ISRAELE ATTACCA LA FLOTILLA: CARNEFICINA, OMISSIONE DI SOCCORSO, TRADIMENTO DELLA PATRIA

ISRAELE ATTACCA LA FLOTILLA: CARNEFICINA, OMISSIONE DI SOCCORSO, TRADIMENTO DELLA PATRIA

- I POLITICI TACCIONO E FANNO COOP PRO ISRAELE

DI ANTONIO CARACCIOLO

civiumlibertas.blogspot.com

Fino a ieri sera sul tardi, avevo cercato notizie sulla “Flotilla” e, tutta la notte, sono rimasto in pensiero. In particolare, per gli italiani che conosco di persona: Fallisi, Rossi, Benini ed altri, fra cui comprendo anche Mons. Capucci, che ho conosciuto e di cui ho già riferito in un altro mio scritto. Questa mattina non avevo ancora acceso il computer, quando uno squillo insistente del telefono mi ha fatto pensare al peggio: alzando il ricevitore, ho appreso del massacro! Pieno di sdegno, scrivo queste righe sulla base delle sole informazioni telefoniche ed in preda ad una emozione che non ho motivo di frenare.

Non ho ancora letto altro, ma avevo seguito continuamente fino a ieri sera tutte le notizie scritte in italiano. Fino a ieri sera, infatti, diffondendo le solite infamie mediatiche, come queste, si pretendeva che a Gaza non hanno bisogno di nulla... in quanto ci sarebbe ogni ben di dio... (sic!).

Nella foto: Il blitz israeliano contro flotta ong diretta a Gaza

A seguire: "Sulla nave turca abbordata dai sionisti" (iononstoconorianablogspot.com); "Attacco alla Freedom Flotilla: il mondo è indignato … l’Italia no" (osservatorioiraq.it); "E se l’Iran avesse aperto il fuoco su navi pacifiste... cosa succederebbe adesso?" (Mauro Mondello, Nokoss.net); "Avranno ancora il coraggio di parlare di Leon Klinghoffer ?" (Gianluca Bifolchi,subecumene.wordpress.com);
Mancano adesso le bare per quelli che hanno appena ammazzato. Assassini! Come disse Erdogan: sapete come fare ad ammazzare e come ottenere l’impunità per i vostri crimini. Non raccolgo le provocazioni di simili infami articoli di stampa e “corretti commenti”, perché ho compreso le trappole che vorrebbero tendermi, ma tutti costoro meritano sommo ed eterno «disprezzo». Non «odio», che è ben altra cosa ed appartiene unicamente alla loro natura, come ben disse Spinoza e come il massacro che abbiamo sotto i nostri occhi ancora una volta documenta.



Di primo mattino, però, avevo già chiare in mente strane sensazioni che cercherò, in qualche modo, di riuscire a poter dire. Già, a dire, a parlare, a poter parlare. Sono stato in conferenza sabato pomeriggio, parlando sul tema: La difesa della libertà di pensiero per tutti come fondamento della democrazia e come impegno civile di ognuno. I signori parlamentari della Commissione Nirenstein sono al lavoro, dalla fatidica e magica data del 27 gennaio, per togliercela questa libertà, su consiglio e, sicuramente, a beneficio di Israele, che ha forse massacrato anche i nostri connazionali, i quali inermi su una nave andavano a portare soccorsi a un milione e mezzo di persone sotto assedio, stremate dalla fame, dalle malattie, da tutto, privi di verità e oggetto di infamie e falsità di ogni genere.



Sarò eccessivo, ma io, tutto questo, lo chiamo tradimento della Patria. In altre parole, quando stai dalla parte del “nemico”, ed ignori i nostri concittadini, che dal “nemico” vengono massacrati, potrebbe essere definito altrimenti? Dal nostro ministro (da sempre, dichiaramente filosionista) sionista – che ha iniziato le audizioni del 27 gennaio - neppure una parola per i nostri connazionali, né prima, né durante, né dopo: lui pensa alla «sicurezza di Israele» e a cantare la canzonetta “terroristi terroristi terroristi”, il long play della propaganda israeliana. Chi sono ora i «terroristi»? I nostri connazionali che portavano aiuti o chi ha sparato loro, forse uccidendoli? Chi dal 27 gennaio tenta di tapparci la bocca?




Gli Onorevoli Deputati, le Betulle d’Italia, passeranno il loro tempo a professare la loro amicizia, eterna e incondizionata, per Israele, ma non potranno spendere neppure una parola, che sia sincera e gradita, per i nostri concittadini: possiamo aspettare che si associno alla versione israeliana ed al massimo elargiscano qualche paternalistica tirata di orecchie ai nostri connazionali. Ci diranno – con l’aiuto dei loro “esperti”, auditi dietro il modico compenso di 300.000 euro annui – che è “antisemitismo” stare dalla parte degli italiani e contro i loro massacratori. E proprio loro, con grande e parlamentare sicumera, parleranno a noi di «onore», pretendendo di toglierlo agli italiani cui non vogliono neppure concedere l’onore del nome, mentre si danno da fare per cancellare dalla costituzione italiana la libertà di pensiero, che è di tutti e non solamente di Lor Signori. Firmano costoro insieme alla “aspirante colonizzatrice” Nirenstein la loro solidarietà a Israele e danno addosso alle Coop che inizialmente e saggiamente avevano deciso il boicottaggio contro Israele... Israele ha chiamato e loro sono insorti dai loro scranni e dalle loro laute prebende, esercitando tutte le pressioni di cui sono capaci, completando l’opera che hanno intrapreso con la loro Indagine, il cui scopo finale sarà quello di aggiungere 200.000 processati italiani ai 200.000 processati tedeschi per reati di opinione dal 1994 ad oggi. Sono altamente professionali nel loro lavoro: è come se facessero un’Indagine parlamentare conoscitiva sulla... tortura e chiamassero quali esperti e consulenti i torturatori e non i torturati, ai quali non può essere concesso neppure l’onore del nome! Ed adesso, con i morti sul mare, sappiamo dove volevano andare a parare e dove sono andati a finire.

BERLUSCONI – per la …! – io ti ho votato: chi mi hai messo in Parlamento? Cacciali, per cortesia! Non hanno nulla a che fare con il popolo italiano! Sono nemici del popolo italiano!!! Nemici che offendono ed insultano i nostri connazionali, colpevoli, ai loro occhi, di portare soccorsi alle vittime dello Stato sionista. Non possiamo più tacere e chiediamo di essere ascoltati di persona, in Parlamento, dal Presidente del Consiglio, il cui compito primario è di proteggere la vita, l’integrità e la dignità dei cittadini italiani, e di cacciare dal Parlamento i traditori della patria, qualora si accertasse che ve ne siano. La legge elettorale che hai voluto fa letteralmente schifo! È tutto da rifare. Finché fai in tempo e ne hai la forza, datti una mossa o presto ti faranno fare la fine degli altri.

Antonio Caracciolo

Fonte: http://civiumlibertas.blogspot.com/

Link: http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/05/verso-gaza-israele-attacca-la-flotilla.html

31.05.2010

Commenti (68)

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    1. alcenero 31 maggio 2010

      E se l’Iran avesse aperto il fuoco su navi pacifiste dirette verso le sue coste, uccidendo almeno 19 persone e ferendone numerose altre, cosa succederebbe adesso?

      di Mauro Mondello - 31/05/2010
      Nokoss.net

      Era praticamente pronto un pezzo nel quale si rifletteva sul rifiuto, da parte di Israele, di aderire al Trattato di Non Proliferazione Nucleare e sulle proteste sollevate dal governo di Netanyahu contro la risoluzione adottata dalla Conferenza di Revisione di quello stesso Trattato, un testo in cui si fa un riferimento specifico ad Israele ed al suo arsenale, chiedendo che Tel Aviv accetti finalmente di porre le sue supposte, per modo di dire, testate, sotto il controllo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
      E’che si sa, Israele, per gli israeliani e per il mondo occidentale, sta al di sopra delle regole, e gli è dunque permesso, e dunque gli si permette, di fare un pò quel cazzo che gli pare, soprattutto le azioni militari e politiche di Israele, azioni che se tenute da altri paesi aprirebbero certamente conflitti di guerra, non sollevano alcuna reazione internazionale seria, se non le solite condanne formali di cui ci si dimentica in un batter d’occhio.

      Si sarebbe dovuto scrivere, accennavo, di questo. Ma stamattina è arrivata la notizia dell’attacco dell’esercito israeliano alle navi pacifiste di Freedom Flotilla, le imbarcazioni salpate da tutto il Mediterraneo e decise a rompere il blocco imposto da Tel Aviv sulla Striscia per consegnare alla popolazione palestinese aiuti umanitari.
      E’ finita male, anzi peggio. Al momento si parla di 19 morti ed oltre 20 feriti. Le cifre cresceranno probabilmente e con il passare delle ore il governo israeliano ripulirà la storia per consegnarci una versione ufficiale di perfetta trasparenza. Sicuramente i funzionari dell’IDF saranno stati attaccati e dunque si saranno visti costretti ad aprire il fuoco.
      Niente di nuovo.

      Più che insistere nel fornire dettagli e testimonianze in merito alla condanna generale che al momento tutta la comunità internazionale riserva all’attacco israeliano (dettagli e testimonianze che ben e meglio di Nokoss forniscono già le principali edizioni online dei quotidiani di tutto il mondo), m’interessa lanciare una brevissima riflessione, già più volte insinuata dalle colonne del nostro giornale, ma che oggi ci appare, tristemente, ancora più attuale e pressante.
      L’interrogativo è: se l’Iran avesse aperto il fuoco su navi pacifiste dirette verso le sue coste, uccidendo almeno 19 persone e ferendone numerose altre, cosa succederebbe adesso?
      Una guerra, probabilmente.
      Sanzioni pesantissime, senza ombra di dubbio.
      Accuse, non condanne (che è diverso) a pioggia.
      L’interrogativo successivo è invece: cosa succederà, adesso, dopo che Israele ha attaccato alcune navi pacifiste dirette verso le sue coste (che poi in realtà non sono sue ma del popolo palestinese di Gaza), uccidendo almeno 19 persone e ferendone numerose altre?
      Niente. Non succederà un bel niente, e staremo qui a dimostrarlo.

      Nelle prime ore si rincorerrano le dichiarazioni ufficiali di condanna dei governi occidentali. Poi arriverà la versione ufficiale ed i paesi più vicini a Tel Aviv, ad esempio l’Italia, cominceranno ad ammorbidire le proprie posizioni.
      La Francia resisterà un pò di più, anche perchè il movimento di protesta popolare interno monterà con grande nervosismo e decisione, ma lentamente dimenticherà.
      Turchia e Grecia sosterranno le decisioni più nette, ma, con tutto il rispetto, Turchia, e soprattutto Grecia (considerato anche il difficile momento economico), non è che contino poi molto sullo scacchiere diplomatico internazionale.
      E poi?

      E poi accadrà qualcosa che distoglierà l’attenzione, cominceranno i Mondiali di Calcio, si voterà la Finanziaria, Cassano passerà alla Juventus, Obama tapperà con la sua testa la falla di petrolio della BP.
      E ce ne dimenticheremo, di nuovo, un’altra volta, sino alla prossima volta.
      E quella domanda, quella domanda sull’Iran, se ne resterà lì, senza risposta, più forte e più dolorosa ancora nel suo rimanere irrisolta.
      Che tanto noi la conosciamo già, quella risposta…

      Fonte: http://www.nokoss.net/
      Link [www.nokoss.net]
    1. alcenero 31 maggio 2010

      Attacco alla Freedom Flotilla: il mondo è indignato … l’Italia no

      A cura di osservatorioiraq

      Di seguito alcune fra le principali reazioni internazionali all’attacco israeliano di questa mattina contro la Freedom Flotilla [www.osservatorioiraq.it] [www.osservatorioiraq.it] diretta a Gaza, che ha provocato 19 morti e una cinquantina di feriti fra i pacifisti - civili e disarmati.

      Turchia


      Il Ministero degli Esteri: "Condanniamo queste pratiche disumane di Israele. Questo deplorevole incidente, che è avvenuto in acque internazionali e costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale, potrebbe portare a conseguenze irreparabili nelle nostre relazioni internazionali".


      Il governo di Ankara ha convocato l'ambasciatore israeliano Gabby Levy e ha richiamato il suo ambasciatore in Israele.


      Riunione di emergenza convocata dal vice-premier Bulent Airnc (il Primo Ministro Erdogan è assente perché impegnato in un viaggio ufficiale in vari Paesi dell’America Latina) a cui partecipano tra l'altro il ministro degli Interni, il vice comandante della Marina, e il capo delle operazioni dell'esercito.


      Autorità Nazionale Palestinese


      Il presidente Abu Mazen ha condannato il raid israeliano definendolo "un massacro", e ha decretato tre giorni di lutto nei Territori palestinesi.


      L'ANP ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

      Il presidente Abu Mazen ha telefonato al presidente turco Abdullah Gul per fargli le proprie condoglianze per la morte di diversi cittadini turchi, uccisi durante l'assalto israeliano.


      Saeb Erekat, Negoziatore capo palestinese


      "Quello che abbiamo visto stamane è un crimine di guerra. Queste erano navi civili con a bordo civili e merci civili – farmaci, sedie a rotelle, generi alimentari, materiali da costruzione – destinati al milione e mezzo di palestinesi isolati sotto un assedio crudele e criminale da parte di Israele. E per questo, molti hanno pagato con la vita. Quello che Israele sta facendo a Gaza è sconvolgente: nessun essere umano informato e perbene può dire altrimenti.


      Gli attivisti civili disarmati sono stati attaccati a bordo di navi straniere mentre erano in acque internazionali. Questo è un altro incidente che conferma che Israele agisce come uno Stato al di sopra della legge. La comunità internazionale deve agire in modo rapido e appropriato".


      Hamas


      Il portavoce, Sami Abu Zuhri: "Noi di Hamas consideriamo l’attacco israeliano contro la Freedom Flotilla un grande crimine e una enorme violazione del diritto internazionale. Nonostante il grande prezzo pagato dalle persone che si erano unite a questa flotta, consideriamo il loro messaggio arrivato.


      Grazie a questi eroi di altri Paesi che hanno mostrato la loro solidarietà con Gaza, l’assedio israeliano adesso è una questione internazionale, e noi riteniamo che siano adesso gli occupanti, attraverso questo crimine, a essere sotto assedio".


      Hamas ha denunciato l’attacco israeliano come "terrorismo di Stato organizzato".



      Lega Araba


      Ha condannato con forza l’azione terroristica di Israele. Il Segretario Generale, Amr Moussa, ha convocato una riunione dei Paesi membri – che si terrà domani, 1 giugno - per "discutere di questo crimine atroce commesso dalle forze israeliane contro civili disarmati che ha fato numerosi morti e feriti" e "adottare una posizione araba collettiva".


      Egitto


      Il Cairo condanna "le uccisioni per mano israeliana" e rilancia la richiesta di cancellare il blocco "illegittimo su Gaza"


      Kuwait


      Il governo del Kuwait si riunirà in sessione straordinaria per discutere sviluppi e conseguenze dell'attacco israeliano alla Freedom Flottilla, con la quale viaggiavano anche 16 cittadini kuwaitiani.


      Hezbollah


      Il movimento di resistenza libanese ha definito l’attacco israeliano "un crimine contro l'umanità premeditato" che richiede un intervento della comunità internazionale. "Questo crimine mostra al mondo la brutalità di Israele e il modo con cui si comportano con i civili inermi", ha detto il deputato libanese Hassan Fadlallah.


      Giordania


      Il commento di Amman: "Prendere di mira i civili è un crimine odioso che noi condanniamo severamente. Non ci sono giustificazioni per Israele".



      L’Unione Europea


      Ufficio della Baronessa Ashton, Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri: "L’Alto Rappresentante Catherine Ashton esprime il suo profondo rammarico per la notizia della perdita di vite umane e della violenza, ed estende le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e dei feriti. A nome dell’Unione Europea, chiede una inchiesta esaustiva sulle circostanze in cui si è verificato l’accaduto.


      Ribadisce la posizione dell’Unione Europea su Gaza – continuare la politica di chiusura è inaccettabile e politicamente controproducente … Chiede un’apertura immediate, prolungata, e incondizionata dei valichi per il flusso di aiuti umanitari, merci commerciali, e persone per e da Gaza.


      La Ashton ha telefonato al ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, per richiedere formalmente l'apertura di un'inchiesta da parte di Tel Aviv s quanto è successo.


      Spagna

      Madrid, che ha la presidenza di turno dell’Unione Europea, ha convocato l’ambasciatore israeliano: "Vogliamo spiegazioni".


      Francia


      Il Ministro degli Esteri, Bernard Kouchner: "Sono profondamente scioccato dalle tragiche conseguenze dell’operazione militare israeliana contro la flotta di pace per Gaza. Nulla può giustificare l’uso della violenza di questo tipo, che condanniamo.

      Deve essere fatta completa luce sulle circostanze in cui è avvenuto questo dramma, e ci auguriamo che si avvii senza indugio una inchiesta esaustiva".


      Grecia


      Il governo di Atene ha convocato l'ambasciatore d'Israele per ottenere spiegazioni.


      La Grecia ha inoltre annunciato di avere annullato un'esercitazione congiunta dell'aviazione con Israele, in seguito all'assalto. Lo ha detto un portavoce del ministero della Difesa, che precisato che le manovre 'Minoan 2010' erano iniziate il 25 maggio e avrebbero dovute terminare il 3 giugno.


      Annullata anche la visita del capo di Stato maggiore dell’Aviazione israeliana prevista per domani 1 giugno.


      Svezia


      Il governo di Stoccolma ha convocato l'ambasciatore israeliano.


      Danimarca


      Convocato l'ambasciatore israeliano per avere "chiarimenti".


      Norvegia


      Oslo ha condannato l’attacco israeliano, definito "inaccettabile".


      Germania


      Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, si è dichiarato "molto preoccupato per quanto accaduto".


      Belgio


      Il ministro degli Esteri belga, Steven Vanackere, ha detto che l’attacco israeliano "sembra essere stato piuttosto sproporzionato" e la quantità di forza usata "estremamente deplorevole".


      Paesi Bassi


      Il governo ha chiesto "spiegazioni" al governo israeliano.


      Austria


      Vienna convoca l'ambasciatore israeliano.


      Le Nazioni Unite


      Rober Serry, Coordinatore Speciale dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente, e Filippo Grandi, Commissario generale dell'UNRWA: "Siamo scioccati dalle notizie sull’uccisione e il ferimento di persone a bordo delle navi che trasportavano forniture per Gaza, avvenuta apparentemente in acque internazionali. Condanniamo la violenza e chiediamo che cessi. La situazione si sta ancora sviluppando e siamo in attesa di conferme su quanto accaduto.


      Vogliamo chiarire che tragedie di questo tipo sono interamente evitabili, se Israele ascolterà i ripetuti inviti della comunità internazionale a porre fine al suo controproducente e inaccettabile blocco di Gaza".


      Il Segretario Generale Ban Ki-Moon si è detto "sconvolto", ha condannato le uccisioni provocate dall’attacco israeliano, aggiungendo che "è vitale andare a fondo con le indagini" sui quanto accaduto.


      Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani


      "Onde promuovere una riconciliazione politica a lungo termine, esorto il governo a garantire che venga condotta un’inchiesta indipendente dei recenti eventi, e che tutti coloro la cui responsabilità della violazione dei diritti umani dovessero venire accertata vengano chiamati a risponderne".


      Tony Blair, rappresentante per il Medio Oriente del "Quartetto"


      Si è detto "scioccato" dall'accaduto, e ha chiesto che venga aperta un'inchiesta.


      Iran

      Il presidente Mahmoud Ahmadinejad: "L’azione disumana del regime sionista contro il popolo palestinese e l’impedire l’arrivo di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza non è una dimostrazione della forza del regime, ma è un segno della sua debolezza, e tutto ciò porta questo regime sinistro e falso più vicino che mai alla fine".

      Stati Uniti


      La Casa Bianca ha espresso il suo "profondo rammarico" per l'attacco israeliano, e ha detto che sta "esaminando le circostanze" di quanto accaduto.


      Pakistan
      Il governo di Islamabad ha espresso una dura condanna all'uso "sfrontato della forza" da parte di Israele, nonché preoccupazione per i tre pakistani che partecipano alla missione umanitaria. "L'uccisione di membri di questa missione umanitaria, che comprende anche donne, è brutale, disumana e costituisce una palese violazione delle leggi internazionali", hanno detto il ministero degli Esteri.

      Parlamento Europeo



      L'attacco israeliano, avvenuto in acque internazionali, è stato definito "ingiustificato" nonché "una chiara ed inaccettabile violazione del diritto internazionale, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra", dal presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, in una nota diffusa a Bruxelles.

      Desmond Tutu



      Il premio Nobel per la pace, l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, a nome di tutto il gruppo dei saggi "Elders", giudica "inscusabile" l'assalto israeliano.



      Amnesty International


      Amnesty International ha chiesto al governo israeliano di aprire un'inchiesta ''immediata, credibile e indipendente'' sull'accaduto.

      E il governo italiano?



      Il Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica


      "Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni. Questa vicenda si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico. Possiamo discutere sulla reazione israeliana, ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda. Credo che in operazioni di guerra così delicate queste azioni spettacolari servano solo a peggiorare la situazione e a rendere a ncora più impraticabile la strada del dialogo. Mi pare che sia in atto una voluta provocazione per vedere fino a che punto Israele reagisce. Poi, sul merito della reazione israeliana, non do giudizi perché ancora non conosco bene i fatti ma sperare che Israele non reagisse era un'illusione. Il principio della rappresaglia israeliana è un principio conosciuto nel mondo".


      Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha "deplorato in modo assoluto l'uccisione di civili" nell'assalto israeliano. "E' un fatto assolutamente grave, serve un'inchiesta", ha detto.


      [O.S.]


      Fonti: BBC News, Repubblica.it

      Fonte: http://www.osservatorioiraq.it
      Link
    1. stendec555 31 maggio 2010

      sono curioso di sentire la giustificazione di quella santa donna di fiamma nirenstein e i giri di parole del dandy frattini...

    1. Tonguessy 31 maggio 2010

      Il patriottismo caraccioliano dove lo collochi?

      "Che cos’è mai il patriottismo, se non la vostra convinzione che un Paese è superiore a tutti gli altri per il semplice fatto che ci siete nati voi?"

      G.B. Shaw

    1. AlbaKan 31 maggio 2010

      ...però è stato molto coraggioso ad ammettere di averlo votato, io mi vergognerei da morire!

    1. AlbaKan 31 maggio 2010

      • «la guerra è pace», «la schiavitù è libertà», «l'ignoranza è forza» ...le "missioni di pace" sono i bombardamenti e le carneficine di civili in Afghanistan, Iraq, ecc... ...mentre i diritti umani e la solidarietà sono espressione del terrorismo... A conferma di ciò si attende il prossimo delirio di Frattini ed altri delinquenti...
    1. Tonguessy 31 maggio 2010

      Al di là del disgusto per questa operazione israeliana che li vede assaltare armati di tutto punto delle imbarcazioni umanitarie, andando oltre la necessaria condanna verso chi uccide civili inermi, resta lo stupore verso chi, votando, ha sapientemente armato quella propaganda che oggi come ieri è arma delle elites.


      "BERLUSCONI – per la …! – io ti ho votato: chi mi hai messo in Parlamento? Cacciali, per cortesia! Non hanno nulla a che fare con il popolo italiano! Sono nemici del popolo italiano!!!

      Quali interessi credevi che portasse avanti il Berluska, o Caracciolo? Quelli della Nazione, quelli dell'Internazionalismo, o quelli suoi specifici e delle elites che lo sostengono e da cui ne traggono entrambi giovamento?

      Quale fonte di informazione pensi il Berluska (okkupato com'è di stilare palinsesti zeppi di reality e telefilm made in USA) ti possa offrire a parte il solito Fede? Lo voti e ti stupisci che faccia propaganda, quel "magnate" delle telecomunicazioni? E da quando in qua i media sono asserviti al bene del popolo italiano? Mah..sono basito!

    1. Tao 31 maggio 2010

      SULLA NAVE TURCA ABBORDATA DAI SONISTI

      FONTE: IONONSTOCONORIANABLOGSPOT.COM

      La marina sionista ha assalito ed abbordato in acque internazionali una delle navi che da giorni stava tentando di arrivare nella Gaza assediata con un carico di aiuti e di attivisti provenienti da mezzo mondo.

      Le notizie, al momento in cui scriviamo, sono ancora frammentarie ma le responsabilità sioniste paiono talmente evidenti che anche le gazzetterie on-line più schierate (ovverosia tutte, visto che la copertura mediatica mainstream di quanto succede a Gaza è prossima allo zero) non hanno riservato troppo posto a giustificazioni messe a metà strada tra la favola per mentecatti e la menzogna pura e semplice.

      Si può fin da ora, comunque, esprimere qualche prima considerazione.

      Quello che va bene per gli ebrei è l’unico parametro cui si attengono gli appartenenti ed i responsabili di una macchina bellica in servizio permanente ed ampiamente dotata di armamenti nucleari che ha la curiosa abitudine di autodefinirsi “l’unica democrazia del Medio Oriente”. Questo significa che per lo stato sionista l’unico confine all’arbitrarietà delle azioni è rappresentato dai limiti oggettivi delle possibilità militari.


      I sionisti giustificano di solito operazioni come questa statuendo essere Hamas un’organizzazione terrorista. Detto dai propagandisti di uno stato nel cui martirologio fondante ci sono organizzazioni come l’Irgun o la Banda Stern, la cosa lascia peggio che indifferenti. Senza contare il fatto che l’establishment de “l’unica democrazia del Medio Oriente” pone abitualmente ogni sorta di ostacoli per impedire la fattiva azione politica di formazioni non sioniste, e che la leadership politica di Hamas a Gaza, neppure intaccata dalla guerra d'aggressione dello scorso anno, deriva dal sostegno popolare.


      Per tutti i due mandati presidenziali dell’ubriacone amriki George Bush non ci sono stati pretesa, arbitrio o arroganza sionista che non abbiano trovato udienza e soddisfazione. Sparito Bush dalla scena lo stato sionista è stato in più casi ed in più sedi esortato a fare per lo meno finta di cambiare registro, senza alcun risultato. Il sospetto è che in ogni caso ad un bias mediatico filosionista apparentemente impossibile da stroncare, e che è evidentissimo soprattutto nei mass media che operano per indottrinare i sudditi dello stato che occupa la penisola italiana, le cancellerie stiano cominciando a pensarla in un altro modo e ad agire di conseguenza.


      Fino a pochi mesi fa la Repubblica di Turchia era un partner di primaria importanza per i sionisti, anche dal punto di vista militare. L’abbordaggio del 31 maggio 2010 ha coinvolto una nave turca ed ha avuto come prima conseguenza la rottura dei rapporti diplomatici con la Repubblica di Turchia.

      Infine, è possibile fare il più sgradito e scomodo dei paragoni.

      Il 23 marzo 2007 un’imbarcazione armata inglese sconfinò nelle acque territoriali della Repubblica Islamica dell’Iran. La nave ed il personale militare a bordo furono presi prigionieri senza che venisse sparato un colpo, e le quindici persone tra marinai e fucilieri coinvolti nella faccenda furono trattati con ogni riguardo e liberati dopo una quindicina di giorni.

      Il 31 maggio 2010 un’imbarcazione civile turca non ha sconfinato nelle acque territoriali di alcun paese. La nave ed i civili a bordo sono stati catturati con un blitz condotto con elicotteri e motoscafi d’assalto nel corso del quale sono morte almeno una ventina di persone.

      La conclusione è molto lineare, anche se ci sorprenderemmo di trovarla riportata su un gazzettame permanentemente orchestrato al sostegno delle scuse che i sionisti portano a giustificativo, ed è che la Repubblica Islamica dell’Iran ha saputo tutelare la propria integrità territoriale e lo ha fatto con molta maggior fondatezza, in modo molto più costruttivo e rispettoso del diritto internazionale di quanto non faccia abitualmente l’entità statale sionista.

      Nonostante la propaganda sia arrivata ad influenzare perfino la cartografia, in cui i territori palestinesi sono riportati con gli stessi segni convenzionali con cui i bantustan sudafricani erano riportati ai tempi dell'apartheid, Gaza non fa parte dello stato sionista e le navi di Freedom Flotilla non costituivano una minaccia per l'integrità territoriale di nessuno.

      L'unico limite che i sionisti conoscono per il loro arbitrio è dato dalla realizzabilità militare delle loro istanze.

      Mahmoud Ahmadinejad, autentico spauracchio per la propaganda "occidentalista", avrebbe commentato l'accaduto con le parole che seguono, dando l'ennesima prova di quel comportamento responsabile e di quel realismo che la propaganda tenta incessantemente di negargli: "L'atto inumano del regime sionista contro il popolo palestinese, e il fatto di impedire aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza, non è un segnale di forza ma di debolezza di questo regime".

      Fonte: http://iononstoconoriana.blogspot.com/

      Link: http://iononstoconoriana.blogspot.com/2010/05/sulla-nave-turca-abbordata-dai-sionisti.html

      31.05.2010

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