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LA COERENZA DI CHI MANGIA CARNE

DI CARLA RESCHIA
lastampa.it

Vorrei condividere un video che gira su Youtube e che è molto ripreso su Facebook (vedi più sotto).

Una sorta di candid camera brasiliana, divertente volendo, ma molto seria. Il tema è mangiare o meno la carne. Certo, prevengo l’obiezione, c’è chi non ha questo problema perché non ha, semplicemente, da mangiare. Ma io sto parlando di noi che, per quanto poveri o impoveriti, la fettina, o la salsiccia, non ce la facciamo mancare. Senza un senso di colpa al mondo e senza per questo perdere la nostra tenerezza verso i cuccioli, le mucche con i grandi occhi dolci, i pulcini, i pesciolini rossi, ecc. ecc. Orripilandoci all’idea di mangiare cani e gatti, rabbrividendo per la macellazione islamica. Ecc. ecc.
Faremmo lo stesso se vedessimo, con i nostri occhi, l’animale macellato? O ancora meglio, faremmo lo stesso se l’animale dovessimo ucciderlo noi?

Negli Stati Uniti è nata da qualche tempo una scuola di pensiero che “impone” proprio questa regola a chi vuole essere carnivoro: allevare e quindi uccidere personalmente l’animale da cui si trarrà la carne. Non è un invito al vegetarianesimo, ma alla responsabilità. Chi mangerà la braciola, la bistecca, il brasato, avrà visto e compiuto di persona gli atti che questa scelta comporta. Vezzo da gente ricca, perché chi ha lo spazio, il tempo, la possibilità di allevare e macellare bestiame? Forse. Ma il tema resta valido. Contadini e cacciatori a parte, le persone comuni, che vivono in città e la carne la trovano al supermercato, hanno perso ogni contatto con l’animale da cui il loro acquisto proviene. Le fettine, igieniche, sigillate, con appena quel tanto di sangue che basta a non renderle stoppose, non hanno occhi, nè code, nè zampe, non guardano impaurite, non hanno voce.

Non sono vegetariana. E talvolta trovo fastidioso e snob chi chiede con aria schifata piatti senza carne, e rumina insalata mentre gli addentano braciole. Però, so che se dovessi occuparmi io della faccenda preferirei evitare. E so come si chiama questo: è ipocrisia.

Carla Reschia
Fonte: www.lastampa.it
Link: http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplRubriche/dannicollaterali/grubrica.asp?ID_blog=90&ID_articolo=557&ID_sezione=163
19.11.2011

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    allevare e quindi uccidere personalmente l’animale da cui si trarrà la carne
    La mucca sul terrazzino di casa assieme al prezzemolo in vaso quindi?
    Dimentica la giornalista che questo è un mondo inventato apposta per parcellizzare coscienze e funzioni, e che condomini e supermercati sono gli aspetti architettonici di tali divisioni? E ancora: così come la democrazia ed il suffragio universale hanno abolito la responsabilità del re suddividendola tra i cittadini (votanti o no, poco cambia: siamo noi ad avere voluto Monti, no?), adesso si vuole rincarare la dose dicendo che di nuovo è colpa del cittadino se vive in condominio, paga l’amministratore ed il commercialista, si alza tutti i giorni per stare fuori casa le solite 10 ore tra trasferimenti e lavoro e ancora non ha trovato modo di vivere come i nostri antenati del paleolitico, nutrendosi di caccia e raccolta di frutta e verdura? Certo, siamo tutti ipocriti noi cittadini che compriamo al supermercato. Invece quei giornalisti che si lanciano in queste illuminanti invettive sono onesti e corretti. Anche se vanno al supermercato come noi (e ditemi chi non ci va).
    PS: ho scritto corretti, non corrotti.

  • albsorio

    Mangiare meno carne e meno latte, eliminando quello vaccino per quello di capra o di soia, fará bene a noi e al mondo.

  • Albero

    Se non si ha il cuore di uccidere in prima persona l’animale che si mangia, non lo si mangi! Si diventi vegetariano/vegano piuttosto ma usare le storie delle divisioni architettoniche per dire: “sono un ipocrita ma continuo ad esserlo” è anche peggio dell’essere non corretti.
    “Dimentica la giornalista che questo è un mondo inventato apposta per parcellizzare coscienze e funzioni”
    Dimentica invece l’utente che nel tuo piccolo il mondo lo puoi cambiare, senza pretendere che si faccia una grande rivoluzione.

  • MM

    Non volendo addentrarsi nei distorti meandri della filosofia dei vari pensieri che spesso percorrono sentieri scientifici senza averne alcuna conoscenza, quindi tralasciando al momento visioni e versioni relative ad un senso etico che resta sempre molto soggettivo e gravemente limitato, viziato sovente da turbe della personalità e sentimenti di repulsione e odio presenti in un ego contorto e compulsivo. Limitandosi al concetto della responsabilità personale.Trattandosi di senso della responsabilità esso non può essere applicato a proprio piacimento ed in base ai gusti personali. Non volendo quindi disquisire neppure della opportunità di scelta tra un metodo alimentare ed un altro. Cominci a dare esempio di senso della responsabilità personale la giornalista, poichè più che esprimere il suo disprezzo altro non ha saputo fare e dire nell’articolo. Chi vive con stile vegetariano, si assuma quindi la stessa responsabilità che chiede agli altri, si faccia il proprio orto, i propri ortaggi e verdure, i propri alberi da frutta, la sua stalla, munga le sue mucche e capre e pecore, si faccia il suo latte e formaggio, allevi le sue galline e raccolga le sue uova, coltivi il suo grano, il suo riso, coltivi da se stesso il suo cibo, magari evitando di usare trattamenti tossici e velenosi che inquinano terreno, acqua, aria e causano malattie anche non poco gravi ad animali e persone. Cominci quindi ognuno per sè, possibilmente evitando di vivere nel disprezzo degli altri, che è cosa anche peggiore della ipocrisia a cui la giornalista si riferisce.

  • Tonguessy

    Certo, come no? L’importante è non mettere in discussione lo status quo. Tutti vegetariani felici di guardarsi la tv a led nel salotto del proprio loculo condominiale. Da lunedì a sabato schiavi per pochi euro. Sarebbe questo il tuo mondo ideale, vero? L’importante è seguire il tuoi valori che, guarda caso, le elites sono ben liete di condividere. Steve job, ad esempio, era vegetariano. Gli schiavi della Foxxconn magari no, ed è per colpa loro che il mondo è quello schifo che viediamo. Non fa una piega il tuo discorso. Complimenti.

  • Fabriizio

    interessante provocazione.

  • segretius

    anche i nazisti eliminavano solo “pochi” ebrei, con le dovute scelte……ma non facevano bene al mondo.

  • francesco67

    Tonguessy, come sempre molto acuto…. è sempre un piacere leggerti

  • Parauallr

    Quanta poca originalità nel riproporre le medesime imbarazzanti fallacie argomentative ogniqualvolta si presenti l’impellente necessità di difendere il proprio sacrosanto diritto a umiliare, torturare, massacrare in nome della presunta superiorità di specie. Dal classico “tu quoque” al più casual “bisogna risolvere problemi più importanti tipo fame nel mondo/guerre nel mondo/le banche cattive/rettiliani/buco nell’ozono/traffico nell’ora di punta”, alla sempreverde Reductio ad Hitlerum, in una nuova fantasmagorica veste di Reductio ad Stevejobsum. Suvvia, siate almeno creativi, perdio!

  • Jor-el

    Quando leggo articoli del genere il primo pensiero che mi passa per la testa è : “Acc, ma devo davvero perder tempo a leggere queste ignobili ca§§ate?”. Poi, leggendo commenti come questo di Tonguessy, mi ricredo. Sì, vale la pena di discutere dei fondamentali. Sempre.

  • Bimbonanni

    ottima argomentazione…no comment

  • Bimbonanni

    “Non sono vegetariana. E talvolta trovo fastidioso e snob chi chiede con aria schifata piatti senza carne, e rumina insalata mentre gli addentano braciole”.
    Direi che bastano queste righe per rendere l’articolo inutile…
    Innanzitutto perché sarebbe fastidioso e snob? Uno non può avere i propri gusti? Se mi fa schifo la gorgonzola in un piatto in cui gli altri ingredienti mi piacciono, ho il diritto di non farla mettere?
    Se decido che la carne non la mangio perché mi fa male alla salute e/o rispetto le vite degli animali, chi è sta giornalista per trovarmi snob e fastidioso? Io trovo lei snob e fastidiosa e in più è anche ignorante perché, nel 2012, pensare ancora che i vegetariani si nutrano di insalata e basta è ignoranza bella e buona.

  • oggettivista

    Non dovremmo mangiare neanche pane e pasta dal momento che la mietitura distrugge interi ecosistemi (nidi di uccelli ed altri animali).

  • steion

    …chissà poi perchè devo essere considerato “fastioso e snob” in base a quel che ordino e ho dentro al piatto, preferirei mangiare quel che voglio e preferisco senza esser troppo giudicato per questo dalla signora in questione coi suoi improbabili sensi di colpa… non tutti quando “ruminano” la loro insalata(hey! c’è anche altro da mangiare che non sia fatto di carne oltre all’insalata!) si esibiscono in fastiose crociate nei confronti dei gusti alimentari degli altri…a differenza dei giudizi della “giornalista” con questo suo pezzo di bravura

  • Arazzi

    Ok, vanno bene tutti i commenti più o meno acuti sull’ipocrisia dell’articolo e sull’ipocrisia dei vegetariani/vegani attivisti ma possiamo almeno ammettere che è ipocrita pure l’atteggiamento della gente in video e in generale tutti quelli che si scandalizzano quando gli viene sbattuto in faccia che la vita mangia altra vita (si si, state bbboni, pure le piante) ?

  • Eshin

    Ammettiamo che sia vero…e che l’effetto Global Warming esista e non come pensano altri, che sia una Estremizzazione dei fenomeni, vuol dire Troppo e Troppo Poco.. come del resto succede un po’ dovunque… ( aggiungo che le manipolazioni del tempo abbiano un ruolo cruciale oggi in tutto questo…. )

    Comunque , senz’altro pezzo nel mosaico “disastro globale” è la voracità carnivora mai esistita in questa misura come ora , che ci fa male più volte.
    Oltre all’ inquinamento producendo il cibo si inquina anche ammalandosi grazie a scelte nuovamente nociva combattendo con cure chemio e catene di conseguenze:………..

    Carne, la verità sconosciuta – Documentario completo ( cambiamenti climatici e ambiente)……..

    http://www.youtube.com/watch?v=WdYzceMPXu8&feature=related

  • nigel

    Forse gioverebbe, per opportuna implementazione dell’articolo postato, la lettura di un brano di Guido Ceronetti (da “Albergo Italia”, Ed. Adelphi). In sintesi, il Nostro non attua alcuna criminalizzazione del carnivoro, si limita timidamente ad evidenziare l’orrore di una “fagia nefanda, da bruti”, definita tale perchè inconsapevole della violenza che è a monte del pasto carneo.
    Per quanto mi riguarda, sono divenuto vegetariano (e vivo benissimo) dopo aver ascoltato casualmente le urla disumane di un povero suino, cariche della disperazione di chi sa che sta per essere ucciso, urla tranquillamente assimilabili a quelle di un essere umano che vorrebbe disperatamente vivere (convinto di questo, stavo in quell’occasione per chiamare la forza pubblica).
    Non condanno chi si nutre di carne, mi limito semplicemente a far notare come il consumo di carne sia, nella maggior parte dei casi, imputabile alla totale ignoranza dell’orrore che si realizza prima che il piatto fumante giunga sul tavolo, come tanti considerino gli animali semplici “macchine da carne” e come molti divengano vegetariani dopo aver assistito a mattanze più o meno primordiali. Mi si dirà che questo tipo di violenza è connaturato alla natura, alla catena alimentare..certo. Ma proprio perchè l’essere umano si colloca (con grande modestia) su un piedistallo, rispetto alle altre specie animali, dovrebbe forse avere un comportamento diverso.

  • Eshin

    Un animale cresciuto in rispetto può essere anche buon cibo,( personalmente trovo cibo migliore quello delle piante, più sano) ma gli animali crescono in campi c di concentramenti – sta qui il punto più atroce.

  • ottavino

    Essendo la nostra condizione quella di essere immersi in un mare di parole, di significati, di messaggi, la nostra unica possibilità di gestire queste informazioni è comprendere che alla base di tutto sta l’uso della logica che è preliminare all’ interpretazione dei fatti. I fatti in se non sono rilevanti ma la logica che viene applicata a tali fatti si.

  • mincuo

    Chissà perchè nessuno ha pietà per il cucciolo di mela, strappato dall’albero, o il cucciolo di insalata allevato anche quello in campi di concentramento.
    Su “Nature”, che è una rivista abbastanza seria mostravano che i vegetali hanno un apparato di percezione. Non prendo per buono nemmeno quella ma se lo fosse che cambia? Solo che l’animale assomiglia più all’uomo?
    Forse sì. Infatti anche per zanzare, scarafaggi, mosche ecc… nonè che c’è tutto questo turbamento.
    A me sembra che il punto sia sempre quello: hai 7 miliardi di persone, tra 60/70 anni 14.
    Per arrivare a 1 ci abbiamo messo 1800 anni, da 1 a 2 dal 1800 al 1900, e da 2 a 7 miliardi dal 1900 ad oggi.
    Per reggere quei numeri devi stravolgere tutto. In più le popolzioni sviluppate crescono pochissimo, i PVS enormemente.
    Poi il problema te lo risolvono con la “decrescita felice”. Intanto mntre decresci felice aggiungi in 3 generazioni altri 6 miliardi di persone. Che avranno di sicuro il problema di avere il muro tecnologico che consuma meno.
    Il mondo non è fatto per 7 miliardi di persone, che poi uno veda solo il morale o l’immorale e quel che gli pare è un altro discorso.
    E hanno dovuto tenere nascosti gli studi fatti, su sostenibilità a lungo termine, che è un approccio razionale almeno, tanto per sapere almeno quale equilibrio sia desiderabile, che poi ci si arrivi in 500 anni o 1000 è un’altra cosa, che non compete agli scienziati- Ma almeno saperlo. Hanno dovuto tenerli nascosti se no sai le urla allo sterminio.

  • Giovina

    Tonguy e’ Tonguy! Donchi senza di lui sarebbe molto amputato…

    Comunque……caro Tonguessy non sei forse proprio tu quello che sostiene di scoprire, di rimanere informatissimi e consapevoli di cosa ci propinano media e programmazioni subliminali vari?

    Ebbene questo riguarda in primis la volonta’ e attivita’ personali, nel senso che la testa non me la puo’ aprire qualcun altro senza almeno la mia attiva cooperazione e volonta’. Perche’ senza di me ogni azione ed effetto positivo su di…me non si distinguerebbe per spirito e principio da quelle ad effetto schiavizzante e manipolatrici di poteri occulti..

    Dopodiche’ la forza di tanti divenuti – per attivita’ propria e libera – consapevoli, potra’ estrinsecarsi in concreto modellamento di una societa’ veramente umana.

    Non si puo’ evitare il partire dall’individuo, e questa fase, ahime’, e’ molto molto ambigua per i moralisti che gridano subito allo scandalo, all’egoismo e al tornaconto personale. In effetti trattasi qui di terreno molto pericoloso, pieno di difficolta’ ed ostacoli……..si puo’ cadere e ricadere, rialzarsi e continuare, ma si puo’ anche soccombere per sempre.
    La vera liberta’ consiste proprio in cio’.

    Al genio che ha pensato di far allevare e uccidere gli animali che si mangeranno consiglierei di osservare un cadavere umano per tutto il tempo della sua decomposizione e olezzo…….Non e’ una battuta.

  • nigel

    Purtroppo non possiamo nutrirci di sali minerali, notoriamente insensibili. Potremmo però evitare di alimentarci di esseri a noi simili e per molti versi migliori (il nostro Q.I. è nella maggior parte dei casi orientato ad incrementare con modalità esponenziali gli stessi atteggiamenti che consideriamo propri di esseri viventi “inferiori”).

    Per quanto riguarda la diatriba circa l’ineluttabile incremento della popolazione mondiale, ricorderò che su un terreno di coltura i batteri si riproducono finchè sono disponibili substrati nutritivi e fino a quando i prodotti del metabolismo batterico non determinano la morte della colonia…

  • Eshin

    Insomma al sodo non ci vai.. che strabuffarsi di carne abbia grave conseguenze…. che il non-rispetto delle specie, crescere in condizioni di sfruttamento totale e degenerazione ( non importa che sia animale, pianta o uomo) ci porta alla morte..
    Una crescità in rispetto implica “decrescita” per forza di cose, che non è decrescità, ma crescita sana nel rispetto del’insieme .
    Il concetto di crescità forever è concetto idiota.
    I ritmi naturali ci insegnano che c’è eterna trasformazione, non mantenere in piedi per sempre una direzione, si schianta..

  • Georgejefferson

    Lavata la coscienza mincuo?

  • mincuo

    Io vado al sodissimo invece.
    La decrescita, felice o meno, come soluzione ai problemi mondiali è un classico. E infatti va forte.
    E’ il solito”concetto” creato sopra zero cultura, zero contesto, zero metodo, zero percezione delle grandezze, sero informazione sui problemi.
    Così poi da una cosa parziale, magari giusta, uno si fa il suo “concetto” generale, anzi glielo fanno, anche se per altri scopi, e lui lo ripete senza neanche capirlo.
    Perchè ridurre sprechi, migliorare stili di vita o anche “decrescere” ecc..riguarda 1 miliardo di persone, a farla grande. Per gli altri 6 non è quello il problema, anzi per un altro miliardo il problema oggi è la denutrizione, per il resto invece è che vogliono vivere più decentemente, non meno, e consumeranno di più, perchè attualmente consumano meno di quanto consumerebbe un domani il “decresciuto felice” occidentale.
    Ma i numeri non contano, contano “i concetti”.
    E tra 3 generazioni probabilmente ne aggiungi altri 6 a questi 7 miliardi.
    Questo miliardo di Harry Potter poi che decresce “felice” produce un miglioramento del 20% 30% a farla grande, ma un danno collegato agli altri 6, che attualmente vivono fabbricando i suoi consumi, ma questo siccome è troppo complicato lo tralascio.
    Contano i concetti, e poi è molto semplice: se sei per la decrescita sei per “l’amore” se no sei per “il profitto”
    Mica difficile. Infatti va alla grande.
    Che poi è sempre quella: “buono” o “cattivo” che bombardano dalla nascita, spiegando bene prima buono cos’è, che uno magari non si sbagli poi a ripetere.

  • Petrus

    Che caxxata di articolo! E’ chiaro che mi faccia schifo macellare un animale: non l’ho mai fatto, ne per lavoro o necessità.
    Se avessi fatto il macellaio, se voi foste addetti alla macellazione in un mattatoio, non avreste problemi nell’uccidere un animale e a tavola mangiare braciola.
    Ne ha mai avuto problemi nel farlo qualche migliaio di miliardi di esseri umani passati (ed in molte parti del mondo ancora presenti) su questo pianeta in culture rurali dove non ci sono supermercati.
    I miei ed i vostri nonni o bisnonni certamente non si sarebbero fatti tutte queste pippe mentali, non avendo subito lavaggi del cervello culturali (chi non ha mai visto Bambi, da piccolo?).

    Ah, la merda di vacca vi fa schifo? a me si, ma se fossi contadino di professione sarei abituato ad usarla, quindi non mi farebbe più schifo.

  • Kevin

    “Però, so che se dovessi occuparmi io della faccenda preferirei evitare. E so come si chiama questo: è ipocrisia.” La signora Reschia ha un automobile? Vorrei sapere, perchè anche l’automobile viene dallo sfruttamento disumano di operai che dubito abbia il coraggio di guardare negli occhi. La signora Reschia compra il pallone di cuoio al bambino o al nipotino? Vorrei sapere, perchè anche il pallone viene dallo sfruttamento minorile di bambini in Taiwan. La signora Reschia compra la maglietta, i pantaloni e la giacca? Vorrei sapere, perchè anche i vestiti vengono da mani di adolescenti sottopagati che lavorano in condizioni aberranti. E allora, che facciamo? Vogliamo, per coerenza, fare come negli Stati Uniti, imponendo ai nostri figli di aprirsi un’officina sotto casa e di avere il coraggio di guardare i dodicenni sfruttati per avere i vestiti, i palloni e altre amenità? Chi è ora l’ipocrita signora Reschia, e chi è che parla per far prendere aria alla bocca?

  • redme

    …accidenti!…dovrò trovarmi un macellaio vegetariano per essere in pari…..

  • RicBo

    I problemi morali sollevati da questo articolo riguardano il 20% della popolazione mondiale. Il restante 80% credo che sarebbe ben contento di macellare un vitello, se l’avesse.

  • albsorio

    Non capisco

  • valis

    Ma che discorso è?
    Se a me piacciono i pinoli allora dovrei passare le mie giornate a cercare le pigne, romperle, e poi aprire uno a uno i semi per farmi il pesto?
    Allora tutti i vegetariani dovrebbero coltivarsi da soli la soia, o il grano. Vorrei proprio vedere se dopo aver passato una giornata sui campi a lavorare non ti viene voglia di ammazzare una gallina, o quantomeno mangiarti un uovo.

  • Aironeblu

    Mi tocca quotare in pieno il tuo commento! In realtà si tratta del senso di colpa da cui chi mangia animali rifugge in continuazione, ricorrendo spesso all’insulto di chi ha avuto la volontà di fare una scelta che sembra irraggiungibile…. Ma chi gli ha chiesto di giusrificarsi?

  • Eshin

    disprezzo degli altri, che è cosa anche peggiore della ipocrisia……… be non meglio di certo..

  • Eshin

    E il 20% si è magniato il pianeta.. quindi ha senso parlarne.. detto un po’ così….

  • Aironeblu

    La questione ha una doppia natura: etica e salutare.

    premetto che io sono vegetariano da tempo, e lo sono diventato in seguito a suggestioni e stimoli ricevuti da altri vegetariani, che mi hanno spinto a ricerche, riflessioni ed approfondimenti, poi sfociati nella decisione di non mangiare più carne. Pertanto, dopo averci dedicato parecchio tempo, ritengo di essere più ferrato sull’argomento di molti “onnivori” che avanzano critiche e giudizi senza aver prima maturato una lunga e serena riflessione.

    Venendo al primo punto, come si vede dal simpatico filmato, molti (forse non tutti) provano una naturale EMPATIA per gli animali, derivante dal fatto che probabilmente la nostra coscienza individua in loro molte similitudini con noi, che ce li rendono più vicini. Infatti il grado di empatia è diverso per le varie specie di animali, e certamente è più facile provare simpatia per un cane che per una mosca. La scelta vegetariana è quindi dovuta per molte ragioni al sentimento di compassione per gli animali, che in sintesi un mio caro amico aveva espresso come: “Se posso mangiare senza uccidere, scelgo di farlo”.

    Riguardo al secondo punto, con buona pace degli opinionisti, in nostro organismo biologico così come è fatto oggi, si è sviluppato qualche decina (probabilmente centinaia) di migliaia di anni fa, e da allora geneticamente non siamo praticamente cambiati. Quello che è cambiato è stata la nostra cultura, e il nostro modo di vivere, ma i nostri geni sono esattamente gli stessi di quando vivevamo in natura, e dovevamo trovarci il cibo a mani nude, non essendo ancora in grado di sfruttare utensili. E, come oggi, allora non avevamo forti unghie, lunghe zanne e una potenza muscolare che ci permettesse di rincorrere e aggradire le prede come fanno i carnivori. Come oggi, non avevamo un apparato intestinale breve come quello dei carnivori, e come oggi, eravamo più che altro predisposti a raccogliere e mangiare frutta, piante, e le uova che potevamo trovare in un nido.

    Poi, con quella che chiamiamo evoluzione, abbiamo impararo ad affrontare grandi animali per difesa, abbiamo scoperto il fuoco, e abbiamo iniziato a cuocere i cibi, poi ad allevarli, a incrociarli, a modificarli geneticamente, a riempirli di steroidi e inscatolarli con glutammato monosodico. Oggi possiamo mangiare carne, ma oltre limitate quantità il nostro organismo non riesce a tollerarla con tutti gli effetti collaterali conosciuti, dalla gotta alle malattie cardiovascolari. Mentre invece di frutta e verdura potremmo ingozzarci all’infinito senza il minimo risentimento (oddio, a meno che mangi una pentola di fagioli…). In poche parole, il nostro organismo non è fatto per mangiare carne, e quello che siamo onnivori è uno dei tanti luoghi comuni portati avanti dai vari Pieri Angela della situazione. È buona, la tolleriamo, ma non siamo fatti per mangiarla.

    I motivi per cui decidere di non mangiare carne credo siano sostanzialmente questi due, per la nostra salute e per compassione verso gli animali. Potremmo aggiungere anche quello ecologico, visto che la produzione di carne richiede un consumo di territotio coltivabile da 6 a 10 volte superiore alla equivalente (in termini nutritivi) produzione vegetale.

    Detto questo, naturalmente ognuno è libero di mangiarsi la sua fiorentina e io non lo critico, poichè siamo cresciuti in una società che ci ha insegnato a farlo e siamo influenzati da stili di vita artificialmente imposti dalle grandi catene di produzione, mi permetto comunque di invitarlo ad interessarsi all’argomento e a pensarci sopra.

  • mincuo

    @AIRONEBLU
    Senza contestare le tue opinioni vorrei però sottolineare che per quel che finora si è sempre studiato la società umana è iniziata con i cacciatori-raccoglitori, successivamente con quella degli agricoltori pastori.
    E prima ancora di tutti loro ci stava l’uomo di Pechino e simili, pure loro cacciatori.
    E durarono qualche centinaio di migliaia di anni
    Ora se cacciavano e poi non mangiavano la cacciagione questo non lo so con certezza ma oserei propendere per il sì.
    Non saprei se il politically correct impone di cambiare ogni cosa.
    Fate almeno una comunicazione: la storia dell’uomo da oggi è abolita. tanto una più una meno che vuoi che sia.

  • Georgejefferson

    Posto la mia,gia scritta tempo fa… Ognuno ha la sua percezione e opinione,C’e’ tanta gente(poca nel complesso)che riguardo alla carne si impone(a se stesso)scelte non estreme,come il mangiarne pochissima e stando attenti ad evitare accuratamete la grande produz.industriale.Io lo faccio ma non ne faccio giustamente un’etica universale,ma soggettiva.Son ben coscente che la tristezza che mi assale quando vedo certi video di macelli e’propriamente un fatto culturale soggettivo(di progresso civile,a mio avviso).Secoli fa lo squarciamento di un animale da vivo,per tanti non provocava tristezze o angoscia,proprio per le loro abitudini secolari e culturali rivolte verso l indifferenza sul mondo animale.Ora i condizionamenti culturali in me sono quelli che mi creano certe sensibilita.Siamo umani,so che anche se ci fosse il dolore non espresso nella pianta tagliata,questo fatto non mi influenza (forse purtroppo,non lo so)come il vedere addetti allo stordimento di mucche vive appese che sbagliano il colpo(a volte)per via della fretta(catena di montaggio)e nonostante si sentano urla strazianti dell animale,continuare il lavoro come nulla fosse,tra le chiacchiere dell ultima partita di calcio,o basket che sia(ps.e’un aneddoto di esempio senza presumere di tutta l’erba un fascio) …il mangiare vegetale non mi influenza come il vedere il cambiamento delle abitudini occidentali abituando la maggioranza a mangiar carne tutti i giorni(presumo che l’abitudine millenaria,non sia stata mai quella di mangiarne giornalmente come invece succede in occidente),con relativa atroce usanza industriale sugli animali,deturpamento di risorse nei paesi poveri,farmaci ed antibiotici che impestano gli allevamenti intensivi perche LA PRODUTTIVITA NON COINVOLGE NESSUN BENESSERE NEGLI ANIMALI quindi totale mancanza di igene,quindi piu risparmioso e profittevole l’ imbottimento di farmaci..Sono fortemente convinto che il classico luogo comune “a questo mondo non ce ne’ per tutti” sia un immenso inganno criminale,perche ritengo (come fanno notare altri utenti con modi diversi che spesso non approvo) che non ce ne sia SI per tutti…ma solo riguardo ALL’ABITUDINE CONSUMISTICA FINE A SE STESSA tipica dell’occidente.Ed in questo,entra a pieno merito il consumo di carne divenuto consumo giornaliero da parte della maggioranza dei paesi ricchi (ricchi nel senso comune e superficiale di intendere la ricchezza)…Senza contare le questioni sanitarie ed ambientali che tali degenerazioni di consumo produce. Certo nel mio piccolo non posso pretendere che i paesi in via di sviluppo rinuncino ai consumi per ETICA,dopo secoli di sfruttamento e barbarie da parte dei nostri paesi,ed allora riguarda solo la mia coscienza,la mia ETICA.Concludo…Queste sono mie opinioni,so che sono in comune a tanti e senza rancore verso nessuno,cerco comunque di rispettere le scelte altrui.Le motivazioni sinteticamente esposte riguardano me..e me soltanto,dato che i conti con la mia coscienza li decido io.E decido senza timore di seguire il senso dove spesso IL GIUSTO STA NEL MEZZO,riguardo a me stesso.La coerenza perfetta in me non c’e’,in altri non so,e altrettando sempre riguardo alle mie scelte,abberro l’estremismo fantico.Sia riguardo al carnivoro che al vegano.Abberro non vuol dire che cerco lo scontro,assolutamente.Ma se vengo attaccato gratuitamente mi difendo senza sensi di colpa.So perfettamente che il concetto di tristezza e angoscia nel veder le sofferenze animali…oggettivamente dovrebbe esserci anche riguardo al pestare un moscerino,ma da umano conosco i miei limiti di percezione culturalmente influenzata,e non per questo nel vedere dei ragazzetti prendere a calci un gatto per divertimento passo oltre perche,tanto tutto e’oggettivamente sofferenza.Ridurre al minimo il consumo di carne(come altre scelte per altre questioni)lo considero(per me)un sentirmi meno partecipe alle abberrazioni sopra descritte…Si tratta forse solo di fronteggiare il senso di colpa?puo darsi e non me me vergogno,anzi…io,e soltanto io decido il giusto/sbagliato/compromesso riguardo a me stesso,anche l’umilta’ed empatia e’etica,che prima.che universale e’aoggettiva.La sfida(in senso metaforico)e’solo con noi stessi.Grazie a tutti per il buon dialogo se con rispetto delle tesi di ognuno.

  • castigo

    meglio se la soia la lasci perdere, a meno che tu non voglia vedere la tua conta spermatica avvicinarsi a zero…..

    Una nuova ricerca sull ‘alimentazione nei paesi occidentali rivela che la passione dei cittadini britannici per i pasti già preparati (disidratati, surgelati, ecc.) pieni di soia “invisibile” è una delle cause della diminuzione del numero degli spermatozoi, quindi fonte di problemi di fertilità.

    Sono coinvolti anche molti cibi considerati “salutari” come ad esempio il latte di soia o lo jogurt di soia.

    Un gruppo di ricerca condotto da Sheena Lewis, professore di medicina riproduttiva alla Queen’s University di Belfast, ha condotto alcuni studi che collegano il consumo di soia con una ridotta fertilità maschile. Gli scienziati ritengono che i composti della soia imitino l’estrogeno, l’ormone femminile.

    fonte: http://www.biospazio.it/modules.php?file=article&name=News&op=modload&sid=1335

  • Nauseato

    Sotto questi aspetti ci sono da dire alcune cose però. Premesso che sono onnivoro anche se carne ne mangio poca, un conto è – appunto – cacciare le proprie prede. Inseguirle, appostarsi, colpirle, sopprimerle e trovarsi in un rapporto diretto anche con la morte, creando quindi una relazione intima tra la vita altrui e la propria. Situazione che ha caratterizzato secoli e secoli di storia.
    Continuata peraltro nella cultura contadina ormai quasi scomparsa perlomeno nel mondo occidentale.

    Tutt’altra cosa è acquistare “brandelli di carne” esposti in bell’ordine e simili a tanti altri oggetti di consumo. Oltretutto e questo è un altro aspetto non secondario … carne spesso proveniente da allevamenti con animali nati esclusivamente per nutrire noi e spesso tenuti in condizioni allucinanti. Animali gonfiati da antibiotici. Non a caso uno dei temi più seri degli ultimi congressi medici è proprio quello di come affrontare la diffusione di ceppi batterici antibiotico resistenti dovuti – sia all’uso sconsiderato di antibiotici – ma sia soprattutto, per gli antibiotici presenti ormai massicciamente nella carne.

    Capisco tutte le critiche piovute alla giornalista (e anche ai suoi tentativi di contorto polically correct). Ma credo che molti non abbiano del tutto afferrato il senso di quanto hanno letto. Io effettivamente, ogni volta che mi capita di maneggiare pezzi di carne (sia di pollo che di bovino …) appena scartati da una loro confezione e mi capita di tagliarli e manipolarli … un po’ di “senso” lo avverto.

    Infine pensando a questi temi mi è venuto in mente quel libro di Philippe Ariès, Storia della morte in Occidente, dove in sostanza è segnalato il cambiamento della percezione della morte che è sempre più alllontanata, nascosta, rimossa. Come credo sia rimossa a suo moda l’idea che quella bistecca nel piatto provenga da un essere vivente. Detto molto, molto in soldoni.

  • Nauseato

    Che caxxata di articolo!

    Abbi pazienza, eh ? Ma se scrivi caxxata e non cazzata chiaro e tondo, direi invece che l’articoletto da te non a caso molto poco apprezzato, cada più che mai pennello 🙂 …

  • Aironeblu

    Il mito dell’uomo cacciatore è nato con l’applicazione delle teorie evoluzioniste di Darwin (che peraltro era vegetariano), a un’idea dell’uomo primitivo gretto e selvaggio, e quindi feroce, influenzata dalle punte di lancia in ossidiana rinvenute qua e là sul pianeta. Queste che chiami “la storia dell’uomo” però solamente pure teorie, ufficialmente accettate anche perchè di sapere come vivevano gli uomini primitivi non è mai fragato molto a nessuno. Sicuramente qualche migliaio di anni fa il genere umano girava vestito di pelli e armato di lance per difendersi e per cibarsi di animali, ma è già una fase avanzata della nostra evoluzione, in cui potevamo fare uso di utensili da noi fabbricati. Quello a cui mi riferisco io è invece proprio il periodo in cui ancora non conoscevamo alcuno strumento, e vivevamo come può vivere oggi una scimmia, prendendo l’esempio di animale più simile a noi.

    Se noi ci trovassimo oggi a dover soprwvvivere a mani nude nella savana o nella foresta, senza l’ausilio di alcuno strumento o artificio, ma facendo ricorso ai nostri soli mezzi biologici, non riusciremmo mai ad attaccare un cinghiale e sbranarlo a morsi, come fanno tutti i carnivori, e non ci resterebbe che raccogliere frutta, mangiare vegetali, e se siamo fortunati, qualche uovo. Io ritengo che siamo fatti cosí, e che non sia nella nostra natura fisiologica mangiare carne, e che quindi non è la dieta migliore per il nostro organismo, che ha sviluppato i suoi geni con diete a base vegetariana.

  • Aironeblu

    Condivido la tua scelta, e mi fa piacere vedere che ci hai dedicato molte riflessioni. Anche senza essere completamente vegetariani, è già un’ottima cosa cercare di limitare il più possibile il consumo di carne, che sia per motivi etici (di cui bisogna essere orgogliosi), salutisti, o ambientalisti. E per non rendersi partecipi di tutti i crimini contro la natura commessi dall’industria dell’allevamento.
    P.S. Non ti funziona bene la barra spaziatrice della tastiera?^^

  • Georgejefferson

    So di andare a capo con il BR,ma quando scrivo col telefono mi e’un po ostico..poi era un copia in colla di riflessioni gia scritte e corrette al volo,spesso uso i puntini per staccare(come andare a capo)per comodita’.

  • consulfin

    ma che razza di commento è?

  • mincuo

    Ah ma potevi dirlo prima. “Se tu ritieni…” allora tutto a posto.
    Anche in fisiologia peraltro guardando la lunghezza e conformazione del tenue è difficile dire che era nato vegetariano, così come guardando la dentatura umana.
    Ma si potrebbe abolire anche quella in effetti.

  • consulfin

    il cucciolo di mela mi mancava. hai mai vista una mela matura restare tenacemente attaccata a papà(o mamma)-albero?
    per quanto riguarda il mondo che non sarebbe fato per 7 miliardi di persone: questo vuol dire che gli studi secondo cui si produrrebbe cibo per tre volte la popolazione mondiale sarebbero errati?

  • mincuo

    @Consulfin
    No non sono errati, per quanto 3 volte non ho visto. Ho visto 12 miliardi, però va bene la qualunque. Non si tratta di “dare cibo” gli studi che intendo io. Perchè puoi magari dare cibo e penso anzi che tra un pò di anni vedremo sbucare fuori qualche “”esperto nutrizionista” o “”famoso fisiologo” che ci assicurerà che la miglior dieta per il nostro benessere è quella di patate, cipolle e fagioli.
    Gli studi comportano tanti parametri: da equilibrio di l.t. con l’ambiente, a qualità di vita, a tempo libero e lavoro, a riduzione delle colture e allevamenti intensivi, allo smantellamento di periferie dormitorio, all’inquinamento, ecc.. tanti….e in base a tecnologia futuribile e in riferimento ad armonia tra uomo e natura, cioè con il minimo di forzature.
    Non è la stessa cosa.

  • mincuo

    Come non è la stessa cosa, Consulfin, dire che in un appartamento di 20 metri quadri alcuni studi garantiscono che possono vivere 4 persone. Certo che possono. Ma sono cose per deficienti queste, e infatti la propaganda è tarata proprio per i deficienti.

  • mussily

    ma mangia il cavolo che ti pare, cara scrivente, e il fastidio riservalo alle tue considerazioni da mezzo ramino bucato. ognuno fa il cammino, anche alimentare, che la propria evoluzione, consapevolezza e sensibilità gli consentono!

  • albsorio

    Qui:… http://www.tantasalute.it/articolo/problemi-di-sterilita-nell-uomo-attenzione-alla-soia/3212/ si legge: “Lo studio e’ stato pubblicato sulla Human Reproduction e parla di come gli isoflavoni che sono contenuti nella soia, avendo degli effetti molto simili agli effetti degli estrogeni possono incidere sulla quantità di sperma, per cui la conclusione dell’esperimento e’ che nei casi in cui ci siano dei problemi legati alla sterilita’ maschile, per non incidere ulteriormente, vanno evitati i prodotti alla soia.” Sembrerebbe che gli isoflavoni hanno un comportamento simile agli estrogeni…gli estrogeni sono steriilizzanti? La carne italiana è estrogenata? Leggi qui:… http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/12_02_08_a.php

  • ral

    Mi permetto una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • ral

    Mi permetto una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • ral

    Mi permetto una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • ral

    Mi permetto una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • ral

    Mi permetto una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • ral

    “conformazione del tenue e dentatura”….ancor più difficile affermare che l’uomo sia carnivoro proprio per le ragioni da te espresse….più probabile che i nostri progenitori siano stati frugivori alimentandosi anche di uova e insetti.

    Tant’è che l’uomo paleolitico durante la glaciazione non si nutriva delle “fettine o bistecchine” che si consumano oggi essendo impossibile la frollatura della carne in apposite celle ed essendo sprovvisto di dentatura che consentisse di dilaniare la carne…semplicemente mangiava le interiora quando riusciva ad allontanare con qualche espediente leoni iene ed altri predatori.
    Non essendo conservabile la mangiava tutti i giorni?

    In ogni caso l’uomo ha modificato le proprie abitudini per effetto delle glaciazioni a quanto pare precarizzando anche la propria salute, oggi non mi sembra che ci sia carenza di cibo e, in ogni caso tornando alla tua affermazione, per via della conformazione del nostro intestino e della nostra dentatura, che sia necessario mangiare carne più di una volta la mese.

    Mi permetto anche una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • ral

    Mi permetto una chiave di lettura un pò più sottile da parte dell’articolista…non per sempre, non per il resto dei tuoi giorni, ma almeno una volta nella vita, prova ad uccidere tu il vitello, il coniglio o il maialino del quale ti nutri…non mi sembra che siano espressi giudizi di merito su chi consuma carne o chi non lo fa….semplicemente si riflette sulla coerenza….una pigna non ti guarda negli occhi mentre le infili un coltello in gola, non si dimena per il dolore, non spruzza urine e feci mentre muore, che tu dovrai pulire, igienizzare….prova una volta, se non ti svegli di notte con gli incubi fai bene a continuare a mangiarla comprandola al supermercato, in caso contrario puoi fare altre scelte che non ti sono imposte….sono frutto della tua esperienza…sentirai tu stesso che cosa ti fa sentir bene mangiare e cosa no, al di là delle mode dell’etica e di una marea di discorsi senza senso.

  • valis

    Uccidere un animale è terribile solo per chi ha perso il contatto con la terra. Nella mia vita ho conosciuto parecchi contadini. Nessuno di loro è vegetariano. E ti assicuro che non hanno alcuna remora ad uccidere una gallina. Il figlio di uno di questi è un mio caro amico. Cresciuto a bistecche e formaggio, non aveva alcuna voglia di fare la vita del padre. Dopo essersi trasferito a Milano è diventato vegano. Il padre gli dice che è diventato vegano perchè sta troppo bene. Ora: ognuno è libero di fare le scelte che vuole, ma la presunzione morale dei vegetariani e vegani è pura ipocrisia. Per quanto mi riguarda, le poche volte che sono andato a pesca, non mi sono sentito particolarmente in colpa se qualche pesce (pochi per la verità) abboccava. Certo non è bello vedere una vita che si spegne. Ma questa percezione è figlia dell’abbondanza, ed è presente solo in coloro che non hanno MAI avuto veramente fame.

  • BWV826

    […] Il peggior luogo comune è espresso dall’idea secondo cui l’uomo in passato andava “a caccia”, uccideva terribili nemici e tornava con il cibo per la sua famiglia affamata.
    E’ una storia molto antica e vanta un impeccabile pedigree scientifico. La caccia è stata definita “il principale modello comportamentale della specie umana”.
    Esistono moltissime prove che possono confutare questa teoria
    indicando che la struttura anatomo-fisiologica dell’uomo lo attesta fra gli animali frugivori-vegetariani,
    come gli scimpanzé, i bonobo, i gorilla e gli oranghi. Gli esseri umani si sono adattati anatomicamente e fisiologicamante a una dieta formata soprattutto di cibi vegetali.
    Stephen Jay Gould (Harvard university) ha concluso, in seguito ad uno studio della dentizione umana, che dal punto di vista evolutivo siamo creature essenzialmente erbivore.
    A sostegno della sua ipotesi Milton Mills (Stanford university) propone uno studio basato sull’anatomia comparata.

    La prova evidente è la forma della testa (i carnivori hanno bocche grandi, adatte ad ingoiare grossi pezzi di carne; noi abbiamo bocche piccole, adatte ai cibi vegetali
    più morbidi) e della mascella (probabilmente ci slogheremmo la mandibola se provassimo a immobilizzare una preda con un morso o a triturarne le ossa).
    Gli animali carnivori non masticano il cibo, ma lo ingoiano rapidamente, mentre noi uomini dobbiamo mangiare con lentezza; l’ampio stomaco dei carnivori differisce
    da quello degli erbivori, che è un organo semplice dotato di un lungo intestino tenue; il colon umano ha la struttura “a sacche” tipica degli erbivori.
    Infine i denti sono simili a quelli riscontrabili in altri erbivori: i nostri canini non sono serrati o conici, bensì schiacciati, piccoli e smussati; gli incisivi sono piatti e larghi,
    utili per sbucciare e mordere cibi relativamente morbidi. La saliva umana contiene l’enzima digestivo dei carboidrati, l’amilasi salivare.
    In breve, gli esseri umani hanno la bocca e l’apparato gastrointestinale tipici degli erbivori.

    Pensate, oltre a ciò, a quanto doveva essere difficile per un uomo primitivo, completamente disarmato, uccidere un grosso animale usando solo il proprio corpo.
    Gli esseri umani all’epoca erano alti meno di un metro e mezzo, e pesavano meno di cinquanta chili, dunque erano avversari tutt’altro che temibili per gli altri animali,
    ben più grossi e forti, che cacciavano o si nutrivano di carogne.
    Le nostre unghie poi sono diverse dagli artigli: pensate alle ferite che può infliggere alla pelle umana anche una bestiola piccola come il gatto domestico.
    I gatti sono i carnivori per eccellenza. Gli antropologi Hart e Sussman sostengono, in uno studio recente, che per gran parte della nostra storia evolutiva siamo stati preda
    di altri animali più grandi e forti. Come specie saremmo scomparsi da tempo se non avessimo potuto nutrirci di piante e frutti facilmente reperibili.

    Secondo alcuni siamo autorizzati a mangiare carne proprio dalla nostra natura animale: giacchè gli animali cacciano, uccidono e si nutrono dei loro simili,
    perchè non dovremmo fare altrettanto? Ma se osservate quel che mangia il vostro gatto, vi renderete subito conto che abbiamo gusti piuttosto diversi.
    A quale animale dovremmo assomigliare di più? Dopo tutto su circa 4200 specie di mammiferi, i carnivori sono in numero abbastanza ridotto. […]

    Jeffrey Masson “Chi c’è nel tuo piatto”.
    L.Binford “In pursuit of the past, Decoding the archeological record” (Berkeley 2002)
    O’Connell, Hawkes, Lupo “Male strategies and Plio-Pleistocene archeology”.
    Kappeler, Pereira “Primate life Histories and socioecology”.

  • mincuo

    Forse non ti è chiara una cosa: sull’idea vegetariana in sè io non ho nulla. Ma che qui uno venga a raccontare (o meglio ripetere perchè l’avrà letto chi sa dove) che l’uomo nasce vegetariano, cioè dica palle storiche e palle fisiologiche astronomiche e solo per sostenere la sua ideologia a me personalmenet sta sugli zebedei.
    Quanto alla morale, agli occhietti che ti guardano, ognuno la pensa come gli pare non è che esistono i “moralmente” superiori che vengono col ditino alzato a a dare lezioni e se invece esistono ancora hanno rotto già abbastanza i coglioni al prossimo per decenni, peraltro essendo spesso gente che ha taciuto regolarmente sugli occhietti dei loro simili, sterminati a decine di milioni, e non dei coniglietti.

  • BWV826

    “Se non mangi gli animali sei un’ipocrita perchè anche le verdure hanno sentimenti”.
    L’obiezione è così tipica e banale che su internet esistono già decine di risposte tristemente preconfezionate ad un’assurdità simile.

    Il prof. Stefano Mancuso, uno dei fondatori della neurobiologia vegetale, è in prima linea negli studi sulla presunta “coscienza” del mondo vegetale.
    I suoi lavori dimostrano che è possibile parlare di una sorta di “autocoscienza”, che le piante mostrano con lo stesso scopo di tutti gli esseri viventi: la sopravvivenza.
    “Tutto questo grazie alla zona di transizione, che si trova all’estremità delle radici, spessa non più di un millimetro, che possiede cellule
    con caratteristiche neuronali
    capaci di trasmissioni sinaptiche analoghe a quelle del cervello di un animale inferiore, insetto o celenterato che sia”
    .

    Nonostante questa consapevolezza straordinaria, “nelle piante non esiste un analogo “fisico” del tessuto nervoso”, quel tessuto costituito
    da neuroni ed altre cellule nervose
    e specializzato nella trasmissione di segnali elettrici.
    In altre parole, in base alle attuali conoscenze di fisiologia, i vegetali non sono propriamente assimilabili ad un essere vivente che possiede un sistema nervoso
    che permette il provare dolore.

    Chi dimostra questa sensibilità meritevole nei confronti della questione della “vita” delle piante, dovrebbe considerare che proprio la preoccupazione
    per il consumo indiscriminato
    di vegetali è una delle ragioni più valide per essere vegani.
    Come è ovvio, si consumano infatti spropositatamente più vegetali negli allevamenti intensivi che per il diretto consumo umano.
    Il 70% dei cereali prodotti negli Usa è utilizzato per l’alimentazione animale. Sfortunatamente questi sono pessimi convertitori di calorie (i bovini in particolare i meno efficienti).
    “Per fare 1 kg di carne occorrono più di 9 kg di mangimi. Solo l’11% del mangime finisce per produrre carne, mentre il resto viene bruciato come energia per il processo di conversione”.
    Salva le piante, diventa vegano.

    La purezza intellettuale non esiste, e non appartiene alle motivazioni alla base della scelta vegana come di qualunque altra scelta umana.
    Fa sorridere che la coerenza dei carnivori sia la presunta soddisfazione del proprio palato e i propri costumi imposti da famiglia e pubblicità (sic!).

    Essere vegani non significa avere pretese superiori ed ingenue di estraniamento completo dalla crudeltà sociale.

    La mancata perfezione non è comunque una giustificazione plausibile per non scegliere niente e continuare a mangiare “come fanno tutti”.

    Nota: (contiene commento già presente nel forum del sito).

  • mincuo

    Ma perchè uno che mangia carne deve essere un felino, che l’addenta per ucciderla? Ma va a spasso
    Tiri fuori un propagandista che tra parentesi dice un sacco di vaccate e non mostra diversità dell’apparato digerente e sui denti meglio che lui si consulti qualcosa di meglio.
    Vedi, a me che uno sia Vegan o che mangi solo noccioline o quel che gli pare non me ne frega nulla. Che voglia farne un dogma per tutti dopo che da 200.000 anni gli UOMINI MANGIANO CARNE o non E’ VERO? solo perchè da un po’ alcuni mangiano solo verdura, padronissimi, ma che pretendano di imporlo anche agli altri e con pretesti morali da quattro soldi mi sta sugli zebedei. Che si mangino la verdura, che propagandino pure la verdura ma che non vengano a raccontare frottole e soprattutto a pretendere di voler dire cosa “è giusto” o “morale” e cosa no.

  • BWV826

    Ti consiglierei di non eccitarti troppo. Non credo di meritare le tue offese gratuite.
    Oltre queste, non scrivi nessuna argomentazione.
    Tra l’altro avevo già letto un tuo commento (sullo stesso articolo) in cui ti sbilanci in un approccio neo-Malthusiano (sic!). Forse la propaganda sei tu.
    Concordo soltanto riguardo all’arroganza di chi impone il suo stile di vita (anche alimentare) agli altri.
    Il cibo è più identità e cultura
    che razionalità. Dice chi siamo e soprattutto da che parte stiamo.

    Il problema è che tu hai licenza di essere generico, mentre chi argomenta dev’essere esattissimo.
    Commenta anche l’altro mio intervento, data la malafede del tuo sermone patetico sulla frutta che geme dolorante staccandosi dagli alberi!!!
    Onora Malthus, quando lo “vedi” alla Rockefeller foundation!

  • Georgejefferson

    Mincuo,nessuno ti impone…io personalmente se ti incontrassi a maltrattare gratuitamente un cane perche di moralita e giustizia degli altri non ti frega niente io ti fermo,non me le cerco,ma manco soprassiedo stanne certo.

  • BWV826

    Nel 1971 la FAO pubblicò un rapporto in cui incoraggiava le nazioni in via di sviluppo a dedicarsi alla produzione di cereali per l’esportazione.

    Ai paesi in cui la coltura prevalente era il riso, la FAO suggeriva di passare alla coltivazione dei cereali inferiori, più facilmente consumabili dal bestiame.
    Il governo degli Stati Uniti ha incoraggiato ulteriormente il passaggio, attraverso programmi di aiuti all’estero, legando la concessione di aiuti alimentari
    alla conversione dell’agricoltura a cereali per alimentazione animale.

    Aziende come Purina e Cargill hanno ottenuto finanziamenti pubblici agevolati per aprire allevamenti intensivi di pollame nei paesi in via di sviluppo. […]

    Il risultato di tali operazioni è stato l’integrazione dell’agricoltura locale nell’economia globale: quanto più raccolti nazionali venivano esportati,
    tanto più i paesi erano costretti ad importare sempre più cibo.

    “L’effetto di questa transizione si è rivelato pochi anni dopo, già nel 1984, in Etiopia.

    L’opinione pubblica non era consapevole del fatto che, mentre la carestia mieteva vittime, l’Etiopia dedicava gran parte della propria terra
    alla produzione di mangimi destinati al bestiame di Gran Bretagna ed altri paesi europei”.

    “Sembra scorretto che l’elite intellettuale (di bianchi neoliberisti) dibatta sull’argomento dell’eccesso di nascite nelle nazioni del secondo e terzo mondo,
    ignorando completamente la realtà di una catena alimentare che affama i poveri per placare l’appetito di carne bovina grassa dei ricchi.
    La transizione dell’agricoltura mondiale dall’alimentazione umana a quella animale rappresenta una nuova forma di crudeltà”. […]

    “Consumare grandi quantità di carne di bovini nutriti a cereali sembra la cosa giusta da fare, un diritto ed uno stile di vita.
    Il volto nascosto della cultura della bistecca (o dell’hamburger) viene raramente discusso e rivelato.

    I consumatori di carne sono troppo distanti dagli aspetti più brutali dell’allevamento intensivo per preoccuparsi degli effetti
    che le proprie preferenze alimentari hanno sulle vite degli altri.

    Jeremy Rifkin “Ecocidio”

    Michel Chossudovsky “la globalizzazione della povertà”

  • Jor-el

    Se si chiude un bambino piccolo in una stanza con una gallina e non gli si da da mangiare, è probabile che muoia di fame prima di sbranare l’animale. L’uomo, infatti, non è “onnivoro”, ma è un raccoglitore-frugivoro che, nella storia recente, ha compiuto alcuni salti nella catena alimentare, sia verso l’alto che verso il basso. Da questo nasce il conflitto interiore che tutti viviamo nel mangiare carne. Se fossimo dei veri onnivori o direttamente carnivori, non ci porremo più problemi etici di quelli che si pone un gatto che gioca con un topolino prima di mangiarselo. Noi, invece, ci premuriamo di mascherare la carne, quando la mangiamo, perchè il gusto dell’uccisione non fa parte del nostro DNA, ma solo di una certa cultura acquisita dalla nostra specie in tempi relativamente recenti. La nostra specie si è adattata a mangiare carne per dura necessità, cominciando a contendere ai corvi e ai cani la carne avanzata dai pasti dei predatori (i carnivori predatori perlopiù non mangiano “carne”, ma le interiora degli animali, lasciando le fibre muscolari a sciacalli, iene e avvoltoi). In fondo, ci ripugna ancora.

  • tuccia

    Studiati la dentatura dei due Ardipithecus/Sahelantrophus tchadensis/Orrorin tugenensis, passando poi per Australopithecus anamensis e Australopithecus afarensis, fino ad arrivare a Homo habilis. Vedrai che l’uomo diverrà tale proprio in virtù di una maggiore “carnivorizzazione” dell’apparato masticatorio (che peraltro fu vitale per l’encefalizzazione della nostra specie). Aggiungo che la specializzazione frutti-folivora di scimpanzé e gorilla è posteriore alla separazione delle nostre linee evolutive.

    Inoltre, ricordo che all’inizio del percorso evolutivo l’uomo non fu mai cacciatore, ma saprofago. Pertanto dire che non potevamo uccidere un grosso animale usando il nostro corpo è argomentazione erronea.
    Inoltre, bisogna ricordarsi che se noi non avevamo denti e artigli, potevamo disporre di strumenti affilati e taglienti derivanti da scheggiatura.

    Inoltre, bisogna sempre tener a mente che il consumo di carne non fu mai, eccetto rarissimi casi, quantitativamente preponderante nella dieta umana (basti vedere quelle delle odierne società di cacciatori-raccoglitori): tuttavia la dimensione di un fenomeno non deve tradirne l’importanza.

    Infine, vorrei ricordare che un veganesimo ante-litteram è già stato tentato nella nostra storia evolutiva: vedasi i, purtroppo compianti, parantropi/australopitecine robuste.

    Bis bald.
    Tuccia

  • BWV826

    Grazie per il commento e per i tuoi modi, contrariamente all’altro utente (Mincuo) argomenti con rispetto.
    Volevo solo aggiungere che, come giustamente hai sottolineato, la quantità di proteine animali nella dieta dei cacciatori raccoglitori non è esattamente paragonabile
    allo stile di vita odierno, ovviamente smodato anche rispetto a pochi decenni fa.
    “La novità storica dell’industria dell’allevamento intensivo è l’aver capito che non occorrono animali sani per fare profitto. Gli animali malati sono molto più redditizi”.
    Manipoliamo i geni di questi animali, li nutriamo con cibo che i loro stomaci non sono fatti per assimilare, gli diamo ormoni della crescita, li imbottiamo di ogni genere di antibiotici
    di cui non sappiamo abbastanza. “Grazie alla manipolazione genetica , i polli da carne (broiler) sono stati indotti a crescere più del doppio in meno della metà del tempo”.
    Non riescono nanche a camminare normalmente, immaginiamoci avere rapporti sessuali… Basta guardarli per farsi passare l’appetito.
    Non sono cibo, sono corpi torturati. La presunta saprofagia all’inizio del nostro percorso evolutivo é/sarebbe stata decisamente più sana.
    A favore dell’ipotesi che sostieni: anche l’archeologo Lewis Binford ha sostenuto che i nostri progenitori non consumassero grandi quantità di carne,
    ma che fossero appunto mangiatori di carogne. “Si sarebbero avvicinati furtivamente alle carcasse dopo che altri animali si erano rimpinzati a volontà”.

    Fortunatamente la scienza dell’alimentazione garantisce che la dieta vegana non vincola a condividere la triste fine dei parantropi/australopitecine robuste.
    Grazie ancora per lo scambio, un saluto anche a te!

  • tuccia

    Il punto è che è sbagliato sostenere la “necessità” di una dieta vegana su base storica, rifacendosi, ad una sorta di mitica età dell’oro.

    Il fatto è che l’uomo diventa tale in quanto inizia ad assumere carne: che poi l’impianto di base su cui si impostano le modificazioni corporee dovute alla maggiore dieta carnea sia quello di un animale, probabilmente onnivoro e scarsamente specializzato, per nulla simile ad un odierno animale carnivoro, non deve suggerire quella che fu (e quello che dovrebbe essere) la nostra dieta, tutt’altro.

    La “necessità” di una dieta vegana dovrebbe quindi essere sostenuta su base etica e/o ambientale, disponendo di motivazioni molto più pregnanti rispetto a dire che “l’uomo non dovrebbe mangiare carne perché all’inizio era un frugivoro”.

    Comunque la saprofagia proposta da Binford è stata ultimamente rivista (in chiave antropocentrica): una saprofagia non di chi si ciba di quello che lasciano gli altri, ma di chi ruba con la forza agli altri predatori il pasto (ponendosi così di fatto al vertice della catena alimentare)….non so se mi spiego… (anche oggi in savana non vince il più forte, ma chi è di più e fa più casino)

    In ogni caso, come disse Feuerbach, “Mann ist, was er isst” L’uomo è ciò che mangia e, aggiungo, come si procura il suo cibo

    Ciao

  • mincuo

    BWV826
    Io ho detto una cosa semplice che pure BWV826 potrebbe capire, sforzandosi un pò.
    Gli uomini da 200.000 anni mangiano carne.
    E questo è un fatto.
    Tutte le culture, religioni, sotto tutte le latitudini hanno mangiato carne e pesce per millenni. E questo è un altro fatto
    L’etica e la morale non l’hanno inventata i Vegan, e nemmeno anzi mi pare che abbiano fatto nulla di memorabile, in quel senso, salvo il livello dell’articolista qui, con gli occhietti che la guardano
    Che poi uno abbia una morale diversa è lecito, che pensi che sia quella giusta anche ma che voglia imporla agli altri, e voglia instillare agli altri dei sensi di colpa in base alle sue stupidaggini fatte di morali antropomorfe, che vada a spasso.

  • BWV826

    L’accusa che muovi è incomprensibile: quando mai avrei manifestato l’intenzione di imporre qualcosa a qualcuno?! Forse dovresti specificarlo.
    Tra l’altro sei proprio tu che definisci “stupidaggini” cose che, pur legittimamente, neanche conosci.
    Non occorre necessariamente inventarsi scuse per offendere quando ci si esprime, ma questo un Mincuo non lo può capire neanche sforzandosi
    (perdona se prendo a prestito il tuo linguaggio fastidioso). Il livello delle tue provocazioni non ti consente di permetterti un’arroganza simile.

    Spero che tu non sia un onanista dell’aggressione in cerca di gloria intellettuale. E’ possibile discutere di argomenti anche da posizioni diverse, se l’ego lo permette.

    “Se anche potessimo sostenere che mangiare gli animali è naturale, tale argomentazione non avrebbe molto senso dal punto di vista etico.
    Se è lecito, persino Aristotele considerava naturale tenere degli schiavi (servo per natura), ma oggi riteniamo avesse torto”.

    Poi nessun commento sul tema “anche le piante soffrono”?!

  • BWV826

    Il favoleggiare su una mitica età dell’oro in cui l’uomo era vegano non mi riguarda. Sono d’accordo che abbia importanza relativa.
    Le citazioni che ho inserito fanno parte di un dibattito specifico sull’idea “lava-coscienza” che mangiare carne all’occidentale si deve, “perchè così l’uomo ha sempre fatto”.
    Dal punto di vista etico, salutista, politico, quest’impostazione non ha chiaramente nessuna rilevanza.
    In altri commenti credo di aver già abbondantemente proposto alcune delle tematiche che stanno alla base di una scelta vegana
    (tranne la questione ambientale che giustamente citi e di cui non ho scritto).

    La cosa che mi colpisce maggiormente è il tuo sostenere che “l’uomo diventa tale in quanto inizia ad assumere carne” separandosi dai fratelli frugivori
    con cui condivide la conformazione etc… Se hai modo potresti fornire qualche informazione in più a riguardo? O eventualmente consigliarmi delle fonti che ritieni affidabili?
    Grazie ancora.

  • tuccia

    No, ma infatti…anche se poteva sembrare un'”accusa” nei tuoi confronti, voleva riferirsi a idee e concetti che sento spesso ripetere nel “mondo” pro-vegan a parziale giustificazione della loro scelta…

    Come ho accennato in un post precedente, contrariamente a quanto si credesse in passato, con la scoperta (e pubblicazione) dell’Ardipithecus ramidus, si sa (ovviamente si pensa) che le australopitecine (da cui noi deriviamo) non avevano la stessa dieta attuale di scimpanzé e gorilla: nel senso che la dieta maggiormente frugivora di uno e maggiormente folivora dell’altro non sono condizioni proprie dell’antenato comune alle nostre tre linee evolutive. Io, infatti, intendevo che la nostra conformazione fisica per la maggior parte tradisce caratteristiche non carnivore, in virtù proprio della nostra storia evolutiva, che fu principalmente onnivora (e precedentemente mi pare insettivora) ed è riflesso di una storia molto più lunga degli ultimi milioni di anni. Un consumo maggiore, ma non maggioritario, di carne si avrà solo e contestualmente alla nascita del genere Homo, come sembrano evidenziare i nostri denti in rapporto ai denti delle australopitecine.

    Se vuoi ti passo un ppt che ho fatto un paio di anni fa che riguarda principalmente la dieta dei nostri antenati precedenti all’uomo, altrimenti se vuoi analizzarti le fonti e farti la tua idea ti passo i riferimenti bibliografici.

  • BWV826

    Ti ringrazio davvero per la tua disponibilità. Ovviamente confermo che sono interessato a leggere il materiale che ti senti di condividere o altro che ritieni valido. Fammi sapere.

  • tuccia

    Basta che mi scrivi un’indirizzo e-mail e ti invio quanto ho!

  • Elisenda

    Il neoliberismo dei bianchi da Lei citato potrebbe aiutarLa a riflettere sul fatto che (secondo questi s***** che ci rappresentano) il mondo sia diviso in zone “meritevoli” di spazio, verde, industrie che offrono posti di lavoro e zone atte specialmente a smaltimento dei rifiuti, privatizzazione di terreni i cui raccolti verranno poi esportati, manodopera a basso costo e via dicendo. Purtroppo (e qui lo dico per apofantiche ragioni) approvo il suo ragionamento nonché il riferimento allo scienziato Rifkin.

    Tuttavia, crede che il dibattere su un argomento piuttosto che un altro corrisponda a puntare i riflettori soltanto sul primo piuttosto che sul secondo?

    Una volta, un amico palindromo mi ha riferito che “Qualche volta le persone inciampano nella verità. La maggior parte di coloro che si imbattono in questa la ignorano e se ne vanno”.

    Inciampare nella verità significa anche sensibilizzare l’opinione pubblica affinché questa non sia più un soggetto ignorante, del tipo “l’opinione pubblica non era consapevole del fatto che…”.

    Sostengo comunque la teoria malthusiana secondo la quale “qualcosa” avverrà e spazzerà via il surplus di individui che pesano su questa terra, sperando che tale “dimagrimento” sia sufficiente a far prendere fiato al pianeta soffocato dal nostro peso immane.

    Zizek direbbe che tutto segue una logica e dovremmo semplicemente aspettarci periodi più bui di quelli che abbiamo già vissuto, ma lo direbbe sghignazzando.

  • BWV826

    La ringrazio per il riferimento al “cattivo” filosofo Zizek. Credo che questi chioserebbe: “disgraziato colui che vive in tempi interessanti”!

    Per decenni gli intellettuali hanno avuto fremiti di voluttà pensando alle epoche di caos rivoluzionario del primo ‘900.
    Ora ci risiamo, ma temo sarà anorgasmico esserci dentro. Questa volta la cosa è regressiva.

    Come banalmente si dice, il mondo è stato diviso tra chi compra e chi esporta…
    ma ora che la deflazione competitiva dei salari distrugge il mercato interno europeo avremo, secondo alcuni autori, uno squilibrio diverso.
    Nazioni in blocco in grado di produrre a basso costo per esportare, ma senza nessun mercato di sbocco in grado di fare da traino con domanda adeguata.

    Abbracci forte il Suo amico (?) per la citazione (Winston Churchill?!).

    La verità non è in ogni caso “un cristallo da mettersi in tasca” in modo da possederlo. “La verità non si dice. Non si nasconde. Si accenna”.
    Credo sinceramente che a tutti noi faccia dispiacere trovarsela di fronte mentre torniamo a casa la sera. Non la vogliamo proprio, anche chi finge di cercarla.
    Al limite paghiamo il risibile prezzo di qualche senso di colpa. Un basso prezzo, in quanto permette di non cambiare nessuna delle nostre abitudini e convinzioni eteronome.

    Nonostante la Sua cortesia nell’argomentare a riguardo, mi perdoni se perdurerò nello stretto rifiuto di ottiche malthusiane di abbattimento della popolazione.
    George Mombiot scrive che uno solo degli ultra-ricchi che vivono con barca e piscina a temperatura da bagno per tutto l’inverno distrugge le risorse comuni
    più velocemente di 10 miliardi di persone che vivono come contadini africani. “Ma siccome i super ricchi hanno la buona creanza di non procreare molto,
    così i club esclusivi che martellano a proposito degli eccessi di riproduzione umana li lasciano in pace. […] Incolpare i poveri degli eccessi dei ricchi”.
    Aggiungo soltanto che, nonostante l’artificiale “scala delle proteine” che l’industria dell’hamburger ha costruito, c’è già cibo per tutti.
    Solo che il cibo “non va dove c’è la fame, ma dove sono i soldi”. Il problema non è quindi la popolazione, ma gli interessi privilegiati che l’industria agro-alimentare premia.

    Proseguire la nostra comunicazione all’interno di questo spazio sarebbe una gradita novità, in ogni caso Le porgo cordiali saluti!
    Attendo di poter commentare la Sua prossima traduzione per il presente sito. Un abbraccio.

  • BWV826

    Rileggevo i commenti per farmi un’idea generale riguardo alle reazioni al tema del vegetarianesimo (nonostante l’articolo non sia in effetti granchè).
    Credo che il tuo sia stato un contributo davvero rimarchevole e insuperato.
    Quindi mangiare animali è etico perchè tanto non soffrono solo loro, ma anche i “cuccioli di mela” che gemono cadendo dall’albero?
    A proposito di “palle fisiologiche astronomiche” (ripeto termini non miei).

    E’ ovviamente legittimo il non interessarsi a questo tipo di problemi e magari porsene su altri ambiti altrettanto o anche più meritevoli.
    Ma occuparsi di veganesimo impedisce forse di occuparsi di Monti o Obama, dei crimini a danno dei palestinesi o dei libici?
    Le cose sono più connesse di quanto sembri. Infatti, a proposito degli “occhietti dei nostri simili sterminati a milioni”, il filosofo Theodor Adorno scrive:

    “Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa… sono soltanto animali”.