L’ ITALIA E’ UN GIGANTE ECONOMICO. LO SAPEVATE ?

L’ ITALIA E’ UN GIGANTE ECONOMICO. LO SAPEVATE ?

DI CLAUDIO MARTINI

il-main-stream.blogspot.it



Qualche giorno fa abbiamo denunciato lo spudorato terrorismo di due marescialli del PUDE, Eugenio Scalfari e Giovanni Floris. Costoro spaventavano il pubblico dicendo che fuori dall'euro l'Italia avrebbe perso qualsiasi peso economico. Usarono espressioni come "finiremmo come il Marocco, o l'Egitto, quei posti lì". Sorvoliamo sul retrogusto razzistoide di frasi del genere, e andiamo alla sostanza.
Questo genere di argomenti può fare presa solo su chi ha una totale ignoranza della realtà economica del nostro tempo, e in particolare sul peso specifico del nostro paese nel contesto internazionale. L'Italia è un paese molto importante, lo sappiamo. Ma è sopratutto un paese molto ricco. Tuttavia, nell'immaginario di tanti suoi cittadini l'Italia è una provincia piccola e marginale, che presto sarà scalzata dalla Thailandia (sentito con le mie orecchie), che comunque non può reggere il peso dell'avanzata dei paesi emergenti, e che perciò deve "fare gruppo" con i cugini europei per resistere alla preoccupante ascesa dei negri membri dell'ex "terzo mondo". Corollario: se si esce dall'esclusivo club euro si finisce come il Nord Africa.

Qui non c'è di mezzo solo il classico auto-razzismo degli italiani. Qui gioca un ruolo la mancata consapevolezza dell'incredibile divario che separa i paesi ricchi da quelli poveri.


Prendiamo il Marocco. Utilizzando i dati del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2012, si può affermare che il reddito nazionale lordo del Marocco è di 97 miliardi e mezzo di dollari, mentre quello italiano assomma a 2014 miliardi.

Avete letto bene. Il Pil marocchino è meno di un ventesimo di quello italiano. E non pesa qui il divario di popolazione, visto che i residenti in Marocco sono grosso modo i 3/5 di quelli in Italia (38 milioni contro 59).


E l'Egitto? Inserire questo paese nel novero di quelli "che crescono" sembra davvero improprio, visto che il caos politico seguito ai fatti del febbraio 2011, unitamente all'illuminata amministrazione dei Fratelli Musulmani, ha portato alla rovina l'economia egiziana, tanto che forse è il caso di parlare di "paese sprofondante" più che di "paese emergente"... In ogni caso, il Pil egiziano nel 2012 era di 256 miliardi di dollari. Grosso modo un decimo del Regno Unito, e un ottavo dell'Italia- con una popolazione che, secondo stime recenti, supera i 90 milioni.


Il divario tra le due sponde del mediterraneo rimane abissale. Ma il discorso si può generalizzare. Ora facciamo una serie di confronti "Paesi europei VS Paesi emergenti".


  • La Francia, con 65 milioni di abitanti, gode di un reddito pari a 2600 miliardi di dollari. L'intera area ex-sovietica, comprensiva di tutte le ex-repubbliche (incluse quelle del baltico), ha un pil complessivo attorno ai 2550, pur contando più di 270 milioni di abitanti.
  • Si parla molto, per ragioni diverse, di due rampantissimi paesi emergenti, Turchia e Iran (quest'ultimo potenza petrolifera, e presto nucleare). Ebbene, questi due paesi, la cui popolazione complessiva supera i 155 milioni, hanno in due un pil non superiore ai 1300 miliardi, non distante da quello dei paesi del Benelux (1270 e spiccioli; però questi di abitanti ne hanno 28 milioni).
  • I vituperati PIIGS (in cui possiamo includere anche Cipro e Malta) insieme fanno 130 milioni di residenti, e (nonostante tutto!) ancora oggi presentano un pil complessivo che supera i 4000 miliardi di dollari. Cifra di poco inferiore (4100) a quella di cui gode l'insieme dei paesi del continente sudamericano, dalla Colombia all'Uruguay. Sia tra i PIIGS sia tra i sudamericani metà della questa complessiva del reddito è detenuta da un singolo paese; da noi l'Italia, da loro il Brasile. Eppure il Sudamerica ha più di 360 milioni di abitanti...

E infine i due confronti più impressionanti.

  • Se si somma il totale dei redditi complessivi dei paesi dell'Africa nera (e quindi escludendo l'intera Africa araba) si arriva a poco più di 1000 miliardi di dollari (1030). Tale somma è equivalente dei Pil sommati di Norvegia e Svezia. I due paesi scandinavi contano 13 milioni di residenti; le stime degli abitanti dell'Africa nera variano tra i 700 e gli 800 milioni. E questo nonostante la "potenza emergente" rappresentata dal Sudafrica, o una potenza petrolifera come la Nigeria.
  • Gran finale: la somma dei redditi di Germania, Svizzera e Austria (totale popolazione 97,5 milioni) è SUPERIORE (anche se di poco) ai pil sommati di India, Indonesia, Thailandia, Malesia, Singapore, Filippine, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka, Vietnam, Laos, Bhutan, e Cambogia. Cioè tutta l'Asia meridionale e Sud-orientale. 4620 miliardi contro una cifra compresa tra i 4550 e i 4600. Giova ricordare che i paesi sopra considerati rappresentano UN TERZO della popolazione mondiale (2400 milioni circa).



Non ci credete? Vi invito a verificare, calcolatrice alla mano. E non ho nemmeno contato il Regno Unito...

In buona sostanza, e se restiamo attaccati ai dati, Floris e Scalfari ci hanno detto che uscendo dall'euro perderemmo il 95% del nostro peso economico (finire come il Marocco) o tuttalpiù l'88% (finire come l'Egitto). Affermazioni enormi, paragonabili a quelle di un medico che asserisca che trascurare l'acne porta inevitabilmente al cancro alla pelle. Affermazioni che però possono essere riconosciute come assurde, e offensive dell'intelligenza di chi ascolta, solo da chi ha una minima cognizione di "geografia economica". Chi ce l'ha sa che l'Italia, come del resto gli altri paesi europei di grandi dimensioni, è un vero gigante economico; un gigante che non ha avuto bisogno dell'euro per formarsi, e che non scomparirebbe tornando alla propria valuta.



Naturalmente si può comunque continuare ad affermare che fuori dall'euro conteremmo quanto le Tuvalu. Questa è una tipica profezia che si auto-avvera. Alla lunga, rimanendo nella moneta unica, potremmo davvero perdere quote di reddito e di ricchezza tali da farci escludere dal novero dei paesi ricchi...


Claudio Martini

Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it/

Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2013/07/litalia-e-un-gigante-economico-lo.html

9.07.2013

Commenti (55)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. ilsanto 12 luglio 2013

      Non parliamo a vanvera se si prende il grafico della produzione industriale di Italia e Germania si vede chiaramente che negli anni precedenti l'ingresso nell'euro come minimo l'Italia teneva testa alla Germania poi da quando siamo entrati nel'Euro noi siamo colati a picco e loro in egual misura sono cresciuti e parlo di circa il 20% in meno per noi e piu 20% per loro. NON FUNZIONA E BASTA. Chi afferma il contrario è in malafede. Poi è INCONTROVERTIBILE che ci sono paesi fuori dall'euro che stanno benissimo vedi la Svizzera, la Gran Bretagna, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia solo per stare in zona. A chi pensa poi che un confronto con le superiori istituzioni Teutoniche sia salutare faccio presente che non è migliorata di una virgola la burocrazia, la politica, l'informazione, l'oligarchia, l'organizzazione, i servizi, le leggi, la mafia, la corruzione, il nepotismo, l'evasione, e via cantando. Dico invece che l'area euro permette una concentrazione di ricchezza e potere a scapito dei "PIIGS" ed a vantaggio della Germania. Restare vuol dire farsi dissanguare economicamente e farsi comandare da politici sempre più teleguidati dalla Germania, PERCHE'?.

    1. castigo 12 luglio 2013

      perché questo..... hemmmm.... "signore" ha alle spalle tutto il mainstream nazionale ed europeo che continua a dire che l'acqua calda è fredda.

      e chi non ha altre fonti di informazione o non si cura di approfondire oppure ha spento il cervello, subissato da queste voci non può far altro che credere, obbedire e combattere o, in alternativa, produrre, consumare ed, infine, crepare......

    1. bardo 12 luglio 2013

      Ogni volta che per sbaglio vedo quella faccia di Floris, faccia da floris, faccia di culo... vomito.

    1. Aironeblu 11 luglio 2013

      E la cosa più triste è che il cliente deve avere sempre ragione!

    1. Aironeblu 11 luglio 2013

      A ciascuno le sue competenze...

    1. Aironeblu 11 luglio 2013

      Certamente, ma il punto è che quando Modigliani fornisce numeri e dati, lo fa sempre all'interno di una solidissima costruzione logica che combacia perfettamente con i numeri, risultando molto convincente. Fornisce il dato, lo argomenta e lo dimostra, mentre Mincuo riporta in maniera acritica dati elaborati dai relativi addetti del settore, senza sovrapporli e verificarli con la realtà. Anche la cara Tanita ha sempre risposto che l'inflazione al 25% in Argentina non è mai esistita, e io tendo a credere più a chi compra latte e pane quotidianamente che ad analisti stipendiati o collusi con un sistema di potere tutt'altro che trasparente.

    1. Allarmerosso 11 luglio 2013

      Giusto un paio di giorni fa ero a casa di un cliente e nella pausa caffè da lui preparato quasi a fine lavoro si è inevitabilmente arrivati alla discussione solita crisi poco lavoro etc etc etc ... Io la butto li : eh è certo che sta moneta ci sta distruggendo se non usciamo dall'euro o perlomeno non cambia possiamo solo peggiorare ... la sua risposta ?!!!! : No no figuriamoci l'Euro ci sta salvando , l'euro è importante senza sarebbe ancora peggio. E io ma no ma guardi che ... mi ha interrotto con un no no no repentino ed ha ripetuto la favoletta che l'euro ci salva un po' dal disastro ...

      Cosa volete farci ormai sono stati indottrinati e per certe persone non c'è verso.

    1. Earth 11 luglio 2013

      "il nostro Mincuo preferisce affidarsi alla sicumera dei suoi grafici nel misero tentativo di contraddire l'evidente successo argentino (chissà poi a che pro...)"

      Non credo che abbia nessun pro, semplicemente mincuo e' molto preparato ma non e' abbastanza intelligente per comprenderlo. Se lo testi sugli argomenti elementari noterai che non possiede una grande logica, e' nella media se va bene. Non ti fare il sangue amaro, semplicemente lo hai sopravvalutato.

    1. Earth 11 luglio 2013

      Allora perche' la gente crede che l'acqua calda sia fredda se gli lo dice floris?

    1. Georgejefferson 11 luglio 2013

      No,aspetta Airone,Modigliani racconta spesso tante balle.Se contesti i numeri a Mincuo,dovresti farlo anche al Modigliani,visto che scrive spesso con dati e numeri.Per onesta' intellettuale.

    1. Aironeblu 11 luglio 2013

      Il mio commento infatti era rivolto personalmente a Mincuo, con cui ho una forte divergenza di approccio che è emersa proprio sul caso argentino, in particolare dalle sue saccenti critiche alle riflessioni di Cori Modigliani, la cui levatura intellettuale e la cui conoscenza del contesto sudamericano mi pare essere un tantino superiore a quella di Mincuo. Nello specifico mentre Modigliani individua e mette in luce le nefandezze con cui il FMI cerca di boicottare lo sviluppo argentino e non solo, intervenendo direttamente e fisicamente sulle dinamiche economiche del paese per alimentare un dissenso eterodiretto, il nostro Mincuo preferisce affidarsi alla sicumera dei suoi grafici nel misero tentativo di contraddire l'evidente successo argentino (chissà poi a che pro...), facendosi meccanismo di propaganda dell'autorità (ma di quella superiore, non di quella legittima di un governo nazionale indipendente).

      Sinceramente, tra Modigliani e Mincuo, mi sento più in sintonia con il primo e la straordinaria capacità critica con cui riesce a interpretare la complessità geopolitica, piuttosto che con una pecora felice di verniciare il suo recinto.

    1. Georgejefferson 11 luglio 2013

      Nel merito Shankara andrebbe valutato un quadro storico comprendente anche (ripeto anche,quindi non solo)la dinamica decennale (2002/2012 per es.) sul tasso di potere d'aquisto medio da rapportare all'inflazione.Insieme alla dinamica della disoccupazione sempre media sempre del decennio.In rapporto al periodo precedente della dollarizzazione.Valutando magari anche il cambio di rotta nei dati (cioe' quando sono eventualmente peggiorati)Tu lo hai chiesto a Mincuo?Non ti e' sembrato importante?

    1. Georgejefferson 11 luglio 2013

      Non e' difficile,2 camerieri sparano una stronzata galattica,buona per i polli,ma ovvia come castroneria dai numeri.E' facile,strano che un erudito lettore storico non veda la semplice logica del testo,mica voglio teorizzare una tua ideologicizzazione a favore dell'euro a prescindere,per quello lo trovo strano.

    1. sankara 11 luglio 2013

      Scusa Aironeblu, ma il tuo commento non lo capisco. Sinceramente a me sembra che nel caso argentino sia tu, a priori, a prendere le "parti dell'autorità" (la Kirchner in questo caso). Non voglio certo appoggiare le politiche economiche devasta nazioni del FMI! Però non posso chiudere gli occhi di fronte a critiche corroborate da solidi argomenti. Mi ricordo alcuni commenti ed articoli di Mincuo sull'Argentina, articoli di cui mi ha colpito il fatto che Mincuo basasse le sue analisi proprio sui dati ufficiali di Tesoro e Banca Centrale Argentina, rilevandone al contempo le contraddizioni ad esempio riguardo la misura del tasso d'inflazione. Un ragionamento errato quello di Mincuo? Bene, lo si critichi allora nel merito, se se ne è capaci. Qualcuno a suo tempo parlava di valutazione politica da legare "all'analisi concreta di una situazione concreta". Non credo sia negativo,, per chi aspiri o lotti per maggiore giustizia sociale, comprendere gli errori o gli interessi in gioco o l'effettiva situazione economico-sociale in Argentina così come in altri Paesi, affinare o mettere in discussione i propri criteri di valutazione. E su questi versanti Mincuo, così almeno la vedo io, ha fornito contributi notevoli. Saluti

    1. Aironeblu 10 luglio 2013

      Ecco, vedi, è questo il tuo limite: le fonti.

      La tua carenza di capacità critica ti costringe a giudicare la veridicità delle cose secondo la fonte da cui provengono; più la fonte è ufficialmente altolocata, più le notizie sono vere.

      Entro certi limiti - che sono i tuoi limiti - il meccanismo funziona, come in questo caso, in cui non c'è nulla di meglio del PIL per smascherare le baggianate dei due disinformatori. Ma quando ci sono conflitti di interesse in mezzo, come nel caso dell'Argentina, il tuo credo omologato prende subito le parti dell'autorità e ti spinge a criticare le lucide riflessioni di Modigliani per fare da megafono alla propaganda della Lagarde, vera quanto le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.

    1. gianni72 10 luglio 2013

      no, secondo me ha sbagliato argomentazione, tutto qui. Doveva esprimersi meglio per non dare adito a fraintendimenti.

    1. Aironeblu 10 luglio 2013

      Non fatico a crederti se parli in termini di benessere reale, ma l'articolo non voleva sostenere che in Italia si sta meglio che in Marocco, diceva semplicemente che l'exonomia italiana è 20 volte più grande di quella marocchina, smentendo il terrorismo psicologico propagamdato in RAI e su Repubblica. Questo naturalmente non implica una maggiore felicità degli italiani rispetto ai marocchini in virtù del fatto che la felicità di un popolo non è determinata esclusivamente dalla sua produttività.

    1. Aironeblu 10 luglio 2013

      Carta canta... Il PIL non è certamente il migliore degli indicatori per la ricchezza effettiva di un paese, ma in un contesto dominato dal produttivismo e orientato alla mercificazione come il nostro, può senz'altro dare un'idea, magari approssimativa ma comunque realistica, dei pesi economici di cui si parla.

      Poi se i berberi del deserto con il loro ventesimo di PIL italiano vivono più felici e lavorano meno degli italiani, sorseggiandosi un tè alla menta tra i datteri dei loro palmeti, questo è un altro discorso.

    1. Rosberg 10 luglio 2013

      Il Marocco sta meglio di noi. Questo è poco ma sicuro.
      Ci lavoro io col Marocco.

    1. Georgejefferson 10 luglio 2013

      Quindi l'articolista secondo la logica tua vuole confutare che i paesi Med + irlanda siano piu ricchi?Dato che hai detto che dimostra quello che vuole confutare.Riproviamo,sarai piu fortunato.Cosa dimostra?E cosa vuole confutare?

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