LA BOLLA DEL DEBITO GONFIATA DA TREMONTI

DI SUPERBONUS
antefatto.ilcannocchiale.it/

Il ministro aumenterà la durata dei titoli emessi dal Tesoro. E quindi sale il loro

Le previsioni di crescita del Pil per il 2010 saranno riviste al rialzo. Lo ha detto a inizio settimana Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico. La speranza del governo è che quest’anno l’economia italiana cresca dell’1,1-1,2 per cento, cioè di circa 20 miliardi di euro. Guarda caso, la spesa corrente è cresciuta della medesima cifra nel 2009 e si manterrà costante nel 2010. E dato che il Pil si calcola sommando la spesa per gli investimenti, la spesa per i consumi, la bilancia commerciale e, appunto, la spesa della Pubblica amministrazione, non era difficile arrivare a tale risultato.
Giulio il banchiere. Il fatto è che l’economia Italiana è ferma e il governo continua a indebitarsi per mantenere una parvenza di crescita. Ulteriore controprova è data da un mercato del lavoro che anche nel 2010 produrrà disoccupati. Alla fine tocca ammettere che Giulio Tremonti usa gli stessi metodi dei banchieri d’affari che tanto criticava: non produce ricchezza, ma aumenta soltanto il debito, riversandolo sulla spesa corrente.
Una partita di giro che fa comodo alla miriade di imprenditori, faccendieri-consulenti, proprietari di cliniche legati a doppio filo ai canali di spesa pubblica, ma che non produce alcun beneficio reale per le condizioni di vita dei cittadini. Una bolla creata con il debito della quale tutti, prima o poi, saremo chiamati a pagare le conseguenze.

Come le banche americane avevano venduto il sogno che tutti potevano possedere una casa – bastava indebitarsi, no? – così Silvio Berlusconi e i suoi ministri continuano a venderci la favola che tutto va bene e nessuno ci presenterà mai il conto.
Sotto Natale, il superministro dell’Economia aveva provato a far passare la riforma fiscale come uno strumento di equità ma, prudentemente, non aveva mai parlato di abbassamento delle tasse. Anzi. Di fronte alle contestazioni di Renato Brunetta e Mario Baldassarri, ha sempre risposto: “E’ già un miracolo se non le alzo”.

Il giorno della Befana, però, ci ha pensato direttamente Berlusconi a promettere l’Eldorado dell’abbassamento delle aliquote nel 2010, proprio con la riforma fiscale di cui aveva parlato Tremonti. A quel punto gli investitori internazionali sul debito pubblico italiano hanno pensato a due ipotesi: o siamo di fronte a una balla preelettorale di dimensioni colossali oppure a un governo talmente acrobatico che, dopo due scudi fiscali, osa pensare seriamente di diminuire il gettito. Eppure nel Decreto di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2010-2013, di “riduzione delle entrate fiscali” non c’è traccia. Su questo Dpef hanno fatto, fanno e faranno affidamento le agenzie di rating e gli investitori internazionali anche in questo 2010, quando l’Italia collocherà sul mercato 240 miliardi di debito pubblico.

La bolla e la balla. Per tener fede agli impegni con i mercati e per diminuire le tasse a qualcuno, il premier dovrebbe quindi aumentarle a qualcun altro, forse in maniera più che proporzionale. La bolla di Tremonti si scontra, nella logica degli analisti finanziari, con la balla di Berlusconi. E qualcuno doveva dare una spiegazione. Ci ha pensato l’altroieri Paolo Bonaiuti (immaginiamo sollecitato da Tremonti), smentendo che il governo stia progettando un taglio delle tasse. Una smentita inedita, che la dice lunga sull’assenza assoluta di margini di manovra e sui rischi che stiamo correndo sul fronte della finanza pubblica. Il problema resta l’elevatissimo debito pubblico e chi opera sui mercati lo sa fin troppo bene.

Ma a Roma è iniziata la corsa a rinviare il problema, approfittando della relativa calma delle Borse. E come ieri raccontava benissimo MF, il Tesoro si accinge ad aumentare la scadenza media del debito con emissioni a 15 e 30 anni. Va ricordato che oggi la durata media del debito è di 7 anni, con una media di scadenze annuali pari a circa 250 milioni. Tremonti intende diminuire la dipendenza annuale dal mercato, allungando la durata del debito. Nei paesi latinoamericani, abituati a situazioni di debito molto critiche, si direbbe che il Professore sta “spingendo il problema con la pancia”.

Ovvero, lo rinvia non solo senza affrontarlo, ma anche senza sfiorarlo. Un paese con i conti in ordine potrebbe approfittare dei bassi tassi d’interesse della curva a breve, per emettere titoli a reddito fisso con interessi compresi fra il 2,25 per cento e il 2,90 per cento. Invece qui si preferisce (o si è costretti) a emettere scadenze più lunghe con tassi compresi fra il 4,20 per cento ed il 4,80 per diminuire gli ammortamenti nei primi anni. Da quando i furbi banchieri d’affari hanno convinto il Tesoro che i Btp legati all’inflazione pagano solo il 2,35 per cento di cedola, mentre lo Stato pagherà l’inflazione accumulata sul capitale solo fra trent’anni, Tremonti adora questi titoli che potremmo definire “a responsabilità politica differita”. Se questa è la logica, forse qualche spericolato banchiere di Wall Street abita anche in Italia. Dalle parti di via XX Settembre.

Superbonus
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/

Da Il Fatto Quotidiano dell’8 settembre

14 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
myone
myone
9 Gennaio 2010 8:02

Grazie dell’ indirizzo. Qualcuno dovrebbe andarlo a prendere, fargli leggere l’ articolo, fargli comprendere che si comprende, che e’ una manovra salva immagine elettorale e che gli interessi stile usa si fanno ancora, e che la gente non e’ zimbella di nessuno, sopratutto di chi ha eletto affinche’ le cose le sistemi, o almeno, abbia etica di giustizia. Perche’, farci prendere per il culo da sx dx centro rosso o nero, e’ ora di finirla, e qui ci vorrebbe un tzunami interno e internazionale. Feccia a questo modo, e’ ora di finirla, perche’ se acconsenti a caccole, poi arrivano i letamai come le tempeste tropicali. L’ opposizione, dovrebbe senza allargarsi troppo, che altrimenti si defeca addosso da sola, almeno riportare pubblicamente tali e quali parole, ai tg e alla gente, cosi se ne fa’ un’ idea. Siamo stufi delle solite facce da materia…, e vogliamo fatti, trasparenza, azione, movimento di quello che si puo’, che vadi a una direzione equa, sorvolando europa, usa, e tutti i marchingegni che si voglia. Possibile, che davanti a poco, ci si debba sempre incasinare e che l’ iniquo obsoleto e truffaldino, da dementi, vinca sempre, alla faccia dell’ imbecillita’ collettiva? Sembra d’ essere alla… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Gennaio 2010 8:42

L’articolo è datato, ma è sempre un’occasione per parlare dell’inquietante pierino-tremonti, che gioca a fare il populista scherzando col fuoco (basti pensare al suo intervento in Cina).
Questa conversione delle scadenze del debito sul lungo periodo fa pensare ad un “ministro a perdere”, nel senso che la sua percezione del collasso inevitabile è tanto forte (nonostante i tagli orizzontali) da pararsi il culo sui tempi brevi, tanto poi si saranno dimenticati di lui. La cosa grave è dimenticarsi di lui adesso, di farci 4 conti in tasca per vedere quanto ci sia costato questo pierino da quando è sulla scena. Ma allora bisognerebbe fare anche i conti su tante altre ruberie, scoprire le relative coperture politiche non certo disinteressate, e i nipotini di Goldman Sachs ne uscirebbero con le ossa rotte. Non è “politicamente corretto” o è “politicamente corrotto”, fa lo stesso, il perchè è chiaro.
Se solo ci raccontassero qualche fatto di tanto in tanto, senza commenti fraudolenti!

stefanodandrea
stefanodandrea
9 Gennaio 2010 9:28

L’articolo è la dimostrazione lampante del bassissimo livello che ha assunto la polemica politica nel nostro paese, che centrodestra e centrosinistra all’unisono da venti anni stanno conducendo verso la distruzione e il disfacimento. E’ questa, probabilmente, la ragione per la quale CDC lo ha pubblicato. 1) “Giulio Tremonti usa gli stessi metodi dei banchieri d’affari che tanto criticava: non produce ricchezza, ma aumenta soltanto il debito, riversandolo sulla spesa corrente”. Il fatto che le banche, a proprio vantaggio, indebitino i cittadini e le imprese, mentre lo Stato, indebita sè stesso, per sostenere o comunque sostenendo alcune imprese e una parte dei cittadini (prescindo, in questa sede dal merito delle scelte politiche) per l’autore dell’articolo è assolutamente irrilevante. 2) l’autore sa perfettamente che questo governo non abbasserà le tasse e che nessuno nel mondo, comprese le diaboliche agenzie di rating, attribuirà alla diatriba mediatica Tremonti-Berlusconi-Bonaiuti un minimo di rilevanza; e tuttavia finge che essa abbia rilievo per montare su la polemica e scrivere un articolo senza capo né coda; 3) L’autore, è contrario alla (asserita: non so se sia reale ma diamolo per scontato) volontà politica di allungare la scandenza media del debito, emettendo titolo a scadenze di 15 e 30… Leggi tutto »

stefanodandrea
stefanodandrea
9 Gennaio 2010 10:53

Alle critiche che ho sollevato nel precedente commento ne aggiungo altre due che ho rinvenuto nei commenti su ilfattoquitidiano.blogspot.com: 1) # 12 commento di pasquale – lasciato il 8/1/2010 alle 15:14 La prima parte dell’articolo è basata su un’affermazione del tutto sbagliata: “La speranza del governo è che quest’anno l’economia italiana cresca dell’1,1-1,2 per cento, cioè di circa 20 miliardi di euro. Guarda caso, la spesa corrente è cresciuta della medesima cifra nel 2009 e si manterrà costante nel 2010. E dato che il Pil si calcola sommando la spesa per gli investimenti, la spesa per i consumi, la bilancia commerciale e, appunto, la spesa della Pubblica amministrazione, non era difficile arrivare a tale risultato.” In base a quale ipotesi la crescita del Pil dovrebbe coincidere con la spesa corrente? La spesa corrente (che non è uguale alla spesa pubblica, manca la spesa per interessi sul debito!) cresce in misura uguale al Pil solo se le altre componenti del Pil non variano, pensare che sia investimenti & consumi privati sia la bilancia commerciale (export – import) non varino è assurdo. Quindi, dire che basta aumentare la spesa corrente per far aumentare il Pil è una totale falsità, far credere che… Leggi tutto »

myone
myone
9 Gennaio 2010 11:32

Ci sono miliaia e miliaia di ditte che lavorano all’ estero per basso costo e bassa tassazione, e poi importano in italia, per non parlare di paesi come la cina, che con la storia del progresso, sono come un tarlo per la situazione di paesi lassisti per colpa della politica. Se queste ditte lavorasseo in italia, fallirebbero, per gli oneri discali, e cosi non danno da lavorare nemmeno algi italiani, che consumano beni e beni di bisogno, senza usufruirne del lavorato, che e’ esenziale per vivere, poiche’ stipendia. E poi, E’ ORA DI FINIRLA DI DIRE “CREARE RICCHEZZA” perche’ il bisogno di vivere e di lavorare, non e’ ricchezza, e la bolla e’ costituita su conti campati per aria, dove il valore danaro, nei disguidi di ogni genere, viene sempre preso dal vivo della gente, delle produzioni, con tasse, aliquote, e varie, e non si pensa mai a una autosufficenza interna fra produrre quello che serve, farlo produrre in italia, dare posti di lavoro perche’ il lavoro e’ pari al bisogno e da’ la possibilita’ di vivere a tutti, e che sopratutto, fuori da ogni risma mafiosa legalizzata europea bancaria e mondiale, all’ interno di un paese ci siano valori… Leggi tutto »

2novembre
2novembre
9 Gennaio 2010 11:45

quoto al 100% i 2 commenti di stefanodandrea.
Sinceramente non avrei perso tempo a commentare un articolo così palesemente farlocco e ad uso istigazione per …….

Lodo la sua puntigliosa disamina, propria di chi ragiona con la propria testa.

Boero
Boero
9 Gennaio 2010 13:41

Può davvero fare diverso?Per il momento FINCHE’ L’ITALIA E’ NEL TRATTATO DI MAASTRICHT E LE DECISIONI VERE LE PRENDE LA BCE,NO.Peraltro quei soldi vanno ai cassintegrati e alle imprese,non alle banche come negli Stati Uniti.In questo paese sono stati regalati 14 triliono di dollari alle banche,qui neanche un decimillesimo,e in cambio di garanzie(sospensione rate dei mutui per un anno).Date a Cesare quel che è di Cesare,e a Giulio quel che è di Giulio.

albertgast
albertgast
9 Gennaio 2010 14:02

“….sospensione rate dei mutui per un anno…” sembra un regalo fatto a coloro che hanno un mutuo e si trovano in difficoltà, ed in effetti lo è anche. Ma è soprattutto un regalone alle banche stesse, che evitano di mettere nel passivo i mutui non pagati dai clienti, lasciandoli per un anno nell’attivo. Una furbata. Confesso che non ci avrei mai pensato se, letto con entusiasmo l’articolo di giornale dove se ne parlava, chi in banca ci ha lavorato per una vita non mi avesse fatto notare la doppia faccia della medaglia. Cmq va bene, almeno si procrastinano i guai di un anno e si sa che la speranza è l’ultima a morire.

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Gennaio 2010 17:38

Riporto questo mio post: http://www.meetup.com/per-il-bene-comune/boards/thread/5449539/680/ Postato il 26-nov-2009 9.06 … i derivati sono tornati a crescere ad una velocità spaventosa….. …. hanno immesso un’enorme massa di liquidità nel sistema … …. hanno trasformato debito privato in debito pubblico… …. hanno migliorato i bilanci delle grandi banche d’affari, ma non quelli dello stato… …. una parte enorme di questo denaro è rimasto dentro le banche stesse, che oggi con quei soldi stanno facendo profitti contraendo prestiti all’un per cento e reinvestendo in strumenti finanziari che danno rendimenti del 5 o 6 per cento…. …. Alla fine degli anni ’90, di fatto si è consegnato il potere di battere moneta, che era un potere degli stati sovrani, nelle mani delle banche e del mercato….. permettendo alle grandi banche di contare più dei governi…. …. c’è ancora un’enorme messa di finanza che sta nelle banche, fuori dal controllo degli stati …. …. Non possiamo certo pensare di risolvere i problemi emersi dalla crisi con una serie di nuove regole tecniche scritte dai banchieri. L’ha detto tremonti, non io. Se non è parlar chiaro questo! (per gli stupidi nessun parlare sarà mai chiaro abbastanza affinchè comprendano) Qui si parla di signoraggio, di finanza creativa,… Leggi tutto »

Rossa_primavera
Rossa_primavera
9 Gennaio 2010 18:08

Meno male che c’e’ qualcuno che si accorge ancora che uno dei principali nodi e scandali dell’economia liberal capitalista e’ il signoraggio bancario:bravo Alberto,quoto al cento per cento la tua analisi.

Boero
Boero
10 Gennaio 2010 6:28

In America lo si è fatto?O si è preferito stampare 1,5 trilioni di dollari per comprare i mutui insolventi delle banche(quantitative easing)aiutando le banche E BASTA?A Cesare quel che è di Cesare,a Giulio quel che è di Giulio.

materialeresistente
materialeresistente
10 Gennaio 2010 10:15

A me sembra evidente che la difesa di tremonti è una roba che fa solo ridere se non ci fosse da disperarsi.
La politica economica di questa gente è:
1-garantire rientro di capitali senza rompere le balle a chi ha prosgiugato la ricchezza di questo paese.
2-aumentare la spesa corrente della pubblica amministrazione (5 miliardi di euro in più su forniture ed ammennicoli vari) garantendo rendite di posizione agli amici del Giaguaro. In compenso si taglia su personale e servizi ai cittadini.
3-non toccare categorie protette come liberi professionisti (avvocati, notai, dentisti,commertcialisti etc.) ristabilendo roba medioevale come tariffe minime etc.e garantendo evasione a gogò.
4-fare interventi estemporanei sui beni pubblici con il mito della vendita a privati per fare cassa dopo aver messo a perdita nella penultima finanziaria una perdita di 1,6 miliardi di euro della mitica Scilp 2.In pratica vendere pezzi dello stato in una chiara logica di stampo Argentino pre-default
5- non fare nulla contro i vari monopoli a partire da quello della distribuzione dei carburanti.
In compenso prende per il culo con la storia delle due aliquote fiscali insieme al nano.

stefanodandrea
stefanodandrea
10 Gennaio 2010 11:09

Non mi sembra che uno tra i commentatori abbia difeso Tremonti. Io, per esempio, condivido quasi tutte le accuse che hai rivolto. “Quasi”: ve ne sono alcune – “i vari monopoli” e “roba medioevale come le tariffe minime” – che dimostrano come il liberismo sia penetrato a fondo nella nostra società, infettando anche il nemico.

glomer
glomer
11 Gennaio 2010 10:36

….io a questi bastardi nn ci credo più da un pezzo…pertanto nn li voterò mai più…nel senso che nn andrò votare + nessuno…!!! BASTA!!!