DI ANTONELLA RANDAZZO
La nuova energia
Intervista a Tullio De Mauro sulla situazione culturale degli italiani.
E’ interessante notare che l’apertura culturale non dipende tanto dal titolo di studio quanto dal desiderio di migliorarsi e crescere culturalmente e socialmente.
Ricordiamo che la crescita degli esseri umani dipende dalle esperienze sociali, culturali o artistiche, se tali esperienze sono scarse o nulle si tende a ristagnare o si diventa nevrotici.
L’attuale sistema è sempre più strutturato in modo tale da scoraggiare la cultura e incoraggiare la superficialità, la passività e l’intrattenimento sciocco. Questo perché una falsa democrazia non potrebbe sopravvivere se la maggior parte dei cittadini diventasse culturalmente attiva e socialmente evoluta.
Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2008/11/la-condizione-culturale-degli-italiani.html
7.11.08
V267 11 novembre 2008
Ferdinando IV di Borbone era più autentico di costoro.
Di fronte alle ultime conquiste della Rivoluzione Francese amava dire ai suoi ministri: "L'ignoranza del popolo è un bene".
I miti progressisti gli hanno dato torto nella loro applicazione teorica e ragione nella loro applicazione pratica.
Un sistema scolastico è sempre il frutto del "regime politico" sotto il quale esso viene concepito e, pertanto, è fortemente influenzato dalla sua propaganda.
Ricordo ancora con orrore, quando nel 1987 ci fu il Referendum contro il Nucleare, come le maestre "comuniste" dicevano ai bimbi di incitare i genitori a votare SI' alla chiusura delle centrali nucleari ( scelta che io considero oggi sciagurata...).
Allo stesso tempo, ricordo un altro professore comunista che parlava male della Chiesa e dei politici, tanto da indottrinare i miei compagni di scuola delle superiori a certi miti progressisti, tanto che ci fece rimovere il crocifisso dall'aula per metterlo nel cassetto della cattedra.
Quello che viene insegnato a scuola ha sempre un colore politico, pertanto, è di parte.
Il cittadino è così istruito, ma non diventa mai colto.
Del resto, ci sono enormi difficoltà a capire i fatti anche quando si compra un giornale o un libro.
Per avere un'informazione plurale, uno dovrebbe comprare ogni mattina 5 o 6 giornali di varia simpatia politica ed incrociare le notizie per capire che cosa "realmente succede" e non quello che ci fanno credere che succeda.
Questo il punto. Ci hanno dato le scuole, l'istruzione, ma non la facoltà di pensare con la nostra testa.
Forse, eravamo più felici sotto Ferdinando, che si accontentava che la gente mettesse la X per firmare.
V267