Di Raffaele De Luca, lindipendente.online
In Israele il lancio della quarta dose del vaccino anti Covid, che sarebbe dovuta essere somministrata a partire dalla giornata di domenica, è stato al momento sospeso: la scorsa settimana infatti un gruppo di esperti del ministero della Salute si era espresso a favore della sua iniezione nei confronti delle persone di età superiore ai 60 anni, dei sanitari e degli immunodepressi, tuttavia in seguito a tale presa di posizione non è arrivata l’approvazione finale da parte del direttore generale del ministero della Salute Nachman Ash, motivo per cui la campagna vaccinale non è partita. Inoltre, come riportato da diversi quotidiani locali, nella giornata di oggi è iniziato uno studio condotto in collaborazione con il Ministero della Salute presso lo Sheba Medical Center (un ospedale israeliano) ed atto a valutare l’efficacia della quarta dose.
Esso coinvolgerà 6000 persone, tra cui 150 operatori sanitari della struttura ospedaliera con un livello attuale di anticorpi giudicato basso a cui verrà iniettata la quarta dose. Lo studio infatti testerà l’effetto della quarta dose di vaccino sul livello degli anticorpi, sulla prevenzione della malattia e verificherà anche la sua sicurezza. In tal modo, dunque, si cercherà di fare luce sull’ipotetico vantaggio derivante dalla sottoposizione a questa ulteriore dose, il che permetterà di comprendere se ed a chi sia necessario somministrarla.
Ad ogni modo la mancata approvazione da parte del direttore generale del ministero della Salute più che a tale studio – i cui risultati dovrebbero arrivare nell’arco di due settimane – sembra essere connessa alla letalità della variante Omicron: secondo quanto riportato dal quotidiano The Times of Israel, infatti, il mancato via libera è legato ai dati preliminari provenienti dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, i quali suggeriscono che le persone con la variante Omicron hanno tra il 50 e il 70% di probabilità in meno di essere ricoverate in ospedale rispetto a quelle con la variante Delta. Omicron sembra però anche diffondersi più facilmente e, guardando alla protezione del vaccino, i dati continuano a mostrare una minore efficacia contro la malattia sintomatica da essa causata. Per tutti questi motivi, dunque, l’approvazione da parte di Nachman Ash non è arrivata: secondo quanto riportano i media israeliani egli dovrebbe esprimersi questa settimana, tuttavia l’ok alla somministrazione della quarta dose non può essere dato per scontato e la decisione potrebbe essere ulteriormente rinviata.
Detto ciò, i risultati dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito si aggiungono ad altre prove emergenti secondo cui l’Omicron potrebbe generare una malattia più lieve rispetto alle altre varianti. Ad esempio il Sudafrica, il primo paese in cui come è noto è stata rilevata la variante Omicron, sta pensando di porre fine al tracciamento dei contatti ed alla conseguente quarantena. Le notizie che arrivano dal Paese situato sull’estrema punta meridionale del continente africano, infatti, fanno ben sperare: basterà ricordare una ricerca, condotta dall’Istituto Nazionale per le Malattie Trasmissibili di Johannesburg, secondo cui i sudafricani che contraggono il Covid-19 nell’attuale ondata di infezioni hanno l’80% in meno di probabilità di essere ricoverati in ospedale se contraggono la variante Omicron rispetto ad altri ceppi.
Di Raffaele De Luca, lindipendente.online
27.12.2021
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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChiotte.org
inyourarms 28 dicembre 2021
Da studi danesi il terzo buco per "Omicron" (che probabilmente non è diverso da una normalissima influenza stagionale) è completamente inutile.
Nei 14 giorni successivi al buco la protezione è zero o NEGATIVA e poi si stabilizza al 55% e svanisce completamente dopo 150 giorni.
Il tutto con vaccinazioni mRNA senza alcun dato a lungo e medio termine.
Se vinci una miocardite hai la vita rovinata. Per la tv sei un numero.
Naturalmente i caproni fanno a botte negli hub.
Naturalmente in pochi mesi uscirà un vaccino per la variante Omicron e via di altri 2-3 buchi.
Chi ti può assicurare che un infarto da ì a tre mesi non sia stato aiutato dalla punturina e dalla spike? Burioni? Pregliasco? Speranza?
Pfefferminz 28 dicembre 2021
"Se vinci una miocardite hai la vita rovinata"
Anche nel caso che la miocardite non sia conclamata, il danno da vaccino potrebbe interessare ugualmente i rivestimenti interni dei vasi sanguigni e diventare causa di malattia in futuro. Le cellule del cuore ad esempio non si rigenerano. Il Prof. Bhakdi nel suo colloquio con il patologo Prof. Burkhardt ritiene probabile che quanto osservato nei tessuti dei deceduti dopo la vaccinazione si verifichi in un'alta percentuale di vaccinati, in una misura che resta al momento non misurabile con i mezzi diagnostici a disposizione (ad esempio danni degli epiteli dei capillari del cervello). Il Prof. Burkhardt aveva riscontrato un enorme afflusso di linfociti killer nei vasi sanguigni e in diversi organi.