IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO

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DI STEFANO VAJ

mirorenzaglia.org

Chi scrive non ha nessuna tenerezza filosofica per l’Islam, che ai miei occhi ha molto di ciò che mi tiene lontano dalle altre due grandi famiglie monoteiste - aggiungendoci magari qualcuno di suo… Meno ancora sarei ansioso di vivere in un paese seriamente musulmano, prospettiva che mi alletta all’incirca quanto quella di trasferirmi in Vaticano o Israele e che altrettanto poco mi sorriderebbe ritrovarmi in casa nel futuro più o meno prossimo. Così, il gusto di giocare il ruolo dell’avvocato del diavolo riguardo a paesi o sistemi di volta in volta demonizzati dai media occidentali suppongo non mi impedisca in generale di percepirne l’estraneità o i limiti, ed anzi provo un sincero fastidio per l’abitudine tutta italiana di prospettarsi “paradisi” o “salvezze” o “modelli”, ad est o ad ovest, cui sacrificare acriticamente, a scapito della ricerca di soluzioni qui-ed-ora in vista anche e soprattutto degli interessi e delle specificità che più direttamente ci concernono.Nell’accingermi per la prima volta ad un viaggio di lavoro in Iran, il simbolo per molti del “fondamentalismo islamico”, non ho perciò messo in valigia particolari pregiudizi positivi, non più di quanto mi sentissi sul punto di sprofondare in un girone dantesco. Il viaggio stesso, pur nella sua brevità, è stato d’altronde un’occasione per confermare, integrare e correggere l’impressione generale che mi ero già formato sul paese sulla base di informazioni ed esperienze indirette.

Naturalmente, appena sbarcati non ci si può non rendere conto delle “differenze fondamentali”, a livello di “stile di vita”, che il paese presenta. Per esempio, la gente muove le dita su cellulari touchscreen Samsung invece che Apple, ci sono molte più Peugeot e Kia che Fiat o Ford (anche se vanno per la maggiore le Samand, auto di discreta qualità e media cilindrata che l’Iran si produce da solo…), nell’equivalente locale degli Starbucks la gente consulta la posta elettronica su un Sony Vaio anziché su un notebook della Dell, e i foulard sono più spesso di Hermès che di Ralph Lauren.

Ma se la battuta può anche suggerire qualcosa in termini di permeabilità del paese rispetto alla cultura etnocida e mondialista del “sistema per uccidere i popoli” anticipato sin dagli anni ottanta nell’omonimo libro di Guillaume Faye da me tradotto in italiano, la “diversa normalità” del paese, in particolare da un punto di vista europeo, resta nondimeno vistosa in chiave di demistificazione del terrorismo psicologico di cui il paese in questione resta vittima.

Persino coloro come il sottoscritto che lo visitano per la prima volta già non del tutto ignari della realtà della società iraniana hanno l’inevitabile tentazione di raffigurarsela sotto tratti in qualche misura “sauditi”. Ora, tale tentazione più che con la realtà ha a che fare con una mancanza di prospettiva da parte nostra, che ci induce ad una generalizzazione avente per oggetto tutto ciò che è appunto l’Islam (o il “medio oriente”) meno occidentalizzato e “tunisino”. Viceversa, la Repubblica Islamica di Iran ha davvero altrettanto poco a che fare dal punto di vista sociologico con i paesi tribal-feudali che costituiscono i cocchi dell’occidente nella regione quanto ne ha dal punto di vista della collocazione politica internazionale - e se ne rende del resto perfettamente conto.

Tehran in particolare è una città di una dozzina di milioni di abitanti, in cui sono tuttora in corso - malgrado gli scossoni generati dalla violenta riduzione del prezzo del petrolio - vistosi programmi di sviluppo urbanistico, per decine e decine di cantieri attivi, largamente abitata da una classe media i cui ritmi di vita sono scarsamente tipici della regione, e la cui caratteristica che maggiormente colpisce un milanese è l’età media incredibilmente bassa - eredità del baby-boom successivo alla fine della guerra con l’Iraq, e che almeno nella capitale comporta una cospicua percentuale di studenti, al punto da renderla entro certi limiti, e soprattutto in certi quartieri, simile ad una “città universitaria”. Del resto, Ahmadinejad stesso è stato eletto presidente della repubblica a quarantanove anni, ed era diventato sindaco di Tehran a quarantasei. Come viene notato da tutti, la classe dirigente della rivoluzione khomeinista è stata sostanzialmente rimpiazzata dai quadri politico-militari selezionati dal conflitto contro Saddam, e che oggi rappresentano anche la spina dorsale dell’economia del paese. Infatti, a fronte di un pullulare di piccole iniziative commerciali e imprenditoriali, e di una legge paradossalmente molto liberale riguardo agli investimenti stranieri, l’Iran è oggi, al contrario dei suoi vicini arabi, non solo un paese relativamente industrializzato, ma fondamentalmente socialista, con un settore pubblico che si avvicina all’80% dell’intera economia, e che conosce un intervento massiccio non solo dello stato, ma direttamente di pasdaran, esercito ed altre istituzioni, in collaborazione-competizione tra loro, in un quadro di forte ricambio generazionale e di discreta mobilità sociale. Davvero nulla a che vedere sia con la gerontocrazia del vecchio corso cinese sia con i boiardi del parastato italiano anni settanta alla Prodi… Il sistema giuridico applicabile ai contratti o alle controversie commerciali - e che ritroviamo descritto nel… codice civile iraniano, di cui è facilmente reperibile anche una traduzione in inglese - resta comunque molto più familiare ad un europeo continentale non sono di quello cinese o di quello arabo, ma anche di quello anglosassone, essendo come il nostro ampiamente derivato dal Code Napoléon e dalla scuola pandettistica tedesca della fine dell’ottocento.

Con tutti i problemi che un agglomerato urbano di queste proporzioni inevitabilmente crea, degrado, accattonaggio, prostituzione, baraccopoli, microcriminalità a Tehran sono praticamente invisibili, mentre restano “normalmente” drammatici traffico ed inquinamento atmosferico, anche se l’influsso delle montagne incappucciate di neve che sono visibili dalla città - e ove i suoi abitanti possono andare a sciare in una mezz’ora di macchina - tende ad alleviare tale ultimo problema. La complessiva qualità della vita resta perciò discreta, così come è ovvia per qualsiasi visitatore la vivacità politica, sociale, economica, culturale, che si coniuga con un’elevata omogeneità della popolazione (dalle sembianze certo più europoidi, specie nella componente femminile, di quelle di molte popolazioni che si affacciano al mediterraneo, non escluso nel nostro paese), un’immigrazione straniera inesistente (per coloro in particolare che siano affetti, come molti miei amici leghisti, da “anti-arabismo primario”, può essere interessante il fatto che gli arabi sono pochissimi e piuttosto malvisti in Iran…) ed una sicurezza di tipo “svizzero”, del tipo che consente di lasciare una macchina aperta con le chiavi dentro o ad esempio una giovane donna di girare a qualsiasi ora in qualsiasi quartiere senza timori particolari.

Già, le donne. Giova al riguardo ricordare che i burka non abitano qui, e neppure i veli che coprono il naso e la parte inferiore del viso (stile film “arabo” di Hollywood, per intenderci). Studentesse, giovani casalinghe e professioniste, spesso impeccabilmente truccate, smaltate e griffate, portano il chador (che viene invece indossato in modo più “castigato” nelle divise e da parte delle donne molto anziane, inquadrando il viso dalla gola all’attaccatura dei capelli) solo a partire dalla sommità della testa verso l’indietro, in una posizione che sfida forse la forza di gravità ma di sicuro ben poco nasconde dell’ultima creazione del loro parrucchiere. Professioniste, dicevamo, perchè non solo sarebbero impensabili in Iran le regole demenziali riguardo la guida dell’auto o l’obbligo di essere accompagnate fuori di casa da un uomo, ma esiste una vivace presenza femminile, certo superiore ad esempio a quella giapponese, nelle professioni, nell’imprenditoria, nel giornalismo, nella cultura, nella politica.



La politica… La politica resta la grande passione di buona parte della popolazione. Una popolazione che vota a sedici anni, e che accorre in massa a tutte le scadenze elettorali, facendo un tifo accanito per i rispettivi, numerosi, candidati, di cui i partiti rappresentano poco più del comitato elettorale. Alle elezioni presidenziali in corso, ad esempio, si sono presentati circa quattrocento candidati - tra cui un centinaio di donne - senza i “filtri” imposti da nomination, primarie, liste chiuse, e così via. Per quello che è dato di capire, infatti, anche chi è matematicamente sicuro di non avvicinarsi neppure al ballottaggio, ce la mette tutta, e considera la propria campagna, ove come avviene per la grande maggioranza dei candidati la candidatura venga ammessa, un’occasione per farsi conoscere e rendersi visibilo in vista di altre occasioni ed altre (magari più modeste…) competizioni elettorali.



Difficile certo sarebbe descrivere la vita politica iraniana secondo il frusto asse “destra-sinistra” ancora in voga in Europa: in effetti, come noto, politiche internazionalmente “aperturiste” e moderate possono facilmente accoppiarsi ad un accentuato conservatorismo sociale, posizioni nazionaliste e radicali in politica internazionali possono convivere con un atteggiamento ostile ad un’eccessiva ingerenza del clero sciita nella vita interna del paese, posizioni fortemente “sociali” possono andare insieme al tradizionalismo a livello di costumi. Ma in ogni modo tutti gli iraniani hanno ben presente la loro posizione al centro della politica medio-orientale e mondiale, e ne sono fieri, ed una “quinta colonna” di personaggi che considererebbero un’invasione straniera come una “liberazione dalla tirannia” è nel paese sostanzialmente inesistente. Il funzionario ICE che mi ha accompagnato e fatto da guida nel corso dei miei contatti, già emigrato in Italia al tempo della rivoluzione e poi rientrato Iran, ad esempio, è uno dei pochissimi abitanti che dichiara, del resto neppure troppo a bassa voce, la sua nostalgia per i tempi dello Shah. Ebbene, anche lui non ha nessun dubbio nel sostenere e ritenere fondamentale il programma nucleare per la modernizzazione del paese, non esita a ritenere pretestuoso e dettato da puri interessi geostrategici ed economici l’embargo in vigore, e non può capire a che titolo l’Italia presti credito alla posizione di potenze nucleari da sessant’anni che non mostrano alcuna intenzione di rinunciare ai propri esorbitanti arsenali e che prendono a pretesto i propri veri o pretesi timori che altri si dotino di deterrenze analoghe per limitarne la sovranità…



“Modernizzazione”, del resto, è uno dei Leitmotiv delle politiche governative ed aziendali iraniane. Modernizzazione intesa, chiaramente, in senso economico e tecnologico e strutturale, non in quello “tiepido” di “liberalizzazione” e globalizzazione rispetto ad un preteso “oscurantismo” attuale. Ma il concetto di oscurantismo islamico nel contesto iraniano va esaminato più da vicino, in controluce rispetto non solo al modello saudita o talebano, ma anche rispetto a quello che sarebbe una società americana pienamente dominata dalla “destra cristiana”. E ciò non solo sotto il profilo ormai poco di moda della “modernizzazione finanziaria”, che vede l’Iran oggi nella posizione di dover essere sinceramente grato alla politica dell’amministrazione Bush. Capita infatti che in Iran insieme all’”islamic banking”, che interpreta in modo rigoroso i precetti religiosi in termini di usura, etc., esistano anche banche attive più o meno nelle forme occidentali, i cui accaniti tentativi di partecipare al mercato dei subprime e di ottenere la loro quota di “toxic assets” sono stati frustrati più dal provvidenziale ostracismo neocon che dalla lungimiranza delle locali autorità di vigilanza, e che oggi non hanno ancora finito di fregarsi le mani per essere state risparmiate dal relativo uragano…

Così, parlando di oscurantismo relgioso, giova ricordare che in Iran ad esempio la biologia evoluzionista viene tranquillamente insegnata a scuola senza spazi per divagazioni “alternative”: la Bibbia è bensì un libro sacro per i musulmani, e gli stessi tendono anche ad essere “letteralisti”; ma l’Islam insegna anche la dottrina della corruzione della parola di Dio, e della verità successiva che supera l’errore precedente, e mentre la Genesi è largamente screditata nell’opinione dei più, il Corano è sufficientemente vago sul punto da non creare nessun tipo di problema al “credente” biologo; e in ogni modo i ben pochi “creazionisti” musulmani non si trovano affatto nei ranghi degli ayatollah, ma - guarda, guarda … - sono turchi o egiziani. Ugualmente, la ricerca o le applicazioni biotecnologiche non pongono nessun problema: la semidivinizzazione tomista della Natura alla base dell’ecologia del profondo non ha radici in questo contesto. Così come non lo pone il nucleare, anche se esistono teorie che condannano un eventuale uso di bombe atomiche; né sono noti particolari interdetti riguardo all’utilizzo di tecniche e strumenti utili a potenziare sotto qualche profilo le prestazioni degli esseri umani.



Per quello che invece riguarda la sfera sessuale, che costituisce per definizione l’ argomento privilegiato dei fanatici religiosi occidentali, è bensì vero che chi si presta ad una divagazione extraconiugale di una donna sposata va incontro ad un rischio lapidazione, e che è impossibile in mancanza di matrimonio occupare una stanza d’albergo con un ospite del sesso opposto. Ma molti, nell’interpretare le conseguenze di tale ultima disposizione, dimenticano per esempio di considerare che nulla vieta in Iran di stipulare un matrimonio a tempo determinato, per un periodo arbitrario che può andare da un giorno a novantanove anni. Certo, magari se un celebrante anzianotto vede sui documenti indicate quarantotto ore, è ben possibile che rotei un pochino gli occhi, essendo evidente per tutti lo scopo di tale coniugio: ma la cosa non gli dà alcun potere di interferire con la scelta al riguardo dei nubendi.



Certo, esiste naturalmente anche il matrimonio a tempo indeterminato. E come mi conferma un avvocato: “Ah, beh, in tal caso divorziare è un incubo, specie se i coniugi litigano ci può volere anche più di un anno dalla separazione” (confronta con i tre anni minimo richiesti dalla legislazione italiana). Ma il divorzio ad un abitante di un paese clericale come l’Italia fa venire immediatamente in mente l’aborto: “No, l’aborto non è libero”, continua il mio interlocutore, quasi un po’ imbarazzato dalla ammissione, “può essere eseguito unicamente da un medico” (! - sottinteso: “alle macchinette a gettone non ci siamo ancora, ma ci stiamo lavorando…”; assolutamente liberi sono invece gli strumenti per la pianificazione delle nascite, largamente utilizzati e su cui la morale islamica non ha nulla da dire; cfr. di nuovo l’obbligo italiano di ricorrere a strutture pubbliche e ad umilianti procedure burocratiche per ottenere legalmente un’interruzione di gravidanza). Ciò del resto porta con sé un’assoluta libertà di ricerca in materia di embrioni e cellule staminali, di cui stanno in effetti approfittando numerosi programmi pubblici e privati: secondo la tesi teologica che va per la maggiore, l’embrione diventa dotato di un’anima in qualche periodo successivo al terzo mese, così che la sperimentazione che coinvolge poche decine di cellule non ha più implicazioni biotetiche di quella che coinvolge qualche cellula di mais transgenico. Ancora, il regista newyorkese di origine iraniana Tanaz Eshaghian ha avuto la sorpresa, nel girare il documentario Be Like Others, che il cambio di sesso in Iran è una procedura medica pagata dallo stato, e vista come la “realizzazione della volontà di Allah”, cui bisognerebbe pur rassegnarsi ove si verifichino ambiguità di genere non altrimenti risolvibili…

Al di là di queste esemplificazioni estreme, ciò che è sicuro è che la società sopra delineata non appare in pratica particolarmente sessuofoba, e la libertà dei costumi è significativamente aumentata proprio nell’epoca Ahmadinejad, l’orco conservatore che assicurerebbe il perdurare del fanatismo religioso nel paese. In realtà, le condizioni sociali, generazionali, culturali, urbane e di sicurezza fanno sì che una donna abitante a Tehran si muova probabilmente con maggior agio di quanto accade in molta provincia europea. E coppiette irregolari di formazione visibilmente recente, che tubano per strada, nei giardini, nei bar, sono ancora più abbondanti delle donne sole - anche se non si toccano né si baciano in pubblico, uso del resto in decadenza anche in molte città europee. Tanto per citare un aneddoto personale, chi scrive, avendo scambiato poche parole all’uscita di un ristorante con una elegante receptionist di cui aveva sollecitato l’aiuto per ottenere un taxi e un po’ d’aiuto per indicare a quest’ultimo l’albergo corretto, si è visto chiamare in albergo dopo qualche ora, e porre tre domande iniziatiche: “sei sposato? qual è il tuo numero di cellulare? ho finito adesso di lavorare, ti va se andiamo a bere qualcosa in centro?”.



Naturalmente, da occidentale, avrei potuto equivocare, e pensare erroneamente che… la stessa mi invitasse a bere dell’alcool. Sotto tale profilo, in Iran beninteso non esiste alcuna forma di proibizionismo stile anni trenta americani: ognuno può comprare dieci litri di vodka e berseli tutti a casa propria sino a suicidarsi; d’altronde, non solo è vietato bere bevande alcoliche in luoghi pubblici (come tuttora negli USA: cfr. la classica scena da film americano con la bevuta dal collo dela bottiglia nascosta da un sacchetto di carta…) ma anche bere in luoghi aperti al pubblico, come ristoranti, alberghi, uffici, etc. Più o meno come oggi capita con il tabacco dalle nostre parti - e del resto anche in Iran. Cosicché, qualche ristorante in stile occidentale addirittura espone bottiglie di vino o di champagne a scopo “decorativo”, ma non le serve ai suoi clienti; né lo fanno bar o caffé o altri luoghi di ritrovo per giovani e non; e in ogn imodo resta socialmente inaccettabile presentarsi in pubblico in condizioni visibilmente alterate (così come del resto a Milano o a Madrid, benché le cose possano stare diversamente a Londra o a Helsinki, dove è talora insolito che qualcuno si presenti ad un appuntamento o ad una cena perfettamente sobrio).



La cosa non pare però nuocere troppo ai rapporti sociali ed alla conversazione, che come nell’Europa latina si svolgono spesso a tavola. e rispetto a cui resta il rimpianto di non conoscere abbastanza il farsi, lingua indoeuropea probabilmente più facile per la maggiorparte di noi del russo o del tedesco, la cui sola vera difficoltà consiste nel fatto di essere scritta in caratteri arabi, e perciò con la consueta omissione delle vocali.

Ma avrò certo il tempo di rimediare per la prossima visita, di cui mi auguro di avere presto l’occasione…

Stefano Vaj

Fonte: www.mirorenzaglia.org

Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=7939

8.06.2009

Commenti (39)

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    1. Mafalda 14 giugno 2009

      Dal Corriere della Sera, noto bollettino filo-sciita, 14/06/2009, pag. 1, "I due popoli di Tehran":
      "Nella Repubblica teocratica che prevede frustate e amputazioni islamiche per i peccatori, si può abortire fino al 45esimo giorno...".

      Poi si può sempre sceglere di credere ciecamente a Wikipedia...

      Seriamente, la fonte della confusione occidentale sull'aborto in Iran deriva dal fatto che l'eliminazione di un feto non è neppure considerata aborto se non quando quest'ultimo è "animato", cosa che secondo l'insegnamento dominante si verifica, come riporta correttamente l'articolo, solo a gravidanza ben inoltrata.

    1. Mafalda 12 giugno 2009

      Non so. Ci vedo anti-iranismo primario, riferimenti di seconda mano (i vini esposti in Iran li ho visti con i miei occhi), citazione di giornali occidentali o anti-governativi non particolarmente autorevoli e che non citano le proprie fonti (il Daily Mail? lo "studente iraniano che legge Darwin da solo"?).

      E poi un sacco di assunzioni quanto all'autore ed agli scopi dell'articolo, che viene manifestamente preso per un agente provocatore iraniano, sempre che l'attacco non origini da questioni personali. Date le premesse del testo, da cosa capisce che i foulard di Hermès sarebbero citati con approvazione? O che il testo miri a sostenere che il cambiamento di sesso sarebbe un vanto del paese, mentre la kultura iraniana no? Mi pare si tratti in sostanza di sciocchezze ad hominem, molto meno interessanti delle impressioni o delle voci di prima mano - già di per sé significative - che un visitatore possa raccogliere in un paese che visita per la prima volta.

    1. mikaela 11 giugno 2009

      Aggiungo, che il governo iraniano ha aiutato anche una piccola isola caraibica.
      L'ho sentito in una cerimonia ufficiale.

    1. mikaela 11 giugno 2009

      Anche se ha sbagliato un nome (comprensibilissimo visto che e' composto da numeri ) non scredita quello che Lei ha scritto.
      Grazie

    1. reza 11 giugno 2009

      Non posso che aver la conferma che penso bene quando mi esprimo contro le sue illazioni in linea col antiranismo propogandistica sionista.

      Lei sta dicendo a questa gente che un marito in Iran può chiedere divorzio quando li pare e piave, mentre una donna non lo può fare, e che anche con la riforma del codice civile che riconosce questo diritto alle donne, in tribunale i giudici creano cosi tanti problemi che la donna , effettivamente, perde i prorpi diritti, lasciando (con tanta disonestà) intendere che quando l'uomo può avere questa supremazia sulla donna, alla fine dei conti, l'Iran e l'Islam usano la discriminazione nei confronti delle donne !?!

      Naturalmente, come succede in Italia con berlusca e la lega che fanno le leggi che piaciono loro ed spesso trascurano la Costituzione, Ahmadinajed ha cercato di far passare le leggi che piaciono a lui a al suo schieramento, ma si dà il caso che in Iran il sistema è totalmente diverso e che le elezioni presidenziali sono differenti da quelle parlamentari e che spesso(spessissimo sin dall'1979) il parlamento ha una maggioranza differente dallo schieramento ; prima del primo ministro e poi, dopo la riforma, del presidente.
      Ahmadinejad ha sudato almeno una centinaio di camicie per far accettare, e poi passare, solo circa 1/4 delle leggi che voleva, tra cui; LEGGE SULLA PROCEDURA CIVILE E PENALE ISLAMICA che non ha potuto far passare, cosa che tiene ancora in vigore il codice civile con le riforme effettuate durante la presidenza di Khatami, tra cui; IL DIRITTO ALLA DONNA DI CHIEDER DIVORZIO che secondo le statistiche, applicato in modo "smisurato", ha portato il numero delle donne divorziato(per loro scelta) a superare le richeiste di divorzio fatte dagli uomini, in misura di 2 a 5 !

      E' davvero il colmo che , giorno e notte, gente come lei rompe il cazzo all'Iran e agli iraniani , rinfacciando loro i diritti e le libertà occidentali, ma poi quando loro fanno le riforme e applicano i modelli che, tra l'altro in gran parte è già previsto anche dall'Islam , con tutta la vostra forza e arroganza, cercate di meterci il coperchio sopra per avere sempre IL NEMICO DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTA' ALLA PORTATO DI MANO PER INGANNARE LA GENTE OCCIDENTALE sull argomento ISLAM che offre un modello diverso della vita.

      Lei è peggio di gente ignorante come Ferrara, le hanno paragonato alla Fallaci, secondo me fanno bene, perché anche quella digraziata sapeva e conosceva l'Islam ed il mondo islamico, solo che all'ultimo ha venduto l'anima al diavolo sionista e ci ha sputato sopra, sapendo però bene che quanto è presentato a nome dell'Islam non ha niente a che fare con l'Islam stesso, ma che è frutto dell' agire in malafede dei governanti dei paesi islamici, ad esempio i governanti di tutti i paesi arabi, e che gran parte della gente araba vive nell'ignoranza, ignorando anche il vero Islam.

      Gli esempi non mancano ma la malafede di gente come lei si scopre quando mettete ogni (falso o vero che sia, ma spesso falso) problema sulle spalle dell'Islam e quindi, sulle spalle di chi lotta per la libertà in nome dell'Islam, mentre non osate mai di togliere il coperchio dalla pentola che avevate preparato per l'Islam, ma che dentro ci siete finiti voi stessi, perché LA VERITA' DELL'ISLAM è cosi grande che non basta più la vostra pentola per contenerlo.

      Dica la verità, ma perché lei usa tutto il suo veleno contro l'Iran, ingannando però la sua gente, mentre agli iraniani non fa un baffo con le sue opere e pensieri, raccendo però danno alla onestà intellettuale che deve distinguere le persone che occupano la sua posizione ?

      Se lo fa gratis è una stupida, ma come lo sta facendo, non credo che qualcuno sia diposto a pagarala più di tanto, resta quindi il fenomeno caratteriale dell'occidente sottomesso al sionismo. E' per questo che credo che lo fa solo per leccare i piedi ai sionisti e basta.

      Continui pure, vedrà che le daranno la cattedra all'unicersità e, molto probabilmente , avrà posto nella politica.

    1. paolapisi 10 giugno 2009

      Dato che tendo più a credere al codice legislativo della repubblica islamica dll'iran che a quello che ha detto quella signora lì o quel signore là, ecco qua in materia di lavoro femminile l'articolo 1117 del codice civile della repubblica islamica dell'iran:

      The husband can prevent his wife from occupations or technical work which is incompatible with the family interests or the dignity of himself or his wife.

      http://www.babylon.com/definition/Article_1117/English

      In Italia il marito non ha alcun diritto di vietare alla moglie di lavorare, quindi la situazione è diversa

      Divorzio:

      Articolo 1133:
      A man can divorce his wife whenever he wishes to do so.
      http://www.babylon.com/definition/Article_1133/English

      non vi è alcun articolo del codice civile iraniano sulla richiesta di divorzio da parte della moglie (tranne che dopo 4 anni di assenza del marito), ma una serie di leggi successive hanno ampliato la possibilità di richiesta di divorzio da parte delle donne, le cui motivazioni devono comunque essere vagliate dalla corte della repubblica islamica (mentre il marito può divorziare a suo piacimento). Negare la discriminazione delle donne in Iran è come negare che l'acqua è bagnata. Poi uno può dire che è giusta, o che sono affari loro, o che in altri paesi le donne stanno assai peggio (verissimo, in arabia saudita o in afghanistan la situazione femminile è assai peggiore), ma non può negare l'evidenza.

      In quanto al matrimonio temporaneo, non ho parlato di stupro, ma di prostituzione legalizzata, che è un'altra cosa (e cosa mai dovrebbbe essere un matrimonio di mezz'ora?). In quanto alle mie elucubrazioni, erano contestazioni delle chiamiamole inesattezza dell'articolo del sig. Vaj, e citavo come fonti anche siti del regime iraniano. Devo credere a quanto dice lo stato iraniano o a quanto dice il sig. Vaj? devo credere anche che sia stata ammessa la grande maggioranza del 476 candidati alle elezioni presidenziali, come afferma il sig. Vaj, e non 4? Mi fa davvero piacere che consideri "relativamente giovane" il 68enne Muosavi, perchè allora io sono una adolescente.



      Ripeto: ognuno ha il diritto di apprezzare quello che più gli aggrada, teocrazia iraniana compresa, ma almeno la si descriva per quello che è, non ci si inventi un iran di fantasia. E sia chiaro, non sto dicendo che bisogna credere alla propaganda antiiraniana occidentale e/o sionista, ma alla costituzione e al codice legislativo dell'iran. Qui, invece, si nega alla grandissima anche quello.

    1. reza 10 giugno 2009

      Vi ho creati e vi ho posti nel seno di vari popoli affinché non vi sia monotonia nella vostra vita e affinché vi roconosciate a vicenda."

      "In realtà, il milgiore tra di voi è chi segue la via maestra tracciata dagli insegnamenti dei profeti che vi ho mandato come i miei messaggeri."

      Non sono le parole esatte dei versetti del Corano ma, più o meno, suonano cosi .

      Obama li ha voluto inserire nel suo discorso a Cairo rivolto ai musulmani.

    1. reza 10 giugno 2009

      Ti rispondo partendo dall' ultima affermazione sulle elezioni libanesi:

      Anche se i media occidentali nascondo le notizie che riguardano il terrorismo di stato israeliano, qualsiasi ricercatore della verità con ausilio dell'internet potrà informarsi sui malefatti sioniste in medioriente, per scoprire che a distanza di due mesi dalle elezioni, ben4 nuclei di spionaggio sioniste sono state scoperte in Libano coi piani e materiali pronti per eseguire attentati che miravano a creare una situazione di totale confusione nelle elezioni libanese.

      Dall'altra parte, nelle belle democrazie occidentali, quello che avrebbe dovuto completare questo quadro ovvero; l'organo di propaganda sionista quale è l'intero sistema di media occidentale, riempiva già la testa all'opinione pubblica con "Hezbollah si prepara all'attacco" , "Hezbollah non accetterà il risultato delle elezioni" e varie bagianate del genere.

      Tutto questo perché l'esito delle elezioni era previsto e i sionisti sapevano che Hezbollah avrà una forte conferma nel seno dello stato e quindi del governo libanese e questo va contro i loro interessi.

      Ora, le elezioni sono finite e la situazione in Libano è la stessa identica come era prima; ogni etnia ha la propria maggioranza e quindi, NON POTRA' CHE ESSERE UNA SITUAZIONE DI ACCORDO NAZIONALE, cosa che darebbe LA VITTORIA a Hezbollah che, tra l'altro, ha subito riconosciuto la democraticità delle elezioni e il risultato di questi dichiarando il proprio impegno a lavorare per l'unità nazionale.

      Adesso ti chiedo; come vuoi tu(al mio posto) offrire un'analisi della situazione, se è quanto descritto di sopra è la situazione del grado e tipo di informazione che ha la gente e se la propaganda sionista e quella antiraniana (compreso le parole della Pisi) offrono un quadro completamente diverso da ciò che è in realtà la situazione mediorientale ?

      In base a questa situazione, qualsiasi cosa che posso dire sembrerà "strano" e/o che possa "confondere" la gente quindi, per questo ti dò ragione, devo scendere di più nei dettagli e sarà la cosa che farò, visto l'impressionante propaganda sionista che governa l'opinione opubblica occidentale.

      Un'altra questione è questo discroso sul "Hamas creatura di Israele"!

      Forse, ma neanche più di tanto, potrò accettare che , in un quadro generale , "la scintilla" che accese il movimento del risveglio islamico nel medioriente, era la dottrina Kissinger della "cintura verde" che prevedeva l'incorraggiamento dei movimenti islamici in medioriente per impedire l'avanzamento della Unione Sovietica in una regione che la dottrina Carter definì "vitale per gli interessi americani". Forse potrò accettare che grazie a queste due dottrine gli USA finanziarono e armarono i Mujahedin in Afghanistan e Israele incorraggiò la nascità di Hamas per usare le possibilità create dallo zio Sam per gli stessi motivi cioé; contro Arafat e i maggiori gruppi palestiensi che con la Unione Sovietica avevano un filling conosciuto a tutti, ma l'evolversi della situazione all'interno del movimento del risveglio islamico, né è testimone la storia documentata, non dipese più, né dai yankees, né dai sionisti, ma da Ayatollah Khomeini.

      Fu sotto l'indicazione di Ayatollah Khomeini la scelta per cui l'Iran optò per Hamas, togliendolo completamente dalle mani israeliane e rivoltandolo contro i sionisti ma non direttamente contro Arafat che, se rimaneva in vita, avrebbe dato luogo al governo di unità nazionale insieme a Hamas in Palestina. Esattamente la stessa cosa che si fece in Libano con Hezbollah che ha avuto il grande merito per mettere fine alla guerra civile provocato da Israele e dai suoi agenti in questo paese.

      Il resto del movimento del risveglio islamico che finì sotto il controllo dei wahabiti, elaborò il salafismo e si misé a disposizione degli interessi antiiraniani in tutto il mediroeinte.

      Fai tu chi sono gli antiraniani.

    1. ottavino 10 giugno 2009

      Non nego che la simpatia che provo per l'iran è dovuta al fatto che fa da contraltare agli stati uniti e a israele, noti paesi colonialisti. Ma la caratteristica dell'iran che più mi piace è che rappresenta una diversita in un mondo tutto uguale. Osservando la natura si vede che ci sono diversi tipi di alberi, fiori, frutti. L'uomo si ostina invece a voler realizzare una monocultura. Ecco, difendere l'iran (ma anche altri) è difendere la bio-diversità.

    1. Ulisse9 10 giugno 2009

      Forse la Sig. Pisi ha qualche specifico motivo per essere così astiosa, ma dovrebbe imparare a leggere con attenzione quello che scrivono gli altri utenti.
      Io mi sono limitato a dire che la descrizione data da Vaj è, in linea di massima, conforme alla mia esperienza. Quando scrivo "a parte l'aborto e l'uso dell'alcool", non intendo dire che siano cose da poco, ma semplicemente che non concordano con la mia esperienza. Tutto il resto sono elucubrazioni della signora Pisi.
      Non oserei dire che l'economia iraniana sia socialista, ma di sicuro non è ultraliberista.
      Per quanto concerne i diritti delle donne, la signora Pisi confonde l'Iran con l' Algeria. In Iran le donne non hanno bisogno del permeso del marito per lavorare, più di quanto non lo abbiano in Italia; inoltre le donne, caso forse unico nei paesi mussulmani, possono chiedere loro, ed ottenere, il divorzio. Vero è che non avranno una vita semplice, in quanto la società iraniana non è, sotto questo profilo, particolarmente aperta (questo mi è stato detto a Teheran nel 1990 da una signora iraniana divorziata. La quale non mi ha fatto nessuna avance). Ma non dimentichi come venivano considerate le prime donne divorziate dalla società italiana. E non stiamo parlando di secoli, ma solo di qualche decennio.
      Relativamente al "matrimonio temporaneo", sarebbe opportuno che la Sig. Pisi si rileggesse un pò la storia. Premesso che questa istituzione è sempre esistita, tant'è che nel 1989, per permettere ad un medico tedesco(mi pare) femmina di curare il morente Khomeini, si ricorse proprio al matrimonio temporaneo tra Khomeini e detta donna. Ma non era, in realtà, molto in uso. Fu Rafsanjani che alla fine del 1990, o agli inizi del 1991, fece un discorso molto particolare al parlamento iraniano.
      Cito a memoria, quindi potrebbe esserci qualche inesattezza ma il senso delle sue parole è quello:
      "Tutti noi sappiamo che la nostra legge e la nostra Religione proibiscono di avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio; tutti noi sappiamo pure che i nostri giovani, per motivi economici, non posson attualmente sposarsi prima dei 25/30 anni; ma tutti noi sappiamo, anche, che le pulsazioni sessuali iniziano da molto giovani. E', quindi, nostro compito, in questo campo, trovare una via che tenga conto della legge, della Religione e della realtà delle cose".
      E venne reintrodotto su larga scala l'istituto del matrimonio temporaneo.
      Sarà stato forse un pò ipocrita, ma estremamente pratico per poter andare incontro alle istanze della società senza entrare in conflitto con l'ala più radicale del clero. Non per permettere gli stupri.
      Quanto alla classe dirigente iraniana, se consideriamo l'età di Ahmadinejad e di Muosavi e le paragoniamo a quella di Berlusconi, possiamo affermare che è essa è composta da leve"relativamente" giovani.
      Signora, cerchi di essere meno aggressiva nelle sue argomentazioni, e magari anche un pò più umile. A volte la conscenza letteraria non è esaustiva ( e magari nemmeno obiettiva). :-)

    1. myone 9 giugno 2009

      Detto da uno del posto suona bene e fa apparire un' altra realta'.

      Di fatto non conosciamo l' iran, apertamente

      L' etichetta religiosa, di ragione, di regole, di razza, e tutto il resto,

      fa pena dappertutto.

      Purtroppo, si usa per prevaricare.

      Tutto il mondo e' uguale, meta' da tenere meta' da buttare,

      ma quando si entra senza confronto vero nei meandri di chi e' piu' giusto,

      e ci si attacca all' assoluta ragione di parole, seguita ai fatti, sgomitando,

      qui ci perdono tutti, prima o poi.

      Anche questo, e' frutto della globalizzazione culturale.

      Ogniuno facesse mea culpa e si guardasse a casa sua, avendo ancora da cominciare,

      sulla misura che si vuole misurare e mai misurarsi.

    1. paolapisi 9 giugno 2009

      @Pausania
      mah, secondo me non vuole essere solo un resoconto di viaggio. Credo che anche il più naif dei viaggiatori venga a sapere, prima di intraprendere un viaggio in Iran, che l'iran non è l'arabia saudita, che le donne hanno un ruolo sociale e nel mondo del lavoro, nonostante le pesanti discriminazioni, e non portano il burqa (basta aver visto due fotografie di una qualsiasi città iraniana), possono guidare la macchina, etc. E perchè, se è solo un resoconto di viaggio, infarcirlo di tanti dati grossolanamente falsi? mettiamo pure che davvero le sue fonti gli abbiano raccontato che l'aborto in Iran è libero, che l'alcool è in libera vendita (perchè non è entrato in una delle famose enoteche persiane?), che nelle scuole viene insegnato il darwinismo, che l'economia iraniana prospera, e tutto il resto, e lui ci abbia creduto senza verificare. Ma mi spieghi come fa a sapere quello che "tutti" gli irianiani pensano (ovviamente sono tutti entusiasti della teocrazia)? Li ha interrogati tutti uno per uno? E guarda che secondo me questo vale anche per chi sostiene il contrario: quando i miei amici iraniani comuinisti o socialisti mi dicono che la stragrande maggioranza degli iraniani è ostile alla teocrazia, io ho sempre manifestato il mio scetticismo, perchè secondo me non si può saperlo. Magari la maggioranza è davvero favorevole al regime, chi può dirlo, visto che comunque non hanno modo di esprimere il proprio parere. Soprattutto, possibile che l'autore manco legga i titoli dei giornali anche italiani, e non sappia neppure che dei "più di 400 candidati" alla presidenza iraniana (476) non è stata ammessa dal del Consiglio di Guardiani "la grande maggioranza" come scrive lui bensì 4 (quattro), e che ovviamente le donne siano state escluse appuinto in quanto donne? e dove vive, sulla luna, quando non va in Iran? Penserò male, ma mi sembra che sia la solita apologia della teocrazia iraniana, con le solite falsità, e alla quale il viaggio in Iran, di per sè ovviamente vero, dovrebbe conferire credibilità. L'unica differenza rispetto alla media dei peana ai mullah è la tristissima banalità delle motivazioni con cui si loda la teorcrazia: le donne portano foulard di Hermes, vestono griffato, adescano gli stranieri addirittura telefonando in camera.... L'Iran, nel bene e nel male, merita di meglio.

    1. LonanHista 9 giugno 2009

      scusi reza, ma lei cercando il puntiglio confonde le idee del lettore.

      In primo luogo l'azione occidentale è stata quella di dividere i paesi arabi e stroncare il panarabismo nasseriano che voleva unire appunto tutti i paesi arabi in un unico fronte.................................

      però varie vicissitudini e azioni mirate da parte dell'intelligence occidentale e soprattutto di Israele che intanto dopo la guerra del kippur si affermava come vera e propria colonna imperialista in seno ai paesi arabi, e diveniva il 53° stato americano(FINO AD ALLORA ISRAELE ERA SOSTENUTO SOLO DALLA FRANCIA E DALL'UK), colonna in difesa degli interessi petroliferi perché nel frattempo il dollaro dalla convertibilità in oro era passato alla concertibilità con il petrolio.......................................e la creazione e il sostegno a gruppi fondamentalisti ha fatto parte dello schema del divide et impera.....i fratelli musulmani in egitto infiltrati da cia e soprattutto Mi5, poi HAMAS CREATURA DI ISRAELE CREATA IN CONTRAPPOSIZIONE ALL'AFFERMARSI DI ARAFAT..PER FINIRE CON AL QAEDA, tuttoggi utilizzata dai servizi americani in combutta con palistani e sauditi per gli scopi che sappiamo, cioè una sorta di strategia della tensione moderna, che opera sia in occidente e sia soprattutto nel mondo islamico allo scopo di mettere in cattiva luce movimenti come hezbollah, unica vera fazione creata ed affermatasi spontaneamente in difesa dei propri territori, fino ad assumere un ruolo politico sempre più rilevante(mentre i talebani sono tuttaltre cose, nel senso che la religione in questo movimento è relativa, conta l'etnia, cioè dire talebani significa dire pasthun e non musulmani).......................HEZBOLLAH CHE RAPPRESENTA L'UNICO MODO PER L'IRAN DI FAR USCIRE DAI SUOI CONFINI PROPOSITI E STRATEGIE, PRIMA TRA TUTTE QUELLA DI FARE PROSELITI ANCHE TRA I NON SCITI ALLO SCOPO DI CREARE UN FORTE DISSENSO ANTIUSA ED ANTISRAELE......e in questo disegno rientra hamas, nonostante all'interno di hamas sopravviva una fazione discendente dal nucleo fondatore finanziato e appoggiato da israele..............(QUELLA FAZIONE PER INTENDERCI CHE CONTINUA A LANCIARE RAZZI SU ISRAELE NONOSTANTE CIòCOMPORTI GRAVI RIPERCUSSIONI PER LA POPOLAZIONE PALESTINESE....ma sia israele che hamas hanno bisogno di tensione.....di concentrare le attenzioni su determinati punti e sviare da altri....COME AD ESEMPIO IL GIACIMENTO DI GAS DA 4 MILIARDI DI DOLLARI A POCHI KM DALLA SPIAGGIA DI GAZA)...........................l'iran questo lo sa, ma conviene fare buon viso e cattivo gioco perché intanto usa la causa palestinese per allargare il conenso presso le masse arabe di fede sunnita e soprattutto per cercare di superare l'isolazionismo cui è oggetto l'iran presso quasi tutti i paesi musulmani arabi e non dopo la rivoluzione khomeinista..............................................................cioè in sostanza nei paesi arabi non esiste un vero movimento catalizzatore delle masse.................soprattutto a causa di alqaeda che opera proprio in funzione di mettere in cattiva luce ogni movimento che non sia istituzionale.........................................l'iran in pratica VORREBBE METTERE IN ATTO IL PANISLAMISMO USANDO LA CAUSA PALESTINESE E QUINDI IL DISSENSO VERSO USA ED ISRAELE........E TUTTI GLI SFORZI SONO DIRETTI A DIVENIRE IL FULCRO, LA POTENZA REGIONALE DI RIFERIMENTO ATTRAVERSO IL PROGRAMMA NUCLEARE.......................ma...se saddam faceva paura a tutti i paesi islamici perché in assoluto primo ed unico stato laico arabo, dove addirittura un cristiano(AZIZ)era ministro degli esteri e vice primo ministro, oggi l'iran fa paura alle petromonarchie e alle dittature sunnite per le sue velleità socialiste, per il pessimo esempio dato da hezbollah e dalle sue politiche sociali.................................................................................e le petromonarchie e dittature sunnite sono tra l'altro alleate degli usa e amiche di Israele.................però in perenne bilico con le proprie masse, in contraddizione continua soprattutto per ciò che concerne la causa palestinese, dove petromonarchie e dittature sunnite si voltano dall'altra parte, mentre le proprie opinioni pubbliche non possono che affrancarsi all'unico paese che ha il coraggio di prendere apertamente posizione propalestinesi e contro usa ed israele...........................................
      QUESTA è LA GROSSA CONTRADDIZIONE E PROBLEMA.....PER SAUDITI ED EGIZIANI......MENTRE L'IRAN DOPO L'ELEZIONE DI AHMADINEJEAD è DIVENTATO PALADINO ANTIMPERIALISTA E SOPRATTUTTO.....in pochi se ne sono resi conto, dopo il 2005, nessun politico di spicco iraniano(fatta eccezione per la guida suprema)HA FATTO PIù RIFERIMENTO AI TEMI RELIGIOSI.....badando solo a cercare consenso presso le masse musulmane arabe e non.....e infatti, come subito me ne resi conto, ahmadinejead è stato il primo presidente iraniano laico, cioè non legato alla sfera religiosa come i suoi predecessori e lo scopo raggiunto era quello di sdoganare l'iran e togliere l'isolazionismo cui era oggetto dal 1979 a causa della rivoluzione khomeinista e i relativi precetti sciti...................e QUESTO è AVVENUTO IN CONCOMITANZA DELLO SVILUPPO DEL PROGRAMMA NUCLEARE...E OGNI MOSSA DEGLI IRANIANI NEL CONTESTO DELLA POLITICA ESTERA HA AVUTO UNA SAPIENTE REGIA ESTERNA.......................................insomma se sauditi egiziani giordani sono vassalli americani gli iraniani in questa scacchiera sono i pedoni o meglio le pedine del redivivo orso russo....(e forse..forse cinese.......anche se in apparenza la loro posizione sembra defilata...però di fatto c'è un contratto petrolifero ultraventennale che vale oltre 100miliardi di dollari......E I CINESI NON BUTTANO VIA I SOLDI!!!!).................................................voglio dire con ciò, sia a Reza sia ad altro(APERTI OVVIAMENTE ALLA DISCUSSIONE COSTRUTTIVA)che non dobbiamo fare a gara a chi ne sa di più......ma semplicemente raccontare il quadro della situazione, il dato di fatto per come esso si presenta e non come viene presentato ad esempio da Paola Pisi o quel prete francese, padre bengiamino e quel suo sito che si fa pagare per fornire notizie copiate ed incollate....................................spesso atte proprio a disinformare e creare nel lettore confusione.................SIAMO 4 GATTI E SE RIVELIAMO QUALCHE ASPETTO CONCRETO, NON PROVOCHIAMO CERTO DANNI.......................PS.i libanesi"cristiani"(L'AGO DELLA BILANCIA)per fortuna si sono spaventati di non ricevere più dollari dagli usa e hanno votato per hariri e i suoi alleati.....per fortuna perché se avesse vinto il gruppo alleato con hezbollah....EBBENE GIà SABATO SCORSO HAARETZ SCRIVEVA CHE HEZBOLLAH STAVA PREPARANDO ATTACCHI ARMATI..(senza specificare contro chi....)insomma per ora è rimandata la resa dei conti in libano.....

    1. Fabriizio 9 giugno 2009

      Non so. Paola Pisi mi sembra monomaniaca. Scrive solo e sempre contro l'Iran e gli Iraniani. Una vera ossessione. Ma la pagano ?

    1. reza 9 giugno 2009

      L'Iran è un grande paese islamico, il 60% dei 74 milioni d’Iraniani hanno meno di 25 anni, è il terzo produttore di petrolio e secondo di gas ed ha riserve accertate per 134 miliardi barili, è ricco di ogni cosa è,magicamente,in ogni stagione dell'anno,ha le clime di altre 4 stagioni,grazie alla sua posizione geografica che fa in modo che, ad esempio in inverno,ci siano città con -25° da una pate e con + 25 dall'altra .

      Il grado di istruzione degli iraniani basato sul numero degli studenti è alto,il numero è notevole, pressoché uguale al numero di studenti in Francia.

      I giovani della mia famiglia(ho 14 nipoti) con cui sono in contatto continuo via Internet mi raccontano spesso le serate che organizzano tra amici: ascoltano Tartan o Britney Spears, bevono vodka all’arancia e si abbandonano ad ogni tipo di gioco sessuale… , tutto questo lo fanno con un reddito medio nazionaale intorno a 2200 dollari l’anno pro capite, grazie solo al sistema capitalista di stampo islamico che frena fortemente il profito in base all'usura su cui è invece basato l'intero sistema economica occidentale.

      Insomma, lavorano,vivono,si divertono,si sposano intorno a 24 anni, cambiano sesso liberamente e a basso costo se desiderano, scopano, viaggiano e, soprattutto, COSTRUISCONO avanzando in ogni settore,da medicina a nanotecnologia,da economia al militare e, come una spina negli occhi dei sionisti di merda, RESISTONO aiutando gli altri Popoli del mondo, dall'Africa al Sudamerica, di liberarsi dalla schiavitù del sionismo,come esattamente stanno aiutando i palestinesi,i libanesi,gli iracheni e gli afghani, rischiando che un nemico vigliacco come Israele possa attaccarli con le bombe atomiche che il vigliacco occidente ha fornito a Israele per farlo diventare il padrone del medioriente.

    1. reza 9 giugno 2009

      Mah,prima che questo non è un dialogo,seconda che lei l'aveva già dichiarato finita un'altra volta e terza, sono davvero dispiaciuto vedere sprecare una come lei che ha delle conoscenze,ma che le usa in modo non-costruttiva.

      PS - mene ero accorto dell'errore ma non potevo cambairlo.

    1. buran 9 giugno 2009

      Sulla base della mia esperienza di recente viaggiatore in Iran, per turismo, confermo la gran parte dell'articolo di Stefano, almeno per quanto riguarda gli aspetti di "costume". C'è da dire che vi è l'obbligo dell' haib (il fazzoletto in testa), e non del chador, che è assolutamente facoltativo e obbligatorio solo in alcune moschee, dove fra l'altro ti viene prestato all'entrata. Il volto deve essere scoperto, veli e simili non fanno parte della tradizione scita, si vedono soltanto addosso a pellegrine o turiste degli emirati o saudite. Comunque l'haib tende a condizionare sempre meno, per quanto si percepisce a una prima impressione, il ruolo delle donne e il loro porsi anche "fisico". Nelle grandi città, si vedono in giro, dopo cena, gruppi di ragazze (viene da dire quasi "bande") che intimidiscono i maschi locali, che girano al largo. Ho assistito, a Isfahan, al "pestaggio" di un malcapitato ragazzo, reo forse di aver detto qualche parola di troppo, preso a sberle per strada da tre tipe con i suoi amici che stavano a guardare non osando intervenire. La sera, nei locali-fumerie di moda, è pieno di donne, in gruppo da sole o con maschi. Questa stessa tipologia di persone, come ho potuto vedere in un documentario ben fatto qualche anno fa in TV (mi pare sulla 7), dichiarava con convinzione di aver votato per Amadinejad, smentendo un luogo comune che vuole questo personaggio come alfiere del peggior conservatorismo. Per quanto riguarda gli alberghi, io viaggiavo con la mia compagna e non siamo sposati, nessuno ci ha mai chiesto niente, tantomeno certificati di matrimonio:-)

    1. paolapisi 9 giugno 2009

      la coalizione che ha vinto in libano si chima "14 marzo", non "19 marzo", come Ella scrive ripetutamente. Almeno su questo può essere esatto, visto che il nome non cambia nulla, o almeno credo. Fine del dialogo con Lei.

    1. reza 9 giugno 2009

      SIIIIIIIIIIIIIIIII certo, gli iranianui e le iraniane abortiscono, bevono, vanno dal parrucchiere e si truccano, adescano i visitatori occidentali, e scopano........................scopano proprio tanto ANZI TANTISSIMO.

      Nell'1979, prima della Rivoluzione eravamo circa 30 milioni, lo sa quanti sono oggi gli iraniani ? circa 74 milioni, quindi scopano alla grande.

    1. paolapisi 9 giugno 2009

      ciao pausania.


      rispondevo a LonanHista, che metteva in dubbio che il mio nome fosse vero.
      A proposito, il resto del nick l'ho capito, ma la L e l'H che significheranno? ;-)

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