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ITALIA 2013. COSI’ E’ ANDATA A FINIRE (PARTE SECONDA)

DI EUGENIO ORSO
Pauper class

Nel mio precedente post Italia 2013. Così è andata a finire – del quale questo breve scritto rappresenta una necessaria integrazione – non ho chiarito che un altro elemento d’importanza non trascurabile, destinato a pesare sugli esiti delle prossime politiche, è la dissoluzione del pdl. Com’è facile immaginare, il processo dissolutivo del pdl continuerà imperterrito nei prossimi mesi, generando nuove formazioni politiche di ridotto quoziente elettorale, rispetto a fi e pdl, e favorirà in primo luogo l’ascesa del pd. Affinché il cosiddetto centro-destra possa ricomporsi in altra forma, e sperare di riacquisire i consensi perduti, saranno necessari tempi lunghi.Nel caso in cui le elezioni di fine legislatura si terranno regolarmente, durante la primavera del 2013, è facile prevedere che il suddetto schieramento non avrà tempo sufficiente per completare la riorganizzazione. Anche per tale motivo il vincitore della competizione elettorale truccata non potrà che essere il pd, il quale è in grado di offrire le migliori garanzie di subalternità ai poteri finanziari esterni che hanno occupato l’Italia. Ridimensionando Vendola, pur senza rinunciarvi (privandosi del suo apporto diretto di voti), e trasponendo su un piano nazionale l’inciucio realizzato in Sicilia con l’udc, la coalizione del pd non dovrebbe avere alcun problema a ottenere la maggioranza relativa dei voti espressi, nonostante la presenza di Grillo. Se invece il pd butterà a mare definitivamente Vendola per imbarcare Casini, scatterà, a sinistra, la trappola del “voto utile”, e il SEL ne uscirà ridotto ai minimi termini.

Tornando al travaglio del pdl morente, al presente osserviamo un Berlusconi, ridotto a elemento di disturbo, che vorrebbe liquidare anzitempo l’esecutivo Monti (come ultima trovata per risalire la china in termini di popolarità) e il suo figlioccio Alfano, sostenitore di Monti, che si mostra pubblicamente in disaccordo. In questo periodo Berlusconi sta tentando varie strade, dicendo tutto e il contrario di tutto, se necessario: qualche tempo fa avrebbe voluto “arruolare” Monti nel centro-destra, adesso ne contesta le politiche e ne auspica il superamento. Le sparate di Berlusconi sono un indicatore della crisi profonda (e forse irreversibile) che ha investito il pdl. Le primarie previste sia per il pd sia per il pdl – se veramente si faranno e se il pdl non si disgregherà definitivamente – avranno soltanto una funzione propagandistica, consentendo ai cartelli elettorali di millantare partecipazione popolare e democrazia, di fare campagna elettorale ad effetto, di recuperare voti contenendo Grillo e l’astensionismo, ma non cambieranno, nella sostanza, la situazione.

Un altro importante elemento da chiarire è che i poteri esterni che hanno occupato l’Italia, garantendosi per prima cosa la totale subalternità di tutta la politica liberaldemocratica (e dei media, dei sindacati, di numerose lobby locali), potranno imporre, nel caso si prospetti una situazione imprevista e sgradita, il rinvio delle elezioni di fine legislatura (forse di un intero anno), rinviando al futuro, se necessario, anche le successive elezioni del presidente della repubblica, che dovrà essere nominato da un nuovo parlamento, e non dal vecchio del quale sarà prolungata artificialmente la vita. Ciò potrà concretarsi previo “bombardamento” del paese con lo spread, il rating e il debito pubblico, così come Monti è entrato trionfalmente, accompagnato dai carri armati (di produzione tedesca) dello spread. Ci penseranno Mercati & Investitori a impostare l’operazione, come hanno fatto finora, per imporre a una popolazione passivizzata e impaurita il rinvio delle politiche. In tal caso, si comprenderà come mai prima che la costituzione formale pesa quanto un rotolo di carta igienica, e che la costituzione materiale, che è quella che conta e prevale su tutto, per l’Italia si decide altrove contro la stessa volontà popolare. Le alternative potranno essere un prolungamento della vita dell’attuale esecutivo Monti (la continuità più assoluta o un possibile, piccolo “rimpasto” propagandistico), un Monti-bis con qualche diretto coinvolgimento politico (il Monti dopo Monti del viscido Cascini), oppure un nuovo governo, non eletto, guidato da un altro Quisling e favoreggiato dal solito Napolitano.

Se le politiche di fine legislatura del 2013 si faranno nei termini previsti, si eleggerà regolarmente un nuovo parlamento dominato, con buona probabilità, dalla coalizione proeuro e filoliberista guidata dal pd. In tale caso si porrà il problema di “addomesticare”, o alternativamente di “neutralizzare”, la pur numerosa rappresentanza parlamentare di M5S. Giunti a quel punto, un M5S impossibilitato a vincere conquistando la maggioranza assoluta dei seggi, ma utile per ridurre le percentuali di astensione dal voto (mantenendole sotto il 50% a livello nazionale) e per rilegittimare il sistema liberaldemocratico, potrà diventare un problema per il pd vittorioso e i poteri finanziari esterni ai quali questo riporta. Per tale motivo, prevenendo intoppi all’applicazione integrale del programma politico-strategico impostato per l’Italia dall’eurotower, dal FMI e dall’unione europide, il sistema si attiverà per “fagocitare” i parlamentari M5S, per cercare di spaccare i gruppi parlamentari di Grillo e Casaleggio, o per demolirne la credibilità agli occhi di un’“opinione pubblica” sempre più allo sbando e rassegnata. Ciò che conterà sarà la “trasformazione” del paese in senso euromontiano, che non dovrà interrompersi in nessun caso. Si mobiliterà contro M5S l’intero apparato ideologico-massmediatico e accademico. I grandi opinionisti dei giornali, i politologi televisivi ed altre figure della manipolazione e della disinformazione faranno la loro parte fino in fondo. Le rappresentanze parlamentari di M5S presenti nel nuovo parlamento, in buona parte prive di esperienza, imprigionate in un ambiente ostile e insidioso, assediate da mille tentazioni, non reggeranno a lungo e potranno cadere come birilli sotto i colpi del sistema, o finire irrimediabilmente invischiate nelle sue trappole. Nonostante qualche abboccamento con il declinante Di Pietro, contestato nella stessa Italia dei Valori, è persino inutile precisare che M5S non avrà alleati nel futuro parlamento e dovrà procedere – nell’impostare le politiche d’opposizione ai governi eurotower che faranno perno sul pd – da solo, in quello splendido isolamento che fino a quel punto avrà contribuito alla sua fortuna.

Più in generale, per quanto riguarda il momento elettorale liberaldemocratico, è bene ricordare che la regolarità formale delle elezioni – rispetto della legge elettorale in vigore, assenza di brogli, svolgimento corretto degli scrutini, attribuzione corretta dei seggi e dei premi di maggioranza – non assicura una vera rappresentatività agli interessi della popolazione e non definisce un quadro in cui concretamente si esprime la volontà popolare. Se così fosse, in paesi come la Grecia, chiamati alle urne per decidere sul loro futuro e sull’uscita dall’unione europide monetaria, dopo aver subito un governo imposto dall’esterno, la competizione l’avrebbero vinta forze antieuropeiste e antieuro, sgradite ai potentati esterni, e non i locali collaborazionisti delle Aristocrazie eurofinanziarie, come invece è accaduto. Manipolando la legge elettorale, se del caso, o semplicemente spostando i confini delle circoscrizioni elettorali, in (liberal)democrazia si può predeterminare il vincitore della contesa, “bypassando” così la volontà popolare e calpestando gli interessi di un popolo che si continua a definire (ironicamente) sovrano. All’origine di questo imbroglio c’è la manipolazione culturale e antropologica delle masse, che procede spedita da un buon ventennio. Imposizione di tabù a vantaggio della classe dominante (Global class, Aristocrazie finanziarie, Investitori), diffusione della paura legata ad aspetti economici, monetari e finanziari, ed impossibilità di immaginare alternative chiare e applicabili al sistema, hanno reso possibile il grande imbroglio liberaldemocratico, miglior sistema possibile anche quando – come accade oggi e accadrà nel 2013 – è utilizzato come un’arma contro i popoli europei. In tale situazione, destinata a perdurare, si spegneranno progressivamente i sogni (e le velleità) di poter “riformare” il sistema con robuste dosi di democrazia diretta, e quelli, ancor più arditi e insensati, della trasformazione incruenta dell’unione europide in un’unione democratica e consensuale di popoli sovrani. L’accettazione passiva delle regole di una liberaldemocrazia degenerativa – nella sua trasformazione in dittatura indiretta globalista, con o senza l’imposizione sine die di “governi tecnici” non eletti – è l’obiettivo, in Europa e in occidente, della classe dominante globale. La popolazione non deve reagire alle azioni di governi “maledetti” come quello di Monti, insediati a suo danno, ma, anzi, in forza di paura e rassegnazione deve assicurare al nemico un suo seppur parziale e relativo consenso, elettorale e sondaggistico. I popoli diventano branchi di lemmings che corrono verso la morte senza ribellarsi. Questo “target” è stato conseguito, in assenza di rivolte generalizzate e pericolose destabilizzazioni interne, sia in Grecia sia in Italia – Samaras dopo Papademos, nel 2012, Monti o Bersani o altro nominativo “affidabile” dopo Monti, nel 2013 – con un’opzione futura per la Spagna, che attende l’arrivo di un “Monti spagnolo”. Dietro lo schermo di un’Europa unita e di un euro irrinunciabile, gli scopi concreti che i dominanti perseguono sono i seguenti: la distruzione completa della sovranità degli stati assoggettati, per averli alla loro mercé, l’imposizione di un’autorità sopranazionale permanente (da loro nominata) che ne controlli i bilanci e la spesa pubblica, l’imposizione di memorandum-capestro per un finto salvataggio economico e finanziario.

Infine, nel mio Italia 2013. Così è andata a finire ho trascurato il peso delle schede bianche e nulle che molti, il prossimo anno, deporranno nell’urna delle politiche. Me l’ha fatto notare un mio corrispondente, il quale afferma, forte dei suoi calcoli, che considerando anche le bianche e nulle nelle recenti elezioni amministrative siciliane – quale significativo test – la percentuale di chi ha espresso un voto valido e ha scelto effettivamente una lista si riduce ad un misero 41/ 42%. Pur essendo corretta l’osservazione del mio corrispondente (mi fido dei suoi calcoli), non posso che rilevare su un piano qualitativo, di là degli aspetti puramente “contabili” del voto, che le bianche e le nulle (anche se raggiungeranno nelle prossime politiche percentuali rilevanti) segnano in primo luogo e qualunque sia il loro contenuto – insulti, parolacce, invettive, bestemmie – la partecipazione al rito del voto liberaldemocratico, contribuendo, perciò, alla legittimazione del sistema di potere vigente. Una precisazione a questo punto è doverosa. Quanto alle intenzioni di chi va alle urne, non mi azzardo a mettere nello stesso calderone, in modo rinocerontico, il voto a M5S e le schede bianche e nulle. Chi voterà per Grillo, Casaleggio e M5S lo farà perché crede, in buona fede nella grande maggioranza dei casi, di poter “cambiare il sistema dall’interno”, accettando e sostanzialmente rispettando le regole imposte. E’ un grave errore di prospettiva, per come la vedo io, poiché il sistema è irriformabile, utilizza cinicamente la partecipazione popolare per i suoi scopi di sopravvivenza e riproduzione, senza garantire alcuna effettiva rappresentanza a milioni di elettori, ed inoltre sottostà interamente a politiche economiche e monetarie decise altrove. C’è comunque un aspetto positivo: la consapevolezza, in coloro che votano e voteranno M5S per “cambiare le cose stando all’interno”, mantenendo l’impianto liberaldemocratico e le rappresentanze parlamentari, che il sistema, così com’è oggi, è un nemico e affossa qualsiasi speranza di un futuro dignitoso per la popolazione. Ci sono e ci saranno, naturalmente, quelli che hanno dato e daranno il voto a M5S per generica protesta e per puro disgusto nei confronti del “sistema dei partiti”, attraversato da una corruzione endemica e sminuito nella sua autorevolezza. Questi ultimi hanno motivazioni (in parte) simili a quelle di coloro che annullano la scheda o la lasciano in bianco, anche se operano a differenza dei secondi, almeno in apparenza, una scelta precisa e votano per una lista determinata. Ciò che accomuna tutti questi soggetti è però l’effetto del loro agire, perché oggettivamente garantiscono la partecipazione al rito e di conseguenza la legittimazione sistemica. Dal canto suo, l’astensionismo rappresenta, come si può comprendere facilmente, un fenomeno peculiare, a sé stante, che produce sul sistema di potere politico vigente effetti diversi dal voto a M5S o dal voto nullo. L’astensionismo cosciente per scelta deliberata (non quello minimo fisiologico, che si manifesta con percentuali ridotte) mostra l’estraneità al sistema di chi lo pratica, radicalizza la critica e rappresenta una potenziale riserva di consenso per una vera forza alternativa extrasistemica, non disposta a giocare la partita (e ad affrontare la lotta) soggiacendo alle regole truffaldine della liberaldemocrazia parlamentare. Quanto precede – credetemi – senza alcuna animosità nei confronti di M5S, dei suoi candidati, dei suoi sostenitori e dei suoi militanti. I militanti di M5S dovrebbero cominciare a riflettere seriamente su ciò che accadrà domani, quando i loro rappresentanti entreranno in un parlamento dominato dalla coalizione del pd euromontiana e filoliberista, un parlamento in gran parte non rappresentativo degli interessi vitali del popolo italiano (nonostante il voto). Costoro dovranno seriamente considerare la necessità, nel corso del prossimo anno, di staccarsi dallo schermo del computer, di rinunciare alla velleità “riformista stando all’interno” e di portare la lotta sulle piazze, se necessario in modo cruento. Pena l’assimilazione o l’estinzione. Avranno la determinazione e la forza per poterlo fare?

Finisco qui la mia (facile) profezia politica a breve scadenza, avvertendo che soltanto eventi gravi e imponderabili capitati fra capo e collo – guerra per il controllo della Siria, guerra con l’Iran, incidenti nucleari catastrofici che coinvolgono il paese, tonfo improvviso dell’euro, spinte secessioniste interne –potranno cambiare radicalmente la situazione nei prossimi mesi.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/11/05/italia-2013-cosi-e-andata-a-finire-parte-seconda-di-eugenio.html
5.11.2012

Pubblicato da Davide

  • bstrnt

    Concordo sostanzialmente con la “facile” previsione di Orso. Ritengo comunque sperabile in caso di una sostanziale affermazione del M5S che lo stesso metta in campo figure come Bagnai, Galloni, Undiemi, Musu, Manfredi ecc… al fine di arginare per quanto possibile la deriva anticostituzionale e autoritaria del parlamento italiano e la ricollocazione dell’Italia e della sua sovranità all’interno dell’Europa (sempre che questa esista ancora).

  • athos

    grillo ha una chance imperdibile…. e dovrebbe assolutamente coglierla ma non lo farà.
    NON LO FARA’ PERCHè c’è una contraddizione di fondo nel movimento di grillo. non può fare gli interessi dello STATO-NAZIONe-ITALIA, quindi contrastare il neoliberismo filoglobalista dei d’alema e prodi, perchè lui stesso parte da mezzi che sono globalisti, non ultimo INTERNET E gli interessi mediatici della CASALEGGIO, perfettamente rientranti IN QUEL SISTEMA DI CUI LUI PARLA.

    GRILLO è UN MIRAGGIOOOOOOOOOOOOOOO!!!! le uniche innovazioni di cui lui parla è rinnovare la pubblica amministrazione con UN Pò DI INTERNET IN PIù. DEMOCRAZIA DAL BASSO LA MINCHIA. ve lo dice uno con un background anarco.popolare in filosofia politica e sa cosa vuol dire davvero lo slogan “dal basso”.

    è MOLTO MOLTO SEMPLICE.

    l’occasione che potrebbe davvero collocare grillo in aperta contesa con il predominio USA-UK in italia, dal punto di vista geopolitico, e, EU-Germania dal punto vista strettamente economico finanziario è prendere in considerazione un entourage di postkeynesiani..

    è l’unico modo oggi per potersi dotare di quella necessaria autorevolezza e poter iniziare a dialogare.

    MA BASTA NOTARE L’AMBIGUITà CON CUI GRILLO PARLA DELL’EUROPA E SI CAPISCE CHI ABBIAMO DAVANTI: UN GRANDE BLUFF!!!

    SOLO UNA POLITICA ECONOMICA POSTKEYNESIANO IN stile islanda-E PAESI COME argentina..POTREBBE FARMI RIPENSARE A GRILLO.

    la cosa importante è che l’europa unita è un piano rockfelleriano, da globalisti illuminati..ridare potere allo stato nazione e porsi contro questo PIANO DA PAESE RICCO E PIENO DI RISORSE COME SIAMO CI VOGLIONO PARECCHIE MA PARECCHIE..PALLE.. E GRILLO è PARTE DEL VERO POTERE!

    APRITE GLI OCCHIIIIIIII!!!!!

  • daveross

    A me pare che Grillo in modo non esplicito abbracci le idee post-keynesiane

  • Truman

    Mi sembra assente un importante discorso. Uno dei primi atti che il nuovo Parlamento dovrà compiere sarà l’elezione del Presidente della Repubblica.

    Qui potrebbe essere candidato un Monti, un Draghi, o altro dipendente di Goldman Sachs. Finora Napolitano, per motivi non molto chiari (ma la messa a tacere della trattativa mafia-stato qualcosa indica) si è comportato da perfetto servitore di GS. Adesso (fortunatamente) bisognerà rimpiazzarlo e qui le maggioranze possono essere ben diverse da quelle che daranno la fiducia al prossimo governo.

    Insomma il prossimo parlamento è particolarmente importante, non solo per la maggioranza governativa, ma anche per la scelta del Presidente della Repubblica.

  • daveross

    L’analisi è abbastanza lucida. Però aggiungerei tra gli eventi ‘imponderabili’ della fine dell’articolo la possibile implosione del sistema euro.

  • saurowsky

    Durante l’ultimo ventennio L’Itlaia e’ stata governata dallo stesso partito: il PD/PDL, quasi con lo stesso numero di giorni al governo per ciascuna parte dello stesso partito.
    Hanno identico programma elettorale e sostengono entrambi i poteri bancari golpisti a cui tacitamente hanno svenduto il nostro patrimonio nazionale, iniziando dal baffetto d’alema fino all’ultime di Berlusconi.
    All’arrivo di Monti la farsa destra/sinistra e’ chiaramente finita sotto gli occhi di tutti, gente che nei salotti TV faceva finta di litigare da un ventennio, si e’ ritovata d’amore e d’accordo a sotenere gli INTERESSI dei gruppi bancari per i quali quel quaquaraqua di monti lavora alacremente: TUTTI CON MONTI!
    Prima Veltroni servì la vittoria al PDL sul piatro d’argento tagliando fuori la sinistra radicale (dove avrebbero potuto ancora esserci politici non servi delle banche). Ora il giochino si ripeta ma a parti invertitie.
    Lo zozzone di zio Silvio ha fatto si che il la fazione chiamata PDL si disgregasse, rilanciando cosi un prossimo governo(di facce nuove hahahaha) targato PD, con quel mezzo uomo di RENZI a condurre le danze (ricorderete la cena ad arcore…).
    Insomma tutto sotto controllo, tutto normalizzato, come sempre. Solo che la gente sembra abbia mangiato la foglia dopo 20 anni di teatro destra/sinistra; quindi ecco pronta la possibile alternativa targata SASSON, ovvero il Movimento a 5 stelle.
    Povero paese mio!

  • Allarmerosso

    “PAESE RICCO E PIENO DI RISORSE COME SIAMO”
    Sacrosante parole , il problema è che una buona fetta del popolo stesso non ci crede più , sono riusciti a fargli credere il contrario a fargli credere che siamo un paesello … facci caso quando si parla di Uscita dall’euro o dall’europa , i commenti dei .. non saprei come definirli , sono sempre gli stessi , ma noi con la liretta dove andiamo ma da soli senza l’europa cosa possiamo fare.. e via dicendo …

    Guarda il commento che fa una ragazza a l’ultima parola in presenza di Messora , bagnai e Barnard …e quella di un ragazzo … in merito all’uscita dall’euro.

  • ProjectCivilization

    ancora parla di centro destra e di PD ? Vogliamo dire la mafia poco gradita ai massoni globalizzatori e contabili e l’autobus del momento per gli oligarchi ? Vogliamo passare ad una strategia immediata per deleggittimarli tutti e cominciare qualcosa con le nostre forze ?

  • totalrec

    Costoro dovranno seriamente considerare la necessità, nel corso del prossimo anno, di staccarsi dallo schermo del computer, di rinunciare alla velleità “riformista stando all’interno” e di portare la lotta sulle piazze, se necessario in modo cruento. Pena l’assimilazione o l’estinzione. Avranno la determinazione e la forza per poterlo fare?

    Chissà perché quando io dico le stesse cose tutti s’incazzano. Orso, qual è il tuo segreto?

    N.B.: la risposta alla domanda di Orso – che immagino retorica – è: no, non avranno assolutamente la forza per poterlo fare. E questo per mille motivi: perché non hanno una base teorica solida, perché non hanno agganci di nessun tipo con gli ambienti di potere nazionali e internazionali, perché sono abituati a confrontarsi virtualmente anziché stando nell’agone, perché il loro “movimento” è il movimento di un singolo personaggio, senza il quale il M5S non esiste neppure (e un singolo personaggio può essere facilmente manovrato o eliminato), perché sono intrisi di moralismo puerile e privi del minimo senso della politica concreta…

    Giuro che neanch’io ce l’ho con il M5S (perché dovrei? Non mi hanno fatto nulla e mi sembrano più cretini che pericolosi), ma prevedere l’esito del confronto tra i pesi massimi dello sguatteraggio politico nazionale e un gruppetto di bambini col leccalecca purtroppo non è impresa difficoltosa.

    (GF)

  • Tetris1917

    Il pd uscirà con le ossa tritate dalle elezioni. Nel novembre 2013, la situazione sarà talmente esplosiva che Monti sarà invocato a gran voce dalla borghesia sua di riferimento. Grillo diventerà l’ennesimo guappo di cartone. A meno che non si decida per un colpo di stato. Ma il genovese e’ una mammoletta, e i suoi seguaci non hanno il sangue agli occhi. Mi sarei aspettato una rivolta della sua base, contro le sue posizioni sul servo degli americani, un molisano ex Pm. Il grande stratega Grillo, aveva detto che in Sicilia la mafia era traslocata. Bravo. Ha solo non votato questo giro. Siamo alla farsa più truce, dopo un maniaco impotente, abbiamo un masaniello da avanspettacolo. Si metterà il vestito dorato a forma di pesce?

  • athos

    cosa vuol dire in modo non esplicito? o lo dici chiaro che vuoi uno stato interventista contro lo strapotere del mercato o non lo dici. non vie di mezzo.. ma davvero sappiamo decifrare il linguaggio politico o no?????

  • athos

    ma scusa basta tenere a mente una cosa. ma secondo te ma perchè diamine UK USa, francia e germania, si sono sempre impegante tanto dalla fine della seconda guerra mondiale ad osteggiare e tenere sotto controllo le mire espansionistiche geopolitiche italiane. io per idee e valori sono antiimperialista ma certe cose le vedo..entrando in una logica politico economica non si può a fare a meno di notare come oggi, la guerra economico-finanziaria, abbia avviato un processo di deflazione economica dell’industria italiana e delle sue mire nel mediterraneo in russia e in oriente per l’approvigionamento di risorse. molto semplice.
    grillo è parte del sistema.. e rientra nei giochi neoliberisti a pieno titolo.. è eveidente da troppe cose..

    VOLETE SAPERE GRILLO E IL MOVIMENTO DI PROTESTA 5 STELLE IN UNA FRASE?????? ECCOVI SERVITI!

    “le barricate in piazza le fai per conto della borghesia
    che crea falsi miti di progresso …..”

    Up Patriots To Arms
    Franco Battiato (1980)

  • Ercole

    parli come un militante di forza nuova ,emani nazionalismo da tutti i pori ,sei gia pronto con armi e bagagli per difendere la patria, e la costituzione borghese. ricordati che il nemico e in casa nostra…..

  • luca

    La svolta si avra’ solo, quando tutti avranno capito che i giochi interni sono gestiti dal napoletano (il neo-badoglio), in quanto soprassiede al controllo di: CSM /magistratura, min’interni, esercito, gdf, carabinieri e tutti i servizi informazione (copasir & ex-sismi & ex-sisde ) e fintanto che continuereta a chiamarla democrazia, continuerete a vivere nella luce del divenire….. tutto rimarra’ drammaticamente immanente…. se non sarete gia sazi….. auguro ancora buon appetito

  • gm

    Non credo che le elezioni saranno rinviate. Il Pd freme dalla voglia di cogliere finalmente il frutto del dileguarsi del Pdl come forza politica significativa. Credo poi che un certo “malessere” o “mal di pancia” verso le politiche montiane sia presente anche all’interno di questo partito borghese e, quindi, spingeranno per andare alle elezioni. Inoltre, proprio il probabile dissolvimento del Pdl e la mancanza , di qui a breve termine, di valide alternative (i Montezemolo, i tremonti, i giannino sono ancora delle incognite) credo che non suggerirà ai centri decisionali (dominanti), interni e soprattutto esterni (Usa in primis), di sparare a zero contro il M5S. D’altronde è chiaro già da tempo che, se non tutti, almeno una parte dei centri decisionali guarda con un certo interesse al M5s come momentaneo contenitore della protesta popolare (o del “malessere” come preferiscono dire eufemisticamente) e, quindi, come utile “servo sciocco” mediante il quale il sistema complessivo potrà (forse!) legittimarsi contenendo il fenomeno dell’astensionismo.

    Ma non è detto che le cose andranno secondo i loro (dei centri decisionali) auspici perché almeno a giudicare dalle elezioni siciliane, sembra che il contenitore targato m5s non ce la faccia a trattenere lo straripamento del fiume!

    In tal caso, qualunque governo cercheranno di inventarsi sarà sostanzialmente “delegittimato” e destinato a durare poco mentre se volessero pervicacemente mantenerlo in vita sarebbe alto il rischio che le “masse” straripino davvero per le piazze e le strade. L’unica vera loro speranza (intendo della partitocrazia e dei centri decisionali) sarà quindi quella di riuscire a contenere l’astensionismo in percentuali che non mettano sostanzialmente in discussione la loro legittimazione … a questo scopo un pò di grillismo e un po’ di ulteriore cura dello “spread” potrebbero funzionare, sebbene credo che gli italiani, riguardo allo “spread”, abbiano imparato abbastanza il trucco e forse in futuro non si spaventeranno più di tanto … quantomeno non credo proprio che si spaventeranno i tanti ceti popolari che maggiormente stanno subendo la crisi. A me suonano sempre sospetti i sondaggi o le interviste di qualche ragazzotto/a similborghese che si proclama pro monti oppure pro euro “per evitare il peggio” … li considero sondaggi falsificati e interviste preconfezionate. Se, invece, sono autentici, li considero parte degli imbecilli piccolo borghesi.

    C’è un solo punto dell’articolo che non credo di poter condividere. Cioè là dove si dice:“L’accettazione passiva delle regole di una liberaldemocrazia degenerativa – nella sua trasformazione in dittatura indiretta globalista, con o senza l’imposizione sine die di “governi tecnici” non eletti – è l’obiettivo, in Europa e in occidente, della classe dominante globale.

    Non credo all’esistenza di una “classe dominante globale” perché questo porterebbe a dover sostanzialmente negare l’esistenza di forze conflittuali all’interno del capitalismo mondiale. Preferirei quindi parlare di una classe dominante a matrice “USA” della quale, quella che sembra agire come classe globale, mi sembra che rappresenti piuttosto il “terminale” (non certo privo di una sua autonomia o compartecipazione alle decisioni Usa) di quella classe egemone Usa … in questo credo di dover condividere l’opinione di chi fa degli Usa il nemico principale.

  • luca

    naturalmente, tutti i papaveri collegati fanno capo a massonerie e controllo esterno usraele……”lo sai che i papaveri ….son alti alti alti …e tu sei piccolina..e tu sei piccolina…” l’innocenza, spesso, rasenta la verita’

  • Giancarlo54

    Io gli occhi li ho aperti da un pezzo, ben prima che il fenomeno Grillo apparisse sulla scena. Ripeto quello che penso di Grillo e del M5S: è una inutile perdita di tempo.

  • Giancarlo54

    Emana nazionalismo? caro Ercole sappi che, come il colesterolo, esiste sia il nazionalismo buono ed il nazionalismo cattivo. Adesso è il momento di armarsi di nazionalismo buono, è l’unico strumento di lotta valido. Il resto è solo collateralismo al globalismo ed al liberismo.