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L' ITALIA E' FONDATA SULLA MERDA DELLA SECONDA REPUBBLICA

DI MORENO PASQUINELLI
sollevazione.blogspot.com


Quali conclusioni dopo “Tangentopoli 2”?

La Chiesa sta a Gesù Cristo come il capitalismo storicamente realizzato sta ad Adam Smith.
Ma su questo torneremo più avanti. Vorremmo svolgere prima brevi considerazioni sul vero e proprio tsunami di sterco che si sta abbattendo sul nostro paese. Parliamo della “frode tra le più più colossali della storia d’Italia” (così la definisce il Gip Aldo Morgigni), ovvero dell’affaire Fastweb-Telecom.
La prudenza di certi commentatori (“non è ancora una seconda tangentopoli”) fa il paio con le patetiche e autoassolutorie dichiarazioni dei Berluscones: “non sono coinvolti i partiti stavolta, ma singoli politici corrotti”. Fatta salva la premessa che dei partiti veri e propri non esistono più da tempo, essendo diventati delle cricche feudali in mano ad autentici capi bastone.
Rimosso lo strato d’intonaco, l’affresco che emerge è agghiacciante. Ricorda L’Inferno dipinto da Luca Signorelli al duomo di Orvieto.

Due aziende leader delle Tlc dedite al malaffare. Manager del calibro di Silvio Scaglia (che The Time insignì nel 2003 del titolo di “Global tech guru”) la cui ascesa si spiega proprio perché maghi della truffa. Ingenti fondi neri ricavati dalla immane frode fiscale. Collusione consapevole degli istituti di credito (non solo svizzeri). Denaro riciclato grazie alla ‘Ndrangheta. Criminali comuni che fanno da tramite tra alta finanza, politici e alte figure istituzionali. Ex pistoleros fascisti che millantano rapporti con la CIA che fanno da ruffiani tra ‘ndranghetisti, politici e funzionari di polizia. Politici a loro volta eletti grazie all’aiuto determinante di criminali comuni e alla manipolazione delle elezioni. Una montagna di immondizia frammista a lusso sfrenato. I “furbetti del quartierino” ci fanno la figura dei nani.

Questo succintamente il quadro che emerge dal vaso di Pandora aperto dall’inchiesta della Procura di Roma. Uno tsunami appunto, destinato ad avere ripercussioni profonde sul quadro politico e in modo diretto sulle prossime elezioni regionali, che Berlusconi, avventatamente, ha voluto trasformare in un plebiscito: “o con me o contro di me”. Una vera e propria pistola puntata alla tempia dell’italico popolino, un popolino che il Cavaliere megalomane considera ormai un ammasso di servi della gleba rotti a tutto, di sonnambuli disposti ad abboccare ad ogni sua fanfaluca. Questo neo-duce meneghino non dovrebbe dimenticare che se è capo lo è di un popolo levantino, quantomai fulmineo nell’abbandonare il caporione perdente, tanto più se è un capocomico.

Siamo davanti all’ennesimo atto dello sfascio della cosiddetta “seconda Repubblica”, uno sfascio che travolgerà non solo la destra, ma pure la sinistra sistemica, nessuna conventicola esclusa.
Da tempo andiamo dicendo che chi tocca questi lebbrosi muore. Sull’orlo dell’abisso vediamo invece partiti e partitini fare a gara per affiancarsi ai due blocchi bipolari per strappare qualche regalia, qualche posto di consgliere o di assessore, o di presidente della municipalizzata (giù giù fino all’ultimo usciere del Palazzo). La bagarre politica diventata un mezzo per la scalata sociale. Kafkiano tentativo di risurrezione quello dei sinistrati, visto che si erano già suicidati prima nel prodismo poi nell’Arcobaleno.
Altri, in fondo a sinistra, si stanno dimenando per raccogliere firme e presentare liste. Come Tersite sotto le mura di Troia. Errore fatale l’elezionismo. Che senso ha partecipare ad una gara truccata? Con sbarramenti elettorali capestro, con una censura sistemica chiamata “par condicio”, sapendo che la competizione implica l’investimento di un mucchio di quattrini per cui solo i potenti e la malavita hanno chance di essere ascoltati. Che senso ha concorrere a delle elezioni sapendo che siamo in un regime plutocratico e delittuoso e che appunto utilizza le urne per spacciarsi come democratico? Che senso ha, mentre cresce la quota di cittadini che si sta distaccando da questi furfanti, andare in direzione contraria, contribuendo a dare credibilità alla truffa elettorale?

Da tempo andiamo dicendo che la sola cosa che resta a tutti coloro che non si sono mai sporcati le mani con questo sistema putrescente è l’esodo dalla rappresentazione elettorale, rafforzare e non indebolire l’Aventino popolare, la fuga dalle urne.
Non siamo in America, oltre una certa soglia l’astensione lascerebbe il sistema in mutande. Tanto più ci lascerebbe il populismo che ci ripete fino alla nausea che la sua forza viene dal mandato ricevuto dagli elettori. Meno elettori, meno voti, meno populismo, uguale fine della seconda repubblica.
In questo letamaio la disobbedienza civile è il solo mezzo che ci resta, solo la disobbedienza insegna al popolo a riacquistare la dignità perduta. E solo un popolo che abbia riconquistato la dignità può fare una rivoluzione.

La crisi italiana si iscrive in quella economico-sistemica del capitalismo occidentale. Della prima sappiamo che tra le sue cause non secondarie c’è la crescita abnorme del malaffare e dell’aggiotaggio come modus operandi del turbo-capitalismo. Il capitalismo giunto al massimo grado di finanziarizzazione si configura come un vero e proprio capitalismo-truffa.
Povero Smith!
Padre solo putativo del capitalismo, senz’altro si vergognerebbe della fine che ha fatto il suo figlio bastardo. Smith aveva posto la domanda di beni a fondamento dell’economia, in quanto essa metteva in moto la produzione. La “mano invisibile” del mercato avrebbe poi fatto sì che la quantità complessiva di tutte le merci sarebbe corrisposta alla domanda e determinato l’equilibrio complessivo. Di qui la formazione dei prezzi. Ma egli precisava di intendere la “domanda effettiva”, ovvero solvibile. Distingueva infatti la “effettiva” dalla “domanda assoluta”, ovvero non sostenuta da una reale capacità d’acquisto.
Senza scomodare Marx, proprio Smith ci da quindi una chiave per capire una delle ragioni del disastro sistemico. Che, a partire dagli USA, pur di pompare all’infinito il meccanismo della produzione (inceppato da una crisi di sovrapproduzione globale e dalla curva discendente del potere d’acquisto dei salari), il sistema finanziario globale, banche centrali comprese, hanno artificialmente gonfiato e a dismisura la domanda assoluta (stampando carta moneta, abbassando quasi a zero i tassi d’interesse, elargendo prestiti facili e mutui subprime) rivelatasi poi in gran parte non solvibile. Come derivato di questo andazzo la crescita abnorme del malaffare e delle truffe finanziarie.
E’ qui che, volendo trovare la causa di questo harakiri, Marx ci giunge in soccorso, ovvero la caduta del saggio di profitto, ciò che misura il grado di valorizzazione del Capitale, la molla e il telos che quando si spezza determina il passaggio dalla ciclica crisi di sovrapproduzione alla depressione vera e propria, alla distruzione immane di forze produttive senza la quale nessuno rilancio del ciclo è possibile.

Tornando all’Italia: la depressione economica, monta sulle spalle di una crisi che era già sociale, istituzionale e morale. Nonostante il degrado politico, istituzionale e morale gli italiani non hanno fiatato per lungo tempo. Non l’hanno fatto perché hanno barattato la dignità col benessere, perché hanno consegnato la loro anima al diavolo del consumismo. La depressione che attanaglia il capitalismo occidentale, intonando il de profundis della prosperità a buon mercato, smascherando il biscazziere, obbliga i giuocatori ad risvegliarsi dal sortilegio, e presentare il conto.
Non è automatico che la rivolta per il presente diventi una rivoluzione per il futuro. Che la protesta dei dominati contro i dominanti diventi una lotta per fuoriuscire dal capitalismo. Ma non c’è rivoluzione che non sia stata annunciata dalla rivolta generale.
Perché parliamo di rivoluzione democratica? Rivoluzione: perché nessun cambiamento profondo, nessuna trasformazione, sarà possibile in questo paese senza una rottura radicale, senza mettere mano alle fondamenta sociali, morali e politiche.
Democratica: perché deve coinvolgere la maggioranza del popolo, che con le buone maniere, o con quelle cattive, obbligherà i dominanti falliti a farsi da parte.

Moreno Pasquinelli
Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/02/quali-conclusioni-dopo-tangentopoli-2.html#more
26.02.2010

Pubblicato da Davide

  • 21

    Forse è in arrivo il tempo tanto atteso per “fare gli italiani”… 😉

    NB: bisogna tenere d’occhio la bestiolina dalle 7 teste!

    Ciao ciao!

  • Altrove

    Destrutturare, destabilizzare, de-moralizzare. Un unico sforzo collettivo costante e onnipresente. Non votare. Non scendere a patti. Autoannientamento indotto. Bypass delle infrastrutture di prima necessità.
    Sfruttare il modus operandi del demonio. Sottrarre forza lavoro. Comunicazione diretta/indiretta con le forze dell’ordine. Comunicazione diretta/indiretta con gli apparati comunali e gli organismi in carica. Comunicazione e solidarietà con la popolazione limitrofa. Staccare la spina dalla propaganda ovunque essa sia. Non linearità. Ridondanza. Aiutarsi, che dio ci aiuterà…

  • snypex

    Ma di quale rivoluzione si sta parlando?

    Da quando si fanno le rivoluzioni l’unico motore che le promuove e’ una buona dose di finanziamenti da parte del capitalismo piu’ oscuro che si possa immaginare.

    Le rivoluzioni le fanno i pecoroni coi soldi dei banchieri.

    Allora mi chiedo: se la causa di questa crisi sono i banchieri, perche’ mai dovrebbero spingere e finanziare milioni di pecoroni contro il proprio sistema?

    Mi dispiace, ma questo articolo e’ troppo ottimista e privo di riscontri storici.

  • anonimomatremendo

    la rivoluzione democratica l´ ha giá fatta la borghesia.Sarebbe l´ora di voltare pagina,no?

  • myone

    La chiesa non sta’ a gesu’ cristo come la democrazia politica non sta’ dalla parte dell’ uomo e della giustizia, o ci sta’ nella forma quanto basta
    per starci e per poi farsi gli affari di chi e’ stato eletto.
    Forse gia’ da ora le cose sono diverse, ma non vedo che la gente approvi, tentando di demonizzare e di criminalizzare un meglio, a favore
    di un peggio che sarebbe comune.
    Comunque sia, a forza di leggi e vincoli, si spreme un modo di vivere, e ne esce solamente succo da condirci la disfatta di tutti.
    Viviamo in un mondo di concorrenza e di arraffismo, competizione e spanne, e calpestiamo il senso vero delle cose, quelle che vorremmo ingabbiare con la legge e la politica, perche’ non si voglono ne fare e ne considerare.
    E perche’, tutto e’ sclerotizzato nella cosa che si chiama sistema.
    E riscrivere il sistema, signica cancellare e rifare tutto, cosa che, non trova ne persone disposte, e ne persone che ci vogliono smenare, della convenienza che possono trarci.
    Siamo nella bolgia democratica, ma lontani dall’ intelligenza della sopravivenza.
    E la colpa e’ del sistema, della politica, e di tutti gli abitanti di un paese,
    con la sua educazione e il suo senso di rispetto e di intelligenza,
    alla faccia di informazione, cultura, scuola, e disagio sociale totale.

  • stefanodandrea

    Intanto ben tornato Myone
    Per quanto riguarda l-articolo, l’analisi e’ in larga misura condivisibile. Tuttavia, Pasquineli non cmrende che esiste un “uomo storicamente determinato”, il consumatre, che, come Pasquneli gustamente sottonea, ha scambtato la dignita’ con il “benessere” (creduto tale, ma in realta’ puro impoverimento dovuto al consumo a debito), il quale puo’ fare soltanto rivolte per il pane (quaora venisse a mancare) ma nessuna rivoluzone. La rivoluzione (che almeno per lngo tempo non si fara’) non la possono fare i consumatori, che sono il sottoproletarato incosciente del nostro tempo e che in una vera rivoluzione verrebbero impiccati in quantita’ industrale in modo da gettare nel terrore gli altri (consumatori) e cosi’ paralizzarli nel loro strutturale servilismo (tanto piu’ ora che sono inebetiti dai media). Il fatto che Pasquinelli, che pure sembra voler fare la rivouzone, non sia disposto a queste innumerevoli impiccagioni – di ruffiani, rncoglioniti, inebetiti, inidonei ad educare i figli, indebitati cronici, modaioli, redditieri, grandi ma anche iccoli, amanti (soltanto) dello sport, del gioco, delle automobli, e cosi’ via all’infinito – dimosra che la rivouzone a lungo non si fara’ e che quando si fara’, se si fara’, sara’ come sempre una rivouzione di minoranze, stanche di subire la violenza della maggioranza (in realta’ di una minoranza appoggata da una maggioranza) e decise a dare il potere a quelli che le minoranze virtuose, coraggose e rivoluzonarie crederanno essere uomini di potere titanici, in grado di resstere ai tentacoli del capitale e suggerire nuove strade.

  • Kerkyreo

    Articolo interessante e con concetti condivisibili ma mi permetto di aggiungere una opinione personale.
    Io credo che non ci sara’ nessuna rivolta o rivoluzione in futuro perche’ oggi siamo cosi agiati nella nostra bolla di sapone chiamata Occidente che non ce la sentiamo VERAMENTE di rivoluzionare niente.
    Questa mafia globale va avanti da anni, anzi no, decenni e decenni, ma ha noi occidentali non ci e’ mai veramente fregato niente di rivoluzionare questo il sistema.
    La vera rivoluzione avverra’ solo quando la maggioranza della gente non avra’ il pane a tavola e non sapra’ come sfamare i propri figli.
    Ragazzi ma siamo realisti!!!
    Nella storia ci sono sempre state persone che hanno CERCATO di combattere i grandi poteri, ma NESSUNO ci e’ riuscito veramente e questo perche’ la mafia polverizza chiunque!
    Non possiamo opporci a questo sistema, a questi balordi!!!
    L’unico modo per far cessare il capitalismo senza regole, questa continua sete di soldi e potere che schiavizza tutte le nazioni per il benestare di pochi e’ la sua auto distruzione.
    Avverra’ fidatevi!! Anzi, sta gia’ avvenendo!

  • Suerte

    Volete la DEMOS-CRAZIA…?…ma quella VERA…?…eccola…

    Dallo STATUTO della “RETE DEI CITTADINI”:

    http://retedeicittadini.it/

    __________________________________________________

    Articolo 15) – Obblighi degli Eletti di Lista.
    Ogni iscritto, in ogni momento, ha diritto di proporre un voto, un iniziativa o qualsiasi attività che sia di pertinenza o prerogativa, formale ed informale, dell’Eletto.
    Tali proposte saranno presentate ufficialmente a tutti gli altri iscritti e, dopo essere state discusse ed eventualmente emendate, e se approvate dalla maggioranza degli iscritti, verranno sostenute dagli Eletti, in tutte le sedi opportune.
    L’Eletto, nell’esercizio delle sue funzioni e prerogative, è tenuto a votare ed agire coerentemente a tali deliberazioni, espresse secondo la volontà della maggioranza degli iscritti.
    _________________________________________________

    Personalmente penso che qualsiasi associazione/movimento/partito politico che voglia VERAMENTE definirsi DEMOS-CRATICO, non possa, da oggi in poi, non confrontarsi con l’art 15 di questo STATUTO.

    Solo attraverso un organizzazione strutturata già al suo interno in questo modo, è possibile portare all’interno delle Istituzioni strumenti di VERA Democrazia per la cittadinanza, arrivando a questi risultati:

    http://www.snb.ch/i/welt/questions/4.html#3

    http://www.admin.ch/ch/i/pore/vi/vis303.html

    http://www.admin.ch/ch/i/pore/vi/vis297.html

    Il perchè lo capite benissimo da voi…

    Comunque, personalmente, in assenza di una VERA Lista Partecipata per le elezioni regionali (http://www.listapartecipata.org/), organizzabile per qualsiasi livello ordinativo (Parl, Reg, Prov, Com…), voterò Rob. Fico del MoVimento Campania.

  • Suerte

    Ops…dimenticavo, naturalmente il SISTEMA da imitare è questo, non è perfetto ma SICURAMENTE è il più SAGGIO:

    http://www.swissinfo.ch/ita/politica/La_democrazia_diretta:_lultima_parola_al_popolo.html?cid=469550

    SaluDD

  • Affus

    la rivoluzione non la faranno nè i pasquinelli nè i sanculotti ,ma la fame , l’inflazioe , la peste ,il terremoto e le guerre. ….. subito dopo ci si renderà conto che trattava di aver rimosso paletti etici sociali fondamentali rimuovendo i quali è giunto il disatro.

  • saronno

    Se monteranno una nuova tangentopoli, sarà per derubarci un’altra volta. Mai una tangentopoli scoppia se non per interessi. Non crederete davvero che la corruzione possa sparire da questo sistema. E’ parte integrante del sistema. Nessuno arriva in alto se non è ricattabile, altrimenti potrebbe fare di testa sua.
    Come nel 1992 sul britannia, oggi, ci stanno preparando il bis. All’estero non sono migliori di noi. Le proteste colorate, queste improvvise ondate giudiziarie sono tutti sintomi che stanno per scannarci. Ne hanno bisogno perchè sono a terra pure loro. E lo faranno con l’approvazione del popolo che se ne renderà conto solo 15-20 anni dopo.
    Questa ondata moralista e questi tasselli che si incastrano con perfezione allo scorrere del tempo … ci stanno per attaccare. Ora è la Grecia, l’Irlanda e Magari la Spagna. Ma sono solo antipasti.
    Siamo noi il piatto forte. Siamo noi il grosso maiale col limone in bocca. E il bello è che applaudiremo pure.

  • Rossa_primavera

    Quello che viene definito uno sbarramento capestro,ossia la soglia minima del 5 per cento,e’ presente in quasi tutta europa.Le da fastidio signor Pasquinelli forse solo perche’ ha cancellato dal parlamento italiano ed europeo la falce e il martello?Quel simbolo e’ scomparso caro signore non per la famigerata soglia ma per la miopia dei suoi dirigenti politici che non si sono accorti che la societa’ e’ cambiata rispetto al 1848 e alcune categorie non sono piu’ valide oggi.Pensi lei a spiegarlo ai vari Diliberto e Ferrero perche’ errare humanum est,sed perseverare diabolicum.

  • Allarmerosso

    “Allora mi chiedo: se la causa di questa crisi sono i banchieri, perche’ mai dovrebbero spingere e finanziare milioni di pecoroni contro il proprio sistema? ”

    Per cambiarlo, sempre a loro vantaggio facendo credere ai pecoroni di essere dei rivoluzionari ??

    no so è un idea …

  • alvise

    Pasquinelli, ed i 98 miliardi di evasione fiscale dei monopoli di stato?