La Commissione europea prende di mira il petrolio russo

Il sesto pacchetto di sanzioni mira a fermare le importazioni di greggio in sei mesi e i prodotti raffinati entro la fine del 2022

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Questa mattina, mercoledì 4 maggio, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tenuto un discorso al Parlamento europeo a Strasburgo, focalizzandosi sulla presentazione del nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, il sesto da quando è scoppiato il conflitto.

La proposta dell’organo esecutivo dell’Unione Europea ai 27 Paesi membri, riguarda in particolare la fine totale delle importazioni di petrolio da Mosca entro 6 mesi e la disconnessione dal sistema SWIFT di importanti banche russe – tra cui Sberbank, la più grande banca russa, che rappresenta circa il 37% del settore bancario del paese.

“Putin deve pagare un prezzo, un prezzo alto, per la sua brutale aggressione”, ha sottolineato la von der Leyen, invitando i Paesi a sottoscrivere all’unanimità il pacchetto. “Ci assicureremo di eliminare gradualmente il petrolio russo ordinatamente, in un modo che consenta a noi e ai nostri partner di garantire rotte di approvvigionamento alternative e ridurre al minimo l’impatto sui mercati globali”.

La Commissione a chiesto inoltre la censura di altre tre emittenti statali russi, accusate di diffondere disinformazione e propagandare la guerra contro l’Ucraina e tutto l’Occidente, nonchè sanzioni ad personam per la famiglia del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il patriarca Kirill e gli ufficiali militari di alto rango “che hanno commesso crimini di guerra a Bucha”.

“Stiamo vietando le nostre onde radio a tre grandi emittenti statali russe. Non saranno più autorizzati a distribuire i loro contenuti nell’UE, in qualsiasi forma, via cavo, via satellite, su Internet o tramite app per smartphone. […] Questo invia un altro segnale importante a tutti gli autori della guerra del Cremlino: sappiamo chi sei. Ti riterremo responsabile.”, ha detto Ursula von der Leyen.

Come detto, il nuovo pacchetto di sanzioni necessità dell’approvazione unanime di tutti i 27 Paesi membri dell’UE per poter entrare in vigore. Unanimità che difficilmente arriverà, poichè Ungheria e la Slovacchia hanno già dichiarato che non prenderanno parte ad alcuna sanzione su petrolio e derivati. Per loro potrebbe però essere prevista un’esenzione dalle sanzioni sul prodotti energetici per convincerli a sottoscrivere tutto il resto.

Attualmente invece tutto tace sul fronte gas.

Massimo A. Cascone, 04.05.2022

Fonte: https://www.aljazeera.com/news/2022/5/4/eu-chief-proposes-russian-oil-ban-in-new-round-of-sanctions

 

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