ISRAELE CADR ENTRO 5 ANNI?

DI JEFF GATES
Criminal State

Un rapporto online della Central Intelligence Agency americana proietta dei dubbi sulla sopravvivenza di Israele nelle prossime due decadi. Ma lasciando da parte la validità del rapporto, e tenuto conto di ciò che ormai si conosce sui costi in termini di sangue e di denaro che la relazione USA-Israele ha imposto agli Stati Uniti da parte del suo principale alleato, Israele potrebbe cadere entro cinque anni.

Per più di sei decenni, il supporto americano ad Israele è dipeso dall’abilità dei pro-israeliani a dominare i media statunitensi, permettendo a Tel Aviv di dare un risvolto positivo anche ai suoi comportamenti più estremi, incluso il suo recente massacro a Gaza. Con l’accesso al giornalismo online questa faziosità israeliana sta diventando visibile e i veri fatti trasparenti.

Sebbene raramente gli Americani mostrino un forte interesse per la politica estera, anche questo sta cambiando. Mentre pochi di loro colgono le sottigliezze della proposta a-uno-stato contro la proposta a-due-stati, molti hanno assistito online all’impatto dell’assalto omicida israeliano sui civili palestinesi programmato tra Natale e l’inaugurazione di Barack Obama.I capi della Commissione sull’11 Settembre hanno riconosciuto che i suoi membri non avrebbero permesso di testimoniare sullo slancio per quell’attacco. Tuttavia il rapporto ha confermato che la motivazione chiave stava nella relazione USA-Israele. Grazie all’accesso online alle notizie, sempre più Americani si stanno chiedendo perchè siano costretti a supportare un governo coloniale in stile Apartheid.

Con l’elezione di un altro governo israeliano estremista guidato da un altro sostenitore del partito di destra Likud, è chiaro che Tel Aviv intenda precludere la pace continuando a costruire altri insediamenti. Con questo atteggiamento, Israele non solo ha costretto Barack Obama all’angolo, ma ha anche forzato la sicurezza nazionale statunitense a prendere una decisione strategica fondamentale: Israele è un partner affidabile per il processo di pace ? Secondo ogni criterio la risposta deve essere un altisonante ‘No’.

Questa inevitabile conclusione lascia poche opzioni agli Americani. Dopo tutto, gli USA sono largamente responsabili per la legittimità garantita a questa enclave estremista nel maggio 1948 quando Harry Truman, un presidente Cristiano-Sionista, ampliò il riconoscimento come stato-nazione. Agì in questo modo contro le strenue obiezioni del Segretario di Stato George Marshall, i membri del Gabinetto, la giovane CIA e la massa del corpo diplomatico degli Stati Uniti.

Nel dicembre del 1948, un esimio contingente di scienziati ed intellettuali ebrei avvertì dalle pagine del New York Times che coloro i quali guidavano lo sforzo per stabilire uno stato ebraico portavano ‘l’inconfondibile marchio di un partito fascista’. Albert Einstein si unì agli ebrei preoccupati che avvertivano gli Americani di ‘non supportare questa ultima manifestazione del fascismo’.

Solo nelle ultime settimane è emersa la spinta per sottoporre Israele alle stesse pressioni esterne che furono usate sul Sud Africa dell’Apartheid. Dopo più di sei decenni di comportamento reiterato – e chiara evidenza della mancanza di voglia di cambiare – gli attivisti si sono coalizzati intorno alla necessità di boicottare i prodotti israeliani, disinvestire nelle aziende israeliane e imporre sanzioni a Israele simili a quelle che esso cerca di imporre ad altri.

Il punto focale della pace in Medio Oriente non dovrebbe riguardare le nazioni che non hanno armi nucleari ma quella che le possiede. Senza pressioni esterne il comportamento di Israele non cambierà. Senza pressioni – e quindi forza – applicata dagli USA in quanto paese che ha permesso a lungo questo comportamento, il sionismo coloniale continuerà ad essere una minaccia per la pace. Le potenze occupanti non sono note per lasciare volontariamente le terre che hanno occupato. Esattamente come per la loro prontezza a cedere le armi nucleari.

Una fine per il fascismo ebraico ?

Il punto chiave non deve più essere al centro di un dibattito senza fine. Deve esserci una soluzione a-uno-stato caratterizzata dal principio democratico di totale uguaglianza. Gli Americani informati non vogliono più supportare uno stato teocratico in cui la piena cittadinanza è limitata a coloro considerati ‘ebrei’ (qualunque cosa esso significhi). Se i tassi di natalità locali indicano una prossima fine allo ‘stato ebraico’, che così sia. Perchè attendere due decenni quando questo incubo può volgere al termine in meno di cinque anni ?

Coloro che si considerano ‘ebrei’ potranno rimanere come parte di una democrazia inclusiva. O potranno andarsene. Gli Americani dovrebbero giudicare quanti di questi estremisti desiderano accogliere in un paese già troppo sotto la pressione di un’immigrazione massiccia. Ufficialmente 500.000 israeliani hanno un passaporto statunitense. Con più di 300.000 cittadini con doppia cittadinanza residenti nella sola California, questo stato potrebbe aver bisogno di un referendum sul numero di sionisti che desidera ricevere. Come per la Russia da cui fuggirono molti ‘ebrei’, inclusi circa 300.000 emigrati russi che sostengono il Likud ma devono ancora essere certificati come ebrei.

I sionisti inizialmente considerarono l’Argentina e l’Uganda come mete desiderabili per stabilirvi la loro attività. Potrebbero volersi dirigere lì per il reinsediamento. La domanda per cui i palestinesi (o i californiani) dovrebbero sopportare il costo di un problema creato dagli europei sei decenni fa è una di quelle cui Tel Aviv deve ancora rispondere, senza citare antiche credenze che insiste dovrebbero avere la precedenza su duemila anni di presenza palestinese.

Ritirando lo status di Israele di ‘stato’ legittimo, gli ebrei a lungo sconvolti dal comportamento di questa enclave estremista non potranno più essere considerati colpevoli per associazione. Questo cambio di status troppo a lungo rimandato darà certamente beneficio alla più vasta comunità ebraica. Chiudendo il programma di armi nucleari di Israele e distruggendo il suo arsenale nucleare verrà risparmiata al mondo la corsa alle armi nucleari attualmente in corso nella regione.

A meno che i pro-Israele possano creare un’altra crisi inducendo a invadere l’Iran (o una guerra razziale), gli Americani realizzeranno presto che un solo ‘stato’ aveva i mezzi, le motivazioni, l’opportunità e le capacità di intelligence proprie di uno stato per poter organizzare le condizioni che hanno spinto gli USA a invadere l’Iraq coerentemente con gli obiettivi espansionistici del sionismo coloniale.

L’intelligence che ora lavora alla propria trasparenza confermerà presto che, non fosse stato per i sionisti all’interno del governo USA, l’11 settembre avrebbe potuto essere evitato così come la Guerra in Iraq. Ad oggi, questo estremismo è stato reso possibile da una serie di presidenti deboli. Perchè gli USA recuperino la propria credibilità è necessario che non solo guidino lo sforzo per fermare l’attività sionista ma anche che condividano la responsabilità del proprio comportamento.

Titolo originale: “Will Israel Fall in Five Years?”

Fonte: http://criminalstate.com
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21.09.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di P.P.

12 Commenti
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TizianoS
TizianoS
28 Settembre 2009 21:30

La nascita dello Stato di Israele fu contrastata internazionalmente, esso non ha ancora una costituzione, e non ha ancora confini definitivi. La sua sopravvivenza attuale si deve soprattutto all’aiuto americano, e al fatto di possedere un sofisticato armamento atomico, che gli serve da deterrente.

Circa la strategia e la breve storia degli alleati di Israele dal 1948 in poi, che furono nell’ordine Unione Sovietica, Francia, Stati Uniti, vedi l’analisi di Immanuel Wallerstein:
“Cosa può ottenere Israele ?” [fbc.binghamton.edu], che conclude così:

“Ottenere un accordo di pace stabile sarà estremamente difficile. Ma i pilastri dell’attuale strategia israeliana – la propria forza militare e l’appoggio incondizionato degli Stati Uniti – costituiscono una canna assai sottile su cui poggiare. E negli anni successivi all’Iraq, gli Stati Uniti potrebbero ben abbandonare Israele, allo stesso modo della Francia negli anni ’60.

L’unica garanzia reale di Israele sarà quella dei palestinesi. E per ottenere tale garanzia, Israele dovrà ripensare fondamentalmente la sua strategia di sopravvivenza.”

Nellibus1985
Nellibus1985
29 Settembre 2009 3:16

Israele ha varcato il limite del tollerabile già da moltissimo tempo, sotto lo sguardo compiacente di Europa e Stati Uniti. Che debba “ripensare” la propria politica estera è fuori discussione; il problema è che non si è mai mostrato disponibile a questa possibilità, nè credo lo farà mai. L’unico modo per ridimensionare Israele politicamente prima che militarmente è quello di metterlo alle corde sul fronte economico, seguendo la scia brasiliana descritta nell’articolo postato ieri su questo sito. La speranza che gli americani inizino a prendere le distanze da questo loro alleato storico non è mai stata così accesa, ma la prudenza impone di diffidare di possibilità così destabilizzanti per l’equilibrio politico, economico e militare internazionale. Saluti.

vimana2
vimana2
29 Settembre 2009 4:32

“….l’11 settembre avrebbe potuto essere evitato….”
Vanno avanti con questa solfa! Come dice mazzucco ora la tattica sta nell’ammettere le demolizioni controllate e sostenere che l’attentato è stato “permesso”…..l’attentato dell’11/9 lo hanno fatto rumsfeld, cheney e bush con la totale collaborazione dei NSA e della CIA!

Israele cadrà? Se gli USA decideranno di far capire ad israele che senza di loro nn vanno avanti nemmeno 1 mese allora cadrà….se il mondo farà come il brasile e i sindacati inglesi stanno facendo, cioè boicottare israele, israele cadrà!

maumau1
maumau1
29 Settembre 2009 4:44

nessuno taglierebbe l’albero su cui è poggiato.. perciò Israele che ha come unico fine il grande Israele che arriva all’Iraq(di cui già sta comprando le terre dei kurdi dove sotto si stima ci sia anche petrolio…questo il vero motivo degli interessi israeliani all’Iraq!) attraverso palestina e sud della siria.. della siria e del libano sono state prese zone fertili e soprattutto in siria ricche di sorgenti…come nella palestina dove controllano tutte le sorgenti.. rimane solo un problema ,sfollare i palestinesi in modo da aprirsi un corridono abbastanza largo da arrivare nel nord dell’Iraq basta guarda la cartina http://www.voyagesphotosmanu.com/Complet/images/cartina_siria.gif deve solo scegliere se passare attraverso la Siria o la Giordania ,ma siccome la Siria è ad oggi definito uno stato canaglia passerà da li… gli manca proprio poco… chi ha scritto l’articolo ha le idee confuse.. La potenza atomica e industriale israeliana è troppo grande per uno stato grosso come la Puglia di 6milioni di persone… serve nuovo territorio.. Infine anche il tasso di natalità(che era fra i più grandi al mondo)si è si ridemsionato ma non più di tanto… e poi ci vuole poco ad importare centinaia di migliaia di persone dalla russia promettendogli una vita migliore ed una casa(nei… Leggi tutto »

maumau1
maumau1
29 Settembre 2009 4:58

E poi come di Van Creveld(un professore di strategia militare che insegnava a Tel Aviv e che fa conferenze in tutti gli stati maggiori del mondo tra cui il Pentagono o Westpoint,una autorità) http://en.wikipedia.org/wiki/Martin_van_Creveld in una intervista (mai smentita all’Elsever settimanale olandese) So che non mastichi inglese quindi sei costretto a leggere solo quotidiani italiani ma ecco in una intervista all’Elsevier ,settimanale olandese,cosa ha detto(e mai smentito nè nessuno si è mai dissociato nè condannato come invece hanno fatto nei confronti di Ariel Toaff per il suo libro storico-scientifico Pasque di Sangue) traduco da http://en.wikipedia.org/wiki/Martin_van_Creveld possediamo parecchie centinaia di bombe atomiche e lanciatori (aggiungo:circa 200 e lanciatori Jericho 3 fino a 7000km) e possiamo lanciarli in tutte le direzioni ,forse anche Roma Molte città europee sono obiettivi per la nostra forza aerea.Noi possiamo portare il mondo alla catastrofe insieme a noi.Ed assicuro che lo faremo prima che Israele sia sconfitta.. We possess several hundred atomic warheads and rockets and can launch them at targets in all directions, perhaps even at Rome Most European capitals are targets for our air force…. We have the capability to take the world down with us. And I can assure you that that will happen… Leggi tutto »

maumau1
maumau1
29 Settembre 2009 5:03

.. Infine anche appoggiando la Merkel i media internazionali e nazionali di stampo sionista hanno permesso di tenere tenere a bada chi vorrebbe che le armi atomiche della guerra fredda(ossia quelle che la Nato detiene in Germania )fossero eliminate. La Spd verde voleva infatti togliere anche le centrali atomiche(oltre che le armi ma è stato sonoramente battuto) Ma quello delle armi atomiche è uno dei principali ostacoli tra la Merkel e il suo attuale alleato liberale Guido Westerwelle che appunto aveva nel suo programma proprio quel proposito!! Ma siamo sicuri che con un sapiente baratto,pare infatti gli vogliano dare la poltrona di ministro degli esteri,se ne dimenticherà o le posticiperà all’infinito!!!! Da noi questo problema (che anche in Grecia è stato risolto)non c’è visto che nessun politico fantoccio si azzarda a dire a quei fascisti degli USA di riportarsi a casa le centinaia di bombe atomiche che stanno sotto a Ghedi ed Aviano, e questo ci rende ancora di più possibili target di ritorsioni dopo attacco USA eventuale dalle nostre basi…visto che gli altri stati se ne stanno liberando… Le armi atomiche se le hai devi averne anche il pieno controllo mentre noi le abbiamo sul nostro territorio(come la Germania)ma… Leggi tutto »

maumau1
maumau1
29 Settembre 2009 5:10

infine come fa a dire chi ha scritto quell’articolo che Israele possa essere messa alle strette quando praticamente possiede la FED (gli azionisti principali sono tutte banche di proprietà sionista) e quindi hanno a disposizione tutti i soldi che la FED può stampare che come è noto sono infiniti…ed in mani i debiti pubblici di quasi tutti i paesi del mondo.. e le sedi di questi azionisti spesso sono europee.. eccoli 1. Rothschild Banks of London and Berlin. 2. Lazard Brothers Banks of Paris. 3. Israel Moses Seif Banks of Italy. 4. Warburg Bank of Hamburg and Amsterdam. 5. Lehman Brothers of NY. 6. Kuhn, Loeb Bank of NY (Now Shearson American Express). 7. Goldman, Sachs of NY. 8. National Bank of Commerce NY/Morgan Guaranty Trust (J. P. Morgan Bank – Equitable Life – Levi P. Morton are principal shareholders). 9. Hanover Trust of NY (William and David Rockefeller & Chase National Bank NY are principal shareholders http://www.rense.com/general85/feddrec.htm e se pure quel trucco fosse scoperto ed i soldi non valessero più nulla e crollasse il dollaro o tutte le monete ormai li hanno convertiti quasi tutti in oro e assett solidissimi… ufficialmente la fed detiene il più grande deposito di… Leggi tutto »

myone
myone
29 Settembre 2009 5:25

Yes. E se con saddam hanno tentato di porre fine all’ estremismo islamico iraniano, saddam si e’ valso il titolo di portavoce di tale estremismo, e la fine che ha fatto era scontata. Ora l’ iran, fa il doppio gioco, proseguendo l’ intento di sempre, alla maniera di saddam. Dice e poi non e’, e la centrale pro-atomica nascosta e smascherata, carica la logica a suo danno, di una netta cauterizzazione, una volta per tutte. Un mondo islamico pro causa palestina come motivo principale, e anti usa e tendente a globalizzarsi con l’ immigrazione nei paesi occidentali, avendo un paese con l’ atomica puntata su israele, innescherebbe una rivolta totale isamica-occidentale. La testa islamica degli islamici, sebbene sta’ bassa per gli eventi o le non possibilita’, rimane. L’ iran, sta’ firmando la sua fine. Israele se preme ha ragione. La dichiarazione di guerra dei paesi islamici nell’ intento della creazine dello stato israeliano, rimane, sotto sotto, ed israele non ha ancora chiuso i conti, essendoci un sospeso di fondo, che continua, sopratutto da una parte, e pure dall’ altra, visto che le divergenze fondamentali, rimangono. La storia, la si puo’ leggere in tanti modi, e alla fine serve a poco.… Leggi tutto »

Jack-Ben
Jack-Ben
29 Settembre 2009 5:43

mi sembra che George Orwell nel 1984 abbia già detto tutto e oltre… cambiano i nomi ma la storia si ripete … il passato non conta, il futuro è un mistero ma il presente è un dono, dobbiamo usare quel dono per vivere tutti e bene, ormai quello che hanno deciso “loro” avverrà e ne trarranno le conseguenze ma questo non deve rovinare il nostro dono…

nuovobiopresto
nuovobiopresto
29 Settembre 2009 7:19

Mi piace molto Orwell, ma era un uomo e in quanto tale doveva pur farsi anche lui una razionalizzazione

Galileo
Galileo
29 Settembre 2009 11:52

C’è un particolare che non ho capito. Bush nel 2004 mandó una carta a Shimon Peres riconoscendogli tutti i territori occupati, sia quelli “legali” (come se ci fosse un accordo e un benestare) che quelli “illegali” (ossia israele ingorda si è appropriata di qualcosa che non era stato pianificato).

Barak Obama dice a Israele che non può continuare a leggitimare la sua politica espansionistica, però non gli dice che quello che è già fatto non debba resterà così. Credo che qui ci sia per giocare un bel pò con le parole.

obender71
obender71
29 Settembre 2009 11:53

“Un rapporto online della Central Intelligence Agency americana proietta dei dubbi sulla sopravvivenza di Israele nelle prossime due decadi.”

Antisemiti e negazionisti pure loro come Ahmadinejad? Stanno per attaccare holy Israel?