Home / ComeDonChisciotte / LA COSTRUZIONE DI UN CAPRO ESPIATORIO

LA COSTRUZIONE DI UN CAPRO ESPIATORIO

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com

Ieri sera, sentivo dalla finestra un operaio che prendeva in giro un altro, dandogli dello schettino. Paragonandolo cioè alla figura ormai nazionale del cialtrone irresponsabile, il capitano della Concordia.

Noi tocchiamo quel materiale abbastanza disgustoso che è la cronaca unicamente per trarre qualche lezione più generale e, speriamo, duratura. Quindi, come sempre, cerchiamo di cogliere il senso complessivo della vicenda.

Schettino è un capro espiatorio consumabile tanto da destri (“pensavamo anche noi di andarci in crociera!”avete visto la mamma che è andata da Vespa per dire che le è morto il bambino, ho pianto tanto!”) che da sinistri (“troppa illegalità in questo paese! Se fossimo uno Stato serio! A morte Berlusconi!”).

Ed entrambi a sospirare, eccitati – “sembrava il Titanic!” (pronunciato come in “titanio”). Cioè somigliava a un incidente avvenuto due guerre mondiali fa, quando gli uomini ancora portavano il cappello, mentre nessuno ricorda il disastro del Moby Prince, ben più recente e vicino (vent’anni fa, Livorno, 140 morti). Potere dell’immaginario mediatico…

Ora, mi sembra che i vari capitani delle varie navi del signor Costa (che è una multinazionale statunitense) abbiano praticato sempre e ovunque l’avvicinamento illegale alle coste, per divertire i consumatori e fare pubblicità alla ditta Costa. Altrimenti l’azienda avrebbe licenziato da un pezzo tutti i capitani colpevoli.

Mi sembra che in queste innumerevoli occasioni (ho letto da qualche parte, se ben ricordo, di 52 precedenti avvicinamenti all’Isola del Giglio, per non parlare di Venezia o di tanti altri luoghi)  non credo che le Capitanerie di Porto (che recitano la parte degli eroi in questo spettacolo) [1] abbiano fatto nulla.

Soprattutto, il capitano Schettino è accusato di aver perso molto tempo a chiacchierare al telefono, mentre avrebbe potuto organizzare l’evacuazione della nave. Bene, il capitano Schettino non era al telefono con l’amante moldava, ma con il signor Costa (che poi è una multinazionale statunitense).

E possiamo quindi presumere che tutto il suo comportamento sia dovuto a precise istruzioni ricevute dall’azienda.

Ora, leggete attentamente quanto ha scritto ieri tra i commenti Andrea Di Vita, genovese e quindi buon conoscitore di ambienti marittimi:

“Essendo del tutto ignorante in materia mi sono informato presso chi ne sa più di me.

Dei miei numerosi amici e colleghi Liguri che hanno a che fare con il mare, ce n’e’ uno che ha lavorato alla Capitaneria di Porto di La Spezia. Mi ha appena detto che per un soccorso in mare di una barca che ha finito la benzina all’isola di Paraggi, di fronte a Portovenere e a poche miglia da La Spezia, la Capitaneria che ha eseguito il soccorso in mare si faceva pagare già vent’anni fa dieci milioni di lire dell’epoca. Solo il soccorso in caso di naufragio conclamato (‘abbandonate la nave!’) o di conclamata emergenza sanitaria (infarto o ictus di un passeggero o di un membro dell’equipaggio) è completamente gratuito.

Un altro, che ha servito come marinaio dopo aver fatto il Nautico e conosce parecchi dell’ambiente, ha a sua volta fatto una piccola inchiesta personale. Parlando con gente del mestiere gli hanno detto che verosimilmente il comandante Schettino ha seguito, sbagliando, la direttiva dell’armatore di dirigersi verso il porto di S. Stefano per poi lasciar appoggiare lo scafo sul fondo piatto. In tal modo avrebbero anche evitato l’evacuazione con le scialuppe mantenendo un profilo basso della vicenda. Purtroppo la falla era più ampia di quanto stimato e non c’è stato tempo. Certo è che in quell’ora e passa avrebbero potuto evacuare la nave ancora dritta e, forse, senza morti. Quando ho avanzato ho il sospetto che al telefono dalla Costa abbiano ‘consigliato’ al comandante Schettino di tenere un basso profilo per ridurre l’esposizione finanziaria della compagnia in caso di naufragio, mi ha risposto ‘dici giustamente’.

Ciao!

Andrea Di Vita”

Tenendo in mente questo, diamo un’occhiata al sito di Repubblica.

Intanto, non c’è la foto del signor Costa (sfido io, le multinazionali statunitensi non hanno facce), ma di una ragazzetta moldava, che pare avesse una storia con il capitano Schettino.

E sopra, a grandi caratteri, la normalizzazione romanzesca di tutta la faccenda:

“Schettino, vino e bravata in plancia con Domnica”

Cioè Domnica è diventata una che la chiami per nome. Che se un giornalista si permette di chiamarmi Miguel, gli sputo in faccia. Tanto, siamo intimi, no?

E dulcis in fundo, leggiamo:

“La Costa si costituisce parte civile.”

Nota:

[1] Attenzione, stiamo parlando dei ruoli di eroe e di capro espiatorio nello spettacolo mediatico. Ciò non vuol dire nulla, in un senso o nell’altro, a proposito delle qualità umane delle persone che il caso getta nel tritacarne dei media. Uno può essere davvero una brava persona, e trovarsi trasformato contro il proprio volere nell’Eroe da Bruno Vespa.

Viceversa, siamo certi che molti capri espiatori siano stati davvero dei caproni, perché no?

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2012/01/20/la-costruzione-di-un-capro-espiatorio/

20.01.2012

Pubblicato da Davide

  • Cornelia

    L’ho detto fin dal minuto 1 che Schettino, da vigliacco leccaculo quale è, ha sicuramente eseguito ogni minimo ordine della compagnia.

    L’ora e mezza è trascorsa a vuoto indovinate perché? Perché LA COMPAGNIA NON VOLEVA L’ABBANDONO NAVE. Tutto, ma non il mayday e l’abbandono nave. E Schettino, che ci teneva alla immeritata carriera, ha obbedito.

    Schettino era il comandante e secondo le leggi della marineria aveva il potere assoluto a bordo, invece ha scelto codardamente di obbedire ad un assassino a terra che pensava solo a salvare la Compagnia.
    Ciò non toglie che la Costa andrebbe processata all’istante insieme a lui.

  • Maxim

    Sule responsabilità’ della Costa Adriatica si dovra’ indagare , cio’ che è certo è che l’ incidente è stato provocato dallo Schettino , non dalla società’ armatrice .
    La Costa – Carnival non ha guadagnato nulla nel vedersi affondare una nave , nella pubblicita’ negativa e via dicendo .
    Se poi il carburante fuoriuscirà’ dalla nave la società’ dovrà ‘ pagare danni immensi , cosa che potrebbe mandarla in malora .
    Come Schettino ha raccontato balle alla Capitaneria di porta puo’ averne raccontate , per telefono , alla società’ armatrice minimizzando i danni .
    Da uno del genere ci si può’ attendere ogni cosa

  • Matt-e-Tatty

    Straquoto questo articolo.

  • Kerkyreo

    Martinez ha colto la vera metafora di questo paese! Tutti associano il comportamento di Schettino al comportamento dei nostri politici sottolineandone le varie analogie , “mentre la nave va a picco il comandante rassicura i passeggeri e poi scappa”, Ma invece, la vera faccia dell’Italia e’ quella di un paese dove tutti commettono illegalita’, tutti sono d’accordo, tutti danno il loro tacito consenso dietro ai “soldini” che si muovono da una scrivania all’altra. E alla fine quando qualcuno viene sgamato o commette un errore che diventa di dominio pubblico, bhe , tutti gli lanciano addosso palate di merda per nascondere qualcosa di piu grande, ma soprattutto per nascondere le proprie colpe. Tangentopoli, Calciopoli e tante altre vicende hanno tutte un capro espiatorio sul quale riversare tutta la merda di un sistema marcio e corrotto all’osso. E La Costa Crociere si costituisce parte civile! Che paese dimmerda! Saluti!

  • Giancarlo54

    Condivido tutto. Gli italiani hanno riversato su Schettino tutte le loro colpe e le loro cialtronaggini. Hanno cercato di esorcizzare lo Schettino che è in noi, in tutti noi.

  • DaniB

    Quali sono i confini fra una sensata (e necessaria) accusa e attribuzione di responsabilità ad un uomo che ha sbagliato (perchè un errorino è stato fatto, o no?) e “la ricerca di un capro-espiatorio” o la ben più affascinante, escatologica e oserei dire psicanalitica “esorcizzazione” degli schettino dai quali siamo posseduti? Perchè qui mi sa che si sta facendo un poi’ di confusione se non si può neanche definire vigliacco uno che si è rifiutato di fare il proprio dovere. Cio non toglie altre letture del fenomeno.

  • DaniB

    Quali sono i confini fra una sensata (e necessaria) accusa e attribuzione di responsabilità ad un uomo che ha sbagliato (perchè un errorino è stato fatto, o no?) e “la ricerca di un capro-espiatorio” o la ben più affascinante, escatologica e oserei dire psicanalitica “esorcizzazione” degli schettino dai quali siamo posseduti? Perchè qui mi sa che si sta facendo un poi’ di confusione se non si può neanche definire vigliacco uno che si è rifiutato di fare il proprio dovere. Cio non toglie altre letture del fenomeno.

  • Kerkyreo

    Ciao, Io sono d’accordo con te, l’errore umano fatto da Schettino e’ imperdonabile, soprattutto perche fatto da colui che vigila(pagato profumatamente) per la vita di 5000 persone, ma la costruzione di un capro espiatorio e’ una prassi che conosciamo bene. I giornali si focalizzano solo su aspetti legati all’immagine del capitano e raccontano l’accaduto come se fosse una nuova versione del Titanic e Love boat messi insieme. Sono ben cauti nel parlare delle colpe della Costa crociere, o su come mai il Comandante Falco(l’eroe) e altri non abbiano mai detto niente sulle navi che facevano il pelo alle coste mettendo a serio rischio ogni volta la vita dei passeggeri a bordo. La pratica era abituale. Ora Schettino ha le colpe principali per quel naufragio, questo e’ poco ma sicuro. Fatto sta che sulla Costa Crociere, che spende ogni anno milioni di pubblicita’ sui giornali, nessuno scrive due righe! Oppure su come mai nessuno abbia mai fatto niente per impedire che le navi passeggassero sul lungo mare! Questi sono aspetti importanti non credi? Ciao

  • DaniB

    D’accordo, ma qui si sa benissimo che le “realtà” costruite dai media possiedono vita propria, e che riescono a snaturare anche letture legittime di un certo fenomeo: che ora stia avvenendo un pubblico linciaggio del Comandante è palese, ma “capro espiatorio” di solito è una definizione attribuita a chi, quasi sempre innocente, suo malgrado viene accusato al posto di altri. D’accordo a tirare in mezzo anche CostaCrociere, ma senza sollevare Schettino dalle colpe oggettive che ha, parlando poi di esorcismi altre trovate romanzesche. La tua posizione mi è chiara, non posso dire altrettanto a chi, per aggiungere altri argomenti (sacrosanti) all’analisi, mi difende chi risulta oggettivamente indifendibile.

  • yakoviev

    “…Quando ho avanzato ho il sospetto che al telefono dalla Costa abbiano ‘consigliato’ al comandante Schettino di tenere un basso profilo per ridurre l’esposizione finanziaria della compagnia in caso di naufragio, mi ha risposto ‘dici giustamente’…”

    Sottoscrivo in pieno, a mio parere è evidente che sia andata così: Schettino sta un’ora al telefono col responsabile della compagnia prima dell’ordine di abbandonare la nave, che cosa si sono detti? Evidentemente, su imbeccata della compagnia o comunque con il suo consenso, hanno tentato di gestire in proprio l’emergenza, minimizzando e poi (dopo), con la nave impossibilitata a manovrare, chiedendo un rimorchiatore per attraccare in un porto. La moldava e altre amenità simili sono solo fumo negli occhi o aspetti folckloristici evidenziati per costruire una realtà tragico-farsesca ad uso dei giornali.

  • Allarmerosso

    anche perchè risulta indifendibile il comportamento più come Uomo che non come capitano

  • Nauseato

    In sostanza allo schifo di questo mondo non c’è mai fine …

  • RicardoDenner

    Un po’ di logica..che anche le teorie più strampalate hanno bisogno di un sostegno razionale..

    La Costa logicamente avrà cercato di sconsigliare un abbandono nave senza giustificati motivi..per eccesso di prudenza cioè.. con la sala macchine allagata..la nave ingovernabile e l’acqua che entrava..il capitano doveva imporre la fuga..e se non l’ha fatto è solo per incompetenza..dal momento che la Costa non era a bordo..

    Incompetenza poi che segue lo speronamento dello scoglio vero atto di irresponsabilità..
    coronato po il tutto dal non ammettere le proprie responsabilità e nel considerarsi innocente..

    La Costa in tutto questo casino non c’entra niente..è solo parte tela..e lesa bene..

  • Maxim

    Sono d’ accordo , la Costa riceveva informazioni sull accaduto tramite Schettino , una fonte di dubbia attendibilità’.
    Non è Schettino ad essere il capro espiatorio della Costa , è la costa che subira’ danni notevoli a causa del pessimo capitano

  • marcello1991

    il vero depistaggio è per nascndere l’incompetenza dell’equipaggio nell’affrontare l’emergenza, notizia che è subito emersa ma che è stata poi nascosta e direi “affondata” da quella del capiano. Cosa succederebbe se si venisse a sapere che la Costa assume personale a basso costo (Filippini, Cingalesi ecc.. che vanno molto di moda viste le loro basse “pretese”..) ed incompetente. QUesto si che sarebbe un danno d’immagine grosso, costa oltre a pagare avrebbe anche una caduta di affari non indifferente.
    Ma ci montereste su una nave con un equipaggio simile?? direte… se il prezzo è basso la gente se ne frega, si fintanto che non succede nulla, ma ora qualcosa è successo.

    Ciao

  • gianni72

    Egr. Marcello, il suo commento non sta nè in cielo nè in terra e non è suffragato dai fatti. Per prima cosa non vedo perchè un cingalese, un cinese o un filippino sia meno competente di un italiano o tedesco. Non è la paga il metro di giudizio, ma la professionalità. Io ho conosciuto tailandesi, vietnamiti, indiani e cinesi che di italiani ce ne volevano 10 in quanto a professionalità, a competenza e a disciplina. I fatti dicono, lo ripeterò fino alla nausea, che nel più grande naufragio della storia, ripeto, il più grande naufragio della storia, il comandante e il suo equipaggio di cingalesi, tailandesi, filippini ecc. ha portato a casa 4200 persone, vale a dire il 99,2% del totale, e una nave che ancora non è affondata consentendo la ricerca di eventuali superstiti, come nel caso della coppia coreana. L’equipaggio è stato ECCELLENTE, minimizzando per non creare il panico e conducendo (quasi) tutti a riva sani e salvi. Il resto sono fandonie che il tempo spazzerà via.

  • RicardoDenner

    Sono gli italiani cioè gli ufficiali..che sono mancati..non l’equipaggio..che è rimasto al suo posto con senso del dovere e professionalità..

  • consulfin

    scusa, ma lo conosci?

  • consulfin

    io, invece, Totti, ormai, lo metterei in difesa

  • Hanck17

    Sto schettino vuole prendere il posto del trota?

  • marcello1991

    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=160635

    le indagini almeno quelle mediatiche sono tutte rivolte al capitano, ma se questa notizia e non è l’unica, fosse vera sarebbe ancora + grave secondo me dlle accuse al capitano.
    Come mai di questo non si parla +? è già stato chiarito tutto? non mi sembra.

    p.s.

    il mio commento non era motivato da ragioni “razziste” ma sono sicuro che l’aveva capito……altrimenti saremmo al capolinea !
    saluti

  • gianni72

    Gentile sig. Marcello, era chiaro che lei non faceva un discorso motivato da ragioni “razziste”. Non lo avevo mai pensato, tranquillo. In quanto al link di rainews24 che lei ha postato, stranamente sono sempre EX dipendenti a parlare, cioè persone che sono state cacciate a calci nel sedere per la loro incompetenza e poi cercano di buttare fango su chi è più bravo di loro.

  • gianni72

    scusi, ho sbagliato link, ero andato su un link che avevo visto poco prima di un ex dipendente della costa… scusi ancora. Rispondo invece sul link da lei postato.
    Punto primo: quando c’è un incidente bisogna innanzitutto rendersi conto di che tipo di incidente si tratta, e su una nave di quelle dimensioni con ci vogliono 5 minuti… Successivamente bisogna capire se il danno è un danno serio oppure è riparabile. Infine, se dopo una serie di verifiche, ci si accerta definitivamente che non è riparabile, bisogna capire se il danno compromette la stabilità della nave, oppure la nave, chiudendo anche a mano i vari comparti interessati dall’incidente, riesce a stare a galla. Ripeto, per mettere in moto tutte queste attività non ci vogliono 5 minuti. Un’ora e mezza, come dice il messinese su rainews24, è un tempo di tutto rispetto, tempo nel quale hanno tutti potuto indossare i giubbotti di salvataggio. Il comandante schettino, SUBITO dopo lo schianto, ha diramato “TANGO INDIA”, che era il codice diretto a tutto l’equipaggio di prepararsi e di preparare le persone alle manovre di abbandono nave. Ed è logico che il personale doveva minimizzare con i passeggeri, cosa avrebbe dovuto dire: STIAMO AFFONDANDO, SI SALVI CHI PUO? Si cerca di mantenere la calma il più possibile per procedere alle operazioni di abbandono nave quando lo decide il comandante SENTITI I SUOI UFFICIALI IN PLANCIA. Perchè l’ordine di abbandono nave è L’UNICO ordine che a bordo di una nave viene preso in collegialità tra gli ufficiali. Giusto per evitare che il comandante sia impazzito e ordini un abbandono nave anche quando non c’è bisogno. Non penserà mica che ogni incidente alle navi si risolva in un naufragio. Di incidenti ce ne sono a centinaia ogni anno, solo che si risolvono positivamente.
    Punto secondo: quello che dice alla fine il messinese di rainews24, e cioè che schettino ha fatto un errore portando la nave sulla secca dove si è adagiata e quello che gli ha consentito di SALVARSI. Ignorante che non è altro. La nave aveva tre compartimenti allagati, non funzionava niente, stava per affondare dal lato del buco e schettino ha avuto la lucidità di calcolare la brezza marina e le correnti, dalle carte ha visto che c’era una secca lì vicino ed è riuscito, A MANO, senza motori, a portare la nave ad adagiarsi lì. Schettino, dopo l’errore di calcolo sullo scoglio, è stato ESEMPLARE, un vanto per qualsiasi comandante.

  • gianni72

    il messaggio in codice era INDIA-TANGO e a seguire dei codici numerici, per essere precisi. saluti