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LA BARCLAYS HA GUADAGNATO MEZZO MILIARDO CON LE SCOMMESSE SULLA CRISI ALIMENTARE

e  rivela senza vergogna di essere tra i più efficienti degli speculatori,  mentre milioni di esseri umani muoiono di fame

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DI TOM BAWDEN
www.independent.co.uk


La Barclays ha guadagnato almeno mezzo miliardo di sterline in due anni speculando su generi di prima necessità come grano e soia, confermando le accuse che le banche traggono profitti profumati dalla crisi alimentare globale.

La Barclays è la banca britannica, più coinvolta nel commercio di materie prime alimentari ed è una dei tre maggiori attori globali, insieme ai giganti bancari americani Goldman Sachs e Morgan Stanley, che investono nella ricerca del “World Development Movement”.

La scorsa settimana il gigante commerciale Glencore è stato attaccato per aver detto che la crisi alimentare globale e l’aumento dei prezzi sono una “buona” opportunità di business.

Il grado di coinvolgimento della Barclays nella speculazione alimentare è venuto alla luce guardando i numeri della Banca Mondiale che dimostrano che i prezzi degli alimentari, a livello mondiale, hanno toccato il massimo storico nel mese di luglio, a causa degli scarsi raccolti negli Stati Uniti e in Russia e hanno registrato un aumento senza precedenti, del 10% in un solo mese.

Il fatto che anche una sola banca sia coinvolta nei mercati agricoli fa crescere le preoccupazioni che la speculazione alimentare potrebbe contribuire a spingere i prezzi base tanto in alto da innescare un’ondata di rivolte nei paesi più poveri del mondo, perché i prezzi raggiungerebbero livelli non più alla portata delle loro popolazioni.

E nemmeno il Regno Unito è sfuggito all’aumento dei costi dei prodotti alimentari. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica, negli ultimi sette anni i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati in media del 37,9 per cento, per il presentarsi di una domanda sempre più ricca e crescente di alimentazione da parte di una popolazione mondiale in aumento.

Oli e grassi sono aumentati del 63 % nel Regno Unito in questo periodo, i prezzi del pesce del 50,9 %, pane e cereali del 36,7 %, la carne del 34,5 % , e le verdure del 41,3 %. Nel mese di aprile, la media dei prezzi dei prodotti alimentari britannici è aumentata del 4,2 % cento rispetto a un anno prima.

Rob Nash, consulente del settore privato di Oxfam, ha dichiarato: “Il mercato alimentare sta diventando un parco giochi per gli investitori, piuttosto che un luogo di mercato per gli agricoltori. La tendenza dei grandi investitori a scommettere sui prezzi alimentari sta trasformando il cibo in un asset finanziario, che può esasperare il rischio di picchi dei prezzi che colpiscono i più poveri.”

Il Rapporto sul Movimento dello sviluppo mondiale stima che nel 2010 e nel 2011 la Barclays ha guadagnato 529 milioni di sterline dalle sue “attività speculative sugli alimentari”. La Barclays ha guadagnato 340 milioni nel 2010, per le sue speculazioni sui prezzi al rialzo di prodotti agricoli di base come mais, frumento e soia sono. L’anno dopo, la banca ha guadagnato meno – solo 189 milioni – perché i prezzi sono scesi – ha detto il WDM.

Le entrate di Barclays e di altre banche, che derivano da negoziazione di qualsiasi cosa, dal grano e mais al caffè e cacao, si prevedono in aumento anche quest’anno, con prezzi ancora una volta in rialzo. I prezzi del mais sono aumentati del 45 % dall’inizio di giugno e il grano ha fatto un salto del 30 %.

La Barclays fa la maggior parte delle sue “speculazioni alimentari” con la creazione e la gestione di fondi che raccolgono e investono il denaro dei fondi pensione, delle compagnie di assicurazione e di gente facoltosa per comprare una varietà di prodotti agricoli pagando in cambio tutte le spese e le commissioni. La banca ammette di non investire denaro proprio in questi prodotti.

Da quando la deregolamentazione nel 2000 ha permesso la creazione di questi fondi, gli istituti come la Barclays hanno incanalato complessivamente la sorprendente cifra di US$ 200 miliardi (£ 126bn) di denaro contante verso investimenti in prodotti agricoli – secondo la Commissione Commodity Futures Trading US.

Il predominio della Barclays nel commercio di materie prime è dovuto al suo ex amministratore delegato Bob Diamond, che era il banchiere più pagato in Gran Bretagna fino a quando non è stato costretto a dare le dimissioni il mese scorso a seguito di una multa di £ 290 milioni per il tentativo di manipolare il tasso di interesse Libor. Come capo della Barclays Capital ha potenziato il commercio in prodotti agricoli.

Trattare con il riconosciuto mal di testa che provocano le speculazioni ad alto livello sul cibo sarà un altro lavoro già contenuto nel gonfio portafoglio di Antony Jenkins, che, giovedì scorso, è stato promosso alla successione di Diamond.

Christine Haigh, responsabile politica delle campagne del World Development Movement e uno degli analisti-ricercatori, hanno dichiarato:

“Non c’è dubbio che il più grande giocatore sui mercati delle materie prime di tutto il Regno Unito speri che quest’anno possa fare più utili con l’aumento dei prezzi alimentari anche se il suo comportamento rischia di alimentare una bolla speculativa che provoca fame e povertà per milioni di persone tra le più povere del mondo.”

Le banche e i fondi speculativi in genere sostengono che la speculazione non fa quasi nessuna differenza sulla volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari e che, su questa relazione, non è stato provato nessun collegamento definitivo. La Barclays ha rifiutato di fare commenti su quanto denaro ha già guadagnato con il commercio di prodotti agricoli.

La banca ha difeso il suo operato, sottolineando che il commercio dei cosiddetti “future” – un accordo per acquistare o vendere una certa quantità di un prodotto, ad un prezzo determinato in una data convenuta – ha aiutato le parti, come agricoltori o panettieri a coprirsi dal rischio di salita o di discesa dei prezzi. “I nostri clienti sono società di investimento, produttori e consumatori, che, tra le altre cose, cercano il nostro aiuto per gestire i rischi.”

La Barclays ha anche rifiutato di commentare se ha pensato che enormi speculazioni possano spingere i prezzi e la volatilità verso l’alto. Un portavoce ha detto: “Ci rendiamo conto che c’è una percezione che l’entrata nei mercati dei future agricoli da parte di alcuni attori interessati possa influenzare indebitamente i prezzi delle materie prime. Infatti, continuiamo a monitorare attentamente le tendenze del mercato e le ricerche in atto su questo tema. “.

Analisti di Barclays Capital hanno ammesso, in una nota ai clienti nel mese di febbraio, che la speculazione ha spinto in alto i prezzi. La Barclays ha detto: “Il secondo driver chiave è che gli investitori sulle materie prime hanno ricominciato a mettere soldi nelle commodities delle materie prime quando all’inizio del 2012 il settore era pesantemente sottoesposto.”

Gli altri driver sono lo stato della “salute dell’economia globale” e “il tempo e la geopolitica”.

Tom Bawden
Fonte: http://www.independent.co.uk
Link: http://www.independent.co.uk/news/business/news/barclays-makes-500m-betting-on-food-crisis-8100011.html
09-01-2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • AlbertoConti

    Questo è un caso classico, evidente, conclamato di crimine contro l’umanità. La definizione di umanità è fuori discussione: è l’intera comunità degli esseri umani. Quando una minoranza esigua provoca dolore e morte ad una maggioranza enorme, al solo scopo di massimizzare il proprio privilegio di parte, commette indubbiamente un crimine contro l’umanità, cioè si macchia, oggettivamente, della peggior colpa che il singolo umano possa commettere. La storia umana è un susseguirsi continuo di queste colpe, edulcorate ipocritamente col concetto di guerra, di rapporto di forza tra parti contrapposte. Solo che in questo caso non c’è violenza diretta, non c’è la forza militare in campo, non c’è violazione di leggi e di principi condivisi nella parte alta della piramide umana. E’ tutto legale ed alla luce del sole, tutto scontato e “fuori discussione” nei “salotti buoni”. E’ però giunto il momento di rimettere le cose a posto, della coerenza civile dei principi universalmente riconosciuti, di riportare al centro della discussione l’unico sviluppo di cui ha senso parlare, quello della civiltà nel segno del rispetto reciproco.

  • Eshin

    I grossi guadagna fanno qui ora….http://en.wikipedia.org/wiki/Catastrophe_bond

  • Eshin

    E questi sono di importanza cruciale… Weather Derivatives: A New Class of Financial Instruments …. http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1016123

  • Eshin
  • Jor-el

    Non fraintendetemi, non voglio difendere la Barclays, ma è lo stesso discorso della Monsanto: fanno quel che la legge consente, ergo la responsabilità è POLITICA, di quelle forze politiche che, legiferando, abolendo controlli, liberalizzando a destra e a manca e “modernizzando” a tutto spiano, hanno generato un sistema in cui si può speculare sui generi alimentari addirittura investendo i fondi pensione! Se poi quegli stessi politici hanno agito così perché corrotti da banche e corporation, sono doppiamente colpevoli. Per decenni negli USA e in Europa abbiamo avuto governi che hanno predicato le virtù del libero mercato, la necessità di deregolamentare tutto affinchè fosse data ai ricchi l possibilità di arricchirsi ancor di più. Questo è il significato del prefisso “centro” nelle parole “Centrodestra” e Centrosinistra”! Centro significa “liberismo”. Hanno imprecato contro lo stato definito “centralista e assistenzialista”invocando “più mercato”, qui e aldilà dell’oceano. Adesso il castello è crollato e, in mezzo alle macerie, cosa ci raccontano? Che è colpa nostra? Delle banche brutte e cattive? Avevano tutto il potere di mettere in riga le banche, e invece, cos’hanno fatto? Di cosa si preoccupavano? “Abbiamo una banca!” ricordate la famosa intercettazione?

  • mincuo

    Sono articoli confusi. Non capisco se per poca informazione o per paura o per disinformazione voluta.
    La Barclays i profitti li fa gran parte su intermediazione, cioè commissioni, e non è la più grossa. E già sono profitti alti, ma in realtà sono Hedge Funds che sono quelli che operano tramite Barclays, e dietro quelli poi ci sono non “gli speculatori generici” ma proprio chi ha in mano il mercato. E quello è un oligopolio e i nomi non sono molti.
    In pratica poi si ha che chi detiene il mercato del fisso (cioè il grano “vero” ecc…) che per semplicità chiamiamo Banda A, opera con chi detiene il mercato dei derivati, cioè 4 banche, SEMPRE QUELLE, più alcune minori, chiamiamoli Banda B. Banda A può muovere i volumi sul fisso e può dire cosa farà, e Banda B per conto di Banda A e anche per proprio conto poi “specula” anche sui derivati ma non è che specula, che è un rischio, va sul velluto.
    Oltre a questo c’erano condizioni anche fondamentali come rileva giustamente l’articolo, ma la questione di fondo, che siano materie prime o titoli o altro, è che il mercato non è un mercato sano, solo in parte per tutti quelli che ci devono operare, ma è un posto dove alcuni oligopolisti fanno quel che vogliono.
    Gli stessi poi possiedono le Organizzazioni di Controllo e Sorveglianza, gli stessi fanno lobby con politica per avere provvedimenti a favore ecc….
    La visione della “speculazione” è una sciocchezza per bambini, la solita favola spacciata semplificata.
    E’ una corruzione a tutti i livelli: economico, finanziario, politico, giudiziario, in cui più o meno sono sempre gli stessi nomi i protagonisti.

  • mincuo

    Quando dicono poi che è “la Politica” che deve intervenire, di chi parlano? Di chi deve la propria elezione agli stessi? Nel migliore dei casi perchè se no è direttamente un rappresentante o portaborse di questi. Qui noi, come latri, abbiamo una storia lunga di Rappresentanti, Prodi in testa che era targato Unilever cioè Goldman Sachs, di cui faceva il “consulente strategico” (che è un ruolo inventato apposta) senza mai essersi mosso da Bologna.
    Ora c’è Monti qui che è un altro portaborse. Più gli altri. Altrove è lo stesso, più o meno, ma lo stesso. Alla UE identico, al Senato US identico, tutti targati. Chi fa il mio mestiere ti può dire la targa di ognuno, chi rappresenta.
    Solo Godman Sachs ne paga 200 di “consulenti startegici”, in giro per il mondo a 1,5 o 2 milioni di dollari, o più dipende.
    Poi hai JPM e Morgan Stanley ecc…
    Blair smonta da premier, poi ti scrivono “Since Tony Blair stepped down, he has received millions of pounds from an unusual mixture of income streams. His financial affairs have been described as ‘Byzantine’ and ‘opaque’ “ Una barzelletta. Ma quale “opaque”?
    Clinton identico, Bush non ne aveva bisogno, lo era già direttamente da generazioni.
    Alla gente poi ripetono che sono “gli speculatori”. Misteriosi.

  • nuvolenelcielo

    la Barclays per mestiere deve fare i soldi non perderli, non vedo dove sia la colpa nell’aver guadagnato e non perso con l’aumento dei prezzi del mais e del grano… il solito moralismo paracomunista per far salivare i ben pensanti, tirare pomodori al mostro furbo, affrontare tutti i problemi al contrario, e non cambiare mai nulla…

  • mincuo

    Si può sfruttare sempre l’ignoranza, la credulità, la pigrizia mentale delle persone, l’abitudine inculcata a leggere e ripetere qualunque cosa e non tentare di ragionare, per poi spacciargli panzane di tutti i tipi.
    (A parte il fatto che alla gente si guardano bene di insegnargli come funziona un mercato a termine, cosicchè poi gli si può raccontare qualunque scemenza, e infatti la riempiono di articoli di colore, con oscuro, famelico, misterioso, i templi, i lupi ecc….ma mai uno che spieghi qualcosa) se si trattasse solo dei famosi “speculatori” basterebbe individuarli e togliergli la licenza, verificare se c’è insidero truffe o agiotaggio ecc…
    Non è che uno opera così dal garage di casa per miliardi di dollari.
    Ogni tanto poi fanno sbucare un “trader” di banca che ha “perso” 2 miliardi, o 3 miliardi, o 5 miliardi di dollari. MILIARDI. La gente ci crede, crede a tutto.
    Non prova nemmeno a ragionare. Eppure se lui ha un piccolo fido e va fuori di soli 100 EUR la sua banca lo chiama subito, evidentemente la sua banca ha controllo perfino sul conticino del pensionato, ma secondo lui uno fa operazioni e perde 3 miliardi di USD in mesi e mesi senza che nessuno batta ciglio o abbia controllo. Solo al pensionato per 100 EUR. Bisogna avere gente allevata in questo modo per poter spacciare queste cose.
    E poi se li perde il “trader” chi li ha guadagnati? Non se lo chiede nessuno. Ma forse la gente nemmeno ha idea che se uno perde un altro guadagna altrettanto.
    Così le banche si portano a perdita 3 miliardi, mentre le loro controparti (cioè sempre loro) alle Caymans o simili, sotto il tale o tal altro Hedge Fund, hanno guadagnato 3 miliardi, cioè hanno ripulito 3 miliardi dai bilanci della banca, esentasse.
    E in più se la banca poi soffrisse c’è sempre Monti o Obama o Draghi o Bernanke a chiamare la gente a pagare.
    Ma sempre sono “gli speculatori misteriosi” il lupi, i templi, gli gnomi e Cappuccetto Rosso. O semmai il “liberismo” e “il capitalismo” non le associazioni a delinquere. Perchè tra questi stanno pure i Cinesi ad esempio, e non dico chi altro da decenni se no qui mi linciano.

  • Eshin

    Revealed – the capitalist network that runs the world ………

    http://www.newscientist.com

    The 1318 transnational corporations that form the core of the economy. Superconnected companies are red, very connected companies are yellow. The size of the dot represents revenue (Image: PLoS One)

    AS PROTESTS against financial power sweep the world this week, science may have confirmed the protesters’ worst fears. An analysis of the relationships between 43,000 transnational corporations has identified a relatively small group of companies, mainly banks, with disproportionate power over the global economy.

    The study’s assumptions have attracted some criticism, but complex systems analysts contacted by New Scientist say it is a unique effort to untangle control in the global economy. Pushing the analysis further, they say, could help to identify ways of making global capitalism more stable.

    The idea that a few bankers control a large chunk of the global economy might not seem like news to New York’s Occupy Wall Street movement and protesters elsewhere (see photo). But the study, by a trio of complex systems theorists at the Swiss Federal Institute of Technology in Zurich, is the first to go beyond ideology to empirically identify such a network of power. It combines the mathematics long used to model natural systems with comprehensive corporate data to map ownership among the world’s transnational corporations (TNCs).

    “Reality is so complex, we must move away from dogma, whether it’s conspiracy theories or free-market,” says James Glattfelder. “Our analysis is reality-based.”

    Previous studies have found that a few TNCs own large chunks of the world’s economy, but they included only a limited number of companies and omitted indirect ownerships, so could not say how this affected the global economy – whether it made it more or less stable, for instance.

    The Zurich team can. From Orbis 2007, a database listing 37 million companies and investors worldwide, they pulled out all 43,060 TNCs and the share ownerships linking them. Then they constructed a model of which companies controlled others through shareholding networks, coupled with each company’s operating revenues, to map the structure of economic power.

    The work, to be published in PLoS One, revealed a core of 1318 companies with interlocking ownerships (see image). Each of the 1318 had ties to two or more other companies, and on average they were connected to 20. What’s more, although they represented 20 per cent of global operating revenues, the 1318 appeared to collectively own through their shares the majority of the world’s large blue chip and manufacturing firms – the “real” economy – representing a further 60 per cent of global revenues.

    When the team further untangled the web of ownership, it found much of it tracked back to a “super-entity” of 147 even more tightly knit companies – all of their ownership was held by other members of the super-entity – that controlled 40 per cent of the total wealth in the network. “In effect, less than 1 per cent of the companies were able to control 40 per cent of the entire network,” says Glattfelder. Most were financial institutions. The top 20 included Barclays Bank, JPMorgan Chase & Co, and The Goldman Sachs Group.

    John Driffill of the University of London, a macroeconomics expert, says the value of the analysis is not just to see if a small number of people controls the global economy, but rather its insights into economic stability.

    Concentration of power is not good or bad in itself, says the Zurich team, but the core’s tight interconnections could be. As the world learned in 2008, such networks are unstable. “If one [company] suffers distress,” says Glattfelder, “this propagates.”

    “It’s disconcerting to see how connected things really are,” agrees George Sugihara of the Scripps Institution of Oceanography in La Jolla, California, a complex systems expert who has advised Deutsche Bank.

    Yaneer Bar-Yam, head of the New England Complex Systems Institute (NECSI), warns that the analysis assumes ownership equates to control, which is not always true. Most company shares are held by fund managers who may or may not control what the companies they part-own actually do. The impact of this on the system’s behaviour, he says, requires more analysis.

    Crucially, by identifying the architecture of global economic power, the analysis could help make it more stable. By finding the vulnerable aspects of the system, economists can suggest measures to prevent future collapses spreading through the entire economy. Glattfelder says we may need global anti-trust rules, which now exist only at national level, to limit over-connection among TNCs. Sugihara says the analysis suggests one possible solution: firms should be taxed for excess interconnectivity to discourage this risk.

    One thing won’t chime with some of the protesters’ claims: the super-entity is unlikely to be the intentional result of a conspiracy to rule the world. “Such structures are common in nature,” says Sugihara.

    Newcomers to any network connect preferentially to highly connected members. TNCs buy shares in each other for business reasons, not for world domination. If connectedness clusters, so does wealth, says Dan Braha of NECSI: in similar models, money flows towards the most highly connected members. The Zurich study, says Sugihara, “is strong evidence that simple rules governing TNCs give rise spontaneously to highly connected groups”. Or as Braha puts it: “The Occupy Wall Street claim that 1 per cent of people have most of the wealth reflects a logical phase of the self-organising economy.”

    So, the super-entity may not result from conspiracy. The real question, says the Zurich team, is whether it can exert concerted political power. Driffill feels 147 is too many to sustain collusion. Braha suspects they will compete in the market but act together on common interests. Resisting changes to the network structure may be one such common interest.

    When this article was first posted, the comment in the final sentence of the paragraph beginning “Crucially, by identifying the architecture of global economic power…” was misattributed.
    The top 50 of the 147 superconnected companies

    1. Barclays plc
    2. Capital Group Companies Inc
    3. FMR Corporation
    4. AXA
    5. State Street Corporation
    6. JP Morgan Chase & Co
    7. Legal & General Group plc
    8. Vanguard Group Inc
    9. UBS AG
    10. Merrill Lynch & Co Inc
    11. Wellington Management Co LLP
    12. Deutsche Bank AG
    13. Franklin Resources Inc
    14. Credit Suisse Group
    15. Walton Enterprises LLC
    16. Bank of New York Mellon Corp
    17. Natixis
    18. Goldman Sachs Group Inc
    19. T Rowe Price Group Inc
    20. Legg Mason Inc
    21. Morgan Stanley
    22. Mitsubishi UFJ Financial Group Inc
    23. Northern Trust Corporation
    24. Société Générale
    25. Bank of America Corporation
    26. Lloyds TSB Group plc
    27. Invesco plc
    28. Allianz SE 29. TIAA
    30. Old Mutual Public Limited Company
    31. Aviva plc
    32. Schroders plc
    33. Dodge & Cox
    34. Lehman Brothers Holdings Inc*
    35. Sun Life Financial Inc
    36. Standard Life plc
    37. CNCE
    38. Nomura Holdings Inc
    39. The Depository Trust Company
    40. Massachusetts Mutual Life Insurance
    41. ING Groep NV
    42. Brandes Investment Partners LP
    43. Unicredito Italiano SPA
    44. Deposit Insurance Corporation of Japan
    45. Vereniging Aegon
    46. BNP Paribas
    47. Affiliated Managers Group Inc
    48. Resona Holdings Inc
    49. Capital Group International Inc
    50. China Petrochemical Group Company

    * Lehman still existed in the 2007 dataset used

    http://www.newscientist.com/articleimages/mg21228354.500/0-revealed–the-capitalist-network-that-runs-the-world.html
    Graphic: The 1318 transnational corporations that form the

  • mincuo

    Poi mandano la Finanza a controllare gli scontrini dei Bar. GLI EVASORI. E tutti gli scimmiotti applaudono. Magari gli mettono un bel nome da film: “Coffee operation”
    Come fanno sempre sulla droga, che secondo me hanno il Kit già pronto, con quattro cinque sacchettini, un pò di contanti, due pistole un fucile un coltello e il solito tavolino, sempre quello.
    Poi un bel nome da film, sette o otto sfigati messi su un tabellone con foto, e vai…
    Dici ma hai idea di quante tonnellate arrivano regolarmente, e che ogni settimana ogni città, grande e piccola di tutto il mondo deve essere rifornita, come la Coca Cola? E come arriva sta roba, a nuoto? E come li pagano, centinaia di milioni di dollari, coi contanti nelle mutande?. Quelli non li becca nessuno, da 200 anni, con DEA CIA eserciti interi…Solo l’operzione “Sfiga connection” col tavolinetto, il sacchettino e un pò di biglietti da 100 EUR?

  • mincuo

    Per quello mi girano gli zebedei ogni volta che sento uno col neo-liberismo, l’altro col capitalismo, l’altra volpe col comunismo, e non parliamo della MMT o dell’eterodosso o dell’omodosso e della Zia Lulù. Ma quale cazzo di eterodosso? Ma chi gestisce poi la MMT miracolosa? Monti, Draghi, Bernanke, e sempre per conto di Goldman Sachs, JPM, Morgan Stanley ecc..?
    Capirai. Tutto risolto. Fine del GRANDE CRIMINE. Ci pensa Blankfein, o Dimon. Colla MMT.
    Almeno io penso quale sistema gli sarebbe più conveniente e comodo, e per quello ho qualche pensierino maligno su certe cose.

  • Tanita

    Hanno pure l’OTAN e i soldi per noleggiare i mercenari di BlackWaters e quant’altro.

  • Tanita

    Di Lehman Brothers si sono disfatti, ma a quali costi! TARP per fare il resto piú TBTF.
    Il piú schifoso lato della natura umana é in controllo ma i vermi peggiori sono i politici che lavorano per loro. E guarda caso, sono da noi piú raggiungibili. Dovremmo cominciare le impiccagioni pubbliche nelle piazze dei popoli. Giustizia popolare. Legittima difesa collettiva. Vedremmo poi chi oserebbe servire altri interessi piuttosto che quelli dei votanti.

  • AlbertoConti

    “la Barclays per mestiere deve fare i soldi” dice nuvolenelcielo. Ma ti rendi conto cosa significa “fare i soldi”? Farli dal nulla vuol dire RUBARE, e rubare ai poveri per dare ai ricchi non è una buona azione, e questo non è “moralismo”. Il “non fare nulla” è una conseguenza di questo modo di (s)ragionare.

  • nuvolenelcielo

    Potevi replicare anche sotto il mio commento…, ma se vuoi un palcoscenico per queste banalità da Robin Hood hai fatto bene a farlo qui. Comunque è lo stesso, non sto certo a commentare quelli che “bisogna partecipare ai mercati finanziari per perdere soldi altrimenti è uno scandalo”. I problemi reali sono molto molto più complessi, e ci sono alcuni commenti qui sopra che li affrontano, tu proponi pure di vietare le borse e il tuo piano quinquennale di stato, non mi interessa.

  • Tonguessy

    Ci risiamo. In 4 messaggi su 16 totali veniamo informati di cose essenziali:

    -il neoliberismo non esiste. Il fatto che “Il mercato alimentare sta diventando un parco giochi per gli investitori, piuttosto che un luogo di mercato per gli agricoltori” è determinato da fattori semisconosciuti (quadratura di Giove, chakra semiparalizzati di Gea etc..), mica dal tipo di sviluppo economico neoliberista
    -ci sono un centinaio di famiglie che possiedono quasi tutto. Che lo possano fare senza l’intervento di solerti agenti ai loro servizi è escluso. Che lo facciano attraverso il sistema neoliberista anche. Succede e basta.
    -gli agenti di tali famiglie sono nei posti chiave, ma quando ci sono sollevazioni non si risolve nulla (vedi egitto). Tanto vale starsene a casa a guardare la tivù.
    -si può parlare contro questo sistema terribile, ma parlarne e basta. Lavorare poi per il terziario avanzato del neoliberismo è cosa utile e saggia. Tanto il neoliberismo non esiste….

  • AlbertoConti

    I problemi reali sono molto più semplici: nel momento in cui le risorse fisiche cominciano a scarseggiare seriamente, per la diffusione dei mezzi di produzione di massa, la parte finanziaria del sistema impazzisce esasperando la sperequazione delle ricchezze. Va fermata subito, e solo dopo si potrà ragionare su nuovi paradigmi economici, adeguati ai tempi. L’unico mercato che tira è quello degli scandali finanziari, ma se la gente perde il senso dello scandalo anche questi diventeranno la norma, fino all’inevitabile conflitto risolutore.

  • mincuo

    Il sistema “neoloberista” va bene come nome. In modo che ci siano quelli che “combattono” così poi avranno il “sistema socialista”
    Tutti due esistono come teorie, sono anche buone, sia il pensiero liberale che quello socialista, nella teoria.
    Ma non ho mai visto in carriera, sopra un certo livello, ragionare in questi termini, sulla realtà, presente o passata. Non lo fa nessuno credo, almeno io non ho mai visto, salvo che in pubblico.
    Quindi l’analisi è sempre uguale chiami “liberismo” e fai in realtà dei monopoli che non hanno nulla di liberista oppure chiami “socialismo” e fai altrettanti monopoli e oligopoli, che non hanno nulla di socialista. E su quelli e i rapporti di potere che derivano ci si basa.
    Anche in quello studio messo qui sopra di un’Università che è una delle poche cose gratuite che hanno pubblicato, (e si ferma su certe cose) non ci sono solo Oligopoli “liberisti” difatti. Dei 3000 iniziali 1200 circa sono “socialisti” di derivazione. E riducendo a 140 i gruppi di controllo circa 40 sono “socialisti”.D’altronde più che dirtelo che oligopoli fanno 80% di PIL mondiale che devono fare. Come dice Pinker c’è un salto di qualità, si possono anche dire oggi, non cambia l’imprinting, e ha ragione come sempre.

    Non è vero che non si può far nulla. Così non si può far nulla. E nulla si farà. Si è visto con Occupy, l’hanno dissolto in un niente, e non con “repressioni”. Non aveva basi reali, senza conoscenza e manipolabile immediatamente.

    Non che ci tenga a discutere, rispondo per gentilezza perchè penso fosse rivolto a me, e tra un pò anzi me ne vado, volevo aggiornarmi su alcune cose di indottrinamento di massa, cultura, imprinting, indipendenza di pensiero, logica ecc…
    Ogni tanto guardo per un pò e così mi rendo conto. Ma va benissimo a me quello che pensa l’uno o l’altro.

  • yahuwah

    FRANKISTI: ma quale setta SATANICA :
    Le principali controversie relative a Bob Diamond , ( cattolico irlandese anche se nato negli USA )nella Barclays Bank e la sua condotta durante la permanenza, tra cui le accuse di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e la manipolazione Libor. Durante la sua permanenza alla Barclays, Diamond ha ricevuto una durissima critica per il suo livello di paga, la sua percepita mancanza di umiltà o di modestia e per essere il capo della banca, il responsabile, al momento che un certo numero di pratiche scorrette sono state individuate all’interno della banca. In definitiva è stato il ritrovamento della manipolazione del tasso del mercato monetario nel 2012 è stato il trigger diretto per la sua partenza. Nel 2010, Diamond è stato descritto come “il volto inaccettabile” delle operazioni bancarie dal segretario allora Lord Mandelson, citando il livello elevato della retribuzione di Diamond (citato come £63 milioni) e la mancanza di umiltà. All’inizio del 2011, Barclays ha annunciato che il Diamond avrebbe ricevuto un bonus annuo di £6,50 milioni nel 2011, il più grande di qualsiasi amministratore delegato di una banca britannica. Nel giugno 2012, Barclays è stato multato con £59,50 milioni dalla FSA (£290 milioni in totale) per “gravi, diffuse violazioni delle regole relative ai tassi Libor ed Euribor. La banca era stata trovata per avere mentito, a volte per fare un profitto e altre volte per rendere la banca un aspetto più sicuro durante la crisi finanziaria. La Financial Services Authority (FSA del Regno Unito), che ha imposto una multa di £59,50 milioni (US$ 92,70 milioni), ha dato alla Barclays l’ammenda più grande che mai aveva imposto nella sua storia. Il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti era stato anche coinvolto nell’inchiesta. Diamond ha annunciato il 29 giugno 2012 che non si sarebbe dimesso dal ruolo della banca nella frode.Diamond volontariamente ha rinunciato al suo bonus per il 2012. Tuttavia, dopo la rabbia diffusa al suo rifiuto di un passo verso il basso e in mezzo a preoccupazioni che la sua presenza potrebbe essere dannoso per il marchio di Barclays, si dimise, il 3 luglio 2012. Marcus Ambrose Paul Agius attualmente è il Presidente del gruppo di Barclays, anche se il 2 luglio 2012 è stato annunciato che egli era a dimettersi.Egli serve anche il nuovo Consiglio direttivo della BBC come direttore non-esecutivo senior. La carriera bancaria di Marcus iniziò presso la banca ebraica d’nvestimento, Lazard, dove ha lavorato dal 1972 al 2006 in diverse posizioni senior. Fu nominato Presidente della filiale londinese della Lazard nel 2001 e Vice Presidente di Lazard LLC nel 2002…Fu direttore non-esecutivo della BAA PLC (BAA Ltd. è l’operatore spagnolo di proprietà di cinque aeroporti britannici (tra cui l’aeroporto di Heathrow) e l’aeroporto di Napoli, rendendo cosi l’azienda uno delle più grandi società di trasportial al mondo) come regista nel 1995 e servito come presidente dal 2002 fino al 2006. Agius il 1° settembre 2006, è entrato nel Consiglio di Barclays come direttore non-esecutivo subentarndo Matthew Barrett come presidente da 1° gennaio 2007. Il 2 luglio 2012 è stato annunciato che Agius sarebbe a dimettersi a seguito della manipolazione del London Interbank Offered Rate (Libor). Il 3 luglio 2012 è stato annunciato che Agius fu reintegrato come “Presidente a tempo pieno”, in seguito alle dimissioni del CEO Bob Diamond. Agius servirà come Presidente fino a quando viene nominato un nuovo amministratore delegato.Durante il suo tempo a Barclays, sia Diamond che Aguis hanno partecipato alla riunione del 2011 del gruppo Bilderberg. Dal 2010, Agius è il Presidente della British Bankers Association (BBA).Il Libor (formalmente LIBOR BBA) viene calcolato e pubblicato da Thomson Reuters per conto della BBA. Da 1° dicembre 2006, egli serve come direttore non-esecutivo nel nuovo Consiglio direttivo della BBC. Marcus, cattolico romano, ( come lo diventerà lo stesso Tony Blair ) sposò Katherine (nata nel 1949), figlia di Edmund de Rothschild dela famiglia bancaria Rothschild d’ Inghilterra e ha uno stretto coinvolgimento con la tenuta di famiglia Rothschild, i giardini Exbury nell’Hampshire. 1+1 = 2. Son tutti dei FRANKISTI SABBATIANI.

  • mincuo

    Penso che ti sbagli su Diamond, anche se so che puoi avere trovato su Web diverso, ma se hai accesso a fonti interne vedi che non è così, sul cattolico Irlandese, a meno che non sbaglino loro.
    Group Chief Executive
    http://group.barclays.com/About-us/Management-structure/The-Board/Biography/1225802845162.html

    Se hai accesso ti mostra se no no.

  • anglotedesco

    Questo è un mondo che i vari Monti,Prodi e molti elementi del Pd conoscono bene… questa è una mafia ben peggiore di quella che conosce Berlusconi…