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LA CHEVRON, LA SHELL E IL VERO PREZZO DEL PETROLIO

DI AMY GOODMAN
truthdig.com

L’economia procede a passo di lumaca, la disoccupazione lievita, l’industria automobilistica è al collasso. Ma i profitti per le compagnie petrolifere Chevron e Shell sono più che mai elevati. In tutto il mondo, dalla giungla dell’Ecuador, al delta del Niger nella Nigeria sino agli slarghi e alle strade di New York e di San Ramon, in California, la gente deve combattere con questi due giganti petroliferi.

Chevron e Shell, questa settimana sono sotto i riflettori, con le assemblee degli azionisti e per l’avvio di un processo che farà epoca.

Il 13 maggio, l’esercito nigeriano lanciò un assalto ai villaggi nella zona ricca di petrolio del delta del Niger. Centinaia di civili rimasero uccisi in modo tremendo durante l’attacco. Secondo Amnesty International l’attacco fu sferrato mentre nei villaggi del delta si stava celebrando la festa di Oporoza. Un testimone oculare ha raccontato ad Amnesty: “ Ho sentito il rumore degli aerei; ho visto due elicotteri militari che sparavano sulle case, sul palazzo e sulla gente. Per salvarci abbiamo dovuto fuggire nella foresta. Fra i cespugli ho sentito la gente che piangeva, le madri che non trovavano più i loro bambini; ciascuno era fuggito per salvarsi la vita”.


Ora la Shell sta affrontando un procedimento negli Usa davanti alla Corte federale, Wiwa contro Shell, che si basa sulla collaborazione che la Shell, nel 1990, avrebbe dato al regime dittatoriale nigeriano durante la violenta repressione del movimento “grass-roots” della gente di Ogoni nel delta del Niger. Qui la Shell sfrutta le ricche risorse petrolifere provocando impoverimento della gente, inquinamento e la deforestazione. La causa in atto asserisce anche che la Shell ha collaborato alla soppressione del Movimento per la sopravvivenza della popolazione Ogoni e del suo leader carismatico Ken Saro Wiwa. Ken Saro-Wiwa è stato l’autore della più famosa soap opera della Nigeria, ma ha deciso di gettarsi anima e corpo nella causa del popolo Ogoni il cui territorio, vicino al delta del Niger, era attraversato dagli oleodotti petroliferi. I bambini di Ogoniland non hanno mai conosciuto l’oscurità della notte poiché vivono in case o in appartamenti costantemente illuminati dai gas in fiamme che escono dai pozzi di petrolio e che bruciano giorno e notte, cosa che negli Usa è illegale.

Ho intervistato Saro Wiwa nel 1994. Mi disse: “Le compagnie petrolifere sono come il regime dittatoriale perché portano avanti i loro intrallazzi con questi dittatori. Il regime è brutale con la gente e può negare ogni diritto umano della persona e di intere comunità molto facilmente, senza alcuna remora”. E soggiunse: “ Io sono un uomo segnato e condannato”. Saro-Wiwa rientrò in Nigeria e venne arrestato dalla giunta militare. Il 10 novembre del 1995, dopo un processo condotto in modo illegale, venne impiccato insieme ad altri 8 attivisti Ogoni.

Nel 1998 mi recai nel Delta della Nigeria insieme al giornalista Jeremy Scahill. Un gruppo di dirigenti della Chevron ci disse che avevano trasportato truppe della nota milizia mobile della Nigeria, chiamata “the kill ‘n go” (uccidiamo e andiamo), con un elicottero della compagnia sino ad una piattaforma petrolifera che era stata occupata da nonviolenti che protestavano. Due manifestanti vennero uccisi e molti altri furono arrestati e torturati.

Oronto Douglas, uno degli avvocati di Saro-Wiwa, ci ha detto: “E’ evidente che la Chevron, come la Shell, usano i miliziani per proteggere le loro attività petrolifere. Loro trivellano e uccidono”..
La Chevron è la seconda fra le più grandi concessionarie nel settore del gas naturale Yadana e del progetto del viadotto petrolifero (dopo la francese Total), e ha la sede in Burma (che la giunta militare ha ribattezzato Myanmar). L’oleodotto rappresenta il solo e più ampio gettito di guadagno per la giunta militare, il cui ammontare ha rasentato 1 miliardo di dollari nel 2007. Il premio nobel per la Pace è stato assegnato ad Aung San Suu Kyi, eletta con suffragio popolare leader di Burma nel 1990, la quale negli ultimi 20 anni è rimasta agli arresti domiciliari per 14 anni, ed ora è nuovamente sotto processo in questa settimana. (Lo scorso martedì il governo ha dichiarato che aveva finito il periodo di arresto domiciliare, ma che l’arresto rimaneva ancora pendente per via del processo in corso). Dal 1997 il governo degli Stati Uniti ha proibito alle società americane di investire nel Burma, ma la Chevron possiede un atto di rinuncia scritto, ereditato quando ha acquisito la compagnia petrolifera Unocal.

La sequela di abusi analoghi perpetrati dalla Chevron, dalle Filippine al Kazakhstan , dal Chad-Camerun all’Iraq, all’Ecuador, all’Angola, negli Usa e nel Canada, è stata accuratamente dettagliata in un “rapporto annuale alternativo” preparato da un consorzio di organizzazioni non governative che lo stanno distribuendo agli azionisti della Chevron durante l’assemblea annuale che si tiene in questa settimana e al pubblico del sito “TruecosofChevron.com”.

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La Chevron è attualmente sotto inchiesta da parte del Procuratore generale di New York Andrew Cuomo che vuole appurare se la società sia stata o meno “accurata ed esauriente” nel descrivere le proprie potenziali responsabilità legali. Questo almeno vieta il proseguire di una lunga tradizione di intrallazzi portati avanti da personaggi politicamente influenti. Condoleezza Rice fu a lungo direttore della società (c’è persino un super Tank che porta il suo nome), e il consigliere generale, insediato di recente, non è altro che l’avvocato William J. Haynes, disonore del Pentagono, fautore “dei duri interrogatori tecnici” che includevano gli annegamenti simulati. Il generale James L. Jones, consigliere per la sicurezza nazionale, nominato dal presidente Barack Obama, è stato nel consiglio d’amministrazione della Chevron per quasi tutto il 2008, fino a quando ha ricevuto la nomina a questo alto incarico alla Casa Bianca.

Prima di morire Saro Wiwa disse: “Vogliamo chiedere il rispetto dei nostri diritti in modo pacifico e non violento, e ce la faremo”. Ora sta crescendo nel mondo un movimento “grass-roots” globale che vuole portare a compimento proprio questo.

Amy Goodman

Fonte: www.commondreams.org
Link: http://www.truthdig.com/report/item/20090526_chevron_shell_and_the_true_cost_of_oil/
26.05.2009

Denis Moynihan ha collaborato a questo articolo con alcune ricerche

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PAOLA BOZZINI

Pubblicato da Davide

  • duca

    Magari ci fosse un altro Mattei…

  • Mishra91

    Non ne basterebbero 100 di Matteri per come stiamo oggi…

    Ci vorrebbe una rivoluzione, un nuovo Che Guevara, ma soprattutto un popolo nuovo, che abbia capito gli orrori del capitalismo.

    Ma stiamo ancora qua a parlare da soli, mentre fuori imperversa un realtà illusoria… un incubo collettivo. Spero che un giorno il popolo capisca che deve aprire gli occhi e spegnere la TV.

  • alonzo

    ho spento da tempo la TV ed ancora da più tempo ho abolito l’automobile. Nel mio piccolo di più non posso fare, se non far circolare queste informazioni ….

  • nosocheneso
  • Biribissi

    Sì, ci manca proprio Mattei in italia, giusto lui..ma va via..duca.

  • Galileo

    Beh! E gli attacchi dall’Inghilterra a Berlusconi, per cosa credete che siano?

  • myone

    Non riesco a capire fino dove arriva la testa bacara umana
    Al TG hanno detto che in italia ci sono 8 milioni di case in piu’ alle necessita’
    dalle mie parti si richia di non fare la raccolta delle ciliege perche’ non c’e’ mercato e i costi non valgono la raccolta.
    Si sta’ ancora araffando e agonizzando per portare avanti questo sistema,
    a suon di macchine e di bon bon e frullala’.
    Ma… se veramente lasciassero che il mercato si depurasse,
    e cominciassero la colonizzazione vera e propia del cosidetto progresso,
    nel resto del mondo, quello del terzo mondo, cosi chiamato,
    come da noi negli anni 60-70
    ma ve lo immaginate nel giro di qualche anno, che botta in tutti i sensi ci si trova?

    Inutile ridire che le grandi catastrofi africane e in altri posti, sono le cause di ingerenze a fini produttivi di ricchezza.
    La colpa e’ pure nostra, assieme ai governanti di tutto il mondo,
    ma fino a che li eleggiamo, e non eleggiamo altro e sopratutto una giustizia che funzioni, e che sia internazionale ed etica, le cose rimangono cosi.
    I cambiamenti li dobbiamo fare in casa, e poi esportarli.

    Inutile ridire ancora, poi, che quando si sta’ sopra il marasma, il marasma non si vede e non si sente,
    le conseguenze sono cronaca e statistica, e i soldi sono l’ unica legge che muove le cose.

    L’ unica vera coscenza, operante, e’ quella del dissociarsi, e includerebbe un cambiamento della vita,
    una rappresentanza giusta e intelligente,
    cosa che non abbiamo, non volgiamo, e che continuiamo a limonare, sopratutto codardamente.

    Viviamo pure del frutto dei sopprusi fatti dai cattivi per noi buoni.

  • myone

    …. gia’, oggi sono tutti dei mattei, sopratutto dei giuda..