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L' ITALIA E' IN DEFAULT

DI LORETTA NAPOLEONI
cadoinpiedi.it

Nel Paese con più ferrari al mondo, dove solo 34 mila contribuenti dichiarano oltre 300 mila euro annui, solo una patrimoniale poteva risollevare l’economia. Ma è stata scartata dagli interessi politici e sostituita da manovre che non servono a niente e tassano i più deboli

La domanda che tutti quanti si pongono in Italia è: stiamo andando in default? Purtroppo la risposta, almeno a giudicare da quello che il nostro Governo sta facendo, ma anche quello che stanno facendo i governi europei, è sì.

Analizziamo la situazione: prima di tutto questa manovra serve a ben poco e come al solito colpisce principalmente i piccoli risparmiatori, la gente comune, la classe media e la classe medio – bassa che già sono stati vessati negli ultimi anni da un’imposizione fiscale assolutamente inequa. 21% sull’Iva, chi pensate chi lo pagherà? Lo pagheremo noi, 3% di tassa aggiuntiva su chi guadagna più di 300 mila Euro, parliamo dello 0,5% della popolazione, quindi praticamente una percentuale piccolissima, eppure l’Italia è il paese dove si vendono più Ferrari che in tutto il mondo e guarda caso è il paese dove solamente 34mila contribuenti guadagnano più di 300 mila Euro (che discrepanza…).

La tassa patrimoniale avrebbe funzionato molto meglio, perché? Perché la maggior parte delle persone che guadagnano molto più di 300 mila Euro e che non lo dichiara, si proteggono dietro società di paravento e attraverso una serie di marchingegni contabili riescono a far risultare che guadagnano molto meno di quanto succede realmente, però hanno a disposizione una serie di beni, le Ferrari, gli yacht, le barche a vela che appaiono sulla carta non di loro proprietà. Quindi la tassa patrimoniale avrebbe sicuramente colpito questi individui, perché la tassa patrimoniale è sul patrimonio, quindi colpisce l’immobile, l’oggetto, il bene durevole, per esempio la Ferrari. Ma questa legge ovviamente non si fa. Perché? Perché chi ha questi redditi superiori a 300 mila Euro non dichiarati, è la classe dirigente, quindi è da una parte la classe politica e da una parte praticamente tutto quell’entourage di elite del denaro che gira intorno alla classe politica.

Questa è la situazione all’interno del paese. La situazione in Europa direi che è quasi peggiore, abbiamo assistito all’inizio delle guerre monetarie, abbiamo visto che la Svizzera due giorni fa ha di fatto svalutato la propria moneta garantendo un cambio che è un cambio fisso con l’Euro a 1,20.. Cosa significa questo? Significa che la Svizzera interverrà ogni qualvolta ci saranno delle pressioni da parte del mercato per una rivalutazione del tasso di cambio a favore del franco.

Questo chiaramente comporterà uno sbilanciamento per quanto riguarda il resto dell’Europa perché siamo in una crisi profonda e il franco svizzero viene percepito come un bene rifugio, infatti subito dopo questa decisione c’è stato un movimento di capitali verso altre monete all’interno dell’Europa che non sono parte dell’Euro, in particolare parliamo della corona norvegese e anche svedese.

Quindi siamo all’inizio di una guerra monetaria, che sicuramente comporterà una crisi ancora più profonda di quella attuale, perché al momento nell’area dell’Euro abbiamo bisogno di tranquillità e di chiarezza e tutto questo chiaramente non succederà perché si gestirà la moneta comune come le economie nazionali, semplicemente come protezione per proteggersi da un eventuale default. I mercati tutto questo lo sanno e sicuramente i mercati puniranno questi paesi che si comportano in questo modo. Dunque, rispetto alla situazione interna, in Italia, penso che queste misure, queste manovre non servono a nulla, anzi continuano a colpire quella classe media e medio – bassa. Non si è fatto nulla per poter aiutare la piccola e media impresa a riprendersi, quindi non ci sarà una ripresa della crescita attraverso questa manovra che è quello di cui abbiamo bisogno. Dall’altra parte in Europa guerre monetarie e quindi politiche di protezione, cioè una sorta di protezionismo quasi monetario, che porterà sicuramente a uno sfaldamento degli equilibri monetari in Europa.

La situazione è drammatica e l’autunno sarà un autunno molto caldo, fin tanto che continueremo a essere governati da questi politici sia in Italia che in Europa. Il default diventa sempre più vicino.

Loretta Napoleoni
Fonte: www.cadoinpiedi.it
Link: http://www.cadoinpiedi.it/2011/09/09/litalia_e_in_default.html#anchor
9.09.2011

Pubblicato da Davide

  • IVANOE

    Mica solo l’italia è in default, ma ormai anche l’europa è spaccata è di questo minuto la notizia che i rappresentanti europei che fanno parte della BCE si sono opposti all’acquisto dei bound italiani e spagnoli e di fatto al salvataggio degli stati in difficoltà. Ci sno anche dimissioni dal board della BCE. La UE con oggi è finita ed è finito l’euro che che ne dicano i vari napolitano e company europeisti dei mie stivali.Si continuerà a fare finta di niente e si continuerà a galleggiare nella UE. Ma da oggi se mai è esistita la UE è stata scritta la parola fine.
    Un governo saggio se ce ne avessimo uno cosa farebbe ? Vista la solerte solidarietà che oggi hanno propinato questi ” padri europeisti “che si sono dimessi dalla BCE per protesta ? Vi subito dall’euro e ristampa della lira e nazilalizzazione della banca d’italia, svalutazione immediata della lira per far ripartire le esportazioni e nello stesso tempo aumento del valore degli stipendi e delle pensioni in lire per far ripartire i consumi interni e poi si vedrà…

  • ottavino

    Quando arriva la catastrofe, non c’è niente di meglio che sedersi e sorseggiare una buona birra.

  • secretfreewolf

    NON SOLO L’ITALIA, non e’ una cosa nuova il default, da anni (1990) era implicita una possibilita’ di default per piu’ nazioni. In fondo siamo entrati nell EURO, proprio per evitare quest’evenienza, grazie a tutti coloro che da sempre AMANO L’ANGLIA TERRA. Ciechi, truffati, truffatori, gestiti dai soliti interessi di sempre. Oggi, da comoda posizione esterna l’UK, chiede una maggior integrazione per la U.E., intanto mantiene la sua cara Sterlina e trama alle spalle dei Coglioni con il marchio UE. Le banche centrali le gestisce da sempre UK, cosi’ come da sempre ha gestito sceneggiate, piraterie, guerre e rivoluzioni, sempre co l’intento di affermare il suo potere. Se avessimo qualche STATISTA, saremo gia’ fuori dall’euro da qualche anno, avremo svalutato la Lira e soprattutto non saremo RICATTABILI. Il nostro paese e’ stato ed e’ tuttora un CROGIUOLO di CULTURA e CIVILTA’, da LIBERO PAESE, con popoli dotati di una forte Identita’, avremo preso a calcioni tutti i polli europei. Peraltro non dispero di poterlo fare davvero, perche’ se pensano che NOI stiamo male, le condizioni per i forti presto saranno molto PEGGIORI.
    Cosa diranno ai loro CITTADINI che copriranno i debiti(presunti esistenti dalle banche) ? Scommetto che se ne vedranno delle BELLE ! Fortuna che non paghera’ Trichet, bensi il nostro esimio Draghi.
    UN INVITO FUORI DALLA GALERA EUROPEA ! SUBITO, ORA, IMMEDIATAMENTE e ancora piu’ bello DISCONOSCIAMO IL DEBITO !

  • glomer

    si si…proprio una bella birretta oppure rum con cioccolato fondente…:-)
    W IL DEFAULT!!!!
    Tanto le scie chimiche ed il 2012 faranno il resto… :-):-) 🙂

  • stefanodandrea

    Intanto comincio a pubblicizzare l’assemblea del 22-23 ottobre: Fuori dall’euro! Fuori dal debito! Luogo, ordine dei lavori, interventi previsti, costi per adesioni e prenotazioni.
    FUORI DALL’EURO! FUORI DAL DEBITO! VERSO L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 22 e 23 OTTOBRE http://www.appelloalpopolo.it/?p=4385

  • Johnny_Cloaca

    L’ ITALIA E’ IN DEFAULT

    Un titolo in ritardo di 20 anni. Quando si suol dire meglio tardi che mai…

  • aNOnymo

    il problema e’ che non avrai i soldi per comprartela! Comunque se riuscissi a trovarne una un piu’ tienimela in fresco. Cheers!

  • Truman

    Magari. E dal default potrebbe riemergere la sovranità, concetto troppo dimenticato.

  • Truman

    Venti anni fa c’era ancora la lira. E per creare un default ci si inventò un cappio di nome SME. Ma poi la lira svalutò e quasi tutto ritornò a posto.

    Finchè uno stato ha una sua valuta nazionale il default bisogna crearlo artificiosamente, altrimenti è praticamente impossibile. Basti guardare il Giappone di oggi.

  • Onilut

    “La situazione è drammatica e l’autunno sarà un autunno molto caldo, fin tanto che continueremo a essere governati da questi politici sia in Italia che in Europa”. Sarebbe meglio dire: “La situazione è drammatica e l’autunno sarà un autunno molto caldo, fin tanto che continueremo a essere governati”. O no?

  • Mel

    Bravo…ottimo commento…ma chi prenderà tali decisioni? Nessuno, nel la pseudo sinistra nè questi cialtroni al governo e dunque? Diceva il saggio: quando sei nella merda fino al collo, non fare l’onda!

  • nuovorinascimento

    Aldilà di ogni fazione politica (semmai esistessereo ancora destra e sinistra) e ideologia socio-economico c’è un dato che è inconfutabile; la sostenibilità del debito è terminata gia da anni e solo misure tecniche palliative (tagli, multe, gerit etc. etc) hanno permesso di galleggiare per un decennio.
    Ora si arriva al dessert e il conto da pagare è pronto.
    Chi pagherà? tutti…..si tutti…
    Pensateci un attimo, scrolliamoci di dosso la parte esageratamente demagogica del populismo che vuole ogni diritto calpestando i privilegi altrui, e diventiamo aoggetivi.
    Sapete quanti risparmiatori e giocolieri di borsa esistono in Italia? centinaia di migliaia, ma ahimè dopo i tonfi canonici del casinò, si vedono bene dal mettere la testa fuori dalla sabbia. Qunndi fuori 1, i risparmiatori, tutti piccoli e grandi.
    Il default aprirà le porte della coscienza popolare, permettendo quindi finalmente di eliminare pensioni d’oro, baby pensionamenti e finti invalidi.Fuori 2.
    Clientelismi e nepotismi tipici del carrozzone pubblico italiano, moriranno e ci sarà una vera e sana sforbiciata di posti di lavoro,e saranno appiedati a casa senza buon’uscita. fuori 3.
    Le caste varie (grandi politiche e piccole tipo taxi) vedranno ridimensionamenti oggi inimmaginabili, al punto che le licenze taxi, oggi vanto mobiliare di diverse famiglie, diventeranno carta straccia.
    Fuori 4.
    I lavoratori dipendenti saranno costretti a paghe da fame sotto contratti capestre. Fuori 5.

    Chi rimane fuori dalla crisi? i soliti noti, i soliti Grandi Gruppi Industriali e i loro capitani di vascello, così legati mani e piedi alla piramide del potere bancario.
    Si salveranno i Tronchetti, i Moratti, Gli Agnelli, I monetezemolo, I della Valle, i Merloni, Ligresti, Bazoli, etc. etc…..solo questi…….i capitaslisti senza capitali.

    Hanno nome e cognome gli eretici millantatori, da sempre a stretto contatto con l’altra ristretta casta dei banchieri. Eccoli li a prenderci per il culo sulle loro barche, pasteggiando champagne e proponendo al bancario di turno qualche Bond sovrastimato della propria azienda da sottoporre ai piccoli risparmiatori, che in realtà dia solo un po di ossigeno alle proprie casse languide e vuote. VERGOGNA!!!

    Prendete Moratti, sapete come si fa a pagare gli stipendi d’Oro dell’Inter? Facile si quota la SARAS a cifre da capogiro, si fa raccolta per 1, 7 MLD di € e il gioco è fatto.
    Quotazione titolo SARAS al momento della sottoscrizione attraverso gli splendidi uffici della Morgan & Stnaley : 6 €……e oggi quanto vale?
    1,8 €……..meno 70 % !!!!!!

    Ecco chi non pagherà mai una lira, chi non pagherà mai una multa o non sconterà mai una condanna. Il resto sparirà tutto.
    Accentramento ulteriore di capitali e potere. E via cosi per altri 20 anni.

  • Zret

    E già…

  • Zret

    E’ stato tutto pianificato.

  • stefanodandrea

    Condivido in linea di principio. Ma non tutto. Chi ha acquistato Saras senza sapere come funziona il sistema e ha investito 6.000 euro è giusto che ora ne abbia 1.800. Chi non conosce la chimica non fa gli esperimenti chimici! Dove sta scritto che uno che ha un po’ di soldi debba farli rivalutare per un 9 % l’anno, quando l’inflazione è al 2%? Soltanto la pretesa di farli rivalutare senza inviestirli e rischiarli in attività produttive di beni dovrebbe comportare una multa del 20%. Questo in una società civile (socialista).

  • francesco67

    sta Loretta Napoleoni è proprio brava…
    Riesce a scrivere un cumulo di notizie border line. Purtroppo border line solo per i manstream. QUi su CDC riesce solo ad essere patetica.
    Bocciata ampiamente e …spero di non leggerla piu.

  • nuovorinascimento

    d’accordo con te…..sono 30 anni che gli imprenditori investono NON sulla produzione ma sulla finanza scaricando in basso sui lavoratori tutto il rischio delle loro scommesse.
    Credimi, io in passato ho investito due lire, e mi trovi d’accordo sulla mancata e ingenua impreaparazione del medio investitore, ma non posso non deligittimare quel vergognoso marketing motivazionale in cravatta che – dietro languidi sorrisi – cerca e convince il tizio, caio o sempronio davanti. Entrambi colpevoli, si, ma io mi sentirei una merda ad ingannare un povero vecchietto con Parmalat, Saras, ed altre….non trovi?