La Crusca boccia l’asterisco e la schwa: “Meglio il maschile plurale”

L'Accademia della Crusca si è espressa recentemente parlando della tendenza ad utilizzare schwa ed asterische alla fine delle parole

www.lascimmiapensa.com

di Matteo Furina

L’Accademia della Crusca, la più antica accademia linguistica del mondo costituita il 25 marzo 1585 a Firenze, è un’istituzione italiana che raccoglie insieme tutti i più importanti filologi ed esperti della lingua nostrana e si impegna a dare esplicazioni per quanto riguarda grammatica, glossario e simili.

L’ultimo intervento in ordine cronologico è quello che riguarda la schwa, ovvero sia la e al contrario utilizzata al termine delle parole onde evitare di scegliere un genere per i termini e aumentando dunque l’inclusività. In alternativa a questo sempre più spesso vediamo parole terminare con l’asterisco. Ebbene, la Crusca si è espressa in modo negativo su questa tendenza, spiegando che, nella lingua italiana, è preferibile comunque utilizzare il maschile plurale.

È senz’altro giusto, e anzi lodevole, quando parliamo o scriviamo, prestare attenzione alle scelte linguistiche relative al genere, evitando ogni forma di sessismo linguistico – scrive il linguista Paolo D’Achille. Ma non dobbiamo cercare o pretendere di forzare la lingua – almeno nei suoi usi istituzionali, quelli propri dello standard che si insegna e si apprende a scuola – al servizio di un’ideologia, per quanto buona questa ci possa apparire.

L’italiano ha due generi grammaticali, il maschile e il femminile, ma non il neutro, così come, nella categoria grammaticale del numero, distingue il singolare dal plurale, ma non ha il duale, presente in altre lingue, tra cui il greco antico. Dobbiamo serenamente prenderne atto, consci del fatto che sesso biologico e identità di genere sono cose diverse dal genere grammaticale. Forse, un uso consapevole del maschile plurale come genere grammaticale non marcato, e non come prevaricazione del maschile inteso come sesso biologico (come finora è stato interpretato, e non certo ingiustificatamente), potrebbe risolvere molti problemi, e non soltanto sul piano linguistico. Ma alle parole andrebbero poi accompagnati i fatti.

Cosa ne pensate di questa dichiarazione?

Fonte: https://www.lascimmiapensa.com/2021/09/28/crusca-boccia-asterisco-schwa/

Pubblicato il 28.09.2021

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Holodoc
Utente CDC
29 Settembre 2021 12:17

“Il colore bordeaux divenne color barolo, il tessuto principe di Galles fu semplicemente il tessuto principe, e termini come insalata russa e chiave inglese, in quanto evocatori di nazioni nemiche, diventarono insalata tricolore e chiavemorsa.”

oxalidaceae
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
29 Settembre 2021 13:23

…e l’Accademia della Crusca si avvia a diventare l’Accademia del Pangrattato?

Ultimo aggiornamento 17 giorni fa effettuato da oxalidaceae
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
29 Settembre 2021 17:06

Coi nuovi regolamenti europei è di nuovo cambiato il nome.
L’insalata tricolore è troppo nazionalista per l’Europa, adesso è rinominata insalatina di brusselles, mentre la chiave morsa va bene solo in Italia, adesso si chiama chiave-ue, nome scelto per l’origine onomatopeica, infatti nelle officine quando serve la chiave ex inglese si dice:” Uè, la chiave! passamela!!”.

Astronauta
Utente CDC
29 Settembre 2021 16:14

“””L italiano ha due generi grammaticali maschile e femminile ma non il neutro… “””

Pure gli esseri umani non hanno il neutro. O maschile o femminile.
Il resto sono obbrobri, non necessariamente grammaticali.

dallafleidars
Utente CDC
29 Settembre 2021 16:42

Alle mie galline piace la crusca, a quelle che starnazzano di asterischi e schwa resterà indigesta.

peppe57
Utente CDC
29 Settembre 2021 22:03

Una notizia che secondo me è importante, perché qualcuno (così… a caso) ci ricorda che abbiamo una lingua, che questa lingua ha delle proprietà e che quindi esprime dei significati reali oltre la stupidità di televisione e parolai vari… e questi sono i commenti dei lettori di CDC? Mah… il mondo sarà bello, però è proprio avariato…

oxalidaceae
Utente CDC
Risposta al commento di  peppe57
30 Settembre 2021 1:12

Io sono una asina e accetto la critica. Ho un italiano disomogeneo, direi pure gran disordinato, e un motivo ovviamente c’è, ma ora la questione non è importante da dire.

Però Peppe, Peppe! ma che ooooh! una cosa almeno dovresti concedercela.
La licenza di scherzare ogni tanto.

Questo tipo di commenti, da te appuntati, sono dei piccoli e vaporosi aquiloni. Qualcuno va lontano, qualcuno si avvita, e qualcuno si spatascia rovinosamente a terra strappandoci un benefico sorriso.

Forse a te non va di coglierlo, ma anche questi stupidi commenti, cifre stilistiche non convenzionali, metafore, immagini astratte, parole a caso, chiamale come vuoi, hanno il loro magico ed invisibile filo rosso che li allega a qualcosa.
Stavolta, ad una po’ di leggerezza.

https://www.youtube.com/watch?v=o2edzKCEOck

Ciao.

dallafleidars
Utente CDC
Risposta al commento di  peppe57
30 Settembre 2021 9:49

Hai ragione la gallina crocchia!

Primadellesabbie
Utente CDC
30 Settembre 2021 10:59

Ciò che una parte di noi teme e a cui l’altra parte si aggrappa sono i punti fissi, che in passato sono stati usati a sproposito.

Poi, nella pratica quotidiana, le parti si invertono al punto che i timorosi fanno riferimento ai punti fissi e i conservatori infrangono entusiasticamente le regole.

uparishutrachoal
Utente CDC
30 Settembre 2021 15:43

Mah.. Non vedo perché il linguaggio deve assumere un connotazione sessuale. Se invece di genere maschie o femminile..lo chiamassimo genere yang e yin..oppure ‘chiuso e aperto’, si eviterebbe che ogni parola diventi geneticamente connotata. Le vocali a, e, sono aperte yin..mentre o, u ed i sono yang,chiuse. Genere aperto e genere chiuso.. Luca, Vania, Anassagora, Nicola, sono nomi da uomo..prescindendo da fatto che finiscano per ‘a’..e sono di genere aperto. Sindaco non è maschile ma ‘chiuso’..quindi è indifferente se ad usarli sia un uomo o una donna.. perché la sessualizzazione delle vocali è operazione culturale e basta..fatta da chi vede il sesso da tutte le parti.. Per quale ragione un ‘atomo’ è un nome maschile o una ‘pianta’ un nome femminile? Solo i nomi personali dovrebbero essere sessuati, e pure lì ci sono eccezioni: tutto il resto dovrebbe essere solo ‘aperto o chiuso’..oppure con altra dicitura a piacere, magari fatta con un referendum linguistico..o no..? Il fatto è che la distinzione sessuale è una delle prime distinzioni che fa la mente umana..e allora vuole appioppare questa distinzione a tutte le cose, tralasciando il fatto che fuori dal mondo animale questa distinzione non ha più senso perché secondaria rispetto allo yin… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 16 giorni fa effettuato da uparishutrachoal
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