L’ ISTERIA SUL DOLLARO

DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org/

Robert Fisk ha dato fuoco alle polveri con il suo trafelato racconto che compare sul quotidiano britannico The Independent di martedì che da un giorno all’altro si è diffuso come un virus in ogni angolo ammuffito di Internet e ha mandato alle stelle la quotazione dell’oro a 1.026 dollari l’oncia. Qualunque sito web da giorno del giudizio ha messo in evidenza il resoconto sensazionale di Fisk e i blog sono intasati dagli irrefrenabili commenti di coloro che si preparano alla catastrofe rinchiudendosi in un bunker e dei personaggi che investono in oro che sono sicuri del fatto che il mondo, così per come lo conosciamo, sta per finire.

Dall’articolo di Fisk:
“Mettendo in atto la più radicale trasformazione finanziaria della recente storia del Medio Oriente gli Stati arabi stanno pensando – insieme a Cina, Russia, Giappone e Francia – di abbandonare il dollaro come valuta per il pagamento del petrolio adottando al suo posto un paniere di valute tra cui lo yen giapponese, lo yuan cinese, l’euro, l’oro e una nuova moneta unica prevista per i Paesi aderenti al Consiglio per la cooperazione del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Abu Dhabi, Kuwait e Qatar.”

“Incontri segreti hanno già avuto luogo tra i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali della Russia, della Cina, del Giappone e del Brasile per mettere a punto il progetto che avrà come conseguenza il fatto che il prezzo del greggio non sarà più espresso in dollari.”

“Gli americani, che sono al corrente degli incontri – pur non conoscendone i dettagli – sono certi di poter sventare questo intrigo internazionale di cui fanno parte leali alleati come il Giappone e i Paesi del Golfo. Sullo sfondo di questi incontri valutari, Sun Bigan, ex inviato speciale della Cina in Medio Oriente, ha sottolineato il rischio di approfondire le divisioni tra Cina e Stati Uniti in ordine alla loro influenza politica e petrolifera in Medio Oriente. “Le dispute e gli scontri bilaterali sono inevitabili”, ha detto all’Africa and Asia Review. “Non possiamo abbassare la guardia in merito all’ostilità che fronteggiamo in Medio Oriente sugli interessi energetici e la sicurezza.”
“Intrigo internazionale”? Andiamo Fisk, sai fare di meglio.

I rapporti sulla morte del dollaro sono ampiamente esagerati. Il dollaro potrebbe svalutarsi, ma non crollerebbe. E, nel breve termine, è destinato a rafforzarsi mentre il mercato dei capitali rientra nel campo gravitazionale terrestre dopo un viaggio di 6 mesi nello spazio cosmico. Il rapporto tra le azioni in calo e un biglietto verde più forte è ben radicato e, quando il mercato si rimetterà in sesto, il dollaro rimbalzerà ancora una volta. Potete scommetterci. Allora che cosa sono tutte queste sciocchezze sui mediorientali che tengono degli “incontri segreti” lisciandosi la barba mentre tramano contro l’impero?
Non è questo il succo dell’articolo di Fisk?

Sì, il dollaro (alla fine) si svaluterà ma non per i motivi che crede la maggior parte della gente. E’ vero che l’aumento della spesa pubblica in disavanzo preoccupa chi possiede dei dollari. Ma questi sono più preoccupati del programma di alleggerimento quantitativo della Fed che fa aumentare l’offerta monetaria acquistando titoli garantiti da mutui immobiliari e Buoni del Tesoro. Bernanke sta semplicemente stampando moneta e la sta riversando nel sistema finanziario per impedire l’arrivo del rigor mortis. Ovviamente la Fed ha dovuto determinare con esattezza la quantità di denaro che intende “creare dal nulla” per calmare i propri creditori. E lo ha fatto. (Il termine del programma è stato fissato per l’inizio del 2010). Detto questo, la Cina e il Giappone stanno ancora acquistando Buoni del Tesoro americano, il che indica che non hanno ancora ”abbandonato la nave.”

La vera ragione per cui il dollaro perderà il suo ruolo di valuta di riserva mondiale è che i mercati americani, che fino a poco tempo fa fornivano fino al 25 per cento della domanda globale, sono in forte calo. Le nazioni che dipendono dalle esportazioni – come Giappone, Cina, Germania e Corea del Sud – stanno già prevedendo il peggio. I consumatori americani sono sommersi da una montagna di debiti, il che significa che le loro spese folli non riprenderanno molto presto. Inoltre la disoccupazione sta aumentando, le ricchezze personali stanno diminuendo, i risparmi sono in crescita e l’orientamento di Washigton contro gli interessi dei lavoratori garantisce che i salari continueranno a ristagnare nel prossimo futuro. Perciò, la classe media americana non sarà più la forza trainante dietro al consumo/domanda globale che era prima della crisi. Quando i consumatori avranno maggiori difficoltà a comprare una nuova Toyota Prius o riempirsi degli ultimi gingilli fatti in Cina da Walmart, i governi e le banche centrali straniere saranno meno incentivati ad accumulare biglietti verdi o a trattare esclusivamente in dollari.

Ecco un estratto da Globe and Mail riportato dal Washington’s Blog:
“Un rapporto di UBS Investment Research rivela che, mentre sarebbe sbagliato eliminare il dollaro americano come valuta di riserva globale, la sua morsa d’acciaio che dura da circa 90 anni si sta allentando. ‘L’utilizzo del dollaro americano come valuta di riserva internazionale è in diminuzione’, sostiene l’economista di UBS Paul Donovan.”
“’La quota di mercato del dollaro nelle transazioni internazionali probabilmente diminuirà nei prossimi mesi e nei prossimi anni, ma solo dei continui errori da parte della politica – o un’ingente pressione fiscale – potrebbero forse far perdere del tutto al dollaro il suo status di valuta di riserva.’”
“Il rapporto di UBS sostiene che il progressivo slittamento del dollaro americano non è guidato dalle banche centrali mondiali ma dal settore privato perché le singole aziende stanno abbandonando sempre più il biglietto verde come loro valuta internazionale di fiducia.”

“’L’utilizzo delle riserve da parte del settore privato è più importante delle riserve ufficiali delle banche centrali – un’importanza fino a 20 volte maggiore, a seconda delle interpretazioni,’ ha detto Donovan. ‘Ci sono chiari segnali che l’abbandono del dollaro come valuta di riserva da parte settore privato abbia subito un’accelerazione dal 2000.’”
Quando l’industria privata abbandonerà il dollaro, verrà imitata anche dai governi, dagli investitori e dalle banche centrali. La morbida tirannia del dominio del dollaro si sgretolerà e aumenterà la parità tra le valute e i governi. Questo creerà migliori opportunità per ottenere il consenso su questioni di interesse reciproco. Un’unica nazione non potrà più dettare la politica internazionale.

La cosiddetta “egemonia del dollaro” ha aumentato pesantemente il macroscopico sbilanciamento di potere che esiste oggi nel mondo. Ha messo il potere decisionale a livello globale nelle mani di un manipolo di signori della guerra a Washington la cui visione ristretta non va mai oltre il proprio tornaconto materiale e quello dei loro elettori. Mentre il dollaro si indebolisce e la domanda dei consumatori scende, gli Stati Uniti saranno costretti a ridurre le loro guerre e a rivedere il proprio comportamento per adeguarsi agli standard internazionali. O ci si adegua, o saranno ricacciati nell’oblio.
Allora, qual è esattamente il lato negativo?

Lo status di superpotenza fa affidamento sulle fragili fondamenta del dollaro, e il dollaro sta iniziando a scricchiolare. Fisk ha ragione su questo aspetto, sono in arrivo dei grossi cambiamenti. Ma non ora.

Mike Whitney
Fonte: http://counterpunch.org/
Link: http://counterpunch.org/whitney10062009.html
6.10.2009

Scelto e tradotto da JJULES per www.comedonchisciotte.org

VEDI ANCHE:  ROBERT FISK – STA PER ARRIVARE LA MORTE DEL DOLLARO

26 Commenti
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stefanodandrea
stefanodandrea
8 Ottobre 2009 20:23

Ancora una volta CDC pubblica un’analisi di uno statunitense che discute di problemi statunitensi e valuta se taluni eventi che forse si verificheranno sono favorevoli o sfavorevoli agli statunitensi. Comunque, no caro Mike Whitney, non è soltanto un manipolo di guerrafondai che si è avvataggiato del dollaro come moneta di riserva e degli scambi internazionali. E’ il popolo americano nel suo complesso. Ed è bene che paghi Soprattutto mi sembra assurdo che uno statunitense, che pretende di essere “alternativo” o “radicale”, descriva il calo dei consumi degli statunitensi, senza aver compreso che la dignità degli uomini non è un dato: l’uomo che si lascia prendere da tutti i desideri creati dal sistema dei media, che consuma più di quello che produce, che è oberato di debiti, che tende all’obesità, salvo ore di palestre e diete, che non è consapevole che se cresce dinanzi allo schermo della TV anziché davanti ai libri non potrà diventare intelligente come sarebbe potuto accadere in caso contrario, che non sviluppa con i propri oggetti un rapporto affettivo, perché nichilisticamente intende continuamente distruggerli e cambiarli (consumarli appunto, dato che è un consumatore), che si lascia avvelenare dalla pornografia e che magari considera normale sposarsi quattro volte,… Leggi tutto »

Boero
Boero
9 Ottobre 2009 1:06

E’ nell’interesse di tutti americani e cinesi che il dollaro si svaluti lentamente,per dare la possibilità ai cinesi di diversificare e agli americani di rilocalizzare in patria la struttura produttiva. Però la situazione può sfuggire di mano e perchè?Il problema si chiama panico,e i giapponesi beccati a Chiasso sembravano far parte del gruppo degli impanicati,se si diffonde il panico può succedere tutto improvvisamente.Comunque sia,è meglio che Obama si metta d’accordo con i suoi creditori e attuino un piano di svincolo programmato,meglio per lui ma anche per loro.La fretta è cattiva consigliera e se non agiscono in maniera concordata rischiano di bruciarsi tutti quanti,debitori e creditori. In ogni caso è importante ricordare che questa situazione origina direttamente dallo status del dollaro come riserva valutaria mondiale e dalla sua uscita dal gold standard. E’ significativo che il processo di delocalizzazione produttiva è iniziato proprio con l’uscita del gold standard:se possono comprare merci stampando biglietti di carta,perchè sbattersi a produrle?Dagli anni settanta in poi il deficit commerciale Usa si è ampliato in maniera sempre più vistosa,questo è il fenomeno cosiddetto di ”esportazione dell’inflazione”,ora però che cosa succede se l’inflazione torna indietro? Una cosa importante da tenere in conto è che il famoso ”privilegio… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
9 Ottobre 2009 1:31

“Il rapporto di UBS sostiene che il progressivo slittamento del dollaro americano non è guidato dalle banche centrali mondiali ma dal settore privato perché le singole aziende stanno abbandonando sempre più il biglietto verde come loro valuta internazionale di fiducia.”
Fiducia quindi. Come si manovra la fiduca (e la sua concorrente naturale, la sfiducia)? Facendo credere che tutto va benissimo, o, al contrario, facendo credere che tutto va malissimo. In realtà tutto quello che vediamo, ma non solo borsisticamente, è il frutto di questo estenuante braccio di ferro tra fiducia e sfiducia.
Avete mai sentito parlare di etere luminifero? Eppure i fisici dell’800 ne avevano una fiducia smodata. Poi è saltato fuori che non esiste nulla del genere. Pazienza, adesso la sfiducia nei suoi confronti è parimenti smodata. Va così, quasi sempre…
Succederà lo stesso con il dollaro? Dipende dalla critical mass, da quanta fiducia/sfiducia gli diamo. Fisk lo sfiducia, Obama e la sua ciurma lo fiduciano. E noi da che parte stiamo? Perchè qui funziona solo la legge dei grandi numeri….

Jack-Ben
Jack-Ben
9 Ottobre 2009 1:39

Ottima analisi, comunque bisogna anche e sopratutto riflettere sul fatto che la Cina entro e non oltre il 2017 diventerà faro mondiale degli armamenti e oltre (economico); quindi a livello mondiale avremo due super potenze e due mini super potenze (gregari).
Usa, e Cina
ed Europa e Russia.

Insomma George Orwell aveva visto lungo molto lungo nel suo “1984”, intanto in Iraq, Afganistan e Pakistan sta succedendo di tutto e oltre a scapito della popolazione civile inerme che non ha mai fatto nulla di male a noi Occidentali.

Questa umanità sta scegliendo il suo deserto “Materiale” il suo esilio dal spirituale cercando una meta Utopica a colpi di guerre e conquiste che non fanno altro che allargare il proprio deserto con biglietti di tutti i colori e con dottrine di tutte le specie. Stiamo brancolando nel buio riempiendoci di oggetti di ogni specie Siamo una Tribù (quella umana) che ha iniziato il suo viaggio nel deserto e questa volta non basteranno 40 annni per farci trovare uno straccio di terra promessa.

Tonguessy
Tonguessy
9 Ottobre 2009 1:41

” se …considera normale sposarsi quattro volte, quell’uomo è una fogna.”

Sinceramente non vedo motivi di accalorarsi così tanto per qualche matrimonio fallito. A meno che tu non veda il matrimonio come quella puttanata che tende all’infinito (finchè morte non vi separi) che l’apparato clericale ci vuole propinare. Lascia da parte il matrimonio, una persona può ben avere 4, 5, anche 10 relazioni importanti e durature nella sua vita, no? O forse è proibito per non so quale principio? A 54 anni mi sono permesso di avere 5 relazioni importanti, quasi decennali. Sono una fogna per questo? O forse non sono una fogna solo perchè mi sono sposato l’ultima mia compagna? E quale sarebbe la differenza allora tra amare una persona e sposarla e amarla e non sposarla? E tra divorziare e lasciarsi?
Insomma mentre condivido il resto del contenuto del tuo post, non sono proprio d’accordo sul fatto che debba esistere un numero massimo di relazioni durature. Può essere un indicatore di immaturità o di scarsità di capacità di mediazione, ma può anche essere semplice sfiga: non si trova la persona giusta. Dobbiamo pagare anche per questo?

MalBianco
MalBianco
9 Ottobre 2009 4:04

Sono le cicatrici lasciate dal cristianesimo che parlano… tabù di imposizione sociale…

vic
vic
9 Ottobre 2009 4:09

La faccenda dell’etere non e’ mai stata chiusa per davvero. Uscito dalla porta, sta rientrando alla grande dalla finestra. Sotto varie spoglie. Vediamone qualcuna. Maxwell Le equazioni di Maxwell (colui che diede il la’ alle grandi unificazioni della fisica) vengono riscoperte. Un secolo dopo si scopre che come ce le insegnano in tutte le universita’ del mondo, sono “truccate”. In senso buono. Vennero leggermente ritoccate per vari motivi. Uno era renderle semplici al calcolo manuale: cosi’ Lorentz le rese simmetriche. L’altro era adeguarle alla nuova moda formale: il calcolo vettoriale. Calcolo che la ebbe vinta in questo ultimo secolo grazie soprattutto a Gibbs. Ne andarono di mezzo quei numeri stranissimi noti come quaternioni; inventati da quel geniaccio della matematica che fu Hamilton e poi generalizzati sotto forma di algebre non commutative da Clifford. Che le algebre non commutative oggi giochino un ruolo centralissimo, specialmente nella meccanica quantistica e nella fisica teorica (o fantastica a seconda dei punti di vista) moderna, e’ cosa risaputa. Embe’? Il risultato e’ che alcuni stanno tirando fuori dall’elettromagnetismo classico doti insospettabili. E mi fermo per questioni di spazio. Cosmologia E’ una scienza baby, neonata. La sua vera scoperta e’ di non saper nulla! Come definire… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
9 Ottobre 2009 4:27

Ma guarda che questo è esattamente ciò che stavo affermando: non esiste nulla di preciso, e tutti i tentativi di “standardizzare ” i criteri di valutazione sono destinati a fallire perchè, come sostiene la tesi Quine-Duhem, sono autoreferenziali. In realtà stiamo parlando di sistemi comunicativi e tutto ruota attorno ai concetti e ai valori che questi rappresentano. Quindi fede, di nuovo. Non ci si scappa. Abbiamo fiducia che quello che si dice abbia senso. Tale consapevolezza può risultare la vincente tra altre consapevolezze.

A questo punto merita menzione Kuhn. Dice nel suo “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” che tutto si basa sui paradigmi comunemente accettati e impossibili da verificare in toto. Tali paradigmi sono comunemente accettati in base a convenzioni e convenienze sociali. Fiducia nel proprio sistema di riferimento. Tutto qui.
That’s all about it.

valis
valis
9 Ottobre 2009 5:05

Oltre a quelli già citati, vorrei ricordare il concetto di etere secondo Tesla, che era diverso sia da quello di Maxwell che di Lorentz.

Il suo concetto di etere era compatibile con ciò che oggi viene chiamato materia oscura e coinvolgeva la forza di gravità:
Questa energia “gratis che è illimitata è universalmente lavoro potenziale, creato dal moto perpetuo della materia e dal cambio perpetuo di forze più forti e più deboli attraverso le quale viene mantenuto l’equilibrio dell’universo. Quando la materia solida viaggia attraverso lo spazio, subisce il “vento dell’etere” e le differenze in potenziali elettrici provocano dei cambiamenti nel dislocamento elettromagnetico all’interno della massa ed del vento dell’etere. Il campo elettrico della terra crea il dislocamento magnetico all’interno dell’etere e lo accumula all’interno del campo elettrico di terra. La differenza tra il dislocamento magnetico all’interno di una massa ed il dislocamento magnetico fuori della massa dell’etere è la “gravità” “

stefanodandrea
stefanodandrea
9 Ottobre 2009 5:14

Non esiste un numero massimo di relazioni. Tuttavia, altro è un modello di famiglia salda, al quale credo (anche se non sono credente), e rispetto al quale si può fallire (per difetti oe/o sfortuna) altro è che i quatto matrimoni siano o tendano ad essere una regola, suggerita dalle vite degli attori Holiwooddyani. Comunque grazie, anche per la precisazione. Purtroppo i commenti brevi costringono a semplificazioni che possono risultare persino fastidiose.

vic
vic
9 Ottobre 2009 5:35

Per chi ha tempo e voglia:

YouTube, search: “Bob Dean Camelot Awake Conference 2009”.

Un arzillo vecchietto, che dice la sua per 1h30. E’ uno che la sa lunga avendo lavorato per l’intelligence USA, avendo toccato di prima mano i piu’ grandi segreti tecnico-scientifici che il complesso militare-industriale ci tiene nascosti da decenni (mezzo secolo va’).
Cita un altro vecchietto defunto, ex direttore di una industria aerospaziale di punta: “Sono 30 anni che voliamo a velocita’ superluminali”; e prosegue: “siamo in grado di portare gli ET a casa loro”. Frasi dette quando era ancora vivo, qualche anno fa’.
Verso la fine mostra delle foto anzianotte, con oggetti volanti artificiali grandi piu’ di una portaerei, o addirittura piu’ grandi della luna.

Quando si dice della vitalita’ dei vecchietti.

Salutino, telefono, casa

Truman
Truman (@truman)
Staff CDC
9 Ottobre 2009 5:52

Il premio Nobel per la fisica Robert Laughlin faceva notare (“Un universo diverso”) che già nella relatività generale di Einstein l’etere, che era uscito dalla porta, rientrava dalla finestra.

Mi sembra che ciò torni con una risposta che diede una volta Einstein a chi gli chiedeva di riassumere la relatività generale: “Una volta credevamo che se la materia fosse stata rimossa dall’universo, spazio e tempo avrebbero continuato ad esistere, adesso sappiamo che se la materia sparisse dall’universo, anche spazio e tempo cesserebbero di esistere” (citazione a memoria).

vic
vic
9 Ottobre 2009 6:23

Robert Laughlin in una intervista rese attenti al fatto che gli ambienti militari-industriali ci stanno sequestrando la scienza, cioe’ vere e proprie scoperte rivoluzionarie.
Disse: “E’ come se ci nascondessere la legge della gravitazione di Newton”.

E’ tutto dire. Altro che premio Nobel della pace al presidente Americano. Premio Nobel del ladrocinio in tutti in campi, scienza compresa.

Come deve fare la societa’ civile a farsi ridare il maltolto?

nuunciaafamo
nuunciaafamo
9 Ottobre 2009 6:27

é un commento quotabile per termini generali. Nello specifico non tiene conto di fatti pesanti. 1) la massa di dollari più rilevante in assoluto alberga FUORI dagli USA. 2) gli USA sono una delle nazioni più sperequate del pianeta la dove la vera ricchezza è detenuta da una percentuale insignificante della popolazione. Moooooolto prima che in Italia, l’informazione USA è stata trasformata in una macchina di controllo della popolazione nel paese che detiene le 11 migliori univerità del mondo ma la cui popolazione è schiacciata da 230 canali televisivi patetici – perchè è la TV che fa l’informazione in USA la dove i maggiori canali televisivi sono di proprietà di multinazionali che non le hanno acquistate certo per promuovere cartoon o i Simpson. La popolazione statunitense sta già pagando pesantemente il prezzo del sistema in cui vive. Ma, come in Italia, è dura conoscere la realtà ed anche che il boss di qui, che possiede la quasi totalità dei media, grazie a questi riesce a strappare , al voto, un 46% di apprezzamento. Io non penso che l’italiano medio sia idiota, ma sò che informarsi richiede metodo, tempo, pazienza e capacità critica. Tutte qualità che sono scarse tanto in USA… Leggi tutto »

MalBianco
MalBianco
9 Ottobre 2009 7:05

Le cicatrici cristiane, purtroppo, le hanno ancora in molti; facile dire non credo in Dio e poi comportarsi come cristiani (matrimonio, contapposizione bene/male, vivere secondo una “morale” comune, farsi accettare dalla socità a mezzo di vestiti, modi fare, pensieri-opere-parole, per quello che si ha (molte donne alle spalle -le hoi amate tutte per poco tempo-) e non per quello che si è (una persona felice). Quando si afferma di essere atei (senza Dio) bisogna partire dalla decostruzione di questa storia (Gesù non è esistito più di Babbo Natale), e iniziare con un ateismo-costruttivo [dove si racconti il funzionamento di questa enorme finzione, si smontino gli ingranaggi, si spiega come siano stati inventati i personaggi, le versioni differenti e molte volte assurde (Gesù a seconda del Vangelo ufficiale che si legge è nato in posti differenti), sino allo sfruttamento di questa menzogna per impecorire il popolo (…….maledetto Costantino)] che ci porti verso un’epoca post-cristiana; mi spiace ma oggi vedo, incontro e mi confronto ancora con persone che non riescono a supare l’ateismo cristiano ovvero il Cristianesimo senza Dio! esistono queste persone cariche di cicatrici cristiane, negano l’Esistenza di un Dio (tralascio chi nega Dio e afferma “esiste un qualcosa che sento”..… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
9 Ottobre 2009 9:10

Sono un agnostico, a me interessa solo la dimensione umana e sono quindi ugualmente critico tanto verso gli atei quanto verso i credenti perchè commettono entrambi lo stesso errore di valutazione quando si mettono a discutere di Dio, la cui comprensione non mi risulta sia possibile. L’infinito come quantità e le relative qualità (infinitamente buono, onnipresenza, onniscienza etc..) non sono concetti comprensibili per noi umani che viviamo nella limitatezza delle nostre percezioni e astrazioni. Anche Odifreddi commette lo stesso errore di un credente quando dichiara: “”Credo in un solo Dio, la Natura, Madre onnipotente, generatrice del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.” Ha solo spostato l’oggetto della diatriba da Dio a Madre Natura, lasciando inalterato il soggetto della questione: l’onnipotenza (oh, e le cose invisibili che tanto piacciono ai teologi). Per quanto mi riguarda l’onnipotenza non esiste se non come astrazione discorsiva: esiste solo perchè abbiamo deciso di accettarne la definizione, ma da questo alla dimostrazione che esista in maniera verificabile- o falsificabile, fate voi- ne corre. D’altronde non mi stupisce che un matematico riconosca l’infinito e lo accetti come se per noi umani esistesse davvero e confonda quindi astrazione estrema e realtà. E così… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
9 Ottobre 2009 9:26

Curioso questo gedankenexperiment: “se io non esisto, esiste qualcosa?” si chiede Einstein. Già i nostri avi formulavano ipotesi simili del tipo “se mio nonno fosse nato con una ruota io sarei una carriola?”.
Purtoppo non c’è limite al peggio. Una volta avviata la procedura astrattiva non c’è più limite se non quello dettato dalla nostra fantasia. Aveva ragione Epicuro quando diceva di stare bene attenti ai pensieri e ai sistemi logici perchè facilmente cadono in errore e consigliava di fidarsi un po’ di più dei nostri sensi, che sbagliano decisamente meno.
Per concludere: qualcuno di voi gentiluomoni ha provato cosa significhi la fine del tempo, oppure cosa significhi un universo senza materia o senza spazio, o senza tempo? O è solo tutto un gran pour parler?

MalBianco
MalBianco
9 Ottobre 2009 9:55

Mmmmm… eh? si parlava di Dio? Fossi in Dio mi nasconderei nel mio “infinito come quantità e relative qualità” a vergognarmi di quello che ho creato!!!! … fermo restando che approvo certe scelte divine in “geometria femminina”…

http://dailycostume.com/archive/whoneedsbigtits/

stefanodandrea
stefanodandrea
9 Ottobre 2009 9:59

Grazie per i post davvero interesassanti (rispondo anche a MalBianco). Forse e anzi certamente mi sento più vicino a Tangussuessy; tuttavia mi fermo qua perché il discorsso sarebbe complicato e scendo al pian terreno, dove avevamo cominciato il dialogo. Mi sembra violento assolutistico e totalitario reputare che un uomo debba sposare una donna (e viceversa); e debba vivere con lei tutta la vita. Allo stesso modo mi sembra violento, assolutistico e totalitario sostenere che un uomo non debba sposare una donna con l’impegno di vivere con lei tutta la vita. Può anche essere vero che quest’ultima concezione sia storicamente cristiana e rimanga tale anche per chi non creda in Dio. Ma non è una ragione per liberarsene e considerarla una cicatrice, perché altrimenti si scivola in una delle due posizioni violente, assolutistiche e totalitarie cui ho accennato. L’impegno a costituire un nucleo familiare e ad educare assieme alla mogli i figli, per farli forti, coraggiosi, dignitosi, generosi e sorridenti, come tutti gli mimpegni è soggetto a fallimenti. Tuttavia, altro è il fallimento, anche ripetuto, altro è identificare il matrimonio con il tentativo di matrimonio, ossia prendere con superficialità un percorso importante che può arrecare asé e agli altri numerose ferite.… Leggi tutto »

valis
valis
9 Ottobre 2009 11:26

L’osservazione di Epicuro mi fa venire in mente un passaggio di un libro di O’Brian: il comandante Aubrey cerca di persuadere il suo nocchiere che l’uso degli strumenti per la navigazione risulta essere più accurato in previsione di una tempesta, e che in ogni modo se il barometro non scende la tempesta non ci sarà. Questi risponde che preferisce fidarsi del proprio istinto e che talvolta gli strumenti possono essere imprecisi, inficiando la misurazione. Conclude poi citando la più celebre frase di Orazio. Naturalmente in seguito ci fu la tempesta, ma non è questo che ci interessa. La speculazione è la base di tutta la filosofia e di buona parte della scienza, anche se molte scoperte sono state fatte per puro caso. Come dicono i giapponesi: se provi riesci. se non provi non riesci. in qualunque cosa . Certo è bene assicurarsi che il barometro sia preciso, ma una volta che ne hai la certezza e se non lo vedi scendere, la tempesta non ci sarà. Pensando ai paradossi, di cui Einstein faceva uso a piene mani (tipo: se io torno indietro nel tempo e uccido mia nonna scompaio?), sono certamente dei buoni esercizi per rendere intelligibile un concetto, ma… Leggi tutto »

Affus
Affus
9 Ottobre 2009 11:47

Tonguessy sei una fogna !
Mortebianco invece è un satanista !

stefanodandrea
stefanodandrea
9 Ottobre 2009 12:39

tu invece sei certamente un idota, salvo che sia particolarmente amico (un amico telematico) delle due persone che stavano parlando com me. Perché mi hai indotto a leggere il tuo miserevole post?

Tonguessy
Tonguessy
9 Ottobre 2009 12:43

Ma io non avevo chesto se hai mai pensato a certe cose, ho chiesto se le hai mai PROVATE. Sta tutto qui il mio epicureismo.
Faccio un paralleo musicale: cosa sarebbero le 4 stagioni di Vivaldi o Satisfaction (Rolling Stones) senza ritmo? Legenda: la musica si compone di ritmo, armonia e melodia. Hai idea di come suonerebbe? Certo, possiamo passarci i mesi a discutere amabilmente su cosa significhi una sonata o un brano musicale, ma non potremmo MAI sperimentare sensorialmente una tale puttanata. Invece in campo scientifico (e finanziario, politico) tutte le più perverse ipotesi diventano sensate. Viva Epicuro!

PS: e se invece dell’effetto Doppler fosse un Compton il red shift?

stefanodandrea
stefanodandrea
9 Ottobre 2009 16:11

Grazie a tuti e quattro per avermi fatto leggere l’interessante discussione. ho capito poco a causa delle mie deficienze scientifiche. Credo, però, che continuerò ad oscillare fino alla morte tra il concettualismo e l’epicureismo.

valis
valis
9 Ottobre 2009 20:41

Ma difatti io ti ho risposto: non vedo nessuna evidenza che mi spinga a credere di aver provato l’assenza dello spazio e del tempo . Ok, forse sono stato un po’ troppo “elementare Watson”, ma ciò che intendo è che no, non l’ho provato, e mi riesce difficile anche solo immaginarlo. E anche se a volte Keith Richard ci prova, mi riesce difficile pure immaginare la musica senza ritmo. Al massimo posso creare un brano con andamento sincopato, questo posso farlo 😉 Comunque: se dovessi rispondere alla tua domanda argomentando nei particolari le differenze (e le interazioni) tra effetto Doppler e Compton temo che mi annoierei e ti annoierei. Dirò solo che sia l’effetto Doppler che il Compton provocano un red shift. Nello spazio, un effetto Compton inverso si verifica quando un fotone della radiazione cosmica di fondo si scontra con un elettrone (di solito di un gas). Il punto è che mentre l’inverso dell’effetto Compton provoca comunque un redshift, l’inverso di quello Doppler provoca un blueshift. La validità dell’effetto Doppler è data proprio dal fatto che è possibile osservare anche il suo inverso, infatti la galassia Andromeda, che si muove verso di noi, provoca il blueshift, così come le… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
12 Ottobre 2009 1:21

“Io non penso che l’italiano medio sia idiota, ma sò che informarsi richiede metodo, tempo, pazienza e capacità critica.”

Occorre molto metodo, tempo e pazienza perchè non ci sono fonti di informazione attendibili a vista d’occhio. Solo scartabellando sotto ai sassi e stando ben attenti agli scorpioni si trova qualcosa. Il problema quindi è nella democrazia dell’informazione e, più in generale, nella gestione della comunicazione. Non è un caso che i media siano in pratica dei generatori di consenso. Ovvero le scelte pilotate tra le numerose “radici culturali” in cui ogni fetta di umanità è immersa. I ludi orfici fanno parte delle nostre radici culturali, no?

Infine una precisazione: non esitono macellerie equine negli USA. Gli americani possono amare il sangue umano (la storia ne dà abbondanti prove) ma odiano la carne equina. Le ragioni le spiega benissimo un antropologo, Marvin Harris nel suo “Cannibali e re”: la cavalleria.