LA FARSA DELLE ENERGIE ALTERNATIVE

DI EUGENIO BENETAZZO

Tanto per iniziare sappiate che non possiamo chiamarle energie alternative, ma caso mai derivative, in quanto non rappresentano assolutamente una alternativa, quanto piuttosto una fonte di energia che deriva anch’essa da un diverso utilizzo del petrolio.
Se qualcuno pensa di poter avere i pannelli fotovoltaici senza poter disporre di greggio in abbondanza ed a buon mercato, è il caso che si sintonizzi su Italia Uno per guardare i provini del Grande Fratello.

Per spiegare a tutti la reale portata dell’impatto delle energie derivative mi è necessario soffermarmi sulla evoluzione storica della civiltà umana: non vi preoccupate cercherò di essere il meno noioso possibile.
Come si è arrivati al petrolio ? Semplice: da un progressivo processo di sostituzione di una risorsa con un’altra a causa dell’esaurimento della prima e del lievitare del suo costo di approvvigionamento.

Così è successo quando si passò dal legno al carbone. Inizialmente il legno era disponibile in quantità impensabili, era abbondante ed a buon mercato: basti pensare che la copertura forestale in Europa agli inizi del 1600 era quasi del 90 %. La necessità di avere terreni da coltivare unita alla richiesta di legna per il riscaldamento provocò un lento e progressivo disboscamento in tutta Europa. Quando anche la legna cominciò a diventare molto costosa (a causa della sua diminuita abbondanza), venne individuato il carbone come un interessante sostituto: interessante perché vista l’abbondanza iniziale era decisamente poco costoso.
Il carbone era conosciuto sin dai tempi dell’impero romano, ma non veniva utilizzato perché sporcava sia quando bruciava e sia quando veniva trasportato: per questo motivo si preferiva la legna molto più rassicurante per gli usi casalinghi.

All’inizio del diciasettesimo secolo il carbone diventa il vero e proprio componente energetico volano di un primo gradiente evolutivo: la nascita della civiltà industriale.
Il carbone trova ottima applicazione anche nel funzionamento delle prime macchine a vapore che rappresenteranno la chiave di svolta per la trasformazione delle società da economia rurale a economia di mercato. Il successivo passo ci porta allo svuotamento delle campagne: milioni di contadini in tutta Europa abbandonano la coltivazione della terra (lavoro molto pesante, ma al tempo stesso molto salutare e gratificante) per spostarsi nei grandi sobborghi industriali per lavorare come operai. Il capitalismo nasce e si evolve grazie ad una risorsa energetica allora abbondante ed a buon mercato: il carbone.
L’industria tessile per prima si fa portavoce di questo sensazionale mutamento: non si vive più per lavorare, ma si lavora per vivere. Le grandi metropoli iniziano a trasformarsi, sia dal punto di vista urbano che dal punto di vista socioeconomico: nascono i primi quartieri ghetti e nasce la lotta di classe.

Il carbone consente di riscaldare le abitazioni (un tempo sempre molto fredde), consente di far funzionare fucine e macchine a vapore per tenere in movimento telai, motori e rotative.
L’uomo non si alza più quando canta il gallo all’alba, ma con la sirena delle fabbriche che lo sveglia per ricordagli che tra poco inizia il turno di lavoro.
Si è abbandonato una vita incontaminata a stretto contatto con la natura, per scegliere di passare la propria vita dentro uno stabilimento industriale, al buio, in mezzo alla confusione di macchine e rumori di ogni sorta. Già allora, città come Londra apparivano all’occhio del viandante forestiero, città invivibili, corrotte dai costumi, dall’alcol, dalla prostituzione e dall’inquinamento.
Nel frattempo i giacimenti di carbone smettono di essere convenienti in quanto il carbone in superficie si era esaurito ed era necessario iniziare ad estrarlo: nascono le prime miniere di carbone.
La risorsa energetica che ha consentito quanto abbiamo esposto finora comincia tuttavia a diventare costosa: qualcuno in America si accorge che si può ottenere altrettanta energia dalla sfruttamento di un liquido nero, che sembra carbone liquefatto. Inizia l’era del petrolio.
In un primo tempo viene utilizzato per illuminare le strade nelle grandi città metropolitane. Alla fine del 1800 in città come Francoforte, Parigi e Londra vi erano milioni di cavalli che venivano utilizzati per trascinare carrozze, diligenze, carri merci e via così. Mantenere un cavallo era costoso, pochi se lo potevano permettere, inoltre ognicavallo sporcava abbondantemente con le sue naturali deiezioni. Qualche decina di migliaia di cavalli in città come New York o Londra possono creare un vero e proprio problema per l’igiene e la salute pubblica.
Si intuisce l’importanza di poter spostare uomini e merci velocemente ed a costi ragionevoli: dal petrolio nascono moltissimi derivati, gli idrocarburi ed i composti sintetici.

Nasce l’era dell’industria per eccellenza, quella dell’automobile ed al suo fianco quella della petrolchimica: vengono inventati materiali assolutamente rivoluzionari, poco costosi ed indistruttibili, come il nyoln. Siamo nella seconda metà del secolo appena passato.
L’era della petrolchimica apre le porte ad una seconda rivoluzione industriale: quella dei personal computer che consentiranno in meno di vent’anni di sostituire l’uomo in molteplici mansioni di routine.
Ma il contributo maggiore che ha dato il petrolio all’evoluzione umana non lo troviamo nell’industria automobilistica, quanto in quella agroalimentare.
Tanto per iniziare in meno di 100 anni la fertilità e produttività dei terreni è spaventosamente aumentata di circa il 5 % all’anno, proprio di pari passo all’aumento dell’offerta petrolifera.
Per farvi un esempio lampante un secolo fa, da un ettaro coltivato a mais si ottenevano circa 20 quintali per ettaro, oggi si arriva ad oltre 120 quintali (stranamente nello stesso tempo la popolazione umana è passata da un milardo agli oltre sei attuali) !
Questo strepitoso aumento di disponibilità alimentare al pari della superficie coltivata è stato possibile solo grazie al greggio ed a tutte le sue invenzioni collegate: i trattori, le mietitrebbiatrici, le pompe di irrigazione, i fertilizzanti sintetici ed i pesticidi, che per quanto possano essere denigrati, hanno consentito di soddisfare il fabbisogno alimentare della civiltà umana, man mano che questa cresceva esponenzialmente.
E perché cresceva così tanto la popolazione mondiale ? Per diretta conseguenza del cambiamento di vita sia alimentare che salutare: in quanto abbiamo avuto la possibilità di nutrirci con una varietà e ricchezza ed abbondanza alimentare che nessun’altra generazione prima di noi ha potuto avere. Questo ha consentito all’organismo di essere più forte contro gli attacchi esterni e di procreare con una progressione esponenziale impensabile fino a qualche secolo fa.
Grazie al petrolio abbiamo potuto avere le coltivazioni intensive che a cascata alimentano gli allevamenti intensivi di bestiame (bovini, suini ed ovini). Pensate a quante volte mangiate carne durante il giorno: fino a 70 anni fa la carne si mangiava una volta ogni 15 giorni, in occasioni di feste e ricorrenze popolari.
Senza greggio questa catena alimentare (artificialmente sovralimentata) non potrebbe continuare a sostenersi, in quanto non potremmo avere raccolti abbondanti per alimentare la crescita, l’ingrasso ed il riciclo degli animali di allevamento.
Non dimentichiamo inoltre il prolungamento della vita media provocato dalla capillare diffusione e produzione di farmaci da banco (pensiamo solo alla volgare aspirina o al paracetamolo).
Capite quindi da questo sintetico excursus storico come sia assolutamente fuori luogo pensare di poter sostituire una risorsa che ci ha trasformato e ha trasformato le nostre vite.

Non mi devo chiedere se in futuro ci sarà benzina per mettere in moto il mio suv, quanto piuttosto se il supermercato sotto casa verrà rifornito di ortaggi e alimenti preconfezionati, oppure se alcune aree metropolitane troveranno i mezzi per sostenersi dal punto di vista alimentare.
Le fonti di energia alternativa, anche se sono energie derivative, non risolveranno MAI totalmente e PER TUTTI i problemi e le difficoltà a cui stiamo andando incontro.
In futuro l’energia, specialmente quella elettrica, ci sarà ancora, ma non per tutti e soprattutto non ai prezzi che conosciamo ora. Avrà una erogazione a singhiozzo, con periodi molto frequenti di blackout: ma questo solo per chi sarà molto ricco. Per gli altri si ritornerà indietro: molto indietro, la candela sarà già un lusso. Se qualcuno sta pensando ai pannelli solari, è meglio che se li scordi: non si potrà mai avere pannelli fotovoltaici per tutti. E perché ? Perché per fabbricarli, assemblarsi e trasportarli occorre petrolio, proprio quello che dovrebbero sostituire in toto !
Un pannello fotovoltaici è costituito di svariati elementi minerali: silicio, rame, cadmio, indio, gallio. Solo per estrarre una tonnellata di rame servono 8 barili di petrolio ! Spero non penserete di spostare un trattore John Deere del peso di 10 tonnellate con i pannelli fotovoltaici sul tetto della cabina di pilotaggio !
E i fertilizzanti ed i pesticidi con che cosa li sostituite ? Gli aerei e le navi traghetto con cosa li spostate ? Con l’idrogeno ?

Una delle più grandi bugie che vi hanno raccontato sulla circolazione delle automobili è che i carburanti come la benzina ed il gasolio verranno sostituiti dalle cosi dette celle a idrogeno.
Per chi non lo sapesse, sono una sorta di pila a vita eterna che produce energia elettrica dalla catalisi dell’idrogeno. Celle a combustibile ce ne saranno in futuro: alcuni milioni, forse.
Ma di certo non li avrete voi, ma solo come ho detto prima, le persone più ricche, proprio come avveniva 70 anni fa quando l’automobile era un lusso per pochi.

La nostra specie si è straordinariamente trasformata in meno di 100 anni, cambiando abitudini, stili di vita e regime alimentare. Sempre in questo lasso di tempo è esponenzialmente proliferata passando da un miliardo di persone a oltre i sei: tutto questo è stato possibile grazie ad un impareggiabile prodotto, il petrolio, che adesso sta iniziando a diminuire nella sua disponibilità.
Come uno stupido sciame di locuste abbiamo depredato la terra di questo bene, riproducendoci senza limiti e consumandolo per ogni insensato uso (pensiamo ai suv).
Le conseguenze saranno senza precedenti storici, perché con NULLA è possibile sostituire quello che ha fatto per noi e per il nostro stile di vita questo straordinario prodotto del nostro pianeta.

Eugenio Benetazzo
www.eugeniobenetazzo.com/tour.html
www.youtube.com/eugeniobenetazzo
13.07.07

VEDI ANCHE: CON STIMA E SIMPATIA – RISPOSTA A BENETAZZO

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sollazzo
sollazzo
14 Luglio 2007 , 6:25 6:25

Sicuramente sarà trovata una fonte di energia alternativa al petrolio, intendo quella per alimentare i John Deere ed i condizionatori, anche più economica e disponibile della prima, basti pensare che galleggiamo su una palla di fuoco di migliaia di gradi.
M il problema per la specie umana sulla Terra, secondo ciò che vedo tutti i giorni, non è quello dell’esaurimento dell’energia, grandezza fisica strettamente legata alla materia (vedi Einstein)
ma alla distruzione del brodo bioecologico in cui vive la specie umana, dovuto al conflitto perenne ed innato tra gli individui, le classi sociali, le famiglie, le nazioni, le regioni i condomini etc.

B4f10
B4f10
14 Luglio 2007 , 6:41 6:41

E’ vero, per costruire un pannello fotovolotaico, oggi, serve petrolio. Il punto è che questo avviene solo perché il petrolo, oggi, è la maggior fonte di energia. Quando la maggior parte dell’energia verrà prodotta tramite fonti di energia rinnovabili, più che semplicemente “alternative”, per costruire pannelli fotovoltaici probabilmente non servirà petrolio. Nessuno pensa che un trattore possa funzionare solo con l’ausilio di un pannello fotovoltaico, che però possano funzionare ad elettricità è fuor di ogni dubbio: è solo una questione di dove immagazinarla, quest’elettricità. La tecnologia delle batterie sta avanzando sempre di più, già oggi è possibile costruire automobili sportive con prestazioni paragonabili ad una Ferrari [www.teslamotors.com]… totalmente elettriche. E l’idrogeno… Dio, l’idrogeno! Proprio su quello che è il punto dolente di tutta la campagna di marketing relativa alle fonti di energia alternative, signor Benetazzo, lei quasi sorvola, bollandolo semplicemente come “una cosa da ricchi”. Peccato che manchi di far notare – ma forse proprio non lo sa – che l’idrogeno non è una fonte di energia alternativa. Anzi, non è proprio una fonte di energia: è solo un vettore, alla stregua di una batteria a ioni di litio. L’idrogeno va prodotto, e produrlo richiede energia, richiede il petrolio, o… Leggi tutto »

Alexis
Alexis
14 Luglio 2007 , 7:12 7:12

Beh, di dati ce ne sono in questo articolo, per esempio quello sulla produttività del suolo o sulla copertura boschiva in Europa nel ‘600. C’è una cosa però che non capisco. Questo articolo s’intitola “La farsa delle energie alternative” allora mi chiedo, perchè non c’è un solo dato ad avvalorare tale tesi? Al limite un dato lo si trova sempre e se proprio non lo si trova lo si inventa come è abituata a fare la politica italiana d’oggi. Mi sono chiesto perchè non vi fosse uno straccio di dato o uno straccio di studio che avvalori tale tesi. Spulciando qua e la in internet ho capito perchè. Le notizie di questo articolo sono tendenziose e fondamentalmente non corrispondenti alla realtà. Per quanto riguarda l’idrogeno è sì vero che è molto dispendioso tale tecnica di celle a combustibile ma è altrettanto vero che quando sarà disponibile non ce ne sarà bisogno. Ma veniamo ai fatti. E’ totalmente fuorviante la provocazione del “pannello solare per spostare un trattore da 10 ton” perchè non sarà mai così. Nell’auto a gpl cos’hai nel serbatoio? I batteri metanogeni che producono gas? E nell’auto a benzina cos’hai, una sezione geologica da cui estrarre petrolio? NO.… Leggi tutto »

fefochip
fefochip
14 Luglio 2007 , 7:43 7:43

carino l’axcursus delle fonti di energia ma fondamentalmente un po inutile. sarebbe il caso di fare qualche conto ma mi allinerei in maniera sostanziale comunque con l’idea che le fonti RINNOVABILI (non alternative) sono comunque dipendenti in parte o in tutto attulamente dal petrolio e non possono coprire in toto il fabbisogno mondiale di energia . però c’è un però. vivere in maniera ecologicamente sostenibile e non distruttiva su questo pianeta sfugge spesso a qualcuno è un concetto legato a equilibri delicati e vari come un ecosistema . quindi benvengano le energie provenienti dal acqua aria terra e sole . non è detto che se non riusciremo a sostenere in futuro l’uso dei suv o la folle politica economica americana sarà un male …. mi pare OVVIO che bisognerà limitari gli sprechi e distribuire diversamente l’energia …ma questo non mi sembra un male …anzi si ridurra sicuramente l’impatto sull’ambiente . poi che pensare di sostituire oggi tutto il petrolio con le fonti citate è un pensiero detto cosi ridicolo sono d’accordo come sono d’accordo nel sottolineare la corretta visione dell’idrogeno che ai meno informati viene letta come fonte alternativa. forse bisognerebbe fare della ricerca seria verso la strada di tutte… Leggi tutto »

dav
dav
14 Luglio 2007 , 13:47 13:47

Invito l’autore dell’articolo a leggersi questi

http://www.supermagnete.de/ita/elektromotor.php

http://fondo-investimento-etico.blog.kataweb.it/

http://fondo-investimento-etico.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2007/06/ricchi_con_la_p.html

Tutte le volte che si parla di energie alternative arrivano subito i detrattori.
la candela la useranno gli ignavi.
so long

paop8792
paop8792
14 Luglio 2007 , 15:47 15:47

Quello che mi piace di Benettazzo è che infonde fiducia e argomenta sempre con dati inconfutabili le sue affermazioni…..si vede proprio che è un ottimista sfegatato!!!!

robby
robby
15 Luglio 2007 , 0:59 0:59

Sarebbe interessante se qualcuno magari, diffondesse informazioni sulla cosi detta Free Energy, gratis , pulita, inesauribile! Informiamoci meglio tutti!

dav
dav
15 Luglio 2007 , 5:36 5:36

Quando si parla di disinformazione!!!

Il rame lo estraevano 11.000 anni fa e non usavano il petrolio

http://www.lenntech.com/italiano/disinfezione-acqua/disinfettanti-ionizzazione-rame-argento.htm

Il mondo è bello perché è pieno di “sperti” e “scienziati” alla zichichi….

LonanHista
LonanHista
15 Luglio 2007 , 17:16 17:16

Benettazzo ha fatto un sunto troppo sommario della questione finendo per creare solo confusione e disapprovazione. L’argomento ha tanti di quei risvolti e sfaccettature per cui è facile cadere in contraddizione(oggi,la società industriale nata dal 17°secolo, vive solo per lavorare,per fare i soldi per il Pil,per consumare,ieri si lavorava quel tanto che bastava per vivere…non un minuto di più). 1)Di alternative al petrolio ce ne sono talmente tante che le guerre future saranno causate dagli standard che si intendono imporre. Perché come la storia ci insegna, ogni civiltà,ogni impero è stato caratterizzato dal controllo di una determinata risorsa. L’età del ferro, del rame, del bronzo, sono state epoche condizionate da chi disponeva il controllo di questa risorsa, di questo standard. Ed in epoche recenti, se l’età del carbone è stata appannaggio dell’uk, l’era del petrolio ha consentito e sta consentendo(MA ANCORA PER POCO)agli usa il dominio globale. Forse è un caso che il primo gigante petrolifero si chiamasse “standard oil”, ma attraverso il petrolio gli usa da più di un secolo sono il vero dominus dell’economia globale, e quindi decide per noi standard di vita, pace e guerre. I tedeschi per esempio avevano studiato e realizzato la benzina sintetica,estratta dal… Leggi tutto »