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LA BATTAGLIA DI QUOTA 162

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

Che farai Pier da Morrone?
Se’ venuto al paragone…
Jacopone da Todi

Qualcuno si sarà stupito della veemente reazione di Gianfranco Fini nei confronti di Silvio Berlusconi, scontro che avviene l’indomani di un successo elettorale.
Per comprendere quella che appare quasi un’anomalia, dobbiamo prima valutare due scenari: la mutazione sociologica della realtà italiana da un lato, il cambiamento della percezione, in politica, della prassi utilizzata per raggiungere gli obiettivi.
E’ difficile, inoltre, separare completamente i due aspetti poiché interdipendenti e dialettici.

Un primo aiuto giunge da due lunghi articoli che scrissi circa un anno fa: “Non può che finire così” prima [1] parte e seconda [2] parte (collegamenti in nota). Riassumo brevemente:
Analizzate le cause del lungo declino italiano (privatizzazione della Banca d’Italia, Euro, dismissione del patrimonio industriale pubblico e dei servizi pubblici, deriva “autoritaria” in politica, legge elettorale, ecc) giunsi alla conclusione che il “sistema Italia” non poteva più reggere molto. Non trovando più soluzione sul piano politico generale – poiché implicherebbero, al minimo, la completa sostituzione della classe politica – essa viene individuata “salvando” la parte più produttiva del Paese ed abbandonando alla “elemosina europea” il resto. Questa, ripeto, è solo una brevissima sintesi: invito, prima d’inoltrarsi a disquisire sul breve quadro esposto, a leggere quegli articoli.

L’unica “novità” era rappresentata dall’affermarsi, al Nord, di un sempre più forte sentimento autonomista, rappresentato politicamente dalla Lega Nord. Tralasciando le vie che potranno (o potrebbero) condurre ad una secessione (poiché le secessioni sono generate dal mutare dei rapporti politici: la loro definizione “sul campo” è mera prassi del momento), notiamo che tale processo – dopo le elezioni regionali del 2010 – si è manifestato più nitidamente.
Un ministro leghista (Calderoli) che sale al Quirinale con una proposta di legge costituzionale già pronta, presentata in un semplice cenacolo privato, la dice lunga sul punto al quale il processo è giunto.
Lo scontro – apparentemente – sembra vertere solamente su questioni di voti e di maggioranze, mentre sono i processi politici che sottendono gli effetti che devono essere soppesati.

Gianfranco Fini riteneva, quando aderì al PdL, d’esser lui il Delfino; invece, si trovò nella parte di Bertinotti della scorsa legislatura: onorato, ma completamente isolato.
Al momento non sappiamo se Fini porterà a compimento il suo intento, ma riteniamo molto difficile che riesca a sottrarsi, ancora una volta, alle decisioni che lo attendono.
In sintesi, le decisioni di Fini lo confinano in due scenari, entrambi riconducibili alla vicenda di Bertinotti: a quello del 1998 oppure al secondo, del 2006.
Nel primo caso – gettando la spada nell’agone politico – Bertinotti riuscì a salvare il suo partito mentre nel secondo, la fine anticipata della legislatura ma anche le mutate condizioni politiche, lo condussero all’estinzione. Vorremmo essere una mosca, per conoscere qualche riflessione a voce alta di Fini, ma riteniamo che la “parabola” del leader comunista abbia attraversato più volte i suoi pensieri.

Continuare nella pantomima di un PdL “partito vero” condurrà Fini direttamente ad occupare, negli anni futuri, poltrone di una certa importanza (col rischio, però, di fare la fine di Pera o di Pisanu) ma lo sottrarrà completamente all’agone politico.
Formare un gruppo parlamentare interno al PdL – di fatto, un suo partito – in qualche modo gli restituisce margini di manovra che, col trascorrere del tempo, Berlusconi gli sottrarrebbe inesorabilmente.
Le lamentele di oggi sono figlie di quelle di ieri, quando AN s’accorse che, nel Nord, il consenso guadagnato con la “svolta di Fiuggi” era inesorabilmente eroso dalla Lega: alcuni coordinatori locali di AN – già alle elezioni regionali del 2005 – si lamentavano “che il partito, nel Nord-Est, stava sparendo”.
Da qui – oggi – riparte la vocazione “sudista” del partito di Fini: non a caso, una delle lamentazioni più calcate, riguarda proprio la situazione siciliana e del Sud in genere, unici luoghi dove Fini può ancora trovare consensi che non siano “oscurati” dall’espansione berlusconiana.

Per capire le sottili discriminazioni che sono state fatte nei confronti del potenziale elettorato di Fini, prendiamo come esempio un modesto emendamento alla Finanziaria che fu presentato da un “ex AN” sulla scuola.
Il sen. Valditara – vista l’assurda situazione che vede nella scuola italiana il 55% dei docenti con un’età superiore ai 50 anni (la media europea è del 30% di over 50) – si proponeva di “svecchiare” un poco il corpo docente pensionando i circa 60enni anche nel caso non avessero raggiunto i requisiti. Insomma, la sua proposta [3] “regalava” due anni di contributi figurativi. I costi? Irrisori (42 milioni in tre anni, meno di 15 milioni l’anno) ma, la commissione Bilancio, lo bocciò. Perché?
Non si trattava certo di questioni di bilancio: le vicende legate a Bertolaso ed all’allegra compagna di costruttori “gaudenti” che lo circondavano, ha mostrato ben altri livelli di spesa. Solo le spese di Palazzo Chigi sono aumentate, in due anni, di circa 1,5 miliardi di euro: non si tratta, quindi, di quei quattro soldi.
Insomma, il problema non è valutare la proposta di Valditara o i finanziamenti a Bertolaso, bensì di capire chi quei soldi avvantaggiavano.

Nel primo caso docenti (e la qualità della scuola in generale), nel secondo costruttori.
Fra quei docenti, non ci sono soltanto “comunisti” bensì persone di destra: non è un mistero che, nell’elettorato di Alleanza Nazionale, ci fossero moltissimi dipendenti pubblici, quelli che si sono visti dileggiati e trattati come ladri dal minus veneziano. Il risultato? Alle recenti elezioni regionali, 2 milioni di voti in meno per il PdL: riflettiamo che tutte le vittorie e le sconfitte elettorali sono oramai da osservare nel quadro di un’asta al ribasso. Vince chi perde di meno.
Se, al vertice, Berlusconi premia soltanto gli ex di AN et similia che si rivelano fedelissimi non al partito, ma alla sua persona – pensiamo alla Santanché, nominata sottosegretario per essersi prestata a giocare una parte nella vicenda privata del divorzio, accusando Veronica Lario di aver avuto una storia sentimentale…vicende squallide, del peggior gossip – nel Paese tende a premiare il suo elettorato ed a trarre risorse, per farlo, dall’ex elettorato di AN, assimilandolo per composizione sociale ai “comunisti”.

Nel volgere dei prossimi tre anni – dai vertici alla base – l’elettorato di AN sarebbe completamente fagocitato e privo di voce in capitolo. Umberto Bossi, che è “animale politico” come pochi – nel senso che avverte quasi “ad istinto” il mutare del vento – si mostra molto pessimista sulla ricomposizione del dissidio, e già pensa ad elezioni.
Questa la situazione attuale che potremmo circoscrivere a due situazioni: ricomposizione o frattura.

Nel primo caso, Fini seguirà il destino che è stato di Bertinotti nel 2006, nel secondo caso – in un modo o nell’altro – farà saltare il banco. Berlusconi non accetterà mai di governare passando ogni giorno sotto le forche caudine di Fini, e saranno quindi elezioni.
Da qui in avanti, il discorso diventa più interessante: dove andrà Fini?

Non è un mistero che siano già in corso, oggi, abboccamenti con Casini, con Rutelli e, probabilmente, con esponenti del PD, ma fermiamoci alla “triade” Fini-Casini-Rutelli.
Nel panorama di una forte disaffezione dell’elettor
ato di destra (2 milioni in meno! Il 5% circa degli aventi diritto!), questo nuovo “centro” potrebbe raggranellare fra il 10 ed il 15% dei consensi, forse più.
Restando pressoché stabile l’elettorato del PD e dell’IDV, la diminuzione dei consensi dell’asse PdL-Lega non consentirebbe più a Berlusconi di governare.
A quel punto, il “porcellum Calderolensis” si rivolterebbe contro Berlusconi stesso e, soprattutto al Senato, non ci sarebbe una maggioranza in grado di governare. Insomma, la famosa “quota 162” che fu l’assillo di Prodi.
Grande confusione sotto il cielo: chi avvantaggerebbe?

Non è un mistero che potenti lobbies stiano seguendo attentamente quanto sta avvenendo: dal Governatore Draghi che pubblica sempre dati economici più pessimisti rispetto a quelli del Governo, a Montezemolo ed alla Marcegaglia che chiedono soldi per le imprese, fino alle associazioni meno appariscenti, più occulte, ed agli scenari internazionali.
Sotto l’aspetto internazionale, il progetto secessionista della Lega non è visto di buon occhio: qualcuno (leggi: Germania) non gradirebbe certo di ritrovarsi un Centro-Sud che sarebbe la copia della Grecia. E, questo, nonostante sia stata la Germania stessa – ma in anni lontani, e le situazioni cambiano – la grande mecenate del sen. Miglio.

Un tentativo “centrista” o di centro-sinistra sarebbe visto di buon occhio dalla burocrazia europea – il solito governo d’emergenza nazionale – per togliere ancor più ricchezza e diritti e salvare l’unità della Nazione.
Sull’altro versante – ossia sulla sopravvivenza politica di Berlusconi – c’è poco da fare affidamento: quando Berlusconi confessa di sentirsi un “pirla” [4] mentre parla con Tremonti, ammette di non rendersi conto della gravità dei conti pubblici italiani. Oramai, le differenze con la Grecia sono soltanto dei soffi.
In realtà, l’attuale Governo non ha il “fiato” per raggiungere l’agognato traguardo di fine legislatura: mancano i soldi per tutto, ed il fondo del barile è già stato raschiato. Altro che ponti e centrali nucleari.

Potrebbero rivolgersi – dal punto di vista fiscale – al loro elettorato, ma sarebbe un suicidio politico: molti che votano Berlusconi, lo fanno per avere condoni fiscali, edilizi, “scudi fiscali” ed un generale disinteresse fiscale sui loro patrimoni.
La scuola è già stata azzerata per coprire l’abolizione dell’ICI per i redditi più elevati, i nostri ragazzi guadagnano 1.000 euro il mese (da precari e quando va bene), le pensioni sono state tagliate, i contratti sono soltanto un ricordo: che fare?

Berlusconi, se potesse – ossia se non dovesse, terminata l’avventura di Governo, fare l’imputato “a vita” – sarebbe il primo a voler lasciare la nave che affonda, ma non può: lotterà fino alla fine per non trascorrere il resto dei suoi anni da un’aula giudiziaria all’altra.
Un futuro Governo di unità nazionale sarà costretto ad inasprire la fiscalità: Draghi ha più volte annunciato che bisognerà inasprire ancor più la materia previdenziale.
Gli italiani, mostrando saggezza, per più del 40% hanno dimostrato di non credere più a questa classe politica, non recandosi ai seggi: senza lunghe analisi, hanno già capito che la scelta è fra la padella e la brace.

Fin quando nuove forze politiche non riusciranno ad affermarsi, per uscire dal quadro asfittico dell’attuale politica, non ci sarà speranza: troppe sono le cose che andrebbero cambiate.
Anzitutto, pochissimi livelli decisionali: uno Stato forte ed un solo livello intermedio, cancellando Province e Regioni. Interventi sull’energia rinnovabile, creando know-how e posti di lavoro in Italia, intaccando – finalmente ! – quei 40-60 miliardi di euro che sono la “bolletta energetica” annuale, il sempiterno “buon pascolo” per ENI ed ENEL. Per trasformarli in ricchezza fruibile dagli italiani.
Le cose le sappiamo tutti: il ritorno della sovranità monetaria allo Stato, la fine delle “avventure di pace” nel mondo (con quel che costano!)…e poi, scuola, sanità, trasporti…

Questo è un Paese da rifondare, e non saranno certo le “imboscate” romane di uno o dell’altro a cambiarlo: ci vorrebbero capacità, serietà ed indipendenza dai poteri forti. Ossia vera democrazia: quel che manca.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2010/04/la-battaglia-di-quota-162.html
17.04.2010

[1] http://carlobertani.blogspot.com/2009/05/non-puo-che-finire-cosi-prima-parte.html
[2] http://carlobertani.blogspot.com/2009/05/non-puo-che-finire-cosi-parte-seconda.html
[3] http://www.gildavenezia.it/docs/Archivio/2009/ott2009/emendamento_valditara.htm
[4] http://www.repubblica.it/politica/2010/04/17/news/berlusconi_governo_fini-3413972/

Articolo liberamente riproducibile nella sua interezza, ovvia la citazione della fonte

Pubblicato da Davide

  • maristaurru

    Prima mossa: fare pulizia vera nelle pieghe dell’apparato statale e no. Ormai davvero non si riesce più a districare e distinguere chi lavora per chi, basta ripensare e rileggersi o rivedersi le puntate di Report, considerare che quelle sono in qualche modo necessariamente edulcorate ( a volte anche molto ) , e si comprende che la politica non potrebbe, la magistratura nemmeno, e sono i magistrati per primi, sconsolati ad ammetterlo. Non sarà un nuovo soggetto politico, lo so io e lo sa benissimo chi scrive. Non è un paese da rifondare, è un paese da svuotare della tanta mota, di ogni colore, ordine , grado e provenienza.
    Non c’è un partito, una corrente, un potere cui poter affidare uno spillo, anche se siamo pieni di persone di buona volontà e di persone oneste. Ma negli ingranggi che contano, dal più piccolo al più grande si è permesso che si infiltrasse.. diciamolo senza ipocrisie e senza amor di parte, qualunqu essa sia: LE CRIMINALITA’

    Quando uno Stato permette che , sia che governino gli uni, sia che governino gli altri, per suo conto e nome, spa di privati o comunque spa, se pure definite pubbliche , che sono condotte in base a leggi che definisco “strampalate”, pro bono pacis, che comunque non seguono le stesse leggi dello Stato e permettono usura e spesso addirittura estorsione legalizzata, che hanno provocato gravi danni alla economia reale del Paese e nessun beneficio allo Stato, siamo in presenza di una situazione gravissima, che comporta che chiunque governerà, le cose non cambieranno, ma al massimo peggioreranno, come regolarmente avviene di legislatura in legislatura.

    Prima ne prendiamo atto e meno peggio ne verrà a tutti, per il ” meglio”, non c’è più tempo.

  • grillone

    secondo me, fini vorrebbe semplicemente fare in modo che la lega non sia piu il traino del centro destra; e ha ragione da vendere, ovviamente, perchè la lega sta imbarbarendo il paese, e soprattutto il nord italia. ma non credo che ci saranno crisi di governo, ormai i giochi sono fatti

  • Tonguessy

    “Berlusconi non accetterà mai di governare passando ogni giorno sotto le forche caudine di Fini” ma
    ” Berlusconi, se potesse … sarebbe il primo a voler lasciare la nave che affonda, ma non può: lotterà fino alla fine per non trascorrere il resto dei suoi anni da un’aula giudiziaria all’altra.”

    Delle due l’una: o l’homo ridens si mangia il suo bel panino con deiezioni feline gentilmente offertogli da Fini, oppure non ci sarà Ghedini che tenga per il legittimamente impedito.
    Propendo per la prima ipotesi, ma auspico la seconda. Comunque vada sarà interessante.

  • nautilus55

    Perciò, teniamoci il nano a Palazzo Chigi. E’ questo il succo del discorso?

  • maristaurru

    non mi sembra affatto di aver scritto di tenere nessuno dei politici che ci ha portato fin qui, mi sembra di aver scritto che chiunque mettiamo, le cose NON POSSONO CAMBIARE. Se la macchina fa schifo ed è rotta, non è cambiando il guidatore che si risolve nulla, e da noi è la macchina che non funziona. Non è che se ci metti pinco pallino, quello fa una enensima legge e tutto va a posto: mille persone debbono concorrere e se la leggina che serve a distribuire due lire al popolo , per restare sul banale
    1) viene scritta male di modo che si possano avere 100 interpretazioni
    2) ad arte ( e so quel che dico) qualcun fa in modo che vi si infili o si tolga una parolina di modo che cambia l’impianto ed il biano civenta nero ed il nero diventa bianco…
    3) e se , come capita senza che voi lo sappiate, in un ministero si trova il modo di fare una regolamentino interno..
    4) oppure una regione si mette di traverso.. e potrei continuare.

    Tutte queste ipotesi e molte di più si sono realizzate e stanno impantanando il Paese, più di quello che potete immaginare.
    Mettici la malavita mafiosa che è dovunque .. Lannutti presidente adusbef denuncia quello che ormai è evidente: il potere bancario è di tipo mafioso o è la mafia. Ma esistono anche altri poteri e spezzoni di malavita affaristica infiltrati, interessi , dal più piccolo al più grande. Le carceri sono lagher, si entra solo indiziati e si muore, perchè? gli ospedali.. debbo continuare?

    E’ tanto difficile capire che sta succedendo? E come puoi immaginare che basta acchiappare un qualsiai pinco pallino e mettere posto il Paese?

    Non vedi che stiamo rotolando verso l’abisso? Si sono fatti errori enormi in passato e ci vorrà del tempo per capire bene cosa è successo davvero , anche se una idea credo abbastanza precisa forse, data l’età , ce la posso avere. Ma conta zero quello che pensano quelli che come me, certa robaccia la hanno vista svolgersi davanti agli occhi, a completare il puzzle in modo serio ci dovrà pensare la magistratura, le commissioni di inchiesta e simili, penso dovranno spiegare certe cose apparentemente incomprensibili anche per chi c’era in passato. Ci arriveranno, ci arriveranno.

  • AlbertoConti

    La “vera” democrazia non la vedremo certo noi “veci” (alla veneta). Però possiamo lavorarci, e spiegare ai giovani che tutto è ancora possibile, a dispetto delle apparenze, che per quanto “indagate” appaiono pur sempre meno gravi delle realtà che viviamo.
    Una di queste realtà è la burocrazia che si mangia la politica, perchè è molto più vicina al vero potere che tutto corrompe. Franza o Spagna purchè se magna è ormai un fatto globale, non più solo nostro, e così, forse, la nostra esperienza storica può diventare preziosa per trovare una via d’uscita. La crisi economica, quella vera dietro l’angolo, sarà il concime rivoluzionario che ancora difetta, nonostante i gravissimi fatti già accaduti. E allora le attuali comparse del teatrino politico saranno finalmente travolte, tutte, come dev’essere per poter cambiare anche la sostanza. Solo così le strategie politiche attuali appariranno per ciò che sono, il nulla del vecchio e logoro teatrino, su un’idea di Repubblica ancora tutta da costruire al posto della farsa in cui siamo cresciuti. Ma è il campo di battaglia a dover cambiare, a scindersi dall’attuale convenienza egocentrica del qui ed ora, sempre meno “realistica”, ad un orizzonte allargato nelle direzioni opposte del sociale e dell’introspezione, senza luogo e senza tempo. Vedere il re nudo e guardarsi allo specchio saranno presto due esperienze complementari, la premessa di un autentica rifondazione, anche organizzativa, dell’esperienza umana. Sconfiggeremo presto anche i Draghi, basta crederci.

  • Eli

    La morsa si sta stringendo attorno allo psicopatico di Arcore, affetto da ego ipertrofico. L’ipotesi centrista di aggregazione fra Fini-Casini-Rutelli è molto plausibile, gradita al clero ed ai sedicenti moderati. Anche se il centro, dai tempi di Cavour in poi, non è mai esistito nel Parlamento italiano, ma credo in nessun Parlamento: esistono infatti destra e sinistra, essendo il centro invenzione moderna, opportunistica e democristiana. Comunque temo che la lega non accetterà di vedersi espropriare il potere, non senza spargere il sangue almeno. Che tempi!

  • ildieffe

    ottimo articolo. L’unico passo che non condivido è il possibile futuro politico di Fini paragonato alla parabola di Bertinotti: sono due vicende totalmente differenti. Più che altro mi incuriosisce il futuro dei Berluscones nel caso in cui l’asse centrista avesse il peso pronosticato da Bertani.

  • CarloBertani

    E’ vero che le vicende sono diverse ma gli effetti, in definitiva, sarebbero gli stessi. Ciao. CB

  • CarloBertani

    Dici bene – Alberto Conti – ed è il problema che spesso mi pongo.

    Noi “veci” siamo necessari per la memoria storica, i molti passaggi che abbiamo vissuto: quando ci fu l’11 Settembre, ricordo che pensai “questa è una Piazza Fontana alla decima potenza”.

    Il problema è sempre organizzativo: sono convinto che ci sono dei bravi giovani, convinti e preparati – e mettiamoci qualche “vecio” che forse è un po’ più scaltro per consigliarli al meglio – ma il problema è sempre il “contenitore”.

    Sul Web stiamo facendo molto, ma i limiti del Web li conosciamo. Fa comunque piacere constatare che facciamo le stesse riflessioni. Ciao. CB

  • silviu

    Da “vecio” montanaro (dell’altipiano) posso permettermi di dire che, forse, bisogna incominciare col disconnettersi dai vecchi schemi mentali (Bateson può aiutare alla bisogna…).

    Credo che la rivoluzione stia già avvenendo con sempre più giovani, e qualche vecio, che si ritgliano spicchi di vite alterntive nella produzione e distribuzione di beni materili e non.

    Le macchie del leopardo sono ancora poco più che nei ma, per il futuro dei miei figli, comincio a nutrire qualche speranza.

  • redme

    …saranno lacrime e sangue…berlusca sta costituendo la sua salò di riserva…non si farà processare tanto facilmente…considerando che ha dalla sua larga parte del popolo bue e pezzi di società tra i peggiori ma meglio organizzati tipo CL…sul piano internazionale è un ridicolo burattino che fà comodo a tutti….se riuscirà nel suo intento di modificare la costituzione in senso presidenziale saranno cavoli amari………allons enfant!

  • GRATIS

    Se le cose auspicate da Bertani non dovessero verificarsi l’inerzia del sistema si disporrà in accordo con le direttive emanate dalle lobby al Klan dei Kasalesi. Questo potrà all’occorrenza far trapelare comprovati misfatti indifendibili con cui all’occorrenza sbaraccare il Cav. ovvero incrementare il consenso leghista consegnando a Maroni il proprio latitante numero 1 (detto Capa Storta) o addirittura fornire uomini e logistica per una operazione in cui ci scappi il morto – magari un concorrente politico che si metta di traverso – (crimine di cui sarà incolpato l’anarchico o il terrorista o il blogger psicopatico di turno). Il tutto solo perchè continui inesorabile il cammino verso un abisso di sionismo sempre più imperante. Al popolo non cambierà una virgola che i pupi di turno siano Fini o Bossi o Tremonti o D’Alema … E poi nel Monopoli italiano ci sta pure la casella Vaticano che intorbidisce non poco la scena. Un quadro comunque scuro. A meno che la Madre natura non si prenda la briga di costringere gli individui quanto meno a svegliarsi. Chiunque abbia letto Gurdjeff sa di cosa parlo. Nessuno riterrebbe plausibile l’idea che persone addormentate, impossibilitate ad interagire fra di loro, possano organizzarsi per un progetto di comune e vitale interesse, mentre è assolutamente provato che persone addormentate possano essere indotte a compiere le cose più stupide e controproducenti tutte allo stesso modo, senza nemmeno conoscersi.
    Concludo perciò che una evoluzione della situazione verso una società giusta non è assolutamente immaginabile senza che si verifichi una precisa DISCONTINUITA’ nell’attribuzione dei valori e dei poteri con cui ha a che fare la vita umana sulla terra. Magari la semplice rivelazione di una conoscenza scentifica ignorata o dimenticata potrebbe bastare …

  • wld

    Cordialissimo Carlo Bertani, un ottimo quadro non c’è che dire, ma io credo che i mal di pancia di Fini siano di altra natura, (come giustamente Lei ha detto e fatto la similitudine con Bertinotti). Fini ci sta un pochino stretto nella terza carica dello Stato, non tanto per il ruolo che ricopre ma per essere stato eclissato politicamente come è successo a Bertinotti con tutte le conseguenze del caso, non ultimo il discioglimento del partito di Alleanza Nazionale. Le paure di Fini si sono eccentuate dopo che il Berlusca (invece di pensare ai problemi del popolo) si è cimentato con l’elezione del Presidente della Repubblica, il signor B ha molto a cuore questa posizione che vorrebbe ricoprire per chiudere in bellezza il suo mandato politico. Naturalmente con ampi poteri di decisione, tagliando fuori i due rami del Parlamento. Non ho idea di quale Presidenzialismo il Berlusca volesse intendere ma credo che veda questo ruolo come un “ELCID” un signore incontrastato. Credo che a Fini questa idea non piaccia per niente, in primis perché un ruolo da Leader come capo di governo (che come delfino gli aspetterebbe di diritto) con poteri limitati da un capo di Stato (il ruolo che ambisce il Berlusca) dopo una eventuale riforma o alla Francese o Tedesca rivista e corretta favorevole all’Imperatore. Ecco perché Fini ha detto io non ci sto più, e prima di fare le sue obiezioni si è ben assicurato di avere dalla sua parte tutti i fedelissimi ex AN. Ultima mia analisi di questa vicenda è che il Presidente della Camera Fini, non sia restio alla riforma del Presidenzialismo, anzi ha fatto capire bene che a quella carica lui vuole concorrere a pieno titolo, e con mani libere da ogni impedimento istituzionale. Credo che abbia dato un time out al signor B, di non avventurarsi in quella riforma, il ricatto politico in questa vicenda è la caduta del governo ed il ritorno alle urne. Due cose molto simili tra Bertinotti e Fini, ma con due fini diversi; non credo che ci sarà una crisi di Governo imminente, non conviene ne al signor B e nemmeno a Fini, e tanto meno alla Lega che aspetta il Federalismo. Tra cene e meeting si metteranno d’accordo, come sempre a tarallucci e vino, a discapito dei veri problemi dei Cittadini. wld

  • maremosso

    Gli articoli di Bertani attingono spesso alle visioni oniriche ma questo supera i limiti. I rimedi finali proposti, dettati credo dalla fretta di chiudere il libello per uscire a cena, sono poi un insulto all’intelligenza dei lettori, o comunque vanno bene per idivini e pidiini ai quali non par vero di leggere di cattive opinioni nei confronti del premier.

  • CarloBertani

    Il tuo commento – maremosso – è un insulto all’intelligenza poiché, se tu avessi letto l’articolo, avresti scoperto che ponevo il problema della “totale sostituzione della classe politica”.

    Inoltre, in un articolo di cronaca politica, si possono soltanto indicare (e non esporre) i possibili rimedi, altrimenti si finisce nel saggio.

    Sinceramente, sono un po’ stufo di stare a rispondere a gente come te, ma sto aspettando e non ho niente da fare. Altrimenti, col cavolo che perderei del tempo in questo modo.

  • telethont

    Ottimo articolo, prof. Bertani. Mi piace come scrive. …”triade” Fini-Casini-Rutelli… “minus veneziano”… sono passaggi esilaranti… 🙂 Fini e D’Alema, le due “volpi incomprese” della politica italiana… Degno di conati e insulti il secondo (D’Alema non sarà mr. PESC ..però abbocca sempre! dice ghignando un certo nano con la canna da pesca – grazie Vauro), Gf.Fini non l’ho invero mai digerito e qualsiasi cosa possa dire o fare ben difficilmente avrà mai un briciolo della mia stima.. “…riteneva, quando aderì al PdL, d’esser lui il Delfino;” …e infatti al momento si ritrova nella scatoletta di tonno PDL… Caro (si fa per dire) Fini, lei è un’ illuso…non aveva capito la tipologia di “faraone” che aveva davanti… ora, ma è troppo tardi, ha avviato un braccio di ferro …vedremo. Intanto il feroce canile mediatico del padrone la aspetta al varco.
    Forse vede bene l’ “onorevole abominevole”, sembra più una frattura insanabile che altro.
    Ho i miei dubbi sulla possibilità che possano affermarsi nuove (nuove davvero) forze politiche, nel ns. contesto pseudo-democratico.
    “Questo è un paese da rifondare…..ci vorrebbero capacità, serietà ed indipendenza dai poteri forti. Ossia vera democrazia: quel che manca.” Approvo e condivido.
    “Gli italiani….per più del 40% hanno dimostrato di non credere più a questa classe politica, non recandosi ai seggi: senza lunghe analisi, hanno già capito che la scelta è fra la padella e la brace.” Sono d’accordo.
    Solo vorrei aggiungere eine piccola precisazione: in realtà la scelta è fra …l’olio di ricino e quello di vaselina!

  • dana74

    a parte che non si schioda dalla sedia, a parte che contesta continuamente pur essendo dentro, a parte che nel PDL posson votar ognuno come vuole quindi le fregnacce sulla mancanza di democrazia interna sono infondate.

    La Binetti votò in senso contrario su una questione ed è finita fuori dal PD.
    Tanto per far giusto una distinzione dei metodi.

    Poi io provo disgusto tanto per il PDL quanto per il PD (per me pari sono)

    Ma l’ostinazione a vederci qualcosa di buono nell’uno o nell’altro quando le prove a loro discredito sono enormi vuol dire fare stupide chiacchiere da bar.Ma si sà, basta andare contro il premier e va bene tutto, persino se lo criticasse Peres, peres diventerebbe un dio da assassino che è.

    Quindi Fini, quello che insieme ad altri era a Genova a dirigere i pestaggi sarebbe un buono, quindi Fini quando aderì al “progetto” PDL fu costretto?
    Cioè non condivideva niente MA ha aderito a fondersi???

    Quindi ora che Fini punta al Sud non lo fa magari per ricavarne un suo elettorato ma solo perché è un puro di cuore?

    Mi chiedo con che cervello fa le cose sto soggetto se non solo con il criterio del portafoglio.

    Intanto, da Repubblica si viene a sapere che sono 74 i suoi che sono contrari a lui.
    Paura delle urne eh?
    Fini vai a dirigere il tuo think tank sionista e basta..
    http://www.repubblica.it/politica/2010/04/20/news/fini_avverte_berlusconi_deve_accettare_il_dissenso-3483537/