ITALIAN SICKO. SANITA' PUBBLICA IL SENATO NE SANCISCE LA FINE

ITALIAN SICKO. SANITA' PUBBLICA IL SENATO NE SANCISCE LA FINE

DI PAOLO BECCHI

ilfattoquotidiano.it

C’è un bel film di Michael Moore, “Sicko”, che racconta e descrive il viaggio nella sanità americana. Il sistema della sanità negli Usa è dominato dalle compagnie assicuratrici che sono le padrone della vita e della salute dei cittadini americani. Da quelle parti è il censo a fare la differenza tra la vita e la morte, a decidere in quale gradino della società si può sedere e a cosa si ha diritto in base al proprio reddito.

I poveri perciò hanno pochi diritti, non è raro che non siano in grado di permettersi un’assicurazione sanitaria e il sistema li scarica sul marciapiede perché spogliati del biglietto d’ingresso per accedere al livello superiore, e quindi destinati all’estinzione proprio come il darwinismo sociale gli impone.

Da queste parti la sanità italiana è sempre stata pubblica proprio perché la nostra società non era fondata sulla legge del più forte, non era il censo a costituire un requisito essenziale per avere il diritto inalienabile delle cure gratuite e accessibili a tutti. La coniugazione al passato non è un errore perché da ieri è iniziata la fine della sanità pubblica italiana per come l’avevamo conosciuta nell’ultimo mezzo secolo. Le giornate di fine luglio e dei primi giorni di agosto, sono quelle migliori per piazzare qualche colpo di mano mentre gli italiani distratti sotto l’ombrellone cercano un po’ di tregua dal caldo. Il Senato ieri ha approvato la conversione in legge del decreto sugli enti locali, che contiene tagli alla sanità pari a 2,3 miliardi di euro all’anno a decorrere dal 2015. Questa volta purtroppo il numero legale non manca e per evitare sgambetti il governo impone la fiducia sul provvedimento. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per spiegare la portata della riforma ha coniato la singolare espressione di “efficientamento” che “porterà risparmi da investire nel settore”.

Forse siamo duri di comprendonio, ma dalle nostre parti un taglio è ancora un taglio, e significa meno risorse al servizio sanitario nazionale, riduzione della capacità di acquisto dei farmaci e peggioramento delle prestazioni sanitarie. Niente paura, quelle che noi consideravamo visite e cure indispensabili, da ieri sono “inutili” e gravano sul bilancio per ben 13 miliardi che vanno pertanto risparmiati. Chi avrà il compito di stabilire se un esame o una prescrizione medica è utile o viceversa? A questo dovrebbe pensare il medico che si crede, abbia le capacità per poter valutare se un esame sia necessario, ma in questo caso sarà forse il ministro Lorenzin a prendere questa decisione, oppure Yoram Gutgeld, l’eminenza grigia di Renzi, autore e deus ex machina della politica economica del governo, che qualcuno ha definito “Renzinomics”, utilizzando una declinazione inglese per rendere più trendy un derivato dell’austerità più feroce.

Prima di passare alle valutazioni sull’incostituzionalità di questo decreto, fermiamoci un attimo sui livelli di spesa in relazione al Pil della sanità italiana. Se si segue il filo della narrazione europeista, quella di “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”, dovremmo tacere e soffrire le giuste pene degli sprechi degli anni passati. Preferiamo mettere da parte il senso di colpa e la retorica dell’etica calvinista che descrive la gente italica come inaffidabile e infida, e quella del Nord Europa come modello di virtù e rettitudine.

Se si analizzano i dati dell’Ocse, emerge che la spesa sanitaria italiana è circa il 9,2% del Pil, al di sotto della media dei paesi Ocse pari al 9,3% del Pil e superata persino dalla martoriata Grecia che spende il 9,3%. I paesi che spendono di più in spesa sanitaria in Europa sono proprio quelli del Nord Europa che si piazzano ai primi posti, con i Paesi Bassi che spendono l’11,8% del Pil, la Francia l’11,6% e la Germania l’11,3%. Non è certo un demerito, ma smentisce le affermazioni che l’Italia spenda troppo in spesa sanitaria, e a questo punto se volessimo seguire la logica del “vincolo esterno” dovremmo aumentare la spesa in sanità per raggiungere quei Paesi più virtuosi, ma quando si parla di bilancio è solo in termini di suo contenimento e mai di sua espansione.

E la spesa farmaceutica? Anche sotto quest’aspetto il Belpaese si distanzia nettamente dalla media Ocse in termini negativi: dal 2009 al 2012 l’Italia ha ridotto del 15% la spesa in farmaci a fronte di un taglio dell’0,2% dei paesi Ocse. Se dunque sono state fatte già consistenti riduzioni negli anni passati, il sistema va incontro ad un’altra mutazione, ovvero la sua progressiva privatizzazione che di fatto lo consegnerebbe nelle mani delle lobby sanitarie e farmaceutiche.

E’ possibile conciliare il principio dell’art. 32 della Costituzione che prevede la somministrazione delle cure gratuite agli indigenti con questi nuovi criteri di contenimento della spesa? No, il decreto approvato va nella direzione esattamente opposta, dal momento che nega la facoltà di avere diritto a delle prestazioni che invece il servizio sanitario deve garantire a tutti i cittadini. Se un esame o una prestazione ieri considerata indispensabile, diviene oggi superflua è chiaro che i cittadini per avere diritto a quella prestazione saranno costretti a rivolgersi al settore privato, che non è gratuito e perciò rischia di negare le cure agli indigenti. E’ la faccia più crudele del darwinismo sociale che sta calpestando i principi di solidarietà della Costituzione e si macchia dell’ennesima violazione della Carta.

Paolo Becchi (in collaborazione con Cesare Sacchetti)

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/29/sanita-pubblica-il-senato-ne-sancisce-la-fine/1916381/

29.07.2015

Commenti (25)

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Nascondi area commenti 5 caricati
    1. iVi 30 luglio 2015

      L' americanizzazione avanza.


      Il popolo bue, grazie alla scuola demenziale che abbiamo, non è capace di gare due conti.

      Perché calcoli alla mano non esiste convenienza nella privatizzazione della sanità.......che, ci scommetto, rimarrà gratuita solo per gli stranieri soprattutto i clandestini che ancora non hanno potuto comprarsi il permesso di soggiorno.

    1. ottavino 30 luglio 2015

      Stare in salute è facile. Se non ti riesce sarebbe ora di imparare.

      E stare in salute è l'unico modo per non preoccuparsi del "sistema sanitario". Facciano quello che vogliono
    1. Caleb367 30 luglio 2015

      L'unica cosa che andrebbe tagliata, in sanità, sarebbe l'ammontare di rimborsi alle cliniche private. Non a caso da quando è cominciato il balletto dei rimborsi i parti cesarei, per esempio, sono aumentati di decine di volte. Perchè? Perchè alla clinica privata vengono pagati dallo Stato molto meglio di un parto naturale. Riformuliamo: una procedura invasiva viene imposta senza necessità solo per mungere più soldi allo Stato. Il problema non è la sanità pubblica, il problema è il politicante che taglia fondi alla sanità pubblica per favorire le cliniche private.
      Negli ospedali ci sono molti più letti di quanti ne vengano utilizzati (es. il nuovo ospedale di Lucca), però i pazienti vengono lasciati in lista d'attesa. Perchè? Perchè c'e' bisogno di un medico ogni tot letti disponibili, e i medici non ci sono. Ma ci sono tanti giovani medici in attesa, basterebbe fare un concorso, no? E invece no, perchè non vengono stanziati - o vengono tagliati - i fondi per le assunzioni. E contemporaneamente, se vuoi essere visitato prima di sette-otto mesi, ci sarebbe la clinica privata del primario... guarda caso.

      Se c'e' qualche parassita cui bisognerebbe tagliare le sovvenzioni, quello è il privato.

      (Tra l'altro: "c'entra" non "centra". E se non hai capito cosa "c'entra" la sanità americana privata con la nostra, è proprio che quella americana è mostruosamente inefficiente, costosissima, e ingiusta... ma profittevole per chi ha le mani in pasta. Proprio come vuole renderla il cicciobello rignanese. E non è che ci voglia poi molta applicazione per capirlo)

    1. Toussaint 30 luglio 2015

      La sanità italiana (europea) non deve essere soggetta a tagli perché, nel suo complesso, costa poco, come l’articolo fa giustamente rilevare. Si deve spendere meglio, non spendere di meno. Quello che si risparmia deve essere reinvestito, non tagliato.

      Il fatto è che le oligarchie finanziarie che spadroneggiano in questo nostro mondo, ormai senza più opposizione, vogliono privatizzarla, insieme alle pensioni e ai servizi locali (gli acquedotti, ad esempio). E allora che si fa? Prima le si tolgono i fondi, poi si comincia a lamentarne l’inefficienza (causata dai mancati investimenti) ed infine la si privatizza a prezzi di saldo.

      Il modello statunitense che si vuole imporre è quanto di più inefficiente esista al mondo. La sanità degli Stati Uniti costa più del 17% del Pil, e cura (male) meno dell’80% della popolazione. Per non parlare della gestione dei servizi, come ad esempio l’acqua e l’energia elettrica.

      Basta leggere un po’ della stampa statunitense per realizzare quanto questi servizi siano inefficienti, con le società private incapaci finanche di provvedere alle forniture cui sono delegate (si veda il caso della California, tanto per fare un esempio).

      Il fatto è che, con il dollaro moneta-di-riserva-mondiale, gli Stati Uniti possono riversare sul resto del mondo le loro inefficienze, e quindi ignorare qualsiasi obbligo di efficienza e di competitività del loro sistema, che fa piuttosto pena.

      Detto questo, nessuno sostiene che il sistema-Italia (europeo, ma anche canadese) sia perfetto. Anzi. Ma un conto è migliorarlo, un conto è smantellarlo, come sembrerebbe di capire da certi commenti.

    1. borat 30 luglio 2015


      Perchè la sanità non dovrebbe essere soggetta a tagli? Gode forse di una sorta di impunità oppure perchè i suoi meccanismi di spesa non sono facilmente controllabili a livello centrale?

      Perché le allegre amministrazioni regionali che gestiscono la sanità non devono ridurre i capitoli di spesa mentre scuola, trasporti, servizi sociali, diritto allo studio e alla casa sono soggetti a tagli orizzontali ad libitum?

      Perchè dobbiamo continuare a mantenere industrie cacciavite nel comparto elettromedicale solo perchè danno poche centinaia di posti di lavoro fasulli?

      Articolo sconclusionato tanto più che non si capisce cosa centra la sanità americana con la nostra.

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