La Cina reprimerà ogni tentativo di indipendenza di Taiwan

Durante una riunione dei Ministri della Difesa a Singapore, Pechino ha chiarito agli USA che "schiaccerà" qualsiasi mossa verso l'indipendenza di Taiwan

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Il Ministro della Difesa cinese, il generale Wei Fenghe, ha dichiarato ieri, venerdì 10 giugno, al Segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin che Pechino “combatterà a tutti i costi” per impedire a Taiwan di staccarsi dalla Cina continentale.

Wei e Austin si sono incontrati ieri a Singapore, a margine della conferenza annuale sulla difesa Shangri-La Dialogue. L’incontro, organizzato dall’International Institute for Strategic Studies (IISS), un think tank britannico, ha richiamato partecipanti da oltre 40 Paesi e si è aperto con un discorso del Primo Ministro giapponese Fumio Kishida.

Se qualcuno osa dividere Taiwan dalla Cina, l’esercito cinese “non avrà altra scelta che combattere e reprimere qualsiasi tentativo di indipendenza di Taiwan, salvaguardando la sovranità nazionale e l’integrità territoriale” ha detto Wei ad Austin, secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero della Difesa cinese Wu Qian in una conferenza successiva all’incontro.

Tali dichiarazioni giungono mentre gli Stati Uniti continuano a non avere posizioni chiare riguardo lo status dell’isola – per la comunità internazionale territorio cinese in base al principio “Una sola Cina” – e nel frattempo la riempiono di armi, stipulando non ufficialmente accordi con Taipei.

Ricordiamo infatti che il mese scorso il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che l’America avrebbe coinvolto i suoi militari in qualsiasi potenziale conflitto tra Cina e Taiwan, apparentemente ignorando la politica di lunga data degli Stati Uniti di ambiguità strategica sull’isola e le sue relazioni con Pechino.

Austin e il Segretario di Stato americano Antony Blinken hanno ritrattato la dichiarazione di Biden e hanno dichiarato che gli Stati Uniti mantengono la loro “politica di Una sola Cina”, che riconosce ma non avalla la sovranità di Pechino su Taiwan e non garantisce né esclude l’intervento militare degli Stati Uniti nel caso in cui la Cina minacci di assimilare Taiwan con la forza.

Tuttavia, l’insistenza di Blinken sul fatto che la Cina sia impegnata in una “retorica e attività provocatoria” nei confronti di Taiwan, così come l’approvazione da parte del Pentagono questa settimana di una ennesima vendita di armi a Taipei per 120 milioni di dollari, hanno irritato il governo cinese. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian ha infatti sottolineato che sempre più oramai tali accordi “violano gravemente il principio di Una sola Cina”.

Per questo motivo parlando a Singapore ieri, venerdì 10 giugno, Wu ha ribadito l’opposizione della Cina a questo accordo sulla vendita di armi e ha respinto le affermazioni di Blinken secondo cui Pechino starebbe minacciando la stabilità dello Stretto di Taiwan.

Il Ministro cinese ha anche promesso che Pechino “distruggerà in mille pezzi qualsiasi complotto per l’indipendenza di Taiwan e sosterrà risolutamente l’unificazione della madrepatria”.


Massimo A. Cascone, 11.06.2022

Fonte:

https://www.aljazeera.com/news/2022/6/10/china-tells-us-it-will-not-hesitate-to-start-war-over-taiwan

https://english.news.cn/20220611/a1d37b8bec104b04831afec8fb788c52/c.html

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