Kali Yuga

Kali Yuga

Di Alceste, alcesteilblog

Roma, 30 gennaio 2023 Come può la sinistra sostenere un comico ebreo appoggiato da milizie e gruppi apertamente nazionalsocialisti? I vaccinatori sono fascisti? Come è possibile che il comunismo, morto nel 1989, risorga e venga recato avanti da turbocapitalisti? Se la Prima Repubblica fu anticomunista, e sostenuta da ambienti NATO, perché tali ambienti procedettero alla distruzione dei partiti anticomunisti e insediarono sul trono, dal 1992, i comunisti? Perché la fascista Meloni è concettualmente solidale con Enrico Letta in politica estera? Come può accadere tutto questo, si domanda disperato il micco online. Non ha senso! L'avrebbe se si smettesse di giudicare per categorie e secondo il tifo. Ogni cosa, allora, tornerebbe a una terrificante ragionevolezza. Il nazismo, il fascismo, il comunismo, il liberalismo … non esistono … o, se son esistiti, in una fugace contingenza, hanno goduto il rilievo della moda delle borsette arancio mattone presso le borghesotte col tacco 12 … Ma non è possibile! Non è possibile! Tutto è possibile, se è logico … i protagonisti della storia novecentesca, apparentemente conflittuali, obbedivano evidentemente a Qualcosa d’Altro … qualcosa di radicato e definitivo che li inchiodava a certi comportamenti e non ad altri … ciò non toglie che i milioni si scannarono in buona fede, come in buona fede sembra l'omuncolo online ... L’Uomo calpesta la Terra da milioni di anni: volete che siano cambiate le sue losche attitudini da quando roteava ossa di bufalo? Per tacere di categorie da ier l’altro, fascisti socialisti liberali dirigisti antidirigisti … pallide carnevalate dell’Usura … Pian piano, come ratto dalla fessura d’un impiantito prossimo alla marcescenza, fece capolino l’Economista, maschera da commedia dapprima relegata negli stambugi dei dipartimenti tecnici. Novelle inaudite. L’Italia - Egli affermò - ha troppe piccole imprese. Molte agnatizie; o addirittura strettamente familiari: papà mamma e figli. Come possiamo, dunque, reggere l’urto delle multinazionali in una prossima era globale? Occorre aprirci. A favorire le grandi concentrazioni. I giganteschi flussi monetari. Lubrificando l’orifizio d’entrata nei riguardi dei mercati internazionali e transnazionali e sovrannazionali et cetera. Solo così sopravviveremo. Insomma, poppolo mio, mi rivolgo a Te direttamente: dobbiamo aprirci. Come? L’ho già detto? E allora lo ribadisco. E così sia. Dai giornali, dalle televisioni, dalle radio, da Bolzano a Capo Maluk s’iniziò lentamente a martellare: siamo troppo piccoli, provinciali, sparsi sul territorio, si deve privatizzare, crescere, inglobare, concentrare, ingrandire … e aprire … Gli squittii, da cacofonia assordante, si composero finalmente in un coro angelico d’entusiastica asseverazione. I primi supermercati, ipermercati, centri commerciali … i primi trust, svendite, fusioni … gli approcci, dapprima timidi, poi via via più spinti, in pochi lustri ci trasformarono, a forza d’aperture, nella baldracca d'Europa. Trent’anni riassunti in step motion: la multinazionale induce il povero bottegaio all’elusione fiscale. La multinazionale rilancia, tagliando spese, costi ed esseri umani. Il bottegaio contrasta come può, riducendo qualità e fregando il prossimo ovvero il cliente. La multinazionale, che tiene il banco, getta sul piatto offerte dumping da capogiro. Il bottegaio sconta, si restringe, licenzia garzoni e commesse, vende peltro per argento, lucra meschinamente negli angoli del microcapitalismo bottegaio, erige trincee fiscali, bara sul resto a nonno Gianni che da mezzo secolo va da lui a prendersi il caffè. Muore nonno Gianni. Il digitale esentasse cala la ghigliottina finale. Il negozio chiude. Gl'Italiani erompono: “Era ora! Il futuro è veloce, sicuro, economico! Ho ordinato le ciabatte da mare, le mutande di Armani, il libro della Littizzetto e mi è arrivato in giornata! C’era un difetto e mi hanno rimborsato subito! Una mail di scuse gentilissima! I cuscini da piscina li ho presi su Lady Godiva a 2,99 … meno male … da Marisa lo sai a quanto stavano? A 4.00 … sembra poco, ma …”. Intanto l’Economista, che assomiglia un poco a nonno Gianni, si gode i milioni delle multinazionali, sistema la famiglia nell’Apparatčik nazionale e va in pensione ammonendo i nipoti su quanto siano insensibili gli Italiani. Altri e nuovi economisti, pagati con ciabatte da mare e mutande di Armani a prezzo scontato, certificheranno il fenomeno della sparizione delle microimprese quale “inevitabile conseguenza di un inevitabile sviluppo storico-economico”. Il piccolo patriziato impiegatizio, gendarmi infermieri passacarte e mezzemaniche, involontario carnefice del Paese, nemmeno si rende conto del processo innescato: lo svuotamento di senso dello Stato. Lo Stato nazionale aveva già usurpato il ruolo spirituale dell'Italia; ora residua, a pochi decenni dalla creazione, a puro guscio di un’entità aliena che ne sfrutta esclusivamente i tentacoli repressivi. Polizia e fisco ovvero gendarmi e burocrazia … verboten verboten verboten … Usura e Repressione … ovvero, in neolingua, Democrazia e Libertà, a questo è ridotto il cosiddetto libero cittadino nel libero Stato … che, già nella formulazione massonica, il cittadino veniva implicitamente considerato un non-italiano poiché cittadini possono diventarlo tutti, a differenza dell'Italiano ... un espatriato, quindi, un esule in casa propria, un abusivo. E pensare che c’è chi invoca più Stato … dov’è lo Stato … ci serve lo Stato … i terremotati son ancora sotto la neve: lo Stato che fa … citrulli über alles … non s’accorgono che è proprio questo lo Stato ... cioè lo stato delle cose attuali … è lo Stato a far saltare in aria i magistrati veri, a crivellare gli ultimi statisti, a lasciare col culo al freddo i propri con-cittadini … e ci gode pure. A mio avviso, a grattare la questione sin ai fondamenti, l’evasione fiscale nemmeno esiste … intendo: una volta che hai abolito le eterne pietre miliari come l’oro e i metalli preziosi … la moneta ritorna sempre al banco … in qualsiasi forma vogliate … allo Stato, forse … se non peggio …”. Così, una volta, osai … durante un sonnacchioso incontro sulla letteratura inglese dell’Ottocento … Una menade ivi presente, di cui manco rammento il nome (Mariaelena Fagiolini Dell’Orto?), abbandonato momentaneamente il territorio d’elezione (genere: "La Fregna Martire ovvero il femminismo come reazione all’ingiustizia patriarcale connaturata alla nascita dell’uomo: dall’ameba a Trump") aprì da subito i fanali mascarati dell’indignazione: ma come! ma cooomeee! … lanciandosi, poi, la giugulare debitamente rigonfia, lungo i prestabiliti sentieri dell’evasione del fabbro, del dentista e del leguleio. Lasciai perdere. Le vie dell’economia non mi va di trattarle convenientemente poiché le ritengo secondarie. Posso annotare questo: presto non vi saranno né avvocati né commercialisti; e nemmeno dentisti: almeno non nell’accezione data dall’isterica. Fabbri e falegnami? Già spariti. Andiamo verso l’evasione 0 … e, poiché il denaro non controllato, almeno negli ultimi trent’anni, pareva l’unico in grado di smuovere l'economia interna, si avrà, inevitabile, la morte d'essa. In un mondo gestito come un alveare automatizzato a cosa potrebbero servire commerci, spostamenti, proprietà, soldi e transazioni se non a infastidire la Monarchia Universalis? La signora Liliana Segre si lamenta: “Una come me ritiene che tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella”. Sì, inevitabile. Si tratta dello Spirito dei Tempi, quello vero e subdolo, che gonfia le rane e le ranocchie della storia a proprio piacimento. L’Ebreo Addolorato servì, ora non serve più. I bugigattoli del Potere sono pieni di tali cianfrusaglie. Ne accennai in L’Olocausto in soffitta (segnali dal Mondo Nuovo), ma, evidentemente, i piagnistei alla Spielberg erano ancora troppo cocenti: si aveva paura persino a nominarlo, l’Olocausto. Il Mondo Nuovo, però, non sa che farsene né dei piagnistei né della storia né degli Ebrei Addolorati né, presto, degli Ebrei tout court: sono serviti, alcuni di loro serviranno ancora, visto il loro genio nell’invertire le frittate psicologiche, presto non serviranno più. Il cappottino rosso di Schindler’s list farà la fine del cane impagliato de Il Gattopardo. Nei decisivi trapassi storici ciò che fu utilizzato strumentalmente si butta via: “Battista, mi liberi di questo ciarpame!”. Le pagine finali de Il gattopardo sono il grumo concettuale del capolavoro di Tomasi di Lampedusa. Il potere si riorganizza sotto altre spoglie; ciò che prima lo rappresentava viene, perciò, liquidato. Gli antichi simboli, i lares, i capisaldi: tutto al macero. “Il prelato anziano che la mattina del 14 maggio si recò a villa Salina era quindi un uomo buono ma disilluso che aveva finito con l’assumere verso i propri diocesani una attitudine di sprezzante misericordia … fu cortese ma freddo e con troppa sapiente mistura seppe mostrare il proprio rispetto per casa Salina e le virtù individuali delle signorine unito al proprio disprezzo per la loro inettitudine e formalistica devozione”. Qui si ritrova l’altrettale disprezzo di Jorge Bergoglio, oramai lanciato verso la religione del Mondo Nuovo, ecumenica e insulsa, contro gli antichi fedeli in Cristo. Per lui quell’Ebreo che rovesciava i tavoli nel Tempio ha un che di fastidioso: tanto da apparirgli un Cristo per caso: ben altri Unti, oggi, gli premono … Il prelato anziano non sa che farsene della fede delle tre sorelle Salina. Le rispetta, come oggi il CEO di Pfizer può rispettare Liliana Segre, ma il Potere ha cambiato casa: sono arrivati Garibaldi, l’Unità d’Italia, the new world. Egli procede, quindi, coerentemente, alla messa in liquidazione dell’armamentario simbolico di quel mondo in dissipazione: “A mio parere l’immagine della Madonna di Pompei occuperà degnamente il posto del quadro che è al disopra dell’altare, il quale, del resto, potrà unirsi alle belle opere d’arte che ho ammirato traversando i vostri salotti. In quanto alle reliquie lascio qui don Pacchiotti, mio segretario e sacerdote competentissimo … e quando deciderà sarà come se lo avessi deciso io stesso … [Don Pacchiotti] era stato allievo della Scuola di Paleografia Vaticana, inoltre era piemontese … Dopo tre ore ricomparve … con un’espressione di serenità sul volto occhialuto … ‘Sono lieto di dire che ho trovato cinque reliquie perfettamente autentiche … le altre sono lì’ disse mostrando il cestino … ‘E di quel che c’è nel cestino cosa dobbiamo fare?’ ‘Assolutamente quel che vogliono … conservarle o buttarle nell’immondizia; non hanno valore alcuno”. Don Pacchiotti, già nel nome un sazio rappresentante dello scetticismo massonico montante, avvia la liquidazione. L’Antico Mondo della famiglia Salina non ha più senso: al pari di credenze ritenute fin lì indiscutibili: persino uno degli amati Lari di famiglia - Bendicò - è sentito come inservibile; il futuro preme, e il passato, che più non protegge coll'esangue sua apotropaica, non fa che suscitare sensazioni di sconfitte inguaribili: “[Concetta] continuò a non sentire niente: il vuoto interiore era completo … financo il povero Bendicò insinuava ricordi amari. Suonò il campanello. ‘Annetta’ disse ‘questo cane è diventato veramente troppo tarlato e polveroso. Portatelo via, buttatelo’. Mentre la carcassa veniva trascinata via, gli occhi di vetro la fissarono con l’umile rimprovero delle cose che si scartano, che si vogliono annullare … quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l’immondezzaio visitava ogni giorno: durante il volo giù dalla finestra la sua forma si ricompose in un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell’aria un quadrupede dai lunghi baffi e l‘anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida”. Quante strida, quanti clamori … ora, però, la Shoah se ne va nell’inghiottitoio della dimenticanza. Si avvertano cineasti, storici, turiferari e sguatteri fabbricanti di lacrimatoi. Sarà uno spettacolo incredibile, silenzioso e colossale. La sparizione dell’Olocausto avverrà sotto gli occhi di tutti senza che tutti - a eccezione di una manciata di eletti, mi si perdoni il calembour - se ne accorgano. La senatrice Segre annusa l’aria e si fa pessimista. Per sua sfortuna - è una mia illazione, però - attribuisce il fenomeno, impossibile persino a concepirsi sino a qualche anno fa, alla causa sbagliata. Non vorrei che se la prendesse con l’indifferenza degli Italiani (Gramsci), col fascismo innato degli Italiani (Eco) o addirittura con l’antisemitismo degli Italiani che mai è esistito per un semplice fatto: che gli Ebrei sono fra noi da prima di Cristo e, dopo un par di millenni di persecuzioni, ancora sono fra noi, spesso in luoghi eminenti del Paese, a concionare da par loro sulle fanfaluche a (loro) congeniali. L’antisemitismo è l’ombra portata degli Ebrei stessi, se ne rendano conto fuor del delirio vittimistico hollywodiano che li pervade: a meno di non voler concepire un complotto mondiale di popoli e nazioni che li hanno sulle scatole da millenni: un po’ difficile da dimostrare, però. Complotto che, a sua volta, ha indotto qualcuno a pensare che vi sia un complotto speculare di rabbini con le pulci nelle barbe ... per fortuna tutto questo vociare si sta lentamente spegnendo. L’Illuminismo Nero volge alla fine, ora siamo nel Totalitarismo Casual che non sa che farsene di tali accensioni. Anche Israele prima o poi dovrà capitolare. Una presidente alla Knesset è l’ideale per lo scurdammoce ‘o passato … anche la partecipazione della Palestina ai Giochi Panasiatici, con un bel bronzo simbolico, sarebbe un bell’acchiappo … il tifo spiana le montagne … certo, ora son macigni, ma con la buona volontà diverranno sassetti. Non vorrei, però, che mi si prendesse per nemico di Liliana Segre. Per mia costituzione - è indizio di salute morale - odio la vana petulanza quanto amo le vittime; come lei, Liliana. L’avventuroso nostos da Ravensbrück di Liliana avvenne, infatti, in compagnia di un’amica, Graziella. Liliana Segre, di alto lignaggio e censo, e Graziella Coen, una semplice ragazza di borgata, anche lei appena adolescente. Le due rimasero in contatto per anni, condividendo ricordi e parte della vita adulta durante la pace dolcissima; poi, forse, il divario di classe si fece sentire. E il tempo sgretolatore prese a lavorare animi e vicende. Graziella si trasferì fuori d’Italia, in Sudafrica. Il papà, la mamma e tre fratelli s'erano spenti nei campi tedeschi. In borgata, a Roma, i Coen avevano abitato in una casetta minima, accanto alla locale Casa del Fascio. La famiglia subì le discriminazioni delle leggi del 1938, peraltro abbastanza lasche in periferia, ma nessuno si sognò di torcergli un capello. Andò peggio agli Americani di origine giapponese dopo Pearl Harbour. Solo l’armistizio e l’occupazione germanica della città dal 10 settembre 1943 originarono la persecuzione mortale. Con tale episodio non voglio significare nulla. E nemmeno spiegare l’Olocausto in quella piccola porzione d’Italia che è Roma; solo dire qualcosa sul corpo secolare degli Italiani nonostante gl’inevitabili delatori, i sicari nell’ombra, i sicofanti e gli assassini. Oggi sei pietre d’inciampo ricordano la famiglia Coen. Dopo 78 anni chi avrà dato l'impulso ad apporle? Forse un Giusto? Ho sempre amato risiedere nell'inattuale. E fare il contrario del contrario. Anche la mafia s'acconcia alla fine di Bendicò. Prima serviva, ora non serve più. Evidentemente la sua posizione, come quella d’una colf cingalese, si sta lentamente regolarizzando. L’arresto di Matteo Messina Denaro, uomo integerrimo e latore di bancomat, greenpass e identità digitale, sta lì a dimostrarlo. Dopo una latitanza dorata, la dolce consegna ai gendarmi: un po’ dimessa, in verità, rispetto a quella, assordata da tricche-tracche e putipù, del vecchio Totò Riina. Allora si era in fase di spettacolarizzazione, oggi la recita è sotto gli occhi di tutti e va avanti con la pura forza dell’incanto. Un mondo si chiude, se ne apre un altro. I furori, i libri, le accuse, i morti: ogni massacro dimenticato, quale sogno fuggevole. I simboli antimafia, poi … vedrete che risate. Li avvieranno, come rifiuti cimiteriali, al debito compostaggio della storia. I cortei, le lacrime, i filmini, il giudice ragazzino … gli Occupanti hanno spedito l’Anziano Prelato e i Don Pacchiotti d’ordinanza … presto anche i pasdaran si acconceranno al nuovo corso, in fondo fanno parte della medesima risma solo che, fedeli alla consegna, aspettano diligenti le indicazioni per l’uso. 9 maggio 1978: in una Renault è rinvenuto il cadavere crivellato del presidente del Consiglio della Repubblica Italiana Aldo Moro, sequestrato il precedente 16 marzo. Le Brigate Rosse, autrici dell’assassinio, sono all’apice della potenza. 28 marzo 1980: i Carabinieri coordinati da Carlo Alberto Dalla Chiesa fanno irruzione nel covo genovese dell’organizzazione. Lo scontro a fuoco lascia per terra Dura, Panciarelli, Betassa e Annamaria Ludmann. L’inizio della rapidissima fine, al netto di qualche anarchico colpo di coda. Le Brigate Rosse servirono, ora non servono più. 3 settembre 1982: Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto antimafia di Palermo, è massacrato assieme alla moglie. Servì, ora non serve più. Di qui la macabra locuzione: servitore dello Stato. A quel tempo il PCI è già defunto, così come la DC. Il PSI è temporaneo partitino casual. 1992: viene liquidato l’intero corpo amministrativo-economico d’Italia. Servì, ora non serve più. 2023: l'Italia stessa è posta all'incanto, i cartelli del prezzo scontato appiccicato sulle vetrine. Nei social ci si indigna per gli antisemiti, l'omotransfobia e gli evasori fiscali. La legge recita, spietata: più facile trovare un cumulo di merda che una colonna corinzia. I due stati della materia, nettamente evidenti a chiunque, non vengono, però, ben compresi dalle moltitudini nella loro intima natura. Il primo è talmente facile da osservare che, a qualsiasi livello d'esistenza, sia fisica che spirituale, non facciamo che ritrovare merda; tanto che gran parte del creato è in sospetto d'esser così costituito. Poi vi è il miracolo della colonna corinzia (è un esempio banale, da liceali; mi si perdoni). La distillazione di tale forma ha richiesto centinaia di migliaia di anni, millenni di prove e selezioni, la nascita di un genio e di un gusto e poi quella, decisiva, di una bottega che non lasciasse sfiorire tale orchidea. Prove, selezioni, millenni: combinazioni che hanno una probabilità minima di inverarsi, al limite dell’infinitesimo. E tuttavia noi possiamo vederlo, di fronte a noi: il toro, la rastrematura, le foglie d'acanto ... Siamo degli eletti posti di fronte a uno spettacolo formidabile. Per questo le colonne corinzie furono un tempo custodite nei musei e la merda relegata in fondo alle turche. Ma la merda dilaga. La si trova dappertutto, anche nei musei, per la nota legge dell'inversione postmoderna. L’Arcinemico ci si rivoltola dentro come un cinghiale negli acquitrini delle fogne comunali: “Palazzo Strozzi torna al contemporaneo con Ólafur Elíasson … uno dei più originali e visionari artisti contemporanei … che nei suoi progetti coniuga fotografia, pittura, scultura e media digitali … Ólafur Elíasson vuole mostrarci l'invisibile. Vuole farci sapere che esistono arcobaleni nell'oscurità, che l'orizzonte muta continuamente. Non gli basta farci capire la crisi climatica, ma - più pragmaticamente - ci spinge ad avvertirne l'urgenza”. Elíasson, ovviamente danese, cioè una nullità, propone installazioni immersive e altre trovate mirabolanti: un pezzo di ferro di cantiere in Val Senales (land art) che nessuno visiterà e di cui nessun assessore alla paesaggistica gli renderà conto, un poliedro colorato che nemmeno il peggior Swarovski oserebbe proporre al pubblico, una palla riflettente, bande di luce colorata traverso una nebbia da fumogeno Champions League, una cascata artificiale, dodici pezzi di ghiaccio in circolo. Opere costosissime, insulse, pronte per l'immediata dimenticanza. Eppure i mecenati fanno la fila. Lui, ex breakdancer, è costretto ad accettare solo l’1% delle commissioni. Un divo dell’arte postmoderna. Ma da chi è ammirato? Da nessuno, ovvio, a chi potrebbero piacere questi accrocchi? E allora perché il successo? Perché deve averlo, è un paladino del climate change. E i critici entusiasti? Non ve ne sono. Certo, esistono alcuni enigmisti abili a girare in tondo alcune insensatezze come questa: “Trascendendo i confini e i limiti fisici dello spazio, le opere di Olafur Eliasson consentono di mettere in discussione la distinzione tra realtà, percezione e rappresentazione. Palazzo Strozzi diventa così un luogo di incontro tra l’architettura e la sua storia, le opere e le persone, lo spazio e il tempo”. E che significa? Niente. Potremmo divertirci a commutare parole e brani della frase a caso (Es. “Trascendendo la realtà e la percezione dell'architettura, le opere a Palazzo Strozzi di Elíasson consentono alle persone di aprirsi alla realtà storico-temporale oltre i confini e i limiti fisici”) e nulla cambierebbe. Voi direte: ma sarà un fiasco! Evidentemente non avete capito nulla. I soldi non contano. Sola la distruzione conta. Può darsi che questo tizio si senta davvero un artista. Di allocchi è pieno il mondo. I mecenati, le mostre, il successo, gli articoli, le recensioni entusiaste … nulla esiste, è tutto fittizio, ogni cosa costruita. Il risultato, però, la distruzione dell’apprezzamento della colonna corinzia, ripagherà di tanta commedia.

Oggi mi son seduto all’interno d’una hamburgeria mondialista; in attesa del caffè. Il caffè, infatti, è quasi bevibile, migliore di alcuni bar. Mi son posto in osservazione dei dannati buttati lungo i banchi incrostati dal crassume delle passate orge. C'era nell'aria un che di malsano che permeava uomini e cose, a mezzo fra una nostalgia senza oggetto, d'amara indeterminazione, e l'afflizione di chi sconta una pena. Una Malebolge senza dolore fisico, ma di devastante orrore spirituale come chi osservasse allo specchio una propria allucinata parodia. Le bocche s'allargano, smisurate, stravolgendo l’intera fisionomia facciale: occhi strabuzzati, naso da aborigeno australiano, il capo chino, la schiena ingobbita onde avvicinare la dentiera stralunata a quel boccone flaccido che conviene spingere dentro come a un tritacarne psicopatico: a impedire che il poltiglioso ripieno coli in brani, di macinato insalate e melassose misture, su vassoi di plastica, tovagliolini, tavolinetti. E poi lo strappo del boccone, cogli incisivi a tranciare beati quella conquista: la famelica masticazione, le gote enfie, ripiene di quel pastellato indefinibile; e gli occhi furtivi, a saettare qua e là, come palline da flipper, da pazzi … a constatare cosa? Che non vi siano ladri di cibo nei dintorni? Hanno davvero fame questi poveretti? Arriva il caffè, un marocchino col fondo alla nocciola. Euri 1,70. La ragazzetta che me lo serve, un mucchietto d’ossa di vent’anni con l’apparecchio ortodontico, prima mi sorride pietrificata, come d’ordinanza, poi, allontanandosi, si rabbuia scorata. La badessa del posto, intanto, anch’ella minuta come uno scricciolo, dirige l’orchestra a mezzo fra tavoli e cucine, forse credendosi una top manager del bisunto: un cappellino blu, da cui sbuca la coda di cavallo, le movenze esagitate, gli sguardi fulminei, da kapò della piastra elettrica, la man destra a posizionare microfono e blue tooth, ella governa uno stanco drappello di condannati intenti a cucinare e servire ad altri condannati piatti colanti grascia postatomica; a spillare dagli alambicchi qualche intruglio di micidiale effervescenza zuccherosa; donut, ciambelline, big snack, medium e magnum menu, offerte family. E sia! Un due tre! Alla vista di quel fordismo esasperato quanto futile, ecco la vertigine. Son pochi secondi in cui ogni suono e parola vien meno … una bolla racchiude l'umanità di fronte a me, rallentata come in una pantomima spettrale: “No. Non può essere vero. Forse non sono nemmeno qui. O magari sono qui e mi è preso finalmente un infarto liberatore. Impossibile, questa è una recita. Ricavi, guadagni, forniture, personale, pane, carne, cibo, pubblicità, imposte, tasse, partita doppia. Pura mascheratura. Ciò che importa è solo la distruzione, non altro. La distruzione delle abitudini ... del gusto ... persino del galateo a tavola. Impossibile che tale baraccone abbia trentamila punti vendita nel mondo … impossibile che vi sia un'economia che funziona in tutto questo … forse ... forse all’inizio fu così, ma non dopo … solve et coagula ... la merda. Il capitalismo è una serie di atti mimetici, vuoti … non c’è capitalismo oramai, né padroni o dipendenti o sindacati ... merce, valore, prezzo, son tutte fanfaluche ... queste sono industrie del Nulla, a tal fine finanziate. E basta. Servono per questo, come Elíasson. Presto non serviranno più".

Pure il calcio è finito. Dopo la sentenza Bosman, che liquidò le ciabattate d’antan, quelle che l’Italianuzzo ascoltava alla radio ogni domenica alle 15.00 in punto, si provvede alla dismissione di quello turbo capitalista delle pay tv e compagnia. Il servizio, peraltro, sempre più scadente, lascerà progressivamente luogo a un calcio mimato, digitale, da attori. Lo spettacolo conta, non la competizione. Finché, un bel giorno, senza che nessuno se ne accorga, arriverà il calcio digitale cioè la finzione pura. I tifosi, che, appunto, tifano, senza amare lo sport, si acconceranno presso olovisori postmoderni a seguire le vicende di ipertrofici quanto anonimi gladiatori: in attesa degli automi che li sostituiranno definitivamente.

Mi fanno notare un tizio sui social che così si presenta: “Chemist, science writer, comics lover, scientific amateur cook. Non rispondo a quelli sdraiati sulla coda sbagliata della gaussiana”. L’autopresentazione è precisa: fumetti e tecnoscienza, amatorialità e sedicente superiorità intellettuale: la consueta mescola degli eredi del ’68. Il tale irride chi non si apre ai nuovi cibi ricordando che nel Sei-Settecento patate e pomodori furono visti con sospetto dai medioevali mangiatori di rape. Egli, ovviamente, dimentica il feroce processo di selezione di cui furono vittime i pomi-doro, piccola e succosa bacca giallastra strappata in terra azteca da Hernán Cortés. Usata come pianta ornamentale, la pianta del pomodoro subì incroci ed esperimenti sino a rendersi commestibile ai piani bassi della società. Le cavallette e i grilli, invece, sono con noi ab immemorabili e mai ci venne in testa di ingoiarli in luogo di lepri e fagiani. Ma queste sono argomentazioni a latere. Quella principale, che nessuno vuole considerare, è che l’ecologismo e l’economicismo son solo recenti e artificiosi strumenti congegnati per la nostra dissoluzione. Non vi è ragione pratica o morale per mangiare l’immondo, solo antispirituale. La spiritualità, come l’aspirazione naturale alla bellezza, non è vaga idea fluttuante nella regione del relativismo: è una concrezione precisa, storica, ottenuta per stillicidio a prezzo di sacrifici e sangue, la sola in grado di mantenerci nella benigna regione solare dell’esistenza.
La convinzione che Bellezza e Spiritualità siano fumosi argomenti da verginelle pronte a entrare nella Congregazione delle Suorine della Carità di Santa Giovanna in Cosmedin ... questo è ciò che vogliono farvi credere ... al pari dell’altro fanatismo indotto: che la sciocchezza qualunque d'uno scientific writer nel 2023 sia superiore alle considerazioni della casalinga di Efeso nel 321 a.C. … è la convinzione del progresso che dovete estirpare dalla mente e che, purtroppo, ancora domina tutti noi ...

I crucchi, questi ragazzoni intemperanti e massimalisti che cominciarono a scribacchiare nel Quattrocento … ne hanno combinati di guai … e pensare che l’Olocausto fu reso possibile da Cassio e Bruto … vedete voi come la storia possa esser birichina. Giulio Cesare aveva già preparato il piattino … un giornalista di Dagospia, Gaio Svetonio Tranquillo, riferisce, infatti, come Cesare, questore nella Spagna Ulteriore, fosse inviato a ispezionare le sedi dei tribunali locali: “In una di quelle occasioni, a Cadice, vide presso il tempio di Ercole una statua di Alessandro Magno, e ne fu molto rattristato. Si accorse di non avere compiuto, alla sua età, nulla di importante: alla stessa età, Alessandro aveva già conquistato tutto il mondo. Si sentì disgustato dallo spettacolo della propria inerzia e poco dopo chiese un congedo, per potere trovare a Roma, il più presto possibile, le occasioni di segnalarsi”. L’imitatio Alexandri dominò la sua intera esistenza. Così agisce l’utopia. Vercingetorige, Crasso, Ariovisto, Farnace … sotto il lucido e spietato imperio della volontà tali uomini si trasformarono in comparse di un appressamento alla divinità. Il riflesso di un sogno. Era forse tutto pronto a Roma? Legioni, testudines, masserizie, costruttori di burgi, fabbri, mignotte, tibicines ac cornicines … verso l’Oriente magico ... ecco il sogno: dalla Grecia arrivare nella terra dei Parti, distruggerli, annettere Persia e Mesopotamia, Babilonia … e l’Asia sin all’India! E poi ritornare, come una risacca oramai invincibile, lungo il Caspio e il Caucaso, piombare alle spalle delle tribù germaniche e definitivamente annientarle … e quindi i trionfi, le rime, il vociare mitico che si sarebbe ripercosso nei millenni: e quel nome, Cesare, echeggiato nelle lingue remote e barbare dell’ecumene, e ancora più lontano, nei dialetti e negli impasti balbuzienti e timorosi delle genti: timore di quel nome, plasmato e rimodellato come il flatus della divinità perché “il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame, e muta come il fuoco quando si mescola ai profumi e prende nome dall’aroma di ognuno di essi”. Ci saremmo evitati i Sassoni, Enrico VIII, Lutero, Metternich, Churchill, l’idealismo trascendentale, Hitler, Marx, Alberto da Giussano, la Scuola di Francoforte, la Segre Piangente e pure Goethe colle sue nostalgiche manfrine romane … poiché non ne avrebbe avuto bisogno, già lui romano … e magari, ma son dettagli, avrebbe ereditato per altro sangue l’impulso tutto nostro a sciacquarsi più spesso id est a una toilette più curata di piedi e ascelle invece d'incipriarsi come Platinette.

Virgin Radio tappezza di manifesti le città. Le solite sciocchezzuole. Un modello a torso nudo, le ali d’angelo, che tira fuori la lingua; una bella suora con le cuffie dallo sguardo smegmatico. Tralasciamo il simbolismo della lingua di Kali (morte, purificazione e cambiamento), accantoniamo la stanca volgarità della dissacrazione ai danni del Cristianesimo: nemmeno i pubblicitari si rendono più conto di cosa combinano maneggiando certa nitroglicerina del profondo. Tali patetiche effervescenze ci dicono, tuttavia, di più. Svelano una decadenza e un inevitabile e tragico fallimento. Questo: che gli iconoclasti si nutrono esclusivamente di ciò che dissacrano. I baffi alla Gioconda, l’informale polimaterico, il cubismo, gli scherzi dadaisti, l’espressionismo, l’astrattismo più bieco … si è stati indotti, più o meno in malafede, a credere che avessero un rilievo e, invece, sono cenere. La cenere dei roghi. La fiamma generata dall’atto di distruzione fu equivocata come nuovo fenomeno artistico; si nutriva, invece, solo della dissoluzione della forma antica. L’intera epoca postmoderna, in tutte le sue diramazioni, dalla letteratura alla tecnica, dall’arte al culto, ha dato l’impressione di costituirsi quale libertà: i suoi bagliori, però, vivevano solo di profanazione. Consunti dal fuoco gli ultimi ceppi della tradizione ci si muove nelle tenebre. Cosa ci è rimasto da bruciare?, tale l’invocazione degli assassini. Dateci una tavola di Vladimir, un pancale da chiesa, un sonetto caudato, un trattato di retorica - abbiamo fame! Vogliamo annientare, deglutire, defecare quell’ordine che ci è odioso! Ma non è rimasto più nulla! Come faremo?

Anche a Roma non è rimasto più nulla. Come disse Pirandello: “Roma fu un’acquasantiera, l’hanno ridotta a un portacenere”. Nicchie con statue che hanno resistito quattro secoli sono state polverizzate. Il reggente di una casa generalizia una volta mi disse, en passant, come a rivelare una verità che ognuno dovrebbe possedere: “A Porta Pia sono entrati i massoni. Ci hanno resi schiavi e spianato tutto. Il loro sogno è parcheggiare sotto l’obelisco del Vaticano”.

Per un cambio di residenza sono costretto a recarmi presso un ufficio comunale. Alle 09.12 una giovane sovrappeso, pantacollant e scarpe da ginnastica del LIDL, mi porge un ticket con su scritto: “Sportello 1. 12.20”. Appena tre ore. La digitalizzazione, qui, celebra il suo trionfo. Nell’attesa sfrutto la macchina del caffè. Mi concedo persino uno snack da centesimi 70 presso il parallelo marchingegno automatico. Appoggio le scartoffie su una sedia; rimesto il liquame nel bicchiere di cartone ecologico con un bastoncino di legno, altrettanto green; scarto la brioche apocalittica in cui la lingua indovina una melma alla nocciola. Pare cartone; e forse lo è, spero biodegradabile. Faccio buon viso, però, come sempre che la compunzione non l’abbandono mai, come Chaplin ne La febbre dell’oro che s’acconcia ridente a masticare la scarpa. L’orgia di prodotti thunberghiani lascia sul campo un paio d’etti d’immondizia. Intanto, siamo alle 10.40, i visori annunciano il prossimo fortunato allo sportello 1.

A che serviva il telefilm Netflix La regina degli scacchi. A educare i deboli di mente, legione fra noi, oltre a rendere comprensibile agli stessi questa suggestione antipersiana: “Sono due le scacchiste iraniane che hanno partecipato al Campionato mondiale 2022 in Kazakistan senza indossare l'hijab obbligatorio. Oltre a Sara Khadem, la cui vicenda è divenuta nota, anche Atousa Pourkashiyan ha gareggiato a capo scoperto, come riferisce il sito web di informazione antiregime IranWire”. A suo tempo diffidai; mi si rispose che era solo il volgarizzamento d’un racconto di Walter Tevis ... ma non esiste spontaneità, è tutto falso e preordinato a quel Fine. Ogni evento è esclusivamente puro e sistematico sabotaggio dell’Immaginario Profondo. Come i panini e la land art.

Ci aggiriamo nel castello dell'isola d'Alcina. Miraggi e finzioni ingannano gli stanchi occhi nostri, tenebrosi. Quando finalmente vedremo, faccia a faccia?

Di Alceste, alcesteilblog

30.01.2023

Fonte: https://alcesteilblog.blogspot.com/2023/01/kali-yuga.html

Commenti (50)

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    1. Gino 2 febbraio 2023

      Un pippone troppo lungo e alla lunga perfino noioso. Lo sbandamento di chi non riesca, né a distaccarsi dalla 'realtà' in cui si credette né a conservare qualsiasi pur vaga speranza, è cosa inutile... un tale sbandamento non andrebbe condiviso.
      Molto migliore senz'altro la narrazione della meravigliosa storia dei selvatici gatti di Paul Craig Roberts.
      Seppure anch'essa è pur sempre e soltanto storia di inutili vite inconcludenti, essa è anche però storia di gioiose e vivaci emozioni ... vivificanti.
      La differenza è quella che corre tra la vita e la morte.

      p.s.
      ci capitò la sfortuna di vivere tempi interessanti...
      ma i più interessanti sono proprio quelli che ora stiamo vivendo.

    1. gix 2 febbraio 2023

      Lo capisco, Alceste. Ad una certa età, (immagino che Alceste abbia, appunto, "una certa età") si tende a mitizzare il passato, nel bene e nel male. Quindi ecco la nostalgia per la sinistra che fu, e persino per la DC, nonchè per gli aspetti più profondi (inquietanti) della tana del bianconiglio che è stata ed è tutt'ora l'Italia.Sul tubo si trovano le scene dei film anni 70/80, il commissario Auricchio e i duelli di Sergio Leone, "le migliori scene del cinema", dicono, tralascio la musica di quegli anni, che ormai sta diventando come quella classica, immortale. Dall'altra parte abbiamo giovani tubbaroli/e dediti alle recensioni dei videogiochi, o quando proprio vogliono esagerare con la cultura, qualche strimpello musicale di derivazione americana rap. Eppure, dicono sempre, che oggi ci sono bambini e giovani speciali, indaco, blu o chissà quali colori; dna superiore, la razza superiore, finalmente è arrivata. Se ne sentiva il bisogno, ma per ora se ne stanno nascosti nelle loro stanzette al caldo, non devono nemmeno fare il militare, e se c'è la guerra la vedono in tv.

    1. sbregaverse 2 febbraio 2023

      Alceste Alcestino al cestino !
      ● troppo pessimismo troppo ●

    2. Primadellesabbie 2 febbraio 2023

      La visione complessiva è lucida, lucidata con particolare cura da una parte.

      Capita ai mancini, o quando l'orizzonte si inclina, come illustrava un famoso disegnatore (L'Italia in 120 vignette, Mosca, Rizzoli) degli anni '60*.

      *Un quadro di soggetto marino ha la linea dell'orizzonte inclinata di qualche grado verso destra, dove la linea finisce contro la cornice del quadro, nel punto più basso, c'è un groviglio di navi ammassate una sopra l'altra; due uomini osservano il quadro e uno spiega all'altro: "Succede sempre quando l'orizzonte si inclina".

    3. sbregaverse 2 febbraio 2023

      Ma certamente, mio caro plaghe ubertose,considera solo , la mia difficoltà di agganciare Alceste al cestino.

    4. Primadellesabbie 2 febbraio 2023

      Al cestino tu lo fai bendato, con la mano sinistra.
      Altri possono provare all'ikea.

    5. Fantine 2 febbraio 2023

      È uno spasso leggere gli scambi tra te e @Sbregaverse!

    1. LuxIgnis 2 febbraio 2023

      “Om Krim Kalikayai Namah”

      Mi inchino alla dea Kali.

      Magari fosse il momento di Kali. Il suo momento arriva per mettere le cose a posto. Molti la considerano, sbagliando, una dea un po' demoniaca ma è la distruttrice del male, dei demoni che divora impedendogli di rigenerarsi, il braccio armato del suo consorte Shiva.

    2. indipendente 2 febbraio 2023

      È già qui da un bel po'... prima lentamente e poi all'improvviso.

    1. absitiniuriaverbis 2 febbraio 2023

      Faccia a faccia.
      Questo virus non ha messo a noi la maschera, l'ha piuttosto tolta ad altri.

    1. DrCaligari 1 febbraio 2023

      Cose semplici vorrei leggere: come si fa a guardare ancora la faccia di David Parenzo? A guardare negli occhi di Liliana Segre la cattiveria che ne sprizza? A perdere dieci secondi di vita per sentire il pistolotto farlocco del gesuita che pontifica al tg? Come nel film di Carpenter, Essi vivono, come fai a dimenticarti dell'orrore che per due anni ti si è aperto davanti e a fare finta di nulla perché inconsciamente sai che conviene così? L'altro giorno per lavoro ho seguito un corso sul primo soccorso tenuto da questo direttore sanitario-medico in pensione che parlava tranquillo del vaccino anti influenza che si è fatto e solite balle di big pharma, insomma due anni fa un personaggio così mi sarebbe sembrato quantomeno normale ecco, perlomeno estraneo alla follia che ci circonda, ora invece vedevo in lui una sorta di delusione finale: ma se un medico di settant'anni propugna tranquillamente queste idiozie e non solo, ma si fa pure coinvolgere personalmente, le sposa appieno, ma come siamo messi li fuori? Non so voi ma io non vedo più il mondo come lo vedevo prima, e si che non sono mai stato un completo integrato eh, ma adesso mi è impossibile proprio, ma come fate voi come vi regolate?

    2. sbregaverse 1 febbraio 2023

      Atarassia.
      Provare per credere per π

    3. danone 1 febbraio 2023

      Non so voi ma io non vedo più il mondo come lo vedevo prima

      E per fortuna diamante, e che fai ti lamenti?
      Se tu vedessi il mondo come prima, anche tu avresti i seri problemi cognitivi che vedi negli zombi che ti circondano (non ti spaventare se no sentono l'odore della tua paura e ti attaccano).
      Ringrazia il tuo Dio che ti ha messo al mondo con un pò di auto-coscienza capace di auto-regolarsi, a proposito della domanda che hai posto sul regolarsi, così ci regoliamo, coscienziosamente ci auto-regoliamo, perchè noi possiamo, avendo una coscienza.

    4. Fantine 1 febbraio 2023

      Dan one.

    5. Brule 2 febbraio 2023

      Oscillo tra il traumatizzato e il furente.
      Non so cosa è meglio.
      Vita sociale rarefatta, ho paura di incontrare gente che ha dimenticato, che vuole dimenticare, che è banderista inside perchè i fan del green pass si sono bevuti tutti gli spot di La7.
      Se invece del vaccino/siero ci fosse stata la cicuta, o un bicchiere di topicida, lo avremmo preso lo stesso.
      La cosa che più mi mandava in bestia era il pilota automatico della zona gialla, arancione, rossa.
      Il coprifuoco, dico otto mesi di coprifuoco.
      Un algoritmo, legato a statistiche decideva se potevo uscire di casa o dal comune.
      Lo dice la scienza.
      Lo dice il tasso di contagio (come è che lo chiamavano?).
      Lo dice il navigatore. Ma c'è un lago a destra, come gira a destra? Lo dice il navigatore, per cui... plufff.
      I lemming, tra di loro, parlano di noi.

    6. absitiniuriaverbis 2 febbraio 2023

      Lo dico in modo diverso per vedere se ti intendo: il mestiere di chi si ritenga lupo non è più quello di svegliare le pecore ma quello di svegliare gli altri lupi.

    7. Primadellesabbie 2 febbraio 2023

      L'immagine dell'integerrimo fustigatore pluridimensionale che prende il caffè nello spaccio delle polpette multinazionali direbbe come si regolano alcuni, se non facesse insorgere il sospetto che si tratti della ricerca masochistica di stimoli ispiratori.

    8. sbregaverse 2 febbraio 2023

      Coscienza=scienza estetico-cognitiva(tipica del maschio) di soppesare una femmina dalle:
      COSCE.( vedi cfr valutare in maniera coscienziosa)

    9. LuxIgnis 2 febbraio 2023

      come vi regolate?

      Distacco.

    10. sbregaverse 2 febbraio 2023

      *Sotto l'acqua che scroscia
      disse un camoscio
      moscio
      e floscio
      alla biscia
      che in scia
      striscia
      《 indi poscia
      alza la coscia
      e piscia》

      *Va letta alla ROMAGNOLA.

    11. Bertozzi 2 febbraio 2023

      Fra qualche anno ci riderai su, è solo questione di tempo. È come Neo quando si sveglia e gli fanno male gli occhi, "è perché non li hai mai usati" gli viene detto. È un po' lo stesso dolore/delusione, se mi passi la metafora.

    1. Arthur 1 febbraio 2023

      L'ho letto tutto.
      Un po' delirante, ma mi è piaciuto.
      Mentre leggevo, avevo la sensazione che l'autore percepisca il mondo come un gran manicomio all'aperto.
      Forse lo stile palesemente delirante vuole esprimere proprio questo.

      Ad un certo punto mi compiaccio di una riflessione:

      "Come è possibile che il comunismo, morto nel 1989, risorga e venga recato avanti da turbocapitalisti? Se la Prima Repubblica fu anticomunista, e sostenuta da ambienti NATO, perché tali ambienti procedettero alla distruzione dei partiti anticomunisti e insediarono sul trono, dal 1992, i comunisti?"

      Poi viene descritto l'oceano di follie, deliri, assurdità e scempiaggini compiute negli ultimi tempi che ci hanno portato ad un mondo contraddistinto dalla totale assenza del comune senso della decenza, un mondo strampalato e ridicolo che è oramai ad un passo dal baratro.

      Beh, mi meraviglia che l'autore non ipotizzi che alcuni burattinai-manovratori, forse i turbocapitalisti anticomunisti che lui stesso ha citato, abbiano potuto avere la brillante idea di far sedere sul trono proprio i loro nemici, gli ex-comunisti (ormai trasformatisi in neo-marxisti o neo-comunisti), cooptandoli in un progetto folle e diabolico e facendoli alleare con i liberal che vivono sull'altra sponda dell'atlantico, ovviamente con l'obiettivo di mandarli tutti al suicidio, manovrandoli ed istigandoli a portare avanti un progetto globalista folle per poi travolgerli a tempo debito, come capri espiatori.
      Ma può anche darsi che i manovratori-burattinai non siano i turbocapitalisti, bensì altri soggetti un po' più astuti, e che i turbocapitalisti siano anche essi utili idioti mandati al potere ad allearsi con i neo-comunisti ed i liberal in un abbraccio mortale che li spazzerà via tutti.
      Insomma, una trappola per topi.
      Non è poi così inverosimile come ipotesi.
      Sarà interessante vedere, alla fine, chi sono gli intelligentoni che resteranno con il cerino in mano.

    2. Fantine 2 febbraio 2023

      È piaciuto molto anche a me, Arthur.
      Si fa leggere d'un fiato.
      "Totalitarismo casual" e decadenza.
      Che fotografia.
      Sguardo profondo, con leggerezza.

      La spiritualità, come l’aspirazione naturale alla bellezza, non è vaga idea fluttuante nella regione del relativismo.
    3. Bertozzi 2 febbraio 2023

      Sì sì. Ma... e la Meloni?

    4. ric 2 febbraio 2023

      la nana pistolera si allena al tiro a segno...

    1. indipendente 1 febbraio 2023

      I Thugs amavano viaggiare con le carovane in compagnia delle loro vittime, che strangolavano a tempo debito nel sonno prima di dileguarsi. Adoravano Kali, e in questo modo cercavano di accelerare i Tempi affinché la sua ira si placasse permettendo il sorgere della nuova Età dell'Oro.
      Questi infidi, ma nella loro ingenuità fanciullesca animati da un sentimento nobile, hanno scorazzato in India per quasi mille anni, alla fine sterminati dall'esercito di Sua Maestà.
      La tanto attesa Età dell'Oro, la Golden Age del più infido e infingardo movimento che mai sia apparso su questo pianeta: la New Age. La creatrice di scimmie per eccellenza!

    2. DrCaligari 1 febbraio 2023

      Certi comportamenti ancestrali comunque tornano a distanza di generazioni: non so se hai letto La traccia del serpente di Thompson, la storia di Charles Sobhraj. Praticamente un Thug dei nostri tempi.

    3. indipendente 1 febbraio 2023

      Devo ammettere che trovai il libro molto avvincente, a differenza della merdata di Netflix.
      Circa l'ancestralità, sto osservando ormai da un po' come stiano spingendo il tema del cannibalismo. Sono affascinato nel vedere come si sta facendo rapidamente spazio tra le varie tendenze.
      A proposito, amo profondamente tutti i thugs che sempre più numerosi si stanno strangolando con le proprie mani;-)

    4. DrCaligari 1 febbraio 2023

      Su questo come non citare il claim anni ottanta "Mangiamolo vivo" di quello spot pubblicitario del belgioioso Yomo? L'epoca non era ancora matura e venne subito ritirato, ma forse in qualche modo precorreva i tempi... Terribile comunque, addirittura in salsa di Conte Ugolino:))) https://www.youtube.com/watch?v=fllkmYo0T8o

    1. Cangrande1965 1 febbraio 2023

      (Riporto anche qui il mio commento pubblicato nel blog di Alceste):

      Complimenti per......
      No. "Articolo" è riduttivo. Non so come definirlo.

      Comunque il filo conduttore del "non-articolo" è il metodo di manipolazione di massa, che "loro" usano da sempre, ma che negli ultimi tre anni stanno utilizzando in modo parossistico.

      Questo metodo è la tattica del "FAR CREDERE CHE"...

      Articoli, paeudo-artisti, programmi TV, mainstream, che propagandano il FALSO, facendo credere che esista, utilizzando, nel popolame, la leva del conformismo: "se ne parlano tutti, allora è vero e se non mi adeguo, sono tagliato fuori dalla tribù".

      "FANNO CREDERE CHE" ...
      Come gli articoli con protagonisti inventati, che decantano quanto è bello fare la bidella pendolare, tutti i giorni, da Napoli a Roma, per esaltare la bellezza della precarietà e della schiavitù.

      "FAR CREDERE CHE"...

      Gli esempi sono migliaia.
      I più eclatanti, quelli della fanta-pandemia.
      Un solo esempio, quando, durante la segregazione, hanno FATTO CREDERE CHE la segregazione fosse così in tutto il mondo, tramite tv e giornali , mentre era così solo in Italia.
      E negli altri paesi abbozzavano soltanto, su ordini delle superlogge, in quanto il vero obiettivo era l'Italia e gli italiani, FACENDO CREDERE CHE (agli italiani) , che era così ovunque.
      Ma "LORO" utilizzano la tattica del "FAR CREDERE CHE", da sempre ...

      E il popolaccio ci casca e ci cascherà ogni volta.

    2. Senna 2 febbraio 2023

      "E negli altri paesi abbozzavano soltanto, su ordini delle superlogge, in quanto il vero obiettivo era l’Italia e gli italiani, FACENDO CREDERE CHE (agli italiani) , che era così ovunque."

      Questo non è vero, dato che in Germania le forze del disordine hanno massacrato per 3 anni milioni di manifestanti che hanno osato non rispettare i vari decreti farlocchi di un virus farlocco ed una pandeminchia mai esistita! Un sacco di gente è stata arrestata ed è tuttora in carcere, conti bancari sequestrati! E simile è successo in Australia, Canada, Argentina, Austria, Svizzera, Francia, Spagna etc.
      Gli scandinavi hanno avuto l'onore di fare quel che volevano, probabilmente perchè si sono definitivamente inchinati agli anglofascios della Nato.

    3. LuxIgnis 2 febbraio 2023

      Come gli articoli con protagonisti inventati, che decantano quanto è bello fare la bidella pendolare, tutti i giorni, da Napoli a Roma, per esaltare la bellezza della precarietà e della schiavitù.

      Ok, questa è la propaganda. Ma se le persone non si rendono conto o non vogliono rendersi conto dell'orrore di una storia del genere, e ripeto orrore, allora è meglio che si mettano il collare al collo da soli. Se lo meritano tutto.
      La realtà è che questa gente capisce l'orrore, ma l'importante è che non riguardi sé stessa. Anzi vuole che ci sia gente così perché sono queste persone che poi gli permettono il loro tenore di vita.

    4. Cangrande1965 2 febbraio 2023

      Certo.
      Ma per le manifestazioni un po' in tutte le città !!! E fin da quasi subito, in Germania.
      Mentre qui i trogloditi se la facevano addosso dalla paura ascoltando la Barbara D'Urso.

      Non per il "Non allontanarsi per 200 metri da casa", o chiudere le alzaie dei fiumi, o non poter comprare le mutande di domenica !!!!
      Era SOLO qua.

      Gli altri paesi sono stati complici, hanno dovuto abbozzare, per un po' e non per tutto, su ordini delle super-logge, per FAR CREDERE agli italiani che in tutto il mondo era così.

    5. Senna 2 febbraio 2023

      Guarda che era uguale in Germania, c'era il coprifuoco, guai a uscire e se proprio dovevi, allora doveva essere ritenuta da loro urgente, altrimenti denuncia, multa, processo ed eventualmente carcere.
      Lo stesso in Australia, Canada, Austria, Svizzera etc. tutte le colonie degli anglo-nato-fasci sono state trattate alla stessa maniera, non è stata una questione solo dell'Italia.

      E comunque la motivazione di base è stata che il mondo occidentale si doveva fermare, perchè le masse (e così è stato) non si accorgessero che gli USA a sett/ott 2019 stessero fallendo, quindi tutte le colonie striscianti si sono dovute tutte fermare, si sono inventati la puttanata della pandemia, del fake virus, i lockdown, le mascherine e per i più stronzi anche le vaccinazioni, poi l'Ucraina.
      Ed ora per tenere in vita il cancro USA stanno frodando alle colonie (la più supina è l'Europa) centinaia di miliardi di € con la truffa del gas, della benzina/gasolio, dell'Ucraina, del 2% alla Nato etc. tutte risorse per tentare di tenere in vita il cancro USA.
      Quindi l'Italia è completamente marginale, tutte le colonie occidentali stanno donando centinaia di miliaridi di € al cancro del mondo.

    1. Eugiorso 1 febbraio 2023

      Abbozzo una risposta (non mia) alle domande che si pone Alceste in apertura del suo intervento:

      Risoluzione Della Direzione Strategica 1978 (DS 78) (febbraio 1978) - Brigate Rosse

      Per IMPERIALISMO DELLE MULTINAZIONALI intendiamo la fase dell'imperialismo in cui domina il capitale monopolistico multinazionale.
      [ ... ]

      LO STATO IMPERIALISTADELLE MULTINAZIONALI
      [ ... ] Nella nostra area vediamo, ad esempio, come in questi anni si sia venuto formando un personale politico strettamente legato ai circoli imperialistici, il quale, pur concentrandosi in un partito (DC), è presente in modo egemone in tutti gli altri partiti del cosiddetto "arco costituzionale" (certamente dal PSI al MSI) e tende a far valere la sua presenza in tutti i fondamentali centri del potere.[ ... ]
      Nello Stato-imperialista riformismo e annientamento sono forme integrate della medesima funzione, la controrivoluzione preventiva [ ...]
      Lo Stato imperialista delle multinazionali non è fascista né socialdemocratico
      [ ... ] Dello Stato fascista, lo Stato imperialista recupera, perfezionandolo e mistificandolo, tutto l'apparato della controrivoluzione preventiva, scartandone però tutto il bagaglio angustamente nazionalistico (esasperata coscienza nazionale, autarchia).[ ... ]
      Lo Stato imperialista non è dunque fascista.
      Il concetto di fascistizzazione appare non solo riduttivo ma anche falsante nella misura in cui non ci consente di cogliere il nuovo carattere della "violenza concentrata" né il rapporto organico che essa stringe con le pratiche di integrazione riformista.
      Altri in questa fase di transizione credono di scorgere una tendenza alla trasformazione dello Stato in senso socialdemocratico e si chiedono se la socialdemocrazia rappresenti o meno la via d'uscita alla crisi imperialistica e, più precisamente, se il PCI si accinga o meno a fare il suo ingresso nell'area di potere. Questo quesito ne contiene in sé un altro, cioè se il PCI sia o meno un partito socialdemocratico. [ ... ]
      Se a pagare il prezzo dell'ascesa al potere della socialdemocrazia storica furono prima di tutto i contadini, dal momento che la ripresa dell'accumulazione avveniva a scapito della campagna, oggi il rapporto preferenziale della borghesia imperialista con i revisionisti si fonda sull'individuazione del "proletariato emarginato" come variabile di cui è indispensabile detenere il controllo.
      [ ...]

      Lo stato imperialista delle multinazionali, cioè S.I.M. descritto dalle BR è degli anni settanta, ma oggi scorgiamo una formazione ancor più minacciosa, coesa e tendente alla globalizzazione (del potere e del controllo), che non è fascista, non è socialdemocratica e non è neppure ... liberale in senso classico, ma è strumento di dominio dell'impero del male statunitoide-occidentaloide, volto a sottomettere interi popoli e nazioni, privandoli dello stato e del controllo sulle "classi politiche".
      Questo spiega la contraddizione del mezzo ebreo circondato da neo-nazisti e banderisti, nonché l'"alleanza" fra "la più grande democrazia del mondo" e i nazi-ukraini.

      Cari saluti

    2. LuxIgnis 2 febbraio 2023

      Sai, proprio oggi facevo una riflessione sulle BR. E pensavo che se molti leggessero i loro comunicati - complicati eh! - alla luce degli eventi attuali si renderebbero conto che molte cose le avevano capite e previste bene.

    3. sbregaverse 2 febbraio 2023

      Laudator temporis acti.

    1. DrCaligari 1 febbraio 2023

      Io abbiate pazienza ma non riesco proprio più a fare una critica sociale sul fatto che il comunismo è morto, che non distinguiamo il buon laborioso commerciante dall'avido speculatore proprietario di centri commerciali eccetera. Mi spiego: troppa fiducia, parlare così significa sopravvalutare le persone e firmare loro un assegno in bianco. Ma ci rendiamo conto che un Paese accetta di entrare in guerra e di mandare a morire i propri ragazzi perché un altro Paese che sta a 9153 km gli ha promesso l'invio delle armi, il sostegno morale e l'illusione di fargli condividere il sogno americano-occidentale? Posso ancora capire, non certo condividere, i pochi farabutti che stanno al potere e si gonfiano le tasche di soldi e il "petto" di aria, ma sono pochi quelli, la maggior parte è gente che non capisce più nulla. Che spara sui propri secolari fratelli e vicini di casa russi, che si fa ammazzare con la vacuità di una promessa palesemente falsa e in cambio oltretutto rinuncia a vantaggi ben più tangibili e concreti che gli darebbe la naturale partnership con la Nazione più ricca al mondo di risorse. Tutto questo per l'illusione che ti pompano la televisione e i media, non capiscono più nulla. Così come da noi ho visto le persone accettare un siero mortale e fare da kapò verso chi non ci voleva stare. La tecnologia ormai è l'ideologia e l'omologazione è l'etica, non c'è nient'altro. Ho abbassato di molto l'asticella delle mie considerazioni sulla società, il livello signori è estremamente basso. Ma almeno i nazisti avevano degli ideali, giusti o sbagliati, i sovietici uno spirito di fratellanza così forte da strangolare a mani nude qualsiasi dissidente. Qui invece siamo allo sbando totale, qui si uccide e ci si fa uccidere soltanto per sentirsi in linea con il diktat televisivo. Siamo allo spaventoso affaccio sull'abisso del nulla retto esclusivamente dalla promessa che la maggioranza ci tenga saldi e al sicuro sopra quel vuoto. Ma voi capite che oramai un microchip nel cervello non cambia nulla se non sancire sul piano fisico quello che è già presente nella realtà dei fatti? Zombi. Altro che filosofia o sociologia,

    2. ric 1 febbraio 2023

      ALT.! .non e' vero che non distinguiamo piu' il piccolo commerciante necessario e indispensabile nella vita economica quotidiana , come l' artigiano ed il contadino , dai bastardi imprenditori economici/commerciali/ banchieri / lestofanti che si dividono il bottino. Li distinguiamo benissimo. SONO proprio i piccioli artigiani e commercianti che hanno fatto la scelta di sentirsi IMPRENDITORI al pari dei suddetti. La scimmietta che difende il leone ....

    3. DrCaligari 1 febbraio 2023

      Perfetto, sono d'accordissimo. In questo esempio si vede bene la differenza tra il filosofare intorno al mito del buon selvaggio e la realtà. Sono solo una grande accozzaglia di "vorrei ma non posso" manovrati come burattini. Io figurati sostengo che dovremmo addirittura semplificare il nostro linguaggio, perfino parole semplici come destra o sinistra oramai sono del tutto astratte. Sennò si finisce a disquisire su una cattedrale nel deserto, che bella navata che splendidi arazzi ma la realtà è che fuori il paesaggio è vuoto brullo e arido. Tre aggettivi bastano. Il poeta sogna, il sociologo descrive.

    4. LuxIgnis 2 febbraio 2023

      Sono tutti responsabili. Non basta la propaganda a far agire così, ci vuole comunque un terreno fertile nelle menti di queste persone.
      La gente è ipocrita, fa finta di non sapere ma in realtà sa. Ma gli conviene far finta di non sapere, perché ha paura di perdere quei piccoli privilegi che ha.

    5. sbregaverse 2 febbraio 2023

      Macchè i piccoli imprenditori i piccoli commercianti ci sono ancora anzi si sono moltiplicati e l'attività È redditizia:
      GLI SPACCIATORI.

    6. DrCaligari 2 febbraio 2023

      Concordo in pieno. Ognuno pensa che tanto non toccherà a lui o a lei, e già l'articolo di Blondet postato stamattina ci dice che solo nel 2022 in 408mila in Europa si erano sbagliati a credere questo. Con una semplice proporzione, 60 milioni di Italiani in confronto a 350 milioni di Europei, se ne può dedurre che in Italia fanno circa 70mila. Solo nel 2022. Intanto l'Inps tace, sornione.

    7. ric 2 febbraio 2023

      vero ma e' un atro tipo di commercio.

    1. Martin 1 febbraio 2023

      Ma questo Alceste, che tipo di allucinogeni assume?

    2. gianB 1 febbraio 2023

      Roba buona direi. D'altro canto non é certo biasimabile dal momento che guarda al cielo e vede Melancholia che si sta sfracellando sulla terra.

    3. DrCaligari 1 febbraio 2023

      Una specie di flusso di coscienza saggistico, riassumibile in un icastico e liberatorio "nun ne pozz cchiu", "non c' la fazz", "sciat' tutt' a fangul'". Robe così.

    4. Eugiorso 1 febbraio 2023

      Non credo che gli serva "il turbo", probabilmente vede la realtà socio-politica e culturale con uno sguardo profondo.

      Cari saluti

    5. cavalcare la tigre 2 febbraio 2023

      potentino?:)))

    1. Chicxulub2.0 1 febbraio 2023

      "Quando finalmente vedremo, faccia a faccia?" si chiede Alceste

      Non esiste il faccia a faccia cioè la verità opposta alla menzogna del virtuale
      Tutto è frutto di mediazione linguistica e culturale
      Per questo siamo incapaci di reagire, perchè speriamo nel ritorno all'antico, perchè continuiamo a pensare secondo il vecchio paradigma in cui la realtà veniva garantita da un fondamento ontologico (Dio)
      Dio esiste ma come dice Heidegger -e anche i cabalisti ebraici- si è ritirato dal mondo, oggi dobbiamo decidere tutto noi, non solo sul modo di sopravvivere come è sempre stato fin dalla nostra comparsa sulla Terra, bensì di qual è il senso di questa sopravvivenza

      Questione antica di cui erano perfettamente consci i maestri rinascimentali che si trovavano fra le mani la prima vera tecnica dell'arte rappresentativa, la prospettiva, se ne entusiasmavano ma ne comprendevano con preoccupazione o a volte ironia tutte le implicazioni a lungo termine

      Discorso lungo che meriterebbe qualche pagina, perché è la chiave per capire questo cambio di epoca senza precedenti, e perché l'arte rinascimentale è "tecnica" ma ancora piena della rigogliosa vitalità medievale

      Mi limito a linkare tre quadri per coloro che hanno gli oculos videndi

      L'entusiasta

      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c8/Hunt_in_the_forest_by_paolo_uccello.jpg/1920px-Hunt_in_the_forest_by_paolo_uccello.jpg

      Il sapiente ironico

      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/29/Francesco_del_Cossa_-_The_Annunciation_-_Google_Art_Project_%28without_predella%29.jpg/800px-Francesco_del_Cossa_-_The_Annunciation_-_Google_Art_Project_%28without_predella%29.jpg

      Il preoccupato

      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fa/Giorgione%2C_The_tempest.jpg

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