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LA CORRIDA – COME DISEDUCARE I FIGLI

DI CARMELO R. VIOLA
La gazzetta di Noto

A Forum, il noto interessante programma giudiziario di Canale 5 di Mediaset, nella giornata di ieri, 17 settembre, si è celebrata una causa in cui una moglie separata accusa il proprio marito di avere portato i propri due figli, decenni o poco più, ad assistere alla corrida e ad altre manifestazioni di “violenza ludica” contro gli animali come la corsa dei tori di Pamplona, in Ispagna, s’intende. La donna, preoccupata e addolorata – e con ragione – chiede l‘affido dei due figli, ritenendo il marito, tra l’altro acceso fanatico cacciatore, inidoneo all’educazione dei figli stessi.

Non mi aspettavo che la giudice accogliesse la richiesta della donna contro la recente legge sull’affido condiviso, che ripristina la corresponsabilità dei genitori anche se separati. Tuttavia, la sua sentenza mi ha amaramente sorpreso. Costei, infatti, non solo non ha tenuto conto della “condivisione della responsabilità genitoriale” (anche in istato di separazione) in caso di fatti notevoli come quello in questione, ma ha aggiunto, nella inspiegabile ignoranza della psicologia dell’età evolutiva, che non c’è nulla di male nel fare assistere i minori a spettacoli del genere, perché si tratta – sia pure intercalando un “purtroppo” – di una realtà sottintentendo che come tale può essere palesata ai figli e concludendo che questi, quando saranno adulti, potranno scegliere da sé le linee del proprio comportamento.

Dipendesse da me, rimanderei tale giudice a sostenere la tesi di laurea proprio sulla psicologia dei minori su cui ogni esperienza emotiva può lasciare tracce indelebili in termine di appetizione e di assuefazione. La giudice, con una sola sentenza, ha disatteso in parte una legge specifica ed ha ignorato la dinamica di formazione dell’adolescente così offendendo il Diritto.

La corrida è una delle vergogne sanguinarie e orrende non solo della Spagna – non per niente culla dell’Inquisizione cattolica – ma del mondo intero, perché eleva a spettacolo, naturalmente divertente e distensivo (sic!), la sofferenza, l’agonia e la morte di animali, capaci di sentire e soffrire con tanto di sangue colante, davanti ai quali il torero, in quanto uomo, appare il simbolo della viltà per una bestia che non si può battere ad armi pari.

Se la visione di siffatta vergogna, sanguinaria ed orrenda, solo perché è una realtà, può servire alla formazione caratteriale degli adolescenti, si può affermare, con altrettanta analogia e senza tèma di smentita (meno che mai da parte della giudice di Forum), che anche la vista di ogni altra realtà, solo perché tale – come la guerra, le mafie, la tortura, la variegata criminalità oltreché la caccia, anche grossa, per diporto – può essere altrettanto utile alla formazione dei nostri figli e nipoti e che pertanto i genitori farebbero bene a cercare ogni occasione di visione di tali realtà da parte dei minori. Tanto per meglio intenderci: la frequentazione di ambienti malavitosi e, in paesi esteri, la vista di pene e supplizi pubblici!

Devo dire che la sentenza – che mi è toccato sentire per bocca di una donna – è una sintesi di affermazioni che fanno a pugni non solo con il diritto di famiglia ma anche con la logica del senso comune. Già da tempo non occorre essere più animalisti – nel senso di particolarmente inclini all’amore e, ove possibile, dediti alla cura di animali – per comprendere che l’amore dell’uomo – la sintonia bioaffettiva, che è solo un livello superiore dell’evoluzione della specie – passa attraverso la sensibilità per ogni soggetto vivente e sofferente, anche non umano (attraverso l’empatia della materia che sente e soffre), di cui ci ha dato un saggio patetico un tale Francesco Bernardone, caduto in depressione e catturato e sfruttato dalla Chiesa come santo.

Se vere e proprie necessità alimentari e talora farmacologiche, per quanto discutibili – comportano l’uccisione di animali, altra cosa è far tacere il bel canto di un uccellino che addolcisce l’aria di una campagna o di un bosco per il solo piacere di una ridicola miserabile cattura. L’uomo con il fucile è soltanto un animale tecnologico della giungla, che dice perfino di amare – lui! – gli animali e la natura! Per manifestazioni come la corrida non ci sono attributi sufficienti a sottolineare l’idiozia paranoica e criminale di chi le organizza e le esercita. E qui, una volta tanto, non c’entra il sentimentalismo: c’entra solo la civiltà, tanto più putrescente quanto più il papa – il referente unico di Dio sulla Terra, e che sostiene essere l’uomo fatto a immagine e somiglianza del Dio stesso – finge di non vedere.

Carmelo R. Viola
Fonte: http://www.lagazzettadinoto.it/
Link: http://www.lagazzettadinoto.it/VIOLA.htm
Settembre 2008

Pubblicato da Davide

  • WONGA

    La giudice ha dato ragione alla donna perche’ questo è l’andazzo femminista dell’occidente,non per solidarietà con gli animali.

  • Alexis

    Ma adesso cosa diavolo c’entra la corrida con l’inquisizione?!?!?

  • WONGA

    Una lettera inviata a Blondet che dimostra come i giudici sono tarati da femminismo e danno sempre ragione a lei,e mai a lui.
    Carissimo Direttore, Le racconto ora la mia separazione perchè a me sembra di una ingiustizia abnorme e ne voglio dare la massima evidenza e pubblicità in tutti i modi. Io e mia moglie abbiamo avuto fin dall’inizio un rapporto conflittuale lei era stata in casa accudita dai genitori fino all’età di 36 anni (non riusciva a prendersi nemmeno una maglietta senza la madre) aveva un carattere fobico e ansioso e spesso diventava collerica sbatteva la porta di casa scappava scendeva dalla macchina ti mollava in mezzo alla strada e il tutto per futili motivo o ansie. Lei stava nel nord Italia io a Roma abbiamo avuto un lungo fidanzamento poi io ho messo i paletti: o ci sposiamo o la nostra relazione finisce. Lei mi sposa con un ni più che con un si ma una sposa si sa non è mai infelice nei giorni del matrimonio e della luna di miele. Poi invece quando si è trasferita a Roma ha incominciato ad accusarmi di averla allontanata dalla sua famiglia, di averla portata a vivere in mezzo allo smog, era infelice molto più di prima e io rincorrevo la sua felicità come una prova d’amore che non avevo completamente ricevuto col matrimonio quasi forzato. I primi sassolini del risentimento mi entravano dentro ma io aspettavo che qualcosa cambiasse che dopo le paure arrivassero le frasi ti amo etc etc. Nulla di tutto ciò! a maggio del 2004 nasce nostro figlio e comincia a dirmi che io ero un fallito perchè non avevo dato una stanza a mio figlio (la casa di mia proprietà era stata comprata quando ero single e pertanto era di circa 50 mq ma nel centro storico di Roma) che Lorenzo era sfortunato perchè non aveva un giardino che io guadagnavo poco e che dovevo chiudere la mia attività di dottore commercialista. Tutte offese che mi ferivano terribilmente ma che sopportavo perchè mi rendevo conto che lei non capiva la realtà. Presto la situazione comincia a precipitare io inizio a fargli notare i suoi comportamenti e lei mi risponde in modo sempre più aggressivo prima verbalmente e poi anche con schiaffi pugni e lanci di oggetti. Non era dolce ne con me ne con il bambino. Si infastidiva se il bambino giocava con i suoi capelli se la toccava quando era stanca si arrabbiava perchè non dormiva la notte. Più passava il tempo più le cose peggioravano, a ottobre del 2005 mi arriva una telefonata di un avvvocato a cui si era rivolta per chiedere la separazione. Quindi visto che ormai le cose stavano per diventare irreversibili gli proposi a fine 2005 di mettere fine a tutto ciò e di rivologersi ad uno psicologo ma lei mi rispose che ero io ad avere bisogno dello psicologo. I mesi successivi segnarano un crollo del rapporto una incomunicabilità totale io volevo mettere pace lei distruggere in qualsiasi modo (mi diceva che io ero il suo cancro e che sarebbe stata bene solo se mi avesse estirpato). A maggio del 2006 mi arriva la raccomandata con la richiesta di separazione io tento di prendere tempo chiedo di rivolgermi allo psicologo lei si rifiuta ne contatto 4 ma lei dice sempre di no. La separazione diventa quindi inevitabile lei mi chiede la casa (di mia proprietà) e 500 euro più una visitazione del figlio illogica (voleva che non tenessi il bambino la notte con me). Non accetto e andiamo in giudiziale lei ormai stava producendo falsità su falsità sulle cause della separazione e sui problemi nostri negava tutto era terrorizzata che gli potessero addebitare qualcosa suppongo. Io decido quindi di acquistarmi un registratore e registrare quanto avveniva in casa. In realtà poi registro molto poco rispetto a quello che avveniva ed in particolare registro una sera in cui il bambino gridava che voleva stare con me e che lei non me lo voleva dare il bambino era andato nel panico e disse che aveva paura della mamma. Successivamente in data 6 gennaio 2008 un’altra lite per futili motivi: mi spruzza il cif ammoniacal in faccia e si appende a peso morto sul collo vado in ospedale e mi refertano l’aggressione. In data 24 gennaio vengo a sapere che il giudice ha emesso il provvedimento d’urgenza e che mi ordina di andarmene per il 1 febbraio 2008 e di versare un assegno per il figlio di 450 euro mensili. La sera del 31 gennaio prende il registratore dalla mia giacca io sento vado vicino glielo tolgo e lei mi aggredisce ancora per 4 ore gli ultimi 10 minuti dell’aggressione li ho registrati e si sente il bambino che grida lascia stare papà hai rotto il pigiama a papà, papà ti esce sangue dal braccio e lei che dice dammi le registrazioni o domani esci di casa. Per questi fatti l’ho querelata. Il mio avvocato fa reclamo alla corte d’appello producendo i referti medici le registrazioni e la querela lei viene a sapere questo e fa una contro querela ritorsiva dichiarando ancora una volta un cumulo di menzogne ma grazie a questa querela riesce a far intervenire la Polizia la quale mi butta fuori di casa mia il giorno 16 aprile 2008. L’altro ieri la Corte d’Appello ha emesso il proovvedimento e sentite sentite cosa è stata capace di dire. Le registrazioni sono normali disquisizioni fra coniugi su diversi metodi educativi in cui non rileva il rapporto madre figlio. Piuttosto il comportamento del padre (IO) che registra dimostra “una particolare psicologia che va approfondita nel merito”. Poi esamina la questione dell’assegno. Il mio avvocato sosteneva che dandogli la casa gli davo un assegno mensile di 1.400 euro pari all’affitto di mercato stimato da tecnocasa. Lei guadagna più di me io 1500 mensili lei 2400 lei vuole la separazione io no. La Corte risponde dicendo che l’assegno di 450 euro è congruo perchè è “assolutamente inverosimile che un dottore commercialista guadagni così poco”. Insomma il Giudice novello finanziere ha stabilitò che la mia dichiarazione dei redditi è falsa e che io sono un evasore nulla dice poi sul godimento della casa. Come mi sento si potrebbe dire cornuto e mazziato. Sulla casa e sul mio reddito ho ricevuto continue offese e sono state i primi motivi di crisi del rapporto ma in sede giudiziaria sono stato tratto come un professionista rampante. Rigettato il reclamo mi becco anche la condanna alle spese. Cordiali saluti

  • WONGA

    Al marito spetta di mantenere la moglie che se n’è andata a vivere con un altro e il figlio non suo che questa ha avuto con quell’altro,fate voi,corrida o no,i giudici danno sempre ragione alla moglie e mai al marito,merito del buon femminismo:SENTENZA DELLA CASSAZIONE
    Mariti traditi e figli altrui da mantenere

    ROMA

    I mariti che hanno la certezza di essere stati traditi da mogli che avevano rapporti con loro e con l’amante devono intraprendere subito – al momento della nascita del figlio – l’azione di disconoscimento di paternità senza aspettare l’esito degli esami del Dna.
    Se poi le analisi dimostrano che il figlio è il loro, nessuno gli rimprovererà nulla.
    Qualora – invece – gli esami provino la fondatezza dei dubbi e sia passato un anno dal parto, il marito tradito dovrà, comunque, accollarsi tutti gli onere economici ed educativi relativi al bambino non suo.
    Anche nel caso in cui la moglie lo abbia piantato e sia andata a vivere con il padre naturale del neonato.
    Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 4090.
    Sarà il figlio, quando diventerà maggiorenne, l’unico a poter intraprendere una causa per disconoscere la paternità del falso padre legittimo a favore di quello naturale.
    Ma per almeno diciotto anni il marito tradito non potrà fare nulla.
    Affermando questo, seppur sofferto, orientamento, i supremi giudici hanno respinto il ricorso di Alfredo M., un marito bresciano tradito dalla moglie Maria P., rea confessa.
    Siccome la signora era rimasta incinta in un periodo in cui divideva il letto col coniuge e con l’amante, Alfredo – animato da scrupolo morale – non aveva disconosciuto il bebè entro un anno dalla nascita, come fissato dal Codice civile, ma aveva aspettato il responso del test genetico.
    Una volta che le analisi non gli avevano lasciato dubbi – nel frattempo Maria era andata a vivere, assieme al bebè, con l’altro uomo – aveva avviato l’azione legale per liberarsi dell’oneroso titolo di padre legittimo.
    Anche la tutrice del minore, che viene sempre nominata nelle cause che coinvolgono i minori, aveva appoggiato la richiesta di Alfredo sostenendo «l’inopportunità di attribuire uno status fittizio al piccolo, in contrasto con il suo già realizzato inserimento in un nuovo nucleo familiare».
    Tuttavia i giudici di primo e di secondo grado respinsero l’istanza del contrariato padre legittimo.
    Anche la Cassazione ha ora bocciato il reclamo di Alfredo, pur dandogli atto della particolarità della situazione.
    Per gli «ermellini» è tassativo il termine dell’anno – per iniziare l’azione di disconoscimento – e non si può fare una eccezione nemmeno in nome del diritto del figlio a conoscere la verità sulle proprie origini.
    Ai padri col dubbio non rimane che andare subito dal giudice e attendere, poi, in corso di causa il verdetto del sangue.
    Restando nell’ambito del diritto di famiglia la Corte di Cassazione ha partorito ieri un’altra sentenza destinata a far discutere.
    La Consulta ha infatti stabilito che i genitori non devono mai pagare in ritardo i figli.
    I giudici della Cassazione hanno infatti cancellato l’assoluzione piena accordata dal tribunale ad un padre separato 45enne, Francesco D., che aveva versato in ritardo gli alimenti alla figlia minore.
    La sua morosità nei confronti della piccola non era stata giudicata così grave dal giudice del Tribunale di Cantù che, nonostante la denuncia della ex moglie, l’aveva assolto sostenendo che il ritardo non era reato.
    Di diverso avviso la Cassazione che, accogliendo il ricorso ha fatto notare come «la fissazione del termine entro cui l’assegno deve essere versato non può non avere valore cogente».
    Questo perché «la norma diventerebbe priva di efficacia ove fosse consentito» al genitore «di scegliere a suo piacimento il momento in cui adempiere».

  • Hassan

    “davanti ai quali il torero, in quanto uomo, appare il simbolo della viltà”

    Ci sono anche “torere donne” che fanno le corride in Spagna. E ci sono tante cacciatoresse (si dice così, nel neolinguaggio femminista ?) che amano cacciare e uccidere animali per divertimento. La stessa Sarah Palin è una di queste.

    Ma ovviamente anche qui si preferisce mettersi le fette di prosciutto sugli occhi e magari incolpare il sempreverde “Patriarcato” invece di ammettere che la vera natura femminile è stata nascosta per migliaia di anni proprio dal tanto odiato Patriarcato, che ha reso le femmine “innocenti davanti alla storia” (questo la gatekeeper Randazzo non ve lo dirà mai… non vi dirà mai, la gatekeeper, che in Occidente è in corso una Guerra dei Sessi che va solo in una direzione: femmine-femministe contro il Genere Maschile).

    Ma adesso le illusioni di tanti patetici maschietti-femministi crolleranno inesorabilmente. Evidentemente le torture di Abu Graihb o di Bolzaneto, con le poliziotte che prendevano a pugni in faccia le ragazze arrestate, non sono state abbastanza per far aprire gli occhi al maschio-medio italiano. Ovviamente bisogna sempre aspettare decenni prima che nella testaccia dura del maschio-medio entrino concetti semplicissimi come quelli sopra esposti.

    Dall’articolo:

    “Devo dire che la sentenza – che mi è toccato sentire per bocca di una donna -“

    Questo è uno di quei maschi-medi di cui parlavo prima.

    Se usciva dalla bocca di un uomo la sentenza, cambiava qualcosa ?

  • SpikeZ

    Ma che senso ha questo articolo? Forum è un’accozzaglia di attoruncoli, non c’e’ nulla di vero. Il suo scopo è quello di creare chiacchiericcio da bar da dare in pasto a casalinghe e pensionati. Quindi cosa discutete a fare?

    Mah…

  • WONGA

    Come diseducare i figli,semplice…togliendogli i padri con questa e con altre scuse,qualsiasi va bene.Vediamo come crescono i figli senza padre:Per la diffusione e la gravità del fenomeno, ed anche grazie allo stimolo ricevuto ad opera del Presidente Bush, negli Usa si stanno conducendo studi importanti studi sui bambini fatherless.
    Le cifre del “fatherless” sono quanto mai indicative. Infatti da questi studi risulta che non hanno avuto contatti significativi col padre:
    Il 63% dei giovani suicidi
    L’85% dei detenuti
    Il 72% dei giovani omicidi
    Il 60% degli stupratori
    Il 70% dei detenuti per lunghe condanne
    Il 90% dei “senza fissa dimora”
    Il 70% dei giovani avviati ai riformatori

    I figli senza padre hanno un rischio quaranta volte più alto, rispetto a quelli vissuti con il padre, di essere vittime di abusi sessuali
    Il 69% dei bambini abusati è vissuto senza contatti significativi con il padre, ed il più frequente abusante è la madre,SOTTOLINEO LA MADRE,CHE ANCHE QUANDO NON ABUSA CREA UN RAPPORTO EDIPICO CON IL FIGLIO CHE MINA IL SUO SVILUPPO PSICOSESSUALE,IN GENERE LA MADRE IN QUESTI CASI TENDE AD APPOGGIARSI SUL FIGLIO GRAVANDO SU DI LUI…

  • WONGA

    iL LIVELLO CULTURALE MEDIO DELLE FEMMINISTE E DEI FEMMINISTI E’ FORUM…QUANDO NON UOMINI E DONNE…

  • WONGA

    iL LIVELLO CULTURALE MEDIO DELLE FEMMINISTE E DEI FEMMINISTI E’ FORUM…QUANDO NON UOMINI E DONNE…LA LORO CONCEZIONE DELLA DONNA VITTIMA MALTRATTATA DALL’UOMO CARNEFICE E’ FIGLIA DELLE FICTION O DEL TAGLIO CHE DANNO I TG ALLE NOTIZIE:”UCCIDE,LA MOGLIE E FIGLI E POI SI SPARA…”,POI SI FA L’INTERVISTA,TUTTI NON SANNO NIENTE,QUALCUNO DICE ”NON GLI FACEVA VEDERE I FIGLI…”,GIA’ E SE LUI AVESSE POTUTO VEDERE I SUOI FIGLI NORMALMENTE AVREBBE FATTO TUTTO CIO’?PER PORRE FINE A QUESTI EPISODI DI CRONACA DI CUI VANNO GHIOTTE LE FEMMINISTE BASTEREBBE FARE UNA LEGGE PER LA BIGENITORIALITA’,E SI RIDURREBBERO DRASTICAMENTE.FIRMATE LA PETIZIONE PER LA BIGENITORIALITA’ http://progettoetico.blogspot.com/

  • fabKL

    Oltre alla già citata fobia “di essere accusati di MASCHILISMO” di cui è vittima gran parte della magistratura e della società, vorrei capire dove sta la differenza tra LA CORRIDA ed un qualsiasi film dove DELLE PERSONE vengono uccisi, squartati o fatti a brandelli. Certo si potrà dire ai fanciulli che è finzione.

    Non sarà un problema se poi qualcuno non ci crede (come chi si butta dalla finestra col mantello di superman) o capisce male pensando che “sparare non è niente…. tanto poi si rialza” o meglio ancora ” se ho ragione e l’altro è cattivo è giusto che lo ammazzo…” .

    Credo che valutando obiettivamente e senza cercare facili consensi, vedere uccidere un animale ed avere un reale contatto (sia pur a distanza) con la morte e quello che è realmente, non la sua rappresentazione, potrebbe avere anche un effetto consapevolizzante portando ad apprezzare il valore della vita.

    Non sarà in senso assoluto ma sicuramente ritengo la corrida leggermente più “formativa” dell’90% dei film e quant’altro trasmesso in televisione

  • NullPointer

    E’ formativa anche per il toro?

  • NerOscuro

    Premesso che la corrida e altri spettacoli con animali in cattività sono per me deprimenti e/o disgustosi, trovo che l’autore dell’articolo insegua una favola pedagogica.
    Le favole vere sono piene di atti di crudeltà e di morti orribili, nonché di nonsensi dal punto di vista umano, con tragedie feroci che capitano agli individui più innocenti.
    Nella favola pedagogica che descrive Viola, a che età si smette di far vedere al bambino i Teletubbies e lo si introduce a ciò che il mondo è veramente?
    La corrida è una delle tante rappresentazioni della violenza e almeno alle spalle ha una tradizione che risale fino alle tauromachie. D’altro canto (purtroppo) il mondo naturale e quello delle società umane sono pieni di violenza e di sue rappresentazioni. Dal mio piccolo punto di visto, non c’è un età a cui è giusto introdurre il bambino a questo mondo, semplicemente perché accade anche all’improvviso. Inevitabilmente. Pensate alla morte di un parente in un incidente. Bisogna però essere lì quando avviene per fargli comprendere.
    Eventi brutali capitano di continuo e gli stessi bambini sono capaci di violenza fin da piccoli, quindi devono imparare cosa è e a gestirla.
    Attaccare un discorso, pur condivisibile, contro la corrida ad uno sulla giustezza o no di affidare un figlio al padre perché codesto è appassionato di corride è scorretto. Le corride non sono eventi illegali, come non lo è un incontro di pugilato, una puntata della “Signora in giallo” o un film di azione qualsiasi, per finire con i documentari sugli animali dove la violenza è la norma e sono addirittura consigliati ai bambini.
    Inoltre compatisco questi genitori che, come capita a tutti i genitori che divorziano con aspri dissapori, sono stati sottoposti alla dissezione e analisi di ogni loro gesto, tanto per stabilire chi era il più idoneo dei due. Spesso con l’unico scopo di gratificare l’ego di una parte sull’altra (altro spettacolo sconsigliabile ai minori). Tutti gli altri genitori che mantengono collezioni di video porno accessibili in casa e danno cinghiate ai figli di comune accordo, non hanno altrettanta “fortuna” di essere sottoposti alla lente di ingrandimento di uno psicologo e di un tribunale. Non so davvero se sia il caso di istituire la patente di genitore, tanto per star sicuri: sarebbe un bel sguazzare per le tonnellate di psicologi senza lavoro regolarmente sfornati dall’Università. Almeno si avrebbe un qualche effetto positivo sull’occupazione e la demografia, nonostante gli immancabili abusi 😉

  • shikandin

    Senza entrare nel merito della discussione che questo articolo ha inaspettatamente generato, vorrei far notare che se si legge con maggiore attenzione si comprenderà che la sentenza del giudice ha dato ragione al padre, e che far assistere alla corrida ai due bambini di circa 10 anni (così è detto nell’articolo) è stato giudicato non sanzionabile o diseducativo perchè si tratta di “realtà”

  • WONGA

    Ha dato ragione al padre,ma ha affidato i figli alla madre,ecco come funziona il diritto familiare da noi…

  • NerOscuro

    Non avendo qui la sentenza è impossibile affermarlo con certezza, ma credo che il giudice abbia detto che il padre sia non idoneo all’affido dei figli per i motivi X e Y, seppur vedere e far vedere corride non ha in sé nulla di discriminante.

  • NerOscuro

    Non avendo qui la sentenza è impossibile affermarlo con certezza, ma credo che il giudice abbia detto che il padre sia non idoneo all’affido dei figli per i motivi X e Y, seppur vedere e far vedere corride non ha in sé nulla di discriminante.