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LA FARSA DELLE ENERGIE ALTERNATIVE

DI EUGENIO BENETAZZO

Tanto per iniziare sappiate che non possiamo chiamarle energie alternative, ma caso mai derivative, in quanto non rappresentano assolutamente una alternativa, quanto piuttosto una fonte di energia che deriva anch’essa da un diverso utilizzo del petrolio.
Se qualcuno pensa di poter avere i pannelli fotovoltaici senza poter disporre di greggio in abbondanza ed a buon mercato, è il caso che si sintonizzi su Italia Uno per guardare i provini del Grande Fratello.

Per spiegare a tutti la reale portata dell’impatto delle energie derivative mi è necessario soffermarmi sulla evoluzione storica della civiltà umana: non vi preoccupate cercherò di essere il meno noioso possibile.
Come si è arrivati al petrolio ? Semplice: da un progressivo processo di sostituzione di una risorsa con un’altra a causa dell’esaurimento della prima e del lievitare del suo costo di approvvigionamento.

Così è successo quando si passò dal legno al carbone. Inizialmente il legno era disponibile in quantità impensabili, era abbondante ed a buon mercato: basti pensare che la copertura forestale in Europa agli inizi del 1600 era quasi del 90 %. La necessità di avere terreni da coltivare unita alla richiesta di legna per il riscaldamento provocò un lento e progressivo disboscamento in tutta Europa. Quando anche la legna cominciò a diventare molto costosa (a causa della sua diminuita abbondanza), venne individuato il carbone come un interessante sostituto: interessante perché vista l’abbondanza iniziale era decisamente poco costoso.
Il carbone era conosciuto sin dai tempi dell’impero romano, ma non veniva utilizzato perché sporcava sia quando bruciava e sia quando veniva trasportato: per questo motivo si preferiva la legna molto più rassicurante per gli usi casalinghi.

All’inizio del diciasettesimo secolo il carbone diventa il vero e proprio componente energetico volano di un primo gradiente evolutivo: la nascita della civiltà industriale.
Il carbone trova ottima applicazione anche nel funzionamento delle prime macchine a vapore che rappresenteranno la chiave di svolta per la trasformazione delle società da economia rurale a economia di mercato. Il successivo passo ci porta allo svuotamento delle campagne: milioni di contadini in tutta Europa abbandonano la coltivazione della terra (lavoro molto pesante, ma al tempo stesso molto salutare e gratificante) per spostarsi nei grandi sobborghi industriali per lavorare come operai. Il capitalismo nasce e si evolve grazie ad una risorsa energetica allora abbondante ed a buon mercato: il carbone.
L’industria tessile per prima si fa portavoce di questo sensazionale mutamento: non si vive più per lavorare, ma si lavora per vivere. Le grandi metropoli iniziano a trasformarsi, sia dal punto di vista urbano che dal punto di vista socioeconomico: nascono i primi quartieri ghetti e nasce la lotta di classe.

Il carbone consente di riscaldare le abitazioni (un tempo sempre molto fredde), consente di far funzionare fucine e macchine a vapore per tenere in movimento telai, motori e rotative.
L’uomo non si alza più quando canta il gallo all’alba, ma con la sirena delle fabbriche che lo sveglia per ricordagli che tra poco inizia il turno di lavoro.
Si è abbandonato una vita incontaminata a stretto contatto con la natura, per scegliere di passare la propria vita dentro uno stabilimento industriale, al buio, in mezzo alla confusione di macchine e rumori di ogni sorta. Già allora, città come Londra apparivano all’occhio del viandante forestiero, città invivibili, corrotte dai costumi, dall’alcol, dalla prostituzione e dall’inquinamento.
Nel frattempo i giacimenti di carbone smettono di essere convenienti in quanto il carbone in superficie si era esaurito ed era necessario iniziare ad estrarlo: nascono le prime miniere di carbone.
La risorsa energetica che ha consentito quanto abbiamo esposto finora comincia tuttavia a diventare costosa: qualcuno in America si accorge che si può ottenere altrettanta energia dalla sfruttamento di un liquido nero, che sembra carbone liquefatto. Inizia l’era del petrolio.
In un primo tempo viene utilizzato per illuminare le strade nelle grandi città metropolitane. Alla fine del 1800 in città come Francoforte, Parigi e Londra vi erano milioni di cavalli che venivano utilizzati per trascinare carrozze, diligenze, carri merci e via così. Mantenere un cavallo era costoso, pochi se lo potevano permettere, inoltre ognicavallo sporcava abbondantemente con le sue naturali deiezioni. Qualche decina di migliaia di cavalli in città come New York o Londra possono creare un vero e proprio problema per l’igiene e la salute pubblica.
Si intuisce l’importanza di poter spostare uomini e merci velocemente ed a costi ragionevoli: dal petrolio nascono moltissimi derivati, gli idrocarburi ed i composti sintetici.

Nasce l’era dell’industria per eccellenza, quella dell’automobile ed al suo fianco quella della petrolchimica: vengono inventati materiali assolutamente rivoluzionari, poco costosi ed indistruttibili, come il nyoln. Siamo nella seconda metà del secolo appena passato.
L’era della petrolchimica apre le porte ad una seconda rivoluzione industriale: quella dei personal computer che consentiranno in meno di vent’anni di sostituire l’uomo in molteplici mansioni di routine.
Ma il contributo maggiore che ha dato il petrolio all’evoluzione umana non lo troviamo nell’industria automobilistica, quanto in quella agroalimentare.
Tanto per iniziare in meno di 100 anni la fertilità e produttività dei terreni è spaventosamente aumentata di circa il 5 % all’anno, proprio di pari passo all’aumento dell’offerta petrolifera.
Per farvi un esempio lampante un secolo fa, da un ettaro coltivato a mais si ottenevano circa 20 quintali per ettaro, oggi si arriva ad oltre 120 quintali (stranamente nello stesso tempo la popolazione umana è passata da un milardo agli oltre sei attuali) !
Questo strepitoso aumento di disponibilità alimentare al pari della superficie coltivata è stato possibile solo grazie al greggio ed a tutte le sue invenzioni collegate: i trattori, le mietitrebbiatrici, le pompe di irrigazione, i fertilizzanti sintetici ed i pesticidi, che per quanto possano essere denigrati, hanno consentito di soddisfare il fabbisogno alimentare della civiltà umana, man mano che questa cresceva esponenzialmente.
E perché cresceva così tanto la popolazione mondiale ? Per diretta conseguenza del cambiamento di vita sia alimentare che salutare: in quanto abbiamo avuto la possibilità di nutrirci con una varietà e ricchezza ed abbondanza alimentare che nessun’altra generazione prima di noi ha potuto avere. Questo ha consentito all’organismo di essere più forte contro gli attacchi esterni e di procreare con una progressione esponenziale impensabile fino a qualche secolo fa.
Grazie al petrolio abbiamo potuto avere le coltivazioni intensive che a cascata alimentano gli allevamenti intensivi di bestiame (bovini, suini ed ovini). Pensate a quante volte mangiate carne durante il giorno: fino a 70 anni fa la carne si mangiava una volta ogni 15 giorni, in occasioni di feste e ricorrenze popolari.
Senza greggio questa catena alimentare (artificialmente sovralimentata) non potrebbe continuare a sostenersi, in quanto non potremmo avere raccolti abbondanti per alimentare la crescita, l’ingrasso ed il riciclo degli animali di allevamento.
Non dimentichiamo inoltre il prolungamento della vita media provocato dalla capillare diffusione e produzione di farmaci da banco (pensiamo solo alla volgare aspirina o al paracetamolo).
Capite quindi da questo sintetico excursus storico come sia assolutamente fuori luogo pensare di poter sostituire una risorsa che ci ha trasformato e ha trasformato le nostre vite.

Non mi devo chiedere se in futuro ci sarà benzina per mettere in moto il mio suv, quanto piuttosto se il supermercato sotto casa verrà rifornito di ortaggi e alimenti preconfezionati, oppure se alcune aree metropolitane troveranno i mezzi per sostenersi dal punto di vista alimentare.
Le fonti di energia alternativa, anche se sono energie derivative, non risolveranno MAI totalmente e PER TUTTI i problemi e le difficoltà a cui stiamo andando incontro.
In futuro l’energia, specialmente quella elettrica, ci sarà ancora, ma non per tutti e soprattutto non ai prezzi che conosciamo ora. Avrà una erogazione a singhiozzo, con periodi molto frequenti di blackout: ma questo solo per chi sarà molto ricco. Per gli altri si ritornerà indietro: molto indietro, la candela sarà già un lusso. Se qualcuno sta pensando ai pannelli solari, è meglio che se li scordi: non si potrà mai avere pannelli fotovoltaici per tutti. E perché ? Perché per fabbricarli, assemblarsi e trasportarli occorre petrolio, proprio quello che dovrebbero sostituire in toto !
Un pannello fotovoltaici è costituito di svariati elementi minerali: silicio, rame, cadmio, indio, gallio. Solo per estrarre una tonnellata di rame servono 8 barili di petrolio ! Spero non penserete di spostare un trattore John Deere del peso di 10 tonnellate con i pannelli fotovoltaici sul tetto della cabina di pilotaggio !
E i fertilizzanti ed i pesticidi con che cosa li sostituite ? Gli aerei e le navi traghetto con cosa li spostate ? Con l’idrogeno ?

Una delle più grandi bugie che vi hanno raccontato sulla circolazione delle automobili è che i carburanti come la benzina ed il gasolio verranno sostituiti dalle cosi dette celle a idrogeno.
Per chi non lo sapesse, sono una sorta di pila a vita eterna che produce energia elettrica dalla catalisi dell’idrogeno. Celle a combustibile ce ne saranno in futuro: alcuni milioni, forse.
Ma di certo non li avrete voi, ma solo come ho detto prima, le persone più ricche, proprio come avveniva 70 anni fa quando l’automobile era un lusso per pochi.

La nostra specie si è straordinariamente trasformata in meno di 100 anni, cambiando abitudini, stili di vita e regime alimentare. Sempre in questo lasso di tempo è esponenzialmente proliferata passando da un miliardo di persone a oltre i sei: tutto questo è stato possibile grazie ad un impareggiabile prodotto, il petrolio, che adesso sta iniziando a diminuire nella sua disponibilità.
Come uno stupido sciame di locuste abbiamo depredato la terra di questo bene, riproducendoci senza limiti e consumandolo per ogni insensato uso (pensiamo ai suv).
Le conseguenze saranno senza precedenti storici, perché con NULLA è possibile sostituire quello che ha fatto per noi e per il nostro stile di vita questo straordinario prodotto del nostro pianeta.

Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html
www.youtube.com/eugeniobenetazzo
13.07.07

VEDI ANCHE: CON STIMA E SIMPATIA – RISPOSTA A BENETAZZO

Pubblicato da Davide

  • sollazzo

    Sicuramente sarà trovata una fonte di energia alternativa al petrolio, intendo quella per alimentare i John Deere ed i condizionatori, anche più economica e disponibile della prima, basti pensare che galleggiamo su una palla di fuoco di migliaia di gradi.
    M il problema per la specie umana sulla Terra, secondo ciò che vedo tutti i giorni, non è quello dell’esaurimento dell’energia, grandezza fisica strettamente legata alla materia (vedi Einstein)
    ma alla distruzione del brodo bioecologico in cui vive la specie umana, dovuto al conflitto perenne ed innato tra gli individui, le classi sociali, le famiglie, le nazioni, le regioni i condomini etc.

  • B4f10

    E’ vero, per costruire un pannello fotovolotaico, oggi, serve petrolio.
    Il punto è che questo avviene solo perché il petrolo, oggi, è la maggior fonte di energia. Quando la maggior parte dell’energia verrà prodotta tramite fonti di energia rinnovabili, più che semplicemente “alternative”, per costruire pannelli fotovoltaici probabilmente non servirà petrolio.

    Nessuno pensa che un trattore possa funzionare solo con l’ausilio di un pannello fotovoltaico, che però possano funzionare ad elettricità è fuor di ogni dubbio: è solo una questione di dove immagazinarla, quest’elettricità. La tecnologia delle batterie sta avanzando sempre di più, già oggi è possibile costruire automobili sportive con prestazioni paragonabili ad una Ferrari [www.teslamotors.com]… totalmente elettriche.

    E l’idrogeno… Dio, l’idrogeno! Proprio su quello che è il punto dolente di tutta la campagna di marketing relativa alle fonti di energia alternative, signor Benetazzo, lei quasi sorvola, bollandolo semplicemente come “una cosa da ricchi”. Peccato che manchi di far notare – ma forse proprio non lo sa – che l’idrogeno non è una fonte di energia alternativa. Anzi, non è proprio una fonte di energia: è solo un vettore, alla stregua di una batteria a ioni di litio. L’idrogeno va prodotto, e produrlo richiede energia, richiede il petrolio, o richiede pannelli fotovoltaici, o pale eoliche… L’idrogeno è solo un modo di immagazzinare energia, l’energia che è servita per scinderlo dall’acqua o dal metano, energia che invece potrebbe essere conservata in maniera più efficiente da… delle semplici batterie.

    Perché un economia basata sull’idrogeno non ha alcun senso: http://www.physorg.com/news85074285.html [www.physorg.com]

  • Alexis

    Beh, di dati ce ne sono in questo articolo, per esempio quello sulla produttività del suolo o sulla copertura boschiva in Europa nel ‘600.
    C’è una cosa però che non capisco. Questo articolo s’intitola “La farsa delle energie alternative” allora mi chiedo, perchè non c’è un solo dato ad avvalorare tale tesi? Al limite un dato lo si trova sempre e se proprio non lo si trova lo si inventa come è abituata a fare la politica italiana d’oggi. Mi sono chiesto perchè non vi fosse uno straccio di dato o uno straccio di studio che avvalori tale tesi. Spulciando qua e la in internet ho capito perchè. Le notizie di questo articolo sono tendenziose e fondamentalmente non corrispondenti alla realtà. Per quanto riguarda l’idrogeno è sì vero che è molto dispendioso tale tecnica di celle a combustibile ma è altrettanto vero che quando sarà disponibile non ce ne sarà bisogno.
    Ma veniamo ai fatti. E’ totalmente fuorviante la provocazione del “pannello solare per spostare un trattore da 10 ton” perchè non sarà mai così. Nell’auto a gpl cos’hai nel serbatoio? I batteri metanogeni che producono gas? E nell’auto a benzina cos’hai, una sezione geologica da cui estrarre petrolio? NO. Semplicemente così come oggi si fa il pieno di gas e benzina dal distributore così domani faremo il pieno di elettricità da casa. Non mi pare un’idea così assurda. E’ di ieri la notizia al TG1 che e in vendita uno scooter made in USA il cui “pieno” di elettricità dura 100km e costa 50 cent di Euro.
    “In futuro l’energia, specialmente quella elettrica, ci sarà ancora, ma non per tutti e soprattutto non ai prezzi che conosciamo ora.Avrà una erogazione a singhiozzo, con periodi molto frequenti di blackout: ma questo solo per chi sarà molto ricco.” Mi sembra di ascoltare i crollisti tedeschi del primo novecento sentendo questa frase che…è ovviamente falsa come le teorie crolliste. Già oggi ci sono i mezzi per essere totalmente indipendenti dalle fonti fossili ovvero i tanto criticati pannelli solari che posti in particolari regioni della Terra posso risolvere tutti i problemi di inquinamento del nostro pianeta e inoltre produrre così tanta energia da farne crollare il prezzo, vedere aricolo –> (http://www.criticamente.it/Article3244.html). Come ho già dimostrato non serve petrolio per assemblarli e trasportarli nel luogo di utilizzo.”Solo per estrarre una tonnellata di rame servono 8 barili di petrolio!” No, servono 8 barili di petrolio equivalenti ovvero l’energia elettrica che corrisponde a quella potenziale di 8 barili di petrolio. Per tutte queste inesattezze e questi dogmatismi non dimostrati tale articolo mi è sembrato una vera e proprio assurdità. Per fortuna che ha avuto una valanga di voti sul 4-5 (non si sa perchè) così chi ha scritto questo articolo si consolerà.

  • fefochip

    carino l’axcursus delle fonti di energia ma fondamentalmente un po inutile.
    sarebbe il caso di fare qualche conto ma mi allinerei in maniera sostanziale comunque con l’idea che le fonti RINNOVABILI (non alternative) sono comunque dipendenti in parte o in tutto attulamente dal petrolio e non possono coprire in toto il fabbisogno mondiale di energia .
    però c’è un però.
    vivere in maniera ecologicamente sostenibile e non distruttiva su questo pianeta sfugge spesso a qualcuno è un concetto legato a equilibri delicati e vari come un ecosistema .
    quindi benvengano le energie provenienti dal acqua aria terra e sole .
    non è detto che se non riusciremo a sostenere in futuro l’uso dei suv o la folle politica economica americana sarà un male ….
    mi pare OVVIO che bisognerà limitari gli sprechi e distribuire diversamente l’energia …ma questo non mi sembra un male …anzi si ridurra sicuramente l’impatto sull’ambiente .
    poi che pensare di sostituire oggi tutto il petrolio con le fonti citate è un pensiero detto cosi ridicolo sono d’accordo come sono d’accordo nel sottolineare la corretta visione dell’idrogeno che ai meno informati viene letta come fonte alternativa.
    forse bisognerebbe fare della ricerca seria verso la strada di tutte quelle scoperte un po bufale un po geniali sottostimate e chissà quante imboscate (per motivi facilmente immaginabili) che fanno parte della cosiddetta free energy (basta fare una ricerca su google per farsi un idea delle eventuali potenzialità) ma questo si scontra prima con i pregiudizi degli sciocchi poi con gli interessi dei potenti che non sarebbero piu tali se si scoprisse una VERA fonte alternativa.
    sono d’accordo anche con chi ha sottolineato che il grosso problema dell’uomo non è mai stato l’approviggionamento di energia ma la sua sconsiderata e distruttiva utilizzazione.

  • dav

    Invito l’autore dell’articolo a leggersi questi

    http://www.supermagnete.de/ita/elektromotor.php

    http://fondo-investimento-etico.blog.kataweb.it/

    http://fondo-investimento-etico.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2007/06/ricchi_con_la_p.html

    Tutte le volte che si parla di energie alternative arrivano subito i detrattori.
    la candela la useranno gli ignavi.
    so long

  • paop8792

    Quello che mi piace di Benettazzo è che infonde fiducia e argomenta sempre con dati inconfutabili le sue affermazioni…..si vede proprio che è un ottimista sfegatato!!!!

  • robby

    Sarebbe interessante se qualcuno magari, diffondesse informazioni sulla cosi detta Free Energy, gratis , pulita, inesauribile! Informiamoci meglio tutti!

  • dav

    Quando si parla di disinformazione!!!

    Il rame lo estraevano 11.000 anni fa e non usavano il petrolio

    http://www.lenntech.com/italiano/disinfezione-acqua/disinfettanti-ionizzazione-rame-argento.htm

    Il mondo è bello perché è pieno di “sperti” e “scienziati” alla zichichi….

  • LonanHista

    Benettazzo ha fatto un sunto troppo sommario della questione finendo per creare solo confusione e disapprovazione.

    L’argomento ha tanti di quei risvolti e sfaccettature per cui è facile cadere in contraddizione(oggi,la società industriale nata dal 17°secolo, vive solo per lavorare,per fare i soldi per il Pil,per consumare,ieri si lavorava quel tanto che bastava per vivere…non un minuto di più).

    1)Di alternative al petrolio ce ne sono talmente tante che le guerre future saranno causate dagli standard che si intendono imporre.
    Perché come la storia ci insegna, ogni civiltà,ogni impero è stato caratterizzato dal controllo di una determinata risorsa.
    L’età del ferro, del rame, del bronzo, sono state epoche condizionate da chi disponeva il controllo di questa risorsa, di questo standard.
    Ed in epoche recenti, se l’età del carbone è stata appannaggio dell’uk, l’era del petrolio ha consentito e sta consentendo(MA ANCORA PER POCO)agli usa il dominio globale.
    Forse è un caso che il primo gigante petrolifero si chiamasse “standard oil”, ma attraverso il petrolio gli usa da più di un secolo sono il vero dominus dell’economia globale, e quindi decide per noi standard di vita, pace e guerre.
    I tedeschi per esempio avevano studiato e realizzato la benzina sintetica,estratta dal carbone.Tesla ha fatto degli esperimenti che dopo 100 anni sono ancora nel cassetto.
    (anche il corpo umano è un generatore e “trasportatore”di energia).Si può solo immaginare cosa Tesla abbia realizzato, ma di certo aveva capito e scoperto che l’energia, l’elettricità è come l’acqua, la luce il sole:disponibile per tutti e a gratis.
    Gratis:QUESTA è LA PAROLA da abiurare nel vocabolario di chi decide veramente.
    RaoulGardini, manager dell’ex gruppo agroalimentare Ferruzzi negli anni 80 aveva un progetto visionario:diventare il re della chimica, metetndo insieme impianti chimici,tenute agricole,zuccherifici e stazioni di benzina(ancora esistono nei piccoli centri le insegne monteshell).
    Cosa aveva in mente Gardini? Semplice, l’affrancamento dal petrolio e far viaggiare tutti i mezzi con l’etanolo ed il bio diesel.
    Ma gardini finì prima nel tritacarne manipulite e poi (dicono) si è suicidato.

    2)Ecco il problema dell’energia, e del petrolio:lo standard.
    Nel momento in cui si avrebbe un alternativa valida al petrolio,cosa ne sarà del dollaro?Dell’economia Usa che è stata fondata sul petrolio?Vero che il petrolio lo compriamo dagli arabi(soprattutto),ma è anche vero che lo paghiamo in dollari a compagnie Usa o filo Usa, e che questi dollari tornano negli Usa sotto forma di investimenti o in cambio di forniture militari.(per fare un banale esempio).
    Ora anche gli Usa si preoccupano del calo del petrolio,del peak-oil, e vorrebbero imporre un nuovo standard:il biodiesel prodotto attraverso il mais e la soia transegenici,i cui brevetti per le sementi e gli antiparassitari sono di proprietà di ditte americane.
    Questo standard, se imposto potrebbe comportare uno stravolgimento biblico in ambito globale.Prima di tutto perché i terreni da utilizzare per produrre il biodiesel sarebbero sottratti a produzioni di carattere alimentare. Ed in secondo luogo perché i terreni hanno bisogno di essere coltivati con colture intensive intercambiabili:per esempio sullo stesso terreno non si può seminare la stessa coltura per più anni consecutivi.Le conseguenze sarebbero quelle di rendere per più stagioni il terreno improduttivo.
    Inoltre soia e mais, hanno la necessità di irrigazione.Quindi acqua,che in molte zone del mondo già scarseggia per uso alimentare.
    Per cui il grido preoccupato che FidelCastro ha espresso in una lettera di qualche mese fa è condivisibile:BUSH E GLI AMERICANI INTENDERANNO AFFAMARE IL MONDO?

    3)Appunto dipende dagli standard, da ciò che è IMPOSTO.
    Prendiamo per esempio il nostro paese.
    Abbiamo eccedenze produttive nella barbabietola da zucchero,per cui è stato imposto dall’Ue la chiusura di alcuni zuccherifici oltre naturalmente al divieto di piantare barbabietole oltre una determinata quota.
    Abbiamo eccedenze nella produzione vinicola, che fino allo scorso anno erano assorbite(per un 30%)dalla distillazione, per cui si rende necessaria l’estirpazione di qualche decina di migliaia di ettari di vigneti.
    QUESTE ECCEDENZE NON POTEVANO ESSERE USATE PER PRODURRE ETANOLO? Dato che l’Ue impone che entro il 2015-2020 un 10% dei carburanti dovranno essere di natura vegetale?
    E anche la fiat per esempio per il mercato brasiliano produce auto che viaggiano con l’etanolo!
    Forse l’etanolo prodotto con questo sistema era troppo conveniente per tutti?Per cui è meglio progettare 13 rigassificatori riinsistere col revanchismo nucleare che così a guadagnarci sono in pochi?Altrimenti le mazzette da dove escono per far fare la bella vita alla nostra classe politica e dirigente di merda!!!!
    E’ meglio che l’Eni spenda 5 miliardi di dollari per acquisire i pozzi delle sorelle americane,stra-raschiati del golfo del messico?
    Cosa che ha fatto di recente! QUANTE MAZZETTE SARANNO USCITE DA QUESTA CIFRA?
    Ma al limite le mazzette sono una debolezza umana, si possono anche giustificare.
    Quello che fa incazzare è che nel nostro paese MANCA UNA STRATEGIA APPUNTO CHE CONCERNE E RIGUARDI TUTTO IL PAESE NEL SUO INSIEME.
    Si bada solo agli interessi delle parrocchiette e delle varie merchant-GANG!

    4)Di energie derivate o alternative ne esistono a bizzeffe!
    Addirittura si svolge un campionato italiano di moto elettriche che sfrecciano anche a 150 all’ora, uguali a quelle che corrono il mondiale MotoGp.
    Mentre si fa bici in casa(quella fissa), si può generare la corrente necessaria agli usi domestici.
    Addirittura si potrebbe ottenere energia elettrica solo sfruttando la forza di gravità, senza faticare ma solo applicando banali ed elementari regole fisiche.
    Ma poi che succede al dollaro? Alle fabbriche delle armi?
    Alla vera mafia internazionale delle banche?
    Il petrolio non fa viaggiare solo le auto, ma è il carburante vitale ed essenziale del sistema capitalistico-finanziario.

    5)La vera preoccupazione della fine del petrolio sono le sue applicazioni “secondarie”:alimentari, medicinali abbigliamento utensili, anche questa tastiera è un derivato del petrolio.
    Ecco: in futuro, quale materiale si utilizzerà per queste applicazioni?
    QUINDI è ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE E NECESSARIA UNA POLITICA DI RICICLO DI TUTTI I MATERIALI CHE VENGONO SCARTATI E BUTTATI NELLE DISCARICHE O SOTTERRATI o bruciati come in campania(dove ad ardere dovrebbero essere in primo luogo gli amministratori pubblici, che spendono e spandono milioni e milioni di euro con sedi di rappresentanza faraoniche, per promuovere il turismo in campania ed al visitarore poi vengono offerte le discariche a cielo aperto nelle strade della campania).
    Ci vorrebbe una politica….appunto!
    Non l’attuale classe politica e dirigente Italiana!