustri; nell’ultimo capitolo, il XVI, scrivevo:

«Giornali, televisioni, città, cartelli, mamme con i loro bambini, bambini con i loro giocattoli, alcune lucertole impiccate per gioco ai bordi dell’autostrada, le storie truccate che si trovano scritte sui libri delle scuole, prigioni dell’intelligenza, e il basso, torbido sguardo dell’uomo che è tanto più feroce quanto più vasto è il suo ignorare: caleidoscopio di crudeltà inimmaginabili entro cui vago trattenendo il respiro, talvolta crollando esasperato dall’insopportabile fermezza di questo sapere, ma sempre a cavallo della lama del sangue che viene sottinteso o taciuto, o addirittura bandito dalla tavola dell’onesto. […] Rinnego totalmente l’occidente, questa parte del mondo in cui regna la fretta e dove gli uomini vivono le proprie vite come carni da macero e dove capelloni, vecchi, studenti, impiegati, ladri, poeti, prostitute e signore, tutti quanti insieme, non sanno far altro che esultare e abbracciarsi perché due stronzi camminano sulla luna.
Rinnego senza esitare «l’Europe aux anciens parapets», quest’insondabile e vecchio animale dove solo con estrema fatica possono, di tanto in tanto, crescere vagabondi straccioni illuminati; patria di centenarie generazioni d’ombra, su di essa io sputo e sopra la sua carcassa di vecchie e ridicole glorie, in attesa di andarmene lontano».

Il “lontano” mi si sarebbe rivelato di lì a poco nella forma dell’attracco, propiziato da alcuni viaggi in India, ai moli felici della metafisica upanishadica e della atemporale sapienza shivaita.

Mentre la televisione trasmetteva l’allunaggio, stavo passando davanti al bar di Giavotto, in piazza De Ferraris, a Genova, e mi colpì l’entusiasmo pressoché unanime di contestatori e contestati, di anticonformisti e conformisti. Alcuni anni prima, non so quale imbecille, dopo aver elencato dal piccolo schermo le “eccelse” mete a cui scienza e tecnologia ci avrebbero permesso di accedere entro tempi brevi, concluse osservando: «Ora si tratta di stabilire se l’uomo dovrà accettare di rimanere un piccolo uomo in un grande universo, o se sceglierà di essere un grande uomo in un piccolo universo». Quale bestialità! Qualunque persona, dotata di un minimo di capacità filosofica, può benissimo comprendere come la conoscenza universale non possa essere racchiusa entro le categorie quantitative del “grande” o “piccolo”; ridurre la conoscenza entro tali angusti confini equivale alla pretesa di svuotare l’oceano con un ditale, rinnegando l’unica vera Conoscenza, per la quale solo l’Assoluto conosce l’Assoluto. Non si tratta quindi di “diventare” questo o quello, bensì di svelare l’Essere che si È.

Basta la semplice logica per far cadere la prosopopea acefala dello scientismo moderno. Ma siamo nell’Era Oscura: al toro del Dharma è rimasta una sola zampa sana e l’intelligenza degli uomini si è ridotta di tre quarti; le facoltà intellettuali si sono talmente atrofizzate da indurre i più a scambiare il peggiore tra gli inferni come un paradiso e la decadenza estrema come progresso ed evoluzione.

L’uomo fisico è costituito di aria, acqua, terra, fuoco ed etere ed è vincolato alla Terra che lo nutre col suo cibo. Per tale uomo la Terra rappresenta lo “stato dell’Essere” imprescindibile, al quale appartiene. Violentare una simile realtà significa produrre una tecnologia tanto sofisticata quanto effimera, dagli effetti collaterali devastanti per la vita sul pianeta. Eppure, proprio nei giorni scorsi, Charles Bolden, esponente della Nasa, non si è peritato di mandarci da Marte il seguente messaggio, registrato sulla Terra: «Curiosity porterà vantaggi anche sulla Terra e ispirerà una nuova generazione di scienziati ed esploratori per preparare la strada a una missione umana su Marte in un futuro non troppo lontano».

Ma quali vantaggi ci potrà mai portare l’esplorazione spaziale perpetrata con mezzi tecnologici? Ne trarremo qualche beneficio al momento della morte? E, mentre siamo vivi, essa ci darà maggiori agi, concordia, serenità, equilibrio, bellezza? Dopo tanta Storia alle spalle, l’uomo occidentale non ha ancora realizzato che i traguardi proposti dal sapere quantitativo sono vuoti, dei puri nulla? Assai più saggio e intelligente è l’uomo che, riguardo al contingente, pratica la norma del trovare una misura in tutte le cose (Est modus in rebus) e, riguardo all’Ineffabile, dedica le proprie migliori energie al perseguimento del significato essenziale. L’uomo antico possedeva codesta sapienza discriminativa in misura assai maggiore rispetto a quello moderno; da ciò non si deve tuttavia dedurre che sia auspicabile aggrapparsi all’“antico”, né tantomeno protendersi verso il “nuovo”, bensì focalizzarsi sul Permanente: quel Dao (vuoto, dal punto di vista mentale) che riempie tutte le cose, trascendendole, o, per dirla con Platone, quel Sommo Bene senza la consapevolezza del quale l’esistenza umana precipita nel non senso.

Tra l’altro, quale rappresentante della specie umana la nostra “civiltà” pretende di mandare sulla Luna o su Marte? Per quanto mi riguarda, non ho dubbi sul fatto che si tratti del più ottenebrato tra gli ottenebrati, un uomo, cioè, che, pur privo di intelligenza ontologica e di orientamento sapienziale, si erge a mensura dell’universo e ad exemplum per tutti.

Da quanto detto si ricava che tutti i discorsi apologetici – che in questi giorni affollano i media – sulle più recenti conquiste spaziali sono stupidaggini, fumo negli occhi, il cui fine è quello di distogliere gli stolti dalle vere questioni essenziali: ecologiche, politiche e metapolitiche. Per contro, la sapienza esoterica insegna che l’ánthropos può oltrepassare l’atmosfera terrestre e viaggiare nell’Universo solo sub specie interioritatis, utilizzando veicoli diversi da quello fisico.
Tornando all’articolo di Fini, leggiamo ancora: «Si, è vero, lo abbiamo seguito tutti quell’evento (un vero “evento”, non un concerto di Zucchero) con trepidazione e quell’eterna illusione che accompagna sempre l’uomo, indispensabile a nascondergli la tragicità dell’esistenza. Una prima incrinatura, quasi uno stridore, si avvertì quando Neil Armstrong, messo piede sulla Luna, pronunciò la famosa frase: “Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande passo per l’umanità”. Ma come, tu sei sulla Luna, vedi la Terra da lì e le stelle e l’Universo come nessun uomo le ha mai viste, devi essere preda di un’emozione violentissima, e te ne esci con una simile stronzata?».

A quanto pare lo sguardo del giovane Fini non era poi tanto annebbiato dall’entusiasmo collettivo se sapeva cogliere nell’evento una nota illusoria e, soprattutto, in perfetta consonanza con la citazione di “Anatema”, l’estrema stupidità e falsità della frase dell’astronauta.

Giuseppe Gorlani
Fonte: www.ariannaeditrice.it
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=43886
30.08.2012

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Ma insomma, questi “pensatori” hanno paura di dire a chiare lettere che sulla Luna nessun piede umano si è mai posato?
    Datemi una prova contraria e concreta che non sia lo sbrodolare dei media falsi e asserviti(tutti).
    In fin dei conti, chi ci ha detto in modo universale e indiscutibile che siamo stati sulla Luna è solo la televisione, già allora “madre di tutte le bugie”.
    Se crediamo all’allunaggio,dobbiamo credere anche all’11 settembre, provocato dai cutter di una ventina di beduini, a Bin Laden, morto resuscitato e rimorto, alle primavere Arabe e financo a Babbo Natale che vola con le renne. Dietro a tutte queste menzogne c’è la stessa malvagia regia, cambiano gli attori ma non il copione.
    Hanno fatto del mondo un enorme proscenio,dove quel che appare non è.

  • yakoviev

    Qualcuno abbastanza “non giovane” come me si ricorda il “sono atterrati!” di Tito Stagno, con applausi in studio, ejaculazioni varie etc. mentre invece erano ancora in volo?

  • fernando20

    “L’uomo fisico è costituito di aria, acqua, terra, fuoco ed etere ed è vincolato alla Terra che lo nutre col suo cibo. Per tale uomo la Terra rappresenta lo “stato dell’Essere” imprescindibile, al quale appartiene.”
    Questo è il punto milioni di anni di adattamento per diventare coscienti e sopravvivere in questo contesto (la terra), la nostra biologia è lenta nell’adattarsi ad altri ambienti, vedi il crescente moltiplicarsi di malattie (tumori) create da un ambiente diverso dal naturale per il quale eravamo adattati.
    Quindi non vedo la bellezza nell’essere arrivati sulla Luna o su Marte, forse intendono trovare e sfruttare giacimenti o altro, non certo viverci.
    Se non sposiamo tecnologia con ciò che ci circonda senza violentarlo, la vedo brutta specialmente per il nostri figli.

  • zara

    Condivido ogni frase. tranne :” Datemi una prova contraria”. Chi e perché dovrebbe darti questa prova?

  • hascid

    Dimenti pearl harbor!

  • misunderestimated

    Ora la NASA, dopo 43 anni, spedisce due sonde a esplorare le pericolose e letali (a loro dire) Fasce di Van Allen.

    Eppure gli astronauti lunari, a parte qualche problemuccio con la bottiglia, sono tutti piuttosto longevi…

  • clausneghe

    Dovrebbero darmela coloro che ne sono convinti.
    Ma non c’è una prova INCONFUTABILE.

  • clausneghe

    Se è per questo anche molto altro…

  • ilsanto

    Ma cosa dici la tecnologia in questa dimensione è l’unica cosa che ti distingue da uno scarafaggio.
    Ti ricordo che la scoperta delle selci delle lance e delle frecce ci ha permesso di cacciare e che la scoperta del fuoco di cucinare.
    Ti ricordo che l’agricoltura è tecnologia senza la quale correvi ancora dietro agli stambecchi.
    Che gli acquedotti ti evitano di andare a cercare un fiume pulito dove abbeverarti e farti un bagno senza essere mangiato da un coccodrillo.
    Che la scrittura ha permesso di conservare e diffondere le idee anche la tua.
    Che con il vapore andavano i treni e le tessiture e le miniere.
    Che ne ho mille da dirti ma ti basti dire che senza tecnologia non saremmo 7 miliardi ma solo 100 milioni e se sei vivo lo devi alla tecnologia.
    Tutta la tua fede non la scambierei per un antibiotico.
    Mentre tu col tuo corpo astrale non fai neanche una fermata di autobus e non riesci a dire ciao alla tua morosa gli unici viaggi che fai sono solo fantasie.

  • RicBo

    Era da prevedere che un articolo come questo (peraltro inutile perchè le domande che pone hanno già risposte da tempo) scatenasse i complottisti negazionisti.
    Ma l’uomo è atterrato sulla luna altre 5 volte, che sarebbero state 6 se Apollo 13 non avesse abortito la missione.
    Tutto falso? Tutti d’accordo nel sostenere la menzogna per 3 anni? Astronauti, tecnici, ingegneri, pulitori di cessi di Cape Canaveral?

  • glab

    già già,
    o le fasce di vanallen non sono affatto pericolose oppure li stronauti della nasa le fasce di vanallen le hanno mai viste nè attraversate.

  • clausneghe

    Sì,tutto falso creato ad hoc per gli allocchi, che ne è pieno il mondo.

  • Bai

    l’uomo non è atterrato sulla Luna solo sei volte, ci è andato molte volte di più.
    Una ad esempio, tempo addietro.
    Tutti sanno del duca Astolfo che decise di volare sulla Luna con l’Ippogrifo, un cavallo alato, per recuperare il senno di Orlando.
    Ecco, penso che questo viaggio sia stato più probabile di quello del 1969. Lì non c’erano fasce di van Allen da superare e l’ippogrifo era molto più tecnologico del cervellino di bordo e più facile da manovrare a mano.
    Forse allora sarebbe valsa la pena di vedere l’allunaggio in diretta, se solo ci fosse stata la televisione. Peccato.

  • peronospora

    6miliardi e 900milioni di zombi in meno. Sai che perdita……….

  • peronospora

    Un tale diceva che vero è tutto quel che sai di aver fatto

  • RicBo

    quante volte hai visto Capricorn One? immagino che lo sai a memoria

  • Andy86


    “Ma quali vantaggi ci potrà mai portare l’esplorazione spaziale perpetrata con mezzi tecnologici? Ne trarremo qualche beneficio al momento della morte? E, mentre siamo vivi, essa ci darà maggiori agi, concordia, serenità, equilibrio, bellezza? Dopo tanta Storia alle spalle, l’uomo occidentale non ha ancora realizzato che i traguardi proposti dal sapere quantitativo sono vuoti, dei puri nulla? Assai più saggio e intelligente è l’uomo che, riguardo al contingente, pratica la norma del trovare una misura in tutte le cose (Est modus in rebus) e, riguardo all’Ineffabile, dedica le proprie migliori energie al perseguimento del significato essenziale. L’uomo antico possedeva codesta sapienza discriminativa in misura assai maggiore rispetto a quello moderno; da ciò non si deve tuttavia dedurre che sia auspicabile aggrapparsi all’“antico”, né tantomeno protendersi verso il “nuovo”, bensì focalizzarsi sul Permanente: quel Dao (vuoto, dal punto di vista mentale) che riempie tutte le cose, trascendendole, o, per dirla con Platone, quel Sommo Bene senza la consapevolezza del quale l’esistenza umana precipita nel non senso.

    Tra l’altro, quale rappresentante della specie umana la nostra “civiltà” pretende di mandare sulla Luna o su Marte? Per quanto mi riguarda, non ho dubbi sul fatto che si tratti del più ottenebrato tra gli ottenebrati, un uomo, cioè, che, pur privo di intelligenza ontologica e di orientamento sapienziale, si erge a mensura dell’universo e ad exemplum per tutti.

    Da quanto detto si ricava che tutti i discorsi apologetici – che in questi giorni affollano i media – sulle più recenti conquiste spaziali sono stupidaggini, fumo negli occhi, il cui fine è quello di distogliere gli stolti dalle vere questioni essenziali: ecologiche, politiche e metapolitiche. Per contro, la sapienza esoterica insegna che l’ánthropos può oltrepassare l’atmosfera terrestre e viaggiare nell’Universo solo sub specie interioritatis, utilizzando veicoli diversi da quello fisico. Tornando all’articolo di Fini, leggiamo ancora: «Si, è vero, lo abbiamo seguito tutti quell’evento (un vero “evento”, non un concerto di Zucchero) con trepidazione e quell’eterna illusione che accompagna sempre l’uomo, indispensabile a nascondergli la tra-gicità dell’esistenza. Una prima incrinatura, quasi uno stridore, si avvertì quando Neil Armstrong, messo piede sulla Luna, pronunciò la famosa frase: “Questo è un piccolo passo per un uomo ma un grande passo per l’umanità”. Ma come, tu sei sulla Luna, vedi la Terra da lì e le stelle e l’Universo come nessun uomo le ha mai viste, devi essere preda di un’emozione violentissima, e te ne esci con una simile stronzata?».”

    Quindi – tralasciando il complotto – ciò significa che, in nome di un supposto ideale fisico-metafisico del tipo “l’uomo non è fatto per vivere nello spazio, e comunque sulla Terra ci sono problemi ben più importanti da risolvere”, non si possano avere sogni né tanto meno tentare di realizzarli?

  • cirano60

    Bisogna applicare un pò di buon senso e domandarsi :perchè mai la NASA avrebbe dovuto correre rischi immensi perricavare alla fin fine soltanto “delle immagini” . I risultati scientifici già li avevano ottenuti con le varie missioni spaziali precedenti, sia con le sonde che con veicoli guidati da equipaggio.
    I militari non sono gente vanitosa che per quattro pose si espongono ai pericoli
    di un ambiente imprevedibile , per quanto ben studiato, come quello lunare.
    Il mistero rimane sui mezzi che hanno adoperato per allestire la sofisticatissima
    coreografia dello spettacolo televisivo per il popolo bue terrestre .
    In italia fu bravissimo Tito Stagno che praticamente non capiva un tubo dei brusii
    provenienti da Houston, tuttavia riuscì ad inventarsi una radiocronaca molto persuasiva.

  • ilsanto

    Ma cosa ti fa credere che una persona sia uno zombi ?
    Io sono carne e sangue se mi ferisci sanguino.
    Io sono fame sete e freddo se non mangio soffro.
    Io sono paura odio amicizia e amore e se mi trascuri divento triste.
    Io sono intelletto e voglio sapere la verità scoprire le leggi dell’universo.
    Io sono la famiglia, il lavoro, la mia nazione, il mio pianeta e mi duole vederlo trascurato.
    Io sono una parte dell’universo e proseguo l’opera di creazione amo il bello la giustizia la verità e il mio prossimo.
    Penso invece che non ti piacerebbe vedere una terza guerra mondiale con miliardi di morti feriti e sofferenze ne la carestia ne le pestilenze.
    No credo
    solo che tu sia ferita dalle ingiustizie come tutti quelli che vedendole per primi non capiscono perchè non le vedano tutti, pazienza puoi solo cercare di aiutarli a vedere, non certo odiarli.
    Non siamo tutti allo stesso livello neanche tu sei la stessa di venti anni fà ne lo sarai in futuro.

  • Allarmerosso

    “non si possano avere sogni né tanto meno tentare di realizzarli?” I sogni come per una singola persona cambiano con l’avanzare ell’età e cambia la percezione di cosa sia un sogno rispetto alla vita reale così dovrebbe capitare per l’umanità. Il sogno dovrebbe essere un pianeta in cui TUTTI gli uomini possano avere una vita dignitosa in cui altri uomini nel frattempo vanno nello spazio ; invece l’umanità spende miliardi per andare nello spazio e poi dice che non ci sono soldi per dare da mangiare a metà della popolazione e la metà della metà che mangia mangia troppo e si ammala.
    E’ questa realtà che dovrebbe far riflettere sui sogni. Siamo indubb iamente arrivati ad un buon livello di capacità generali in tutti gli ambiti , e molto c’è ancora da scoprire ed esplorare,ma non si vogliono risolvere problemi che sarebbero risolvibilissimi allo stato attuale.

  • valis

    Pensiamo, per assurdo, ad un omicidio. Voi siete il giudice che deve giudicare se questo omicidio c’è stato effettivamente. La prima prova dell’accusa è un video in cui si vedono degli uomini che nel bel mezzo di Times Square annunciano che faranno fuori un tipo, poi il video mostra questi stessi uomini che vanno a casa del tizio e lo fanno fuori, gli asportano un rene e poi buttano il corpo nella fossa delle Marianne. La difesa dice che il video è un falso, il presunto omicida e la presunta vittima erano in combutta tra loro per intascare i soldi dell’assicurazione e nella fossa delle Marianne c’è solo un manichino. L’accusa a questo punto porta come prova il rene del tizio, viene eseguita l’analisi del DNA, ed effettivamente corrisponde a quello della presunta vittima. La difesa dice che il tizio aveva un gemello segreto e che il rene era suo, oppure che il rene è stato clonato dalle cellule staminali. Vengono interrogati tutti quelli presenti a Times Square, i cameraman che hanno fatto il video, la donna delle pulizie del tipo e il pilota della barca che li ha portati fino alla fossa delle Marianne. Tutti confermano l’accaduto, compresi gli stessi assassini che si dichiarano colpevoli. La difesa a questo punto dice che è tutto un complotto e che tutti i testimoni sono stati pagati per mentire in modo da spartirsi l’assicurazione. In più, dice, non è possibile che gli assassini siano riusciti ad andare da Times Square alla casa del tizio perché in quello stesso momento un bambino aveva incendiato un tratto di strada con della benzina e si sa, le persone, a contatto col fuoco, bruciano. L’accusa dimostra allora che una macchina lanciata a 80 km/h può passare attraverso un tratto di strada infiammata senza che le persone al suo interno si facciano male, ma la difesa dice che non è vero. Ancora, la difesa dice che non si può essere comunque sicuri che il corpo sia effettivamente sul fondo del mare perché nessuno può arrivare fin lì per vedere. L’accusa allora manda un sommergibile telecomandato nella fossa delle marianne e scatta delle foto in cui si vede il corpo sul fondo che fa ciao ciao con la manina. La difesa dice che le foto sono false. Vengono chiamati i massimi esperti di omicidi, i patologi, gli esperti di manipolazione fotografica ecc. Tutti dicono che la versione dell’accusa regge. La difesa chiama a testimoniare… (?) ….che dice che è tutto falso. A questo punto, se voi foste il giudice, a chi dareste ragione?

  • valis

    Per chi non avesse alcuna dimestichezza a fare 2+2 metto pure l’appendice: 1) Il rene sono naturalmente le quintalate di sassi che sono stati portati sulla terra: (http://curator.jsc.nasa.gov/lunar/index.cfm) oppure (http://www.spaceref.com/news/viewpr.html?pid=21338). 2) Times Square è Cape canaveral. 3) Il fuoco sull’asfalto sono le fascie di Van Alllen (http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=9242) tra l’altro è sempre bello vedere come persone che non hanno mai preso in mano un telescopio si scoprono esperti quando si tratta di confutare le proprie idee, ma vabbe. 4) Il sottomarino telecomandato è l’LROC (http://lroc.sese.asu.edu/news/?archives/76-LROC%E2%80%99s-First-Look-at-the-Apollo-Landing-Sites.html) e (http://lroc.sese.asu.edu/news/index.php?/archives/137-Exploring-the-Apollo-17-Site.html/). A questo punto, mi piacerebbe che le persone che abbisognano di PROVE INCONFUTABILI per avvalorare l’ipotesi dell’allunaggio mi portassero qualche PROVA INCONFUTABILE che tutte queste prove sono false.

  • peronospora

    Tu sei uno dei sei miliardi e novecentomilioni di pensati e basta

  • cavalea

    L’autore si chiede:>.

    L’affermazione è del tutto comprensibile e coerente, se l’astronauta, come molti ipotizzano, si fosse trovato in uno studio cinematografico.

  • sandrez

    dopo il ’69, l’ironia umana non fu più confinata solo sulla terra…questa la targa lasciata sulla luna (forse…chi lo sa davvero)…http://www.jeffhawkeclub.com/photo/targa.jpg…che recita: “Siamo venuti in pace, per tutta l’umanità”…mentre in Vietnam non succedeva nulla di strano.

  • ilsanto

    forse se non ti limitassi ad una frase ma esprimessi in modo esaustivo il tuo pensiero …. ma così diventa difficile capirti.
    Cosa vuoi dire con “sei uno dei 6 miliardi e 900 milioni di pensati” ?
    e in cosa sei diversa tu ?
    Sempre che ti interessi comunicare.

  • Santos-Dumont

    La miglior risposta a un articolo come questo é l’intervento settimanale di P. Odifreddi sul blog de “La Repubblica” [odifreddi.blogautore.repubblica.it].
    Permane purtroppo l’annosa e tipicamente italiana (vorrei spingermi a scrivere latina, dato che qui in Brasile non si è da meno) ignoranza scientifica che raggiunse il suo auge in epoca fascista. Ma non fu sempre così: luminari come Volterra, Levi-Civita e Ricci-Curbastro stanno lì a dimostrarcelo. Per chi non ha idea di chi siano, il che non mi sorprenderebbe: faccia una rapida ricerca e verifichi da dove provengono i metodi matematici usati da Einstein per sviluppare la teoria della relatività.

  • Xeno

    Si c’è pure il video su youtube

  • Aironeblu

    Eh, che dire… non ci sono più gli astronauti di un tempo, che sapevano attraversare le fasce di Van Hallen con un semplice JUMP!

  • Aironeblu

    Era dai tempi dell’illuminismo che non sentivo un discorso tanto positivista… forse lo spirito di Voltaire si è reincarnato nella tua anima astrale?

  • Aironeblu

    Era da prevedere che i soliti allocchi conformisti si allineassero subito con le direttive ufficiali…. 5 missioni nello studio cinematografico di Kubrik non fanno un complotto, ma un semplice imbroglio.

  • Aironeblu

    Ottima…^^ cercherò le impronte dell’ippogrifo e lo stemma di Orlando per dimostrarne la veridicità!

  • polidoro

    Si, giusto, anche se l’Odifreddi esagera.

    Dice “senza la geometria non sarebbe stato scoperto il pallone da calcio” ….

    Diciamo: è una proposizione indimostrabile e fuorviante.
    Senza la noce di cocco o la luna (più tonda) o simili non avremmo avuto l’IDEA del pallone, ecco, mi sembra più ragionevole.

    Per sminuire un po’ il pur grande Einstein (perché tendiamo a mettere i grandi su piedistalli inarrivabili) gran parte della matematica del suo primo lavoro fu sviluppata dalla prima moglie Mileva Maric (in una lettera ad un amico lei dice Abbiamo terminato un importante lavoro che renderà mio marito lo scienziato più famoso del mondo”). E altro grande aiuto gli fu dato da Tullio Levi Civita. Ma l’immagine di Einstein che gira nel mondo è quella di una cima solitaria ….

    E’ che il mondo non è precisamente in bianco e nero; perfino quello della Scienza che, una volta, idolatravo senza riserve

  • Georgejefferson

    finalmente un commento intelligente e umano,prima di discorrere se l’uomo andato o no sulla luna..o dei sogni di grandezza di chi se lo puo permettere..dovremmo arrabbiarci dei miliardi di tasse(lavoro/sudore/sacrifici)per I SOGNI SPAZIALI..dove la vita di tutti crolla e per la carta igienica nelle scuole NON CI SONO I SOLDI

  • Santos-Dumont

    Indimostrabile non so, fuorviante non direi proprio visto che abbiamo a che fare con una delle migliori approssimazioni di sfera (icosaedro troncato), e l’idea risale ad Archimede.
    In merito ad Einstein e a mettere sul piedistallo chicchessia, me ne guardo bene… É un atteggiamento antiscientifico per definizione. É l’idea con la sua implementazione quella che conta. Maric ha sviluppato la relatività ristretta (e senza chiedere nulla in cambio al marito), se poi pensiamo al lavoro precursore di Olinto de Pretto la figura di Einstein ne esce un tantino ridimensionata.
    Comunque è un fatto che la scienza italiana, e in particolare la matematica, subì una brusca frenata in fase di passaggio di secolo, e che in precedenza i nostri migliori matematici e fisici non avevano nulla da invidiare alle controparti tedesche, francesi, etc.
    Probabilmente il mondo non é in bianco e nero, ma è per l’appunto scopo della scienza gettare luce per risolvere le ambiguità. Idolatrare la scienza, trasformandola nella paventata (da Robert Pirsig) “Chiesa della Ragione” non rende un buon servizio al progresso e non è atteggiamento da scienziati costantemente aperti al dubbio e alla costruzione della conoscenza, bensì da monoteisti che semplicemente hanno cambiato l’oggetto del loro credo.

  • Boero

    E’ un articolo che mi sento di definire stupido,perchè seguendo le tracce di un certo antimodernismo che ha pure qualche significato,si perde in una riflessione del tutto incoerente…
    non è questione di essere positivisti,ma se si definisce futile il viaggio spaziale,a quel punto bisognerebbe vedere come futile l’essere umano,in tutta la sua storia e preistoria.
    Lo spirito che ha portato(o avrebbe portato,lo dico per fare felici quelli che non ci credono,anche se non è questo il punto) l’uomo sulla luna,è lo stesso che ha portato fuori l’umanità dalla gola di olduvai…
    Sono sicuro che gli stessi discorsi di futilità sono stati avanzati,in quel di Tanzania,quando qualcuno ha provato ad uscirne…
    che razza di stupidità domandarsi che cosa è andato a fare l’uomo nello spazio,quando un territorio come la Norvegia è abitato…
    Credete che per l’uomo nel paleolitico fosse ”naturale” andare ad abitare un territorio come quello?
    Per andarci e rimanerci era necessario uno spirito non molto dissimile da quello che servirebbe a noi,per andare a vivere al di fuori del nostro pianeta.
    Io ho l’impressione che molte persone anche atee,coltivino una strana idea ”finalistica”,del cosmo per la quale tutto sarebbe stato predisposto in una maniera appropriata,magari non da Dio,ma dalla natura,noi avremmo nella terra la nostra ”casa”,e faremo quasi un torto all’ente che ”amorevolmente” ha predisposto tutto questo ficcando il naso fuori.
    Per me non esiste nessuna madre terra,e se l’uomo è sopravvissuto,anzi se l’uomo è nato,così come lo conosciamo,lo deve solo è unicamente a quello spirito un pò naif,che lo spinge a portarsi sempre ”al di fuori delle colonne d’ercole”,del mondo conosciuto.
    Diversamente sarebbe morto.
    Per paradosso l’uomo è sopravvissuto non già grazie al suo solo spirito di sopravvivenza,ma anche grazie,a quel suo spirito esplorativo.
    Archimede era già andato su tutte le furie,quando vedendo i suoi studi sui paraboloidi,la gente gli chiedeva:
    ”ma a che diavolo servono?”
    Poi la storia insegna che quei paraboloidi furono utili nella difesa di Siracusa,con gli specchi,o nel miglioramento della stabilità dei natanti ecc…
    Il problema di quelli che criticano la tecnologia di per sè,e le sue più o meno blasonate ”conquiste”,è che non capiscono che QUASI TUTTO CIO’ CHE FA L’UOMO E’ TECNOLOGIA,E’ TECNOLOGIA IL FUOCO,E’ TECNOLOGIA LA SCRITTURA,E’ TECNOLOGIA L’ARATRO.
    Quindi questo è un articolo incompleto,perchè se considera futile andare nello spazio,dovrebbe anche dire,che l’80% della materia grigia è futile,così come lo è la mano col pollice opponibile,e la statura eretta,ovvero che la nostra specie è futile.
    Ma a quel punto,prevedendo la reazione degli ambientalisti,io dico che se l’uomo è futile,non vedo perchè il gatto o l’ornitorinco non dovrebbero esserlo.
    In una parola,se si vuole essere nichilisti,lo si sia per davvero…

  • misunderestimated

    I pulitori di cessi della Goldman-Sachs conoscono forse i meccanismi dell’alta finanza?

    Un progettista di carabine sportive deve proprio sentirsi in obbligo di chiedersi se l’arma che ha costruito è letale per l’uomo?

    Ma manco chi assembla

    L’aspetto curioso è che la conquista della Luna è l’esempio più splendido del trionfo del Capitalismo (aziende private costruirono il LEM e gli altri aggeggi) amplificato dalla società dello spettacolo (frasi da recitare a copione, collegamenti in diretta ecc.).

    Società individualista, tra l’altro.

    Quindi nessuno conosce lo scopo del proprio lavoro, frammento di un quadro più grande che sfugge ai più nella sua visione d’insieme.

    Veramente strano che l’internazionale socialista prossima ventura si beva come acqua un mito propinato dal suprematismo del mercantilismo armato kapital-yankee.

  • Primadellesabbie

    Cominciamo da >”quel suo spirito esplorativo”. Faccio notare che questa é una disposizione prettamente moderna. In un momento, del periodo che va sotto il nome di romanticismo, si sono cominciate a scalare montagne ed esplorare grotte (si sono costituite associazioni fin lí inesistenti, per questi scopi; le Geographical Society con o senza Royal sono sorte prima per ragioni più prosaiche) che nessuno aveva mai violato prima, se non per dei riti dei quali possiamo solo intuire la inarrivabile essenzialità. La prassi scientifica dovrebbe portarci alla verità per approssimazioni successive, cioè di errore in errore: >”fuori dalla gola di olduvai”, comunque, non si accorda con antichissime narrazioni (trascurate perché non scientifiche!) di come sarebbero andate le cose. Un’interessante problematica viene posta da Thor Heyerdhal il quale da un lato pare proporre l’esistenza dello “spirito esplorativo” e dall’altro scopre abilmente inspiegabili “coincidenze culturali” molto specifiche e raffinate, nei vari mondi che visita, cosa che non può non far pensare a…viaggi di ritorno. >”al di fuori delle colonne d’Ercole” come la tolemaica “terra piatta” sono concetti che sono serviti a cosmogonie molto specifiche di precisi momenti storici: gli antichi sapevano che si poteva navigare oltre le colonne e la rotondità della Terra era ben conosciuta sin dalla più profonda antichità, in tempi più vicini a noi Plinio ci descrive accuratamente l’ingegnoso sistema con cui i Romani ricavarono il raggio terrestre. >”faremmo quasi un torto all’Ente”. É evidente per tutti, credo, che gli esseri, gli aspetti ed i fenomeni che ci circondano hanno o hanno acquisito profondi significati simbolici per chi li sa riconoscere, potenziali per altri, tali da costituire elemento essenziale per guidarci ad individuare il senso e, forse, lo scopo della nostra condizione. Credo siano stati, nel tempo, uno degli strumenti che hanno impedito il nostro abbrutimento. >”Sopravvivenza” mi sembra un’espressione estremamente riduttiva. Non affronto il discorso della tecnologia per non abusre della pazienza di chi é arrivato fin qua. Quanto alla “futilità”…fate voi… .