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LA FED CONDANNA A MORTE IL DOLLARO

E LE ECONOMIE AD ESSO COLLEGATE

DI VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

Per capire appieno la portata della decisione della Federal Reserve di ieri sera c’è bisogno di considerare il significato del termine “illimitato” quando ci si riferisce ai mercati. Partiamo dalla fine: secondo alcuni commentatori – e noi concordiamo – il 13 settembre 2012 potrebbe essere ricordato, in futuro, come la data che indicherà storicamente il principio del processo che avrà portato alla fine del dollaro. E dunque del mondo finanziario che conosciamo.

Ci sono diversi indizi, come vedremo, che confermano tale tesi. Ma prima la spiegazione tecnica di quello che sta accadendo.Dunque la Fed ha deciso di mettere in opera una nuova operazione di Quantitative Easing, come quelli fatti a suo tempo, con la essenziale e decisiva differenza che questa volta si tratta di una operazione “open”. Aperta e illimitata. Per ora è prevista la creazione – letteralmente: creazione – di moneta per un ammontare di 40 miliardi. Per ogni mese. Senza data di fine delle operazioni. Questa somma servirà ad acquistare sia i Treasury Bond, cioè i titoli di Stato Usa che evidentemente nel mondo nessuno già vuole più e anche, attenzione, gli MBS (Mortgage-Backed Securities): si tratta delle obbligazioni garantite dai mutui ipotecari in mano alle Banche private. Se sentite puzza di bruciato avete ragione: questi ultimi titoli, spesso insistenti su situazioni di insolvenza sono, al momento, praticamente senza mercato. Nessuno li vuole più. Le Banche ne sono piene e rischiano l’insolvenza. E il mercato immobiliare USA non si riprende. Al momento i prezzi delle case sono stabilmente bassi, ma per evitare un loro ulteriore crollo si “rende necessaria” questa operazione della Fed.

Detto in sintesi: è una classica operazione “twist”, ovvero la Fed si indebita ancora di più a breve (senza problemi, visto che può stampare a suo piacimento) per comprare debito pubblico federale a lunga scadenza. Cosa, quest’ultima, che ovviamente ha anche un valore elettorale, in prossimità delle Presidenzali 2012, e in merito al tema del tetto del debito pubblico USA ampiamente fuori controllo (qui ). Ma l’aspetto relativo alle elezioni in questo caso lo lasciamo da parte.

Torniamo all’economia. O meglio, alla finanza e ai suoi effetti. 

Al momento, negli Stati Uniti, malgrado i richiami delle agenzie di rating, come quello di Moody’s di qualche giorno addietro (qui ) che come avevamo scritto, e oggi si è confermato, era più che altro un avvertimento in prossimità delle decisioni di Ben Bernanke poi puntualmente arrivate, c’è l’assoluta mancanza di un vero dibattito serio sulla situazione del debito federale e di come fare per risolverlo. Il motivo è molto semplice: natura ed entità di quel debito sono talmente elevati che una soluzione non c’è. Senza l’intervento della Fed gli Stati Uniti sono in default. Ora, dopo questo intervento, prendono ancora una volta tempo prima di dichiararlo e, soprattutto, scaricano il rischio sulla comunità, e vedremo a breve come. Questa monetizzazione del debito USA non avrà termine, in pratica, sino alla completa distruzione della fiducia nel dollaro (per chi ancora ne ha). Proprio a quest’ultimo riguardo, altro indizio fortemente indicativo, il valore dell’oro sta schizzando alle stelle. Come sappiamo, più decresce la fiducia nella moneta e più cresce quella nei metalli preziosi. Chi ha ancora fiducia nella moneta?

Pochi, pochissimi. O comunque solo chi è letteralmente costretto ad averla. Detenere dei titoli di Stato USA, al momento, equivale a detenere delle obbligazioni garantite dai mutui ipotecari stipulati dai cittadini statunitensi. Che sono sempre di più insolventi. E a questo riguardo ogni altro commento è superfluo.

Come è facile immaginare, proprio in questo momento gli USA sono stramaledetti in molte parti del mondo: i banchieri centrali cinesi, indiani e brasiliani, per fare solo qualche esempio, staranno con molta probabilità pensando a creare delle nuove aree di scambio senza dollari. Tali zone con molta probabilità opereranno dalle parti della Russia e della Cina, ovvero dalle parti di chi è ormai già un pezzo che non teme più una eventuale reazione militare degli Stati Uniti, i quali ovviamente vedono la situazione come il diavolo. Ricordiamo brevemente che fine hanno fatto Saddam Hussein e Gheddafi (oltre a breve Ahmadinejad) nel momento in cui avevano paventato l’intenzione di iniziare a commerciare il petrolio in una valuta differente dal dollaro.

Il discorso in merito alla parola “illimitato” è peraltro diffuso. Non solo Bernanke e la Fed, ma anche Draghi e la BCE, con la recente decisione di acquistare i titoli di Stato a medio termine senza limite, stanno sperimentando la cosa. E lo stesso stanno facendo, sebbene in modo differente, altre Banche centrali, come la Boj, la BoE e la PBOC (cinese). Per un motivo molto semplice: la situazione è fuori controllo e non c’è modo di tamponarla. Torna, sempre più pressantemente, la facile previsione di quei pochi che sin da tempi non sospetti erano convinti di una fine del genere. Indicati al pubblico ludibrio da tutti gli altri, sono invece gli unici che avevano capito la situazione. E i loro lettori, se gli hanno creduto, gli unici a essersi aspettati una situazione del genere.

Uno degli elementi, in tutto il mondo, si badi bene, che ha spinto la Fed e le altre Banche centrali a fare operazioni del genere è proprio la grande bolla speculativa sull’immobiliare. Problema che ha deflagrato all’inizio negli Stati Uniti ma che è scoppiato o sta per scoppiare altrove. Naturalmente Bernanke giustifica l’ultimo intervento con la volontà di ridurre la disoccupazione, ma contiamo vivamente che non vi sia, almeno tra i nostri lettori, nessuno che possa credere alla cosa.

Il dato che emerge è che le Banche centrali di tutto il mondo stanno alzando la posta. Perché la posta è enormemente più alta di quanto non fosse all’inizio della crisi ed enormemente più fuori controllo malgrado tutte le inutili, dannose e inefficaci operazioni fatte teoricamente per uscirne. Oggi come oggi, senza la creazione di una bolla dietro l’altra – e il tentativo odierno è volto a cercare di rigonfiare proprio la bolla del settore immobiliare che invece è agonizzante – tutto sarebbe già finito. E anche in questo caso si riesce a salvare temporaneamente il tutto dal crollo definitivo proprio per mezzo di una bolla ancora più grande. L’ultimo stimolo per il Pil USA e ancora di più per il rapporto debito/Pil è esattamente, al momento, far ripartire il motore del prodotto interno lordo statunitense, ovvero i prezzi delle case. Siccome però i disoccupati aumentano e quelli che lavorano non hanno più lavori degni di questo nome è facile immaginare quanto i cittadini statunitensi saranno in grado di ripagare i mutui ipotecari che hanno.

In termini numerici, l’operazione da 40 miliardi ogni mese equivale al 3% dell’intero debito pubblico USA. Il totale dei titoli di debito in seno alla Fed, al momento è di 2804 miliardi e con l’operazione attuale la Banca comprerà il 20% in più rispetto ai valori attuali e il 60% in più dei titoli legati ai mutui rispetto a quanto abbia fatto sino a ora. Beninteso, l’effetto sui mutui e sui prezzi delle case nel breve periodo ci sarà eccome, ma siccome l’ondata inflattiva è dietro l’angolo (spieghiamo a breve) tali mutui sono destinati a diventare rapidamente carta straccia.

Ma, si direbbe, se attraverso operazioni come queste il tutto tiene, perché preoccuparsi? Se alle Banche centrali basta creare moneta per non far crollare il castello, e questa operazione viene fatta, che problemi ci sono? Molti, a dire il vero. E devastanti.

La creazione di moneta dal nulla, nella migliore delle ipotesi è l’innesco per una ondata inflattiva senza precedenti. A confronto di quanto avvenuto nel 2007, l’operazione odierna ha portata enormemente superiore. Tutte le Banche centrali sono entrate nella fase della inflazione a tutti i costi. Quando una operazione è illimitata, allora tutto lo è. I mercati continuano a speculare a più non posso – visti i dati di oggi che saranno strombazzati nei telegiornali di stasera? – e il mercato sarà inflazionato per ottenere una situazione molto semplice: con più inflazione il debito si riduce. Elementare, Watson: se devi 100, e oggi 100 equivale a dieci anni di lavoro, ma tra poco 100 sarà il tuo stipendio di un anno solo, allora il tuo debito risulterà fortemente ridotto.

Solo che l’inflazione ha, ovviamente, degli enormi effetti collaterali. Effetti che saranno tanto più grandi quanto sarà stata gonfiata l’ondata inflattiva. Siccome quest’ultima si prevede senza precedenti, è facile immaginare come saranno tali effetti. Tutte le volte in cui effetti collaterali di tipo finanziario si abbattono sul mondo, è sin troppo facile rilevare come vi sia un 99% di persone che li paga sulla propria pelle e come vi sia invece il restante 1% che ne beneficia. Sinteticamente, potremmo definire il piano di Bernanke, Draghi & Company come: lasciamo i prezzi salire, i debiti ridursi e la gente impoverirsi.

Serve dire altro?

Valerio Lo Monaco
www.ilribelle.com
13.09.2012

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • RicBo

    Sono curioso di vedere come rispondono i sostenitori della MMT a questo articolo.
    E come riescono a districarsi tra la teoria che la creazione di denaro va diretta ad investimenti produttivi e la realtà di una società occidentale che ha già raggiunto i limiti dello sviluppo ed è per questo in rapida fase di deindustrializzazione.

  • AlbertoConti

    Non si può dire che l’elicotterista Bernanke e il liquidatore-privatizzatore Draghi non siano coerenti. E’ come se alla tua porta bussasse un signore dicendo: vorrei ammazzarti nel medio periodo, mi lasci fare? E di che ci lamentiamo poi?

  • nuvolenelcielo

    decisamente un economista della domenica questo. della domenica sera nell’intervallo della partita.

  • albsorio

    Se invece di uccidere JFK, che aveva creato il green dollar emesso direttamente dagli Stati Uniti d’America senza titoli di debito avessero ucciso la FED forse le cose sarebbero diverse per tutti. Comunque tornando a noi il dollaro è legato a doppio filo all’economia cinese, dato che i cinesi si stanno comprando direttamente banche e debito pubblico americano (mai permesso a nessuno prima), forse sono i cinesi che hanno deciso questa mossa, loro amano il dumping per distruggere la concorrenza, dato che anche la Cina sta per implodere per i debiti regionali forse hanno pensato di ribassare il valore del dollaro=moneta cinese per rilanciare le esportazioni, continuando la loro opera di distruzione delle economie altrui… anche quella americana, forse per questo tanto munizionamento dato ai gruppi anti sommossa americani e le richieste di modifica al secondo emendamento della costituzione? Vedremo…

  • Aironeblu

    È venuta anche a me in mente la stessa cosa!

  • Aironeblu

    Da questa analisi lucida e spietata, sembra davvero che questa marea di biglietti verdi immessa nei mercati causerà un vero tsunami inflattivo, che potrebbe abbattere definitivamente il dollaro USA. Viene in mente che sia un’operazione programmata da tempo, che non solo favorirà quell’1% di popolazione in grado di trarne grandi vantaggi a danno della collettività, ma che forse permetterà agli USA di trovare un scappatoia per non saldare i suoi debiti con i cinesi.

  • Aironeblu

    Stavo ipotizzando anch’io l’ipotesi Cina mentre postavi questo commento, ma la regia dell’operazione mi sembra più di marca americana, puntata contro l’economia cinese.

  • mincuo

    Io non sono sostenitore della MMT ma questo non è un articolo, è spazzatura. Che c’è da rispondere a uno che non sa nememno di che parla.

  • ilsanto

    Ma insomma non va mai bene nulla se la BCE non crea moneta sbaglia, se invece la FED lo fà sbaglia, e come dovrebbero fare geniacci ?
    Mi viene il dubbio che questo non sia affatto un problema ma solo un pretesto per fare quattro chiacchiere che è l’ultima cosa da fare quando la barca affonda.

  • albsorio

    Sono amici nemici, per ora hanno bisogno uno dell’altro. Credo che non sia ancora l’ora della fine per il dollaro, vedremo se aver concesso ai cinesi di “colonizzare” economicamente l’America attraverso la propritá del debito USA converra al 99% degli americani, credo di no, da li la militarizzazione per proteggere le proprietá e la vita dell’1%.

  • braveheart

    La mmt con questa porcheria non c’entra nulla. Il fatto che ancora adesso molti paragonino la semplice emissione con la mmt, la dice lunga su quanto siano fondate le critiche ad essa.
    L’emissione della Fed e’ emissione a debito, innanzi tutto, e poi destinata non a produrre beni e servizi, impedendo quindi l’inflazione, ma solo all’acquisto di titoli di stato in maniera indiscriminata e senza finalizzazione di produttività.
    Le emissioni a vanvera come queste sono esattamente il contrario di quanto sostenuto dalla mmt.

  • ilsanto

    La finanza avrà pure le sue ma non pensate che il problema sia magari da cercare nel fatto che siamo più di 7 miliari e cresciamo ancora dell’1,1%
    cioè 77 milioni all’anno ?
    e che il petrolio scarseggia

    o che l’effetto serra prodotto dalla combustione di petrolio, gas, carbone sta desertificando le aree coltivabili e manca il cibo .

    o che i paesi OCSE non vedranno mai più nessuna ripresa perchè con la globalizzazione le produzioni si spostano tutte nei paesi poveri.

    e che se cessa la produzione da noi è la fine ? e si perchè senza produzione che ci fai del terziario avanzato ? e come paghi l’import di petrolio, gas e materie prime, e chi paga le tasse ? e come mantieni gli statali ?

  • ilsanto

    Cosa vorresti fare con la mmt ? investire per produrre in Italia ? ma se produrre in Italia fosse economicamente conveniente come mai chi produceva in Italia se ne và in Romania, Cina, Vietnam, India etc ?
    Quindi tu indebiteresti lo stato per investire nella produzione che non avrebbe mercato perchè surclassato dalla Cina ?
    Spero di aver capito male.

  • mincuo

    Il meeting del FOMC (FED) ha cambiato la sua politica, ma non poi di tanto. La differenza sta che per la prima volta si impegna a una politica di easing più lunga di quanto le regole a cui s’era attenuta comportino, e in particolare “finchè siano raggiunte alcune condizioni economiche, e anche oltre” mentre prima comunicava “for an extended period” e basta.
    L’eredità intellettiuale di questa impostazione va ricercata fin dal 1990 con Krugman e poi con Woodford (Jackson Hole).
    Niente di strano. Poi cosa abbia invece di elettorale è un altro discorso.
    In soldoni dato che è dubbio in una liquidity trap (cioè già a tassi zero) poter stimolare adeguatamente economia con moneta, e l’effetto è semmai solo sulla long-end della curva, si stimolano in sostanza i mercati azionari. E’ quella che si chiama asset-reflation e che hanno sempre fatto, solo che ora è più “garantita a medio termine”. Una pallida correlazione esiste poi tra gli swing azionari e il PIL con un valore stimato di quest’ultimo di +0,5%.
    Fissare un obiettivo garantisce poi che staranno fermi su questa politica anche oltre eventuali risultati di disoccupazione (Evans rule
    Il secondo obiettivo è indebolire il dollaro e in pratica EUR e USD sono a gara per migliorare il loro term of trade ma chi comanda è USD, come sempre, cioè necessiterebbe un EUR più debole ma USA vuole un dollaro non forte.
    Gli effetti sull’inflazione sono da vedersi, ma sono sopravvalutati a mio avviso, sempre per via che sei a tasso zero e si è visto in Giappone come non sia semplice uscire da una trappola di liquidità. In ogni caso gli indicatori hanno puntato più in alto, ma siamo sotto al 2011. Comunque è coerente con quello che si vuole ottenere, quindi sarà buono per real assets (azioni, commodities), deprezzamento del debito e indebolimento del dollaro.
    Si stima che durerà almeno fino a metà 2014 e complessivamente sarà sui 750mld. (Salvo quel che può accadere nel frattempo).
    Per quanto riguarda la “stampa dal nulla” e “creazione di moneta dal nulla” questa è una credenza popolare, per la FED (meno lo è invece per le banche commerciali) in quanto opera contro titoli su mercato aperto ed è limitata statutariamente solo a quello. Quindi la moneta che immette toglie dal circolo i titoli che acquista. Questa moneta poi verosimilmente sarà canalizzata su altrettanti titoli, o ridepositata alla FED, quindi all’economia vera e propria non penso che vada poi molto, e comunque dipende dalla domanda e dalle condizioni di politica di credito, come sempre.
    La politica della FED comunque è intesa solo ad abbassare i tassi reali tramite i nominali, e la loro aspettativa soprattutto, non alzare aspettative inflattive.
    Questa è in sintesi la realtà, che non c’entra molto nè con le fanfaluche dell’articolo, nè con la “fine del dollaro”, nè men che meno con la MMT.
    Forse è più grigia così, vuoi mettere quando butti dentro un pò di tutto, crolli, oro, dollari che domani mattina diventano carta straccia, Cinesi, Brasiliani, Draghi, mia nonna ecc.. e “vi spiego dopo”.

  • braveheart

    Convengo, sopratutto sull’impatto temporale.
    Risalta comunque l’indirizzo finanziario e non verso l’economia reale, se non con l’effetto sgocciolamento. Come sempre.
    A parte i cinesi che si troveranno un mazzettino di titoli svalutati, di poco, ma era ampiamente previsto.

  • ilsanto

    Insomma facciamo finta che riusciamo a risolvere il problema finanza in modo che tutto sia perfetto mmt o meno.
    Questo risolverebbe il problema della produzione che si sposta in Cina, India, Vietnam, Brasile etc ? io dico di no quindi il problema resta.
    Ma resta anche un problemino da niente che vorrei sottoporre e cioè che grazie alla crescita della produttività ( così per dire sapete che esiste una fabbrica completamente robotizzata che produce robot ? ) la disoccupazione è endemica NON si può ridurre, può solo aumentare ! e molto più in fretta di quello che pensate.
    Di conseguenza è recessione volere o volare con qualsiasi teoria finanziaria.
    Di più non c’è cibo per tutti.
    Ancora peggio gli STATI sono IMPOTENTI di fronte alla globalizzazione non fanno nulla perchè NON possono controllare la finanza ne le multinazionali ne la delocalizzazione ne i movimenti di capitali.
    Morale il “Sistema” è al capolinea, è ora di cambiare paradigma o siamo MORTI.
    Perchè non parliamo di come dovrebbe essere il nuovo sistema POST-CAPITALISTA ? apriamo una discussione su come salverci ?

  • Georgejefferson

    William Mitchell,prof. australiano Mmt

    “La visione post keynesiana che la disoccupazione di massa è dovuto alla domanda carente, che può essere curata se il settore pubblico stimola la spesa con i tradizionali strumenti fiscali e monetari deve tener conto delle problematiche di sostenibilità ambientale.
    Anche se è stato possibile ampliare la domanda abbastanza per promuovere la crescita sufficiente a tenere il passo con la crescita della forza lavoro e la crescita della produttività e assorbire le scorte enormi di disoccupazione di lunga durata,come potrebbero gli ecosistemi naturali, già sotto un grande sforzo,farvi fronte?
    Vi è la necessità di cambiare la composizione del prodotto finale verso l’ambiente in attività sostenibili.

    Qesto obbiettivo difficilmente si averera dal settore privato,perché hanno forti componenti di bene pubblico. Essi sono bersagli ideali per l’iniziativa del settore pubblico.
    Come numerosi lavori di servizio in grado di fornire benefici immediati per la società,come la JG [garanzia di posti di lavoro] per i lavoratori. Questi includono progetti di rinnovo urbano e di altri programmi ambientali e delle costruzioni (rimboschimento, dune di sabbia di stabilizzazione, controllo dell’erosione valle del fiume e simili), l’assistenza personale ai pensionati, assistenza in programmi sportivi della comunità, e molti altri.

    La politica di JG è quindi un veicolo ideale per fornire il lavoro più significativo e a pagamento per coloro che sono disoccupati e per ridurre contemporaneamente opere dannose per l’ambiente nelle pratiche di produzione. Non è una domanda crescente di per sé ad essere necessaria, ma un aumento della domanda in alcune aree di attività.

  • Georgejefferson

    William Mitchell,prof. australiano Mmt

    “La visione post keynesiana che la disoccupazione di massa è dovuto alla domanda carente, che può essere curata se il settore pubblico stimola la spesa con i tradizionali strumenti fiscali e monetari deve tener conto delle problematiche di sostenibilità ambientale.
    Anche se è stato possibile ampliare la domanda abbastanza per promuovere la crescita sufficiente a tenere il passo con la crescita della forza lavoro e la crescita della produttività e assorbire le scorte enormi di disoccupazione di lunga durata,come potrebbero gli ecosistemi naturali, già sotto un grande sforzo,farvi fronte?
    Vi è la necessità di cambiare la composizione del prodotto finale verso l’ambiente in attività sostenibili.

    Qesto obbiettivo difficilmente si averera dal settore privato,perché hanno forti componenti di bene pubblico. Essi sono bersagli ideali per l’iniziativa del settore pubblico.
    Come numerosi lavori di servizio in grado di fornire benefici immediati per la società,come la JG [garanzia di posti di lavoro] per i lavoratori. Questi includono progetti di rinnovo urbano e di altri programmi ambientali e delle costruzioni (rimboschimento, dune di sabbia di stabilizzazione, controllo dell’erosione valle del fiume e simili), l’assistenza personale ai pensionati, assistenza in programmi sportivi della comunità, e molti altri.

    La politica di JG è quindi un veicolo ideale per fornire il lavoro più significativo e a pagamento per coloro che sono disoccupati e per ridurre contemporaneamente opere dannose per l’ambiente nelle pratiche di produzione. Non è una domanda crescente di per sé ad essere necessaria, ma un aumento della domanda in alcune aree di attività.

  • andyconti

    Se e’ vero che la ricchezza reale corrisponde al 10% della moneta circolante, la soluzione non si puo’ trovare nell’emissione o non emissione di moneta.

  • ericvonmaan

    La fine (speriamo) del sistema moneta-privata-debito senza alcuna relazione con la vita reale dei cittadini. Altro che metalli preziosi… acqua potabile, campi coltivabili, vacche, polli, minerali. materie prime, vento per le pale eoliche, sole, buone scuole ed università… questi sono i soli veri assett su cui conviene puntare e che ci potranno salvare dal Casinò internazionale in cui ci hanno trascinato.

  • Jor-el

    Precisamente.

  • Jor-el

    Rispondono così: questa mossa della Fed è in pieno accordo con la politica economica di stampo neolclassico, neomercantile e neoliberista che tiene banco negli USA da oltre 30 anni. E’ esattamente l’opposto della MMT, che predica invece la creazione di moneta per la realizzazione della piena occupazione e del pieno stato sociale.

  • Jor-el

    E quindi? ci mettiamo un sacchetto di plastica in testa e ce lo leghiamo al collo con lo scotch? Ci buttiamo al fiume con una pietra al collo? Basta con queste chiacchiere! Il bidello del mio liceo, parlo degli anni ’70, un po’ disturbato, borbottava continuamente “siamo in troooppiiii” e, ogni tanto, tirava fuori dalla tasca un articolo della rivista “Oggi” unto e bisunto in cui si facevano apocalittiche previsioni per il mondo sovrappopolato del 1992. se siamo in troppi, non ci sono mica tante alternative: bisogna diminuire di numero. Cominci tu?

  • Tanita

    Piccolo dettaglio, tanto per far chiarezza, aldilá dell’MMT.
    La FED, la BCE, queste sovrastrutture finanziarie e monetarie sono tutte in mano di un’elite di banchieri (una parte dell’1%) intanto che Barnard propone che LO STATO si riprenda la Banca Centrale e la capacitá di creare moneta e regolarne il valore in rapporto con l’economia del paese.
    Una cosa é la capacitá di stampare moneta in mano a degli speculatori senza scrupoli decisi ad ammazzare la propria mamma tanto per conservare ed accrescere i profitti e un’altra uno Stato che fa gli interessi del proprio paese e dei propri cittadini.
    Intanto questi tizi non verranno portati davanti ai tribunali, giudicati e condannati, continueranno a far festa nei loro palazzi e guarderanno dall’alto noi tutti cercare nella spazzatura per un pezzo di pane e/o gli Alba Dorata di turno che se la prendono con gli immigrati, cioé quelli un pochino piú poveretti di loro.
    Fate un quadretto con una banconota da 100 EURO. Rimarrá nei libri di Storia e di Economia.
    Il debito costruito da questi delinquenti andrebbe direttamente cancellato. Gli Stati dovrebbero dichiarare il default. Riprendersi le Banche Centrali e stampare le proprie monete. Chi ha speculato nei Casinó delle finanze, si freghi. E torniamo all’Economia reale prima che per tornarci (che alla fine, si dovrá fare) corrano fiumi di sangue.

  • bstrnt

    Quoto in toto!

  • ROE

    Condivido interamente l’articolo. E l’unica soluzione immediatamente applicabile è EkaBank (www.ekabank.org).

  • Earth

    ” Vi è la necessità di cambiare la composizione del prodotto finale verso l’ambiente in attività sostenibili. “

    Oppure cambiare l’ambiente, in modo che milioni di prodotti in fabbricazione potranno continuare a essere venduti, fino all’ultimo.