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ISRAELE GIUSTIZIA I CAPI POLITICI PALESTINESI! DOVE E' LO SDEGNO NEL MONDO?

DI LATAAN

Ci dovremmo domandare come reagirebbe il mondo occidentale se i palestinesi trovassero il modo di mettere in atto con successo “omicidi mirati” di capi militari o di politici israeliani e dei loro soldati. Immaginiamo che i palestinesi entrino improvvisamente in possesso di un arsenale di ordigni ‘volanti’, controllati in modo remoto e incredibilmente precisi, che sorvolino impunemente i cieli di Israele per poi abbattersi, diciamo, sul ministro degli esteri, Tzipi Livni, o della difesa, Amir Peretz, a volontà. Si verificherebbe una totale indignazione in tutto il mondo. Si chiederebbe l’immediata cessazione di tali attività e, inoltre, la condanna dei responsabili.

Invece quando Israele compie i suoi omicidi mirati contro i palestinesi, l’occidente volge solo una fugace occhiata di sdegno. Quando venne assassinato lo sceicco Ahmed Yassin, capo spirituale di Hamas, in un omicidio mirato nel marzo 2004, ci fu solo un mormorio di indignazione nonostante che Yassin avesse 67 anni, fosse cieco e costretto sulla sedia a rotelle [Nella foto in alto i resti dopo l’omicidio]. Ora sappiamo che il governo israeliano ha dato l’OK all’IDF per assassinare i politici di Hamas. Questo è un terrorismo di stato della peggiore risma. Il mondo dovrebbe indignarsi. Il popolo palestinese ha eletto Hamas a rappresentarlo. Ora vengono ricercati per essere assassinati – e conoscendo la ben nota reputazione di efficienza dell’IDF, ciò equivale semplicemente alla esecuzione sommaria di leader nazionali democraticamente eletti. Ed il mondo rimane in silenzio. I popoli di tutto l’occidente sono stati messi in ginocchio dalla paura e dalla paranoia?

Quando i popoli del mondo denunceranno questi crimini e chiederanno che gli esecutori siano trascinati davanti alle corti penali internazionali con l’accusa di aver compiuto crimini di guerra?

Lataan
Fonte: http://lataan.blogspot.com
Link: http://lataan.blogspot.com/2007/05/israel-to-execute-palestinian-political.html
21.05.2007

Traduzione a cura di www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Truman

  • dgp

    Neppure la chiesa “cosidetta cristiana “osa opporsi a questa barbarie.VERGOGNA !

  • chomsky5

    L’articolo è del 21 Maggio.
    Ieri, un missile israeliano è atterrato poco lontano dalla casa del capo del governo palestinese, I.Haiyeh.
    Per errore, naturalmente.

    Stamani, in Cisgiordania, le IDF del governo israeliano hanno arrestato un ministro in carica. Sempre del governo palestinese, naturalmente.

    Sderoth!

    Se ci fosse volontà di pace, si potrebbe sgombrare la cittadina israeliana della discordia.

    Invece?

    Però, questo bisogna dirlo, D’Alema ha detto che la reazione israeliana allontana il piano di pace.

    Che profondo senso di schifo!

  • katu

    Purtroppo non c’è da meravigliarsi, sono anni che le cose vanno così. Sono quasi 40 anni (dalla creazione unilaterale dello Stato di Israele) che assistiamo in silenzo e nella totale disinformazione – anzi, peggio, nell’informazione faziosa – a queste e altre più gravi violazioni non solo del diritto internazionale – che nella sua applicazione è pura ‘carta straccia’ – ma anche del più elementare diritto individuale innato. Portare Netanhyau, Barak, Sharon o Olmert (oltre a tutti i loro rispettivi scagnozzi – si legga ministri) di fronte alla Corte Penale Internazionale non solo non rappresenterebbe una soluzione, ma costituirebbe un atto nullo dal momento che Israele (in buona compagnia) non ha mai ratificato il relativo statuto e, quindi, essa non avrebbe giurisdizione sui succitati criminali. Invadere uno Stato sovrano e giustiziarne il leader, invece…

    La verità è che tutto ciò continuerà ad accadere perché è così che deve andare: l’ordine ‘mondiale’ ha stabilito che lì deve esserci Israele. E basta. Non importa quanto tempo ci vorrà. “Maledizione!” devono aver esclamato tutti i vari governanti succedutisi in Israele “Ne uccidiamo diversi ogni giorno, ci impegniamo assiduamente nella loro eliminazione, ma sti palestinesi continuano a fare figli e a crescere demograficamente. Eppure miriamo soprattutto a donne e bambini, coloro che garantiscono la continuità della specie…”.

    Semplicemente, quindi, Israele non vuole la pace. Non si ritirerà mai oltre i confini del ’67 (Green Line) né, tantomeno, quelli del ’48. Non accetterà mai né la cosiddetta ‘two state solution’, né uno stato binazionale. Anzi, nell’ipotesi di uno stato in cui arabi ed ebrei vivessero insieme e con i medesimi diritti, gli Israeliani costituirebbero – non ora, ma in circa un ventennio – la netta minoranza della popolazione.
    E’ per questo che mi viene da ridere quando sento nei tg o leggo sui giornali di ‘rilancio del processo di Oslo’ o di ‘Road Map’.
    Sono cose che andavano bene quando c’era Arafat – il quale ha concesso tantissimo ad Israele e chiesto sacrifici immani al suo popolo, senza poi riuscire a strappare niente di minimamente concreto – ma non certo adesso che manca un ‘vero interlocutore’, accettato dalla comunità internazionale. Adesso si fanno i fatti. Perché quei terroristi di Hamas non possono essere considerati interlocutori. Vanno semplicemente eliminati, anche se democraticamente eletti. Del resto volevo ben vedere…dopo decenni di corruzione dell’amministrazione palestinese dominata da al-Fatah, chi poteva vincere se non Hamas? Ma democrazia non è certo una parola che i sionisti conoscono, altrimenti anche i cittadini non ebrei di Israele avrebbero gli stessi diritti di chi, invece, ebreo lo è nato. La purezza di uno stato con una sola razza eletta: è stato sempre questo il loro scopo ultimo.
    Emblematico un articolo di A. Shavit, “The big freeze”, intervista a Dov Weisglass, Ha’aretz Magazine, 8 ottobre 2004, il quale riporta testualmente le parole del braccio destro del leader del Likud [fonte: Limes 1/2001 “ISRAELE-PALESTINA, LA TERRA STRETTA]: “L’annunciato disimpegno da Gaza è formaldeide necessaria per impedire un negoziato politico con i Palestinesi […] il ritiro li sottopone a una pressione tremenda e per la prima volta hanno uno spicchio di terra con totale continuità sul quale potranno scorrazzare da un estremo a un altro. E il mondo guarderà loro, non noi” e aggiungeva con calcolato candore che “ho concordato con gli americani che di una parte degli insediamenti non si discuterà affatto, quanto agli altri se ne tratterà quando i Palestinesi si trasformeranno in Finlandesi […] il senso di ciò che abbiamo fatto è il congelamento del processo politico in modo da prevenire qualsiasi futura discussione sui profughi, sui confini e su Gerusalemme […] di fatto l’intero pacchetto chiamato Stato palestinese, con tutte le sue implicazioni, è stato rimosso dalla nostra agenda a tempo indeterminato”.

  • donman

    chi semina vento raccoglie tempesta : cosa farà Israele quando perderà l’appoggio degli Stati Uniti ?