ISIS: AZZERARE IL TURISMO

DI ENRICO CAMPOFREDA

contropiano.org

Eccolo l’Isis temuto, nel cuore del Mediterraneo, molto più che Bengasi e Derna. A un passo dall’Italia che è Lampedusa, ma anche la Roma eterna su cui la propaganda del Daesh fa sventolare la minacciosa ombra del suo stendardo nero. Nell’attentato di Tunisi, venti vittime più due jihadisti, il bersaglio è chiarissimo: l’attività turistica. La scelta d’introdursi nel Museo del Bardo, dopo aver cercato un gesto clamoroso solo cento metri più in là nel Parlamento, sembra non essere un ripiego ma un chiaro obiettivo che può mettere in ginocchio le economie di molte nazioni maghrebine e mediorientali. La Libia non ha più turisti, e ora neppure lavoratori stranieri, dai tempi della caduta di Gheddafi.

L’Egitto dopo i ridimensionamenti subìti dai tour operator negli ultimi quattro anni vede nella via delle bombe urbane e nell’incontrollabilità del Sinai un serio problema per una ripresa economica che ha nel turismo la seconda risorsa nazionale. E non parliamo delle condizioni di Siria e Iraq dove la guerra è aperta e questo genere di viaggi legati alla cultura sono interdetti da tempo. Se gli uomini di Al Baghdadi, e tutti i fondamentalisti che in varie aree a lui s’ispirano e si legano, vogliono creare fratture oltre che paure punteranno a tener lontane le masse itineranti nei musei e luoghi archeologici.

Contro i quali già lo Stato Islamico aveva scatenato il proprio piccone demolitore, diffondendo le sciagurate immagini distruttive di statue nel museo di Mosul e gli attacchi con le ruspe contro le mura di Ninive e le vestigia di Hatra. Voglia di azzerare il passato, giustificate con la lotta all’idolatria che fu anche dei talebani, ma oltre alla fobìa della diversità, all’incurante ignoranza che soprassiede una diabolica follìa, c’è un disegno razionale e ideologico al tempo stesso. Abbiamo detto: colpire il turismo significa attaccare le casse di governi ritenuti nemici, nei luoghi propri e in quelli degli avversari. Se bombe scoppiassero e raid avvenissero in metropoli europee, com’è accaduto ai tempi di Al Qaeda e di recente nella redazione di Charlie Hebdo e dintorni, anche l’economia turistica occidentale ne sarebbe piegata. Impedire ai torpedoni di visitatori e ai vacanzieri delle agenzie di viaggio l’ingresso nelle nazioni su cui il fondamentalismo, del Califfato o altro, allunga mani e pensieri interdice quei contatti che rendono variegata e meno isolata la vita in quelle terre. Introduce il cordone sanitario del terrore fra chi potrebbe arrivare e non arriva più come un disegno ben studiato, e comunque già provato (pensiamo a Luxor nel 1997 e alla stessa Djerba nel 2002). Che in una prima fase paga.

Naturalmente spacca la società civile di quei luoghi, ricevendo il rifiuto di componenti laiche ben presenti e organizzate in nazioni come la Tunisia oppure votate a rimettersi al piano securitario dell’uomo forte come l’attuale Egitto. Trova un netto rifiuto e una potenziale diga in costoro, diga che potrebbe essere ben più solida se coinvolgesse anche l’Islam politico tenuto ai margini o peggio demonizzato con la teoria che una parte di esso mai e poi mai potrà manifestarsi come moderato. Nel caso in cui il blocco conservatore di Essebsi in Tunisia e ancor più il golpismo mascherato di Al Sisi in Egitto ricalchino le satrapiche strade di chi li ha preceduti, può trovare spazio il richiamo ideologico antioccidentale del Califfato. Che astutamente fa leva anche su certe verità: l’evidentissimo sfruttamento da colonalismo di ritorno che si perpetua su quei territori e sui suoi abitanti. Un’infinità di giovani tunisini (ne sono stati calcolati dai 3000 ai 5.000) hanno ingrossato nei mesi scorsi le fila dell’Isis proprio a seguito di questa propaganda e del fatto che tanti di loro non conoscono un presente migliore di quello che portò Bouazizi all’autodafé. E’ una riflessione che tutte le leadership che vogliono combattere l’Isis sono obbligate a fare.

Enrico Campofreda

Fonte: http://contropiano.org

Link: http://contropiano.org/internazionale/item/29751-isis-azzerare-il-turismo

18.03.2015

13 Commenti
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orckrist
orckrist
18 Marzo 2015 22:43

Ma pensa un po’, questo califfato che fa tremare le economie mondiali è talmente potente che ci sono voluti ben dieci giorni per liquidarlo da Tikrit, definita una loro roccaforte. E senza scomodare i "volonterosi" yankee.

"La Libia non ha più turisti, e ora neppure lavoratori stranieri, dai tempi della caduta di Gheddafi."
Per la verità la Libia non è più nemmeno uno stato, ma cosa c’entri l’ISIS mi sfugge, visto che furono Francia, USA e Gran Bretagna (con Italia a rimorchio) a spianare il paese.

"E non parliamo delle condizioni di Siria e Iraq
dove la guerra è aperta e questo genere di viaggi legati alla cultura
sono interdetti da tempo."
Anche in questo caso l’ISIS che c’entra?
Non fu l’opposizione siriana in esilio a Londra a dare il via alla guerriglia contro Assad?

A meno che…

eresiarca
eresiarca
18 Marzo 2015 23:00

A meno che ISIS significhi Anglo-america, o forse Perfida Albione e basta.

PietroGE
PietroGE
18 Marzo 2015 23:05

L’IS è il risultato dell’attività di apprendisti stregoni che hanno, sin dai tempi dell’Afganistan occupato dai sovietici, cercato di strumentalizzare gli islamici per i loro scopi geostrategici.

Non solo hanno fallito (perché questi non si possono manipolare)  ma la loro creatura si è rivoltata contro di loro e ora sta creando la miscela esplosiva che farà esplodere le società occidentali, diventate multiculturali senza neanche comprenderne le conseguenze.

È, in fondo, la dimostrazione dell’ignoranza dell’occidente. Il credere che tutto il mondo è Paese, un paio di hamburger, sesso, droga e Rock & Roll e tutto si aggiusta. Quando poi scopre che c’è gente che non ha nessuna intenzione di rinunciare alle proprie identità, grida al terrorismo.

idea3online
idea3online
19 Marzo 2015 0:54

1) La Russia offre il suo aiuto al Venezuela2) Il Papa è tentato a chiedere aiuto alla Russia…. http://www.ilgiornale.it/news/politica/papa-si-allea-putin-proteggere-i-cristiani-1105923.html [www.ilgiornale.it] 3) Tsipras è tentato di trattare con Mosca, tra pochi giorni incontrerà Putin 4) L’accordo tra Cipro e la Russia5)Tra l’Egitto e la Russia6) Lo Yemen è caduto verso gli sciiti iraniani7) L’Ucraina ha chiuso accordi di fornitura di armi con 11 paesi europei8) Sistema ISIS Solo uno sciocco non è in grado di capire che si è diretti verso una guerra globale. Gli USA controllano i Paesi del Mediterraneo, Spagna, Grecia e Italia sono sorvegliati speciali. Adesso la Russia è a Cipro, in Egitto, Putin aveva fatto un tentativo per rafforzare la posizione della Russia sia in Libia che in Italia, ma abbiamo visto la fine fatta da Gheddafi, e la detronizzazione di Berlusconi. Alla Russia non è stato permesso di entrare sia in Italia che in Libia. Ma la Russia adesso ha buoni rapporti con la Grecia ancora più strategica dell’Italia. In passato gli USA per evitare una alleanza tra Russia-Libia-Italia hanno fatto tutto quello che conosciamo, adesso tramite l’ISIS stanno avvertendo tutta l’Europa, soprattutto l’Italia. Il significato dell’ISIS in Libia e Tunisia è: cari paesi europei, cara… Leggi tutto »

Ercole
Ercole
19 Marzo 2015 1:18

Terrorismo  e Terrore :il punto è che siamo entrati in una fase in cui sempre più grandi masse  diventano gli attori della storia è uno scontro non tra diverse civiltà ma dell’unica civiltà umana giunta al culmine di un periodo storico caratterizzato dal modo di produzione capitalistico dagli esiti incerti .

Siamo solo all’inizio.
Neriana
Neriana
19 Marzo 2015 6:47

come ammesso dal Generale Clark

General Wesley Clark: "ISIS Got Started Through Funding From Our Friends & Allies

Neriana
Neriana
19 Marzo 2015 6:48

Non direi che si è rivolta contro di loro… direi che ancora è al loro soldo. 

Sono giusta i tecnocrati europei che fanno finta di non sapere…
Neriana
Neriana
19 Marzo 2015 6:52

Va beh, storia vecchia… non c’è bisogno di vedere la fine che ha fatto il pro putin Berlusconi, basta ricordare Gladio, la fine di Craxi dopo la Sigonella. la DC di Andreotti, Mattei, Moro …. insomma niente di nuovo sotto il SOle. Invece Prodi ha fatto una grande carriera dopo avere svenduto l’IRI

Blackrose4400
Blackrose4400
19 Marzo 2015 7:56

Dal canto mio sono perfettamente d accordo con chi, nei commenti sopra, ha spiegato che l isis è una forza pilotata dagli americani ed utilizzata come cane da guardia per tenere sotto controllo gli europei, che stanno volgendo lo sguardo verso la Russia. In effetti nel 2011, quegli dell Isis venivano chiamati ‘combattenti per la libertà siriana’, ma siccome allora la Russia e la Cina impedirono agli americani di bombardare assad, questi ultimi hanno scatenato l isisi nella regione, perche sappiamo tutti che l imperialismo occidentale governa creando il caos. Ora, però l attacco di Tunisi mi sembra una risposta (americana) al fatto che negli ultimi tre giorni Italia, Inghilterra, Francia e germania hanno aderito alla Asian Infrastucture International Bank, ovvero la nuova banca mondiale fondata l anno scorso dai cinesi, che sarà diretta concorrente della banca mondiale e dell FMI.Per far capire la gravità di questa cosa basti pensare che le transizioni monetarie presso l AIIB non saranno in dollari, ma probabilmente in Renbinbi cinesi… 

sotis
sotis
19 Marzo 2015 15:59

afaremo a meno di andare nei paesi del Magreb …. tanto c’è di meglio da visitare per esempio l’italia.

Fedeledellacroce
Fedeledellacroce
19 Marzo 2015 19:25

Penso che l’isis sia una creazione dell’occidente con aiuti delle monarchie del golfo.
Vero pure che é infiltrato dai vari servizi, tra cui iraniani, siriani, russi che cercano di deviare l’impeto guerriero verso obiettivi e interessi occidentali. Di fatto i bombardamenti della "coalizione" sull’isis sembrano fatti a posta per non farli uscire dal seminato, e si alternano con "misteriosi" lanci aerei di armi ed equipaggiamento.

makkia
makkia
20 Marzo 2015 12:46

che in realtà non vuol dire "ISIS è una nostra creatura", vuol dire "siamo stati dei coglioni e abbiamo involontariamente creato l’ISIS"

poi gli si può credere o meno.
Io non gli credo, ovviamente è roba loro. 
Ma quella di Clark NON è un’ammissione in tal senso.
makkia
makkia
20 Marzo 2015 12:51

Hai dimenticato le presenze islamiche in Cecenia e da poco anche in UCRAINA