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INVIDIABILE SPAGNA, AL CONFRONTO

DI MAURIZIO BLONDET
rischiocalcolato.it

Di ritorno dalle Canarie: se devo valutare da quest’angolo della Spagna che ho visto, penso che quel Paese sia meglio attrezzato dell’Italia di fronte alla crisi, e che si solleverà prima di noi. Anche là vige il disprezzo per i politici e la politica; cresce, persino più che da noi, la consapevolezza dei privilegi e del parassitismo delle burocrazie pubbliche, il che è un buon segno di vitalità politica della popolazione, che mette sotta accusa i salari sicuri degli statali mentre nel settore privato la disoccupazione è alle stelle. Ma visto come stiamo messi noi, vorrei fare il cambio. Ecco alcuni motivi:

Nella foto: Espacio de Las Artes, Santa Cruz (Lanzarote)Infrastrutture

D’accordo, durante il boom edilizio (causato dai tassi eccessivamente bassi che l’euro «germanico» ha chiesto per indebitarsi, e dalla banche tedesche, rigurgitanti di capitali, che li hanno offerti in eccesso agli iberici) s’è costruito troppo, ed ora è scoppiata la bolla edilizia. Ma ciò che colpisce, è la quantità e la qualità delle infrastrutture progettate ed attuate dalla «politica». Se i politici spagnoli hanno rubato, non si sono tenuti tutto loro; hanno anche attrezzato il Paese per la modernità. Strade extra-urbane nuove fiammanti a Lanzarote, autostrade a quattro corsie (e gratis) a Tenerife; non una buca nell’asfalto, non un lampione bruciato, e ovviamente non un cartello perforato da gragnuole di proiettili (tipico del folklore in Sicilia e Calabria). Nella capitale Santa Cruz, che è pur sempre una cittadina di nemmeno 230 mila abitanti, grandiosi spazi culturali firmati da archistar (tipico l’auditorium ideato da Calatrava, e lo Espacio de Las Artes dello svizzero Herzog) che possono non piacere, ma testimoniano l’impegno dei pubblici poteri per la cittadinanza, ospitano mostre, biblioteche, teatri.

Due aeroporti che non sono affatto cattedrali nel deserto, anzi frequentatissimi da voli internazionali (arrivano 5 milioni di turirsti – che poi tornano, al contrario di quelli che vengono in Sicilia). Immensi parcheggi sotterranei publici, che da noi non si sono mai fatti perchè «il Comune non ha i soldi» o «il comitato di quartiere si oppone» o non ci si mette d’accordo sulle mazzette. Un sistema-modello di trasporti pubblici: la piccola capitale canaria ha una metropolitana leggera nuova fiammante (del 2004, finanziata da Fondi UE) che tocca tutte le zone che contano, e fa’ capolinea all’Intercambiador: ossia alla grande stazione dei bus («guaguas», nel gergo locale), su sei livelli con scale mobili, da cui si può raggiungere qualunque villaggio dell’isola a prezzi popolari dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio sottostante, che basta a 1400 veicoli.

Come dire che questo Interscambiador è una delle installazioni che mi ha più colpito? Fate un confronto mentale con una stazione di corriere o anche dei treni in Italia, dove arrivino e partano, come qui, 3500 bus al giorno: immaginate le cartacce e le cicche per terra, la polvere (e peggio) che si addensa negli angoli, gli odori di urina; immaginate i barboni che dormono sulle panchine, i mendicanti molesti, o i personaggi più loschi e pericolosi che, nelle ore notturne, abitano le stazioni italiane. Immaginate, perchè qui è l’esatto contrario: nella monumentale hall i pavimenti sono lucidi; il bar-ristorante offre bocadillos e tapas invitanti (io ci ho mangiato un pasto completo per 10 euro), anzichè quelle oltraggiose cartilagini di prosciutto risecchito che vengono vendute a peso d’oro nelle nostre stazioni da qualche innomina entità che «s’è aggiudicata l’appalto». I gabinetti pubblici, ovviamente usatissimi dai passeggeri di ogni nazione e livello sociale, sono unospecchio, benchè gratuiti. Non ne ho mai trovato uno reso inservibile con occlusioni di carta igienica cacca e piscio, com’è regola da noi. Misteriosamente, nelle loro pareti mancano del tutto le scritte oscene che tanto rallegrano i cessi pubblici italioti. Miracolo, gli addetti alle pulizie fanno effettivamente i lavoro per cui percepiscono il modesto salario pubblico, e li vedi sempre in giro con scopino e scopa a raccogliere anche una sola cicca.

Immaginate i bus? Come minimo, direte voi, avranno l’aria scalcinata, rotta e bisunta di quelli di Roma (si sa, ci sale tanta gente, il Comune è in rosso), perchè dopotutto parliamo di isole arretrate e marginali di un Paese meno ricco e sviluppato del nostro. Macchè: i «guaguas» sembrano tutti nuovissimi, in perfetto stato di manutenzione, con aria condizionata funzionante. Ogni mattina, prima di partire, passano sotto il lavaggio-auto comunale lì a fianco, alla vista di tutti.

E non basta. Il Cabildo (l’antico Consiglio) ha mandato due emissari a Bruxelles per chiedere soldi per costruire dal nulla una linea ferroviaria. Siccome Madrid ha tagliato i finanziamenti, i due inviati di Tenerife sono andati a chiedere all’Europa di coprire il buco: dopotutto è un progetto europeo, che il Cabildo ha presentato ed è stato approvato in sede UE, e che sarà completato coi fondi europei: esattamente come la giunta della Sicilia o delle altre regioni meridionali, che non riescono ad usare i fondi europei per incapacità progettuale, o se li fanno ritirare per malversazioni (1); o che nemmeno li chiedono, perchè che gusto c’è a fare opere pubbliche su cui non si possono estrarre tangenti perchè Bruxelles ti controlla?

Taccio, per non farla troppo lunga, delle infrastrutture immateriali e culturali; dal Wi-Fi in tutti i bar e ristoranti al museo della Natura, che vale una visita non solo perchè espone parecchie mummie del popolo guancio (i nativi delle Canarie), ma per godersi un esemplare di gestione museale limpida e interessante, con tanto di «laboratori» affollati di scolari che fanno piccole sperimentazioni e imparano facendo, sotto la guida di maestri e maestre. Taccio dell’università di La Laguna, nient’affatto periferica nel sistema di studi spagnolo (che il governo sta per rendere più severo, avendo annunciato che il livello di istruzione deve mgliorare). Taccio delle spiagge tutte libere e gratuite, fornite dall’amministrazione cittadina di docce, spogliatoi e Wc. E della polizia sempre presente e visibile sulle strade urbane ed estraurbane invece che imboscata negli uffici.

A Lanzarote, l’edilizia è basata su un modulo della casa tradizionale elaborato dall’artista locale Manrique, da cui nessun costruttore si discosta con fantasiosi villini da geometra; tale architettura è basata su muri bianchi immacolati, mai bruttati da graffiti e firme di dementi come da noi; dovrei parlare delle auto che si fermano – non rallentano, si fermano – appena fai l’atto di voler attraversare la strada sulle striscie. Perspicua, e per un italiano stupefacente, l’assenza di cumuli di monnezza per le strade, di discariche improvvisate nelle scarpate, e l’assenza di vandalismi tipo cabine telefoniche spaccate e smerdate.

In una parola, vige in Spagna quella civiltà che ormai è un costume in tutta Europa, salvo che in questa Italia fiera del suo sedimento incancellabile di volgarità.

Anche il Re senza tredicesima

Tra le misure per affrontare la crisi del debito statale, il governo Rajoy ha sospeso (ossia tagliato) la tredicesima di tutti i dipendenti pubblici. Anche la sua; anche dei membri del governo, anche dei 350 deputati e dei 266 senatori, non esclusi gli ex parlamentari pensionati. Nessuno l’aveva chiesto al Rey: ebbene, il chiacchieratissimo Juan Carlos s’e tagliato sua sponte di 20 mila euro l’anno l’emolumento, l’equivalente della sua tredicesima. Dunque oggi il Rey, la più alta istituzione dello Stato riceve, 271.842 euro lordi annui; risulta così che un qualunque governatore italiota di regione arraffa più del re di Spagna; il direttore generale della Rai, quel tal banchiere Gubitosi messo lì da Monti, ci costa come due re e mezzo.

Il principe di Asturia, l’erede al trono, s’è tagliato 10 mila euro, in quanto il suo emolumento è esattamente la metà di quello paterno, 135.921 euro. Il capo della Real Casa, che ha il rango e il soldo di un ministro, s’è ridotto anche lui lo stipendio nella stessa proporzione dei membri del governo. Niente a che vedere con quelli che godono i direttori della Real Casa italiana, detta Quirinale, di cui basta ricordare i 2 milioni di euro l’anno, più appartamento e ufficio permanente sul Colle, dell’immarcescibile Gaetano Gifuni.

El Rey de Espana è notoriamente molto criticato per i suoi lussi, per il suo amore delle gonnelle, e per le sue cacce all’elefante in compagnia di una cacciatrice bianca che sarebbe la sua amante. D’accordo, ma a metà luglio, l’84enne Juan Carlos è partito per Mosca ad incontrare Vladimir Putin a capo di una delegazione di ministri e imprenditori iberici. Scopo del viaggio, raccomandare la partecipazione delle industrie spagnole nel progetto di TGV russo (Mosca-San Pietroburgo a 300 all’ora) che costerà 17,5 miliardi di euro. Già, perchè la Spagna possiede il know-how allo stato dell’arte: le sue linee ad alta velocità sono operative già da 25 anni, ed oggi il TGV ispanico (che si chiama AVE, Alta Velocidad Espanola) dispone in Spagna della più grande rete ad alta velocità d’Europa, e seconda solo alla Cina: 2665 chilometri. Fu il governo socialista di Felipe Gonzales a lanciare questo grande progetto strategico per l’economia spagnola; un governo che rubava come quello di Craxi, si disse; ma che fece i compiti a casa. E non si ha notizia di contestazioni dal basso, tipo No-Tav. Oggi, le imprese spagnole dell’alta velocità si sono aggiudicate il progetto per il treno Mecca-Medina, una linea che i sauditi pagheranno 6,7 miliardi di euro.

I costi della politica

Il governo ha tagliato del 50% il sussidio di disoccupazionee dopo il sesto mese; ma ha anche tagliato del 20% le sovvenzioni ai partiti politici e ai sindacati (che si aggiunge al 20% già tagliato da Zapatero), del 30% il numero dei consiglieri degli «ayuntamientos», del 5% le paghe degli statali a cui ha decurtato i permessi sindacali e i giorni «di libera disponibilità». Tali misure incontrano un diffuso favore della cittadinanza, consapevole (l’ho già detto) che la crisi mette in questione i «privilegi» del settore pubblico, nonchè la corruzione e l’impunità delle caste politiche; privilegi e stipendi e impunità che tuttavia non hanno alcuna dimensione paragonabile a quella dei pubblici italiani. Sul quotidiano ABC ho letto un commento durissimo contro i 266 senatori «che non servono a niente» e prendono – udite udite – 2813 euro al mese, a cui il commentatore unisce «una sovvenzione annuale per ogni partito, che per i due partiti maggiori ammonta rispettivamente a 3,5 milioni e a 1,5 milioni per il 2012», che però non vanno agli individui ma ai partiti; uno scandalo che il commentatore invita a «trattare con l’ascia».

La mente corre ai 200 milioni di euro che i partiti italiani si incamerano ogni anno, a dispetto di un referendum che glieli ha negati; e prende la voglia di abbracciarli, quei poveri senatori sotto accusa per 2800 euro mensili.

Anche in Spagna le «autonomie» regionali spendono e spandono – dicono gli spagnoli – senza controllo, e le più battagliere (prima fra tutti ovviamente la Catalogna) si sono opposte ai tagli del governo, minacciando ritorsioni (la Catalogna, elezioni anticipate); i governanti di Asturie e Canarie hanno annunciato che non taglieranno la tredicesima ai «loro» dipendenti. La differenza con la situazione italiana sta non solo nella levità delle cifre dei presunti sprechi (niente di paragonabile ai 5 miliardi di debiti della Sicilia in bancarotta, o i 70 complessivi contratti dai nostri comuni, o l’inaccertabile debito miliardario di Roma Capitale, inaccertabile perchè nascosto dietro bilanci truccati), ma anche nell’ostilità che le «autonomie» stanno riscuotendo in quanto, appunto, autonome nella spesa.

«Questi governi autonomici si sono mutati in un ariete contro gli interessi nazionali – ha scritto l’editoriale di ABC – mostrano il lato oscuro di un autonomismo che si pensa come non dovessero mai sorgere problemi di finanziamento». Le Regioni come il Lato Oscuro della Forza: come vorremmo aver sentito almeno una volta simili valutazioni in Italia.

Da questi sparsi esempi si può vedere che i governi spagnoli i compiti a casa li hanno fatti, nel complesso, molto prima di noi; ed il Paese ha le infrastrutture e la cultura per eventualmente ripartire. Se non riuscirà, sarà essenzialmente perchè è sbagliata la cura imposta dalle Merkel, è sbagliato l’euro, è sbagliato il metodo di assoggettare i bisogni finanziari del Paese sovrano agli umori dei «mercati». E forse, perchè quello che stiamo vivendo un capolinea della storia, in cui l’Europa – con tanta storia dietro – è smarrita e non sa più che fare.

L’immane disoccupazione giovanile degli spagnoli è forse un sintomo di questa fase terminale, additando un futuro di lavoro raro e precario per le masse. Basterà dire solo che i giovani spagnoli stanno reagendo con l’emigrazione di massa. E dove emigrano? Sì, 117 mila in Germania e 86 mila negli Usa; ma 368 mila in Argentina, 179 mila in Venezuela, 94 mila in Messico, 44 mila in Cile, persino 89 mila a Cuba, più che negli Stati Uniti. Insomma il vasto mondo di lingua ispanica fa’ da ammortizzatore sociale, ed è inutile far notare cosa vuol dire emigrare in un Paese dove si parla la tua lingua-madre: significa andare a fare non solo le pulizie e gli scaricatori ma fare, poniamo, il giornalista, far valere la propria laurea e le proprie qualificazioni, inserirsi nei piani alti del Paese ospite. Andare in Argentina e in Venezuela è pur sempre sfociare in quella grande «Spagna dell’anima» che dura ancora, di quel mondo che continua a vedere Madrid come la sua patria capitale. Significa non perdere i contatti con la patria di tutti. Significa poi più facilmente ritornare a casa, se riparte la crescita; laddove i nostri giovani italiani che emigrano, i migliori, non tornano più ed a hanno ragione.

È un effetto forse imprevisto di quel che resta negli spiriti del grande impero spagnolo su cui «non tramontava mai il sole». Ma l’argomento – l’impero spagnolo – è così importante, che merita presto un nuovo articolo.

1) Dai giornali di metà luglio: «l’Unione Europea ha sospeso il trasferimento di 600 milioni di fondi alla regione siciliana, motivando questa decisione con la cattiva gestione degli appalti e l’inadeguatezza dei controlli. (…) In una dura relazione di poche settimane fa i magistrati contabili avevano scritto di “eccessiva frammentazione degli interventi programmati” (troppi soldi distribuiti a pioggia anziché investiti su pochi obiettivi-chiave), di “scarsa affidabilità” dei controlli, di “notevolissima presenza di progetti non conclusi”, di “tassi d’errore molto elevati” tra “la spesa irregolare e quella controllata”, di “irregolarità sistemiche relative agli appalti”». (…) «Tra il 2000 e il 2006 l’isola ha ricevuto 16,88 miliardi di fondi europei pari a cinque volte quelli assegnati a tutte le regioni del Nord messe insieme. Eppure su 2.177 progetti finanziati quelli che un anno fa, il 30 giugno 2011, risultavano conclusi erano 186: cioè l’8,6%. La metà della media delle regioni meridionali». 

Maurizio Blondet
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/07/invidiabile-spagna-al-confronto-di-maurizio-blondet.html
23.07.2012

Pubblicato da Davide

  • misunderestimated

    Ammetto che questa volta Blondet è riuscito a sorpassare i servizi di Iacona sulla piena occupazione di Barcellona in quanto a descrizione del migliore dei mondi possibile. L’architettura vernacolare è piuttosto slegata dalle correnti moderne e contemporanee, che sono transnazionali: è diffusa pure in Italia, basta guardare il Tirolo. Certo, anche Alvaro Siza progetta abitazioni con “muri bianchi immacolati, mai bruttati da graffiti e firme di dementi”, però gli stessi edifici li disegna per gli aridi paesaggi dell’Andalusia come per i ridenti declivi dei Colli Berici (vedere lo scempio di Vicenza). Detto da un giornalista che ripugnava le Fondazioni Guggenheim e le archistar con doppio passaporto, poi…

    Per Blondet la Spagna è Lanzarote: potrei dire che l’Italia è Merano, lì c’hanno pure i gard-rail rivestiti in legno d’abete.

  • natal76

    la Spagna come l’Italia ha la sua sicilia, calabria ecc… sicuramente i politici ladri spagnoli hanno fatto meglio di quelli Italiani, cioè hanno rubato ma nache fatto i compitini…ma in tutto il mondo nessuna politica è riuscita a fare “niente” come in Italia. Grande disponibilità di soldi, sperperata, assorbita da un substrato mafioso e non solo, ha reso in 30-40 anni un paese bellissimo in un rottame a 4 ruote come le macchine cubane… belle sempre …ma che non comprerai mai perchè vecchie e inaffidabili. Ora c’è solo da aspettare quando lo sfasciacar. deciderà di prenderci su e schiacciarci definitivamente … purtroppo manca poco.

  • siletti86

    Ti ricordo che, fatta eccezione per i baschi, gli spagnoli (che Borghezio probabilmente non tarderebbe a definire “merdaccia mediterranea”) sono più celti di voi padani. Polemiche a parte, è palese il fatto che in Spagna il divario nord sud sia molto meno evidente che in Italia: il divario Merano Locri, per intenderci, è molto maggiore di quello Gijon Algericias, o no?! Così come è palese il fatto che gli italiani siano in media molto più corrotti degli spagnoli, proprio come dice Blondet. E’ palese inoltre il fatto che gli spagnoli in questi ultimi anni abbiano fatto i compiti a casa e noi no e che hanno molte più chance di noi di ripartire. Quindi secondo me Blondet ha pienamente ragione!

  • peronospora

    La solita erba del vicino

  • Eshin

    Distruzione ovunque – un semi OT:

    Bruciano le Canarie, devastato il 50% del Parco Nazionale del Teide
    martedì 17 luglio 2012, 23:10 di Renato Sansone

    I vasti incendi divampati nelle isole di Tenerife, La Palma e La Gonmera nell’arcipelago delle Canarie, hanno già distrutto migliaia di ettari di vegetazione e hanno costretto oggi le autorità ad evacuare oltre 1800 persone dalla cittadina di Vilaflor, a sud del parco naturale di Teide, dichiarato nel 2007 patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Sono stati mobilitati 800 vigili del fuoco che, col sostegno di cinque elicotteri e di tre aerei antincendio non riescono ad arginare l’incendio che ha già devastato oltre 3.000 ettari del Parco di Teide, bruciandone circa il 50%. Un altro incendio in corso sull’isola di La Palma, sempre nelle Canarie, ha bruciato 500 ettari di bosco. La situazione è disastrosa.

    http://www.meteoweb.eu/2012/07/bruciano-le-canarie-devastato-il-50-del-parco-nazionale-del-teide/144231/

  • illupodeicieli

    Il punto chiave è la burocrazia: ma non per il burocrate da 100mila o 200mila euro l’anno, che potrebbe essere individuato nel ragioniere capo di un comune o nel direttore di un museo locale. Blondet che parla di metropolitana: ebbene qui a Cagliari, per realizzare il completamento che congiungerà la stazione delle ferrovie complementari alla stazione ferroviaria e al porto marittimo, secondo il comune ci vorranno 6 anni. Per sapere dove esporre le statue dei giganti di Monti Prama (che consiglio a tutti di vedere, se non lo sapete già, di che cosa parlo, del valore che hanno queste statue: l’invito è anche per Blondet,anche se dubito che legga qualcosa di mio) si sta ancora discutendo se lasciarle nella zona dove sono state rinvenute, ovvero Cabras (Or), o a Sassari ,dove ne hanno curato la manutenzione e ricostruzione, o a Cagliari, sede del museo ,forse più importante, della regione. Concludo per ribadire ciò che anche i giornali riportano, e cui devo dare ragione: per rifare un semplice marciapiede, tra rif e raf, ci vogliono due anni due. Se ci sono le buche nelle strade, e se presto il Monti di turno introdurrà una legge che limiti i risarcimenti per incidenti e morti dovuti all’incuria o alla negligenza di chi progetta, costruisce e fa la manutenzione nelle strade, una ragione c’è: ed è da ricercare nella lungaggine burocratica. Per ogni pipì ci vogliono mesi e anni.A memoria mia ci sono circa due parcheggi nuovi di zecca non utilizzati perchè per uno manca il collaudo dei vigili del fuoco, per l’altro non è stato deciso ancora a chi deve essere affidata la gestione. Per la passeggiata nel lungomare ,realizzata perchè Cagliari è una città di mare ma che non ha un lungomare,come c’è altrove, anche lì manca un collaudo: ed è tutto già pronto ma inutilizzabile. Se tanto mi dà tanto e se non siamo gli unici in Italia in queste condizioni, ecco spiegato perchè le cose non si sono potute fare. Dà forse fastidio che sia così semplice la risposta al nostro declassamento in ogni settore?

  • ilsanto

    Bello
    Purtroppo chiunque giri per il mondo vede come non solo la Spagna ma anche la Francia, la Svizzera, la Germania, i paesi Scandinavi, l’Austria,
    stiano meglio di noi e giuro mi vien da piangere a sentire come vivono a Singapore in Giappone in Corea in Canada, Australia, Nuova Zelanda e di gente che torna in Argentina dopo aver visto Milano!
    Mi fermo per amor di patria.
    Purtroppo il 55% del PIL italiano va in un carrozzone assurdo talmente mal gestito, e sono buono, che se non ci fosse sarebbe meglio.
    Gli Italiani ( a parte un fesso che mi disse e meglio che lo stato mi prenda i soldi perchè io li spenderei ) vorrebbero che sparisse per magia ma
    questi sono inamovibili neanche con i referendum se ne viene a capo.
    Inutile anche il voto nessuno ci rappresenta anzi più stato = più potere
    soldi benefici corruzione poltrone etc etc.
    Per non parlare del sospetto di collusione con la mafia i servizi deviati la massoneria la finanza internazionale le lobby e persino con le potenze straniere ma mai dico mai che uno pensi alla gente o alla sua patria neanche a cosa lasciano ai loro figli.
    Ci vorrebbe la rivoluzione ma chi la fà ?
    il 10% dei benestanti, mafiosi, corrotti, corruttori, burocrati, politici,
    redditieri, industriali ?
    il 30% dei minorenni, studenti, mantenuti ?
    il 30% dei vecchi e pensionati ?
    il 25% di quelli che un lavoro ancora l’hanno magari nello stato?
    Ci sarebbero un paio di milioni di disoccupati magari in cassa integrazione o in attesa di pensione o che lavorano in nero.
    Non ci resta che aspettare che si incazzino i vari Rumeni, Albanesi, Marocchini graditi ospiti nella nostra povera Italietta.

  • ericvonmaan

    Comunque è vero che andando all’estero (escludendo paesi molto poveri come albania, romania ecc) si torna a casa con l’impressione che altrove (svizzera, germania, francia, danimarca, gran bretagna cito posti dove sono stato negli ultimi due-tre anni) la situazione sia molto migliore e lo stato sia in generale molto più benestante ed efficiente che da noi. Per chi non c’è mai stato, consiglio di farsi un giro nel cosiddetto “far west”, la provincia di caserta ed avellino, zona di produzione dei pomodori… giusto per dirne una. L’erba del vicino? mi dispiace, ma molto spesso è veramente più verde.

  • peronospora

    Io mi baso le mie analisi sui volti delle persone più che sulle strade pulite o altri particolari. Di gente con la faccia allegra ne ho vista poca anche fuori

  • peronospora

    Non so li da te come funziona, ma qui in lombardia chi comanda sono i burocrati

  • pollo11

    che banalitá, ancora questi paragoni. Poi il commento sul folclore dei cartelli di Calabria e Sicilia,i fastidiosi villini da geometra ma che tristezza. Ma che vuol dire? Ma che senso ha un articolo del genere?

  • Nauseato

    Con tutto il rispetto … ma se il senso non si sa o non si vuole capire, è anche inutile domandarlo.

  • terzaposizione

    Caro Blondet
    l’Italia è il prodotto della millenaria arretratezza causata dal suo caro ( che paga i conti di FDF ? ) VATICANO.
    Tra gli innumerevoli successi civili e sociali della Spagna c’è anche lo sdoganamento dal clero fascistoide e retrogrado, quel clero che in Italia fa emigrare chi vuole concepire un figlio senza anemia mediterranea, chi vuole cessare una vita senza esistenza come Eluana,chi vorrebbe regolarizzare la prostituzione.

  • misunderestimated

    E ancora con le etichette, bravo.

    Come siano più celti dei Tirolesi (e poi, cosa cazzo sarebbe ‘sto celtismo?) dopo secoli di occupazione moresca. Ah, si, vero… anche in Ispagna ci sono le bionde.

    Potevo dire Porto Cervo. Ecco, Porto Cervo, ti va meglio?

    Ma non eri tu che dicevi “non toccateci il calcio, l’unica cosa che ci è rimasta”?

  • Cornelia

    Sono contenta di leggere che Blondet sta bene e se ne va in vacanza.
    Auguri, Maurizio, di pronta guarigione.
    🙂

  • misunderestimated

    Un altro punto di vista sull’urbanistica in Spagna, dalle pagine di Roberto Manfredini:

    http://totalitarismo.altervista.org/totale/rivas-vaciamadrid-la-comunita-degli-apostati/

  • 4gatti

    Hai ragione tuttavia sono stato nel 2007 nel nord della Spagna ed ho visto molta più sobrietà che da noi. Bilbao, Pamplona, San Sebastian, Zaragozza.

  • karson

    Sono completamente d’accordo! e aggiungiamo anche che noi Italiani nn cambiamo mai…

  • Fabriizio

    FdF lo pago io e gli altri 4mila stronzi che siamo abbonati. Altro che Vaticano.

  • andyconti

    Per molti italiani l’erba del vicino non e’ mai sufficientemente verde. Mica dico che ci dobbiamo autoaffliggere, pero’ il miglioramente nasce almeno dal cominciare ad ammettere che viaggiando si riconoscono situazioni meno decadenti della nostra. Dichiararlo e’ un delitto?

  • Biribissi

    No aspetta..dire che lanzarote ha gli autobus più puliti di Roma..o che non ci sono le scritte nei cessi non è fare confronti.fai un confronto tra roma e Parigi no un tema da 11enne tornato dalle vacanza..le persone si fermano per farti attraversare..su non è un articolo è un tema delle elementari..parliamo delle problematiche partendo dalla realtà queste sono se…e mentali da uno che ha un innato complesso di inferiorità.

  • Biribissi

    No aspetta..dire che lanzarote ha gli autobus più puliti di Roma..o che non ci sono le scritte nei cessi non è fare confronti.fai un confronto tra roma e Parigi no un tema da 11enne tornato dalle vacanza..le persone si fermano per farti attraversare..su non è un articolo è un tema delle elementari..parliamo delle problematiche partendo dalla realtà queste sono se…e mentali da uno che ha un innato complesso di inferiorità.

  • terzaposizione

    Ne sei sicuro ? Credi che l’abbonamento, i libri e la pubblicità siano sufficienti
    a pagare i costi di DeFina?
    Io ero tra i 4mila stronzi ma dopo aver assaggiato la censura di FDF li ho mandati in kulo.

  • superanima

    sarà come dici tu, ma per la mia esperienza posso dire di aver visitato in lungo ed in largo l’Andalusia (forse la regione più depressa della spagna?) quasi 15 anni fa, e già allora erano ad un livello molto superiore a quello che ho sempre potuto vedere in italia.

    ho paura che quasi tutta la spagna sia merano, e laddove non possono esserlo stato economicamente lo sono sicuramente stato nella mentalità.

    è questa la triste verità, ovvero avete fatto, fate e farete sempre schifo.

  • misunderestimated

    Chi è che ha fatto, fa e farà sempre schifo? Cosa intendi? La burbuja inmobiliaria non ha forse prodotto quartieri dormitorio con orribili palazzoni tutti uguali come funghi? Se la Spagna è così progredita economicamente (certo, con i soldi della UE a pioggia per 20 anni!) e nella mentalità (tutti abbiamo visto le masse di tifosi iberici che festeggiavano gli europei per dimenticare le pezze al deretano… ale-oh-oh!) mi spieghi il modo in cui sono ridotti al lastrico e i giovani si trovano costretti ad emigrare, senza tirar fuori la bieka BCE “tana-libera-tutti”?

  • misunderestimated

    Il tuo commento è il più obiettivo tra quelli postati. La penso allo stesso modo, e pago come te lo scotto.

  • illupodeicieli

    purtroppo tutti i blog che erano ospitati su leonardo.it sono stati cancellati, sennò ti avrei inviato alcuni post dove avresti avuto conferma che bloccano tutto, ogni iniziativa: e se gli aggrada e la trovano vincente ,se ne appropriano, fermandola, e facendo intervenire altri con progetti analoghi al tuo ma che risultano migliori, più convincenti. Mi riferisco ad attività turistiche ad esempio. Quanto a sprechi sul portale di Grillo (su tzetze esattamente) c’è la notizia che la regione sarda pagherà a “il giornale” o alla società pubblicitaria della Santanchè 141 mila euro per pubblicità istituzionale per promuovere l’immagine della nostra regione. Sprechi ne vediamo tanti, ma vediamo anche soldi fermi e non concessi, vediamo cose da fare non realizzate: e si parla di cose utili, per tutti e che darebbero vantaggi a tutti, visitatori o turisti compresi. Poi c’è il concetto base, che sarà anche filoleghista ma che è da sposare: su questa terra ci viviamo noi, vogliamo che sia vivibile, che non si debba morire perchè ci sono buche o guardarail che ti trapassano, ma neanche che si debba morire di fame o emigrare perchè un assessorato (che gestisce i fondi) non eroga i finanziamenti o perchè un burocrate va in ferie e non firma. Non puoi perdere i finanziamenti perchè un assessorato non “li chiede” o si dimentica di chiedere.

  • RicBo

    Opinione di chi in spagna ci vive: l’articolo è piuttosto superficiale, pieno di inesattezze (santa cruz è a tenerife, il taglio del sussidio di disoccupazione è del 10% ecc.) ma scopre un grande verità che è da stupidi continuare a negare: il processo sociale italiano è ormai a livelli di non ritorno e la gestione della cosa pubblica è ormai completamente mafiogena. Per questo ci stiamo di tanti piccoli indicatori di civiltà e di una società più sana anche in un paese economicamente allo stesso livello

  • GioCo

    L’Italia non esiste in senso culturale. E’ un entità colonica dipendente dalla corona inglese concepita a tavolino dai regnanti Piemontesi, che somma tradizioni e storia antiche e distanti tra loro, tanto quanto il resto dei popoli che abitano l’Europa.
    Termini che vorrebbero definire l’Italia come l’italietta o l’italiano come “solito italiano”, non hanno senso.
    Forse l’estero è migliore, forse no. Mostriamo certamente evidenti differenze culturali rispetto al resto d’Europa, secondo me perché questa terra è il centro di poteri forti, come il Vaticano, le tre organizzazioni criminali più potenti del mondo e la nobiltà nera, di cui i Windsor (i regnanti inglesi) e i Savoia (regnanti Piemontesi) fanno parte.
    Non credo che l’uomo ispanico sia meglio dell’uomo inglese o tutte e due abbiano qualcosa di meglio dell’uomo italico. Si tratta di persone, che reagiscono nel proprio ambiente come credono meglio rispetto le situazioni che vivono. E’ facile condannare il siciliano della situazione in Sicilia, quando è palese che la situazione è dovuta a intrecci con interessi esteri, contro cui nessuno ha la possibilità di combattere oggi.
    Sarebbe un po’ come dire che è colpa dell’afrcano se in africa c’è la guerra e si muore di fame, o dell’asiatico se i bambini vengono sfruttati in fabbrica, non degli interessi delle multinazionali apolidi che speculano sulla vita umana.
    La corruzione è un sottoprodotto funzionale al mercato globale. Per ciò se qui c’è veramente più corruzione, questo significa solo che ci sono più intrecci economici e più interessi da difendere.
    Contando solo il numero di basi militari straniere, che oggi sono accettate come normali e invece come duemila anni fa rappresentano l’esercizio dell’imperium di un paese su un altro, si capisce già la differenza che viviamo dell’ingernza straniere in Italia rispetto alla Spagna.
    Fare finta che tutto questo non esista e addossare la colpa dell’essere italiano alle persone che vivono in questa sfortunata terra, è davvero da stolti.

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