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LA DITTATURA TRAVESTITA DA DEMOCRAZIA

DI MASSIMO FINI
antefatto.ilcannocchiale.it

Io credo che la dittatura vera e propria, la dittatura “propriamente detta” per usare un ironico sberleffo di Mino Maccari (“i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”) sia meglio della dittatura mascherata da democrazia che è quella che stiamo vivendo soprattutto da quando Berlusconi è “sceso in campo” ma anche da prima, diciamo dalla metà degli anni Settanta, quando la partitocrazia consociata a difesa dei propri privilegi, intrallazzi, clientelismi, ruberie, formava un unico blocco di potere. La dittatura vera e propria è meno subdola. Perlomeno ha il vantaggio di rendere le cose chiare. Da una parte ci sono gli oppressori, dall’altra gli oppressi che, se pensiamo al fascismo, vengono emarginati, mandati al confino, costretti all’esilio.La dittatura sotto le vesti della democrazia è invece una cosa melmosa, molle, melliflua, confusa dove gli oppressori possono mascherarsi da vittime (si pensi alla manifestazione del governo in piazza San Giovanni) e gli oppressi passare per oppressori.

È facilissimo cambiare le carte in tavola. Tutti possono dirsi vittime di qualcuno o qualcosa e guadagnarsi, al momento opportuno, qualche medaglia “antifascista”. Naturalmente qui nessuno ti manda al confino o in esilio (ci va chi ha i soldi per permettersi di togliersi da questo infame paese, come Milva che ha deciso di vivere in Germania). L’emarginazione è lenta, soft, alle volte addirittura ammiccante e sorridente, ma inesorabile e comunque non può essere provata. Allo stesso modo vengono chiusi, a poco a poco, tutti gli spazi di libertà. Sempre però sotto le forme delle leggi democratiche. E quindi è difficilissimo difendersi. La dittatura vera e propria forma anche un’opposizione altrettanto dura. La classe politica uscita dalla lotta antifascista e, per la verità, da quell’evento fondante che è la guerra, non ha nulla a che vedere con la nostra attuale opposizione, molliccia, inconcludente, timorosa, indecisa a tutto, che abbiamo ora. La dittatura forgia i caratteri degli oppositori.

Nella dittatura “propriamente detta” si può poi almeno sperare di abbattere il tiranno col proprio fucilino a tappo. È lecito uccidere il tiranno. È un argomento posto per la prima volta da Seneca e che nel dibattito che si è sviluppato lungo i secoli è stato risolto in senso eticamente affermativo. Nella dittatura mascherata da democrazia questo non è eticamente accettabile, apparirebbe, e sarebbe, un assassinio. E allora come ci si libera del tiranno in una dittatura mascherata da democrazia? Come ci si libera, per parlare delle cose nostre, di Silvio Berlusconi? Non con le leggi perché costui ha ormai acquisito un potere tale da poterle distorcere tutte a suo favore. Sempre nella forma dell’apparente legalità democratica. Con Berlusconi siamo retrocessi al di là del “monarca costituzionale” che doveva rispettare almeno le leggi che egli stesso aveva emanato e che non poteva cambiare a piacer suo. Io credo che l’unica via pacifica percorribile da parte di quel che resta dell’opposizione parlamentare, e sempre che ne avesse le palle e non fosse connivente, sia l’Aventino. Dice: ma l’Aventino spianò definitivamente la strada al fascismo. Vero. Ma intanto rese palese una dittatura che era già nei fatti se non nella forma. Ma, soprattutto, oggi la situazione è molto diversa da quella del 1926. L’Italia fa parte dell’Unione europea e che in un paese dell’Unione l’opposizione si ritiri dal Parlamento sarebbe un fatto così clamoroso e sconvolgente da attirare finalmente l’attenzione dell’Europa sulla situazione italiana.

Perché l’Italia non ha più i requisiti democratici per rimanere in Europa. Basterebbe il colossale conflitto di interessi accumulato da Berlusconi per porla fuori da ogni regola. Basterebbe il fatto che quest’uomo, gravemente pregiudicato con la giustizia, si appresta a varare una riforma della giustizia il cui unico scopo è di eliminarla, almeno per sé e il suo direttorio. Del resto per quello che lo riguarda personalmente, dopo infiniti tentativi che hanno scardinato la legge penale italiana, c’è già riuscito col legittimo impedimento. L’Europa ha usato il pugno duro con l’austriaco Haider, e per molto meno, non si vede perché non si possa, né si debba, farlo con l’onorevole Berlusconi che in Italia è riuscito a delegittimare di volta in volta tre presidenti della Repubblica, il Parlamento, la presidenza del Consiglio (quando non c’era lui, naturalmente), la magistratura ordinaria, penale e civile, la Corte costituzionale, la Corte di cassazione, la Corte dei conti, le Authority e, da ultimo, persino il Tar. Tuttavia io non credo che a spazzar via il tiranno in forma democratica saranno né l’Europa né quella mucillagine chiamata opposizione. Berlusconi finirà per autocombustione. Il suo delirio di onnipotenza, che ha da tempo perso tutti i freni inibitori, lo porterà, prima o poi, a compiere un atto così clamoroso e incontrovertibile da richiedere l’intervento della forza pubblica. Non per motivi penali, ma mentali.

Massimo Fini
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it

Da il Fatto Quotidiano del 26 marzo

Pubblicato da Davide

  • TizianoS

    Io credo invece che la realtà sia meno complessa di quanto la presenta Massimo Fini.

    Per me Berlusconi è come un industriale delle mie parti, che conoscevo abbastanza bene, il quale ambiva al laticlavio senatoriale (e lo ottenne), solo per ambizione e per completare il suo “pedigree” di successi, senza peraltro fare nulla di notevole; qualche anno fà morì, e nessuno si ricorda più di lui.

  • Rossa_primavera

    Insomma secondo il bravo Massimo Fini il berlusconismo puo’ finire solo
    tramite un gesto clamoroso dell’opposizione o tramite ricovero coatto
    del cavaliere in apposito istituto di igiene mentale:e se finisse invece nel piu’ classico e democratico dei modi,cioe’ sotto il peso di una clamorosa
    sconfitta elettorale?Se lei nota,signor Fini,non si trova mai nessuno che
    voti pdl,lo stesso accadeva per la vecchia dc,poi ad ogni tornata elettorale il partito del Berlusca risulta essere sempre quello di maggioranza relativa.Non le sorge dunque il sospetto che forse a molti
    italiani l’attuale situazione stia bene solo che magari non hanno il coraggio di ammetterlo?Non le sorge il sospetto che Berlusconi rappresenti meglio di tutti l’italiano medio coi suoi pochi pregi e i suoi
    innumerevoli difetti?Non le sorge il sospetto che in fondo un popolo(e gia’ a chiamare popolo quello italiano ci vuole coraggio,siamo piu’ un’espressione geografica come diceva Metternich,l’Italia come nazione e’ praticamente inesistente)mediocre si merita un leader altrettanto
    mediocre che sia il suo specchio?In fondo un popolo che accetta supinamente una dittatura forse se la merita.

  • Cornelia

    Fini, l’opposizione è complice. E’ solo per questo che il Berlusca dura da 15 anni, che ti credi?

  • Rossa_primavera

    Fantastica ls frase”I fascisti si dividono in due categorie,i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”.Solo Massimo Fini sa essere cosi’
    sagace.

  • anonimomatremendo

    Non viviamo forse nella societá dell immagine? A nessuno viene in mente che Berlusconi viene votato non perché sia chissá chi ,ma perché gli altri fanno troppo cagare?Quelli che votano Berlusconi forse lo fanno nel disperato tentativo di umanizzare quel meccanismo spersonalizzante e livellante che é la democrazia.Insomma,Berlusconi ,per quanto sia da culo,una faccia ce l´ha.Mentre i rappresentati di sinistra sono semplici funzionari intercambiabili dove uno vale l altro.Berlusconi no,non é intercambiabile,é unico,e questo lo fa sembrare piú umano,a differenza dei suoi concorenti politici intercambiabili come le ricariche dei telefonini.Tra zombie e pagliacci normale che si preferisca i secondi,almeno che…

  • fusillo

    Parlare del deputato in oggetto è un esercizio abbastanza triste.
    Diciamo semplicemente che sarà, come la storia insegna, lui stesso la causa della sua fine: per autocombustione, come dice Fini.
    Le cose sono sotto gli occhi di chi vuol vedere e che ha il coraggio di ammettere.
    Nel nostro paese la cultura è diventato un fattore accessorio.
    In particolare 30 anni di televisione commerciale hanno creato più danni di 2000 anni di vaticano.
    Ricordo interviste di Pasolini dove appunto parlava del mezzo televisivo e delle nefandezze introdotte dal consumismo pubblicitario.
    Alcuni potrebbero obiettare che lo stesso sistema vige in tanti paesi.
    Questo è il punto.
    Non solo il sistema è malato, bensì è imitato.
    Negli ultimi periodi, in giro per il globo, si stanno aggregando proseliti del nostro “deputato”.
    La scuola ha fornito degli spunti e delle riflessioni:
    “incredibile! un paese come l’ Italia con 27 secoli di storia, Leonardo, il diritto, il senato romano, vittima di un personaggio del genere?
    Proviamoci anche noi!”.
    Così è nato un format.
    Altro che “la fattoria”, “il grande fratello” etc….
    Come sostengo da anni l’ Europa è finita!
    Noi, europei, nel bene e nel male, per secoli, siamo stati il motore del pianeta: filosofia, arte, scienza, modelli sociali, visioni alternative e anche guerre, totalitarismi, reazionari e rivoluzionari.
    Oggi siamo inesorabilmente spenti.
    Lo conferma anche Fini con l’ esempio su Haider.
    In definitiva, secondo me in Europa e in particolare in Italia, c’è sempre meno gente che dice quello che pensa….. e questo rappresenta l’ anticamera dell’ oblio.
    Come diceva Esopo qualche tempo fa:” l’ abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose”.
    Il pensiero fa la differenza e il coraggio di reagire ne è la prova dell’ esistenza.

  • alvit

    “,,,,,L’Europa ha usato il pugno duro con l’austriaco Haider, e per molto meno, non si vede perché non si possa, né si debba, farlo con l’onorevole Berluscon…..”

    Ma Haider mica aveva l’ Imprimatur della Knesset 🙂 E si e’ visto la fine che ha fatto 🙁

  • vic

    Oggi siamo volati in una sala parto d’avanguardia. Speriamo di poter assistere alla nascita della futura generazione. La sala e’ zeppa di addetti, tutti col burqa bianco oppure verde. Alcuni hanno un burqa zebrato. C’e’ anche un rinomato ostetrico retro’.

    V (un po’ intimorito): Scusi come mai sul lettino da parto c’e’ un uomo?
    Aiuto Levatrice: Psst, parli piano, devono concentrarsi. Non e’ un uomo ma un superuomo.
    V: Oh, corbezzoli! La partoriente non reclama che le porta via il posto?
    AL: Psst, la partoriente e’ lui, il superuomo. Sta dando alla luce la nuova generazione.
    V: Mi scusi, non ci capisco un gran che in parti moderni.
    AL: Psst, e’ una prima mondiale. Quelli in burqa zebrato sono giornalisti, domani riferiranno l’avvenimento ad un mondo esterefatto.
    V: S’avvicina l’ostetrico retro’ (sopra il burqa verde indossa una mascherina e sopra la mascherina un naso da clown). Ha l’aria molto seria, chi e’?
    AL: Legga, sul burqa c’e’ scritto il nome.
    V: prof. Aristofane Luttazzi! Lapeppa, e’ il piu’ noto ostetrico anale del globo terracqueo!
    AL (s’infila dei guanti da giardiniere): Mi scusi ma dovro’ dargli una mano.
    V: Prego, faccia pure. intanto osservo.
    prof. Aristofane L: Forza superuomo, si metta in posizione.
    Superuomo: (Si mette in posizione)
    prof. Aristofane L: Ecco cosi’, perfetto. Vedra’ che andra’ tutto bene.
    Superuomo (fiducioso e speranzoso): Io faccio solo cose ben fatte.
    prof. Aristofane L: (palpeggia il superuomo, controlla l’elasticita’ dei tessuti) Bene.
    Superuomo: Sono un po’ nervoso, e’ la fase uno questa?
    prof. Aristofane L: Non si preoccupi. (ausculta i movimenti fetali) Quasi ci siamo.
    AL: Fase due. Stringa i denti, resista, puo’ anche gemere se vuole.
    Superuomo (perde le acque): O mamma , mamma!
    prof. Aristofane l: Ci siamo, fase due fase due. Prepari il forcipe.
    AL: Forcipe.
    Superuomo (geme): Spingo?
    prof. Aristofane L: Si rilassi, sta uscendo da solo. Oh ecco la testa.
    AL: Che bella testolina, la predno io prof.
    prof. Aristofane L: Piano, fai piano.
    AL (impegnata al massimo): Viene viene, com’e’ carino!
    Superuomo: Anch’io sono carino.
    prof. Aristofane L: Fra un attimo fase tre.
    AL (tiene ormai il pargoletto fra le braccia): Ma come sei bello e forte!
    Superuomo (soddisfattissimo): lo so, lo so!
    prof. Aristofane L: Fase tre, si compiaccia.
    Superuomo: Mi compiaccio.
    AL (mi mostra il pargoletto) Non e’ un gioiello?
    V: Forse e’ meglio dargli una lavatina.
    prof. Aristofane L (severo): I panni sporchi si lavano in casa.
    burqa strisciati (fra loro): (mormorii e sussurri)
    prof. Aristofane L (professorale): Egregi signori, avete potuto assistere in prima mondiale alla nascita della nuova generazione. Complimenti Papino, passera’ alla storia.
    Superuomo (soddisfatto): Sono io la storia.

    Tranquilli, ci pensera’ il pargoletto Papetto Jr. a risolvere tutti i vostri problemi.

  • oriundo2006

    Perchè la dittatura odierna è sopratutto dittatura mentale, sulla psiche degli individui, non sui loro corpi, come era in prevalenza in precedenza. Oggi il controllo non passa più ( solo ) attraverso il dominio sugli atti, comportamenti, gesti ecc.: sono già tutti simili se non uguali. Oggi il dominio si esercita sulle menti, sulle idee, sulla parte sinora intangibile della persona, resa maschera a se stessa dal dominio ideologico e mediatico. Meglio prima? Forse era più facile, avendo a disposizione un sebatoio di energie interiori con cui far fronte al mondo esterno odiato…Oggi non più, se non con uno sforzo cui la maggioranza non sembra attualemente capace. La fine, come avverrà? E’ già la fine…

  • Peperoncino

    Il tuo commento è condivisibile per quel che che riguarda i fini di Berlusconi e la fine che farà, ma d’altro lato Fini ha ragione quando dice che stiamo ritornando al feudalesimo. Ci stiamo andando dritti dritti senza che la classe politica mediocre che lo sta imponendo abbia la coscienza storica di ciò che fa.

  • nautilus55

    Addirittura, il “format” viene imitato per presentare candidati editori o proprietari TV, come in Cile dove, guarda a caso, ha vinto.

  • illupodeicieli

    Il punto è che il problema, per l’Italia, non è solo Berlusconi o il Pdl, ma anche l’assenza di opposizione che è rafforzata dall’insoddisfazione della maggior parte dei cittadini/sudditi. Ciò fa in modo che molti individui sono già scarichi, senza idee, o comunque convinti di non poter fare nulla di valido oltre al fatto che ,dati i tempi, occorre pensare a unire il pranzo con la cena. Perciò non dico che non sarebbe una cosa buona che finisse questo periodo buio, ma non certo auspico un ritorno dei vari Treu, Padoa Schioppa o Visco, ossia persone che hanno come obiettivo il medesimo di Berlusconi, cioè restare al governo del paese, con l’aggiunta di vessare le piccole e medie imprese. Oltre le Alpi parlano di noi, se devo prendere per buone le barzellette sul nostro conto, e quindi immagino che ci sia qualcosa come Donchisciotte ove, una tantum, compaia qualche articolo sulla situazione politica nostrana:sarei curioso di leggerne i commenti. Se poi come sostengono alcuni la salvezza può venire solo da trentenni o giù di lì, mi dispiace avere quasi 50 anni ma una mano la darò volentieri.

  • TizianoS

    Sono d’accordo, ma di questa situazione Berlusconi non è molto più responsabile di tutti i suoi avversari.

  • Ricky

    Andiamo, Fini, ma dove vivi? Per cacciare B. e i suoi servi basterebbe uno tra:
    – una sconfitta elettorale fortissima,
    – una pentolata davanti a Montecitorio come in Argentina nel 2000,
    – una protesta massiva come in Tailandia

  • albertgast

    Condivido pienamente.

  • vic

    Qui c’e’ l’opinione sugli eroi d’Italia del senatore Svizzero che ha scoperto gli altarini di vari governi d’Europa, i quali coprivano le malefatte della CIA & company. L’ultima che ha tirato fuori e’ che l’Italia non rispetta nemmeno la convenzione dell’Aja sul traffico di minori.

    Fra l’integrita’ morale di Dick Marty e quella della combriccola del sultanato romano c’e’ una galassia. Cosi’ e’ anche se non vi pare.

    Ecco l’articolo:

    http://www.laregione.ch/interna_new_coe.asp?art=ospite1

  • GRATIS

    Ma se l’opposizione è quello che è, chi ci dovrebbe andare sull’Aventino? Al momento gli unici che possono farlo (e spero lo facciano) sono gli elettori.

  • Truman

    Non male, ma su Dalla Chiesa non sembra aver capito molto, o almeno si attiene alla versione ufficiale.
    (Un punto di vista meno scontato è nel mio commento qui).

  • Fabbietto

    E’ di Flaiano questa frase