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LA BOMBA CATALANA

DI FUNNY KING
rischiocalcolato.it

Immaginate che un organo ufficiale delle forze armate italiane minacci pubblicamente la Sardegna di una azione militare e prometta la corte marziale a tutti i responsabili pubblici (politici compresi) che minaccino l’unità nazionale.

Ebbene è appena successo in Spagna, il casus belli è la secessione della Catalogna (Barça compreso).

Se in Grecia la miseria e la mancanza di speranza e di fiducia sta producendo il nazismo, in Spagna sta producendo il separatismo. I Catalani non ne vogliono più sapere di essere spagnoli, vogliono essere catalani e basta.

Vi prego di considerare il seguente articolo apparso Il Vostro Quotidiano che spiega la situazione

La Comunità Autonoma catalana potrebbe non mangiare il panettone. Infatti, dopo la bocciatura da parte di Madrid del patto fiscale di estrema autonomia fiscale, il Presidente della Generalitat, Artur Mas, ha deciso che è giunto il momento di dire “prou!”, ossia basta, alle dipendenze spagnole. La Catalogna, infatti, è pronta a proclamare la propria indipendenza dopo le prossime elezioni regionali.

TRE SECOLI DOPO – La scadenza naturale del mandato sarebbe tra due anni, a tre secoli esatti dalla conquista catalana da parte degli spagnoli, ma Mas pare intenzionato a indire le elezioni anticipate già in autunno puntando alla maggioranza assoluta di un fronte indipendentista e a un Governo regionale che sia una corte costituente per arrivare alla dichiarazione d’indipendenza anche senza passare da un referendum. Infatti, almeno per il momento, pare essere tramontata l’ipotesi della negoziazione, in perfetto stile Scozia-Inghilterra, per portare Barcellona perlomeno a un referendum sull’indipendenza. E questo a causa della strategia da parte della Moncloa della paura e delle minacce. Intimidazioni che sono addirittura anche militari, visto che alcuni colonnelli dell’esercito hanno espresso la volontà di reprimere con la forza e la violenza le iniziative separatiste della Catalogna.

UN CAMMINO SENZA FARE PASSI INDIETRO – L’immane manifestazione che nel giorno della Diada, lo scorso 11 settembre, ha visto scendere per le strade circa due milioni di catalani (su un totale di 7,5 milioni) al grido di “Catalogna nuovo Stato d’Europa” sembra aver convinto finalmente i politici del Principat a intraprendere la strada dell’indipendenza, un cammino che, per dirla con le parole del portavoce del governo catalano, Francesc Homs, è senza ritorno. «In Catalogna – spiega Homs – abbiamo visto che come stiamo adesso non stiamo bene e abbiamo deciso di intraprendere un nuovo cammino che è nuovo per tutti, ma che ha un’orientazione chiara», ossia la determinazione da parte della Catalogna di uno Stato indipendente, ma sempre all’interno dell’Unione europea.

MADRID NON STA A GUARDARE – Di contro, Madrid non sta a guardare e prosegue col proprio ostruzionismo. La vicepresidentessa del Governo a guida Partido Popular, Soraya Sáenz de Santamaria, ha chiesto a Mas di non creare altri «problemi», perché le elezioni anticipate e, di conseguenza, l’instabilità politica, «aggiungono crisi alla crisi». La leader del PP catalano, Alícia Sánchez-Camacho, invece, bolla come «al margine della legge» la presa di posizione di Mas, il quale, però, sembra davvero intenzionato a rendere realtà il sogno di libertà del popolo catalano.

Il punto è che sono finiti i soldi.

La Catalogna è solo la prima di una serie di regioni europee in rivolta, cittadini che per anni sono stati tenuti al guinzaglio degli stati nazionali con il danaro. E riguarda anche noi. Provate a chiedere agli altoatesini di trasferire a Roma tanti soldi quanti ne trasferiscono i Lombardi e produrrete bombe. Provate a togliere al Sud Italia una parte consistente dei trasferimenti pubblici e produrrete attentati e colpi di “lupara”.

Finiti i soldi si vedrà davvero quanti sono i patrioti italiani e dove vivono.

FunnyKing
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/09/la-bomba-catalana.html
25.09.2012

Pubblicato da Davide

  • Jor-el

    E dove sarebbe la novità? Da sempre la Catalogna si agita per la secessione (così come i Paesi Baschi, la Galizia, ecc)

  • Tao

    Gli spagnoli hanno intenzione di riprendere la piazza. Con l’ausilio dell’ormai celebre “manuale antipolizia”, che trovate qui.

    I 35 manifestanti arrestati ieri a Madrid saranno processati ( http://www.20minutos.es/noticia/1598876/0/detenidos/delitos/nacion/ ) per “delitti contro la Nazione”. E’ curioso come le accuse verso chi manifesta e si rivolta siano sempre gravissime ed altisonanti (“eversione”, “attacco allo Stato” eccetera), quando poi chi sta davvero commettendo delitti contro la Nazione siede comodamente in Parlamento.

    Naturalmente tali preoccupanti accuse, prontamente strombazzate stamattina da tutta la stampa spagnola, sono vòlte a far passare la fantasia a chiunque abbia intenzione di rimettersi in strada a cacerolare. Ma a quanto pare non basta: gli attivisti hanno annunciato un’altra manifestazione al Congresso Nazionale per oggi alle 17,30. Battere il ferro finché è caldo. Se cercate su Ustream, troverete le dirette dalla piazza a partire dalle 17.

    La stampa spagnola segnala anche con grande scandalo che il Coordinamento 25 Settembre avrebbe messo in circolazione “un manuale antirepressivo”, ovvero una guida del manifestante per difendersi dagli attacchi della Polizia. Siccome io invece non ci vedo chissà quale scandalo, dato che nella situazione (http://crisis.blogosfere.it/2012/07/crisi-euro-spagna-i-soldi-scappano-le-persone-si-auto-deportano.html) in cui si trovano (http://crisis.blogosfere.it/2012/06/crisi-spagna-la-guerra-delle-asturie.html) gli spagnoli non hanno certo voglia di fare manifestazioni “allegre, pacifiche (http://crisis.blogosfere.it/2011/02/13-febbraio-alla-sagra-paesana-andateci-voi.html) e coi tamburelli”, diversamente dai giornali spagnoli vi linko il manuale (http://madrilonia.org/2012/09/de-como-ir-al-25s-y-cuidarnos-colectivamente/) , che sono riuscita a trovare dopo lunghe e penose ricerche in spagnolo. Si chiama “Tattiche per il 25S”. Potrebbe tornare utile anche agli italiani, qualora l’eccessivo affollamento davanti agli Apple Store rendesse indispensabile l’intervento della Celere.

    Nei soliti forum statunitensi si chiedono se questo non sia finalmente l’inizio della rivolta per gli europei, o almeno per i PIIGS. Tutti sognano sempre che qualcun altro dia il via alla rivoluzione. A me, invece, ricorda tanto la situazione greca che gli spagnoli stanno seguendo passo passo. Prima l’austerità, poi la disoccupazione dilagante, poi le rivolte, e poi il silenzio della miseria assoluta.

    Speriamo che il sangue caliente sia capace di farsi sentire più a lungo.

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2012/09/rivolte-spagna-non-e-finita-oggi-si-ricomincia-e-ce-anche-il-manuale.html
    26.09.2012

  • RicBo

    Chi soffia sul vento indipendentista sono i politicanti alla Mas e lo fanno per calcolo elettorale (è triste infatti che la stessa onda sia cavalcata da partiti di sinistra come ICV e ERC, che hanno completamente scordato l’internazionalismo anarchista e del Poum) e con il fine di sostituire al dominio dell’odiata borghesia castigliana quello della propria classe dirigente.
    I cittadini catalani in maggioranza sanno bene che avrebbero molto più da perdere che guadagnare da una eventuale secessione. Già oggi sono ipertassati e il costo della vita rispetto alle altre regioni è altissimo (non a caso è facile paragonare Barcelona a Milano) figuriamoci cosa succederebbe con la secessione. Se poi la moneta rimanesse l’euro, sai che beffa.
    Comunque tutto questo è già successo 80 anni fa. Proprio vero che la Storia si ripete…(chissà se come farsa o tragedia)

  • Giancarlo54

    Il bel giocattolo della UE si sta sfasciando, dove sono coloro che sbeffeggiavano i sostenitori dell’unica soluzione praticabile e cioè il ritorno alla sovranità nazionale e monetaria? Dove sono i detrattori dello Stato-Nazione? Dove sono i sostenitori dell’euro del popolo?

  • Kiddo

    Mi unisco ai tuoi :” Dove sono!!????” E temo che tra non molto li vedremo arrivare, e non so se ci piacerà.

  • siletti86

    Il bel giocattolo UE si starebbe sfasciando secondo te? “Divide et Impera” ti dice qualcosa?

  • cavalea

    La novità è che stavolta non si agitano, ma agiscono.

  • zapper

    sempre Luciana Castellina [www.lastoriasiamonoi.rai.it] sulla futura disgregazione degli stati nazionali

  • andyconti

    Io penso che non dipenda dalla forma istituzionale ma da che sistema di distribuzione della ricchezza dipenda la costituzione di un entita’ statuale, che sia comunitaria o nazionale.

  • cardisem

    Io qui vedo il fallimento dell’ Europa, di questa Europa, serva degli Usrael e che affama i suoi cittadini. Saro’ un visionario, ma mi immagino una ribellione dei popoli di Europa per fare poi una Europa dei popoli sovrani d. Europa: tutti sovrani e nessuno servo di nessuno. Ma per questo bisogna sbarazzarsi degli Usa e di Israele.

  • aNOnymo

    La guerra sta per arrivare. E’ gia stato tutto deciso. Nel 2013 le cose non miglioreranno come ha affermato Monti,anzi, peggioreranno drasticamente.

  • Ercole

    condivido la posizione di ANONYMO,ma ha dimenticato di aggiungere che noi in quanto classe sottomessa, non possiamo fare gli spettatori indifferenti , ma dobbiamo costruire il partito di classe per dichiarare guerra alla guerra la crisi gioca a nostro favore , cosa aspettiamo.

  • Giancarlo54

    Neanche a me piacerà, perchè come al solito, faranno le verginelle appena uscite dal convento e, chiaramente, anzichè accomodarsi nelle retrovie e cospargersi il capo di cenere, si metteranno in prima fila e diranno “Noi lo avevamo detto”. Scommettiamo?

  • Giancarlo54

    Continuare a ragionare in termini “di classe” quando le classi sono state azzerate dalla globalizzazione o mondializzazione che dir si voglia, si commette un errore madornale, continuare a volere “tutto” per non stringere niente sembra essere un leit motiv della sinistra radicale. Cominciare a ritornare in possesso della sovranità nazionale e poi ci pensiamo, non è meglio? Cominciare a stringere qualche cosa nel pugno anzichè continuare a sognare impossibili rivoluzioni mondiale, non è meglio? O, mi pare che sia il discorso di molti, è meglio continuare a proporre cose impossibile per non ottenere nulla?

  • babel63

    Forse Mas è in buona fede.
    Artur Mas sa che la situazione è destinata a peggiorare e non vede altra possibilità che afferrarsi al tema indipendentista.
    Ricordiano che Catalunya ha chiesto “el rescate” al governo centrale.
    Non ci sono più i soldi per pagare i salari ai funzionari.
    Mas avrebbe potuto vivacchiare fino al termine del suo mandato appoggiando pedissequamente todos los recortes di De Guindos-Montoro giustificandoli con funambolismi semantici stile Rajoi.
    E invece sceglie l’elezioni anticipate che si faranno il prossimo novembre e che naturalmente saranno un referendum “indipendenza si/no”.
    Altro dettaglio non secondario: Mas sa che sta giocando col fuoco.
    Esiste il rischio di un suo arresto dato che sta dichiaratamente violando la Costituzione., e la lettera di Juan Carlos, pubblicata nella pagina web della Corona, suona più a minaccia che a raccomandazione.
    Ricordiamo che il Rey Juan Carlos è il capo dell’esercito…

  • Ercole

    fintanto che esiste il capitalismo, esiste sempre la lotta di classe ,fino a prova contraria sono gli operai che producono la ricchezza,per i padroni e non viceversa ,vedi il macello perpetuato nei confronti dei minatori in sudafrica ,o alla foxxon in cina,le operaie bruciate vive in fabbrica in india ,quindi la cazzata che non esiste piu la classe operaia te la potevi risparmiare ,forse non e colpa tua ,e che sei infarcito di ideologia borghese.Nazionalizzare non significa che non esiste piu la societa del profitto ,comunque ti devi porre in un ottica di competizione , e non schioda il problema di una virgola altra cazzata,nella fase acuta di crisi del capitalismo su scala mondiale la borghesia non ha piu nulla da dare all,umanita ,puo solo togliere , e per questo che il nostro compito immediato e storico deve propendere ala costruzione di un partito di classe,lottiamo oggi per preparare la rivoluzione domani .se la mia ..utopia non e percorribile.. il tuo pragmatismo che risultati sta dando alle problematiche della quotidianita.il riformismo e un arma spuntata , povero illuso.

  • polidoro

    “La guerra sta per arrivare. E’ già stato tutto deciso.”

    Ma LORO l’hanno previsto ed hanno preparato l’Eurogendfor