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ITALIA, ULTIMO ATTO

DI MINCUO

PREMESSA:

Prendo spunto da questo articolo del Manifesto pubblicato nel forum di CdC dal titolo “Chi tira la cinghia”

Sarebbe opportuno che lo leggeste. Comunque in sintesi accenna alla possibile svendita, pardon vendita, a pezzi, del patrimonio pubblico, che nel caso verrebbe effettuata specialmente tramite Cassa Depositi e Prestiti (più avanti CdP). Alla fine dell’articolo il Manifesto dà una speranza al lettore dicendo che CdP potrebbe essere anche però il veicolo per rilanciare investimenti pubblici e innescare una ripresa ed evitarci così lo strangolamento Europeo. Io me lo auguro con tutto il cuore.

I FATTI:

La Cassa Depositi e Prestiti SPA la si può immaginare come la creazione di un magazzino, in cui man mano si è fatto confluire pezzi di Stato, che sarebbero stati più difficili da vendere singolarmente. Qui vedete le principali partecipazioni di CdP ma dietro alcune sigle fumose stanno beni immobilari pubblici, servizi pubblici e tante altre cose…

http://www.cassaddpp.it/chi-siamo/fatti-numeri/partecipazioni.html

Ora vendendo man mano le quote di questa Società si vende in pratica lo Stato, semplicemente.

Quando cioè la maggioranza, a forza di quote vendute, non ci fosse più, l’Italia allora non sarà più degli Italiani, per semplificare.

Uno degli strumenti che (a mio avviso) ci costringerà a vendere l’Italia sarà l’ European Redemption Fund o ERF, che:

1) Dovrebbe far confluire i debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona, per la parte eccedente il 60% del debito/PIL, in un apposito fondo.

2) L’ERF è garantito dagli Stati Nazionali attraverso i loro asset pubblici e in più obbligatoriamente da una percentuale del gettito fiscale cioè delle tasse.

3) L’ERF poi, dovrebbe emettere a sua volta dei bonds europei a scadenza di 20, o massimo 25 anni. Questi li prenderanno degli investitori. Quindi l’Europa, anche se un pò impropriamente, si può pensare che emette in pratica delle ABS (asset backed securities) alla fin fine.

Siccome le garanzie reali sono degli Stati forse però gli Stati potevano studiarsi qualcosa anche senza la BCE, a dire il vero (ma questa è solo una mia malignità da truce e cattivo finanziario).

4) Comunque in questo periodo di 20-25 anni tutti gli Stati aderenti hanno l’obbligo di portare il proprio rapporto debito/PIL al 60%. A questo fine, senza dilungarmi, sono state implementate man mano misure e provvedimenti che in cambio di un pò di respiro (aiuti) ai Paesi, tramite EMS e tramite il cosiddetto piano Draghi http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-06/tutto-pianodraghi-punti-acquisto-215910.shtml?uuid=AbRY7SZG

di fatto li condizionano in pieno e li sottopongono al controllo di BCE e FMI sui conti e sul percorso di austerity, il quale percorso diventa di fatto con l’ERF ventennale.

Significa perdita totale della sovranità, anche fiscale. Quindi votate tranquilli a primavera, non conta.

5) L’ERF è un fondo a durata limitata, che deve essere completamente rimborsato dagli Stati membri alla fine della sua durata.

6) Calcolando che noi abbiamo circa 120% di debito/PIL e calcolando vent’anni si tratta di 3% circa all’anno da rimborsare (sui 50-60 miliardi all’anno, e considerata la dinamica, è anche ottimistico).

7) Date le ulteriori politiche di austerity che ne conseguono, dal lato aumento del PIL e quindi del gettito fiscale, non è prevedibile fare molta cassa, anzi.

8 ) Dal lato aumento tasse nemmeno, dato che sono già prossime a un limite oltre il quale l’aumento delle aliquote provocherebbe semmai una diminuzione di gettito (l’esperienza insegna che il contribuente che non ce la fa più, già che deve evadere allora lo fa per intero, non solo per la porzione di aumento). Inoltre, con un PIL in peggioramento date le politiche restrittive lo stesso gettito odierno è pure dubbio che possa essere mantenuto.

9) Resta verosimilmente quindi solo la dismissione graduale del patrimonio pubblico, a pezzi, per rimborsare l’ERF.

QUELLE CHE SEGUONO SONO SOLO MIE OPINIONI (cattive)

E’ questo il completamento, cioè la seconda puntata, della distruzione programmata dell’Italia in tre mosse, la prima essendo stata quella avviata nel 1992 con la distruzione del Sistema Paese fatto a suon di svendite

chiamate "privatizzazioni e liberalizzazioni" che non hanno liberalizzato un bel niente ma hanno invece distrutto settori strategici e portanti privatizzandoli (regalandoli) ad amici e parenti e mettendoli inoltre sotto un ombrello di capitali e obiettivi diversi dall’INTERESSE NAZIONALE e perciò distruggendone anche tutte le sinergie.

Con questo sistema si distrusse chimica, farmaceutica, cantieristica, nucleare, ricerca, parte di meccanica, telecomunicazioni ecc…e questo pure alla vigilia della corsa mondiale agli investimenti in Cina. In Cina non si poteva andare con imprese sparse ma solo con un Sistema Paese. In Cina si prendeva una Regione intera alla volta, grande anche come l’Italia, e gli si doveva dare tutto, dalle auto, alle lavatrici alle strade ecc…in genere formando joint-venture.

Noi eravamo perfettamente in grado con il sistema strategico nostro, in sintesi ENI IRI e FIAT, di fare questo, cioè di offrire un pacchetto completo.

Eravamo anzi, come prezzi, come aggressività e come capacità, i concorrenti più temibili. Smantellato il Sistema Paese noi siamo poi andati in Cina ma solo con qualche azienda singola a prenderci le briciole.

Successivamente, seconda mossa, siamo entrati (ci hanno costretto) nell’EUR che ci ha ammazzato la competitività sull’export (data dalla Lira), facendoci perdere quote di mercato progressivamente e procurandoci un deficit della bilancia commerciale di 6 o 700 miliardi, dove prima avevamo invece surplus che era una della nostre forze e inoltre minando anche le imprese locali non più difese da una valuta debole nei confronti dell’ingresso di concorrenti stranieri anche a valuta forte, come invece eravamo difesi prima dalla moneta debole. Infine come ciliegina sulla torta procurando un danno rilevante a un’altra fonte Italiana importante e cioè il turismo, sempre a causa di una valuta troppo forte, l’EUR, che ha reso meno conveniente venire in Italia a uno straniero, e inoltre ha pure reso conveniente agli Italiani andare all’estero invece che spendere qui, cosa che prima non gli conveniva con la Lira debole.

I due registi principali del 1992, il primo nell’ideare e provvedere la necessaria cornice giuridica (insieme a Guido Rossi) e cioè la creazione delle Fondazioni bancarie, la trasformazione in SPA di aziende pubbliche ecc..(anche sotto minaccia di arresto ai manager se non firmavano con la scusa, o lo scopo vero? della concomitante Tangentopoli, tra gli applausi da stadio del volgo estasiato per la "lotta" alla "cooorrrruzzzione") e il secondo in qualità di liquidatore al Tesoro e cioè per tutti gli aspetti finanziari e i rapporti con gli advisors (JPM, Goldman Sachs, Morgan Stanley, UBS ecc…) furono rispettivamente Giuliano Amato (lobby) e Mario Draghi (cripto-lobby) con l’aiuto di Carlo Azeglio Ciampi (lobby) Governatore della Banca d’Italia fino al 1993 (svalutazione e cioè ulteriore sconto per gli acquirenti esteri) poi Presidente del Consiglio per il 1993 – 94 e poi Ministro del Tesoro dal 1996 al 1999.

Padri della Patria.

Amato e Draghi sono casualmente anche i registi odierni dello schema Cassa Depositi e Prestiti e dell’European Redemption Fund.

Amato poi oggi, per sicurezza, è anche incaricato della cosiddetta "spending review"

Quindi le conclusioni o meglio le speranze del Manifesto per le quali la CdP potrebbe essere la capofila di un rilancio pubblico, io spero di tutto cuore che si avverino, ma dato quanto esposto e considerati i protagonisti, non ci scommetterei l’argenteria di casa.

P.S. Il Redemption Fund e lo schema CdP sono questioni che, come si può evincere, potrebbero in ultima analisi riguardare l’essere un domani cittadini di uno Stato o una specie di ospiti di uno Stato a proprietà straniera.

Quindi sembrerebbe che le pagine dei giornali e i titoli della TV avrebbero dovuto assegnare un grande spazio, anche perchè queste cose datano un anno almeno come progettazione e prime messe in opera ed hanno comportato una serie di leggi, regolamenti e modificazioni.

Forse è solo una mia impressione ma se dici "condannato a 4 anni Berlusconi per le carezzine sul c…lo della Rudy" che per carità è importante, lo sanno tutti, se invece dici CdP poco niente.

Se poi dici Redemption Fund zero.

Se anche spieghi un pò, ti dicono "aaah sì…..vabbè……"

Però è proprio un bel nome eh "REDEMPTION"

Tutto si può dire degli Euroburocrati, meno che gli manchi l’ironia.

Mincuo

4.11.2012

Post ripreso dal forum, dove sono presenti numerosi altri commenti.

Pubblicato da Davide

  • ilsanto

    ma se si afferma che c’è uno strangolamento europeo anzichè vendere i beni di famiglia che una volta venduti siamo punto e a capo non è meglio uscire dall’euro ?

  • Georgejefferson

    Grazie,Truman.Le informazioni qua contenute meriterebbero la prima pagina di ogni testata nazionale,ovviamente,se vivessimo in una societa seria e civile.Naturalmente,grazie a Mincuo per la stesura

  • Jor-el

    Il progetto è proprio di costringerci a “vendere” (nel linguaggio della finanza significa “regalare, anzi, offrendo anche bonus in denaro pubblico agli pseudoacquirenti”) beni reali in cambio di nulla (cioè di riduzione del debito)! Uscire dall’Euro? Ma sarebbe troppo facile! Anziché di terreni, immobili, infrastrutture e servizi dovrebbero accontentarsi di… Lire!

  • Giovina

    Jor-el, non dimenticare la mano d’opera a buon mercato….tra pochissimo la merce piu’ conveniente sul mercato europeo…..

  • Fabriizio

    condivido.

  • albsorio

    Sono tante iene che rappresentano gli interessi prenditoriali dell’1%, Romano Prodi lavora giá da tempo al ladrocinio della Nazione italiana link:— http://capoterrarac.over-blog.it/article-romano-prodi-va-all-attacco-dell-oro-dell-italia-82912914.html

  • Allarmerosso

    Cassa depositi e prestiti … aspetta perchè mi viene l’orticaria asentirla nominare … mmm avevo visto letto qualcosa a riguardo.
    mi viene in mente solo una frase privatizzare i profitti, socializzare le perdite…

  • Ercole

    Ma di quale ripresa state parlando,siamo di fronte a una crisi economica strutturale del capitalismo,a livello planetario,si e chiuso un ciclo economico ,a partire dagli anni 80 scaturito dalla ricostruzione della seconda guerra mondiale,sono piu di 30 anni che viene rimandata e diluita nel tempo, nonostante la speculazione finanziaria,che non e la causa della crisi ,ma l,effetto,la causa e figlia dei bassi profitti che si realizzano nella economia reale ,e dalla quale i capitalisti rifuggono,ma la soluzione non esiste, l,umanita e di fronte a un bivio guerra o rivoluzione come gia accadde nel 1915, e nel 1939 , e cosi che l,imperialismo risolve le sue crisi,tutte le altre chiacchiere non portano da nessuna parte.

  • Don-Kisciotte

    Molto meglio direi CDC, piuttosto che CdP o anche di FdP…

    🙂

  • rebel69

    Che dire?Ragazzi grazie per quest’articolo e i commenti.Ma ora mi chiedo,come si fa per divulgare queste informazioni e rendere consapevoli le persone?

  • haward

    Giuliano Amato è, attualmente, advisor di Deutsche Bank. Inoltre il suo nome completo è Giuliano David Amato

  • Fabriizio

    da dove ti arriva questa INFO ?

  • oriundo2006

    E’ lo sponsor occulto di Monti, quello che all’interno del ‘cerchio magico’ del Potere gli ha tirato la volata. E’ l’uomo oggi più potente d’Italia.

  • RicBo

    Mincuo dovrebbe essere in giro per l’europa a dare conferenze, non alla maniera Barnard-Parguez però, che a mio avviso allontana da questi argomenti.
    L’unico appunto che posso fare a persone come Mincuo o Istwine è quello di non essere pienamente coscienti che la crisi capitalista attuale e la conseguente de-industrializzazione sono processi irreversibili, la cui causa va ricercata nella crisi definitiva della sovrapproduzione, in quella prossima energetica, nel rifiuto a sottomettersi allo sfruttamento da parte dei paesi del “terzo mondo” (su cui si basa gran parte della ricchezza del primo) e nel declino degli USA.
    Vista in quest’ottica, a mio parere, “Conquistare la Cina con un Sistema Italia integrato”, come paventa Mincuo insieme ad altre speranze nel suo articolo, è un’utopia, una frase che mostra una fiducia cieca nella capacità di riprodursi ed aggiustarsi dell’attuale modello economico, in definitiva nell’ineluttabilità del BAU.
    La sfida non è ricercare il ritorno alla ricchezza perduta, ma come guidare il “primo mondo” verso una redistribuzione delle risorse che andranno diminuendo, per fare questo è in primo luogo imperativo togliere questa guida dalle mani delle oligarchie dominanti che stanno cercando di trattenere la poca ricchezza che rimarrà nelle loro poche mani.

  • ericvonmaan

    Concordo pienamente con RicBo, anche per l’auspicio che persone come mincuo si facciano maggiormente sentire a livello pubblico, abbiamo bisogno di persone cosi. E’ anche vero che se la povera Italietta a suo tempo avesse potuto giocare le sue carte nella pienezza delle sue forze ed energie forse oggi staremmo messi un po’ (o molto) meglio! Invece ci hanno incaprettato e poi buttato sul ring a prendere calci e pugni. Il mondo di oggi è un grande ring appunto dove diversi atleti se le stanno suonando di santa ragione (non c’è bisogno di fare guerre ufficiali…) e se noi, prima come Italia, poi come Europa, non ci decidiamo a mettere in campo le nostre energìe e forze migliori, e nel modo giusto, siamo destinati a soccombere… là fuori ci sono miliardi di persone abituate a vivere con un pugno di riso al giorno dentro a una capanna, e che non si faranno alcuno scrupolo di montarci in testa.

  • ericvonmaan

    mincuo e istwine secondo me sono pienamente coscienti di quello che affermi, sono però persone molto pragmatiche che cercano soluzioni battibili nella realtà attuale. ciao

  • mincuo

    RicBo io ho detto che perdemmo la Cina a quel tempo, ma volevo dire che quello fu forse un motivo aggiuntivo ALLORA in più per smantellare lo Stato. Ci fecero fuori come concorrenti.

  • AlbertoConti

    “oggi la ricchezza privata in Italia è quattro volte e mezzo il debito pubblico!” === Partiamo da qui prendendo per vera l’affermazione dell’autore. E vediamo due scenari estremi in linea di principio, come semplice ipotesi di lavoro teorico. 1) la ricchezza privata è omogeneamente distribuita tra la popolazione di 60 milioni di italiani 2) la ricchezza privata è superconcentrata in una minoranza ricca e ricchissima, mentre il 90% della popolazione possiede al contrario “ricchezza negativa”, cioè debito netto, o nella migliore delle ipotesi non ha ne debiti ne crediti netti. === Se fossimo nel caso (1) ci converrebbe autotassarci con una patrimoniale una-tantum di poco meno del 25% per azzerare il debito pubblico e ripartire alla grande. Nel caso (2) ci vorrebbe una patrimoniale fortemente progressiva da far pagare interamente ai ricchi, riprogrammando al contempo le regole del gioco economico affinché non riproduca mai più queste sperequazioni insostenibili. La logica è molto semplice: volete rispettare le vecchie regole (diritti acquisiti) ripianando il debito pubblico (almeno quello!) con regolari pagamenti? E allora assumetene la responsabilità sistemica, che comporta questo “sacrificio” tutto sommato minore. Non volete cedere neppure un quarto del maltolto? E allora lasciate fallire il sistema da cui avete espropriato il vostro illegittimo privilegio. Che è un po’ come quel tale che per far dispetto alla moglie si tagliò …. sapete cosa.

  • haward

    archivio-radiocor.ilsole24ore.com/deutsche-bank-italia/

    “Non stupisce che Giuliano David Amato sia stato risparmiato dalla tempesta giudiziaria che travolse Craxi, di cui era braccio destro.”

    E’ una citazione da una articolo di Maurizio Blondet tratto da Effedieffe dal titolo:Bertolaso for premier, invece di Draghi, di qualche anno fa.
    Ho chiesto direttamente a Blondet del particolare “David” e me lo ha confermato.

  • albsorio

    “Ci fecero fuori come concorrenti”… chi “ci fece fuori”? Vedi ci sono persone che comandano gli Stati, come l’Italia, che andrebbero prese e processate per alto tradimento, si puo sbagliare qualche scelta ma qui si ha l’impressione che non sono degli errori quelli che vengono commessi ma una serie di scelte fatte a scapito di intere nazioni.

  • Giancarlo54

    Per la prima volta mi sento di condividere nella sostanza una risposta di Ricbo. Meglio così.

  • Cataldo

    La politica (economica) è l’arte del possibile

  • mincuo

    Forse se prendevate cura di leggere l’articolo sul forum, cioè la continuazione trovavate anche di più. E nei successivi commenti anche.

  • mincuo

    Non so di quale autore parli. Io ho scritto un pezzo ma bisogna cliccare “continua qui” e poi anche leggere e non ho parlato di ricchezza privata e debito. Ho parlato di CdP e European Redemption Fund. A dire il vero.

  • Cataldo

    In estrema sintesi, condivido le considerazioni sullo stato attuale della situazione patrimonio-debito-moneta, e dei pericoli gravissimi insiti nell’evolversi di questa politica. En passant, giusto per aggiungere un tassello, lo status delle riserve auree è ormai un mistero glorioso, che non trova in alcun paese coinvolto, anche in quelli che sembrano più seri del nostro, chiarimenti verificabili.
    La proposta politica per iniziare a mettere mano al disastro degli interessi collettivi deve partire da grandi operazioni verità a tutto campo, in cui certamente si inserisce questa sintesi di Mincuo.
    Trovo manchevole, comprensibilmente perchè necessariamente (auto)mutila nella sintesi, la ricostruzione degli eventi che ci hanno portato a questo stato di cose.

    La manchevolezza non è su quanto scritto sulle responsabilità locali personali ed esecutive, che invece trovano conforto anche da una analisi* dei comportamenti di questo governo in carica: un plastico senno di poi.

    Intanto a mio avviso è opportuno sottolineare che i “sistemi paese” smantellati non si limitano a quello italiota. Il processo che è stato delineato ha avuto analogo svolgimento, melle mutate condizioni, anche altrove, all’interno stesso, a ben vedere, degli attori statuali principali USA, Germania, Francia, UK, per restare ai grandi e vicini; ovviamente la struttura stessa della nostra base industriale ci ha penalizzato** molto più di altri nella corsa alla “Cina”. Ma lo smantellamento delle sinergie, come ben detto, sta avvendendo ora ad un ritmo accellerato, dopo la guerra di Libia abbiamo un surplus di dolo che rende più agevole valutare le responsabilità costituzionali; strumenti che prima potevano avere parvenze compensibili di “neutralità” e di tutela, ora assumono significato e potenzialità diverse: in altri termini negli ultimi anni la situazione è precipitata, questo man mano che la classe dirigente del paese è stata fagocitata nel buco nero B. della cooptazione dei peggiori, il sistema Italia ha perso la propria spina dorsale, bene o male costruita assieme al Paese nel secondo dopoguerra, non solo la testa sostituita dalla capa di pezza di Arcore. Le lobby organizzate si sono impadronite dei ministeri, all’ombra dei cretini e dei frattini, ed ora sono ai vertici di ogni cosa, diventa sempre più difficile ipotizzare una ripulitura, in alcuni ministeri è impossibilie, in altri le lobby sono ministri in conto proprio.
    Ma alla base la perdita di autodeterminazione economica del Paese affonda le sue radici nella fine di ogni politica estera autonoma, destino a cui ha da poco dato seguito anche la Francia, per alzare sempre un po gli occhi dal proprio ombelico, finirà per pagare un prezzo anche più alto del nostro, di questo passo.

    In questo quadro le responsabilità più forti sono della “sinistra”, che ha colpevolmente introitato senza remore la dottrina del dopo undici settembre, che sarà visto storicamente come lo spartiacque strategico successivo a quello del 1989, con la fine della guerra fredda.
    In altri termini lo status di “guerra” che ci è stato imposto, mai cessato da allora***, ha creato un quadro entro il quale strutturare gli strumenti ben descritti da Mincuo, che altrimenti sarebbero senza “copertura” internazionale, giusto per evidenziare un aspetto parzialissimo della questione, questo quadro deve essere ridiscusso dalle fondamenta. La proposta politica di una alternativa credibile deve trovare un solido aggancio europeo, visto che alcune tendenze di spoliazione sono in atto anche fuori dall’italia, o al minimo partire da una valutazione di base dell’assetto strategico in sede NATO, che almeno ci metta al riparo dagli oneri pesantissimi, oltre i numeri finanziari, degli interventi diretti, altrimenti non si avrà mai la forza per incidere realmente sulla politica economica. In questo i ricambi della politica che si vedono all’orizzonte sono patetici, ancora non si sono posti la questione, si limitano ad essere contrari alle spese militari, mi sembra un tantino riduttivo e rende pessimisti.

    *a cominciare dalla nomina senatoriale vitalizia di M. sino alla mancata comunicazione sulle transazioni finanziarie, ben sotto gli standard dello stesso B.
    **si ripetono qui i caveat sulla storica nefasta influenza delle politiche di svalutazione competitiva della moneta sul contenuto in valore aggiunto della produzione.
    ***abbiamo circa 9.000 soldati impegnati fuori confine, ed una quantità considerevole di mezzi, più della metà in zone operative di ingaggio h24.

  • Fabriizio

    stimo e leggo Blondet (sono abbonato), ma spesso non è attendibile.

    Ricordo ancora che era indifferente all’attacco Nato

    all’ebreo (secondo lui) Gheddafi.

  • AlbertoConti

    L’autore è Antonio Tricarico che scrive quanto ho evidenziato sul Manifesto, nell’articolo corrispondente al link che hai inserito nel tuo articolo (Chi tira la cinghia). Pensavo fosse quello l’argomento. Quanto al “continua QUI” mi era sfuggito, sorry. Adesso me lo leggo.

  • Fabriizio

    vado a leggerlo ..

  • haward

    Ovviamente Blondet non sempre può essere attendibile o condivisibile. Non concordo con lui su molte questioni. Però, credimi (non è questa la sede per approfondire), le sue fonti difficilmente sbagliano. Per Gheddafi a parlare delle sue origini è stata una TV israeliana che intervistò alcune parenti di origine ebraiche. Guarda, poi, che spesso l’origine israelitica viene misconosciuta o celata per motivi di opportunità. Un esempio storico: Lenin, ebreo da parte di madre. Per concludere, ho più di un amico ebreo ed, anzi, in uno dei momenti più difficili della mia vita è stato proprio uno di loro a non lasciarmi da solo. I problemi sono altri e molto complessi.

  • AlbertoConti

    L’ho letto e sottoscrivo. Ho anche pubblicato un estratto sul forum di Alternativa, sperando che ne nasca un dibattito.
    Comunque il mio precedente commento “fuori tema” non lo butto via, vale anche a proposito di quanto esponi, come alternativa allo sfascio paventato. Basta solo dimezzare l’entità del debito pubblico da cui rientrare, il che rende ancor più plausibile la fattibilità dell’alternativa proposta. Una patrimoniale vera dell’ordine del 10% una tantum non è poi fuori dal mondo (semmai la sua applicabilità, che implica il blocco della fuga di capitali, o meglio ancora il loro rientro su “estradizione” coatta).

  • Truman

    Ho messo l’articolo per intero adesso.

  • albsorio

    “Una patrimoniale vera dell’ordine del 10% una tantum non è poi fuori dal mondo (semmai la sua applicabilità, che implica il blocco della fuga di capitali, o meglio ancora il loro rientro su “estradizione” coatta).” …. qui bisogna riprendersi la Banca Centrale e tornare padroni della moneta emettendola senza debito pubblico, oppure buttiamo nel cesso il 10% del valore e ci teniamo la moneta debito… ma mettiti a posto.

  • AlbertoConti

    Ma guardati allo specchio e mettiti a posto tu! Quello che dici lo dico anch’io, e forse anche meglio di te. Ma qui si sta parlando del delitto reale che si sta compiendo sotto i nostri occhi, nella logica corrente, quella REALE nel senso che è dominante e incontrastata, la tocchi con mano OGGI. Se hai i rapinatori in casa ti difendi da loro subito o vai a chiedere la riforma dei Carabinieri perchè così non vanno bene? E’ una questione di priorità per la sopravvivenza, basata sull’esame di realtà (quello che difetta ai matti, senza offesa per nessuno)

  • albsorio

    Ma non vedi che il problema è la moneta privata con conseguente debito pubblico, dici di dare il 10% in una patrimoniale e poi ripartire alla grande… a fare cosa altro debito pubblico? Uno che ha una casa da 250 000€ da agli stronzi dell’1% 25 000€ per ripianare un “debito” nato dalla frode del debito pubblico, perchè? E poi si continua come prima? Sbagli tutto, la moneta deve essere del popolo emessa senza debito da una BCE statale ( visto che si vuole una Europa dove gli Stati membri rinunciano a parte di sovranita la BCE puo essere “statale”).

  • AlbertoConti

    Ma allora sei de coccio! Intanto impara a leggere quello che giudichi. Ho parlato di patrimoniale PROGRESSIVA, per far pagare ai soli ricchi e straricchi questo “sacrificio”, che per loro è una pisciatina nell’oceano, mentre per i poveri sarebbe un salasso mortale. Poi non si continua come prima, ma per non continuare come prima bisogna essere vivi, mentre questi qua ci stanno ammazzando oggi! Lo capisci o devo farti uno schemino?