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ITALIA: DAL 2000, -40% DI PETROLIO IMPORTATO

FONTE: PETROLITICO (BLOG)

“Quando finirà il petrolio? Per l’Italia ne è finito quasi la metà in dieci anni. Con quel poco che resta dobbiamo camparci almeno dieci millenni…”
Anonimo

Italia, petrolio: importazioni nette a picco
(media – sui dati a consuntivo dei singoli trimestri – dell’importazione giornaliera, in milioni di barili; dati della United States Energy Information Administration*)
2000 ……… 1,75
2004 ……… 1,65
2006 ……… 1,60
2008 ……… 1,44
2010 ……… 1,34
2011 ……… 1,23
2012 ……… 1,07
(previsione, dati Unione Petrolifera su prima parte dell’anno)

2025 ……… 0,18 (mia previsione)
2040 ……… 0,05 ( ” ” )
2050 ……… 0,01 ( ” ” )

L’economia italica dipende in gran parte dall’importazione di petrolio. Dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna siamo i più dipendenti dal petrolio che importiamo e raffiniamo, aggiungendo anche il gas naturale la nostra situazione addirittura peggiora in quanto ad autonomia. Di petrolio e gas l’Italia, in totale, ne produce sempre meno e ben poco rispetto al fabbisogno nazionale, il picco del petrolio per l’Italia è quindi ormai lontano nel passato…

Vengo ai dati: quest’anno l’Italia avrà importato circa il 40% in meno rispetto ad esempio al 2000. Niente consumo petrolifero, niente ricchezza. Ed intanto le raffinerie chiudono, per non riaprire più.
-40%. Immaginate che ogni cinque auto, ne fate sparire due, o meglio che i due possessori di quelle auto scompaiano, o scompaia una fetta immensa del loro reddito (niente energia -> niente lavoro -> niente capitale -> niente denaro e poi il ciclo ricomincia…). Meno possibilità di consumo, meno possibilità di capitalizzare il lavoro, etc. etc. Con successivo collasso a “gradoni” del debito pubblico, di quello privato, rarefazione della gran parte dei servizi, comprese a termine la scuola e la sanità. Per non parlare di “sparizioni” a ondate di versamenti di rimborsi IVA, pensioni o stipendi (giustificate alla meno peggio dalle cosiddette istituzioni), ma anche fallimenti bancari, sparizione di conti correnti per finire con l’impossibilità tecnica di utilizzare i POS ed i bancomat ed infine rarefazione delle care vecchie semplici banconote (che siano vecchi euro o nuove lire). Nel frattempo anche l’energia elettrica diventerà un antico “di più”, dapprima ci si ritroverà la sera da quello che ha ancora la luce (e/o l’acqua calda) in casa, in Grecia e Portogallo succede già. Poi con gli anni (coi mesi) ci si ritroverà a casa di quello che ha da mangiare, magari senza il suo consenso…, magari accanto al suo cadavere. Ma qui voglio rincuorare il lettore: sarà un mondo sempre più giovane e appartenente ai giovani, ci si farà meno problemi estetici ed etici via via che la pancia sarà più snella, uno spuntino dal vicino – dopo averlo ammazzato – sarà un fatto tragico ma non eccezionale.

In questi dieci anni passati abbiamo avuto modo di ipotizzare e poi assaggiare tutti quanti, anche i più ottimisti, quello che capita senza l’energia facile, economica, a portata di mano, di serbatoio di auto, di camion, di trattore, di sega elettrica. Alla fine del “quindicennio della “morte”, gli anni più duri di tutta l’età industriale tra il 2012 ed il 2027, non solo si sarà avverata l’impossibilità di importare petrolio, ma il razionamento energetico diventerà un fatto reale, assieme alla fame, quotidiano sarà anche il non poter disporre ne’ in modo diretto ne’ in modo indiretto della mobilità di persone e merci. Tutto diventerà impossibile dopo l’era del tutto è possibile.

L’impossibilità di avere cose che vengono da lontano o di andare noi lontano (20 km sarà già il nuovo orizzonte del “lontano”) fonderà un nuovo modo di “vivere”, solo lontanamente legato ad un passato che giace ormai nelle biblioteche e che non tornerà più. Non so come chiamare il mondo post-petrolio o l’Italia post-trasporto su gomma, ma quel mondo che è in parte già arrivato e continuerà a venire, verrà per restare. Sempre più brevi ed insopportabili saranno le vite della gran parte degli umani post-industriali, che vivranno a scoppio ritardato le conseguenze di decenni di distruzioni produttiviste: avere ora le chiavi di lettura e di utilizzo di quel mondo che verrà serve a qualcosa per il singolo, ma serve a nulla per l’immane macchina nazionale che dall’ultima volta che è andata contro il muro ha deciso ancora una volta di andare contro il muro (la storia lo chiama “guerra” ed è un muro che è sempre arrivato).

Tuttavia ai pochi di noi che le avranno trovate, “aver saputo” trovare ed usare le chiavi servirà a morire in modo più accettabile, spensierato e leggero.

Fonte: http://petrolitico.blogspot.it
Link: http://petrolitico.blogspot.it/2012/07/italia-dal-2000-40-di-petrolio.html
4.07.2012

*link: http://www.eia.gov/countries/

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    Che meraviglia! Si torna tutti a una sana e benefica vita agreste e pastorale. Non sarà contento l’autore dell’articolo ma non fa nulla. Così potrà toccare con mano che non c’è un solo modo di vivere………..ma mi sorge un dubbio: il popolo bue becero e semianalfabeta si sta accorgendo di questi mutamenti? Temo di no….. e allora?

  • albsorio

    Mi sono sempre chiesto perché accanirsi sulla Grecia, prima la fanno diventare insolvente, poi ne sequestrano la democrazia, poi i territori… magari poi scopriranno quello che giá si sa cioè che nell’Egeo c’è petrolio per i fabbisogni europei dei prossimi 20 / 30 anni. Dobbiamo rendere pubbliche le risorse naturali statalizzandole, per il debito pubblico che sembra essere la leva usata per scardinare gli Stati europei va rigettato perchè si fonda sulla frode del signoraggio primario.

  • Aironeblu

    Mi sembra che l’autore di questo petrolitico articolo tragga conclusioni del tutto fuori strada quando prevede un futuro senza energia basandosi sui dati di diminuzione del consumo di petrolio Del 40% dal 2000 al 2012. Il calo di utilizzo del petrolio non è correlato solamente alla crisi economica come causa e come effetto di questo calo, ma anche e soprarrutto alla larga diffusione del fotovoltaico che abbiamo avuto in Italia negli anni recenti (per chi non lo sapesse l’Italia è tra i primi paesi al mondo come potenza fotovoltaica installata: ogni tanto abbiamo anche qualche primato positivo….) e al miglioramento dell’efficienza energetica di auto, e impianti. …. Il petrolio scarseggerà sempre di più, ma potrebbe essere l’occasione per diffondere le nuove tecnologie “pulite” come il solare, oppure per portare avanti con la Russia il progetto del gasdotto Southstream, oppure, soprattutto, per rivedere il nostro stile di vita consumista ereditato dagli anni del boom economico e provare a sprecare un po’ meno risorse. …. Siamo alla fine del ciclo capitalista, e un cambiamento volenti o nolenti sarà inevitabile, iniziamo a tirarci su le maniche e pensiamo al nostro domani.

  • terzaposizione

    Se ci fossero i dati sul consumo Gas forse si spiegherebbe il -40%.
    Luca la tua visione bucolica è condivisibile, ma stà finendo la terra coltivabile in Italia.

  • cavalea

    Hai ragione, l’Italia con una impronta ecologica di 4 ettari globali pro capite,
    ha una biocapacità di un ettaro pro capite. Tre ettari di deficit quindi, che a breve diventeranno 4, in coincidenza della asfaltatura dell’ultimo metro quadrato di verde rimasto.

  • cardisem

    Se le cose stanno così, allora bisogna prendere a calci nel sedere i nostri politici che per servilismo verso Israele ci fanno soffrire lo scenario di cui sopra…

  • surfgigi

    caro petrolitico ultracrepidario, non trattare argomenti che non conosci a fondo.

  • karson

    Ma non è che questo giornalista c’è rimasto male alla notizia che il petrolio non finisce ancora? ma è possibile che qui sappiano dispensare solo catastrofi? e qui è peggio che sparare sulla croce rossa, siamo già in un momento difficile.. ma sembra proprio che per qualcuno non c’è mai fine al peggio. povera Italia..

  • Reginald_DeC

    Io non so come si faccia a ragionare così. Terzaposizione ha detto una cosa che mi pare del tutto ovvia. Basta guardare il grafico della produzione di energia in italia per capire che o il ragionamento si fa su tutte le fonti energetiche oppure faccio fatica a definirlo un ragionamento. Lo sanno tutti che negli ultimi anni il petrolio è stato sostituito gradualmente con il gas naturale nella produzione di energia per la rete elettrica e per il riscaldamento.

    Usiamo il cervello, please.

    Saluti

    LINK: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Energia_percentuale_non_rinnovabile_ita.png

  • Sanch0Panza

    sono italiano e vivo in Spagna dal 2006. Prima di venire mi ricordo che in Italia avevo visto al mercato i pomodori “nostrani” a 2 eur/kg mentre quelli spagnoli valevano 1eur/kg. Pensai che in Spagna gli stipendi degli operai agricoli, erano molto inferiori che in italia, o che avevano una sovrapproduzione di pomodori, o che agli spagnoli non piacevano etc… Devo dire che erano migliori i pomodori italiani e siccome potevo permettermelo compravo quelli.
    Quando arrivai in Spagna e fui al mercato ho visto il contrario:

    tomate italiano 1eur/kg

    tomate nostral 2 eur/kg (de toda la vida)

    gli spagnoli che possono ovviamente comprano i pomodori nazionali anche se costano il doppio. E… che strano quá sembrano piú buoni “los tomates” che i pomodori. Investigai un minimo e scopri l’acqua calda: il prezzo al produttore é definito a livello europeo ed é di pochi centesimi al kilo, praticamente uguale per Italia e Spagna.
    Per un prodotto semplice come il pomodoro il marketing era semplice:
    quello buono “de toda la vida” a 2 euri per chi puó e quello di importazione a 1 euro, che é sicuramente di peggior qualitá perché ha viaggiato 2000 km invece di 200 ed ha passato mesi in magazzini frigoriferi.
    Questa é la globalizzazione:
    1) Gli agricolturi europei sono in crisi dove non sono sovvenzionati (p.e. in Francia per il latte e le barbabietole a scapito di Spagna e Italia)

    2) i consumatori europei presi per i fondelli tutti

    3) mentre pochi mediatori internazionali guadagnano milioni bruciando petrolio e contaminando portando a spasso i pomodori per l’europa

    Io di fronte a questo panorama sinceramente mi rallegro che diminuisca il petrolio, visto che la maggior parte viene utilizzato per questo scopo: portare merci da un posto all’altro per arricchire pochi

    D’altra parte per far fronte a questa situazione intollerabile, quest ‘anno:
    1) ho comprato una bicicletta e ho percorso 1000 Km giá, e calcolo che in 3 anni me la ripago con quello che risparmio di gasolio… e per il momento ho dimagrito 3 chili di pancia
    2) in agosto quando torneró dalle ferie voglio organizzare un orto comunitario nel mio quartiere: sicuramente non raggiungeremo la indipendenza alimentare nel prossimo anno, peró sicuramente conosceró gente interessante con la quale sará bello iniziare DA GIÄ un mondo migliore.