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LA FRODE DEL CAMBIO CON L’EURO

DI PIERLUIGI PAOLETTI
Centro fondi

Oggi volevamo fare una precisazione sul report della scorsa settimana, alcuni hanno ritenuto che le nostre affermazioni sul cambio che sarebbe stato necessario adottare fossero state azzardate. Noi ipotizzavamo un cambio dalle 2100 alle 2300 lire, quindi svalutato di un 15-20% circa rispetto al cambio fissato per l’euro 1936,27 lire, al fine di mantenere la nostra quota di esportazioni.

Con il cambio attuale in pochi anni abbiamo perso circa il 30% della quota di esportazioni,
il che significa che questo cambio a noi proprio non va bene e su questo non ci piove, almeno speriamo. Ora si tratta di vedere quale cambio avrebbe fatto meglio, se uno svalutato come le 2300 lire per un euro oppure come diceva Berlusconi di 1500 lire per un euro.

Con un cambio forte a 1500 lire per un euro avremmo risparmiato sulle importazioni, ma le nostre esportazioni sarebbero costate un 20% abbondante in più. Calcolando che noi paghiamo (e non si capisce perché) l’energia molto più cara di tutti gli altri paesi europei eccetto la Danimarca

Costo
elettricità

Euro/kW

DK

0.23

I

0.20

F

0.11

D

0.17

UK

0.10

E

0.11

Che i nostri servizi bancari sono i più alti d’europa e per stessa ammissione di Draghi, anche i tassi che paghiamo al sistema bancario sono più alti della media europea, è chiaro che per competere con gli altri paesi avremmo dovuto avere un cambio “svalutato” (quindi penalizzante per noi) che compensava questi aggravi di costi per le nostre imprese. Un indicatore di quello che stiamo affermando è il costo del lavoro che oggi in Italia è esageratamente più alto che negli altri paesi pur avendo una retribuzione media più bassa (ad esempio rispetto alla Germania).

Per essere competitivi con la Germania, solo per il costo del lavoro, avremmo bisogno di un cambio svalutato del 40% che compensi i maggiori costi del lavoro italiano ovvero 2700 lire per un euro!!!. Oppure in alternativa le nostre aziende avrebbero dovuto in questi anni ridurre del 40% i loro costi…..

Poiché la riduzione dei costi è stata fatta (licenziamenti, lavoro precario e nero) ma in quella misura è impensabile, ecco perché in 10 anni le nostre esportazioni sono crollate a vantaggio esclusivo della Germania. Noi siamo andati avanti per quasi 50 anni con le svalutazioni periodiche chiamate appositamente “competitive” che permettevano ai politici di fare bella figura, ma si rimaneva a galla solo perché venivano svalutati in modo occulto i risparmi degli italiani ed il potere di acquisto. Quando questo non è stato più possibile a causa dei cambi fissi e “forti” imposti senza nemmeno tanto sudore a Prodi per favorire la Germania, ecco che in pochi anni tutti i nodi sono venuti al pettine, evidenziando le magagne nascoste in anni di frodi a carico del popolo italiano.

Se avessimo adottato un cambio di 1500 lire per un euro, quindi una lira forte e rivalutata, avremmo avuto le nostre esportazioni molto più care di adesso e quindi avremmo ceduto agli altri paesi quote ulteriori di mercato.

Per darvi un’idea di cosa sia una svalutazione il 1° settembre 1992 per comprare un dollaro ci volevano 1.069,17 lire, il 5 gennaio 1993, dopo appena 5 mesi, grazie alle cure amorevoli di Goldman Sachs e Soros, il cambio era arrivato a 1534 lire!!! Una svalutazione del 43% che mise le ali alle nostre esportazioni, anche se da allora il nostro paese non si è più ripreso.

Questi sono fatti e non opinioni.

That’s all folks

Pierluigi Paoletti
Fonte: http://www.centrofondi.it/
26.07.2007

Pubblicato da Davide

  • LonanHista

    Tralasciamo i problemi strutturali della nostra economia, dove lo stato e le sue risorse sono diventate la mammella da mungere sia per le parrocchie e i baronati locali di risorgimentale eredità e sia per un capitalismo arroccato sulle rendite ereditarie pronto a spartirsi la torta pubblica e ridotto a fare la fighetta nelle riviste patinate o al centro dell’attenzione per il gossip piuttosto che per meriti d’impresa.(la generazione dei cummenda che hanno fatto la ricchezza del nostro paese è seppellita da un pezzo).
    Lasciamo da parte tutte le storture e le anomalie del nostro paese.

    E veniamo alla truffa del cambio lira euro stabilito nel 1997.
    Centrofondi confonde la svalutazione di mercato con l’apprezzamento di una moneta.
    La svalutazione avviene attraverso un processo che coinvolge produttività economia reale del paese e mercato.
    E nel 92, complice anche la speculazione concordata ad alto livello avvenne questa svalutazione.La lira si era deprezzata troppo e per riequilibrare il divario creatosi con le altre valute e mercati si rese necessaria questa operazione.
    Nel 1997, non vi era ne la necessità e neppure gravi scompensi tali da rendere necessario un aprrezzamento del 30% della nostra struttura economica e di tutto il suo valore.
    Circola a tal proposito uno studio della bce, dove appunto si mette in evidenza questa anomalia che ha convolto il nostro paese, mentre per francia e germania, è avvenuto il contrario, ovvero che le loro strutture economiche si sono deprezzate del 10%.
    Ci siamo trovati da un giorno all’altro con un economia apprezzata(NON SVALUTATA) del 30%.
    Un apprezzamento che ha favorito il capitale immobiliare e la rendita mobiliare, ma ha sfavorito e penalizzato la già nostra fragile struttura produttiva, che è dovuta ricorrere a sotterfugi come la legge biagi o la paventata modifica dell’articolo 18 per fare fronte a questa incombenza.
    Questo apprezzamento inoltre ha favorito le importazioni e NON LE ESPORTAZIONI.
    E un euro a 2300 lire avrebbe reso la nostra bilancia commerciale ancora più negativa e l’onere per le classi meno agiate ancora più pesante di quanto non fosse accaduto dal 2001 ad oggi.

    L’unico dato positivo di questo concambio suicida è stato quello di aver scalato quasi 10 punti di debito pubblico complessivo, portandolo dal quasi 120% al 110%(più o meno).

    Col senno del poi era preferibile un cambio a 1500 lire, tenere basso e deprezzato il valore della nostra economia, perché ciò avrebbe consentito alla struttura produttiva di competere con le economie emergenti e soprattutto di essere appetibili per gli investitori stranieri(non solo I soros o gli speculatori amici del nostro premier ovviamente).
    Invece abbiamo preferito l’uovo ieri, e rinunciato alla gallina domani. L’uovo ieri ci ha consentito di scalare il debito pubblico,ma ci ha impedito e ci impedisce di crescere, perché il valore della nostra produttività è troppo elevato rispetto alle economie nostre concorrenti.
    Quindi non si cresce, il debito complessivo rimane stabile(anzi risale), nella nostra società è sempre più marcato il divario fra le classi sociali e soprattutto sono in crescita i livelli di disagio , cioè vi è sempre più una maggiore tendenza all’impoverimento piuttosto che al raggiungimento di un trend di vita dignitoso.
    Questo anche e soprattutto grazie all’euro a 1936,27 lire.

    Poi che oltre ai problemi strutturali che abbiamo in eredità dal passato, bisogna aggiungere dei vincoli troppo severi imposti dal trattato di maastricth e dall’ecofin, è un altro discorso.
    Perché è ASSURDO, FUORI DA OGNI LOGICA, che economie come quella cinese e giapponese, oltre a non rispettare le regole(niente welfare, niente sindacati niente assistenza), finanziare il debito pubblico americano, venga consentito loro di tenere bassissimo il valore delle loro monete e quindi di tutta la loro struttura economica e produttiva.
    E in definitiva, l’euro chi AVVANTAGGIA? (germania a parte).

  • dav

    Gentili signori,
    invece di sperticarvi con dotte dissertazioni e grafici che sono “fuffa” parlate della vera frode e cioè del signoraggio.
    Anche il sito ci avete fatto per attirare gli allocchi.
    Anche voi al servizio della mafia bancaria?

  • paop8792

    Giustissimo, è necessario parlare del signoraggio, ma se ne era già parlato in questo articolo a cui questo report è collegato
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3573&mode=thread&order=0&thold=0

  • LonanHista

    Il signoraggio in fondo è sempre esistito.
    in altre forme e modi, ma esisteva prima ancora di GesùCristo.
    Il fenomeno nuovo pericoloso e grave è quello del camerieraggio, del lacchenaggio.
    QUESTO è PIù PERICOLOSO DEL SIGNORAGGIO.

    Nel nostro parlamento e nella politica italiana si fa prima a contare chi non fa parte della schiera dei camerieri e degli asserviti, piuttosto di chi è nella lista e a a libro paga dei “signori”.

    Uno stato dovrebbe essere come un ‘orchestra:ognuno suona il suo strumento. In Italia abbiamo troppi polistrumentistri,troppi aspiranti (ed incapaci)direttori d’orchestra!
    E anche i “signori” dovrebbero rendersi conto che è deleterio anche per loro.

    Bisognerebbe spazzarli via, non con mani pulite, MA CON MANI LIBERE!

    Ed a inventare questo sistema(bancario)non sono stati gli ebrei, come vorrebbe certa letteratura, che pur con la disposizione all’accumulo e allo strozzinaggio non erano capaci e nella possibilità di arrivare a tanto:sono stati i genovesi nel quindicesimo secolo.
    Gli ebrei si sono solo adeguati.

    Gli strozzini(o i signori) in fondo fanno un lavoro indispensabile.
    Sono i lacché e i camerieri di cui l’Italia è patria, a dover preoccupare.

    (leggasi a scanso di equivoci, i lungo XX secolo, del prof.GiovanniArrighi….una vera bibbia per gli ignoranti che vogliono essere edotti).