IPOTESI SU BRINDISI

FONTE: COMEDONCHISCIOTTE.ORG

...Una strategia della tensione di tipo classico, magari per rafforzare il quadro politico? Non mi pare. Per quanto Monti stia declinando nel favore popolare, è ancora solido in sella, non ha avversari politici credibili (a meno che non pensiamo che il “nemico da abbattere” sia Grillo, ma la cosa non mi pare realistica). E comunque, un attentato così crea più problemi al governo -sottolineandone l’inadeguatezza- che non vantaggi. L’attentato di Brindisi non ha reso più forte Monti al G8 che si svolge oggi, semmai ancora più debole.
Allora una pista internazionale, ma quale? Partiamo da una considerazione persino ovvia: questo attentato dà dell’Italia una immagine “colombiana” di paese in mano alla malavita, così come l’attentato al dirigente dell’Ansaldo suggerisce quella della ripresa del terrorismo classico. Dunque, è qualcosa che indebolisce l’immagine del paese a livello internazionale ed in un momento già difficile dal punto di vista finanziario (lunedì vediamo come reagisce la borsa), per cui rende più fragile anche la tenuta economica del paese e, di riflesso, inasprisce la crisi dell’Euro. Chi può avere interesse a questo? Almeno nei prossimi 10 mesi nessuna grande potenza ha interesse a destabilizzare ulteriormente la situazione già ingovernabile di suo. Obama deve pensare a farsi rieleggere e non vuole altre grane, la Merkel ha le elezioni fra meno di un anno e, presumibilmente, teme un crack dell’Euro prima. I cinesi hanno le grane del congresso che sembra rinviato di qualche mese e sono in frenata delle esportazioni. Quanto a Russi, Brasiliani ecc, hanno interesse che l’Europa si mantenga in piedi per esportare le loro materie prime. Insomma non mi sembra alcuno stato abbia interessi a destabilizzare l’Italia (e di riflesso l’Euro) in questo momento.

Però, potrebbe esserci una pista diversa, di natura affaristica. Destabilizzare l’Italia potrebbe convenire per manovre speculative sui titoli italiani o sull’Euro, ma potrebbe esserci anche una ragione più specifica.

Ad esempio, ragionando sull’attentato ad Adinolfi (il dirigente dell’Ansaldo) ipotizzavo che questo potrebbe anche essere messo in relazione con una pressione dei confronti del governo italiano per vendere subito ed a buon mercato il gruppo Finmeccanica, di cui, insieme all’Eni ed alle Ffss, si era ipotizzata la cessione per far fronte al debito pubblico. Della cosa poi non si è più parlato ed il progetto langue. Ora questi attentati indeboliscono la posizione dell’Italia che sembra avviata su un declino di tipo greco o sudamericano. Non abbiamo alcun elemento concreto per sostenere che questa possa essere la pista affaristica che collega i vari attentati, ma non c’è dubbio che, oggettivamente, essi vadano in questo senso, favorendo una svendita degli asset nazionali. Perché non proviamo a ragionarci su? E’ solo un’ ipotesi, d’accordo, ma almeno un po’ più razionale di quella dell’improbabile pista mafiosa. Non vi sembra?

Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2012/05/l’attentato-di-brindisi/
20.05.2012

Etratto da: “L’attentato di Brindisi”

…Se il mandante fosse chi vuole sostituire Monti , farebbe parte della sua maggioranza , ma non escluderei Berlusconi perché per far cadere il Premier, gli basterebbe farlo impallinare in Parlamento dopo aver portato a casa gli aiuti. Sarebbe più nel suo stile.
Resta solo la seconda ipotesi, cioè che il mandante sia seduto al tavolo del G8 assieme a Monti e che in questo momento gli sta dicendo che è difficile inviare capitali in Italia perché sono
stati “deployed ” 20.000 uomini ed è corso del sangue sia a Genova che al sud e i media hanno propagato le news.
Se esaminiamo questo disgraziato plurimo delitto, vedremo che
A) è stato perpetrato nel giorno in cui Monti faceva una relazione finanziaria in apertura del G8, ma nessuno sembra essersene accorto. (Coincidenza 1)
B) che Monti stava per chiedere investimenti in Italia, probabilmente nel sud e se non li ottiene( gli USA non hanno Bond italiani in portafoglio) dovrà pagare interessi importanti.( coincidenza 2)
C) che il presidente della Regione Sicilia, a statuto speciale e secessionista per vocazione antica ha dato inopinatamente le dimissioni e ci piacerebbe conoscerne le motivazioni. ( crisi di necessità coinc 3)
D) che devono esserci delle complicità all’interno delle istituzioni che hanno permesso il monitoraggio dei piani governativi.
L’obiezione principale a questa personalissima ipotesi, sarebbe considerare irrealistica una alleanza armonica tra alta finanza e malavita. Il malloppo degli interessi pagati dall’Italia è di oltre 130 miliardi annui.

Il corollario di questa vicenda è che anche la rivendicazione dell’attentato di Genova è fasulla e se leggete il libro di Franceschini ( io Mara e Renato) nel punto in cui dice come scelsero il logo delle BR , ve ne convincerete anche voi.
Serve un logo facilmente e rapidamente riproducibile e quello partorito è palesemente parto di un geometra sedentario e dipingerlo su un muro , verrebbe male e costerebbe numerosi arresti tra i militanti.

Antonio De Martini
Fonte: http://corrieredellacollera.com/
Link: http://corrieredellacollera.com/2012/05/19/brindisi-e-morte-geopolitica-di-un-delitto-di-antonio-de-martini/
20.05.2012

Estratto da: “Brindisi e morte: geopolitica di un delitto”

…Non resta che l’ipotesi di un mitomane completamente fuori di testa o di un disegno scientemente ordito, nel tentativo di resuscitare la strategia della tensione.
Senza dubbio in un momento come quello attuale, in cui il paese versa in condizioni drammatiche ed un governo illegittimo sta portando avanti un’operazione di macelleria sociale di enormi proporzioni, determinando un incremento del conflitto sociale (ancora comunque abbondantemente sotto il livello di guardia), un attentato come quello di Brindisi potrebbe risultare di grande utilità.

In primo luogo i cittadini, posti di fronte al terrore, sono propensi a stringersi intorno alle istituzioni e più si sentono spaventati, più si stringeranno forte intorno allo stato che nell’immaginario collettivo rappresenta la legalità.

In secondo luogo il terrore va combattuto con forza e questo assioma costituisce il viatico per l’introduzione di leggi speciali e provvedimenti antidemocratici che sarebbero stati osteggiati in condizioni di normalità.

Un primo effetto immediato lo si sta già riscontrando in queste ore, con il fiorire in giro per l’Italia di manifestazioni, sit in e fiaccolate, organizzate da varie figure istituzionali, da elementi del mondo sindacale e della cosidetta “società civile”. Manifestazioni preposte ad esternare la profonda indignazione contro gli ignoti autori del gesto, ma anche a rinfocolare il “matrimonio” dei cittadini con lo stato, che stava cadendo in disgrazia. Manifestazioni che di fatto hanno sostituito e sostituiranno quelle contro Equitalia e contro il governo che esprimevano il profondo disagio nei confronti di problemi di enorme portata, che nell’ondata emozionale del momento vengono accantonati.

Un secondo effetto sarà sicuramente costituito dal “giro di vite” di ordine legislativo che i partiti, spalleggiati da molti cittadini, domanderanno al più presto, per la gioia del governo Monti che già intendeva propagandare l’utilizzo dell’esercito, per reprimere l’eversione. Il ministro Cancellieri avrà così carta bianca per reprimere tutto ciò che possa infastidire l’esecuzione degli ordini dela BCE, ad iniziare dalla lotta NO TAV, da lei stessa definita la maggiore preoccupazione del governo, unitamente alle contestazioni contro Equitalia ed a tutti i focolai di conflitto sociale che potranno crearsi quando la macelleria fra qualche mese entrerà in funzione a pieno regime.

In parole povere non ci è dato sapere (e forse non lo sapremo mai) chi realmente ha fatto saltare in aria gli studenti a Brindisi, ma risulta di una chiarezza adamantina identificare i soggetti che da questo attentato hanno tutto da guadagnare.

Marco Cedolin
Fonte: http://marcocedolin.blogspot.it/
Link: http://marcocedolin.blogspot.it/2012/05/bomba-brindisi-utilita-della-tensione.html#more
19.05.2012

Tratto da “Bomba a Brindisi, utilità della tensione”

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