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ITALIA IMBAVAGLIATA

DI CARLO VULPIO
carlovulpio.it

“Il Governo manovra per piazzare uomini di fiducia a capo dei giornali di maggior prestigio
Il cataclisma finanziario, la crisi pubblicitaria, l’adattamento all’universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono temi comuni a tutti i giornali del mondo.
Molti esperti, e non pochi lettori, temono che tale situazione incida sulla qualità della stampa. In Italia, forse il paese europeo insieme alla Russia in cui il controllo politico dei media è meno discutibile, l’inquietudine è doppia.
Al duopolio televisivo, o più semplicemente monopolio assoluto, formato da Mediaset e RAI, potrebbe aggiungersi molto presto una sorta di rivoluzione della stampa.
Dietro a questo movimento tellurico in elaborazione risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono le due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio, Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, e Il Sole 24 Ore, il principale giornale economico nazionale.
“Questa volta Berlusconi non farà prigionieri, vuole controllare tutto e lo farà”, dice Giancarlo Santalmassi, giornalista RAI dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a quando, l’autunno scorso, fu allontanato dopo essere stato dichiarato nemico ufficiale del Governo del Cavaliere nel 2006.
Enzo Marzo, storico giornalista del Corriere, è pienamente d’accordo con Santalmassi; giovedì scorso, nel corso di un dibattito sulla libertà di stampa che si è svolto presso la sede della Commissione Europea a Roma, ha affermato che la battaglia per la direzione del giornale è già iniziata.
Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.

Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5.”
All’interno del RCS, Rossella conta su altri importanti sostenitori: Diego della Valle, proprietario di Tod’s e della Fiorentina, e Luca Cordero di Montezemolo, patron della Fiat e del gruppo Ferrari e amministratore delegato de La Stampa.
Ma la parola di Berlusconi sarà quella decisiva, spiega senza ombra di pudore il quotidiano di suo fratello, perché mentre la crisi strangola i giornali, “l’intero sistema bancario dipende dal primo ministro”.
Napoletano ha le sue carte: non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che comunicano telefonicamente con Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ed editorialista de Il Messaggero.
Secondo Il Giornale il ministro “sa che il peggio della crisi economica sta per arrivare” e la sua idea è quella di piazzare Napoletano a Il Sole (proprietà, come Radio24, del patronato di Confindustria) e di passare al suo attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, il timone del Corriere.
Se non parlassimo dell’Italia tutto questo affanno sarebbe inverosimile, degno al massimo di un articolo scandalistico. Ma tutte le fonti sono concordi nel segnalare che si tratta di “manovre serie e reali” il cui effetto causerà “un terremoto”.
Il malcontento del Governo nei confronti di un altro giornale, La Stampa di Torino, proprietà della Fiat è palese.
Secondo l’entourage berlusconiano, il suo direttore Giulio Anselmi sarà tentato con un’altra importante poltrona: quella di presidente dell’agenzia ufficiale Ansa. Se dovesse accettare, prenderebbe il suo posto un direttore meno ostile al Governo.

Mentre questo disegno politico prende corpo, i media italiani cercano, per quanto possibile, di tener testa a questa tempesta. Il presidente del RCS Piergaetano Marchetti, che ha visto nel 2008 scendere i profitti del gruppo a 38 milioni di euro rispetto ai 220 milioni del 2007, ha confermato che stanno soffrendo “tagli pubblicitari feroci ed immediati”.
E il suo amministratore delegato ha annunciato che l’andamento del gruppo dei primi mesi dell’anno obbligherà a “una riduzione del personale”. “Bisogna agire sui costi e sui modelli economici in Italia e all’estero”.
Marco Benedetto, vicepresidente del Gruppo Espresso, prevede anch’egli “tagli e cambiamenti”. Ironicamente Benedetto non è pessimista sul futuro del settore: “Tra una decina d’anni sarà splendido”.

Carlo Vulpio
Fonte: www.carlovulpio.it
Link: http://www.carlovulpio.it/Lists/PRIMO%20PIANO/DispForm.aspx?ID=29&Source=http%3A%2F%2Fwww%2Ecarlovulpio%2Eit%2Fdefault%2Easpx
28.03.2009

Traduzione a cura di www.italiadallestero.info

Questo articolo non è uscito su un giornale italiano. Lo ha scritto un giornalista spagnolo, Miguel Mora, ed è uscito su un noto quotidiano spagnolo, El Pais. Lo avrei voluto scrivere anche io, ma non me lo pubblicavano.” Pubblicato anche sul Blog di Antonio Di Pietro

Pubblicato da Davide

  • pablobras

    … sempre più verso la DITTATURA MEDIATICA.

  • Jack-Ben

    Ma la butto li cosi…. ma il primo direttore (Miel…) non difendeva a spada i tratta … i difensori della prima democrazia del medio oriente fino a qualche mese or sono…. quando bombardavano con ogni prodotto una città indifesa definendoli terroristi?? o qualcuno ha già perso la memoria???

    questo articolo mi suona divertente …. funambolico o direi meglio .. anzi meglio pensare prima di scrivere …. era meglio che non scrivevo….

  • virgo_sine_macula

    In futuro potra’ accadere tutto,ma la situazione attuale e’ la seguente:i tre maggiori principali quotidiani non sportivi italiani,cioe’ corriere,repubblica e la stampa,non sono certamente controllati dal cavaliere ma anzi lo picchiano spesso duro:alle penultime elezioni il direttore del corriere mieli disse apertamente di votare a sinistra,repubblica con scalfari e mauro e’ sempre stata anti berlusconi,la stampa gravitando da sempre nella galassia agnelli,sempre propensi ad accordi con le sinistre per far passare sotto silenzio i licenziamenti continui della fiat,non e’ certo filo berlusca.
    Il giornale,che ha comunque una diffusione minima rispetto a questi tre,
    e’ di proprieta’ della famiglia berlusconi e dunque puo’ permettersi di essere di parte credo.La realta’ e’ che si tenta sempre di spiegare i successi elettorali di berlusconi con il monopolio dell’informazione mentre sono dovuti unicamente all’assenza di alternativa a sinistra vista la nullita’ politica dei suoi leaders e delle sue proposte.In realta’ in italia esiste un polo unico,dunque o si vota quello turandosi il naso o ci si astiene

  • edo

    Mi mancherà la quotidiana pagina sionista del corriere che Mieli ha prodotto nella sua era… o forse, nel prossimo futuro le pagine sioniste diventeranno due?

  • albertgast

    Dalle statistiche del 2008 di Freedom House relative alla Libertà di stampa nel mondo, l’Italia è al 65esimo posto.E ancora non hanno finito di “sistemare” tutti gli amici nei posti che contano. Fra Napoletano e Rossella non saprei chi scegliere. Rossella fu quello che trasformò il tg5 da un telegiornale quasi guardabile ad una succursale di novella 2000, sostituendo Mentana (ed oggi si capisce perchè). Da parte mia….mai più guardato da allora. A chi continua a sostenere che la stampa o i tg o gli speciali di approfondimento sono contro il governo, consiglierei di mettere sui piatti della bilancia da un parte quelli veramente contro e dall’altra quelli pro, tanto per dare un’occhiata da che parte pende. Non si parla mai del vergognoso tg4, talmente vergognoso da diventare una macchietta e nemmeno dell’altrettanto vergognoso studio aperto. Oltre al giornale di famiglia, poi, c’è Libero, Il Foglio, Il Quotidiano Nazionale di cui fa parte il Resto del Carlino. Quest’ultimo entra in casa mia solo per far felice il nonno che lo legge da sempre, ma è diventato un vero e proprio allevamento per parlamentari (meglio sarebbe chiamarli sudditi) del cdx. Vorrei dire a chi li sostiene che cominciano a diventare un pò troppo ingordi: chi non è per questo governo, andando avanti così, si troverà a non avere più nulla che rappresenti il proprio pensiero. Leggo spesso attacchi a trasmissioni etichettate di csx, MAI nulla contro Emilio Fede. Per me la democrazia sarebbe dar voce a tutti, maggioranza e opposizione. Ed invece, per esempio, abbiamo tutte le sere un Vespa che, come ha detto lui stesso, “confeziona” trasmissioni su misura per i politici della sua parte. Il vederlo promuovere i suoi libri, seduto di fianco al premier che lo elogia, dovrebbe far capire anche ai ciechi da che parte sta e dove va a finire l’imparzialità. La nostra informazione è fortemente scorretta e non equilibrata, ma chi muove le fila continua a ribattere che tutti sono contro il governo. Anche una bugia a forza di dirla, alla fine sembra vera.
    Tanto per fare un altro esempio: ieri in tanti canali non si è parlato di altro che del congressone PDL, molti erano i canali, fra normali e satellitari, collegati in diretta per farci sentire i vari interventi. Non si è parlato quasi della manifestazione contro il governo e delle scarpe lanciate contro il ministero di Brunetta. Meglio parlare delle sue lacrime di commozione. Sta diventando evidente che questa maggioranza vuole eliminare tutte le voci di dissenso, perfino quelle dello spettacolo, perchè dopo il licenziamento in tronco di Mentana, abbiamo visto anche l’allontanamento di Fiorello e di Bongiorno. Ora a me non interessa niente dei suddetti e dei loro contratti, ma il segnale che queste cose mandano è inequivocabile. Attenzione, però, quando avranno incamerato tutto: gli italiani, il loro pensiero, i loro desideri, ed infine la loro libertà……qualcosa succederà. Non vorrei che facessero la fine della gallina ingorda, che a furia di mangiare “ai carpò al gos”…..(fatevelo tradurre da un bolognese….).

  • mirko1313

    proprio non riesci proprio a tenere per te le tue analisi demenziali….per piacere risparmiacele!

  • federasta

    xkè parli male del tg4?!….dopo “Zelig” e “Buona la prima” è uno dei programmi comici migliori! (soprattutto quando c’è Emilio Fido!)

  • virgo_sine_macula

    Non leggerle nessuno ti obbliga a farlo come nessuno ti obbliga a rilasciare i tuoi commenti puerili:siamo in regime di democrazia anche se tu credi che siamo sotto un regime,ognuno e’ libero di dire cio’ che vuole,comprese le cose che tu affermi,il che e’ tutto dire,altro che dittatura.

  • virgo_sine_macula

    Freedom house non e’ attendibile essendo finanziato con fondi prevalentemente governativi usa,dunque un chiaro strumento di propaganda del satana americano imperialista e filosionista:la verita’ e’
    da ricercarsi in qualche pubblicazione araba o in qualche analisi di un sedicente intellettuale italiano.

  • Truman

    La strategia di Berlusconi in campo mediatico ricorda quella di Hitler negli anni ’30 quando si annetteva uno stato dopo l’altro, mentre le vergini senza macchia invitavano a non farci caso, perchè erano i cittadini a scegliere Hitler, non lui che estendeva in modo indebito il suo potere. Così dopo la normalizzazione della RAI adesso il duce si sposta sui quotidiani.
    Potrebbe non essere un grave danno, visto che effettivamente anche chi si oppone al ducetto mafiosetto spesso è d’accordo con lui, meglio che i media ufficiali vadano in malora, ma certo l’informazione è sempre più asservita al potere.

  • virgo_sine_macula

    Nel 1930,per la precisione,Hitler e la germania non si erano annessi alcuno stato,visto che il caporale boemo ando’ al potere nel 1933.Bisogna aspettare il 1938 e il 1939 per le annessioni.Resta tuttavia abbastanza intuitivamente differente l’annessione di uno stato con la forza al tentativo di nomina di un direttore favorevole in un importante quotidiano nazionale:paragone storicamente e logicamente improponibile.

  • edo

    le analisi di virgo sono “di sponda” identiche a quelle che trovi su : corrire, repubblica e stampa. Credibili!

  • nautilus55

    Virgo intonsa,ma…lo sei o lo fai? Sai distinguere il 1930 dagli “anni ’30”? Hai studiato la storia sul Bignami? Si vede.

  • virgo_sine_macula

    Secondo te il 1939 significa anni 30?Siamo ormai all’inizio del decennio successivo,se dici negli anni 30 si intende o si presume un’azione continuativa e non sporadica in quegli anni.Negli anni 2000 le torri gemelle di new york furono abbattute.Ti suona bene?Senza contare l’improponibilita’ storica del paragone che faceva il blogger sprovveduto.

  • virgo_sine_macula

    Hanno fatto bene i giornali italiani a non pubblicarlo.

  • albertgast

    Possiamo anche non essere al 65 posto, ma la sostanza non cambia. Le balle che ci raccontano nei giornali e in tv restano balle. L’ultima l’ho sentita rpoprio un paio di giorni fa: un pdellino sosteneva che alitalia non è fallita. Peccato che i libri di alitalia siano depositati al tribunale fallimentare di Roma. A furia di raccontare che l’hanno salvata la gente ci crede. Tutti tranne gli azionisti che son rimasti con un pugno di mosche. Per quanto mi riguarda ho ancora in mente la faccia da schiaffi di Tremonti che in tv diceva che gli italiani non ci avrebbero rimesso un euro. Ora le mie Lehman Brother che faccio, gliele porto a casa sua? Mai visti e sentiti tanti bugiardi, fra governo, parlamentari, giornalisti e puffaroli vari. Periodaccio per gli onesti.

  • myone

    E’ tutta un’ apparenza. Sembra uno stato che debba dare l’ immagine pubblicitaria e propagandistica, di una elite, che non e’ proprio e non rappresenta propio, una realta’, quella intelligente come la vogliono far passare, che sono loro.

  • mirko1313

    piuttosto che fare affermazioni puerili preferisco non farne, dovresti prendere esempio invece che scrivere tutte le puttanate che scrivi.. Aiutami a non leggerle, non scriverle.

  • nautilus55

    Qui, d’improponibile, ci sei solo tu: appoggio alla guerra di Spagna (1936), occupazione dei Sudeti (1938), anschluss dell’Austria (1938)…ma smettila di blaterare cavolate! In un altro commento lessi che definivi “esempi di stati federali Francia e Germania”, quando anche i bambini sanno che la Francia è l’antitesi del federalismo avendo, i gallici, inventato la figura del prefetto. Studia, invece di scaldare una sedia nella segreteria di un partito!

  • virgo_sine_macula

    La guerra di spagna non e’ un’annessione ma una guerra civile scoppiata tra spagnoli,la germania e’ uno stato federale tanto che il bundes che compare spesso in tedesco significa federale.Il fatto che ci sia il prefetto significa che non sono uno stato federale?In francia le varie regioni godono di vastissima autonomia soprattutto in tema fiscale come si vuole fare adesso in italia.Forse e’ meglio che la smetta tu di farfugliare frasi sconnesse con una consecutio temporum quantomeno approsimativa

  • virgo_sine_macula

    Ma scusa albertgast un politico e’ di parte racconta balle per forza:discorso diverso per i giornalisti,comunque penso che se leggi repubblica,il corriere o la stampa hai un’informazione abbastanza onesta e imparziale,”abbastanza”.Certo che se leggi la padania o il manifesto il discorso cade come cade nei tg di mediaset:vuoi che parlino male del loro padrone?