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LA CLASSE OPERAIA VA A SHERM EL SHEICK

FONTE: IL MONDO DI GALATEA (BLOG)

Sono una schifosa borghese con la puzza sotto il naso. Me ne sono resa conto l’altra sera, quando, a cena da un’amica, mi sono improvvisamente accorta che l’unico operaio vero che conosco è suo moroso. Tutti gli altri amici che frequento possono essere di sinistra, molto di sinistra, perfino di sinistra estrema. Ma sono insegnanti, impiegati, dirigenti d’azienda, consulenti, medici, giornalisti, avvocati, ricercatori o professori universitari. Magari precari, precarissimi, con stipendi da fame o senza stipendio fisso tout court. Ma per le divisioni in classe ottocentesche e marxiste non fanno parte del proletariato: al massimo, possono fare gli intellettuali organici, o i piccolo borghesi frustrati.

Gianluca no, è proprio operaio. Lavora in una azienda media di Porto Marghera, e fa il turnista, addetto ad una macchina che stampa su plastica immagini di paperelle. Quando, in qualche appartamento preso d’affitto in estate, trovate sopra il tavolo una di quelle orripilanti tovaglie in similinoleum con disegnati sopra i granchi che scuotono maracas o gli orsetti che sorridono, ecco, dietro c’è lui, il Gianluca.

Il Gianluca e la Sara sono morosi da anni, e ora aspettano di sposarsi in autunno. Lei, diplomata maestra, fa la postina. Hanno comprato una villetta con giardino, sventrandola per rifarsela all’interno come volevano loro. Butta giù un muro di qua, alza su un muro di là, perché lei voleva la lavanderia separata e la cucina in muratura con il frigo a due piazze, lui la taverna dove mettere il mobile bar con la botte da cui spinare le birra come in un pub, ed entrambi i bagni in stile pompeiano, con la vasca idromassaggio e la doccia a sauna. Sulla scelta della cucina si sono trovati in perfetto accordo, e ne hanno scelta una che pare uscita da una puntata di Dallas: da dietro il tavolo a penisola ti aspetti che possa uscire da un momento all’altro J.R. è bellissima, e puramente decorativa, visto che Sara, messa ai fornelli, ha problemi persino a scongelare la pasta precotta. In salotto c’è una credenza ottocentesca che hanno fatto restaurare dal restauratore di fiducia; perché hanno un restauratore di fiducia per i mobili antichi, i due. Oltre alla credenza, campeggia nella sala un enorme televisore al plasma con lettore dvd. Non una libreria, perché di libri, in tutta la casa, non ce n’è praticamente uno, e quotidiani nisba; non un computer, perché «a me internet non mi prende mica, c’è da leggere troppo, non mi diverto». Però ci sono tre telefonini di ultima generazione, in bella vista, a ricaricarsi in entrata: sono in due, loro, ma, mi spiegano, uno è di scorta, e poi ci si lascia dentro la seconda scheda: cambiarla quando serve è troppo traffico, tanto vale avere un cellulare in più. L’unico problema della nuova casa è il garage: c’è posto per una macchina sola, la station vagon di lui; quella di Sara non ci sta, perché bisogna lasciare dentro le mountain bike per le escursioni in montagna, e l’equipaggiamento da sci, e l’attrezzatura subacquea, sennò si rovinano.

Per il viaggio di nozze, non hanno ancora le idee chiare. Pensavano qualcosa tipo le Maldive, ma anche la Polinesia. Gli States no. Ci è andato per un mese il collega di Gianluca, Massimo, in viaggio di nozze con la moglie, l’anno scorso, e ha detto che sono belli, ma Sara ha paura degli attentati; Gianluca ha escluso Marocco, e Tunisia, e paesi arabi in genere, perché non ci vuole andare fra quei quattro beduini islamici, dice.

«Ma a Febbraio – ricordo io – non siete stati dieci giorni a Sharm el Sheick?»

«Vabbè, ma lì eravamo in un posto tutto gestito da italiani, di arabi non ne ho visto uno»

Già, per dire.

Si sposeranno in chiesa perché ci tengono ad avere una bella cerimonia come si deve, e non convivono già ufficialmente nella casa nuova perché sennò i genitori brontolano, si sa come sono fatti i genitori.

Lei non vuole figli, lo dichiarato fin dall’inizio.

«E il parroco, quando hai fatto il corso prematrimoniale, è stato d’accordo?» chiedo.

«Ah, beh, mica gliel’ho detto, sennò piantava casini con la validità del sacramento… a quella lezione sono stata assente. Un mal di gola può sempre venire, no?» E per tutelarsi, giacché in Italia gli accordi prematrimoniali non si possono fare, è andata dall’avvocato a stilare una carta in cui lui le riconosce, in caso di divorzio, la proprietà indiscussa di una lista di cose presenti nella villetta, ed un rimborso spese per alcuni lavori fatti.

Gianluca vota a destra, presumibilmente Lega; Sara una volta o due centrosinistra, ma adesso non vota proprio; o meglio, ha votato sì, alle ultime elezioni, ma per Panto: «Perché lo sapevo che era un voto disperso, almeno non andava a nessuno dei due, sono tutti uguali.»

Né lui né lei sono iscritti ad un sindacato, e se viene dichiarato uno sciopero lui non aderisce. La politica? No, la politica non gli interessa, è tutto un mangia mangia, e i soldi, sì, i soldi è meglio spenderli nella casa, e nei viaggi, che se li metti in banca non ti danno niente, e poi va a finire che te li ruba Berlusconi o Visco. E quindi la serata passa così, con loro che mi aggiornano sulle ultime discoteche aperte nell’intorno, e sul concerto di Vasco, il trentesimo che Gianluca ha visto dal vivo e Sara no, perché lei alla terza volta che l’ha portata ha preso sonno; e poi mi chiedono contenti come va a me a scuola, e si stupiscono quando gli dico che alle volte mi stresso un po’ perché c’è tanto da fare: «Ma non fai l’insegnante? Hai tutti i pomeriggi liberi!», e come va al giornale, e sono contenti se il blog mi dà soddisfazioni, perché mi vogliono bene, e poi perché io sono sempre stata quella che scrive e legge e pensa, e ogni tanto con gli altri della loro compagnia mi tirano in ballo per far vedere che conoscono qualcuno che, bene o male, un piccola, magari piccolissima fama ce l’ha: la cronista del paese, quella che fa la giornalista.

Me ne vado da casa loro, a tarda notte, con un peso indefinito sullo stomaco, che non è solo dato dalle pennette malamente scongelate che hanno messo in tavola, ma dalla presa di coscienza che quando io, noi tutti parliamo di classe operaia, e di borghesi, e di destra e di sinistra, e di società civile e paese reale e antipolitica e caste e qualunquismo e liberismo e Dio e famiglia e religione, parliamo e parliamo, ma usiamo concetti che non hanno più molti agganci con la realtà. Perché tutto è molto più confuso, incerto e fluido, e la classe operaia di un tempo non va più in paradiso, e fra un po’ nemmeno a Sharm el Sheick: ci è già stata troppe volte, si annoia.

Fonte: http://ilmondodigalatea.ilcannocchiale.it/
28.04.08

Visto su: http://kelebek.splinder.com/

Pubblicato da Davide

  • maristaurru

    Io non mi meraviglio, trovo strano che chi vorrebbe fare politica pretenda di rappresentare problemi, interessi, desideri, di una società mutata profondamente e che per loro è sconosciuta.E questo è un male che si è radicato a sinistra, ma il centro-destra non ne è affatto immune, specie nei suoi rappresentanti più vetusti.

    davvero in ogni caso, io anziana mi sono convinta che gli anziani si debbeno fare da parte, esercitando al massimo la funzione di aiuto, memoria, apporto di esperienza.
    Anche e soprattutto nel mondo del giornalismo, in cui tute le testimonianze, le esperienze servono, ma ad una certa età sarebbe bene farsi da parte e lasciare a menti più elastiche e vispe posto e possibilità di lavoro.

    Comunque in questo articolo mancano alcuni elementi essenziali : da che età i due hanno cominciato a lavorare e mettere da parte, e quanto sono indebitati con finanziarie e banche, quanto sono stati aiutati dalla famglia.
    Io al contrario di lei, conosco bene questo emergente tipo di giovani, e le assicuro , i sacrifici che fanno sono enormi, e purtroppo anche i debiti e l’apporto della famiglia, non scherza: un modo differente di vivere e concepire, indotto sapientemente da chi produce e poi manda a pontificare contro il consumismo . Giovani inconsapevoli di essere vittime due volte: uno schifo!

  • melina

    Sembrerebbe che questi della Lega abbiano ben chiaro quello che è pianificare il futuro per una famiglia normale con tutte le sue necessità; un po’ anni ’50 ma non importa. Possiamo tranquillamente non giudicare, ma del resto sono soldi loro e quindi criticare la cucina in muratura scelta da Sara dove di certo non si cucina meglio , e nemmeno si scongela meglio, non ci impressiona. E nemmeno la taverna con l’angolo bar voluta da Gianluca. Ma sono quisquiglie da esame di architettura. Dei servizi voluti pompeiani anche quelli non ci impressionano. Sorvoliamo pure su le vacanze nel villaggio tutto italiano in Egitto per non incontrare i “beduini” e soprattutto non chiediamo loro se hanno mai assaggiato la cucina araba, sarebbe superfluo, dato che gli arabi sono sporchi come risaputo. Nemmeno dovremmo chiedere loro perché mai si sposano in chiesa se poi non hanno intenzione di procreare; e non dovremmo in assoluto chiedere spiegazioni del perché mai si sposano, se poi vanno dall’avvocato per legalizzare “quello che è mio o tuo” dato che in Italia c’è la comunione dei beni per default: decisamente oldfashioned; convivere? No! Fa troppo ’68 è decisamente da comunisti: convivere non sarebbe trendy, non secondo il verbo del G.F. o di Amici, forse più cool sarebbe rimanere vergini fino al matrimonio, che invece farebbe tanto MTV, ma creerebbe “problemi pratici”, quindi meglio scegliere una bella cerimonia in bianco o cerimonia in rosso , o in nero, o “in pizzo bianco miniabito con le autoreggenti”per Lei e lascio la fantasia di chi legge per Lui: camicia bianca con collo da “aristo-cratRico” per Lui ,jeans sdruciti.. Possiamo anche non chiedere perché abbiano un televisore tanto, e non abbiano almeno un computer, però sanno usare i telefonini o così sembrerebbe dato che ne hanno 3 per due persone- sim a parte-. Giornali o libri in casa? Nemmeno per arredamento. Sicuramente i nostri non leggono nemmeno il catalogo Ikea che gli arriva gratis per posta: “quello”, dato che è solo “pubblicità” finisce direttamente al cesto, all “cesto giallo” si intende. Noi del Nord preserviamo lo spreco con il riclico. Ma l’hai vista la “munnezza di Napoli”?

  • maristaurru

    Scusa melina, mi sfugge il senso dell’accenno alla Lega.

    Qui nel lazio i giovani operai tutti di rifondazione comunista o quasi, vivono e consumano ne modo su riportato, Vanno a Cuba, tornano e non ti sanno dire un tubo dei cubani, della loro vita, nenche di Cuba, una tiritera di slogan, l’espessione furbetta..di chi si “è divertito”, ma ti rendi conto che non sanno un accidente di niente.

    Se non vanno ai Caraibi, vanno a “sherm.. a fare il bagno”, vedessi che mare! La Coop organizza sconti per i dipendenti. E si indebitano come scemi : lavorano tutto l’anno per pagare i debiti, si fanno le cucine, i viaggi, l’abito da sposa bianco, il matrimonio in chiesa dopo aver sputato sulla stessa dai banchi di scuola, non hanno il computer, ma hanno il televisore al plasma… quanto siete lontani dalla vita della gente!!

    Chi si può permettere di essere di sinistra e con la saccoccia piena, si apermette la Kultura. E sembra credere che tutti gli altri si debbano accontentare di vivere di niente spendendo i soldi sudati per le buiaccate che l’intellighentia gli getta, come perle ai porci!!

    Facile farsi la casa simil-povero chè fa chic e il conto in Banca, gli investimenti, il conto a san Marino o in Svizzera, andare a pontificare in giro no al consumismo, perchè tanto non vi manca niente!!

    Ma un povero Cristo che lavora 12 ore al giorno e si fa il mazzo, desidera agi, vacanze e comodità, quelle che i finti finti poveri si permettono eccome! Esattamente come i figli di papà finti poveri che frequentano i centri sociali e in saccoccia hanno abitualmente quanto un operaio spende per la spesona settimanale al supermercato rosso.

    Non vedo differenza tra questi riccastri in giacca rossa e portafoglio gonfio e certi riccastri “conservatori”: la stessa spocchia, la stessa idea che l’operaio , il poveraccio, debbano contentarsi di poco e viver di luce riflessa emanata dalle “Loro altezze”.
    Il grave è che questi ragazzi, che non sono tutti leghisti come tu da ignorante delle cose credi, o fingi di credere, vengono derubati due volte, anzi tre :
    1) gli è stata negata la educazione e la cultura nel vero senso del termine, dal’asilo.

    2) Grazie alla disinormazione ed alla mancanza di cultura voluta ad arte,vengono derubati della giusta remunerazione, sono sottopagati e inconsapevoli

    2) Dopo il sapiente lavaggio di coscienze e cervello, mentre i fortunati continuano a godersela,vengono buttati in mano a Banche e finanziarie…a miche e appoggiate da… da… vedi un pò tu

  • robby

    forse commento fuori tema ma….l’inizio dell’articolo o post che dir si voglia mi ha fatto rivivere una sensazione di disagio provata spesso dal sottoscritto. sono un operaio che lavora ai mercati generali (di una grossa citta’ del nord) e sono praticamente un facchino… di gente con la puzza sotto il naso ne ho conosciuta ed alcuni sono miei amici ancora adesso, altri a distanza di anni mi giudicano dall’alto in basso ancora adesso. e a sharm ci sono stato pure io!
    eppure anche a me capita a volte di fare lo snob o fesserie simili…forse , forse e’ insito nella natura umana questa forma di ignoranza.

  • Affus

    un peso indefinito sullo stomaco , sapete perchè ?
    perchè con questi non attaccano più i discorsi classisti e sessantottini .
    La nuova classe operaia non ci casca piu .

  • Pausania

    E poi si chiedono perché la sinistra perde…

    Questo è un bellissimo esempio di come “la sinistra” guardi al “proletariato”. Come allo zoo si guardano le scimmie che si spulciano, e come allo zoo si aspettano di trovare lo spettacolo per cui hanno pagato:

    Oh, tesovo, guavda quant’è cavino quell’opevaio che piange pevché non ha i soldi pev sfamave il suoi 12 figli. Non è adovabile?

    Io non ho capito di preciso quale sia il problema: sti due ragazzi lavorano (provino i signorini progressisti a stare per otto ore di fila davanti ad una macchina che sforna plastica e ci dicano quanti libri hanno voglia di leggere la sera), si sono messi a posto una casa (dove devono vivere? In un tugurio senza bagno, così la maestrina progressista non crepa di invidia perché loro se lo possono permettere e lei no?) e per due settimane vanno in ferie. Cazzo a Sharm, che al giorno d’oggi costa meno di una Playstation 3? Ma cosa devono fare, dopo 11 mesi di fabbrica? I backpackers fricchettoni in giro per l’Europa in Interrail, così tornano più stanchi di quando sono partiti?

    Io non ho idea di quale mondo meraviglioso abitino le maestrine progressiste, ma in questo qui le cose vanno così e da un bel po’ di tempo. Certamente andare a Sharm e comprarsi il tv al plasma non è una “filosofia di vita” e non ha una particolare attrattiva su di me.

    Ma almeno io non mi stupisco di come vivono gli operai. Sarà che io li considero uguali a me e non, come la maestrina progressista, una specie zoologica da osservare dietro un vetro.

    Poi si chiedono “ma perché gli operai votano Lega?” (tutti, sempre tutti gli operai, che votano tutti Lega, tutti che comprano il plasma e tutti che vanno in vacanza a Sharm).

    Per fortuna almeno il comunista del cachemire non è più in parlamento.

  • alcenero

    Penso che sia triste l’aria di ‘puzza sotto al naso’, come hanno commentato alcuni, che si respira nell’articolo. A voler prendere l’autrice in buona fede penso che quello di cui si lamenta, più che gli hobby e gli usi dei suoi amici, è quella che con un termine desueto si potrebbe definire ‘coscienza di classe’.

    Sono d’accordo con pausania che non c’è nulla di male in quello che fa la coppia in questione, ed è vero che sharm in offerta costa meno di vacanze dall’aspetto più “proletario”, forse la cosa di cui si sente la mancanza è il desiderio di questa coppia di migliorare in modo profondo la propria condizione, desiderio che magari il proverbiale “mimì metallurgico” poteva avere anche se pure lui avrebbe desiderato la casa di dallas e la vacanza dal gusto esotico.

    Cioè migliorare la propria condizione sociale, non solo con degli sfizi da società del “consuma-produci-crepa” (ma chiarisco che sono desideri comunque legittimissimi e umani che abbiamo tutti e mi ci metto in cima alla lista). Migliorare la propria condizione insieme alla società sconfiggendo l’ingiustizia di un sistema che ti vuole tutto il giorno a fare un lavoro ripetitivo e alienante.

  • Abrazov

    Non mi pare che l’autrice dell’ articolo abbia la puzza sotto il naso.
    A mio parere voleva solo sottolineare come il “conformismo consumista” oramai contagi tutti.

    Ma l’aspetto che vorrei sottolineare, e che a mio avviso è il segno più tangibile della necessità di una nuova analisi della società da un punto di vista cosiddetto “di classe” , è questo : questi due , ma potrei metterci in mezzo anche me che sono lavoratore dipendente, sono proletari ?
    Cioè, nell’accezione classica, che definisce tali coloro che come unica ricchezza hanno appunto la Prole ?

    Oramai avere dei figli è un costo non una ricchezza, i figli della maggior parte dei miei conoscenti hanno e avranno una vita meno “agiata” di noi, e infatti i protagonisti dell’ articolo figli non ne vogliono.

    Anche i figli oramai sono roba da ricchi … è questa a mio parere il dato più tangibile e per certi versi tragico del cambiamento dei tempi e della necessità di ripensare, almeno per quanto concerne le nostre società opulente, ad una diversa analisi delle cose.

  • uitko

    il commento di pausania è scandalosamente vero.
    pane al pane e vino al vino.
    bello vedere come c’è ancora chi crede ai figli dell’officina, al proletariato e alla calsse operaia.
    come se essere un operaio significasse appartenere ad una razza a se stante, mitica e rude.
    l’operaio è un cittadino come noi, e spesso guadagna benino. Più di un ricercatore universitario insomma.
    e vota lega, compra il cellulare bello e va in vacanza in egitto (che costa pochissimo).
    cosa deve fare? il frikkettone in salento? mha si, alcuni lo fanno ma sono solo gusti non c’entra la politica in fondo.
    io credo che la classe operaia così come l’immagina la sinistra non eiste più da 20 anni. e lo dice un ventenne!

  • xl_alfo_lx

    Non sapevo che gli inceneritori riciclassero i rifiuti 😀 ….ieri ho visto su Exit che a Milano i netturbini fanno la stessa cosa come a Napoli, mettono tutto insieme, perchè maggiore è il rifiuto e maggiori sono le sovvenzioni dello Stato, maggiori gli introiti derivanti dal Cip6

  • Drachen

    non capisco perchè tanta meraviglia. le ragione di stampo idealistico sono sempre state secondarie rispetto ai 100 euro in più in busta paga.
    al massimo c’erano distinguo di stampo ideologico, ma non idealistico.

    la gente vuole una vita normale, anche un pò “di una volta” ma magari con gli agi e le ambizioni del presente.
    questo porta a tutta una serie di contraddizioni, dovute anche alla particolarità culturale e storica del ns. paese.

    ragionare in ottica di classe in base al censo e all’occupazione ha un senso molto relativo. sono pià importanti altri tipi di classe: consumatore/produttore ad esempio.

  • cactus_jack

    francamente di operai così nn ne conosco.. è dura arrivare alla fine del mese ed è dura comprarsi una casa con 1000E al mese

  • Drachen

    con 1000 euro si. se sei da solo. io ho coppie di amici che han comprato e non prendono molto di più di 1000 euro (a testa) al mese.
    esistono i mutui no?
    poi possiamo discutere sugli Oneri di avere un mutuo e se le scelte, a livello globale, siano giuste o sbagliate.

    ma attenzione a pensare che con 1000 euro non si campa.
    son stronzate. andate a vedere dove effettivamente escono i soldi.
    come consumano e cosa comprano.
    io vivo da solo e ci sto dentro benissimo (ne piglio giusto 1000), certo non sguazzo nell’oro ma nemmeno mi nego gli sfizi (una cena ogni tanto, cinema, pub nel weekend…).

    diciamo una cosa. il prb più grave non sono i 1000 euro al mese, è il fatto che i diritti dei lavoratori son minati e puoi trovarti a spasso con molta facilità.

  • marce

    “Sono una schifosa borghese con la puzza sotto il naso.”

    … E’ l’ essenza del tuo articolo.

  • 21grammi

    Il mondo è più complesso di come molti se lo immaginano, le persone non sono facilmente classificabili come questa società ci vuole far credere. Veniamo educati fin da piccoli a dare un’ identità a chi ci sta intorno, o meglio un’ etichetta ed in genere è il lavoro svolto, il denaro posseduto, il titolo a connotare gli individui. Una volta c’erano i titoli nobiliari, oggi ci sono i titoli accademici e chi non li ha è una razza inferiore, uno che non ha diritto ad una vita decente perchè non se la merita, i diritti, il rispetto, hanno un significato diverso per chi non ha il ‘sangue blu’ moderno.
    Questi principi ce li hanno inculcati sin da bambini, se non sei bravo a scuola sei un perdente, un peso per la società, finisci a fare il muratore o a lavorare in fabbrica tutta la vita… Come se ci fossero lavori che richiedono meno impegno, minore intelligenza… come se ci fosse un’ unica misura per stabilire il grado di intelligenza di una persona.
    Conformarsi, questa è la regola, allevati fin da piccoli come bestiame e collocati nei vari settori della società. Non vengono contemplate le diversità, un ‘medico’ è affidabile perchè è laureato, giusto… è pulito, veste bene, parla correttamente, ha studiato, è pedofilo… ops…
    Un operaio è ignorante, è sporco, dice parolacce, fa lavori ripetitivi e… davvero, molti sono così perchè ‘devono’ essere così, è il loro ruolo di ‘razza inferiore’, sono necessari.
    Io sono un operaio, non ho studiato, sono trattato come un operaio, mangio panini, mi sveglio molto presto la mattina e faccio un lavoro ripetitivo, eppure dentro di me sento di essere una persona… mi ritrovo a volte, stranamente, a ragionare… anche senza avere la laurea, sogno una vita migliore e mi chiedo davvero se tanti che hanno i titoli per ritenersi migliori di me lo siano davvero.
    Classismo. Prendo lo stipendio più basso di tutti nell’azienda dove lavoro, nessuno sa che so usare un pc, che ho il pollice opponibile, (anche l’indice prima che mi tagliassi i nervi con una lamiera), che mi piace dipingere ma che non lo faccio più perchè… non so nemmeno io perchè, non ci riesco più. Mi vergogno di dire che ho la terza media, la gente fa una faccia strana, imbarazzata… persino tra gli operai sono un eccezione, non entri in fabbrica se non hai un diploma ad indirizzo tecnico, io infatti tra tutti sono il minore. Il classismo non è solo ‘intelletuali’ VS ‘classe operaia’, c’è dappertutto, eppure… io mi sento una persona.

  • canapivoro

    Per me 21 grammi ha scritto una poesia, mentre in troppi altri commenti avverto un’ansia famelica di cercare nelle parole degli altri l’errore, la stortura ideologica anzichè lo spunto da integrare in una visione organica. Il gusto sionista del bene contro il male al posto di una ricerca aperta e collettiva.