L ' AMORE SUL MAR ARTICO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003


DI GIANLUCA FREDA

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A questo punto credo di poterlo dire: chi pensava che l’amministrazione Obama sarebbe stata una mera continuazione della politica dell’era Bush sotto le inedite spoglie “politically correct” di un presidente nero aveva compiuto una valutazione imprecisa. Ho aspettato diversi mesi prima di scriverlo, perché io stesso sospettavo che l’elezione di Obama non fosse altro che la solita operazione di facciata, in cui si muta la confezione affinché il contenuto rimanga lo stesso. Bene, credo ormai di poter dire che non era così. Con l’elezione di Obama i rapporti tra USA e Israele sono profondamente mutati; e cambiare i rapporti tra USA e Israele significa cambiare radicalmente faccia all’intera geopolitica internazionale. Ci aveva visto giusto Israel Shamir, i cui articoli ho tradotto e pubblicato nei mesi passati: Obama è sì l’ennesima “creatura” della lobby ebraica statunitense, come i suoi detrattori giustamente affermano. Costoro si dimenticano però di dire che quando parliamo di lobby e di Stati Uniti non parliamo di entità monolitiche che condividano, nella loro interezza, un rigoroso fine unitario. Esistono ramificazioni, devianze, scontri, rivalità, molteplicità ed inconciliabilità d’interessi all’interno di questi organismi ed è da questi contrasti interni che è nata la figura del nuovo presidente. Scriveva Shamir qualche mese fa che Obama rappresenta il trionfo dell’ala sinistra della lobby ebraica (che ha i propri interessi economici in territorio USA) sull’ala destra filoisraeliana che durante l’amministrazione Bush-Cheney aveva trasformato la politica estera americana in uno strumento di terrore globale totalmente asservito agli interessi israeliani. Gli attacchi dell’11 settembre 2001, organizzati e gestiti da elementi del Mossad e della CIA, con la stretta collaborazione di figure di primo piano dell’amministrazione USA, avevano segnato – con le loro conseguenze internazionali – la fase di massimo asservimento della politica statunitense ai diktat israeliani. Non è più così, e le evidenze del cambiamento di rotta sono ormai abbondanti. Alcune di esse sono recentissime e piuttosto clamorose.

Le ostilità tra le due ali della lobby israelo-americana divennero evidenti già subito dopo l’elezione di Obama, quando l’11 dicembre 2008 venne arrestato per bancarotta fraudolenta il finanziere ebreo Bernie Madoff. Il fallimento e l’arresto di Madoff, al di là della loro rilevanza di “monito”, misero in serie difficoltà economiche molti dei sostenitori dell’ala destra della lobby, riducendo all’osso le loro possibilità di finanziare politici di parte all’interno dell’amministrazione americana.

Poco prima dell’insediamento di Obama, Israele scatenò contro Gaza l’Operazione Piombo Fuso, una delle più atroci e sanguinarie azioni di sterminio mai progettate contro i palestinesi, con l’utilizzo di fosforo bianco e bombardamenti a tappeto contro la popolazione civile. Possiamo dire ora, con il senno del poi, che si trattò di un’azione dimostrativa rivolta non tanto a scongiurare l’inesistente rischio dei razzi di Hamas, ma a sottolineare l’intransigenza del governo israeliano riguardo la prosecuzione della consueta politica in Medio Oriente, con o senza l’approvazione dei nuovi inquilini della Casa Bianca.

Gli attacchi agli affari e all’immagine di Israele nel mondo si sono moltiplicati negli ultimi mesi, con l’arresto in New Jersey della rete di rabbini trafficanti in organi umani sotto l’egida d’Israele e con il riconoscimento della medaglia al valor militare ad uno dei superstiti della USS Liberty, la nave americana aggredita da forze militari israeliane nel 1967.

Uno degli ultimi “affronti” a Israele è stata la pubblicazione ad opera di Richard Goldstone, capo di una commissione d’indagine nominata dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, di un rapporto sui crimini di guerra compiuti da Israele durante l’Operazione Piombo Fuso (perfino la solitamente partigianissima Amnesty International ha definito quell’attacco contro i civili come “22 giorni di morte e distruzione”).

Il tentativo di affiancare ad Obama il cane da guardia USraeliano Joe Biden, per tenerlo sotto controllo, è fallito: le dichiarazioni di Obama e quelle di Biden, particolarmente riguardo all’Iran, sono quanto di più antitetico sia possibile immaginare. Già questo sarebbe sufficiente a rendere idea dello scontro in atto ai vertici della politica americana per ottenere finalmente un affrancamento degli USA dalla servitù sionista imposta al paese nell’ultimo decennio.

Ma gli eventi più clamorosi e significativi sono forse quelli relativi all’affare della Arctic Sea, la nave russa aggredita due mesi fa da non meglio identificati “pirati” e poi recuperata grazie ad un’azione congiunta delle forze americane e russe. La storia è inquietante e preoccupante: la Arctic Sea trasportava tre missili atomici recuperati dal sottomarino russo K-141 Kursk, affondato nel 2000 nel Mare di Barents in seguito ad un’esplosione, provocando la morte di tutti i 118 membri dell’equipaggio. I missili, recuperati grazie alle attrezzature della Arctic Sea in collaborazione con le forze militari finlandesi, dovevano essere spediti in Texas, presso l’installazione denominata Pantex Plant, per essere smantellati. Ma non sono mai arrivati in Texas. Il 24 luglio, mentre transitava attraverso il Baltico (attraverso la Manica, secondo altre fonti), la Arctic Sea è stata aggredita da “commandos non identificati”, che hanno preso possesso della nave spacciandosi per poliziotti svedesi antidroga. Il 12 agosto il Presidente russo Medvedev e il primo ministro Putin hanno organizzato un incontro sul Mar Nero con il presidente finlandese Tarja Halonen. E’ stato deciso di organizzare una ricerca a tappeto della nave dirottata utilizzando “tutte le risorse disponibili” della flotta russa. “Tutte le navi e tutti i vascelli della Marina Russa presenti nell’Atlantico”, ha dichiarato il comandante in capo della Marina Russa, Vladimir Vykotsky, “sono stati schierati alla ricerca della nave scomparsa”. Da questo colossale spiegamento di forze è già possibile intuire l’importanza della posta in gioco. Fonti dell’FSB (il Servizio di Sicurezza Federale della Russia) e del GRU (il servizio informazioni delle forze armate russe) temevano che dietro l’assalto vi fosse il progetto di organizzare un non meglio precisato attentato “false flag” in territorio statunitense, simile a quello dell’11 settembre 2001, di cui incolpare – probabilmente – l’Iran per giustificare un attacco militare contro la Repubblica Islamica. Se queste fonti fossero attendibili (sottolineo il “se”, perché la prudenza, in questi casi, non è mai troppa) l’attacco sarebbe dovuto avvenire il prossimo 22 settembre. Non è difficile immaginare quali servizi segreti e quale paese stiano dietro il dirottamento della Arctic Sea. E’ certo antisemita, ma non difficile.

Fortunatamente i piani dello stato “più democratico del Medio Oriente”, per questa volta, sono andati a monte. Un’azione congiunta delle forze navali russe e americane, avvenuta il 17 agosto, è riuscita a recuperare la Arctic Sea, arrestando i membri del commando di dirottatori, i quali sono stati definiti dal Ministro della Difesa russo, Anatoly Serdyukov, come “terroristi della CIA” in possesso di falsi passaporti russi, estoni e lettoni. L’appartenenza dei dirottatori alla CIA non deve certo far pensare che il coinvolgimento di Israele nell’operazione sia minore. Scrive l’autore del sito www.whatdoesitmean.com, che si firma con lo pseudonimo di Sorcha Faal:

“Una cosa poco nota al pubblico americano, ma risaputa nel resto del mondo, è che la Central Intelligence Agency (CIA) è attualmente prossima al ‘caos totale’, visto che né l’amministrazione Obama, né i settori delle forze armate USA leali al nuovo presidente, riescono a tenere sotto controllo quegli ‘elementi deviati’ che in passato hanno lavorato in stretta collaborazione con l’intelligence pakistana (ISI) e l’Istituto Israeliano per l’Intelligence e le Operazioni Speciali (Mossad) per creare una propria organizzazione terroristica più conosciuta con il nome di Al Qaeda”.

Dopo il recupero della Arctic Sea e l’arresto dei dirottatori, il presidente israeliano Netanyahu si è precipitato a Mosca, furibondo, in quella che viene definita da fonti del Ministero degli Esteri russo come “un’infrazione senza precedenti ai protocolli internazionali”. Netanyahu ha cercato in tutti i modi di tenere segreto il proprio “blitz” a Mosca: il viaggio è stato compiuto lunedì 7 settembre con un jet privato israeliano ufficialmente diretto a Tbilisi, in Georgia, il quale però, non appena giunto nello spazio aereo russo, ha richiesto un “permesso urgente” per atterrare nella base aerea moscovita di Kubinka. Qui Netanyahu è stato ricevuto da alcuni allibiti ufficiali dell’FSB, nonché da rappresentanti diplomatici russi e israeliani, convocati d’urgenza. Nonostante le cautele, la notizia della spedizione di Netanyahu è trapelata sulla stampa israeliana: lo Yediot Achronot ha parlato della repentina spedizione del primo ministro, nonostante le fonti ufficiali continuassero a sostenere che l’improvvisa sparizione di Netanyahu il 7 settembre era dovuta alla sua presenza in una “installazione di sicurezza israeliana”. Il quotidiano Ha’aretz ha citato un “alto funzionario di Gerusalemme”, il quale avrebbe confermato la visita di Netanyahu a Mosca in compagnia di Meir Kalifi, ministro per gli Affari Militari e Uzi Arad, consigliere per la Sicurezza Nazionale d’Israele (quest’ultimo implicato in operazioni di spionaggio su suolo americano a favore d’Israele, attraverso l’organizzazione israelo-americana nota come AIPAC). Ha’aretz scrive anche che il Ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, e il Ministro della Difesa, Ehud Barak, erano stati informati del viaggio, ma avevano ricevuto l’ordine di non diffondere la notizia.

Secondo fonti ufficiose citate sempre dal sito www.whatdoesitmean.com, l’incontro fra Netanyahu e le autorità russe sarebbe stato a dir poco tempestoso. Netanyahu avrebbe richiesto, “furente”, la “restituzione immediata di tutti i documenti, l’equipaggiamento e gli agenti del Mossad” catturati nel corso dell’operazione russo-americana per liberare la Arctic Sea. Di fronte al rifiuto di Medvedev – il quale avrebbe anche minacciato ritorsioni contro Israele in caso di attacco contro l’Iran - avrebbe replicato con frasi come: “Israele è pronto a trascinare il mondo intero nell’abisso insieme a sé, se sarà necessario”, “la Russia deve guardarsi le spalle” e “non siate sorpresi quando i funghi atomici inizieranno a comparire su Teheran”.

Di sicuro sembra che il rifiuto di Medvedev sia costato caro alla Russia: dopo l’azione di recupero della Arctic Sea, il territorio russo è stato funestato da una serie di attacchi terroristici che hanno provocato finora un centinaio di morti. Il 17 agosto (lo stesso giorno del ritrovamento e della liberazione della Arctic Sea e del suo equipaggio) un attentato alla centrale idroelettrica di Sayano-Shushenskaya ha provocato una disastrosa inondazione con almeno 75 vittime; il 12 settembre un “attentatore ceceno” si è fatto esplodere presso una stazione di polizia a Grozny, provocando la morte di due agenti e il ferimento di almeno altre tre persone. Ma l’incidente politicamente più grave è stato l’attacco alla base aerea di Tambov, in cui sono conservati alcuni dei documenti segreti più importanti dell’intelligence russo. Un “commando” non meglio precisato ha attaccato la base la notte del 13 settembre, prendendo di mira simultaneamente 3 torrette di guardia poste a protezione del bunker sotterraneo e uccidendo 3 guardie Spetsnaz del GRU e due ufficiali. In meno di 15 minuti i membri del commando sono riusciti a penetrare nell’installazione, disattivare il sistema antincendio e attaccare il bunker in cui erano contenuti i file segreti con ordigni incendiari. Secondo alcune fonti, nella base sarebbero stati conservati i file russi riguardanti gli eventi dell’11 settembre 2001. L’agenzia di stampa RIA Novosti riferisce:

“L’incendio scoppiato presso la sede del Direttorato dell’Intelligence Russa è avvenuto durante la notte e ha riguardato un’area di 400 metri quadri. Due ufficiali e tre militari sono rimasti uccisi. L’incendio ha gravemente danneggiato un’unità segreta in cui sono conservati documenti di particolare importanza governativa, ha riferito una fonte, aggiungendo che il Ministro della Difesa russo ha ordinato al proprio primo funzionario, Col. Gen. Alexander Kolmakov, di recarsi sul sito. “I danni sono definiti ‘molto gravi’”, ha aggiunto la fonte”.

Questa ondata di attacchi terroristici, che ha fatto seguito all’inaudita alleanza russo-statunitense per sventare un piano dell’intelligence israeliana, sembra aver generato un ulteriore avvicinamento tra le autorità di Washington e quelle di Mosca. E’ del 16 settembre la notizia di un colloquio tra Putin, Obama e il primo ministro canadese Harper, volto a fronteggiare una “emergenza senza precedenti” generata da una politica israeliana “finita totalmente fuori controllo”. La riunione è stata convocata dopo che Israele aveva interrotto tutti i negoziati con l’inviato di Obama, George Mitchell, a seguito della pubblicazione del già citato rapporto di Richard Goldstone sui crimini commessi da Israele durante l’operazione Piombo Fuso. La situazione è stata resa ancora più preoccupante dalle ">dichiarazioni rilasciate alla Reuters dall’ex ministro della difesa israeliano Ephraim Sneh (alleato del leader dell’opposizione israeliana, Tzipi Livni, che Netanyahu ha sconfitto alle scorse elezioni) secondo il quale sarebbe imminente un attacco di Israele alle installazioni nucleari iraniane nel caso in cui Stati Uniti ed Europa non si decidessero ad inasprire le sanzioni contro la Repubblica Islamica.

E’ nel corso di questi colloqui che Obama ha acconsentito, a sorpresa, a rinunciare allo “scudo” missilistico che, nelle intenzioni dell’amministrazione Bush-Cheney, avrebbe dovuto essere posizionato in Polonia e Repubblica Ceca allo scopo di “circondare” la Russia.

Putin, dal canto suo, ha dichiarato di rinunciare al progetto di una nuova supervaluta che avrebbe dovuto sostituire il dollaro negli scambi internazionali, riposizionando le proprie richieste sulla domanda di una pluralità di valute accanto al dollaro. Putin – per mezzo del Ministro delle Finanze russo, Alexei Kudrin - ha inoltre rinunciato alla causa da 22 miliardi di dollari intentata alla Bank of New York, di proprietà della famiglia Mellon, accontentandosi di una cifra simbolica per le “spese processuali”, pari a 14 milioni di dollari. La causa contro la Bank of New York, se condotta a buon fine, avrebbe creato ulteriori difficoltà alla già traballante politica economica del presidente americano.

Come si vede, i colloqui russo-americani hanno dato luogo a risultati di notevole rilievo in tempi brevissimi, il che non può non far pensare ad un’alleanza tattica o strategica per fronteggiare una minaccia comune. Un diplomatico russo che ha voluto restare anonimo avrebbe dichiarato: “Mai nel corso della storia avevo visto così tante e profonde divergenze tra noi e gli americani appianarsi in un tempo così breve... e di questo dobbiamo ringraziare Israele”. Se davvero (ma lo si prenda con tutte le cautele possibili) dietro questi accordi ci fosse la necessità di fare fronte comune contro una politica israeliana finita fuori controllo, staremmo senz’altro assistendo al più rivoluzionario rivolgimento di politica internazionale degli ultimi 40 anni. In ogni caso se l’idea di un Obama “salvatore del mondo” continua ad essere sciocca ed ingenua, penso che anche quella di un Obama mero “continuatore” del progetto neocon con mezzi più subdoli sia da mettere definitivamente in soffitta di fronte a questi avvenimenti. A meno che, naturalmente, la progettualità fraudolenta dei padroni del mondo non si muova per strade così tortuose ed astute da rendersi irriconoscibile anche all’analisi più disincantata.

Gianluca Freda

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/

Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-09-20

20.09.2009

Commenti (36)

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    1. vic 21 settembre 2009

      La Russia importa a man bassa conoscenze scientifiche daglia USA!

      Le sue se le tiene ben strette, anche per il fatto che pochissimi negli USA leggono il cirillico.

      Saluto

    1. Sassicaia 21 settembre 2009

      Lo so caro vic che non fu lui a sparare,che fu solo un capro espiatorio,
      infatti il senso del post era ironico:volevo dire che in Usa quando tocchi
      certi interessi la congiura per eliminarti e' sempre dietro l'angolo,che poi
      sia la cia,l'fbi o qualche servizio segreto ad occuparsene poco importa:
      in alcuni ambienti "progressisti" americani si sostiene che il piano per
      far fuori Obama sia gia' pronto e non stento a crederlo.Vedrai che la
      colpa ricadra' su un novello Oswald:i sicari della cia non si firmano mai.

    1. vic 21 settembre 2009

      Cosa succede veramente dietro la cortina degli episodi che sappiamo/non sappiamo?

      In Russia e' abbastanza chiaro: sono realisti e tirano per la loro strada. Non per niente Putin, tanto disprezzato da noi, la' gode del 80% dei consensi o giu' di li'. Medvedev e' tutt'altro che uno sciocco incolto ispirato da Dio, tanto per paragonarlo con un recente "grande".

      Negli USA, abbiam pazienza con Obama. E' vincolato da talmente tanti lacci che prima di liberarsene ce ne vorra' un bel po'. Il vero Obama vien fuori alla distanza, sempre che ce la faccia a tenere sulla distanza. Comunque lui e' dove si trova non solo per merito personale ma anche per il fatto che dei "realisti" han capito il dissastro combinato dai "pazzi" neocon. Per ora la svolta di Obama e' di tipo realista. Troppo presto per dire se e' in atto un nuovo corso tutto suo.

      Degli episodi inquietanti occorsero anche nel 2005. Anche allora si parlo' di nucleare. Saltarono delle esercitazioni, saltarono delle teste altolocate. Assai probabilmente gia' allora i "realisti" ce la fecero a fermare i "pazzi", all'interno degli USA. E ci han risparmiato uno spettacolo pirotecnico nucleare.

      Par di capire che all'interno di Israele sia in corso un braccio di ferro dello stesso genere. Dove pero' i "pazzi" son ben piazzati, non intendono mollare ed in piu' sono "molto pazzi".

      Par anche di capire che USA e Russia, con dei leader che finalmente non sono degli idioti, riescano a parlarsi e ad accordarsi su come mettere la camicia di forza ai "molto pazzi" Israeliani. Non dimetichiamo che costoro scorrazzano liberamente anche nei nostri paesi, entrando ed uscendo da porte che dovrebbero essergli precluse.

      Perche' non prendere la palla al balzo e fare un po' di chiarezza anche li'?
      Basterebbe dirgli: "non vogliamo troppi molto pazzi in giro, troppo e' troppo, tornate a casina"

      Saluti

    1. AndFinallyWillBeZeitgeist 21 settembre 2009

      Ottimo articolo! Solo una precisazione, correggere "11 settembre 2009" con "11 settembre 2001" nel paragrafo "Fonti dell’FSB (il Servizio di Sicurezza Federale della Russia) e del GRU (il servizio informazioni delle forze armate russe) temevano che dietro l’assalto vi fosse il progetto di organizzare un non meglio precisato attentato “false flag” in territorio statunitense, simile a quello dell’11 settembre 2009, di cui incolpare – probabilmente – l’Iran per giustificare un attacco militare contro la Repubblica Islamica."

    1. radisol 21 settembre 2009

      Ripeto, odio il "complottismo" e non sono amante delle "resistenze islamiche" .....

      E non credo assolutamente, facendo una analisi "di classe" e non di tipo geopolitico, che "il nemico del mio nemico" sia automaticamente amico mio ....

      Ma la vicenda del traffico d’organi gestito da elementi dell’esercito israeliano non è una bufala ... è oggetto di indagine da parte della magistratura Usa - visto che gli organi erano destinati soprattutto lì - che ha già compiuto notevoli arresti .....

      Naturalmente, anche in caso di una cosa infamante come questa che investe una istituzione di Israele, forse la più importante per quello stato, l’esercito .... è ovviamente sbagliatissimo parlare, come fa Freda, di "ebrei", quasi come se la cosa riguardasse una intera etnia, ammesso poi che il termine "etnia" sia corretto nel caso specifico ...

      Ma questo non c’entra con la ricostruzione dei fatti legati alla nave in questione e con le successive vicende che Israele non ha assolutamente smentito ....

      Che poi, alla fin fine, ho la netta impressione che il problema di chi cerca di ridicolizzare queste ricostruzioni non sia tanto una certa "orticaria" naturale - che prende anche il sottoscritto - quando ci si butta nel "complottismo" .... e soprattutto quando questo "complottismo" - è il caso di Freda ma non certo quello di Giulietto Chiesa - in qualche modo riecheggia la retorica nazifascista sulla "lobby ebraica" ecc. ecc.

      Quanto piuttosto il non volere ammettere che Obama è comunque cosa assai diversa da Bush .... nulla di rivoluzionario ma comunque cosa assai diversa ....

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      K. ----------------------------------------------------------------------------

      http://bellaciao.org/it/spip.php?article24893#forum18797

    1. maumau1 21 settembre 2009

      Ovvio quindi che attaccare l'Iran sia priorità sionista..che vuole ricreare il grande Israele (comprando come già sta facendo parte dell'Iraq curdo e garantendosi un passaggio attraverso i territori occupati e parte della Siria anche lei stato canaglia non per nulla!!)anche perchè la natalità israeliana è tra le più alte al mondo(4-5 a famiglia) la crescità industriale anche ,quindi serve ad Israele nuova terra...e non gli bastano più i territori occupati..
      senza deimenticare che gli servono anche giacimenti petroliferi senza dover soffrire l'approviggionamento da sempre una maggiore ostitilità nel mondo arabo ed anche l'Arabia Saudita ed il Kwait potrebbero rifiutarsi di vendergli petrolio...per tenere buone le popolazioni..
      I territori curdi sono ricchi di petrolio per buona parte ancora inesplorati
      e se li stanno accapparando comprandoli...ma poi bisognerà collegare Israele all'Iraq attraverso una specie di corridoio questo vuole fare Netanyahu,non l'ha mai nascosto,l'Irgun,di cui era importante membro voleva ricostruire il Grande Israele della Bibbia.
      Una volta aver sottomesso o reso inoffensivo l'Iran(con l'aiuto imprescindibile USA anche solo passivo anche se contrario come al solito non gli si metterà contro all'ONU con risoluzioni di condanna!) potrà procedere..anche perchè la potenza militare non è quella di un piccolo stato ma quella della quarta potenza nucleare al mondo insieme alla Francia..
      e dice bene Netanyahu quando ammonisce la Russia che anche se dovesser soccombere visto che dietro l'Iran c'è la Russia,loro trascinerebbero con se piùstati possibili visto che avendo 200testate nucleari e lanciatori Jericho 3 possono farlo ,visto che hanno una gittata di 7000km ossia possono arrivare anche a Cina e Russia oltre che Europa e non è che puoi porteggere l'intero mondo con missili s-300 quindi sarebbe cmq una guerra con moltissime vittime civili...

      d'altronde ripetendo la strategia di illustri professori e strateghi militari che insegnano anche in USA,nelle accademie militari,quindi non un pazzoide isolato, Van Creveld
      qui l'intervista all'Elsevier,settimanale olandese in cui afferma che se Israele venisse minacciato di ritorsione da parte di paesi arabi loro lancerebbero i loro missili sull'Europa che non ha fatto niente per difenderla..come dire il classico muoia sansone con tutti i filistei..come dire che l'Europa cristiana da sempre ,per loro,nemico di Israele(in quanto i papi li avrebbero perseguitati e l'impero romano distrutti e quindi classificati come amalechiti http://en.wikipedia.org/wiki/Martin_van_Creveld )
      ..

    1. Cornelia 21 settembre 2009

      I pazzoidi biblici direbbero che è un altro passo verso Armageddon... ricordate Gog e Magog? :D

    1. maumau1 21 settembre 2009

      si ma il capo consulente di Obama è Immanuel Israel Rahm figlio del noto terrorista dell'Irgun(mai rinnegato) ,gruppo di estrema destra israeliano che udite udite aveva come membro di spicco lo stesso Netanyahu ,basta fare una ricerca su wikipedia tra i membri famosi dell'Irgun.
      Quindi il filo diretto tra gli estremisti israeliani e Obama è certo!!
      Anche all'interno della CIA c'è ovviamente una lotta e spesso Obama si accoda alle decisioni e alla fazione vincente ..
      l'abbiamo visto nel golpe Honduras organizzato dalla CIA(o dalla sua fazione vincente che è sempre la stessa da 50anni o giù di li visto che sta rispolverando la stessa politica nel sud america e non solo!)mentre ufficialmente Obama faceva finta di opporsi..però nessun ambasciatore è stato ritirato(come invece hanno fatto stati europei) non sono stati interrotti gli scambi commerciali..

      Ecco non vorrei che con Israele fosse la stessa cosa...
      ovvio che la Russia ha per gli USA un peso ben superiore sia come possesso di armi(non dimentichiamolo mai!!)sia come risorsa energetica(molte della materie prime USA ,di difficile reperimento,soprattutto metalli vengono importati dalla Russia ed un embargo la metterebbe in ginocchio subito!)sia appunto nei ruoli creatisi in questa crisi dove appunto i paesi del Bric guidati da Cina e Russia chiedono una nuova moneta,la Cina è legata agli USA soprattutto economicamente,ma alla Russia interessano altri tipi di scambi che non sono economici,visto che la Russia importa quasi nulla dagli USA,visto che è indipendente energeticamente e come materie prime,visto che gli interessano poco anche i dollari...non rimane che un interesse strategico come moneta di scambio con gli USA,ossia riduzione della pressione ai confini(quindi via scudo spaziale che era invero il pretesto per l'installazione di missili nucleari di ben altra pericolosità non un ridicolo ed inutile scudo spaziale!) blocco dell'invasione Israele-Usa all'Iran..più nell'interesse israeliano che americano visto che hanno due enormi stati ancora da pacificare e quindi rendere sfruttabile economicamente come l'Iraq e l'Afghanistan e che per ora l'Iran per gli USA sarebbe solo un altro pantano che potrebbe definitivamente far crollare la potenza militare ed economica USA.
      ...

    1. vic 21 settembre 2009

      Sarebbe fortunato se fosse un Lee Harwey Oswald.

      Egli era una tremenda schiappa nel tiro, inoltre disponeva di un fucile letteralmente da 4 soldi, si comprava per una decina di $. E il suo esemplare era talmente scasso, che i tecnici incaricati della perizia balistica dovettero "ripararlo" per poterlo provare. Provatolo, nessuno riusci' ne' a mirare come si deve (anche perche' c'era una pianta frammezzo) ne' a sparare i famosi tre colpi nella sequenza richiesta.

      Mettiamolo col lupo cattivo di cappuccetto, va', il povero Patsie Oswald.

      Cordialmente

    1. Tonguessy 21 settembre 2009

      Gianluca Freda, si legge sul suo sito, è un "semplice" professore che insegna. Bene, ce ne vorrebbero almeno un migliaio di "semplici" professori che insegnassero alla popolazione dei venduti per eccellenza (vedi "Crescete e prostituitevi" di Beha, uno dei pochissimi che ancora tiene alta la bandiera del giornalismo made in Italy) come si fa il giornalismo.

      I miei complimenti, e l'augurio che non se ne vada via dall'Italia per via della Gelmini e del "riordino" dell'istruzione, ma che continui a fare questo giornalismo

    1. Sassicaia 20 settembre 2009

      O forse piu' semplicemente necessitava di un divano

    1. Sassicaia 20 settembre 2009

      Temo che per il bravo presidente Obama sia gia' pronto un nuovo Lee
      Harvey Oswald,resta da vedere dove e quando.

    1. myone 20 settembre 2009

      Si sentono le notizie ma non si riesce a fare colllegamenti, non sapendo i retroscena.

      Israele isolato dalla politica americana, che si sta pulendo dentro e fuori dal mossad-cia

      pronti a creare una peggior causa per far fuori l' iran, con un' esplosione nucleare negli usa.

      Usa e russia che si coalizzano. Israele che minaccia un baratro mondiale, anche se ci cadra' pure la sua nazione, ma l' iran va tolto.

      Congetture, verita', e tanto altro, da vedersi di giorno in giorno.

      Depotenziare isdraele, e' attuare due manovre:

      1 ) Isolarlo politicamente e militarmente come aiuto

      2 ) Renderlo con meno potere finanziario nel mondo e quindi negli usa.


      Ci sono due eventi che avverranno, cosi dicono i detti che non sbagliano:

      1) Una frode, un inganno ( e a questo punto coalizzato dai piu' contro israele)

      per sottrargli il potere negli usa e nel mondo, fregandolo con le borse

      2) Una coalizione quasi totale, militare, contro lo stato ebreo.



      Sembra che questa faccenda e queste misure, abbiano preso una piega, e evidenzino un cambiamento,

      che puo' o potra' portare a questo.

    1. Fuoridalcoro 20 settembre 2009

      volevo dire "stancati" di aspettare....
      Già che ci siamo, mi piacerebbe sapere l'opinione di chi giudica queste analisi "spazzatura"....forse costoro sono convinti che l'Arctic Sea trasportava mobili Ikea e che Netanyahu è corso a Mosca perchè aveva finito la vodka...

    1. Fuoridalcoro 20 settembre 2009

      Disanima ineccepibile. Tra l'altro mi ero perso di notare il numero di "incidenti" e attentati con cui la Russia è stata ammonita nei giorni più caldi.
      (A proposito di attentati a centrali idroelettriche....da qualche parte conservo ancora, e vedrò di condividere con voi, un articoletto mi pare del 2002 uscito su di un giornale locale in cui si riferisce che strani turisti con passaporto israeliano avevano destato sospetti per il loro interessamento soprattuto fotografico ad una diga qui del nord-est..)
      Comunque il Sig Freda riesce a riunire in una panoramica ben chiara quegli elementi che Giulietto Chiesa aveva appena esposto nell'articolo precedente. Ma interessante è la sottolineatura del cambio di direzione politica operato da Obama. Concordo sull'esistenza di due schieramenti tra i controllori del pianeta. Probabilmente possiamo in soldoni suddividerli tra i duri e puri che vogliono subito l'Armagheddon (sapete....quelli che da 2000 anni aspettano e ormai si sono aspettati di aspettare.... ;) e quelli che vogliono godersi la bella vita ancora per un ragionevole lasso di tempo....

    1. obender71 20 settembre 2009

      Basta rovistare nel bidone della spazzatura di Sorcina Faal!

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