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LA BEFFA: L’ELEMOSINA DI STATO

DI CARMELO R. VIOLA
Rinascita nazionale

Il parlamento dei legislatori è tuttora in fibrillazione per l’enorme fatica sostenuta nel discutere se concedere o meno ai pensionati da accattonaggio un aumento di circa 30 euro mensili. Pare che ci siano riusciti anche se con decorrenza differita! Intendiamo: circa 30 euro di voltastomaco. Sì perché 30 euro non sono nemmeno niente: sono meno o peggio di niente se si attribuisce ad essi la definizione di aumento quando si tratta di una miserabile elemosina a chi già vive di elemosina, il che offende non solo gli eventuali beneficiari ma tutta la civiltà e, in special modo, un paese che si trascina dietro l’immeritato epiteto di “patria del diritto”.

Diritto che non significa – come comunemente si crede e come i profittatori vogliono far credere – rispetto delle leggi (chè di leggi ce ne sono anche da fare schifo: altro che rispetto della legalità!) ma rispetto delle spettanze (o diritti) naturali di ogni cittadino nell’ambito della collettività (o gruppo nazionale) di appartenenza per il solo fatto di essere nato.
La prima di tali spettanze è la partecipazione, equa o secondo bisogno, della ricchezza (beni e servizi) prodotta dal lavoro sociale. Si dirà che si tratta di un’utopia. Bene. Utopia ha due significati: a) una cosa che non esiste e che è irrealizzabile; b) una cosa che non esiste ma che è realizzabile. L’utopia in questione è di questa seconda categoria. E non solo. E’ parte di quella scienza sociale, da cui non si può prescindere non solo per una questione di coscienza (o bioetica, non cattolica ma certamente scientifica) ma per necessità: perché la società non resti quella che è: una giungla antropomorfa (con predatori e prede, con forti che evadono le norme giuste e deboli che si suicidano o mutilano in carcere per molto meno) e perché si eviti la conseguenza, altrimenti fatale, della fine della civiltà e, con questa, della nostra specie per saturazione di conflittualità interumana, di caos delinquenziale e di reazione cataclismica della natura o biosfera, che è poi l’habitat di noi uomini.

Torniamo al punto. I circa 30 euro di aumento sono soltanto una barzelletta nel contesto del discorso della riforma delle pensioni e dell’età pensionabile con gli accidenti dello scalone e degli scalini, che sono venuti ad arricchire l’esilarante pretesa economia, che non è economia ma soltanto l’antropomorfizzazione codificata dell’istinto predatorio della giungla (dunque, una PREDO-nomia) e, ispecie, una scienza – se così si può dire – che intende legittimare e la corsa alla preda e i risultati che ne derivano, insomma le differenze abissali, rappresentate dalla ricchezza senza limite di un ristretto numero di vincenti, e della variegata povertà del resto dell’umanità.

A tal fine ci sono parametri da rispettare, fuori dei quali il gioco (ludismo predatorio, alias liberismo globale) si fa difficile o, più precisamente, mette in grave rischio la posizione dei maggiori privilegiati.
La questione delle pensioni verte intorno alla disponibilità monetaria ovvero alla cosiddetta “disponibilità di fondi”. Il maggiore incasso fiscale – chiamato “tesoretto”! – ha consentito alle menti eccelse dei generosi legislatori di pensare appunto ai pensionati da accattonaggio nel modo che abbiamo visto. Ma, di grazia, quale legge naturale stabilisce di quanta moneta possa disporre il pubblico potere? Nessuna, senza alcun dubbio. Ci sono invece parametri del “codice padronale” gestito dalla piovra bancaria, che, a nome dell’Unione Europea, sta tormentando i nostri lussuosi esecutori di richiami e di ammonizioni perché lo “stato di grazia” – padronale appunto – non venga disagiato da quel fenomeno – ridicolo anche questo – detto inflazione, il quale, abbassando il valore della moneta, riduce anche il valore della ricchezza. E’ solo questa circostanza la fonte della maggiore preoccupazione.

E’ evidente che lo Stato non può immettere in circolazione sempre nuova moneta come è fuori dubbio che la produzione della moneta deve rispondere ai parametri del pari diritto alla vita e al benessere di tutti. Il cruccio padronale è che tale provvedimento razionale-scientifico comporti – come necessità frontale – l’uso di una moneta (passiva) interna a termine, il recupero della stessa attraverso il circuito produzione-distribuzione, quindi la proprietà pubblica dei mezzi di produzione, l’abolizione della proprietà immobiliare privata senza limite, insomma il “maledetto” socialismo che, cacciato dalla porta, tenta di rientrare dalla finestra.
Solo la resistenza dei potentati-tabù (alla stregua della vacche dell’India) dà una patente di impossibile serietà alle diatribe fra nostri legislatori da strapazzo e i banchieri europei impegnati a difendere l’impianto basato sul crimine della proprietà privata dei mezzi di produzione e degli immobili: crimine è ogni offesa ai diritti naturali che suggeriscono comportamenti ben diversi.

Questa realtà è indispensabile per capire il voltastomaco dell’attuale interminabile controversia sulle pensioni, che si concluderà con ulteriori deprivazioni perfino dei cosiddetti diritti acquisiti per la maggiore tranquillità dei ladroni legali, che continueranno a mercificare perfino l’aria per il bene del paese. Ancora più importante è la indefessa lotta alle varie mafie e alla quotidiana criminalità predonomica mentre i pensionati da accattonaggio impareranno a tendere furtivamente la mano per arrotondare l’elemosina di Stato e non morire letteralmente di fame. Fino a quando?

Carmelo R. Viola
Fonte:/www.rinascita.info
Link: http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_attualita/EElukuVpyVgbHmowUh.shtml

12.07.07

Pubblicato da Davide

  • michele40

    Non sono d’accordo: i 33 o 34 euro di aumento delle pensioni minime non sono pochi perchè possono permettere la sopravvivenza per due giorni e possono essere sufficienti per tante persone che arrivano a stento a fine mese ed inoltre va considerato che il 99% delle pensioni minime sono date a persone che non hanno mai versato contributi o perchè senza lavoro o (molto peggio) perchè hanno lavorato a nero tutta la vita. Conosco idraulici ed una sarta a pensione minima ma continuano a lavorare.Bisogna considerare anche che ci sono milioni di pensioni minime(non so quanti ne beneficeranno veramente) per cui l’onere complessivo per l’INPS non è indifferente soprattutto quando si discute di scaloni e scalini!