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LA CLASSE POLITICA PRENDA AD ESEMPIO ANDREOTTTI

DI MASSIMO FINI
Il Gazzettino

Giulio Andreotti ha compiuto novant’anni. Confesso che sono un po’ affezionato al «divo Giulio», come a Mike Bongiorno o a una vecchia zia, perché erano già su piazza quando io ero bambino e finché esistono posso ancora illudermi d’essere un ragazzo. Ma ci sono ragioni più solide per cui nutro simpatia e una sincera stima per Giulio Andreotti.
L’ho incontrato due sole volte. La prima fu per un’intervista. Correvano i primi anni Ottanta ed io, dopo essermi dimesso dall’Europeo, lavoravo per un piccolo mensile, «Pagina». Poiché eravamo quasi un samizdat avevamo difficoltà a intervistare politici anche di seconda schiera. Volevamo fare una grossa inchiesta intitolata «Togliere la capitale a Roma», un’intuizione prebossina. E fra le persone da sentire ci sembrava essenziale l’onorevole Andreotti, romano per giunta. Telefonai, senza molte speranze, alla sua segretaria, la mitica Enea che mi chiese l’argomento dell’intervista, i miei tempi e quanto avrei tenuto occupato Andreotti. Risposi che il discorso era complesso e che avevo bisogno di un’ora. L’Enea disse che mi avrebbe dato una risposta nel giro di mezz’ora. E così fu. Mi disse che Andreotti mi avrebbe incontrato a Milano, in un centro cattolico a due passi dall’aeroporto e che poteva darmi solo quaranta minuti perché subito dopo doveva partire per Roma. Stupii. Se fosse stato un giornalista tedesco o scandinavo sarebbe stato normale perché in quei civili Paesi si fa proprio così: si telefona alla segretaria del ministro e in un’ora si ha una riposta. Ma sono un giornalista italiano e so che per intervistare anche politici di mezza tacca bisogna prima strusciarsi a una pletora di portaborse.Ci incontrammo all’ora fissata. Andreotti era seguito da una sua piccola corte. Entrammo in una grande sala vuota occupata solo da un tavolo e due sedie. La corte rimase rispettosamente sulla porta, aperta. Poi il «divo Giulio» fece un cenno, la porta si richiuse e rimanemmo soli. In quel momento pensai che avrei potuto uccidere Andreotti. Di tutti gli uomini politici che ho incontrato, anche della vecchia leva (e ci sono personaggi come Fanfani, Nenni, Amendola, Malagodi) che era molto più preparata e colta dell’attuale, Andreotti è quello che conosce meglio la macchina dello Stato, i meccanismi istituzionali, la burocrazia, l’amministrazione oltre che la storia e lo dimostrò anche in quella piacevolissima conversazione.

Il secondo incontro fu più bizzarro. Mi trovavo all’ippodromo delle Capannelle e camminavo a testa china leggendo «Il Cavallo», quando mi scontrai con un uomo che stava facendo la stessa cosa. Gli caddero gli occhiali, li raccolsi e glieli porsi. Rialzandomi mi accorsi che era l’onorevole Andreotti. Solo. Senza scorta. Probabilmente l’avrà anche avuta ma non si vedeva. E anche questa è una lezione di stile agli scalzacani che oggi girano con al seguito eserciti privati, intesi come status simbol.

Andreotti avrebbe anche potuto essere il mandante dell’omicidio Pecorelli (è stato assolto) ma in ogni caso ha dimostrato sempre di avere senso dello Stato e di essere classe dirigente. Sottoposto a un logorante procedimento penale durato sette anni si è difeso nel processo e non ha mai detto di essere vittima di un «complotto» della magistratura. Perché una classe dirigente che ha senso di se stessa non delegittima le Istituzioni. Perché sa che sono le «sue» Istituzioni. A differenza degli avventurieri e degli uomini «après moi le deluge».
Ma il capolavoro di Andreotti è stato in politica estera. In tempi in cui, a differenza di oggi, l’alleanza con gli Stati Uniti era obbligata, per contenere «l’orso russo», è riuscito a fare una politica relativamente autonoma dagli americani, soprattutto nei confronti dei Paesi arabo-musulmani che noi, a differenza degli Usa, abbiamo sull’uscio di casa. Una politica intelligente, e rischiosa, i cui frutti cogliamo ancora oggi.

In un altro Paese europeo Giulio Andreotti sarebbe stato un grande uomo di Stato. Da noi ha dovuto arrangiarsi, compromettersi, avere anche, prima del 1980, rapporti ambigui con la mafia. Ma in quegli anni li avevano tutti, compresi (vedi Gunnella) i repubblicani dell’integerrimo Ugo La Malfa.
Per cui, onorevole Andreotti, io l’assolvo dei suoi peccati, se li ha, e le auguro di arrivare a cent’anni. Ma sono sicuro che lei mi risponderebbe come quel Papa: «Non mettiamo limiti alla Divina Provvidenza».

Massimo Fini
Fonte: www.massimofini.it
Uscito su “Il gazzettino” il 09/01/2009

Pubblicato da Davide

  • lino-rossi

    non sono d’accordo. lo Stato doveva opporsi al diktat dei poteri fortissimi. in primis “trattando” nel caso Moro, in modo da guardare il piatto (vuoto). e poi … soprattutto, bloccando il piano criminale andreatta/ciampi di distruzione del nostro paese (solo Formica si è comportato bene attaccando Andreatta (le comari)). Andreotti ha guadagnato, nell’ipotesi migliore, un angolo del luogo nel quale vanno gli ignavi.
    potrà forse dire: “non potevo fare di più!” oppure “il coraggio uno non se lo può dare!”
    ma non basta per uscire dall’ignavia.

    anche d’alema è decente in politica estera (mi riferisco al caso del Libano, ma con gli occhi chiusi sulla Serbia) ed osceno in politica economica, ma non basta la politica estera per salvarsi. la storia lo ricorderà come uno che ha venduto la sua gente per trenta denari ed una bagnarola.

  • virgo_sine_macula

    Concordo pienamente con l’autore dell’articolo,Andreotti e’ stato sicuramente il piu’ grande politico italiano del dopoguerra,un bastione contro il dilagare della canea rossa,un pozzo cui attingere nei momenti di difficolta’,un salvagente cui aggrapparsi nelle burrasche.Nonostante
    appunto sia stato sottoposto ad un infame processo con infami accuse
    da un orribile tribunale della nuova inquisizione comunista,in cui il cotonato procuratore caselli voleva addirittura farci credere che Zio Giulio avesse addirittura baciato toto’ Riina dopo essere sceso da una panda,ha sempre mantenuto un contegno e una compostezza esemplari
    rispettando il comandamento cristiano di porgere l’altra guancia e di perdonare i suoi turpi aguzzini.Un esempio come statista,un esempio come uomo,un fulgido esempio come cristiano.

  • mirko1313

    sì, un esempio per te, infatti ne sei il risultato. Bell’esempio del cazzo…

  • virgo_sine_macula

    Ognuno sceglie gli esempi che piu’ gli aggradano,io non contesto affatto se ti prendi Stalin come esempio:buona fortuna

  • castigo

    Andreotti avrebbe anche potuto essere il mandante dell’omicidio Pecorelli (è stato assolto)

    beh. se è per quello anche il nano è stato assolto, ed in più di un procedimento penale, ma mi pare di ricordare un articolo nel quale il signor fini non aveva dubbi nel considerarlo colpevole a prescindere.
    mi pare eh, che magari mi sbaglio, perché fini è sempre così imparziale…..

    ma in ogni caso ha dimostrato sempre di avere senso dello Stato

    cioè di saper rubare con stile???

    e di essere classe dirigente.

    eh già, si sente proprio il bisogno di una classe dirigente, noi poveri mentecatti che non siamo nemmeno capaci di levarci le dita dal culo senza un andreotti che ci spieghi come si fa…..
    bella dirigenza, comunque, come se la situazione nella quale ci troviamo non fosse stata causata proprio da questi grandi statisti….

  • TitusI

    Beh, magari una giusta via di mezzo una volta tanto la si potrebbe trovare.
    Andreotti non e’ un santo, ed i suoi rapporti con la mafia sono certi, ma perche’ facevano parte dei suoi doveri di stato, quindi seppure e’ colpevole, io lo assolvo, ma la sua colpa, quella che fa di lui un NON GRANDE statista, ma se mai un grande uomo di potere, e’ stato il mentire costantemente al suo popolo, per cinquant’anni, magari dal suo punto di vista lo ha fatto a fin di bene, avendo forse anche ragione, ma lui e’ stato un uomo politico in una democrazia, almeno cosi’ ci hanno detto,e come puo’ essere un grande statista democratico uno che svolge le sue mansioni all’insaputa del popolo, con scopi inaccettabili al popolo, con mezzi inammissibili, coprendo il tutto con uno spesso strato di menzogne?

    Per me Andreotti ormai e’ un pezzo di storia, e lo vedo con una lente che mi dice che comunque e’ stato un uomo di un livello spropositatamente piu’ alto anche del migliore dell’attuale classe politica, ma certo se fossi stato adulto ai tempi in cui lui era presidente del consiglio, sarei stato un fiero oppositore, i grandi devono fare cose grandi per essere ricordati come tali, lui ci ha tenuto bene nel solco, e questa non e’ una impresa memorabile.

    Fini, mi sa che ti sei dimenticato qualcuna delle imprese del buon Divo Giulio, magari dipende dal fatto che ora sta probabilmente per lasciarci e
    vuoi restare:

    vergin di servo encomio
    e di codardo oltraggio

    Comunque condivido appieno la logica delll’articolo.

    TitusI

  • PaoloYogurt

    Non capisco perché certa destra abbia questo sacro terrore dei comunisti anche a vent’anni dalla loro scomparsa. E soprattutto perché non concepiscano avversari che non siano ipso facto estremisti/difensori della dittatura socialista. Sarà che Berlusconi ha appestato la comunicazione politica (per carità, lungi da me l’antiberlusconismo militante, però…).

  • Tetris1917

    Glorifichiamo tutti il santo patriarca Don Giulio Andreotti, figlio prescelto del santissimo Alcide De Gasperi, uno dei padri fondanti, della moderna e santissima repvbblica italiana. Portiamo candele accese e inginocchiamoci tutti. Gloria al padre e al figlio e allo spirito santo.

    In tutta questa orgia di allecchinaggio ideologico, sia bavoso del servo Mimun di tg5, sia intellettualmente schiavo come quello che ha appena fatto il filosofo del futuro divenire, Massimo Fini, tanto per citarne qualcuno; vien fuori sempre l’inconfondibile sprezzo per la verita’ storica: ossia quello che ha fatto Don Giulio nella sua “inappuntabile” e gia’ santa vita in terra.

    Altro che bacio alla mafia. Mi vengono in mente tutti i zappaterra meridionali prima uccisi, dal loro cagnolino Mario Scelba, e poi venduti in cambio di sacchi di carbone, al Belgio. O dati in pasto, attraverso le compagnie religiose militanti, all’esercito Americano. Oppure i reparti speciali di KoSSiga, negli anni 70. E il suo “delfino” Moro? Storia passata, vero caro intervistatore Fini?

    Stai tranquillo, caro filosofo-intervistatore-giornalista, la classe politica ha preso esempio.

  • mirko1313

    no, ma io ho hitler come esempio, vai tranquilla

  • stigas

    a me,Massimo Fini,piace moltissimo…ma questo articolo lo trovo una cagata pazzesca…se,un presidente del consiglio,che è stato in carica per ben 7 volte,avendo accertati rapporti con esponenti mafiosi di spicco,è tra i migliori politici che questa nazione ha,figuriamoci gli altri…

  • 2novembre

    Fini, ma và a ciapà i ratt….

    Va bene essere anticorformisti, ma un pò di pudore nell’adulare Andreotti non farebbe male.

  • IVANOE

    Caro Fini e perchè no cossiga ? Che male ti ha fatto ?
    non sò che cosa ti sei preso quella sera che hai scritto il post sopra, ma sarebbe veramente il caso che ti rileggessi un pò di storia… altri sono gli uomini da ammirare :Don Zeno che ti pare ?
    Comunque ringrazio il post di cui sopra perchè finalmente giochiamo tutti a carte scoperte. ti sei rivelato anche tu il classico radical-scik.
    Niente di nuovo pertanto sei vecchio come il tuo andreotti.

  • snypex

    L’apologia di uno che e’ stato indagato per associazione mafiosa e NON ASSOLTO, ma passato ingiudicato per REATO PRESCRITTO a causa dei tempi della giustizia, mi lascia molto perplesso: e’ il fascino del divo che fa strage dei piu’ deboli… E COSI’ SIA!.

  • sickboy

    L’apologia di uno che e’ stato indagato per associazione mafiosa e NON ASSOLTO, ma passato ingiudicato per REATO PRESCRITTO a causa dei tempi della giustizia, mi lascia molto perplesso: e’ il fascino del divo che fa strage dei piu’ deboli… E COSI’ SIA!.

    Ok, pero processo da prendere con le pinze. Un po perche la magistratura, puttana eva, mai che li becchi PRIMA i potenti. Ma soprattutto perche tutto basato sulle rivelazioni di un pentito – cioe la parola di un mafioso. Figurarsi se Andreotti non ha avuto rapporti con la mafia, ma bisognerebbe sapere che tipo di rapporti e perche e il comportamento generale dei politici.

    Poi, per quanto mi riguarda, rimane un arraffasoldi che non ha lavorato un giorno in vita sua, ma questo giudizio riguarda tutti i politici. Solo non bersi sempre la propaganda tutta d’un fiato (i giornali han dato fuoco alle polveri quando il Divo ormai era un vecchietto senza potere politico)

  • portoBF

    Grande Massimo Fini, fa diventare simpatico (e lo è, per la sua grande intelligenza politica), uno statista abbastanza bistrattato in questi ultimi anni, ma sicuramente una delle menti più brillanti del novecento. Grazie a massimo Fini per come scrive, e grazie anche all’onorevole Andreotti per quello che è.
    Saluti.

  • Eli

    Un giornalista che stima sinceramente Andreotti è marcio dentro. E le sue invettive contro il Potere sono invidia e rabbia perchè a lui non lo concedono. Orripilante!

  • idea3online

    Ma:

    Abbiamo mai fatto tutti questi complimenti a Gesù?

    La vita è strana, ha dato la Sua vita per noi e lo bestemmiamo, un uomo diventa un idolo, non dico non sia giusto ammirare la capacità di un uomo ma dire dello stesso: «divo Giulio».

    Chi è più buono Gesù o Belsebub?

    Non dico non scrivere un elogio per il «divo Giulio»., ma ogni tanto scrivere anche qualche cosa sul divo Gesù, ma nel suo caso sono sicuro che in un processo riverrà condannato a formula piena per avere commesso REATO.

  • idea3online

    Ma certamente come politico lo considero uno dei migliori, in quanto non si è mai accanito contro il popolo, ma ha creato i presupposti per non andare agli estremi di disparità sociale tra ricchi e poveri.

  • Tao

    Egregio Signor Massimo Fini,

    ho letto sul sito “comedonchisciotte” un suo articolo riportato da “Il Gazzettino”: ”
    LA CLASSE POLITICA PRENDA AD ESEMPIO ANDREOTTI”.

    Tengo a dirle che anche se tutto quello che lei dice in detto articolo fosse “solo la verità e niente altro che la verità”, non credo affatto che esso sarebbe in ogni caso “tutta la verità” di cui importi tenere conto sul personaggio Andreotti, fino al punto di proporlo come esempio esimio da seguire per altri politici.

    Per quel che mi riguarda, permane un fatto gravissimo a carico di Andreotti: a suo tempo Andreotti ha scelto di non salvare la vita di Moro, massimo dirigente della DC e suo stretto collega ed “amico” nello stesso partito della DC; e questo, a detta di “tutti”, per “Senso dello Stato”, cioè per rispetto dello Stato e per non abbassarsi e per non abbassare lo Stato a trattare con una organizzazione criminale come le “Brigate Rosse”.

    Cioè Andreotti, quasi parafrasando Aristotele che si dice abbia detto: “Amicus Plato, sed magis amica Veritas”, tra la lealtà a Moro, “amico” e collega di Partito, e la lealtà a Berlinguer ed altri simili sodali dell'”Arco Costituzionale” di questo “Stato nato dalla Resistenza”, preferì essere amico di questi ultimi.

    Ma: Berlinguer, il PCI col suo “Partito della Fermezza”, lo “Stato nato dalla Resistenza”, ecc., erano questi la grande “Veritas” di cui preferì essere “più amico” Andreotti, piuttosto che di Moro?

    Il risultato attuale è… Stato che:

    1) Andreotti, al massimo “se l’è cavata personalmente per il rotto della cuffia”, perché i suoi “grandi amici costituzionali”, a cui egli è stato tanto leale, non l’hanno fatto ammazzare fisicamente come Moro, bontà loro, ma l’hanno ammazzato lo stesso “politicamente” con tutta la valanga di fango giudiziario e massmediatico che gli rovesciato addosso per decenni.

    2) La Dc di Moro ed Andreotti si è sfasciata totalmente; e difatti: Che coesione ci poteva più essere nella DC? Chi si fidava più di amici di partito e di un partito che ti aiutano quando sei nella buona fortuna e ti mollano quando sei in disgrazia?

    3) Il PCI, poi, ovvero gli “amici costituzionali” di Andreotti, “esauritosi il dinamismo della Rivoluzione d’Ottobre”, si sono sfasciati anche loro e si stanno squagliando anche loro come neve al sole, con l’aggravante che tra l’altro, tradendo ogni ideale precedentemente proclamato, hanno collaborato e collaborano ancor oggi col peggio della DC ed altri compari similari per tradire e a svendere, per proprio personalissimo o correntizio tornaconto, le basi sociali dei loro partiti, e praticamente tutto il “Popolo Italiano”; infatti hanno alienato e collaborato ad alienare tantissime ricchezze dello “Stato nato dalla Resistenza” da indebitarlo inoltre in mille modicon gli strozzini di tutto il globo, fino all’assurdo del terzo più grande debito mondiale .

    4) Ormai, lo “Stato” per cui Andreotti sacrificò Moro, è apparentemente in mano a Berlusconi e Di Pietro, due “homines novi” che si conoscono bene perché si incontrano e si scontrano da tanto tempo quasi come giocando a guardie e ladri; e nella loro resistibile ascesa sociale si inseguono da sempre con vite complementarmente intrecciate come i personaggi tipici, anzi come le Maschere della tipica Commedia dell’Arte Italiana, creando, con la loro azione nella nostra società e nel nostro mondo, le premesse di guasti che sono e saranno ancora peggiori del crollo della DC e del PCI.

    Sarebbe stato meglio che Andreotti avesse cercato di salvare Moro!

    Di fronte a tutta Italia, di fronte a tutto il Mondo avrebbe dimostrato che in Italia c’era almeno qualcuno che sapeva, con giusta fermezza, rinunciare al proprio miope “particulare” guicciardiniano, in nome di un più lungimirante concetto dell’amicizia e della fraternità che trascende questo “Stato” contingente, concetto che avrebbe potuto essere una più adeguata base per un più giusto, solido e duraturo Stato.

    Onestamente, credo che Andreotti, prendendo posizione per la trattativa, forse non avrebbe salvato la vita di Moro, e forse non avrebbe neanche salvato la sua propria vita, e men che meno avrebbe salvato la sua carriera politica; ma certo avrebbe dato a tutti noi ed a tutto il paese un esempio morale più apprezzabile e lungimirante, perché più all’altezza dei tempi in cui stanno naufragando oggigiorno non solo questa “Magistratura”, ma anche tutto questo “Stato” in cui egli ed altri ribadiscono ancora adesso di avere tanta fiducia, ma che, sempre più agli occhi di molti, sembrano organismi sociali addirittura più acciaccati e decrepiti dello stesso Andreotti.

    Andreotti forse avrà la gran soddisfazione di sopravvivere ancora a tanti altri suoi avversari e nemici e forse camperà anche fino a festeggiare i suoi centanni.

    Ma per me e per moltissimi in Italia e nel Mondo, Andreotti è rimasto e rimarrà un uomo di superiore… mediocrità, un esempio politico particolarmente mediocre; perchè nel momento della prova più grande ed importante della sua vita sociale e politica, come tanti altri a suo tempo nella prova dell’8 Settembre 1943, seppe solo salvare la sua vita e forse anche qualche briciola della sua carriera; ma diede la misura dei suoi gravissimi limiti ideologici e politici, perché sempre e soprattutto fu colui che più di tutti non fece onestamente, apertamente e modestamente tutto quello che c’era da fare per salvare la vita del suo amico Moro, per preservare la saldezza della DC, e per proporre implicitamente un rinnovamento dello Stato ad un livello superiore; egli invece, più di tutti, pose in essere nella nostra società, un ambiguo meccanismo morale a tempo che portò allora alla morte di Moro, poi allo sfascio della Dc e della Prima Repubblica, e successivamente sta oggi portando allo sfascio ed alla smobilitazione di questa attuale Magistratura, e chiaramente, col “vento che fischia ed urla la bufera” di questi tempi di crisi mondiale porterà inevitabilmente allo sfascio di questo Stato per forse molto presto… domani.

    Distinti saluti.

    Duccio Mallamaci

  • alverman

    Leggendo questo articolo mi è venuto in mente la strofa di un famoso monologo del grande Gaber : ” Quacuno era comunista perchè Berlinguer era una brava persona. Qualcuno era comunista perchè Andreotti non era una brava persona…

    Articolo ruffiano che denota come anche Fini si lasci coinvolgere dalle passioni intimiste e intimistiche che provoca un personaggio pubblico e potente come Andreotti.
    Da parte mia non lo ritengo ( Andreotti ) un personaggio da prendere a esempio.
    Saluti a tutti.

  • nessuno

    Qui di infame ci sei solo tu: il tuo caro andreotti per i reati di mafia fino ad una certa data ha avuto la prescrizione.Sai cosa significa? CHE ERA COLPEVOLE DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA.Prima di parlare e scrivere cerca un cervello che funzioni il tuo ha perso o non ha mai avuto i cluster necessari per funzionare.
    Stai attenta perchè i komunisti ti mandano a tagliare cubetti di ghiaccio in siberia dopo averti seviziata abbondantemente .
    E tu saresti un insegnante? o 38 mal acchiappata datti all’ippica

  • kant

    da non credere. Dopo aver reclutato il sionista d’assalto Travaglio, adesso Fini fa anche l’elogio di Andreotti. Sono basito. Ma come, e tutti i morti della strategia della tensione? E gli intrecci politica-mafia-massoneria-servizi segreti? Ma vergognati Fini

  • mazzi

    Vedi Fini, tu fai quello che fanno un po’ tutti – che hanno fatto un po’ tutti, gli stessi che hanno sempre ammirato individui come Alessandro Magno, Cesare, Napoleone ecc.
    Tu ammiri la forza, l’astuzia, la classe, al di la’ della corruzione, dell’intrigo, del crimine nascosto e eretto a sistema.
    Tu in pratica dici che in quella valanga di merda generale in cui la politica generamente sguazza, a uno che si sollevi al di sopra del livello medio (della suddetta merda), si puo’ fare anche tanto di cappello. Dimenticando che chi spunta sopra la merda sempre merda e’.
    In poche parole il tuo e’ un avvallare e un giustificare un costante stato di putridume dandolo per scontato. Forse a occhio e croce potra’ anche sembrare un approccio realistico. Ma e’ tuttavia profondamente immorale, perche’ tale accettazione non ha limiti (e l’abbiamo visto) e si finisce con l’accettare tutto, ma proprio tutto, e tra le altre cose si finisce con l’assumere un travaglio ecc.
    E’ la logica di questo ragionamento che ha poi prodotto l’attuale momento: il berlusconismo, e ben ti meriti le lodi di tipi che parlano di canea rossa. Forse proprio lodi del genere dovrebbero suonarti come la peggiore critica.

  • vraie

    “In quel momento pensai che avrei potuto uccidere Andreotti”
    Invece hai fatto l’intervista
    bravo! continua

  • virgo_sine_macula

    Complimenti allora cosa mi dici degli orrendi massacri di gaza,vorrei sentire un parere disinteressato.?

  • virgo_sine_macula

    Non mi risulta che il cavaliere nero,piduista fascista e reazionario,sia un grande estimatore dell’onorevole giulio.Solo i veri cattolici possono stimare il bravo giulio,il cavaliere nero non e’ un bravo cattolico perche’
    perseguita gli extracomunitari che sono tutti brave persone,vengono in italia e rispettano le nostre leggi.

  • virgo_sine_macula

    Quando torni a casa la sera dal centro sociale prendi in mano un libro
    o un manuale di diritto e vedrai che prescrizione e colpevolezza sono due cose molto diverse anche perche’ quando subentra la prescrizione,molte volte,il processo e gli accertamenti non proseguono
    ma la corte dichiara sopravvenuta la prescrizione punto e basta.
    Nel caso di Andreotti,dopo essere stato assolto in primo grado,giudicato colpevole fino al 1980 e non dopo(non si capisce come uno possa essere mafioso fino ad una certa data e poi smettere di esserlo improvvisamente)il secondo grado dichiaro’ sopravvenuta la prescrizione senza ulteriori indagini.Contro tale sentenza a suo avviso lesiva della sua dignita’ Andreotti fece ricorso in Cassazione(non si capisce perche’ lo avrebbe fatto se non fosse stato innocente o se avesse avuto scheletri negli armadi)la quale nuovamente senza ulteriori indagini dichiaro’ l’eventuale,leggi bene eventuale,reato prescritto e chiuse la ridicola querelle.Dopodiche’ prendi in mano una grammatica italiana e scopri con tuo grande stupore che un’insegnante se e’ donna
    va scritto con l’apostrofo:coraggio un passo alla volta ce la puoi fare

  • virgo_sine_macula

    Rubare con stile?Esiste una sentenza o anche un solo procedimento in cui andreotti e’ accusato di furto o sono le solite accuse proposte senza il minimo riscontro di una prova giuridicamente attendibile?

  • virgo_sine_macula

    Gli altri caro mio sono come veltroni che pratica l’uguaglianza a parole e poi compra un attico da 10 milioni di euro alla figlia a central park,la zona residenziale piu’ esclusiva al mondo.Evviva l’uguaglianza

  • albertgast

    C’è una palese contraddizione in quello che dice:
    Se Andreotti fosse stato dichiarato innocente non avrebbe avuto nessuna ragione di fare ricorso in Cassazione.
    Quando uno è innocente viene dichiarato innocente.
    Nel caso di Andreotti è stato dichiarato colpevole fino al 1980, ma non ha scontato la pena perchè è sopraggiunta la prescrizione.
    Dal 1980 in poi è stato assolto con formula dubitativa, cioè non si avevano abbastanza prove per dimostrare la sua colpevolezza, semplicemente perchè il suo mafioso di riferimento era morto.
    Il ricorso non venne accettato, ma nelle motivazioni si legge:
    « Quindi la sentenza impugnata, al di là delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione. »
    CONCRETA COLLABORAZIONE.

  • albertgast

    Caro Fini, io non avrò mai l’occasione di incontrare Andreotti, ma se avessi potuto gli avrei fatto solo una domanda:
    Dal momento che è un fervente cattolico, immagino che abbia confessato gli eventuali “peccati” commessi durante la sua lunghissima vita politica, e ne abbia avuto l’assoluzione, ma….se ben ricordo da quando andavo alla dottrina, un buon cristiano deve innanzi tutto pentirsi, poi confessare ed in ultimo cercare per quanto possibile di riparare al male fatto. A tutt’oggi mi sembra che quest’ultimo atto del bravo cattolico non sia stato osservato. Vero è che ha cominciato ad aprire i suoi archivi, ma credo che potrebbe davvero fare molto di più. Ci sono talmente tanti misteri in questa nostra Italia, che ancora non sono stati svelati, che senz’altro lui potrebbe illuminarci. Magari rendendo finalmente giustizia a chi fin qui non l’ha ancora avuta.
    Ecco, questo è quello che gli chiederei di fare.

  • albertgast

    Ecco un post che c’entra come i cavoli a merenda.
    A me dell’attico di Veltroni non importa nulla.
    A lei delle 15 ville di Berlusconi importa qualcosa?
    Eppure Berlusconi sì che di condanne ne ha avute più di una. (che poi si sia aggiustate le leggi per non finire in gattabuia è un altro par di maniche)
    In questo mondo non c’è uguaglianza, ma non c’è neppure carità.
    C’è chi dorme sotto i ponti e chi ha 15 ville.
    Evviva l’uguaglianza davvero!

  • virgo_sine_macula

    Sentenza che mi lascia molto perplessa perche’ non si capisce come possa uno essere mafioso fino al 1980 e poi smettere improvvisamente:le solite sentenze cervellotiche della magistratura italiana che quando non riesce a condannare tenta di screditare.
    Perdonami ma a questi giudici prevenuti non credo affatto.

  • castigo

    virgo_sine_macula:

    Rubare con stile?Esiste una sentenza o anche un solo procedimento in cui andreotti e’ accusato di furto o sono le solite accuse proposte senza il minimo riscontro di una prova giuridicamente attendibile?

    e la refurtiva fiscale dove la metti?? il furto a mano armata dei soldi che tutti ci guadagniamo con il nostro LAVORO (perché tu lavori, si??) e loro ci sottraggono ogni mese….. questo sì che è rubare con stile!
    ed i soldi che si è intascato in anni ed anni di emolumenti faraonici….. e con quali risultati per il paese lo vediamo tutti.
    anche questo è un furto, è rubare lo stipendio.
    inoltre, la sigla CAF non ti dice proprio nulla, vero?? e quando mai……
    continua pure a credere nell’innocenza di ‘zi giulio, e mi raccomando, la sera del 5 di gennaio ricordati di appendere la calza, non sia mai che la befana passa e non la trova……

  • Biribissi

    Fini fastidioso borghese anticonformista..con sta foto coi cicchino in bocca e capello brizzolato..ha scritto sulla NaZZione per anni..ora elogia Andreotti il mafioso più indifendibile che con il potere mafiocattolico si è difeso per tutta la sua inutile vita..per favore..fini vai a fare la comparsa a BEAUTIFUL..e CDC ha pur il link alla voce del fichetto ribelle..che tristezza.

  • albertgast

    Mi sembrava di essermi spiegata, si vede che non è così, chiedo scusa.
    Fino al 1980 il sen. Andreotti si avvalse di collaboratori mafiosi come Lima, Ciancimino e i cugini Salvo. Questo è stato acclarato senza ombra di dubbio e per questo è stato CONDANNATO, seppur tardivamente, tanto è vero che è intervenuta la prescrizione.
    Da quella data, dopo la morte di Bontate a cui successe Riina, le prove raccolte sulla sua colpevolezza non erano secondo i giudici “al di sopra di ogni ragionevole dubbio” per dirla all’americana, perciò fu assolto con formula dubitativa (la vecchia insufficienza di prove).
    Se fosse stato innocente al di là di ogni dubbio, sulla sentenza ci sarebbe scritto ASSOLTO (per non aver commesso il fatto, perchè il fatto non sussiste o altre formule), il che non è.
    Spero adesso sia più chiaro.

  • tuzmar

    Mah… meglio Gianfranco Fini.

  • nessuno

    38 veronese leghista in cerca d’incontri nei centri sociali vacci tu che magari rimedi senza sbatterti troppo su internet.
    Sei veramente l’esempio della cristianuzza bacia pile e bacia preti.
    Andreotti è una fetecchia umana e tu leggiti la sentenza e poi parla manuale di diritto.
    sai na sega tu di diritto e di rovescio

  • nessuno

    Ma vai a ranare una buona volta

  • virgo_sine_macula

    La sentenza mi e’ chiarissima nella sua sostanza ma mi lascia del tutto perplessa,trovo che i giudici abbiano voluto infangare una persona non potendola condannare:del resto lo stesso caselli in un’intervista al corriere della sera disse che cercare di far credere che andreotti avesse baciato riina scendendo da una panda fu un errore,ammettendo dunque un gravissimo vizio(semplicemente non era vero)in una delle testimonianze principali dell’accusa.Come si puo’ credere ad un capo procuratore che si comporta cosi’?Che attendibilita’ possono avere i processi da lui imbastiti?No comment

  • virgo_sine_macula

    Un po’ di sintassi no?in toscana erano chiuse le scuole?

  • virgo_sine_macula

    CAF,CRAXI ,ANDREOTTI,FORLANI conosco la sigla.
    Certo che veniamo derubati,sono anni che il nord viene rapinato ma la
    colpa non e’ certo del povero Andreotti,accade anche oggi che Andreotti e’ quasi in pensione.

  • fengtofu

    Questo è uno dei pochi commenti equilibrati che ha capito lo spirito di Fini senza cadere ne’ nel bigottismo di sinistra, ne’ nel demente negazionismo di destra.
    Andreotti non è un santo, le accuse mossegli almeno ufficialmente hanno più che un fondo di verità ma è certamente un uomo di genio e, come si diceva in passato, un autentico Signore (cosa che non lo esime da leciti sospetti di crimine politico comunque. Fini dice spesso che non c’è limite al peggio, e Giulio in effetti è nulla rispetto ai moderni quanto a corruzione, crimine, e pure vanità e mania di protagonismo. Chapeau a Fini e a lui, persino da un anarchico come me che spregia rossi e neri, preti e massoni e radicali.

  • fengtofu

    Questo è uno dei pochi commenti equilibrati che ha capito lo spirito di Fini senza cadere ne’ nel bigottismo di sinistra, ne’ nel demente negazionismo di destra.
    Andreotti non è un santo, le accuse mossegli almeno ufficialmente hanno più che un fondo di verità ma è certamente un uomo di genio e, come si diceva in passato, un autentico Signore (cosa che non lo esime da leciti sospetti di crimine politico comunque. Fini dice spesso che non c’è limite al peggio, e Giulio in effetti è nulla rispetto ai moderni quanto a corruzione, crimine, e pure vanità e mania di protagonismo. Chapeau a Fini e a lui, persino da un anarchico come me che spregia rossi e neri, preti e massoni e radicali.

  • castigo

    virgo_sine_macula:


    CAF,CRAXI ,ANDREOTTI,FORLANI conosco la sigla.

    brava, hai fatto il compitino (and google hepls…).
    due su tre li hanno eliminati perchè non potevano non sapere delle ruberie fatte dai loro partiti.
    me li ricordo sempre con piacere: forlani al processo, con la bava alla bocca, e craxi sommerso dalle monetine fuori dall’ergife….
    il terzo no….. eppure è stato altissimo dirigente della dc per anni…. e tu pensi DAVVERO che non sapesse nulla???
    ma LOL……
    eppure se l’è cavata….. chissà perchè….. è davvero un mistero misterioso…….

    Certo che veniamo derubati,sono anni che il nord viene rapinato

    mica solo il nord.
    pensa che il sud ai tempi dei savoia era molto più avanti del piemonte…..

    ma la colpa non e’ certo del povero Andreotti,

    no no, poverino, infatti è stato 7 volte presidente del consiglio per niente…..
    ma fail il favore di non spararle così grosse….

    accade anche oggi che Andreotti e’ quasi in pensione.

    quindi??
    visto che lo fanno anche gli altri assolviamo il capo dei ladri??

  • albertgast

    trovo che i giudici abbiano voluto infangare una persona non potendola condannare
    ………
    l’errore sta proprio qui.
    Andreotti è stato condannato.
    Fino al 1980 le prove erano sufficienti per una condanna, e quindi la condanna è arrivata. (troppo tardi per la carcerazione, ma sempre condanna è).
    Dopo il 1980 le prove (mancando un importante riferimento perchè deceduto) non sono più state sufficienti.
    Da qui l’insufficienza di prove.
    Primo: se fosse stato assolto non avrebbe fatto ricorso. (ricorso poi respinto)
    Secondo: se fosse stato “infangato”, avrebbe denunciato per calunnia i giudici (se ne è ben guardato).
    Considerazione finale:
    Si continua a stravolgere la realtà dei fatti, ma l’unica casa che si ottiene è la delegittimazione della giustizia, già abbastanza malandata di per sè.
    Questa è una cosa pericolossissima, perchè un domani chiunque potrebbe trovarsi dall’altra parte, e vedersi negare giustizia.