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LA CRISI E L'IMPREVEDIBILITA' DEI SISTEMI COMPLESSI

DI LUCIANO FOSCHINI
movimentozero.org

In merito alla crisi economico-finanziaria, sui siti della controinformazione prevalgono due asserzioni apparentemente contraddittorie. La prima è che i Poteri semiocculti che governano il mondo (la stegocrazia, secondo una terminologia che va affermandosi) hanno concepito e manovrato la crisi ai loro fini, convogliando denaro pubblico nelle Banche e nelle imprese private, operazione che per essere accettata dai cittadini richiedeva uno stato d’allarme talmente esasperato sulle condizioni del sistema finanziario da far temere la perdita di tutti i risparmi nella catastrofe bancaria.

La seconda è che la crisi è reale e profonda, così devastante da lasciar presagire il prossimo crollo dell’intero sistema e della stessa civiltà occidentale. Le frasi rassicuranti vorrebbero soltanto cercare di nascondere la verità e arginare il panico.
Le due asserzioni sono solo apparentemente contraddittorie, ma per dimostrare come possano coesistere occorre dare spessore all’argomentazione partendo un po’ più da lontano.

Il comunismo è crollato negli anni dell’ultraliberismo reganian-thatcheriano, ma quell’ultima fase liberista non fece altro che raccogliere i frutti di una vittoria che era stata conseguita grazie alla fase socialdemocratica del capitalismo (intendendo con questa espressione non solo le socialdemocrazie europee ma anche i governi democratico- cristiani e alcune presidenze democratiche negli USA). La socialdemocrazia ha sconfitto il comunismo.

I comunisti vantavano il loro sistema che garantiva il lavoro, l’assistenza sociale, i servizi pressoché gratuiti. Ebbene, le socialdemocrazie consentivano salari e stipendi relativamente alti, proteggevano i lavoratori anche nel caso della perdita del lavoro, con sussidi, cassa integrazione, prepensionamenti; offrivano servizi a basso costo e ben più efficienti di quelli del mondo sovietico; il tutto in un clima di libertà politica e di libertà di movimento ( le restrizioni ai viaggi all’estero, e addirittura all’interno del blocco sovietico, sono state fra le cause maggiori di malcontento). Gli stegocrati hanno accettato la socialdemocrazia per sconfiggere il comunismo, ma gli alti salari, la forza dei sindacati, i servizi sociali, non potevano essere tollerati ulteriormente. Lo dimostra il fatto che quel sistema di garanzie è stato progressivamente smantellato a partire dal crollo dell’URSS.
Per indebolire politicamente ed economicamente quei ceti, proletari e di piccola borghesia, che avevano usufruito delle riforme socialdemocratiche, i Poteri più o meno occulti hanno fatto ricorso ai due strumenti che caratterizzano la globalizzazione: la delocalizzazione e la massiccia immigrazione. Con la delocalizzazione gli impianti produttivi sono stati trasferiti dove la mano d’opera costa meno e non è protetta dai sindacati. Incoraggiando la massiccia immigrazione di moltitudini di disperati, si sono create tensioni che hanno deviato il malcontento delle popolazioni occidentali verso i nuovi venuti e si è resa disponibile una mano d’opera pronta a offrirsi sul mercato del lavoro per compensi talmente ridotti da abbassare il livello generale di salari e stipendi.

In questo modo però si sono attivate forze potenzialmente disgregatrici; si è favorita l’ascesa di Paesi come la Cina che potrebbero alterare gli equilibri geo-politici a scapito del mondo occidentale; si è dato spazio ai calcoli degli islamisti che approfittano della migrazione di milioni di musulmani per un disegno di penetrazione dell’Islam in Europa.
In conclusione: i Poteri hanno usato la socialdemocrazia per sconfiggere il comunismo, ma la socialdemocrazia alla lunga sarebbe stata minacciosa per il sistema. Hanno usato cinicamente la delocalizzazione e l’immigrazione, ma hanno così messo in moto dinamiche dagli sviluppi imprevedibili.
Allo stesso modo, è probabile che abbiano manovrato la crisi economico-finanziaria ai loro fini, ma i rimedi escogitati, che consistono sostanzialmente nello stampare carta moneta e nell’approfondire il debito pubblico, possono essere il preludio di nuovi e più devastanti cataclismi.

Ogni rimedio avvicina la resa dei conti finale. L’imprevedibilità dei sistemi complessi è un principio che vale anche in sociologia e in economia.
Per questo le due asserzioni con cui è iniziata questa breve riflessione non sono necessariamente contraddittorie. Gli stegocrati tramano e manovrano, ma si illudono di tenere il filo di un groviglio di contraddizioni non più districabile.
Allora il compito che devono prefiggersi tutti i gruppi che vanno costituendosi nella critica radicale del sistema, è quello di diventare laboratori di teoria politica e di concreta progettualità per il dopo disastro, per ricostruire sulle macerie del capitalismo che saranno anche le macerie della Modernità.

Luciano Fuschini 
Fonte: http://www.movimentozero.org/mz/
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7.09.2009

Pubblicato da Davide

  • Lestaat

    Ma le socialdemocrazie sfruttavano il colonialismo prima e l’imprialismo dopo.
    Come diamine si può dire che le socialdemocrazie garantivano uno stato sociale quando il livello di vita era garantito dai prezzi stracciati per le materie prime?
    Mah….come se poi non ci fossero voluti le botte e i morti per avere quello stato sociale.
    Ma quali socialdemocrazie…..

  • vic

    Mi pare che il comunismo dell’URSS sia caduto da solo.

    La causa principale fu la vecchiaia.
    La vecchiaia della classe dirigente che fu incapace di ringiovanirsi in tempo, sia nel fisico, sia nelle idee.
    La vecchiaia dell’economia, rimasta aggrappata essenzialmente all’industria pesante, incapace di acciuffare la rivoluzione dell’industria dei semiconduttori, e quindi della miniaturizzazione e dell’informatica.

    E’ pur vero che la strategia delll’onda lunga, messa in atto dagli USA aiuto’ il crollo.
    Si trattava di coinvolgere l’URSS in una competizione economica militare-spaziale, che col sistema che si teneva, alla lunga non avrebbe potuto reggere. Non tutti erano favorevoli a questa strategia USA, occorre dirlo. Alla fine il crollo ci fu, essenzialmente dovuto al dissesto interno del sistema URSS ed all’emergere di rivendicazioni regionali/nazionali, che prima erano state soppresse dalla dura repressione stalinista.

    I poteri occulti, o burattinai illuminati, o grandi famiglie di finanzieri, o come li si voglia poi chiamare, esistono ed agiscono. Non ci piove.

    Pero’ si fa’ un errore a dimenticare che esiste anche una psicologia e mentalita’ aziendale. L’impresario brianzolo che decide di trasferire la produzione in Cina perche’ gli conviene (la manodopera costa infinitamente meno, non ci sono grandi vincoli sindacali, la’ lavorano a ritmi schiavistici, ecc. ecc.) non lo fa’ su ordine diretto dei grandi burattinai, ma per cultura d’impresa deviata, per cultura statale deviata (lo stato suo che lo strozza fiscalmente).

    Esattamente come le banche si son messe a far scoppiare il settore finanziario per una cultura d’impresa deviata, aliena dalla societa’ civile. Il profitto a corto termine come unico termine di ragionamento.

    Un Adriano Olivetti non avrebbe mai e poi mai ragionato cosi’. Se si perde di vista la societa’ questi sono i guai. Facendo modelli matematici ipercomplessi con dentro solo la parola mercato mercato e senza le parole uomo donna si arriva a questo. L’elite centra fino ad un certo punto.

    E’ stato il degrado culturale dei direttori d’impresa, divenuti in gran parte dei manager di ventura, senza vere radici nell’impresa, il vero responsabile della crisi. Degrado che si rispecchia nel degrado culturale della classe politica e osiamo dire nella gran parte dei cittadini, obnubilati da circenses estremamente sofisticati e sotto la pressione di arrivare alla fine del mese perche’ il salario e’ misero. In questo sicuramente c’e’ stata una mano dell’elite. Ma da sola non basta a spiegare la grande svolta involutiva. La cultura del successo facile senza sforzo, ottenuto con l’apparire o con la svendita letterale di se stessi ha poco a che fare con l’elite. Ha a che fare con l’evoluzione di un popolo.

    Sicuramente il vedere guerre a destra ed a manca non aiuta ad avere cittadini pieni di speranza e fiducia. Specialmente quando magari si vedono tornare a casa figli semimaciullati, pieni di radiazioni o di malattie stranissime. Figli che essendo stati allenati nelle grandi scuole d’istruzione per esempio dei marines han sentito per lo piu’ frasi del tipo “Cazzo prendi quel cazzo di fucile e spara a quel porco di figlio di cane”. Notoriamente frasi dall’alto contenuto educativo nonche’ dalle ampie panoramiche di vocabolario.

    La forza emergente della Cina non e’ solo quella di giocare sporco, infiltrandosi coi suoi prodotti in un sistema globale, senza rispettare un gran che i diritti dei lavoratori, quindi facendo una concorrenza sleale a chi questi diritti li rispetta.

    La sua forza sta nell’aver capito l’importanza dell’educazione. Cari miei, questi qua sfornano 1 milione di ingegneri all’anno. Hanno di sicuro giovani cervelli di grande levatura che stanno inventando nuovi prodotti, nuovi processi. Li mandano in giro nel mondo a raccogliere esperienza. Non stanno dormendo sulla cultura tecnico/scientifica.

    Se domanni andranno sulla luna da soli, non dovremmo meravigliarcene per nulla.
    Allora esclamare “Cazzo di un cazzo di quel cazzo, ce l’hanno fatta quei cazzi di cinesi” non servira’ proprio a nulla, cari occidentali.

    A quel punto la neolingua occidentale sara’ ridotta ad una sola parola, si indovini quale.

    Cordiali saluti

  • Tonguessy

    “Un Adriano Olivetti non avrebbe mai e poi mai ragionato cosi’. Se si perde di vista la societa’ questi sono i guai. Facendo modelli matematici ipercomplessi con dentro solo la parola mercato mercato e senza le parole uomo donna si arriva a questo. L’elite centra fino ad un certo punto.

    E’ stato il degrado culturale dei direttori d’impresa, divenuti in gran parte dei manager di ventura, senza vere radici nell’impresa, il vero responsabile della crisi”.

    Due dati: i consigli di amministrazione delle grosse società italiane sono amministrati dalle stesse persone, e queste hanno come unica politica il taglio dei “rami secchi”. Queste politiche a corto raggio influenzano anche gli imprenditori minori, perchè è un modello di sviluppo sociale.
    Ma non è l’unico. Olivetti da noi e Dov Charney (American Apparel) a Los Angeles sono modelli alternativi che piazzano la gente PRIMA ed i profitti DOPO

    http://americanapparel.net/contact/

    American Apparel uses a vertically integrated business model which minimizes the use of sub-contractors and offshore labor. Knitting, dyeing, sewing, photography, marketing distribution and design all happen in our Los Angles facilities.

    Non nutro illusioni che il sistema cambi, se non tramite violenti scossoni. La prassi consolidata è non mettere in discussione il modello corrente (economico, scientifico o umanistico) e chi lo fa viene immediatamente messo alla berlina, salvo le dovute eccezioni.

  • maumau1

    si
    ma non dimentichiamo che la Cina resiste alle crisi,perchè in tempi di deflazione nel mondo,ossia carenza di denaro,causata dalle banche centrali private,loro hanno le prima banche che sono pubbliche e quindi quando manca denaro rispetto al PIL ne stampano di più (per pareggiare il PIL)quando ce ne è troppo ne stampano meno rispetto al PIL
    (oltre a non creare debito pubblico ed interessi da pagare ai privati banchieri)questa la funziona di una banca centrale pubblica..
    infatti non dimentichiamoci che la crisi non è dovuta alla recessione(come qualcuno vuol far credere)ma alla mancanza di denaro liquido e le banche non lo prestano più o lo prestano con maggiore difficoltà anche e soprattutto ad aziende sane..per due motivi..
    1)Preferiscono investire in azioni e speculazioni dove i moltiplicatori sono molto più alti che non la rendita dei soldi prestati ad una azienda.
    2)creando difficoltà all’azienda se ne causa il fallimento potenzialmente e quindi poterla rilevare all’asta per due soldi…

    quindi in generale in questa fase le banche sono i peggiori nemici delle aziende..

    ci sono aziende(e le conosco direttamente)che hanno ordinativi e vanno bene ma le banche smette di dargli il fido attaccandosi ad ogni cavillo..
    e cosi’ si impedisce ad una banca di lavorare(visto che anche le più piccola azienda lavora con le banche e senza di loro non riuscirebbe ad operare!)

    quindi è stata creata una mancanza di denaro(o volutamente o perchè tutti i soldi vengono cmq assorbiti dalle speculazioni e quindi mancano per l’economia reale,cambia poco la sostanza) e questo impedisce alle aziende di lavorare e quindi chiudono o si hanno licenziamenti…

    Far credere(come fanno certi articoli anche qui)che sia stata l’eccesso di prodotti sul mercato a creare una recessione,è una balla colossale e scambia la causa con l’effetto!!
    Vabbè che ”nella notte tutte le vacche sono grigie”,ossia quando c’è confusione una teoria vale l’altra..ma questo mi sembra eccessivo…

    come ridicoli sono quelli che in occidente non spiegano il perchè la Cina risenta relativamente o per nulla della carenza di denaro altrove,si arriva a dire che la Cina trucca i conti della crescita,che sta per esplodere,ma nessuno fa notare che la ha banche pubbliche e che quindi viene meno in Cina la prima causa della crisi che ha colpito in Occidente..
    ecco perchè l’elite bancaria ha come primo nemico la Cina,ossia cerca in tutti i modi di penetrarla per convertirla al sistema occidentale di banche centrali private…se ci riuscissero farebbero il più grande affare di tutti i tempi visto l’enorme massa monetaria investita dalle banche cinesi…
    nessuno fa notare che attualmente le prime 3 banche al mondo come capitalizzazione,sono cinesi…mentre prima di settembre 2008 erano americane(ed inglesi)

    la Cina quello che rischia lo rischia per essersi in parte convertita alla finanza occidentale avendo acquistato in massa titoli di stato USA e dollari(quando invece la FED accaparrava oro)..che ormai valgono sempre meno,ma non si può dire,se no tutti i detentori(Cina compresa)avrebbero in mano carta straccia e quindi cercano di liberarsene in silenzio,comprando oro al ritmo di 300tonnellate all’anno…(cosi’ come i paesi arabi,come l’Arabia Saudita) come sta facendo anche la FED che perciò tiene i prezzi bassi vendendo in massa i futures sull’oro(il mercato dei futures sull’oro vale 80volte il mercato dell’oro fisico!)

    Non è dato sapere quanto oro abbia accumulato la FED,ad oggi ufficialmente ne ha la più grossa quantità al mondo,e non ha mai venduto manco un grammo(mentre ad esempi oha convinto le sue colonie,come l’UK,a liberarsi di 400tonnellate di oro,quando l’oro era ad un prezzo ridicolo circa 300dollari l’oncia,uno dei peggiori affari della storia..),si tenga presente che esiste un oro che non passa per i normali mercati,ma in quelli illegali dell’Africa,pagando dittatorucoli e milizie che assoldano operai alla fame,e poi importano illegalmente l’oro in USA…e l’oro finisce nella FED…quindi la quantità è enorme..
    senza contare l’oro delle colonie di cui si è impossessata(ufficialmente in deposito)di Italie Germania etc..
    Oro che in origine era del popolo italiano(essendo la banca centrale pubblica)poi con colpi di mano e privatizzazioni contro lo statuto della stessa banca e contro la costituzione,si è privatizzata la banca centrale e quindi l’oro è passato ai privati…banchieri che facendo parte di una rete internazionali,e non nazionale,ha pensato di trasferire il bene economico più importante esistente,l’oro,nella loro sede centrale ,ossia la Fed,ma poteva essere pure la BCE.

    Quando le cartacce(azioni o cartamoneta)non varrà più nulla e bisognerà per una nuova moneta,dichiarare l’oro posseduto..ed in base a quello avere tot moneta,L’italia avrà dei guai,in quanto l’oro l’ha dato alla Fed.
    E la Fed e la famiglie che gli sono dietro,dovunque deciderà di stabilirsi avrà in mano la più grande riserva di oro al mondo,ora che si stanno esaurendo anche le miniere di oro e altre non se ne trovano(e si parla sempre di esaurimento dei pozzo di petrolio,ma non ovviamente di quello dell’oro)

    ciao

  • Cornelia

    Le spiegazioni (apparentemente) più semplici sono le più corrette, bravo Luciano.
    E’ da tempo che vado dicendo che la caduta dell’URSS ha segnato la fine delle conquiste dei lavoratori e dello Stato sociale in Europa. Con amarezza abbiamo capito che si trattava solo di concessioni momentanee dovute allo spauracchio dei “comunisti”. Finito lo spauracchio, si torna rapidamente al medioevo…

  • redme

    molto interessante.. ma, per mia ignoranza, non riesco a capire la corsa all’ accumulo dell’oro…conosco la vecchia differenza tra valuta e non…conosco la fine della parità oro-moneta… bretton wood,…capisco il petrolio e affini come beni strategici e il loro valore intrinseco..ma non riesco a comprendere come un metallo sia pur nobile possa costituire il termine o unità di misura di riferimento per il capitalismo mondiale…per pura ipotesi: se in sudafrica( o dove ce ne è tanto) avvenisse una “rivoluzione” e fossero immesse quantità non controllate di oro che succederebbe?

  • Wolosk

    concordo in pieno

  • Tonguessy

    Il controvalore di tutte le banconote circolanti nei soli USA superano abbondantemente il valore di tutto l’oro del mondo. Quindi se il sudafrica immettesse tutto l’oro lì nascosto, a parte lo scempio ambientale (serve cianuro per estrarre l’oro) ci sarebbe forse un calo della valutazione oro/oncia. Insomma ormai siamo nel dopo bretton woods e tornare indietro è impossibile

  • materialeresistente

    Già!!!

  • redme

    ok..mi sembra di capire che l’oro, come parametro di regolazione delle monete, è improponibile….il petrolio, a fronte della prevista riconversione energetica, non lo sarà ancora per lungo….dove sta la “verità”?

  • Tonguessy

    Quale “verità”? E quale riconversione energetica? L’economia all’idrogeno di quel tossico di Rifkin forse? Dove sono i segnali della riconversione?

  • Tonguessy

    Magari si tornasse al medioevo con tutti quei benefici! Invece hanno spazzato via prima il medioevo, poi hanno instaurato il mercato, i lavoratori hanno pagato per costruirsi delle garanzie e adesso ci tolgono le garanzie per tornare al becero mercato senza neanche la parvenza delle libertà del medioevo. Come analizzato dallo storico dell’economia David Landes, il medioevo lungi dall’essere un’epoca buia fu una delle società più ricche di inventiva che la storia abbia mai conosciuto. Che da quella inventiva sia poi nato il mercato così come lo conosciamo è per cause ben identificate.

  • redme

    la verita sulla prossima architettura monetaria è ciò che vorrei capire….mi sembra di aver letto che i maggiori investimenti cinesi e americani siano finalizzati alla riconversione energetica con annesse prevedibili bolle finanziarie…saluti

  • Tonguessy

    Ah, stai parlando di bolle speculative! Ok, tutto è possibile nel grande magma della finanza. Pensa che per ogni dollaro investito in aiuti umanitari in africa ne tornano 9 di utile. Bono (U2) lo sa così bene che si è immerso anema e core in quell”avventura, al punto di diventare azionista di Forbes (la bibbia del turbocapitalsimo) e muovere la propria residenza dall’amata Irlanda (che mai come in questo momento avrebe bisogno di incassare) all’Olanda per meri motivi di tassazione.
    Ma se parli davvero di volontà di cambiare gli attuali orizzonti energetici la vedo dura: molto più semplici sono le ecomafie, che garantiscono sempre i soliti guadagni alle stesse persone, senza mettere in dubbio le qualità dei valori su cui si basa il nostro sistema

  • redme

    mala tempora currunt…saluti

    ps..non garantisco per il latino

  • Tonguessy

    O tempora o mores è un valido sostituto.Ciao

  • IVANOE

    Quanto riportato nell’articolo è una delle tantissime ipotesi tutte giuste, anche se da yalta in poi URSS e USA sono andati d’amore e d’accordo quando c’era da reprimere le masse e fargli abbassare la cresta quando cercavano di costruirsi una vita migliore.
    Quindi tutta questa conflittualità tra le due ex potenze io non riesco a vederla.
    Plebe siamo noi per gli USA e plebe eravamo per l’URSS.
    Il problema si pone invece a livello di ceto sociale perchè fino a che si sono scannate le due ex super potenze per la corsa alle armi nucleari ( un pò come succede tra due vicini che si sorridono amichevolmete quando si incontrano e poi fanno a gara a chi si compra lì’auto più grande ) creavano e ci facevano credere di essere in contrapposizione, invece quando vedevano che il popolo chiedeva maggiori diritti ecco che le loro classi più agiete diventavano una cosa sola.
    La crisi c’è da tempo e adesso stà spuntando la punta dell’iceberg perchè era fisiologico che avvenisse.Perchè non è sostenibile nè a livello economico e nè morale che un terzo del mondo e in questa una parte minore ha tutti i privileggi e la maggior parte muore di fame.
    A parte questa considerazione quello che stà accadendo oggi ed ormai è chiaro a tutti che una crisi che dura da più di 15 anni non può essere risolta in 10 mesi come vogliono farci credere i poteri forti.
    In realtà quello che ci stanno trasmettendo i loro mass-media è ottimismo a 32 denti perchè hanno il duplice scopo :
    – far lievitare nuovamente i prezzi di tutto compresi i mutui perchè i poteri forti ci stanno rimettendo e la loro voracità non ha limiti anche se sanno che stanno andando verso l’autodistruzione;
    – non dire la verità alla gente per non renderla consapevole di quello che stà accadendo dove probabilmente non viene messo a rischio solo il posto di lavoro ma bensì i bisogni primari.
    La tattica che stanno usando per allungare il più possibile l’agonia di questa situazione, oltre al bombardamento che ci fanno sui loro mass-media, è lo spostamento delle risorse finanziarie da una parte all’altra dei vari segmenti economici ( una specie di salta cavallo ) mandando una volta su un settore e facendo scendere una volta l’altro e in mezzo ci siamo noi. Questa storia in tutti i paesi dell’occidente stà durando da più di 15 anni ed ancora chissà per quanto.La forza delle classi dominanti è quella dell’aiuto comune e di giocare sui bisogni della gente che nella maggior parte di questi leccano i piedi per prendere posizioni di vantaggio verso gli altri.

  • Jack-Ben

    idem quoto in toto

  • Kevin

    “La sua forza sta nell’aver capito l’importanza dell’educazione. Cari miei, questi qua sfornano 1 milione di ingegneri all’anno. Hanno di sicuro giovani cervelli di grande levatura che stanno inventando nuovi prodotti, nuovi processi. Li mandano in giro nel mondo a raccogliere esperienza. Non stanno dormendo sulla cultura tecnico/scientifica.”

    Dura da accettare, ma le cose stanno esattamente così.