Home / ComeDonChisciotte / ITALIA ETERNAMENTE INCHIODATA A POLEMICHE CATACOMBALI

ITALIA ETERNAMENTE INCHIODATA A POLEMICHE CATACOMBALI

DI MASSIMO FINI
Il gazzettino

L’Italia sembra condannata a rimanere inchiodata per l’eternità a polemiche catacombali . Durante il suo viaggio in Israele il sindaco di Roma Alemanno si è rifiutato di considerare, in blocco, il fascismo “il male assoluto” condannando invece, senza se e senza ma, le leggi razziali. Apriticielo. Tutte le suorine di sinistra (oltre che la comunità ebraica), sono risorte, indignate. Veltroni ha affermato: «Non è possibile scindere le sue cose» e, non contento si è dimesso dal Museo della Shoah («Mi ferisce quel tentativo di esprimere un giudizio “doppio” sul fascismo»). Un deputato Pd: «Difficile poter definire come “male assoluto” politico un’esperienza politica che per vent’anni ha soppresso le libertà». E così via.

Prima di addentrarci in ragionamenti più complessi facciamo una riflessione semplice. Il fascismo negli anni Trenta ebbe un consenso quasi plebiscitario (“Gli anni del consenso” di Renzo De Felice). È ragionevole pensare che tutti i nostri nonni o padri (non parlo del mio che fece quindici anni di esilio per fuggire al fascismo, dico in generale) fossero tutti dei mascalzoni, dei seguaci del male assoluto, e quindi “male assoluto” essi stessi; mentre noi figli o nipoti saremmo tutti migliori di loro? Ma andiamo.

Il “male assoluto” non esiste. Non nella testa di chi lo concepisce. Per Hitler il “male assoluto” erano gli ebrei. Vogliano metterci, concettualmente, al suo livello? In realtà la categoria del “male assoluto” è una creazione recente, di derivazione americana, che ha la funzione strumentale di farci sentire – poichè ci contrapponiamo al Male – dalla parte del Bene e incapaci di fare il Male. Una divisione così manichea è puerile e, oltretutto, non aiuta a capire perché si crearono certi fenomeni storici.

Il fascismo fu una dittatura. Ma ebbe perlomeno un’idea di Stato e di Nazione che cercò di realizzare con una certa pragmatica coerenza. Ebbe una politica nient’affatto stupida in campo economico, amministrativo e sociale. L’Iri quando fu creato, nel 1933, fu un’intelligente risposta alla gravissima crisi economica che aveva scosso l’America e l’Europa dopo la crisi del ’29. Nel dopoguerra democratico divenne quel baraccone spartitorio che ha sperperato centinaia di migliaia di miliardi.La burocrazia. Mussolini ebbe l’intelligenza di tenere in debito conto la burocrazia perchè si rendeva conto che nessuno Stato può reggere senza una burocrazia efficiente. E un tecnico come Beneduce ebbe carta bianca. Il fascismo sfruttò con una certa duttilità le possibilità dirigentistiche insite in un sistema dittatoriale.

Gli anni Trenta in Italia furono poi un periodo di straordinaria vivacità culturale non solo nei settori tradizionali della letteratura e della pittura ma anche in quelli più moderni dell’architettura e dell’edilizia sociale fino a discipline attualissime come il design industriale (qualcuno ricorderà, forse, la mostra milanese “Annitrenta in Italia” del 1982). Insomma il fascismo non fu solo retorica, propaganda slogan, labari e fasci. Anche se, naturalmente, tutte queste cose ci furono e umiliarono l’intelligenza, oltre che la libertà, degli italiani. In una prospettiva storica delle distinzioni vanno fatte e non si può condannare in blocco il fascismo come “male assoluto” solo perché fu una dittatura (peraltro la meno sanguinaria” del ‘900 anche se ebbe anch’essa i suoi crimini infami: oltre alle leggi razziali quelli compiuti fra gli altri, su Gramsci, su Gobetti, sui Rosselli).

Altrimenti dovremmo concludere che a tutta la storia dell’umanità (Cesare, Impero romano, i re medioevali di diritto divino, Napoleone) ha vissuto nel “male assoluto” fino all’avvento del Bene, la Democrazia.

Un’altra polemica catacombale è stata scatenata dalla frase del ministro La Russa, che durante le celebrazioni dell’8 settembre, presente Napolitano, ha chiesto rispetto per i militari della Rsi. Possibile che sia così difficile capire che mentre i partigiani si battevano per la libertà, altri giovani italiani andarono a morire per Salò in nome di valori, l’onore e la lealtà, che allora avevano un significato? Infine trovo grottesco celebrare l’8 settembre, il giorno del “tutti a casa”, il giorno della vergogna italiana quando dopo aver confermato lealtà all’alleato (Badoglio: «La guerra continua a fianco dell’alleato tedesco») lo pugnalammo alle spalle mentre era impegnato in una lotta per la vita e per la morte. Con quell’alleato non bisognava allearsi. Ma non c’è niente di nobile, nè da celebrare, nell’aver cambiato campo, passando con i vincitori nel momento in cui si profilava la sconfitta.

Massimo Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su “Il gazzettino” il 12/09/2008

Pubblicato da Davide

  • francefar

    Quoto l’articolo.
    Per quanto riguarda Alemanno, lo reputo un’incapace come il 99,9% della nostra casta politica, ma almeno non gli si può dire di peccare d’incoerenza.
    Non è certo come il suo diretto superiore che ha rinnegato il suo passato politico e si è messo il kippà.

  • alcenero

    Non finiro’ mai di stupirmi di come M, Fini alterni eccezionali articoli a solenni cavolate.

    Ma come si fa a definire dei “valori” l'”onore e la lealtà” a quelli che sono tra i peggiori criminali che la storia ricordi? Se ci si infila in un azione criminale (e non dimentichiamoci oltre alle aggressioni che hanno dato inizio a una guerra che ha fatto sino a 80 milioni di morti, secondo alcune stime, anche gli agghiaccianti genocidi di ebrei, rom, oppositori politici e portatori di handicap), e’ un “valore” non tirarsi indietro dalla propria complicita’ in nome di un qualche demenziale concetto di “onore”?

    La Repubblica di Salo’ e’ nata per obbedire agli interessi della Germania che ha mandato a morire anche adolescenti senza barba sui campi di battaglia in nome dell’onore, non certo per servire i desideri di un Italia che a quel punto voleva solo la pace e riniziare a vivere,

    Dov’e’ l’onore di chi entro’ nelle SS italiane, volute a fine guerra da Mussolini (in nome della lealta’) e che rispondevano direttamente all’alleato/padrone tedesco, e che secondo alcune testimonianze avrebbero partecipato al massacro di donne, vecchi e bambini a S. Anna di Stazzema [it.wikipedia.org]?

  • mendi

    Sembrano discorsi stralunati questi di M. Fini e invece sono discorsi scontati che non dovrebbero più suscitare alcuna polemica o meraviglia.
    E invece…
    Quanto ai “ragazzi di Salò”, basterebbe leggere le lettere de “I condannati a morte della R.S.I.” per capire con chi si ha a che fare.
    Troppo facile dire adesso che erano dalla parte sbagliata. E’ evidente che LORO non lo sapevano.
    Erano soldati, soldati italiani e anche loro hanno diritto a essere ricordati come tali.

  • ilBarone

    questa smania di indicare il Male Assoluto nel nazi-fascismo mi puzza assai.

    Questo maledetti stegocrati cercano di allontanate da se il sospetto. è chiaro che i nuovi euro-sion-nazisti (e non alludo certo ai naziskin e c.) devono individuarsi come ‘diversi’. Mi sembra decisamente più onesto alemanno del vendutissimo fini.
    Del gioco sporco che fa la ‘sinistra’ col suo trombone-portavoce Napolitano, non ne parliamo…….

  • reza

    i nuovi euro-sion-nazisti = neonazifascismo = sionisti+neocons+salfidi.

    e t’ho detto tutto.

  • odisseo

    Bravissimo Fini ! ( Massimo…naturalmente.)

    per ben sedici anni ho militato in un reparto militare a contatto con altri militari stranieri. Noi italiani, anche se discretamente, siamo considerati inaffidabili sul campo di battaglia a causa del famigerato 8 settembre.
    Solo il ricordo della fedeltà alla parola data degli uomini della RSI mi ha permesso di difendere in un certo modo la nostra Nazione.

  • fanfara59

    Come al solito Fini (Massimo!) dimostra un’ intelligenza ed una onestà intelletuale difficilmente riscontrabili in altre “teste”.

  • Truman

    Qui ci sono dei discorsi che avevamo già affrontato in un paio di thread nei forum intorno al 25 aprile.

    In Che sfilino le Brigate Rosse! facevo notare nella risposta ad Adinolfi l’incapacità della destra di capire i fenomeni dove sono coinvolti dei valori morali.

    D’altro canto nel thread
    Il 25 aprile che divide gli italiani c’era l’interessante post finale di un siciliano il quale spiegava che per la Sicilia il termine liberazione era insensato.

    In definitiva chi spinge contro un male assoluto cerca sempre di manipolare, ma da tutte e due le parti ci sono manipolazioni.

  • mat612000

    Sembrano i pensierini di un bambino di 10 anni, non di un giornalista.
    Cosa significa il discorso sui nonni che “erano tutti fascisti” o sul concetto relativo di male (l’esempio di Hitler che considerava gli ebrei male assoluto) è ai limiti del ridicolo.
    Basterebbe dire che per quanto riguarda l’onore e la fedeltà dei “ragazzi di Salò”. basterebbe dire che il loro dovere di militari era difendere il governo legittimo (il Regno d’Italia) non di seguire, per motivi personali, Mussolini nell’avventura della RSI.
    Giuridicamente parlando i militi della RSI commisero un reato che in tempi di guerra è punito con la morte, altro che onore e fedeltà…
    E’ evidente anche ad un ragazzino che il giudizio di “male assoluto” dato da Fini al fascismo è strettamente politico e storico e che come tale non può che essere dato a posteriori, come giudizio storico sul periodo.
    Come si fa a scrivere articoli così banali?

  • nautilus55

    Non entro nel merito delle polemiche suscitate da questo articolo, poiché lo associo alla pessima abitudine di rimanere, proprio, “inchiodati alle polemiche”. Come si fa a dire che il Fascismo “Ebbe una politica nient’affatto stupida in campo economico, amministrativo e sociale”? Perché l’Italia del 1940 era il fanalino tecnologico d’Europa? Mai sentito parlare d’autarchia? Chi usò il radar nella guerra, e chi i “rilevatori fonici”? Anche sull’arte, poi, ce ne sarebbe: vogliamo paragonare l’arte del Ventennio con l’Art Decò internazionale dell’epoca? Purtroppo, simili argomenti non possono essere dibattuti con un articolo di una paginetta, perché troppe cose lasciano inespresse e finiscono proprio per innescare quelle “polemiche” che vorrebbero disinnescare. In definitiva, un mediocre articolo, senza conclusioni se non qualche slogan ritrito, in piena sintonia con la “politica/spazzatura” alla quale siamo abituati. Anche i più fini, talvolta, sbagliano.

  • lucval

    Concordo pienamente con l’articolo. Mio padre oggi ha 74 anni e si dichiara “fascista” e spesso mi racconta quanto il regime abbia aiutato le famiglie e creato il c.d. “Welfare”. Ha confermato che c’era la dittatura, ma quella “all’italiana”.
    Inoltre, spesso mi racconta che i famosi “tedeschi” altro non erano che ragazzetti mandati allo sbando.
    Le guerre sono tutte uguali, c’è chi decide di farle e sicuramente non sono le stesse persone che si armano.
    Io comunque non sono fascista, ma secondo me il vero regime fascista ce l’hanno negli USA, con il centro di comando in Israele.
    A mio parere, chi è onesto intellettualmente, deve riconoscere che nonesiste il “male assoluto” come pure non esiste il “bene assoluto” in quanto l’uomo per sua natura non può raggiungere tale stato.
    Quindi, posto questo, l’articolo secondo me, è attualissimo.

  • albertgast

    Per la seconda volta, stranamente, mi trovo in disaccordo con Massimo Fini.
    Mi sembra di sentire “chiacchiere” da piccola piazza di paese, e non una attenta analisi di ciò che fu il fascismo.
    Forse proprio perchè suo padre era in esilio non gli ha raccontato quello che succedeva qui da noi.
    I miei nonni c’erano, invece, e per mia fortuna mi hanno raccontato.
    Il consenso plebiscitario era facilissimo da ottenere, perchè a nessuno piaceva bere l’olio di ricino, a nessuno piaceva essere discriminato, a nessuno piaceva essere manganellato il primo maggio.
    Mio nonno non era fascista e non aveva comprato le divise da balilla o da piccole italiane ai suoi figli. Risultato? Tutti bocciati, mai interrogati, mai corretti i compiti e spesso bacchettate (allora si usava) sulle dita anche quando a disturbare in classe erano altri.
    Poi certo c’erano anche quelli convinti, ma sicuramente quelli che non lo erano non lo dicevano e, anzi, cercavano di apparire plaudenti e convinti.
    Un’altra cosa che mi hanno detto quelli che “c’erano” è che i repubblichini erano molto peggio delle SS, perchè se possibile la loro crudeltà era ancora maggiore.
    Ora io capisco che un giovane infoiato possa scegliere di stare dalla parte sbagliata, ma nessuno lo obbligava (oppure si?) a prendere ragazzi e torturarli fino alla morte per sapere dove erano i partigiani, quando sapevano benissimo che quei ragazzi nulla sapevano.
    Dopo la guerra venne ad abitare vicino a noi una signora e ci raccontava di aver abitato vicino ad una “camera delle torture”, dove i repubblichini “interrogavano” i prigionieri. Dopo tanti anni ancora aveva gli incubi e risentiva quelle urla. Proprio non riuscendo più ad abitare in quella casa, decise di trasferirsi e capitò nell’appartamento vicino al nostro.
    I suoi racconti facevano orrore e, sfidando le guardie, a volte lei ed altre donne portavano acqua a quei poveri prigionieri.
    Racconti come quelli che ho sentito io potete farvene raccontare anche voi, basta chiedere a chi c’era.
    Non me ne importa nulla delle cose “buone” che ha fatto, quello che di male abbiamo ricevuto da quella dittatura è stato inenarrabile.
    Questi ragazzi nati dopo la guerra che vogliono salvare qualcosa di quel periodo orribile, non solo sono ignoranti (non conoscono), ma non sanno quello che dicono.
    Amaramente, ancora una volta, debbo constatare che dal passato non si impara mai niente.

  • AmonAmarth

    Giusto, non si può dire “male assoluto”: non sappiamo nemmeno cos’è ed è ipocrisia blaterare per difendere frettolosamente dei valori che tanto la gente non percepisce più. Non ha nemmeno significato ed utilità sociale pratica, in quanto chi si pone ancora su temi come fascismo e antifascismo attualmente non intende veramente quello che la gente ha vissuto 65 anni fa, semplicemente perchè non l’ha vissuto lui stesso. E’ la solita noiosa discussione inutile, come cerca di far capire Massimo. Si può discutere all’infinito nel porsi fascista o antifascista, è come dire “tengo a una squadra di calcio o all’altra”, l’importante è scannarsi. Alla fine di tutto basta sapere cosa è successo e riconoscere la privazione della semplice essenza umana in determinate epoche storiche senza sentirsi il dovere di schierarsi. Credo che ciò che ognuno dovrebbe impegnarsi a fare sia semplicemente proporre la sua idea senza riferirsi ottusamente al passato divergendo inevitabilmente in discussioni inutili: immaginare e risolversi il futuro, l’acqua è passata.

  • V267

    La classe politica fascista non era migliore di quella attuale.
    Aveva gli stessi difetti di protagonismo, pressapochismo e mancanza di lungimiranza.

    Allora si investiva poco nella ricerca scentifica e la burocrazia era poco efficiente, ancora oggi è lo stesso.

    Allora esistevano le raccomandazioni e la tassa della RAI, oggi lo stesso.

    L’unica differenza era che allora l’Italia non era uno stato vassallo di nessuno mentre adesso lo è.

    Il Fascismo fu un castello di carte proprio come lo è il Berlusconismo.
    Cosa sia stato l’Antifascismo ve lo lascio immaginare.

    Dopo aver perduto disastrosamente una guerra, in cui eravamo entrati con la stessa faciltà con cui certi nostri politici attuali fanno scelte altrettanto azzardate, senza tener conto degli imprevisti (Mussolini pensava che la guerra finiva in un paio di mesi e ci rimase invece le penne), eravamo ex-fascisti che si dovevano rifare una verginità.

    Dove erano i vari leader antifascisti prima del 1943? Erano sparuti intellettuali al confino o, peggio ancora, delatori in esilio come Togliatti, che durante le purghe staliniane fece ammazzare numerosi compagni italiani in esilio come lui.
    Il seguito che essi trovarono era composto da gente che fino al giorno prima aveva indossato la camicia nera e che, vista la frittata della guerra persa, si era affrettata a darle fuoco nella stufa a legna.

    De Gasperi era il bibliotecaio del Vaticano, Togliatti era uno che scrisse a Stalin di far morire quanti più prigionieri italiani per aumentare il danno fatto dal Fascismo. Gli altri erano gente con poca fortuna e che mai l’avrebbero avuta se l’Italia non fosse scesa in guerra.

    Era una classe dirigente tutta da inventare. La prima boiata che fecero fu quella di fare la Repubblica con l’imbroglio.

    Il referendum del 1946 fu vinto dalla Monarchia, perché il popolo italiano, nonostante tutto, si fidava più del nuovo re, Umberto II, che di loro, i vari partiti antifascisti.
    L’Arma dei Carabinieri, che controlla da sempre i dati di tutti i seggi, aveva dati aggiornati che la Monarchia aveva vinto per 2 milioni di voti.

    Loro bloccarono la conta, spinsero la Cassazione a dire che aveva vinto la Repubblica, minacciarono Umberto II di una guerra civile oltre che di ammazzare lui e la sua famiglia e lo spinsero all’esilio.

    Poi, abbozzarono durante il 1947 una Costituzione che non si sa se scopiazzata da quella francese del 1872 ( Terza Repubblica Francese) o da qualche manuale di qualche officina massonica.
    Per carità, è bellissima, ma in concetti astratti ed in mancanza di assoluta concretezza ( sapete, quei ragionamenti di “come l’uomo e lo Stato dovrebbero essere”, ma che in concreto “mai saranno”) non ha nulla da invidiare alla Costituzione della Repubblica Partenopea del 1799.

    Poi vennero gli anni della ricostruzione. Nella NATO non ci volevano, perché in due guerre mondiali avevamo pugnalato alla schiena la Germania 2 volte: nel 1915 con il Patto di Londra e l’8 settembre 1943 con l’Armistizio di Cassibile.
    Furono i francesi a salvarci. Gli americani non ne volevano sapere.
    Avevano i loro buoni motivi, i francesi.

    Dove voglio arrivare: prima fascisti e poi antifascisti siamo sempre gli stessi.
    Ormai, all’estero non ci fa caso pù nessuno.

    Siamo italiani, siamo pagliacci. Eravamo governati da un pagliaccio che credeva di vincere le guerre con le baionette, adesso siamo governati da altri pagliacci.

    Non siamo mai stati una democrazia vera. I partiti politici sono autoreferenziali.

    Un ordine professionale esiste solo per le altre categorie, non per i politici.
    Un medico che ammazza la gente viene radiato dall’ordine.
    Un avvocato o un commercialista che fa i guai deve solo chiudere lo studio professionale perché la gente sta alla larga.

    I politici invece possono fare tutte le cazzate che vogliono, ma nessuno li radia mai ed un certo modo di interpretare la cosa pubblica si è anche aggravato nel tempo.

    Mussolini poteva avere tutti i difetti di questo mondo, ma non era un ladro.

    Quelli che ci governano adesso hanno i suoi difetti ed in più sono ladri.

    Siamo sotto un Regime Partitocratico, Oligarchico, ma soprattutto Cleptocratico.

    Anzi, più tempo passa e più siamo soprattutto una Cleptocrazia e, non dispiaccia a chi predica il Federalismo: si è più Cleptocratici nella periferia che al centro.

    V267

  • macosamidicimai

    E già, loro non sapevano…

    Non sapevano dei campi di sterminio, anche se ne avevano uno in casa.
    Non sapevano nemmeno cosa veniva fatto agli ebrei dell’est (eppure qualcuno dalla Russia era tornato, vero?)

    Erano soldati…

    Soldati che finchè c’era stato da combarrete contro russi e inglesi le avevano prese di santa ragione, spesso cpomportandosi da codardi.
    Ma contro vecchi e i bambini furono dei veri leoni!

  • macosamidicimai

    Ah beh, grazie Fini che c’hai spiegato com’è difficile avere consenso quando si controllano tutti gli organi d’informazione e tutti gli apparati dello stato. Chi ha consenso in queste condizioni è veramente capace.

    Eh si, eravamo dei veri ricconi durante il fascismo!
    Lo si è visto soprattutto durante la guerra, nel settore armamenti: scarpe di cartone, rancio da fame e mezzi arretrati. Eppure era un regime militarista. Non oso pensare quali alte vette abbia raggiunto nei settori ai quali puntava meno.

    Ed è pure vero che “Gli anni Trenta in Italia furono poi un periodo di straordinaria vivacità culturale”
    In quale altro modo, infatti, potremmo definire le LEGGI RAZZIALI, se non come uno straordinario momento di VIVACITA’ CULTURALE?

    Fini, dici delle enormità.
    Eravamo un paese arretrato come e piu’ di adesso (ma tranquillo, piano piano ci torneremo).
    E quando chiedo a mio padre (ultraottantenne, che pure dell’infanzia sotto il regime ha un bel ricordo) come si stava economicamente, sai che dice? “Si faceva la fame” risponde. E dice che il benessere s’è visto nel dopoguerra.

    Pero’ su una cosa hai ragione, non tutto è migliorato dal fascismo ai nostri giorni: i giornalisti, ad esempio, sembrano piu’ leccaculo di quelli di allora.

  • Lif-EuroHolocaust

    In effetti servirebbe molto tempo per tutti gli aspetti toccabili. Comunque continuo a non capire il perchè di questa diffidenza per una politica autarchica, come se il “provvedere a sè da sè” possa avere una connotazione intrinsecamente negativa.

    Poi, permettimi, l’arte fascista, come riportava Philippe Daverio in una sua trasmissione su Rai3 poco tempo fa, non era “fascista”, ma era l’espressione di una corrente internazionale che legava praticamente le più grandi nazioni “occidentali”, essendo condivisa dalla Germania, dalla Francia e dagli USA, ben prima anche del Ventennio fascista. Aquile, fasci littori e riferimenti greco-romani erano dovuti ad una corrente artistico-architettonica derivante da scoperte abbastanza recenti in Grecia e mostranti una scuola scultorea più “romaneggiante” e grintosa rispetto a quanto conosciuto sino ad allora proveniente dall’Ellade. Il che aveva impressionato i primi vent’anni del secolo scorso molte nazioni. La damnatio memoriae dell’arte “fascista” è una delle altre diffidenze senza senso della nostra epoca. Poi, lasciamo perdere il confronto con l’art decò…

  • sultano96

    M. Fini i nostri nonni erano habitué della “caneva” e i risultati, unica cosa che conta, sono sotto gli occhi di tutti!
    Un’evoluzione c’è stata, bisogna essere onesti, dal “goto” siamo passati alle “canne”, c’è di esserne fieri!
    A cosa serve dichiararsi astemi quando si vive in una cantina?
    Lo si può fare accettando la filosofia manichea da lei aborrita.

  • macosamidicimai

    Inaffidabili per quel che accadde l’8 settembre, mezzeseghe per quel che accadde PRIMA dell’8 settembre. Non te lo dimenticare, caro.

    I reduci anglosassoni della WWII, per indicare il nostro esercito (preso da loro a calci in culo per mezza Africa PRIMA DELL’8 SETTEMBRE 1943), erano soliti usare l’aggettivo “bovino”.

    Questo fu possibile solo grazie al ventennio fascista, che ha reso l’Italia lo zimbello d’Europa.

    Tu che dici di essere stato militare, perchè non ti fai qualche giro sui forum internazionali del settore? Quando si parla del ruolo italiano nella WWII ci scappano sempre delle grasse risate.

    Lasciami dire una cosa pero’: vedere te, ex militare, che ancora difendi il fascismo (e la RSI in particolare) causa di ignominia e di dirisione a livello internazionele imperitura nei decenni, mi riempie di sconcerto.

    Dato che hai la memoria corta, ti voglio ricordare solo qualche episodio di quella grande farsa dal finale tragico.

    1) spezzeremo le reni alla Grecia: presi a calci in culo finchè non arrivarono i tedeschi.
    2) Coventrizzare Londra: i pochi aerei che avevamo il Ciarlatano li invio’ a bambardare Londra, invece che nei teatri di operazioni di nostro interesse.
    3) la ritirata nella neve, a piedi, in Russia, con gli stivali con le suole di cartone pressato.
    4) li fermeremo sul bagnasciuga…

    Io non so chi via abbia inculcato idee cosi’ distanti dalla realtà. Forse retaggi familiari, forse semplice “struzzismo”. Fatto è che a quasi 70 anni da quei tragici eventi fa tanta pena vedere gente che ragiona come te.

  • loco

    sono completamente d’accordo con te